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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.09.2010

Dagli scritti di Rabash: Articolo: “E si aiutano a vicenda”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 395, Lez. 24
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 103
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Baal HaSulam, “600.000 Anime”, Lezione 2
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.09.2010

Dal Libro di Shamati, Articolo 97
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 376, Lez. 23
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Brani Selezionati per Sukkot
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Una Guida al Libro dello Zohar: Il sentiero per la rivelazione del Creatore

Citazioni dal mio prossimo libro, Una Guida al Libro dello Zohar.

La correzione delle attitudini in un gruppo kabbalistico dall’amore per se stessi all’amore per gli altri, è possibile solo con l’aiuto dell’autentica Forza Superiore che ha creato “l’inclinazione al male”, il nostro egoismo. Solo questa Forza può cambiare la cattiva inclinazione in buona, come è scritto, “Ho creato la cattiva inclinazione e ho trasmesso la Torah per la sua correzione, poiché la Luce in essa Riforma”; cioè ci unisce nell’amore.

Infatti, anche adesso noi esistiamo in una perfetta realtà. Noi siamo strettamente connessi gli uni agli altri come parti di un corpo nell’amore mutuo e nell’adesione con la Forza Superiore che ci ha creati e riempiti con amore ed abbondanza. Dobbiamo solo risvegliarci dal sentimento di consapevolezza di questa realtà nella stessa maniera in cui una persona inconscia deve risvegliarsi per sentirsi viva.

Questo risveglio, la forza resuscitante della Luce che Riforma, può essere sentito solo quando ci riconciliamo. Nel gruppo, cerchiamo di essere connessi nell’amore tra di noi ed elevarci al di sopra delle nostre emozioni istintive egoistiche. Insieme leggiamo il Libro dello Zohar.

Questo libro parla dell’unità tra di noi e del nostro stato corretto dell’esistenza. Così, la nostra lettura collettiva del Libro dello Zohar con l’intenzione di raggiungere l’unità, risveglia la Luce che ci riporta dall’oblio. Gradualmente, cominciamo a sentire la connessione e dentro di essa, il Creatore. Facendo ciò, raggiungiamo una realizzazione pratica dell’essenza della scienza della Kabbalah: la rivelazione del Creatore agli esseri creati.

Lo Zohar è la cosa più potente che c’è al mondo

Lo Zohar influenza la nostra anima più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ciò non vuol dire che dobbiamo scartare tutti gli altri libri e studiare solo questo, ma i suoi effetti sono più potenti di quelli di tutti gli altri.

Il Talmud Eser Sefirot e L’Albero della Vita sono buoni per formare la persona. Inoltre, più avanti, quando la persona si trova nei livelli spirituali, possono essere istruttivi per realizzare azioni interiori.

Quando si sperimentano ascese e discese, gli ingressi e le uscite delle Luci nella maniera in cui si potrebbero sentire fisicamente, poiché il desiderio o vaso spirituale è pronto per la ricezione e la dazione, per l’ingresso e l’uscita della Luce, allora si può lavorare con il Talmud Eser Sefirot e L’Albero della Vita, realizzando concretamente le azioni che descrivono.

D’altra parte, quando lavori con lo Zohar, lo fai attraverso un intermediario, la Luce Circondante. Questa composizione sviluppa il vaso dell’anima in generale, invece di come dice il verso, “L’anima della persona la istruisce”. Quest’ultima cosa succede quando puoi prendere il Talmud Eser Sefirot e realizzare praticamente le azioni.

C’è un tempo di preparazione per il futuro livello ed è per questo che è progettato lo Zohar. A parte questo, c’è un tempo per attualizzare i livelli, il che si fa con l’aiuto del Talmud Eser Sefirot.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29 Agosto 2010 sullo Zohar)

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Una Guida Al Libro dello Zohar: Il gruppo è il mezzo per lo sviluppo spirituale

Citazioni dal mio prossimo libro, Un Guida al Libro dello Zohar.

Per prepararci allo sviluppo spirituale, il Creatore risveglia due sensazioni in noi. La prima è la vanità di questo mondo e la seconda è l’aspirazione a raggiungere la fonte della vita, il risveglio del “punto nel cuore”. Il punto nel cuore, come una carica in un campo elettrico, ci porta in un luogo in cui possiamo dargli nutrimento e riempimento. Questo posto è il gruppo.

Possiamo realmente vedere come le persone in cui si risveglia un punto nel cuore siano attirate naturalmente l’una verso l’altra. È sempre il caso nella società umana in cui le persone con desideri simili si attirano reciprocamente e si riuniscono in gruppi. Un gruppo è un posto in cui la gente realizza la connessione con il suo prossimo su un livello pratico, basato su nuovi principi di amore ed unione, invece dell’odio e dell’isolamento.

Quindi, il lavoro nel gruppo è necessario ed obbligatorio per raggiungere la rivelazione del Creatore. Esso permette ad una persona di valutare davvero la sua attitudine verso il suo prossimo e di non cadere in illusioni riguardo alla spiritualità o alla sua personale connessione con il Creatore. Dopotutto, il Creatore è la qualità di amore e di dazione che risiede nella connessione corretta tra di noi.

Simili gruppi sono stati sempre creati nel corso della storia umana. Cambiando queste relazioni nel gruppo verso la dazione comune e l’amore delle persone, hanno creato le condizioni necessarie per percepire la vera realtà, quella Superiore. Leggere dei libri nei quali hanno scritto riguardo al mondo che hanno rivelato, ci permette di acquisire l’enorme esperienza accumulata da loro e di capire come realizzare una nuova vita lungo il cammino più breve ed efficace.

Un simile gruppo è chiamato un gruppo di kabbalisti. Il loro scopo è di unirsi reciprocamente nello spirito di ciò che è scritto nella Torah: “Come un solo uomo con un solo cuore”, “Non fare ad un altro ciò che è odiato da te” e “Ama te stesso come il tuo prossimo”. Quindi, essi si correggono e raggiungono l’equivalenza con il Creatore.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.09.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 09
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 349, Lez. 21
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 96
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Baal Sulam: “600.000 Anime”
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La scala per l’infinito

Lo Zohar ci parla del Mondo Superiore che riveliamo dentro di noi. Tutto ciò che è descritto in questo libro avviene dentro di noi. Infatti, percepiamo il nostro mondo alla stessa maniera. La differenza tra i mondi o percezioni, è che percepiamo questo mondo individualmente, dentro il nostro egoismo, mentre il Mondo Superiore viene percepito collettivamente, all’interno delle nostre relazioni e delle connessioni tra di noi.

La connessione attraverso la dazione mutua e l’amore viene chiamata anima, e quello che percepiamo in quest’anima è chiamato il mondo spirituale. Realizzando le correzioni in noi, correggiamo la connessione inizialmente frammentata (Kli) e così riveliamo le qualità differenti della connessione di cui parla lo Zohar. La connessione comune di tutte le parti dell’anima o creazione è chiamata il Creatore. Tutto il mondo spirituale comprende diversi tipi di connessioni che sono chiamate Abramo, Isacco, Giacobbe, diversi angeli, come pure gli oggetti inanimati, vegetali, animati e spirituali. Questi sono tutti rivelati nelle connessioni.

Oggi percepiamo il nostro mondo e pensiamo che esista per conto suo. Tuttavia, questa è un’illusione. La verità è che percepiamo un tipo di connessione tra di noi che chiamiamo con questo nome. L’ultimo o più basso livello di connessione tra le parti dell’anima (le anime particolari) procura la sensazione di una cattiva connessione che viene chiamata “questo mondo”. Quando raggiungiamo la connessione assoluta di tutte le parti dell’universo, questa connessione viene chiamata il Mondo dell’Infinito, perché è una connessione illimitata senza nessun limite circoscritto. Esso è invece al di là dello spazio e del tempo.

Tra la piena connessione nel Mondo dell’Infinito e la completa assenza di connessione in questo mondo, ci sono cinque livelli di connessione o cinque mondi chiamati Adam Kadmon, Atzilut, Berià, Yetzirà e Assiyà. Noi esistiamo effettivamente in una sola realtà che è il Mondo dell’Infinito, ma la nostra percezione di esso, dipende dalla nostra attitudine verso la connessione. Questo implica 1) egoismo o ricezione e 2) dazione o amore. La nostra vita è una sensazione della qualità della connessione tra le parti della realtà.

Se vogliamo rivelare il vero mondo e capirlo, raggiungerlo e gioirne, dobbiamo provare a vedere noi stessi più connessi mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Allora cominceremo a rivelare una connessione più grande ed il Mondo Superiore. Questo metodo di rivelare il Mondo Superiore è chiamato “Faremo e ascolteremo” (Naase ve Nishma).

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/08/2010, Lo Zohar).

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Su cosa si poggia il mondo

Lo Zohar, CapitoloLech Lecha (Vai Avanti)”, Articolo 4: La gente dovrebbe osservare il lavoro del Creatore. Dopotutto, tutta la gente non conosce e non considera su cosa risiede il mondo e su cosa risiedono loro.

Su cosa si poggia il mondo? Si poggia sul desiderio. Su cosa si basano le persone? Si basano sul desiderio. Lo Zohar parla di tutti i tipi di desideri, del mondo su cui poggiamo e di come possiamo cambiare questi desideri. Dopotutto, tutto ciò che succede all’interno del nostro desiderio costruisce la realtà che sperimentiamo.

La nostra percezione del mondo dipende da come possiamo cambiare i nostri desideri. Nel suo articolo “L’Occultamento e la Rivelazione del Creatore”, Baal HaSulam scrive che non cambia niente al di fuori di noi; è soltanto nostra responsabilità rimpiazzare la nostra percezione di questo mondo con la percezione del Mondo dell’Infinito.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.09.2010

Dal Libro di Shamati: Articolo 52 “Un peccato non cancella un Precetto”
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Come puoi aiutare un amico?

Domanda: Come posso aiutare un amico ad acquisire l’intenzione corretta?

Risposta: Quando un principiante arriva per la prima volta alla Kabbalah, egli non vede, ascolta o sente di cosa si sta parlando. È immerso nei suoi pensieri e desideri. Egli si siede e studia insieme a tutti come un bebè che è appena nato e non percepisce niente o non capisce in che tipo di mondo si trova; Oppure può essere comparato ad una persona malata che ha perso la coscienza.

Mi ricorda me stesso dopo un incidente d’auto, quando ero nel letto incosciente. Certe volte recuperavo leggermente conoscenza o sentivo voci al di fuori di me. Certe volte potevo persino rispondere, ma non vedevo niente o non reagivo in nessuna maniera. Ciò è simile ad una persona che arriva a studiare la Kabbalah: è presente e non lo è. Ha bisogno di tempo e dell’attenzione degli altri, alla maniera in cui le persone si occupano di qualcuno gravemente ammalato o di un bebè. Questo tipo di attenzione può aiutarlo ad avanzare velocemente.

Se le attenzioni non aiutano, allora la persona deve essere lasciata in pace e darle il tempo affinché, gradualmente, si metta in ordine. Questo può prenderle diversi mesi o anni, fino a che comincia ad ascoltare la Kabbalah invece di se stessa.

Quando una persona comincia ad ascoltare realmente per la prima volta? Quando sente che l’unità con gli altri le apre sensazioni spirituali ed è lì che risiede esattamente l’ingresso al mondo spirituale.

Per tanto, quanto più grande e forte è l’ambiente, più accelera lo sviluppo di una persona e la influenza, forzandola a muoversi più rapidamente per conto suo.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31 Agosto 2010, sullo Zohar).

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