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I Pionieri

La transizione del presente, dalla sensazione interna fino a quella esterna è il passo più impegnativo nel cammino dell’evoluzione. Nel mondo fisico, l’ egoismo è ciò che ci fa crescere, fornendoci una motivazione naturale di ricerca. Nel Mondo Superiore sentiamo quanto sia meraviglioso fare un passo verso la nuova dimensione.

Cominciamo a vederlo, a sperimentarlo, e a sentire le forze che interagiscono con tutte le sue parti. Ci viene svelato l’ arazzo di forze che ci uniscono, le quali naturalmente, risultano nel nostro anelare per il raggiungimento della spiritualità.

Dobbiamo passare dalla nostra percezione attuale ad un’ altra più elevata, e risiedere in ambedue le dimensioni simultaneamente. Questa è una transizione psicologica molto difficile perché è come se stessimo rinascendo.

Così come un neonato esce dal suo precedente luogo di esistenza al mondo esterno, per mezzo dei suoi stessi sforzi e di quelli di sua madre, allo stesso modo dobbiamo passare attraverso gli stessi stati della maturazione interna e della necessità di nascere. Con il nostro sforzo, ci “giriamo alla rovescia”, il che significa che cambiamo completamente la nostra percezione della realtà. La forza della spinta della madre lavora in sincronia con la forza motrice dell’ embrione, e come risultato usciamo al mondo esterno.

Questo è lo stato più serio ed il punto cruciale delle nostre vite. Per la prima volta nella storia dell’ umanità, lo stiamo attraversando su vasta scala. In passato, la rivelazione della dimensione superiore o mondo esterno è avvenuta a livello individuale. La prima persona a farlo fu Adamo, 5.771 anni fa. Dopo di lui, nel corso di migliaia di anni, molti altri hanno scoperto questa possibilità, raggiungendola e descrivendola nei loro libri, che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. In questo modo, il metodo ha continuato a svilupparsi.

Tuttavia, oggi giorno, si sta trasformando da una saggezza individuale ad una su larga scala. Pertanto, sta attraversando cambiamenti molto seri. Siamo i pionieri della sua realizzazione, ed il processo sarà molto più facile per il resto dell’ umanità. Nasceremo per primi e poi tutti gli altri ci seguiranno per mezzo dello stesso principio.

Dobbiamo essere coscienti di quanto impegnativo, profondo e singolare sia il nostro cammino.
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(Dalla lezione a Mosca del 16.01.2011, Scritti del Rabash)

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Dai mezzi alla causa

Domanda: Quale è l’ aiuto del Creatore?

Risposta: Se una persona cerca di raggiungere l’ amore e l’ unità al di sopra dell’ odio e della repulsione, vedrà che questo è impossibile. Le buone intenzioni ogni volta diventano l’opposto.

All’ inizio, quando fa degli sforzi senza successo, una persona sente che questo le capita a causa sua. Più tardi, gli stessi sforzi le mostrano che la ragione di questo è una determinata forza esterna.

Allora, mediante l’ accumulo di nuove impressioni, una persona scopre che non è una forza estranea, ma la Forza Superiore che la dirige in questo modo ed illumina la sua attitudine negativa verso gli altri attraverso diverse situazioni della vita. È così che una persona comincia a rivelare il Creatore come causa di negatività e positività e scopre che il Creatore è la forza necessaria per combinare gli estremi. Senza il suo aiuto una persona non può combinare queste due qualità nella sua interiorità.

Dopo di che, anche questo risulta essere insufficiente. Non basta che il Creatore aiuti una persona a migliorare le sue sensazioni ed a organizzare la sua vita comodamente. Fino ad ora la mia cattiva attitudine verso gli altri era sgradevole per me, ma adesso voglio il contrario, ovvero utilizzare tutto per la connessione con il Creatore. La combinazione degli opposti deve avvenire dentro il Creatore ed essere completata solo lì.

È così che una persona, poco a poco, ascende lungo una scala inclinata. In un primo momento, lui vuole mettere in ordine i suoi Kelim, ma dopo con il suo aiuto, lui diventa il Creatore e trova la combinazione perfetta con Lui. Stato dopo stato, l’ attitudine corretta verso la creazione si manifesta in una persona. Questa passa dai mezzi alla causa, dagli sforzi per correggere i suoi desideri alla realizzazione del perché sta facendo questo e cosa ottiene per mezzo di questo.

Lo scopo non è gioire riempiendo il tuo vaso, ma raggiungere la radice superiore in virtù del tuo lavoro. Allora, la tua attitudine cambia; unendo Binà a Malchut, scopri Keter, il punto della lettera Yod (י), che è l’ inizio della lettera Alef (א), simbolo del nostro lavoro ed ascesa lungo una diagonale.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.01.2011, Scritti di Rabash)

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Riunisci il tuo Partzuf

Col fine di dare la libertà di scelta al Kli, il Creatore ha posto due forze opposte in esso: la ricezione e la dazione. La creazione è nel mezzo come la terza linea, come il punto di appoggio di una scala e decide verso quale lato inclinarsi. È questo il modo in cui ci viene data l’ opportunità di essere indipendenti.

Domanda: Che significa che la creazione “decide”. Dopotutto, quando mi trovo di fronte ad una scelta tra il bene ed il male, sceglierò sempre il bene.

Risposta: Dipende da cosa consideriamo come bene. Ci sono due scale: vero opposto a falso e amaro opposto a dolce. Alla creazione vengono offerti due modi di valutare: il bene può essere il desiderio di ricevere o quello di dare e qualunque cosa può essere sentita tanto come male quanto come bene. L’ analisi può essere fatta secondo il riempimento nel vaso di ricezione o quello nel vaso della dazione, nella linea di sinistra oppure in quella di destra.

Hai due opportunità ed ognuna contiene molte caratteristiche. A partire da queste caratteristiche cominci a ricostruire l’ immagine della tua attitudine. In questo modo costruisci, armi il tuo Partzuf spirituale con tutti i suoi organi, i tendini, la pelle, le ossa ecc. In questo modo devi riunire molti dettagli in un tutt’ uno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Saggio amore

Se il Creatore vuole portarci alla somiglianza con Lui, allora, come può Lui risvegliare in noi il sentimento della Sua grandezza, il valore della proprietà della dazione, affinché desideriamo cambiare il nostro stato di esistenza in favore del Suo? Lui non ha molte opzioni, siamo obbligati ad ascendere a piccoli passi, facendo sempre tentativi di scegliere un grado più elevato al di sopra del nostro presente stato.

A causa di questo, il Creatore non può rivelarci il suo amore! Di fatto, se l’ amore fosse rivelato, rovinerebbe immediatamente tutta la scala dei gradi spirituali e tutto ciò che li differenzia.

Un bambino è il capo di una famiglia e chiede costantemente ai genitori, presumendo che vivano per lui e si approfitta del loro amore. Se tuttavia, si trova in casa d’ altri, agisce in maniera totalmente differente: non farà richieste come avrebbe fatto in casa sua, sarà timido e spaventato; ma in casa sua non ha vergogna, né paura.

Pertanto, se il Creatore ci rivela il suo amore, noi, come bambini maleducati, non saremmo mai capaci di apprezzare la sua grandezza ed ascendere a Lui. In questo mondo, siamo spinti dall’ istinto naturale che ci spinge a crescere e ad evolvere; ma nel mondo spirituale, questo istinto non esiste. Dobbiamo sviluppare questo desiderio per conto nostro.

D’ altra parte, se il Creatore rivelasse se stesso come un Essere amoroso, noi non faremmo del tutto caso a Lui. Pertanto, Lui si deve occultare con il fine di darci un’ opportunità di evolvere ed apprezzare la Sua magnificenza nell’ oscurità. Nella Luce, non saremmo capaci di farlo.

Questo è proprio quello di cui le forze impure (Klipot) si lamentano; esse vorrebbero scoprire il Creatore prima di ricevere lo schermo. In tal caso, non avremmo nessuna possibilità di riuscire a dare a tutti.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.01. 2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

L’ eterna ricerca della spiritualità

Tutta l’ umanità, eccetto i kabbalisti, è certamente impegnata a cercare di raggiungere la spiritualità, il Creatore. Ciò si applica anche ai secolari che non hanno niente a che vedere con la spiritualità e conducono un tipo di vita semplice, animale.

Tuttavia, se guardiamo un po’ più in profondità, tutte le loro azioni ti diranno che anche loro la stanno cercando. Tutto il mondo la sta cercando a modo proprio, attraverso la cultura, la musica e la letteratura; però trattano queste cose come se fossero una specie di divinità, qualcosa di elevato, grande ed eterno. Si relazionano anche con la scienza allo stesso modo.

La ricerca di risposte scientifiche è anche adorare altri dei, perché le persone stanno cercando di raggiungere la spiritualità attraverso la scienza, scoprendo quello che è nascosto nella natura. Loro stanno cercando nel livello dei loro piccoli desideri.

Tuttavia, non sanno neppure cosa stanno facendo. In verità, oltre alla sua vita animale, l’ umanità sta cercando solo la spiritualità. La gente, semplicemente non la conosce e continua a vagare come le vacche in un prato.

Ogni persona sente che sta cercando nella maniera corretta, in accordo all’ Aviut (spessore) del suo desiderio; ma con l’ egoismo crescente di generazione in generazione, la ricerca di una persona si avvicina alla saggezza della Kabbalah; e quando si avvicina alla Kabbalah, cominciano le domande: “Qual è il significato della mia vita? Perché sto vivendo? È tutta una follia, voglio essere in un altro livello. Voglio conoscere il Creatore, voglio rivelarlo”.

Non voleva rivelare la spiritualità precedentemente? Anteriormente, credeva di poter rivelare la spiritualità scoprendo una nuova legge della natura, per mezzo della creazione dell’ arte o della letteratura, o per mezzo delle preghiere o della meditazione; ma dopo tutte queste ricerche, la gente arriva ad uno stato in cui deve semplicemente raggiungere il Creatore nei suoi nuovi organi di percezione, che si stanno rivelando. Questa è la saggezza della Kabbalah.

Abramo prese con lui gente simile. Tuttavia, non ci stiamo riferendo all’uomo che andò nella terra di Canaan, ma al desiderio di ricevere di tutta l’umanità, che è la classificazione in sé in accordo alla sua affiliazione con questi insegnamenti. Questo è proprio quello di cui ci parla la Torà: un desiderio globale, universale.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2010, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Una coppia inseparabile: La Luce ed il desiderio

Il Creatore ha creato qualcosa di completamente nuovo dall’assenza (Yesh Mi Ain), ed è considerato come un “desiderio”. Non sappiamo che cosa sia, è semplicemente la sensazione di un certo tipo di mancanza, di necessità, ma di cosa? Dato che il Creatore ha creato questo desiderio, è la necessità di sentire Lui.

Sperimentare Lui ci fa sentire un piacere che rimane come un ricordo in quel desiderio inizialmente creato ed il desiderio inizia a crescere da sé. In questa maniera comincia a comprendere se stesso ed a rendersi conto di ciò cui anela e quello che vale la pena desiderare. Questo innesca lo sviluppo del desiderio da questa prima necessità creata dal Creatore.

La creazione è un atto totalmente unico che può riuscire solamente al Creatore per mezzo della Luce Superiore. Tutto il processo che segue diventa l’ evoluzione della creatura, diretta dall’ interazione dei suoi due elementi: il desiderio e la Luce. Niente di nuovo accade in questo processo. Qualcosa di nuovo è apparso solamente nel punto “dell’esistenza dall’assenza” (Yesh Mi Ain), che è considerato come la creatura (Nivra), dalla parola ebraica Bar (fuori dal Creatore).

Tutto quello che vediamo qui, in questo mondo, e nei mondi spirituali superiori, è il lavoro di quello stesso desiderio di ricevere. Da una parte sappiamo che tutto il lavoro viene fatto dalla Luce, dall’altra è scritto che non avviene alcun cambiamento nella Luce, quello che cambia è solamente il desiderio di ricevere. In questo caso chi sta lavorando?

  1. I cambiamenti possono avvenire solamente nella volontà di ricevere (desiderio)
  2. Soltanto la Luce può realizzare questo atto

Pertanto questo lavoro è reciproco: il desiderio è sempre contro la Luce e deve esigere da Lui determinate azioni. Finché non è influenzato dalla Luce, il desiderio non cambierà. Tuttavia, finché il desiderio non vuole cambiare, non sarà influenzato dalla Luce. Pertanto lavorano insieme, alla pari.

Questo vincolo tra il desiderio e la Luce definisce tutti i cambiamenti e le connessioni che possono esistere tra le creature e tra queste ed il Creatore, nei mondi superiori ed in questo mondo.

Pensiamo che ci stiamo dirigendo uno verso l’ altro, mentre ognuno di noi è solamente il desiderio di sentire piacere appellandosi al Creatore. Lui si occulta da noi, facendoci sperimentare stati diversi, attributi, fonti di dolore e di piacere. Però, nella sostanza, a fianco dell’ uomo c’ è unicamente il Creatore.
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Dare il pane mentre si ha fame

Nessun movimento che cerca di unire le persone senza la saggezza della Kabbalah ha l’opportunità di avere successo. Solo questa saggezza ti procura la connessione con la Luce Superiore descrivendo le azioni che realizza. Leggendo di queste azioni e desiderando che si compiano dentro di te, cominci a cambiare costantemente. Non c’ è altro mezzo.

Le persone possono riunirsi in gruppi differenti, ma prima ci dobbiamo chiedere: qual è il loro scopo e quali mezzi hanno per ottenerlo? Credono di essere capaci loro stessi di cambiare la natura umana? In caso affermativo, dove otterranno l’ energia per farlo se tutti siamo egoisti? Se no, questo non andrà al di la delle parole.

Ci sono persone che provano piacere dando come regola la loro natura, “altruista egoista” e non capiscono che agiscono dall’interno del loro ego, visto che non hanno una seconda natura, la scintilla dall’ Alto. Loro sono davvero disposte a dare tutto.

All’ epoca della mia gioventù, quando vivevo a Leningrado (San Pietroburgo, Russia), ebbi una conversazione con un’ anziana che soleva essere rivoluzionaria. Lei mi raccontò che era solita dare del pane ai soldati che andavano in guerra. Lei moriva di fame, ma non si concedeva neppure un solo pensiero di prendere una mollica di quel pane.

La gente è disposta a rinunciare alla sua vita, perché il nostro ego è al di sopra del livello animale. L’ ego risiede nel livello parlante (umano), mentre la vita del corpo si mantiene in quello animale. Se una persona sente che il suo “io” è ferito, ignora il suo corpo. Se vede che il corpo animale sta cercando di superare l’umano in lei, distrugge la bestia. Non c’ è altruismo in questo.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, “Una serva che eredita dalla sua padrona)

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Che cos’ è il Denaro ?

Domanda: Che cos’è il denaro? E perché siamo così interessati ad esso?

Risposta: Per denaro (Kesef) si intende uno schermo, che deriva dalla parola “copertura” (Kisufa). Questa è la Luce di Hassadim che copre o nasconde il desiderio egoistico, consentendo di ricevere tutta la luce di Hochma .

Per questo motivo nel mondo materiale il denaro è di così grande valore e può comprare qualsiasi cosa. Ogni oggetto ha un equivalente in denaro e tutto è misurato dal denaro.

Nella spiritualità tutto è misurato dagli schermi anti egoistici, dal genere di copertura che si ha dalla Luce di Hassadim. Determina la dimensione di una persona, dalla statura e dalla forza, perché in base a questa veste, è in grado di accogliere la luce della Hochma .

Quindi, vi è l’uso egoistico del concetto di “moneta”, così come il suo uso “per il bene della dazione.” Di conseguenza, i vasi rituali nel Tempio si dividono in quelli che sono “d’argento” (argento, Kesef, proviene dalla parola copertura, Kisufa), e quelli che sono “d’oro” (oro, Zahav, deriva dalle parole “dare a questo”, Ze Av).

Vi è anche una nozione di “paghetta” che a volte danno ad un bambino. Si tratta di denaro di cui una persona ha bisogno per sentirsi protetti contro la “povertà”, cioè di avere la copertura necessaria per la sua voglia di godere.

Una “tasca” è un vaso ricevente, e soldi in tasca sono una copertura che corrisponde esattamente ai miei desideri di ricevere o vasi, che mi permettono di rimanere sul livello minimo di dazione, Nefesh , come Hafetz Hesed, uno che non ha bisogno di maggiore soddisfazione.

Ogni persona determina il grado di occultamento necessario per lui secondo il suo scopo. Tuttavia, se un bambino fa una domanda su come dovrebbe spendere i soldi che riceve, questo non è più chiamato “paghetta” perché va oltre i confini del fornire le necessità vitali (acquisto la prima colazione per la scuola o anche caramelle o gelato di crema, che sono anche considerati in certa misura necessari per un bambino).
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2011, “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia )

L’ inclinazione al male ed il seme dell’ anima

Durante i Congressi di Kabbalah, Unity Days e in altre riunioni simili, facciamo un lavoro molto serio, e ci colpisce ogni volta. Se spendiamo i tre giorni correttamente, poi durante le lezioni inizieremo a capire e a sentire molto più di adesso.

Tali eventi unificanti elevano una persona dato che inizia a riempirsi di forze spirituali, mentre vi partecipa. Noi li riceviamo unicamente in funzione dell’unificazione e non li troveremo mai all’ interno ne li otterremo direttamente dall’ Alto. Otteniamo la forza per ascendere esclusivamente dall’ ambiente. Più io sono sintonizzato e immerso, maggiore sarà il nostro beneficio collettivo.

Dal desiderio iniziale della persona, dal “punto nel cuore“, egli fa appello al gruppo, guadagnando i desideri supplementari da esso, e lo impiega per sollevare MAN, lo scopo per la correzione. Poi, in risposta, riceve la forza della dazione, che in sostanza è la sua anima.

Ognuno di noi ha solo il seme di un’ anima, il punto nel cuore. Più tardi, dovremo affrontare la nostra inclinazione al male, il nostro odio reciproco e il risentimento. La mia inclinazione al male resiste alla unificazione con le persone che sono disposte a venire con me verso il Creatore, allo scopo della creazione.

Ci fu un tempo in cui eravamo tutti legati come un tutto unico, fino a quando la rottura si è verificata, separandoci gli uni dagli altri. Il vero odio emerge proprio tra di noi, non in ognuno di noi separatamente. Non ho bisogno di temere la persona che è nata con o nonostante le mie inclinazioni. Sono tutte sciocchezze.

Ciò che conta è che mentre mi sforzo di unirmi con gli amici, scopro che non lo voglio fare e sono spaventato da questo.

Posso vedere tutta la montagna di odio, il Monte Sinai. Io lo trasformo con la Luce che Riforma, in altre parole, ho ricevuto la Torà e il merito per “la terra di Israele”, il desiderio spirituale rivolto direttamente al Creatore. Infine, conoscerò Lui e rivelerò la spiritualità.
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(Dalla lezione 1 del Congresso, nel deserto di Arava 30.12.2010)

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Vale la pena di credere ai Saggi?

Scritti di Rabash , “Cosa è l’ Acqua Alluvionata nel Lavoro”: Dobbiamo prenderla su di noi per credere nei saggi …

Supponiamo che io sono pronto a credere alle parole di saggezza, ma che cosa vuol dire? Non capisco le parole dei saggi? Qual è il loro messaggio?

Prima di tutto, non si lavora sui corpi nella scienza della Kabbalah . Non ci sono corpi, ma solo le anime. I corpi che appaiono davanti a noi sono le immagini di un mondo illusorio.

Sono in un desiderio che si manifesta con diverse forme: ancora, inanimato, vegetale, animale e umano. “I saggi” sono le anime che sono corrette nel sistema danneggiato di Adam HaRishon. Loro possono aiutarmi e darmi appoggio, possono essere mentori e istruttori per la mia anima spezzata.

Di conseguenza, è così che dovremmo accettare il loro consiglio. Per esempio, Il Libro dello Zohar ci racconta di dieci saggi del gruppo Rabbi Shimon, così come il profeta Eliyahu, Mosè, Aronne, il re Davide, il re Salomone, e così via. Dovremmo non percepirli come persone che vivono nel nostro mondo, ma come desideri corretti o anime. Sono in un sistema di rottura, che sta iniziando a partire gradualmente per ristrutturare di nuovo la vita. Queste anime sono già corrette, parzialmente o per intero, e partecipano alla correzione di tutto il sistema.

Nel Il Libro dello Zohar ho letto cose del tipo: ” Rabbi Shimon disse … Rabbi Abba disse … “Per me non sono persone che hanno raggiunto il mondo superiore e mi parlano di esso, ma piuttosto, sono nomi dei livelli di realizzazione. Attraverso queste parole io studio la scala dei gradi spirituali: su un grado di realtà si manifesta in questo modo e su un altro grado in quel modo. Sembra come se i Kabbalisti me ne parlassero, ma per me sono in realtà forze o vasi di percezione.

Per me ogni saggio rappresenta un concetto spirituale, potere, forza, o qualità. Io non guardo i nomi dei protagonisti storici, ma i nomi dei fenomeni spirituali e i livelli. Questa è la “fede nei saggi”: voglio ottenere la stessa dazione di quello che è presente sui gradi di cui ho letto. La “Fede” è dazione.

Nella lezione una persona deve entrare in sintonia con questo e aspirare a capire come lo influenza. Non importa ciò che il libro narra, voglio penetrare dentro l’essenza spirituale di ogni parola. Questo significa che credo alle parole dei saggi.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 29.12.2010 , Scritti di Rabash)