Pubblicato nella 'Spiritualità' Categoria

Si otterrà più facilmente

Al recente Congresso ho scoperto che non posso unirmi con gli altri o cancellare me stesso e non sono neanche capace di avvicinarmi a nessuno! Allora, cosa devo fare se questa è la mia natura?

Questo è proprio perché c’è uno strumento chiamato la Luce Superiore. Questa Luce è contenuta all’interno del gruppo, ma è occultata e noi non la vediamo. E’ anche il luogo in cui risiede il Creatore, la qualità del dare. Allora, come facciamo ad evocare la sua influenza su di noi?

Se incominci a studiare la fonte vera, primaria nel gruppo, Il Libro dello Zohar o Tamud Eser Sefirot , questo ti renderà capace di attirare la Luce e risvegliarla dall’interno. Perché? Perché quando leggi questi libri, studi gli stati interiori e in tal modo puoi avvicinarli maggiormente, risvegliarli e attirarli a te.

Risvegli l’influenza di questo mondo occultato e interiore su di te ed esso risplenderà per te. Gradualmente ti correggerà, ti darà la possibilità di connetterti con gli altri e l’odio, la repulsione, la separazione sparirà. Inizierai a comprendere l’importanza di questa unità e desidererai che essa diventi realtà. E improvvisamente avvertirai un “click”, la tua prima connessione con gli altri.

Se riesci ad immaginare i livelli di questa unità nella forma di una scala (da 0 a 125 gradini di livelli) allora significa che ti sei mosso dal punto 0 a uno. E questo è il fondamento!

Nel Congresso, abbiamo percepito questo punto zero, il fatto che siamo incapaci ad entrare nell’unità. Ora abbiamo uno scopo di fronte a noi: richiedere la Luce che Riforma con l’aiuto dello studio e la giusta intenzione.

Nel momento che raggiungerai il primo livello dell’unità, diventerai “il figlio del mondo che verrà” (Ben Olam HaBa). Percepirai e comprenderai cosa è questo stato. Incomincerai a muoverti intorno leggermente e riceverai la prima impressione del mondo spirituale.

Dopo di che, le cose si otterranno più facilmente. La cosa più importante è la prima rivoluzione! Tutti gli altri livelli diventeranno semplicemente sempre più grandi. Naturalmente, le differenze tra loro sono colossali nella potenza. Ma niente è paragonabile all’entrata al primo grado. Ciò è perché quando avviene ti senti letteralmente spostato dal nostro mondo a quello spirituale. Questo è lo sfondamento.
[26938]

Dopo il Congresso: le prime conclusioni

Una mail che ho ricevuto: Caro Rav Laitman, credo di parlare a nome di molte persone se dico che sono preso da una grande delusione. Cosa ci posso fare?

La mia risposta: Nell’ultimo giorno del Congresso ho sentito molto spesso che molte persone speravano di fare un grande salto nel modo spirituale durante il Congresso, e adesso sono presi da una grande disperazione.

Lo dirò di fronte: Personalmente sono molto sorpreso dai risultati ottenuti nel Congresso che è appena finito. E non sto parlando della quantità dei partecipanti ne della reazione positiva della stampa, ma dai cambiamenti interiori e dalla maturità dei partecipanti e di tutto il gruppo mondiale. Per la prima volta le persone hanno attraversato degli stati che sarebbero stati impossibili a livello individuale. Ci sono stati dei discernimenti estremamente importanti nella loro interiorità.

E per quanto riguarda le tue aspettative: Se il tuo desiderio è stato quello per la vera spiritualità, per la dazione e per l’amore del tuo prossimo, allora non devi sentire questa disperazione perché hai sempre l’opportunità di dazione e di amare. Nessuno te lo può dare o togliere.

La prima qualità spirituale, Bina, è una aspirazione per Hafetz Hesed (essere al di sopra dell’egoismo), la sensazione fuori dal tuo desiderio. Se tu hai aspirato a questo, allora non devi preoccuparti in quale stato ti trovi dato che tutto viene dal Creatore e soltanto Lui decide, d’accordo al Suo piano, quello che succederà a tutti ed ognuno di voi. La tua unica reazione dovrebbe essere di gioia ed il desiderio di essere sotto il potere del Creatore, la qualità di dazione. Il Machsom viene attraversato da quelli che sono scappati dal loro egoismo e che accettano tutte le condizioni di liberarsene, accettando la condizione di “tutti come uno” (come un uomo con un cuore o desiderio) e la garanzia mutua, “uno per tutti e tutti per uno”.

Nessuno di noi ha il potere di strapparsi dal proprio egoismo. Per ora ne abbiamo parlato, ma siamo incapaci di fare precisamente il discernimento interiore perché questa è precisamente la qualità che non ci permette di entrare nella spiritualità, la qualità di dazione. Siamo incapaci di distinguere di cosa si tratta e dove si trova al nostro interno. Si nasconde dentro di noi come un serpente e non possiamo identificarlo esattamente, confondendolo sempre con altre qualità.

Proprio come il dolore durante una malattia, solo il dolore della delusione ci aiuta a riconoscere il nostro egoismo e di scoprire che non è un bene, che è il cattivo che ci governa, il Faraone. Dobbiamo essere talmente delusi che lo odieremo al nostro interno, e desidereremo soltanto una cosa, separarci da esso. Comunque, per arrivare a tale grado di disperazione, dobbiamo aspirare a questo con tutto il nostro egoismo (Lo Lishma). Ho parlato di questo prima del Congresso, che “stiamo uscendo da Egitto”. E tutti erano sicuri che doveva accadere. Se non avessimo avuto questa convinzione, non avremmo avuto questa delusione e questo discernimento su questo male (Faraone) dentro di noi che non ci permette ascendere alla qualità di dazione.

Per poter svegliare questo male immediatamente, io ho dichiarato all’inizio del Congresso che siamo obbligati a raggiungere l’unità, che tutto il nostro lavoro nel Congresso deve essere fatto per mezzo di una ricerca profonda dentro noi stessi ed il nostro atteggiamento verso tutti gli amici. Tuttavia, invece della “rivelazione dei cieli”, che ci aspettavamo, ci ha portato una discesa, raffreddandoci. Con la mia supplica per cercare l’unità e di ascendere al disopra di noi, sopra il proprio “se stesso” io volevo mostrare ai partecipanti del Congresso che ancora non siamo pronti per questo, e come risultato di questo sentimento i partecipanti sono entrati in trance.

Da una parte ero molto contento di questa “rivelazione del male”. Ma dall’altra parte iniziai a temere che il gruppo non sarebbe stato capace di uscire da quello stato in un lasso breve di tempo. È similare a quando una persona malata scopre un dolore e deve capire che sta a indicare una malattia, dopodiché inizia a curarsi con l’aiuto di un dottore, il Creatore. Inoltre il 30, 40% dei partecipanti del Congresso erano nuovi alla Kabbalah e non capivano quello che gli stava succedendo. Perciò si è deciso di fermare d’un colpo il Faraone, le tue speranze egoiste e di ascendere al disopra da esse.

Comunque, precisamente questi processi che abbiamo sperimentato sono quelli che ci hanno preparato per il passaggio – che non sia egoista, aspirando di rivelare il riempimento, ma che desidera rivelare l’opportunità di dazione, di unirsi “come un uomo con un cuore” accettando la garanzia mutua. Il risultato della Convenzione è il primo colpo al Faraone – il nostro amor proprio, le nostre speranze egoiste di “attraversare il Machsom” e ricevere il Mondo Superiore cosi come questo mondo dentro di noi, dentro i nostri desideri, dentro il nostro riempimento.

Baal HaSulam scrive che quando una persona si avvicina alla frontiera spirituale, è convinto che il Mondo Superiore non gli appartenga, e soltanto allora lui attraversa la Klipa, la frontiera, ed acquisisce la qualità di dazione.

La rivelazione della nostra mancanza di volontà è venuta fuori subito, durante la mia prima lettura. Quando io dissi all’ inizio che al posto delle azioni esterne noi dobbiamo esplorare al nostro interno, nella connessione tra di noi, nella garanzia mutua. Immediatamente tutto si ghiacciò! Il nostro egoismo venne fuori, ma questa rivelazione del male dentro di noi è anche una grande conquista che ci è stata portata dalla nostra unità (la santità del giorno).

Nel corso del Congresso abbiamo scoperto che il Faraone è dentro di noi e non fuori. Ha ricevuto questo primo colpo attraverso il fatto che eravamo delusi dei risultati del Congresso. Abbiamo pensato (essendo Faraone) che avremmo ricevuto qualcosa all’interno di noi,ma non abbiamo ricevuto niente. Questo è il primo colpo al Faraone, il nostro egoismo. Abbiamo scoperto che non riceveremo niente all’interno del nostro desiderio egoista.

Adesso abbiamo un’abilità maggiore per dire in quale qualità deve essere rivelata la spiritualità dentro di noi. Abbiamo una comprensione migliore sul fatto che non succederà dentro il Faraone , e cosa significhi pensare all’Altissimo. Questo vuol dire non pensare a te stesso. A questo punto ognuno di noi tremava d’impazienza: Quando succederà il miracolo in modo che possiamo ricevere tutto in questo mondo insieme al mondo spirituale – dentro di noi?! Adesso abbiamo un nuovo sentimento sulla necessità di separarci da quello che ci porta questa delusione, e questo è l’inizio del rifiuto del egoismo.

Abbiamo pagato a caro prezzo questa lezione, ma il costo è molto più di questo. Precisamente la delusione, il colpo al nostro amore proprio, al nostro egoismo, le nostre speranze di ricevere, è il più grande acquisto che potevamo desiderare, ed io sono sopraffatto dalla gioia nel vedere degli egoisti che sono delusi.

Adesso devi solamente realizzare quello che è successo a te. In base alla preparazione di ogni persona, una parte di voi lo realizzerà mentalmente e un’altra parte continuerà a sperimentare delusione nelle proprie sensazioni, allora prenderete coscienza. In ogni caso, ci sarà soltanto una conclusione: Una persona non potrà più rimanere legata al proprio egoismo. Precisamente questo colpo alle nostre ingiustificate, speranze egoiste ci aiuterà ad iniziare ad allontanarci da lui (il Faraone).

È possibile che abbiamo ancora bisogno di sperimentare dei colpi, ma andranno sempre nella stessa direzione che abbiamo acquisito nel Congresso. Può anche darsi che dovremmo sperimentarli non soltanto nel Congresso, ma insieme nella nostra connessione quotidiana virtuale, nella sensazione che abbiamo acquisito insieme. Per ora dobbiamo solamente desiderare una cosa: rifiutare il nostro egoismo, che è il solo male che c’è e di ascendere oltre “noi stessi” nella qualità di dazione.

Il Creatore ci ha presentato questo grande regalo! Non esiste nient’altro oltre a Lui! Scrivetemi e fate le domande durante le lezioni. Io no ho mentito a voi, ma al vostro egoismo.

Per voi con amore,
Dr. Laitman
[26346]

L’effetto della massa critica

Domanda: Durante il Congresso, come facciamo a superare le barriere psicologiche che ci ostacolano nell’unità?

Risposta: Il Congresso non è soltanto un grande o un piccolo gruppo, ma l’unità legata da una forza comune. È possibile aumentare in quantità oppure in qualità. Dopo aver raggiunto un certo livello quantitativo, la massa diventa il fattore determinante. Non importa quanto siano deboli le persone e quanto poco capiscano, e perfino se non vanno l’uno d’accordo con l’altra, se si uniscono, allora tutte le persone sono influenzate dalla massa. Loro sentono la forza che viene dalla quantità, che a sua volta diventa la qualità in grado di influenzarli.

Quando mi trovo con 7000 persone che aspirano alla meta, io sono in connessione con loro perché siamo insieme nel sistema comune delle anime. Perciò, non importa quale sia il mio desiderio, io sono influenzato da loro.

L’unità tra un gruppo enorme di persone in un Congesso crea una pressione che inizia a lavorare secondo un suo ordine. Venendo inclusa in questa unità, una persona è sotto il potere della società per cui non deve lavorare nell’ abbassare se stesso in relazione all’ambiente. Lui semplicemente si unisce a tutti in un solo desiderio. E perfino se il desiderio non gli è completamente chiaro, la meta comune lo unisce con altre persone e prende il posto dei disaccordi, conflitti e mancanza di comprensione.

È questo il modo di operare della massa, assorbendo tutti i problemi dell’unità. Allora, in base alla forza della nostra unità, noi sentiremo la Luce Superiore. È contenuta nella connessione tra di noi; è l’unico posto dove la dovremo rivelare. Il Kli unificato esiste in tutti i livelli con tutte le Luci riempiendo il desiderio come una scala già fatta. Perciò, tutto dipende solamente se io sia incluso in questo livello oppure non. Se io sono pronto ad unirmi alla forza di un determinato livello, allora io sono incluso come nell’ingresso di un portone, e perciò io sento il mondo spirituale: l’unità comune, la Luce che riempie tutti quanti, il Creatore. Quando sarò al livello in cui acquisto la consapevolezza, io vedo il mondo da fine a fine, vedendo il Mondo dell’Infinito nel primo livello di 125 livelli.
[26223]

Studiare le azioni del Creatore

Domanda: Se esiste soltanto un’anima, allora perché è necessario per 600,000 anime raggiungere la garanzia mutua tra di loro?

Risposta: Noi raggiungiamo l’unica anima precisamente per via di questa divisione in più parti. È impossibile raggiungere quello che è ‘anima comune senza passare dalla rottura.

Per poter capire questo disegno, bisogna che noi lo riveliamo prima come rotto e cercare di metterlo insieme. Quando lavori duro e arrivi alla convinzione di non poter farlo da solo, senza il Superiore, allora rivelerai Lui che ti può aiutare. Ed insieme a Lui tu potrai mettere insieme questo “puzzle”.

Allora comprenderai quello che Lui ha fatto e perché abbia rotto l’anima comune. Lo ha fatto per il tuo bene e perché tu possa mettere insieme le parti rotte insieme, e durante questo processo capirai come devono essere collocate e che collegamento devono avere. È come se tu stesi facendo una macchina da migliaia di parti e tu devi capire come ogni pezzo sia necessario e come devi essere collegato con gli altri, e in quale ordine.

Quando lo metti insieme, ti rendi conto che per far funzionare il motore, ha bisogno della forza della vita! Questa forza è chiamata il Creatore. Perciò, noi Lo conosciamo dalle Sue azioni. Altrimenti non potremmo mai capirlo.
[24866]

Materiale correlato:

Laitman blog: L’amore e l’odio “600.000 anime”
Laitman blog: La mia somiglianza con il Creatore

Impregnato di un unico campo

Domanda: In qual modo è la nostra interconnessione?

Risposta: La connessione è quando ti guardo e tu cominci a capire quello che sto pensando. Una connessione è quando ti trovi ad una decina di metri dietro di me, e sento che tu sei lì dietro la mia schiena.

Ci sono molti tipi di connessione tra di noi, molti campi in cui si interagisce. Quelli elettrici, magnetici, il campo biochimico, il campo di desideri, i pensieri e le intenzioni, tutti questi campi ci legano insieme.

Tutti i corpi vivi creano campi intorno a loro, e noi ci connettiamo con i nostri campi. A volte ci connettiamo, e qualche volta non è possibile. Tutto dipende dalla misura in cui i nostri campi si relazionano l’uno all’altro.

Tuttavia, vi è un campo speciale, potente ed elevato: il collegamento spirituale tra di noi. Questo campo abbraccia e comprende tutto il resto, e questo è il motivo per cui è chiamato il “Creatore”. Questo è il campo che abbiamo bisogno di rivelare, ma, in sostanza, tutti i campi appartengono ad un unico campo universale che anche Einstein volle scoprire.

Esso ci connette attraverso i nostri pensieri e desideri e ci influenza l’un l’altro attraverso di esso. Una volta concentrato su questa possibilità, e che desidero rivelare la nostra interconnessione, scoprirò l’influenza reciproca e la userò per l’interconnessione universale.
[25505]

(Da un discorso sull’ Arvut 29/10/10)

Toccare l’eternità

La saggezza della Kabbalah è nascosta dai nostri sensi e dalla nostra mente, appartiene a un’altra dimensione, e noi non possiamo accettare e studiare direttamente. Ma, a differenza degli animali, per esempio, che sono incapaci di capire la musica creata dall’uomo, abbiamo l’immaginazione, i dati iniziali (un punto nel cuore) per iniziare a cambiare noi stessi, e in questa misura di  studiare la scienza della Kabbalah, entrare in contatto con lei.

Questa è la cosa più importante in questo mondo. E non importa quanto la gente si sposta nello studio di questa scienza e quanti capiranno. Il lavoro autonomo si trova al di sopra di questo mondo, oltre il nostro inconscio, il desiderio di uscirne è di per sé una grande ed eterna occupazione.

Non un momento di studio della Kabbalah, voler avanzare, per rivelare la vera vita, uscire dall’ incoscienza, – non scompaiono, ed è accreditato per i tuoi sforzi.

È scritto che l’anima dopo la morte del corpo, chiede solo queste domande: “: Ti sei occupato della Torah?” Aspettavi la salvezza? “. “Ero impegnato nella Torah?” – cioè  “Ho provato a chiamare la luce che ritorna alla sorgente?”. “Aspettavo la salvezza?” – cioè  ,  aspettavo che la luce faccia questo lavoro, ho cercato di diventare un “colui che dà”?
Se una persona ascolta un po’ la saggezza della Kabbalah ed è impegnata in essa, spinge tutte le anime che sono intorno ad essa nel sistema generale di “Adamo”.

Materiale correlato:

Lezione “La Saggeza della Kabbalah e la sua Essenza” 16.11.09
Laitman blog: L’immagine olografica dell’anima
Laitman blog: I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 13

Noi facciamo nascere il Creatore tra di noi

In un gruppo kabbalistico abbiamo bisogno di raggiungere una tale connessione, che viene descritta come “Creatore”. Una misura di rispetto tra di noi, quando noi percepiamo l’altro come noi stessi. Devo controllare tutto il tempo: mi avvicino ad una connessione del genere o no? Cioè, mi avvicino al Creatore?

Noi facciamo nascere il  Creatore in mezzo a noi. Nei nostri rapporti, la tensione, la comunicazione, in uno sforzo di uno verso l’altro, tutti insieme riveliamo quello che viene chiamato il Creatore. Immaginate fossimo attratti l’uno all’altro in un cerchio, all’interno del quale viene rivelato qualcosa che si chiama “Vieni e vedi!” (Bore = BO-RE – Vieni e vedi).

Dopo tutto, abbiamo creato il kli comune con i dieci Sefirot della Dazione. Questo kli viene svelato, con il riempimento, se noi tendiamo a  rivelare questa forma corretta di connessione, di non passeggiare nelle fantasie su se stesso e il Creatore, ma sappiamo che dobbiamo scoprire.

Materiale correlato:

Laitman blog: Mamma, voglio andare con loro!
Laitman blog: La verità si trova tra di noi

Fino a che la larva diventi un essere umano

Il sistema del Governo Superiore chiamato “L’Albero dell’universo” scende a noi dall’Alto nella sua forma ideale, dove tutte le sue parti sono interconnesse in maniera appropriata. Ogni elemento è unito a tutti gli altri in assoluta armonia, riceve sostegno da tutti e sostiene tutti in accordo al suo grado nella forza comune del sistema, che risulta nella formazione di una sfera comune che simboleggia la perfezione.

Tutto questo è colmato dalla “illuminazione della Shechinà”, la Luce riempie tutti i desideri che esistono in armonia mutua affinché possano provvedere gli uni agli altri. La legge di questo sistema è che tutti agiscano solo nei loro interessi comuni, consciamente ed in maniera reciproca; ed è creato dal lato della Luce, la dazione o Creatore.

Ci troviamo nello stesso centro di questo sistema. Risulta che esisto in un mondo meraviglioso di Luce ed armonia spirituale, però a causa del fatto che resto nel mio egoismo, sono opposto al sistema e vedo il mondo in un modo completamente diverso.

La Luce Superiore ci nasconde di proposito la realtà perfetta solo perché sarebbe orribile sentire la sua perfezione! Pertanto, vedo semplicemente una piccola parte della vera realtà che mi circonda, la parte che sono capace di assorbire con il mio piccolo egoismo, però vedo tutto nella forma opposta, come male o bene. Lo percepisco nel grado e nella forma in cui sono capace di accettarlo e di vivere con esso.

Nella misura in cui mi correggo ed acquisisco il grado della dazione, questa sfera mi viene rivelata sempre di più, si amplia e mi mostra che sono ogni volta peggiore! Però, nel frattempo, sto già ricevendo la forza della dazione e sto correggendo me e la mia realtà. Questo continua fino a che la mia percezione si espande ed abbraccia tutta la sfera, tutto “l’albero”, tutto il sistema, ed allora posso sintonizzarmi con questo correttamente e con tutta la sua forza.

Tuttavia, per il momento, esistiamo al centro di tutto questo universo in una forma opposta ad esso, chiusi dentro il nostro piccolo mondo come un verme in un rafano acido.
[24189]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19 Ottobre 2010 – Beit Shaar HaKavanot).

Materiale correlato:

Laitman blog: L’intero universo proviene da una scintilla dell’energia superiore
Laitman blog: Svegliarsi nel mondo di Azilut

Perché si divise il Mare?

Lo Zohar, Capitolo: Beshalach, (Il Faraone inviò) 181. Allora tutto si illuminò insieme perché a prescindere dal fatto che la luce di Atik è Hassadim coperta, contiene dentro di sé anche Chokhmà, poiché Chokhmà in AA è necessariamente ricevuta da esso. Per questo, Hassadim di Atik era più importante di Chokhmà di AA e si considera che lo contengono e questa Chokhmà e Hassadim illuminano in esso insieme. È così perché il mare fece le leggi superiori per annegare gli egiziani e salvare Israele, poiché il superiore e l’inferiore furono consegnati nelle loro mani … poiché attraversare il Mar Rosso dipende da Atik.

La Luce Superiore viene e rompe i desideri sgradevoli in noi chiamati “gli egizi” provenienti dai desideri chiamati “Isra-El” (diretti al Creatore) i quali, sono pronti ad essere corretti. Questo succede a causa delle condizioni della Seconda Restrizione (Tzim Tzum Bet).

“Le Nazioni del Mondo” sono tutti i desideri che non possono essere corretti fino alla Fine stessa della Correzione (Gmar Tikkun). Questo include le Klipot e tutti i desideri che sono direttamente connessi con la Luce di Chokhmà.

I desideri di “Israele” (Yashar-Kel) includono tutte le qualità di Binà e per loro natura, appartengono a Galgalta Einaym. Per tanto, la Luce di Chokhmà che arriva, provoca la divisione nella profondità dei desideri o vaso, separando i desideri che possono essere corretti (quelli che appartengono a Galgalta Einaym e permettono che diventino Ahap de Aliya), dai desideri che sono del tutto impossibili da correggere. È per questo che si produsse “la divisione del Mar Rosso”, per separare “Israele” dagli “egiziani”.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27 Ottobre 2010 – Lo Zohar)

La porta è sempre aperta

Domanda: Su cosa dobbiamo stare attenti in questi ultimi giorni e cosa dobbiamo lasciare prima del Congresso?

Risposta: Dobbiamo stare attenti ai pensieri estranei e pensare solo al sistema di connessione che vogliamo rivelare tra di noi, per cui ogni persona si sentirà connessa con gli altri in fondo al suo cuore.

Quelli di noi che riveleranno questa connessione interiore avvertiranno immediatamente lì la vera Luce, il Creatore! La Luce e il desiderio diventeranno immediatamente uguali. Nel momento in cui si sente anche il minimo desiderio spirituale, si acquista subito una forma, perché il vaso non può esistere senza forma.

Nella spiritualità è impossibile scoprire un meccanismo disfunzionale che ha bisogno di essere liquidato e costretto a lavorare. Baal HaSulam scrive che nel mondo spirituale, “l’ingresso e la porta” sono sempre rivelati insieme. La porta può essere vista solo una volta che è aperta, nel senso che riveliamo sempre il vaso (desiderio) e la Luce (Creatore) al suo interno nello stesso momento.
[25805]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/11/10, “Esilio e redenzione”)