Pubblicato nella 'Zohar' Categoria

Tutto inizia con un segreto

È scritto: “. L’intera Torah inizia con un segreto (Sod)” PARDES (acronimo per il raggiungimento progressivo della spiritualità), inizia con “Sod” (segreto) e termina con “Pshat” (conoscenza, semplice interpretazione).

Attualmente, non ci sentiamo di stare davanti ad un segreto, ma è tutto rigorosamente nascosto da noi. “Pshat” significa che tutto diventa semplice, pulito, e aperto, che è l’ultima fase della realizzazione. Quando iniziamo a raggiungere la spiritualità, noi saliamo dal nostro mondo al mondo dei Assiyà dove scopriamo Sod (segreto), cioè, ci rendiamo conto che tutto è un mistero per noi ed è tutto nascosto.
Questo è ciò che ci rivelano nel mondo di Assiyà.

Quando saliamo al Mondo di Yetzira, scopriamo DRUSH (spiegazione), e se raggiungiamo il mondo di Beria, scopriremo REMEZ (suggerimento). Se continuiamo l’ascesa al mondo di Atzilut, riveleremo PSHAT (conoscenza), e tutto si apre davanti a noi: la semplice Luce Superiore che riempie l’intera realtà.

Materiale correlato:

Laitman blog: Il sistema dell’universo
L’Albero della Vita

Una “Trappola” per la luce

Domanda: Passiamo tutta la nostra vita cercando la “carota”, ma non possiamo mai acchiapparla. Allora, quale è la differenza tra cercare la “carota” ed i nostri sforzi di rivelare il Creatore?

Risposta: Se una persona cerca una “carota” o il Creatore, stimolata dai suoi desideri egoistici, allora non riceverà mai niente. Secondo la legge della creazione, non può entrare niente nel desiderio di ricevere, eccetto Kista de Chayuta, una minuscola porzione di Luce di corta durata, che ci da la sensazione di una vita piccola e corta.

Se una persona desidera sentire una vita più grande, è possibile farlo con un desiderio differente. Per esempio, pesco un pesce con una canna da pesca, una farfalla con una retina, un animale con una trappola ed un uccello con una rete. Esiste uno strumento per acciuffare ogni tipo di animale.

Allo stesso modo, il nostro desiderio di ricevere non può sentire nient’altro che questa piccola vita di corta durata. Qualcosa di più grande può essere sentito solo con una “trappola” diversa che possiamo fabbricare; possiamo sentirlo solamente nel desiderio di dare.

La lamentela che hai espresso nella tua domanda è corretta. Nel mio desiderio naturale non ho la possibilità di essere felice. Per esserlo devo rimpiazzare il mio desiderio “di ricevere” con il desiderio “di dare”. Dopo tutto, la cosa più importante non è il desiderio, ma il riempimento.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Settembre 2010, sullo Zohar).

Materiale correlato:

Laitman blog: Dall’inganno alla Luce
Laitman blog: Come ricevere allo scopo di dare

Ritornare a Malchut dell’infinito

Domanda: Ieri su una pubblicazione del suo blog, Viaggiare nel mondo dei desideri, ha scritto: “Nel mondo spirituale non c’è una fonte di Luce perché la Luce riempie l’intero universo. Per tanto, la sua influenza è la stessa, non importa dove sei”. Ciò significa che possiamo dire quanto ci avviciniamo alla Fonte della Luce, il Creatore, solo nella connessione tra di noi?

Risposta: E’ corretto. Non c’è nessun luogo eccetto quello in cui siamo ora. Questo è l’unico luogo ad essere stato creato: Malchut del Mondo dell’Infinito. Tuttavia, come risultato della restrizione graduale della Luce (la presenza del Creatore in questo luogo) attraverso 125 gradi, adesso ci troviamo dietro a 125 filtri. Adesso siamo dietro l’ultimo livello dell’occultamento, nel quale non sappiamo neppure dove ci troviamo rispetto a tutti i livelli.

Per cominciare a rivelare questo luogo, Malchut dell’Infinito senza occultamento, dobbiamo immaginare che senza dubbio siamo lì, ma non lo sentiamo perché siamo separati gli uni dagli altri dall’egoismo. Se cominciamo ad unirci, nella misura in cui lo facciamo, ritorniamo lungo i 125 livelli della rivelazione della sensazione di Malchut dell’Infinito. Essenzialmente, ritorniamo alla coscienza, ritirando i veli dell’occultamento.

Tutto viene rivelato in accordo alla forza della connessione tra di noi. Quando aspiriamo ad unirci, allora la forza dell’opposizione a questa unità viene chiamata “inclinazione al male”. Quando desideriamo unirci nella nostra aspirazione di diventare come il Creatore, scopriamo un intero sistema di connessioni sbagliate tra di noi, che è opposto all’unità. Riveliamo il sistema dei mondi impuri di ABYA (BYA De Pruda, i mondi della separazione). Correggendo la nostra intenzione dalla “ricezione” alla “dazione”, trasformiamo i BYA impuri nel sistema dei mondi puri di BYA (BYA De Kedushà, santità, dazione).

In realtà non si è frammentato niente. Si è danneggiata solo la nostra connessione. È diventata egoista, ma adesso la stiamo re instaurando ancora una volta nella forma della dazione!

Non siamo frammentati, ma divisi gli uni dagli altri, solo che la nostra connessione è scorretta. Invece di comunicarti la bontà, voglio togliertela e darti il male al posto suo. Ecco come noi tutti ci sentiamo e questo è chiamato un sistema frammentato.

Tuttavia, in realtà non è stato frammentato niente in questo sistema. È lo stesso sistema nel quale tutti siamo uniti gli uni agli altri, solo la nostra connessione è scorretta. Quando scopriamo che la connessione tra di noi è scorretta, significa che adesso siamo nei mondi impuri di BYA e questa è una rivelazione spirituale; ma per adesso, siamo dietro i 125 livelli di occultamento di questa connessione. Tuttavia, è solo una mancanza di coscienza da parte nostra.

Pertanto, tutto dipende solo dai nostri sforzi per rivelare il sistema della connessione corretta tra di noi. Attraverso questa connessione riveliamo la forza che governa la creazione: il Creatore. Non c’è altra opportunità di rivelarlo.

Essenzialmente, ricreiamo il nostro Kli (il vaso comune dell’anima) dallo stato frammentato nel quale tutte le sue parti funzionano scorrettamente, come gli organi di una persona ammalata, fino a quando raggiungiamo l’armonia e la connessione corretta. Lo stato sano al quale ritorniamo, il nostro funzionamento adeguato, la forza interna che ci controlla, la necessità e lo scopo della nostra esistenza, tutto questo è chiamato Creatore!

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Settembre 2010 sullo Zohar).

Materiale correlato:

Laitman blog: Lo Zohar è rivelato nell’unità
Laitman blog: La scala per l’infinito

Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 21
Video / Audio

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 663, Lez. 34
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 129
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 8
Video / Audio

Torah, Porzione Settimanale – 08.10.2010

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Noè”, Brani selezionati
Video / Audio

Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.10.2010

Libro di Shamati, Art. 161 : “ Riguardo al Dono della Torah”
Video / Audio

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 652, Lez. 33
Video/ Audio

Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Punto 95, Lezione 40
Video / Audio

Articolo: “La Libertà”, Lezione 1
Video / Audio

Il Gruppo è la Mia Ombra

Il gruppo è la mia copia, la mia ombra, così come io sono l’ombra del Creatore Io ricevo dai miei amici molto di più di quello che do loro. Non dipende da loro o dal loro comportamento, ma solo dalla mia attitudine verso di essi. Questo ambiente è anche il Creatore. E’ l’opportunità che Lui mi ha dato per lavorare con Lui, avendo creato per me un’illusione di qualcosa che esiste al di fuori di me, mentre, in realtà, solo il Creatore esiste al di fuori di me.

Questo è il perchè dobbiamo sempre risvegliare l’ambiente fino a raggiungere lo stato in cui l’ambiente mi influenza, così che io desideri unirmi con esso e attraverso esso unirmi al Creatore. Io non posso raggiungere il Creatore senza l’ambiente, perchè proprio l’ambiente è un mezzo esterno attraverso il quale posso vedere l’immagine del Creatore.

Se non ho il desiderio di unirmi al gruppo, allora non sto mirando allo scopo , al Creatore. Dopotutto chi è il mio vicino? La forza della rottura che è avvenuta nella spiritualità mi ha diviso in due parti, me e il mio vicino. Per quale ragione? E’ perché io possa discernere le mie mancanze al fine di unirmi al Creatore.

Più presto porterò questo ambiente vicino a me, anche se mi appare estraneo, più sarò vicino al Creatore. Sono stato deliberatamente dotato con una duplice percezione così che io possa vedere una parte di me estranea e da odiare.

Questo è il perchè “ama il tuo vicino come te stesso” è la regola principale della Torah. Questa è l’unica cosa che la Luce corregge, non esiste niente altro per la correzione. Se non chiedi per questa correzione, allora tutti i tuoi sforzi saranno invano. Tutto il resto è un inutile grido in una regione selvaggia.

Aspettare la cura dello Zohar

Quando leggo il testo dello Zohar, non è bene che il testo mi nasconda lo scopo della lettura. Verifico costantemente: cosa desidero esattamente nel leggerlo?

In primo luogo, desidero che la lettura del Libro dello Zohar mi riveli la mia malattia, il mio egoismo e dopo mi curi, aiutandomi ad acquisire l’attributo della dazione invece di questo. Voglio acquisire l’unità con gli altri che aspirano allo stesso scopo. Questa si chiama “intenzione prima dello studio”.

Dopo aver preparato l’intenzione o la ragione per la quale leggo il Libro dello Zohar, allora posso cominciare la lettura. Se posso mantenere l’intenzione costantemente, allora posso permettermi anche di ascoltare il testo ed il suo significato.

È simile ad una persona ammalata che si trova in uno stato critico: legge un libro di medicina solo per scoprire la cura. Non le interessa nient’altro! Non la preoccupa lo stile del testo o i dettagli della storia! Cerca solo il rimedio (l’elisir della vita, la Luce)!

Per tanto, la cosa più importante è che dobbiamo avere l’intenzione corretta e dopo possiamo ascoltare i dettagli che ci racconta lo Zohar. Non esiste niente di più importante che ricevere “la cura medica”, perché non riceviamo la vera storia fin quando non entriamo in questo stato noi stessi.

Allora, perché gli autori dello Zohar hanno scritto per noi tutte queste storie? Lo hanno fatto affinché facessimo lo sforzo di mantenere l’intenzione. Solo dopo, nella misura in cui sarà possibile, possiamo permetterci di ascoltare la storia, desiderando rivelarla per mezzo dell’intenzione. Dobbiamo accorgerci che non stiamo vivendo questi stati e non capiamo il testo, ma se desideriamo rivelarlo ed aspirare allo stato interno che si descrive, allora potremo capire il testo e connetterci ad esso.

Il mio primo desiderio è raggiungere la qualità spirituale attraverso l’attitudine corretta verso il Libro dello Zohar. Dopo di che posso prestare attenzione al testo ed assicurarmi di capirlo correttamente. Questo viene chiamato “voler raggiungere ciò che si studia”, come è scritto nel punto 155 dell’Introduzione al Talmud Eser Sefirot.

Il testo dello Zohar è il luogo nel quale io compio il mio lavoro interiore e faccio i discernimenti su dove mi trovo. Prima ho un’intenzione relativa allo scopo e dopo una sensazione relativa al testo.

Dobbiamo sentire le profondità degli strati della realizzazione. Questo viene chiamato “Sforzarsi nella Torà e nei Comandamenti” e “Studiare la Torà”.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12 Settembre 2010, sullo Zohar).

Materiale correlato:

Laitman blog: Lo Zohar è la cosa più potente che c’è al mondo
Laitman blog: Questo Libro Funziona, Anche Quando Stai Lavando I Piatti!

Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 38
Video / Audio

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 624, Lez. 32
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 123
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 7
Video / Audio

Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 25
Video / Audio

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 592, Lez. 31
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 125
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 6
Video / Audio