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La piramide capovolta

E sono particolarmente le anime più basse, le più esteriori, quelle “cattive” che possiedono il maggiore desiderio. Una volta che si svegliano e aspirano alla santità, l’ intera piramide si capovolgerà.

Possono compiere semplici azioni, azioni di supporto, ma se queste azioni sono compiute altruisticamente e con tutto il cuore, allora non saranno più azioni meccaniche. Può darsi che una persona cosi non capisca quello che deve esser fatto, ma vuole aderirsi a te. Il minuto che lui fa, lui inizia a ricevere quello che tu hai e cresce! Improvvisamente, all’ interno di questo piccolo desiderio gli immensi desideri spirituali, le anime vengono rivelati.

Nel mondo spirituale, la cellula più piccola, collegandosi al corpo, riceve tutto quello che ha il corpo; acquisisce tutti i suoi desideri ed è attenta a tutto quello che accade li.
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Rendere il creatore importante

Il Creatore ha voluto creare la creatura identica a lui. E questa è una vera benedizione. Perché allora la creatura non diventa come il Creatore sin dall’inizio? È perché la creatura deve costruire se stessa.

Il rapporto tra il Creatore e la creatura viene eseguito per mezzo della ricezione e dazione. Il Creatore concede prontamente l’ appagamento alla creatura e, inoltre, dà alla creatura l’opportunità di fare la stessa cosa in cambio. Più importante è il Creatore agli occhi della creatura, più questa può dare a Lui. Alla fine, diventerà davvero indipendente e pari al Creatore.

Pertanto, loro stabiliscono una totale reciprocità. Uomo riceve appagamento crescente a livello del Creatore, ma solo se egli vuole diventare identico a lui.

Questo desiderio supplementare che dobbiamo acquisire viene chiamato aspirazione. Esso deriva dal rendersi conto dell’ importanza del Creatore. Osserviamo lo stesso nel nostro mondo: se qualcuno è importante ai miei occhi, mi sforzo di dare qualcosa a quella persona. Per esempio, un bambino è importante per i suoi genitori, e loro si sforzano di dare a lui doni.

Si scopre che devo lavorare costantemente per rendermi conto dell’ importanza di questo gradino, la proprietà denominata “Creatore”. In questo modo otteniamo la somiglianza con il Creatore, naturalmente trovando ciò che è importante per noi: la proprietà di dazione.
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Cos’ è la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah è un metodo della rivelazione del Creatore o della correzione dell’ uomo?

Risposta: Quando una persona arriva alla Kabbalah, crede che sarà capace di raggiungere il mondo Superiore per mezzo dell’ accumulo di conoscenza e di acquisizione di potere nel gruppo. Tuttavia, mentre passano gli anni, comincia a rendersi conto che tutto dipende solo da quanto cambierà se stessa e non da quelli che le stanno intorno. Solo in quel momento comincia a studiare la Kabbalah correttamente.

Vale a dire, da un lato la Kabbalah è il metodo della rivelazione del Creatore all’ uomo in questo mondo e dall’ altro, è un metodo per cambiare se stessi per arrivare ad essere come il Creatore, che si rivela ad una persona nella misura in cui quest’ ultima diventa simile a Lui.
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Questa vita è un sogno

Domanda: Come possiamo raggiungere la rivelazione in modo da vedere il mondo spirituale nel modo più realistico così come vediamo ora la nostra realtà?

Risposta: Non so se le cose che sto vedendo ora sono realtà o meno. Cosa succede se sto sognando e non posso svegliarmi?

Mi sembra che ora sono all’interno di una certa realtà, ma come faccio a sapere veramente se questa realtà è solo un sogno rispetto alla realtà vicina? Forse c’è un tale livello di vigilanza che mi sta aspettando che tutto ciò che ho sentito in passato, mi sembrerà un sogno?

Dentro la mia realtà attuale ci sono anche periodi in cui mi sintonizzo al di fuori da esso per andare a dormire. Allora, come faccio a sapere? Forse sto dormendo anche adesso?

In altre parole, devo capire in che modo passare da uno stato all’altro per acquisire una nuova coscienza. Ed è per questo che i Kabbalisti ci hanno dato un mezzo.

Fino a quando non si acquista quella nuova coscienza, si rimarrà dentro un sogno e non si saprà nemmeno che è possibile svegliarsi e cominciare a vivere! Noi tutti comprendiamo cosa significa sognare. Stavo dormendo, mi sono svegliato, e adesso sono considerato sveglio. E questo è esattamente come noi esistiamo in rapporto con il mondo spirituale, il mondo a venire.

Ci sono molti stati di questo tipo, uno sopra l’altro. La Kabbalah ci dà i mezzi per mantenere l’ordine crescente da uno stato all’altro. Se è corretto utilizzare i mezzi dati a voi nel vostro stato attuale, allora si sarà in grado di ascendere ad uno stato che si chiama “vita” in relazione al proprio stato attuale e quello che si sente oggi sarà definito un “sogno”. È scritto: “Eravamo come dei sognatori”.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/11/10, “Corpo e Anima“)

Fede e realizzazione

Domanda: Quando la fede si trasforma in realizzazione?

Risposta: Se si tratta di fede sopra la ragione, allora diventa un vaso o un Kli per la realizzazione. Dopo tutto, la fede è un nome per la luce di Hassadim.

La Fede sopra la ragione è la qualità della dazione che governa il desiderio di godere. Il desiderio di godere con l’intenzione di dare diventa un vaso o un Kli per la luce di Hochma.

Poi la luce di Hochma, rivestita in Luce di Hassadim, inizia dominare dentro il desiderio di godere, e questa è la realizzazione.

L’appagamento della luce di Hassadim dalla luce di Hochma viene chiamato “fede totale o completa” (Emuna Shlema).
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Aprite Lo Zohar

Non importa quanto stanchi siamo a causa degli sforzi per leggere il Libro dello Zohar. Non importa quanto insipida possa risultare, durante la lettura dobbiamo essere uniti in una sola intenzione, in un solo desiderio. Questo è il lavoro che condividiamo con garanzia mutua, contro le distrazioni interiori di ogni persona, con i nostri pensieri sull’unità.

Vogliamo dormire ed abbandonarci e perdere il filo della narrazione, vaghiamo nella nebbia ed il testo non ci attrae, né ci suscita sensazioni. Tuttavia, questo è il luogo che contiene la Luce, che deve fare le correzioni dentro di noi, portandoci all’unità, alla forma spirituale.

Dal lato nostro dobbiamo bramare l’unità ed aspettare un’azione dal lato della Luce affinché ci trasformi in quello che è necessario. Vogliamo unirci e focalizzarci nel desiderio unico di essere uniti quando ogni persona china il capo. Io faccio questo sforzo e desidero che la Luce realizzi questa azione come risposta dall’Alto.

Questo si chiama “Israel, la Torà ed il Creatore sono uno”. Per mezzo della Torà stiamo cercando di rivelare il Creatore, la Torà è la Luce che Riforma e ci unisce ed il Creatore si rivelerà all’interno della nostra unità. Che la persona continui la lettura; per me ogni parola è una goccia di Luce che ci unisce come un tutt’uno.

Mi rivolgo a tutti i nostri amici di tutto il mondo: ci manca questo sforzo congiunto.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Novembre 2010 – Lo Zohar)

Un oceano di amore

Domanda: Ho pianto di gioia durante la cerimonia di apertura quando i rappresentanti dei diversi paesi sono saliti sul palco tenendo le loro bandiere; mi sono sentito connesso a tutti, ho sentito i desideri delle altre persone, il loro amore e la loro attenzione. Cosa è successo, è una sensazione psicologica o spirituale?

Risposta: E’ stata una sensazione sincera e meravigliosa, ma non spirituale. La sensazione spirituale consiste nel raggiungere la radice dalla quale proviene tutto, la ragione per la quale tutto avviene ed il luogo nel quale ci troviamo.

Questa sensazione deve portarci ad uno stato nel quale esistiamo nell’oceano di una certa forza che ci connette in alto nel tempo e nello spazio e ci da l’esistenza. Allora perdiamo la sensazione del corpo. Ad ogni modo la persona si associa al corpo, ma considera che è di una natura più bassa. Allora percepiamo di appartenere a questa stessa forza, che siamo parte di essa e ci integriamo in essa.

Quello che abbiamo sperimentato nella cerimonia di apertura è stato il primo passo della percezione spirituale. Speriamo di ottenerla molto presto.
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(Dalla quarta lezione nel Congresso Mondiale di Kabbalah del 10 Novembre 2010)

Il Creatore più delizioso

La domanda, perché vivo? È l’inizio del desiderio di rivelare il Creatore. Voglio sapere Chi mi ha generato, dove sono le mie radici e Chi mi governa. Chi ha creato tutto questo e perché Lui mi ha creato “avvolto” in questo immenso mondo? Cosa vuole da me in ogni momento, senza darmi un momento di tregua e spingendomi verso l’ignoto?

Quando queste domande nascono in me, avvelenano tutta la mia vita, e non posso più vivere senza scoprire il Creatore. È così che sono strutturato, poiché sono stato creato dalla Luce che si è impressa in me ed in tutti i miei desideri.

Tutti i miei desideri sono come un reparto, l’impronta inversa della Luce, e fino a quando non dirigo la Luce e mi riempio con essa, non riposerò, fino al punto in cui questa vita sarà peggiore della morte. Sarò pronto a fare qualsiasi cosa, fosse anche solo per una goccia di questa realizzazione.

Pertanto, il mio compito è decifrare come rivelerò il Creatore, la Luce e la forma nella quale io possa riempirmi con essa. Di fatto, questo non è un compito semplice ed è per questo che la saggezza della Kabbalah è chiamata Chockmà HaKabbalah (saggezza della ricezione).

Non è come nel nostro mondo, nel quale abbiamo solo bisogno di aprire la nostra bocca per placare la nostra sete. Un desiderio spirituale non può essere saziato direttamente. Al contrario, deve essere prima chiarito, poiché il Creatore non mi da un desiderio già pronto per la Luce. Lui vuole che io verifichi che è questo quello che desidero, che è la Luce, che io capisca che è la più grande di qualsiasi realizzazione possibile. Egli vuole che io provi tutti i desideri e tutte le realizzazioni, che verifichi per conto mio e che dica “No, io voglio solo questo!”.

Il Creatore è estremamente geloso e cauto. Lui vuole che io ami solamente Lui e nient’altro e verifica questo rivelando in me qualsiasi cosa possibile. Si suppone che io risponda: “No, tu continui ad essere la più grande delle realizzazioni, di tutti i piaceri! Tu sei il più delizioso!”. È scritto: “Prova e vedi che il Signore è buono”, perché questo tipo di realizzazione si chiama sapore.
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(Dalla settima lezione dell’11 Novembre 2010 del Congresso Mondiale di Kabbalah)

Misticismo o forza della vita?

Domanda: Le persone nuove che studiano la kabbalah sono sconcertate dalla parola “Luce” e la associano a qualcosa di misterioso.

Risposta: La Luce Superiore è una forza vitale che ci anima come la luce del sole, dalla quale dipendono le nostre vite e la nostra salute. Questa è la ragione per la quale la Forza Superiore è anche denominata “Luce”. Come la luce del sole “anima” la nostra vita materiale, allo stesso modo la Luce Superiore ci trasporta alla spiritualità.

Tutto il sistema che opera in questo mondo (la terra il sole e la luna) corrisponde al lavoro del Mondo di Atzilut dove si originano tutte le influenze e dove la Luce di Chockma (Saggezza) si veste con la Luce di Binà e discende alle nostre anime. Questa è la ragione per la quale agli oggetti spirituali vengono assegnati questi nomi, in accordo al “linguaggio dei rami”.

La Luce Superiore, come la luce del sole, ci offre la vita; però in questo mondo, non siamo circondati dalla vera Luce. Al contrario, siamo avvolti solo dalla luce che anima la nostra “materia proteica”, che mantiene il nostro metabolismo ed in questo modo, ci permette di restare vivi per circa 70 anni.

Ci sforziamo per ricevere la vera Luce della vita che illumina le nostre anime ed è capace di garantirci una vita pienamente perfetta ed eterna. La saggezza della Kabbalah è un metodo per le persone di attrarre e ricevere questa Luce. Quando una persona riceve la Luce significa che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, la quale fa restare “vivi” coloro che la posseggono.

La nostra vita deriva dalla Luce di Chockma. La Luce di Hassadim (misericordia) rappresenta la correzione, ma tutte le persone in questo mondo desiderano essere riempiti dalla Luce di Chockma. Questa è la ragione per la quale la scienza della Kabbalah porta il nome della “saggezza della ricezione”, visto che ci insegna a ricevere la Luce di Chockma.

È proibito ricevere la Luce di Chockma direttamente, possiamo riceverla solo dentro la Luce di Hassadim. Questa è la ragione per la quale studiamo come mettere la Luce di Chockma dentro la Luce di Hassadim ed eventualmente ottenere tutta la Luce.
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(Estratto dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18 Ottobre 2010-L’insegnamento della saggezza della Kabbalah e la sua Essenza).

Accelera il tempo della liberazione

Dall’articolo di Baal HaSulam, L’Ultima Generazione: se tutte le nazioni del mondo sono d’accordo con questo, allora le guerre non ci saranno più nel mondo, perché nessuna persona si occupa del suo bene in assoluto, ma solo del bene degli altri.

Questo insegnamento dell’equivalenza della forma è l’insegnamento del Messia … Si dice allora “e trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci”.

Il Messia è la Luce più grande di Yechidà che corregge tutto quando discende. Quando otteniamo un desiderio forte di raggiungere la correzione finale (Gmar Tikun), questa Luce appare con tutto il suo potere e corregge tutti i desideri.

Anche luci molto più piccole di quelle che riceviamo adesso creano una connessione tra di noi e ci permettono di organizzare un Congresso enorme che è il risultato dell’aiuto dall’Alto invece della nostra propria realizzazione.

Tutto quello che vediamo intorno a noi, i nostri amici e tutto il mondo, è l’immagine del Creatore che è davanti a noi e si mostra attraverso questa immagine. Anche adesso, il potere che chiamiamo “Messia” è già qui, che trascina tutto il genere umano dal suo stato attuale alla fine della correzione. Questi processi sono chiamati “i dolori del parto del Messia”, e rappresentano la rivelazione del potere del Messia nel mondo, il primo stato nel processo della “nascita”.

In una maniera o nell’altra, passando attraverso le più grandi afflizioni e le guerre o attraverso la crescita della nostra comprensione e del desiderio di essere corretti, questa correzione deve essere completata verso l’anno 6000, in conformità al calendario di questo mondo. Questo termine è definito dalle sei Sefirot di Zeir Anpin (VAK) e si divide in tre periodi di 2000 anni ognuno, ciò che riflette l’influenza di ZA (Zeir Anpin) nei tre mondi: Berià, Yetzirà e Assiyà. Per tanto, siamo obbligati a raggiungere lo stato della correzione.

D’ora in poi, entriamo nell’era del Messia, e per tanto la saggezza della Kabbalah si sta rivelando. Questo ci da l’opportunità di essere corretti in questo momento, invece di continuare ad aspettare la fine del termine fissato.

L’esilio in Egitto è durato solo 210 anni, invece dei 400 “stabiliti”, allo stesso modo, non dobbiamo aspettare che il calendario indichi 6000. Nella spiritualità, possiamo accelerare il tempo e portare lo stato finale più vicino affinché possiamo implementarlo proprio adesso. Questo significa che “Isra-el” (colui che si sforza direttamente verso il Creatore) “accelera” il tempo e si muove in avanti. Questa è la ragione per la quale possiamo già (come abbiamo detto) essere presenti nel momento della liberazione, all’arrivo del Messia, tutto dipende da noi!

Il periodo della preparazione è terminato ed i geni dell’informazione (Reshimot) dello stato finale hanno cominciato a nascere, rivelando il metodo del loro utilizzo: la scienza della Kabbalah ed il Libro dello Zohar. Adesso tutto è nelle nostre mani.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7 Novembre 2010, Baal HaSulam, L’Ultima Generazione)