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L’ambiente crea la consapevolezza

Nelle News (Socioline.ru): Gli psicologi e sociologi hanno a lungo detto che i comportamenti antisociali si possono espandere come delle epidemie, ma questa teoria è sempre stata controversa. Gli esperimenti hanno dimostrato che le persone violano frequentemente le norme comportamentali accettate quando vedono che altri lo fanno. Il “cattivo esempio è contagioso” è interpretato ampiamente: vedere qualcuno violare leggi accettate, fa sì che le persone permettano a se stesse di violare altre leggi.
In base alla teoria “della finestra rotta” di James Q. Wilson e George I Kelling:

A livello della comunità, il disordine e il crimine sono inestricabilmente collegati, in un tipo di sequenza di sviluppo. Gli psicologi sociali e gli ufficiali di polizia tendono a concordare che se una finestra in una costruzione è rotta e rimane così, senza essere riparata, anche le altre finestre saranno rotte molto presto.

Questo è vero in quartieri alti così come nei bassifondi. La rottura delle finestre non succede necessariamente a larga scala perché in alcune aree gli abitanti sono determinati rompi-finestre, mentre in altri, gli abitanti sono amanti delle finestre; piuttosto, una finestra rotta è segno che nessuno s’interessa, e quindi romperne delle altre non costa niente.

Ma il vandalismo può accadere là dove le barriere comunitarie – il senso dell’interesse comune e l’obbligazione di civiltà – sono abbassate da azioni che sembrano indicare che “nessuno s’interessa”. Noi suggeriamo che un comportamento “trascurato” conduca anche alla rottura del controllo comunitario. Un quartiere stabile dove le famiglie s’interessano delle proprie abitazioni, dei figli dei vicini, e confidenzialmente disapprovano degli intrusi non graditi che nel giro di pochi anni, o addirittura di pochi mesi potrebbero cambiare la zona in un posto inospitale e in una giungla spaventosa. Un posto di terra è abbandonato, ci crescono delle erbacce e le finestre sono rotte. Adulti che si fermano e sgridano bambini chiassosi, i ragazzi, incoraggiati diventano più turbolenti. Le famiglie escono, quelli che sono soli entrano. I teenager si riuniscono fuori dal negozio all’angolo. Il negoziante chiede loro di andarsene, loro rifiutano. Inizia una lite. La sporcizia si accumula. Le persone bevono davanti a un negozio, un ubriaco cade a terra e  si addormenta. I pedoni vengono avvicinati dagli accattoni.

Il mio commento: L’ambiente forma la consapevolezza ed il comportamento delle persone, che non sono capaci di resistere alle condizioni ambientali. L’abilità di formare te stesso in base al tuo desiderio e decisione arriva a trovare un ambiente adeguato che ti possa formare. Perciò, il libero arbitrio è scegliere chi ti possa “plasmare”.
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Un messaggio con un significato nascosto

Rabash, Shlavei HaSulam (I Gradini della Scala), 1986, “Vieni dal Faraone–2”: Inoltre ci è stata data la Mitzvà [comandamento/buona azione] di “ama il tuo amico come te stesso” e Rabbi Akiva disse, “Questa è la regola generale della Torà” (Bereshit Rabba, Parasha 24). In altre parole, lavorando sull’amore per gli amici, una persona si abitua ad uscire dall’amor proprio e a raggiunge l’amore per gli altri.

Al principio è duro per una persona essere d’accordo con l’idea di lavorare in un gruppo. È duro per lei legarlo al suo avanzamento spirituale ed alla comprensione del Creatore, che è la forza generale che opera nella realtà, nell’intero universo, nelle stelle, le galassie ed in altri fenomeni studiati dagli scienziati, come i fisici, i chimici, i geologi, gli astronomi ecc … Ci sono delle forze immense che operano nella nostra realtà. Cosa ha a che fare questo con le buone relazioni con le altre persone? Perché devo vivere con loro in accordo ed amore?

Ci vuole molto tempo per accettare questo. Noi siamo d’accordo ed accettiamo questo fardello proprio come una “Grazia Superiore”. Fino ad allora, leggendo sull’amore, aspettiamo impazientemente qualcuno che ci spieghi in che modo raggiungere le forze nascoste in modo tale da essere capaci di capire cosa avviene e raggiungere la grandezza.

Una persona è attratta dal controllo, ma qui le viene detto diversamente: “Tu dovresti essere buono ed amare gli altri, e servirli, loro sono grandi e tu sei piccolo …”; questo non si adatta per niente alla sua immagine. Una persona vuole la grandezza, il controllo, la realizzazione, la passione ed il rispetto; prova invidia, sviluppa il suo egoismo e la sua indipendenza. Ma il “buon ego” la spinge in avanti per sistemare la sua vita nel miglior modo possibile. “Fammi capire come è fatto questo. Mostrami qualcosa”; in risposta sente: “Annulla la tua mente, abbandona tutte le aspettative e le aspirazioni e comincia a lavorare nel gruppo”.

Noi non siamo preparati a questo; non abbiamo nessuna traccia di questo e non ne abbiamo bisogno. Oggi quando parliamo dell’amore per gli altri e per gli amici, probabilmente non lo capiamo, oppure accettiamo le parole dei kabbalisti come un’abitudine. Ma in effetti, è un grande processo che ogni persona del mondo, in un modo o nell’altro, dovrebbe attraversare, prima di sentir parlare del messaggio dell’amore, dell’unione e della dazione. Molti sono attratti più facilmente da questo, essendo più egoisti di noi.

Noi, d’altro canto, non diamo abbastanza rilievo a quello che appartiene alla percezione, all’abitudine e all’adattabilità. Le persone si abituano gradualmente al pensiero della dazione, dell’amore e della connessione, siccome non vedono mai un beneficio egoistico in questo, ma uno strumento che conduce a qualcosa di molto più sublime. In passato una persona ascoltava delle spiegazioni sull’amore e allo stesso tempo andava avanti nelle sue relazioni quotidiane ed una cosa non interferiva con l’altra; ma adesso non riguarda soltanto il miglioramento morale di una persona, ma anche la correzione del mondo.

Noi non capiamo ancora che i nostri “slogan” sono abbastanza difficili da digerire, ma essi sono davvero diretti agli economisti, agli uomini d’affari, ai politici ecc … perché la linea essenziale di quello che stiamo dicendo è: “Tu ti stai comportando male, tu stai davvero distruggendo il mondo, mentre la sua correzione dovrebbe essere di natura differente. Tu non capisci cosa c’è bisogno di fare. Nel frattempo tutto deve essere girato di 180 gradi, e dovremmo guardare il mondo attraverso la connessione e l’amore. Allora vedrai il sistema corretto e capirai come trasformare il mondo in bene e nel dominio dell’amore”.

Questo è un momento delicato, che sta per collidere nel futuro. Nel complesso, qui c’è una guerra di Gog e Magog. Noi stiamo parlando di un approccio per dirigere la vita senza accontentarsi del sistema educativo moderno al quale tutti aderiscono. Ma quando esso arriva a qualcosa di più grande, come gli alti ufficiali che sono in carica di importanti stanziamenti, che sono in controllo, loro sentono che stiamo portando loro un sistema totalmente differente.

Questi non sono soltanto dei cambiamenti confortevoli che noi offriamo alla gente e che rispondono alle loro necessità, è una condanna del modo in cui le persone operano.

Allora noi dovremmo essere gentili, ammorbidire il nostro messaggio ed essere attenti in modo tale che il nostro messaggio non sembri minaccioso. Noi parliamo dell’amore e questo soddisfa tutti, ma loro non sono ancora consapevoli che devono cambiare se stessi ed il loro sistema direttivo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2012, Scritti del Rabash)

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Un approccio olistico

Domanda: Quando eravamo piccoli, i nostri genitori ci hanno insegnato a trattarci bene uno con l’altro. E adesso abbiamo bisogno di un ambiente, che seguirà lo stesso pensiero. Ma lei ha detto anche che dobbiamo trattare la natura come un insieme. Che cosa significa?

Risposta: Non dovremmo proteggere la natura inanimata, vegetativa e animata? Non dovremmo amarla? Amare la natura significa vivere in essa senza cercare di prenderci tutto il possibile da lei. “Facciamo saltare la montagna, prosciughiamo il mare, facciamo tutto quello che ci porti un beneficio…” No, noi dobbiamo avere un atteggiamento equilibrato verso tutto.

Gli ecologisti sono stati sconfitti, ma noi avremo successo perché diciamo: “La natura è bilanciata. Allora, prima di tutto sperimentiamo in noi ciò che questo significa. Cerchiamo di sentire tra di noi ciò che significa essere in equilibrio, di proteggere tutto in natura, e di prendere da essa unicamente quello che ci serve per la nostra sopravvivenza.” Gli animali agiscono cosi in maniera naturale.

Questo è parte dell’educazione integrale. E aiuterà senz’altro la gente anche ad avere un atteggiamento giusto verso l’ambiente naturale. È impossibile insegnare alle persone unicamente a trattarsi bene uno con l’altro; devono anche imparare ad avere un atteggiamento gentile e adeguato verso la natura, alla nozione attuale di “natura”.

Dopotutto, siamo nel processo di sviluppo, e qualcuno ci dirige e ci spinge. Da dove viene questo? Che tipo di forze ci stanno sviluppando? Dove risiede il mio domani? Potrebbe non essermi familiare, ma ci sono delle persone che lo rivelano e che possono percepirlo. Vediamo davanti a noi un processo causale, passo dopo passo; vediamo che la natura si evolve consistentemente e ogni dettaglio in essa dipende da altri dettagli. Einstein voleva veramente conoscere la formula universale e comune della natura, la scienza è familiare a questo principio, la scienza sta attenta alle influenze reciproche di tutte le parti della natura sulle altre.

E noi non siamo un’eccezione. E quindi, mentre impariamo a unirci, quest’unione include la natura come un tutto, insieme con la sua legge che comprende tutto, che sviluppa noi e tutto il resto. La società umana non è la sola cosa da sviluppare, anche la natura vegetativa e animata si sviluppano, anche se in maniera molto più lenta. L’intero universo è nello stato di sviluppo. Dove è diretto? Noi non lo sappiamo, ma il fatto rimane: L’universo si sta espandendo, e sperimentando processi diversi, e nessuno di questo è accidentale, anche se noi ancora non possiamo comprenderli. Mentre avanziamo, impariamo che c’è una legge della natura occulta qui.

Alla fine noi vediamo che tutte le leggi sono ovviamente tessute in una sola, anche se la connessione tra biologia, zoologia, botanica, mineralogia, uomo, stelle e altre cose scappano da noi. Noi non siamo capaci di vedere le reti che collegano tutto, ma essenzialmente tutto è una singola Natura, e non è divisa in diversi segmenti. E per questo motivo che dobbiamo avere un approccio olistico, d’interezza verso essa. Inoltre, noi siamo una sua parte inseparabile. La vita stessa lo dice: Studia i fatti e non le argomentazioni di qualcuno.

È come se esistessero due direzioni:

  • Puoi formare una buona attitudine verso la società umana e poi giustificare la devastazione della terra per il bene comune;
  • O in forma inversa, puoi dare priorità alla protezione ambientale e negare le persone.

Invece, io dico “No, l’approccio deve essere d’interezza, “rotondo”. Ci è richiesta una singola attitudine verso tutto. Dopo tutto, l’uomo è parte della natura, e quindi lui deve avere un’attitudine uguale verso la società, la famiglia, e la natura come un tutto. Dobbiamo raggiungere l’equilibrio tra tutte le parti. L’equilibrio è inerente alla natura, e quindi noi osserviamo questa legge”.

È anche bilanciato dall’influenza reciproca e il movimento dei pianeti, delle stelle e delle galassie. E ogni interferenza con la natura si riflette nelle varie parti. Allora, noi abbiamo bisogno di comprendere il nostro posto nel sistema e costruire un’attitudine adeguata.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “Una nuova vita”, episodio n.11 del 09.01.2012)

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Quando iI Denaro comanda

La catastrofe ecologica che affrontiamo è il risultato di una ricerca infinita di entrate accumulate attraverso la vendita di prodotti e la competizione di miliardi di dollari di conti bancari. Abbiamo avuto l’illusione che questo non sarebbe mai finito, ma adesso è finito; non ci sono più consumatori e non c’è posto per avanzare.

La crisi si manifesta nell’educazione, nella cultura (nelle relazioni reciproche) e nelle difficoltà crescenti quando si tratta di soddisfare i nostri bisogni immediati. Le industrie manifatturiere hanno ancora il potenziale per svilupparsi, ma non c’è quasi nessuno in grado di comprare i loro beni. Vasti gruppi di persone dei paesi occidentali che hanno perso il loro reddito non possono acquistare i beni allo stesso prezzo di prima. Precedentemente, i beni erano prodotti e consumati all’interno di un ciclo completo di materie prime monetarie. Adesso il ciclo è distrutto.

Ad un certo punto i capitalisti sono arrivati ad una decisione sbagliata: hanno cominciato a giocare con le finanze da soli, separatamente dagli altri prodotti. E’ stata creata una grande “bolla” gonfiata, aggiungendo il suo contributo alla crisi globale. Siccome la bolla è sprovvista del reale contenuto, si è gonfiata con l’aiuto della pubblicità ed ha avuto luogo un gioco tra diverse banche e sistemi finanziari.

Quindi, in tutte le sfere dell’attività umana, nell’educazione, la cultura, le relazioni interpersonali, le persone non sono capaci di vivere come prima. L’umanità è indifesa.

Prendiamo la Spagna come esempio: i giovani che hanno ricevuto un’educazione universitaria in Europa non possono trovare lavoro; non possono sposarsi perché non possono provvedere ai loro familiari e non possono neppure far progressi nelle loro professioni. Tutti vogliono mettere in pratica le loro conoscenze, avere una famiglia, comprare una casa, ecc … ma nessuno ha bisogno di loro. Le persone non possono realizzarsi, non possono trovare un posto per loro da nessuna parte; non possono condurre una vita normale. Tutto quello che hanno è la disoccupazione e l’incertezza.

Questo si sta allargando in tutto il mondo. Una persona non ha soluzione quando si occupa solo di se stessa e non si occupa del mondo; se non ci prendiamo cura degli altri, non possiamo fornire loro dei mezzi di sussistenza. Non ci prendiamo cura gli uni degl’altri, quindi, da un lato buttiamo fuori un’enorme quantità di beni in eccesso e dall’altro, l’eccesso non prende le destinazioni corrette, laddove c’è n’è un disperato bisogno. Il nostro ego non ci permette di prenderci cura degli altri. Solo se sentiamo una minaccia cominciamo a soddisfare i loro bisogni.

Come altro esempio guardiamo all’Africa, la quale una volta produceva molti prodotti e si sviluppò notevolmente. Poi gli europei cominciarono a scaricare lì le loro importazioni a prezzi ridotti. Questo distrusse il mercato locale; gli africani smisero di produrre i prodotti di base e le persone abbandonarono i loro precedenti lavori e le professioni. Più tardi le stesse compagnie che avevano abbassato i prezzi artificialmente mentre introducevano i loro prodotti, cominciarono ad elevarli una volta che la competizione locale era stata eliminata. Come risultato, gli africani rimasero senza risorse finanziarie e la loro situazione di povertà persiste fino ad oggi.

Ci sono dure condizioni al mondo ed esse sono inasprite da una profonda crisi globale. Essa colpisce sia i paesi sviluppati che le nazioni del Terzo Mondo, alcune delle quali stanno solo cominciando a svilupparsi. Tutto questo è causato dall’egoismo umano, ma noi stiamo già sentendo che siamo interconnessi, noi stiamo tutti galleggiando sulla nave e se qualcuno la danneggia, questo colpisce tutti. Noi non possiamo avanzare, il nostro egoismo lavora come un boomerang e colpisce ciascuno di noi.

In Europa questo appare in maniera molto peculiare. Per raggiungere il potere ed il successo, le nazioni europee hanno dato inizio a delle connessioni reciproche benefiche ed è impossibile interromperle. Dividerle causerebbe la completa distruzione. Di conseguenza, invece di un mercato comune, di una produzione unita ed una società unita, noi siamo testimoni di uno stato pericoloso, che non permette a nessuno di muovere un dito senza il consenso degli altri.

Noi ci siamo già avvicinati alla necessità di prenderci l’un l’altro in considerazione. Anche se la storia europea è piena di guerre e conflitti e conta numerosi tragici eventi, carneficine ed il soggiogamento di una nazione da parte di un’altra … ancora oggi non c’è altra strada per gli europei a parte il passaggio alla cooperazione anche se essa sarà ancora originata dall’odio e dall’indifferenza. Contare solo sugli altri non è abbastanza, vediamo che questo non funziona. Gradualmente diventa chiaro che un mercato comune non tollera le vecchie leggi economiche che sono costruite su fondamenti egoistici. Il vecchio sistema non è più funzionale.

Oggi, sia la natura umana che l’ambiente sollevano una nuova condizione: la compassione egoistica non funziona, noi dobbiamo implementare l’amore verso il prossimo.

È duro pronunciare queste parole, esse sembrano così irrealistiche, così lontane da noi. I nostri cuori le respingono.

Tuttavia, noi continueremo ad avvicinarci a questo stato se cerchiamo di attrarre su di noi l’impellente forza. Oggi, la Natura ci forza ad ottenere l’amore per il nostro prossimo, siccome la sola alternativa ad essa è la fine a causa della fame, delle malattie e dei cataclismi. È compito nostro formare una forza alternativa che ci obblighi a muoverci verso l’amore reciproco.

Che tipo di forza è questa? Sono i nostri ambienti che sono organizzati in modo tale da spingerci ad unirci anche di più di quello che fanno l’ecologia, i sistemi economici, l’educazione, la possibile mancanza di cibo, ecc … La società deve essere abbastanza forte da sostenere la nostra natura egoistica, da imporre un nuovo tipo di relazioni tra noi e quindi portarci da una sponda all’altra, dall’odio all’amore.

(Dall’episodio 13 su KabTV di “Una Nuova Vita”, dell’11 Gennaio 2012)

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Il risultato: Un’educazione per il mondo intero

Domanda: Qual è il risultato della lezione di oggi ?

Risposta: Stiamo entrando in una nuova epoca. Rimaniamo davanti alla necessità di cambiare le nostre relazioni reciproche, nella transizione che passa dalla competenza egoista alla garanzia reciproca, e poi, all’ amore universale. All’ inizio, questo avviene per forza, sotto l’influenza del nostro stato attuale e sotto la pressione della natura, ma poi saremo disposti a passare alle concessioni reciproche e alla preoccupazione reciproca.

In accordo a questo, noi abbiamo bisogno di costruire il nostro sistema di educazione, spiegazione e formazione in maniera tale che si eserciti durante il lungo periodo un’ influenza sull’ individuo, i gruppi, la società, il popolo, la nazione, e su tutti i paesi del mondo, fino a che , gradualmente, tutti riceviamo un’ educazione e impariamo a vivere felici tutti insieme nella nostra unica casa.
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(Del Kab.tv da “Una Nuova Vita”, episodio 5.01.2012)

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Domande sulla connessione con la società e visitando il Sud Africa

Domanda: Io sento che tutti i sistemi della società e il mondo sono corrotti, e partecipandovi, diventiamo i suoi partner. Potrebbe la nostra connessione con la società, coinvolgerci involontariamente in questi sistemi e interferire con la nostra correzione, che noi dobbiamo realizzare? I gruppi Kabbalisti del passato vivevano separati dai sistemi corrotti della società? Non dovremmo vivere separatamente come una Società di correzione? Oppure sarebbe una regressione e dividerebbe le connessioni?

Risposta: Possiamo correggere noi stessi solamente aiutando gli altri! La corruzione nel mondo è stata messa per essere sentita da noi, per essere consapevoli e trovare il modo di correggerla. Correzione significa portare le persone a un singolo sistema integrale; leggete ciò che scrive Baal HaSulam al riguardo.

Domanda: Di che cosa c’è bisogno perché lei visiti il Sud Africa nel prossimo futuro?

Risposta: Di questo ho bisogno: di un gruppo che mi aspetta, studenti e molte persone pronte per sentirmi. Se avete questo, io sono pronto!
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Conclusione della prima lezione

Per ora è solo l’inizio. Per concludere la nostra prima lezione, dobbiamo essere tutti d’accordo che esistiamo nella natura. Possiamo immaginarla come una sfera chiusa, un cerchio, nel quale viviamo. Leggi assolute operano in questa sfera, e ci governano.

Scopriamo una parte di queste leggi mentre valutiamo la natura, e la chiamiamo scienza. Ma senza dubbio, il 99.99% di queste leggi rimane sconosciuta e non siamo capaci di rivelarle.

Generalmente, conoscere le leggi della natura ci aiuta a condurre una vita migliore. Guarda le cose utili a casa; il televisore, internet, la lavatrice, l’asciugatrice, hai tutto. Confronta quant’è più confortevole la tua vita riguardo a quella di una persona che vive in un piccolo villaggio; c’è chi va a prendere l’acqua al pozzo, chi cucina sul fuoco, chi va a lavare al lavatoio.

Facciamo queste cose in pochi minuti e senza sforzo. Al posto del pozzo, abbiamo un rubinetto nel muro, tutti i confort a casa che mi aiutano a vivere con pochi sforzi. In questa maniera posso vivere senza fare dei lavori addizionali com’era abituale in passato nelle vite rurali.

In altre parole, il nostro sviluppo offre alle persone la libertà di fare altre cose, cose che sono lontane dal provvedere alle necessità della vita. Ma la domanda è; per quale motivo, dopo aver raggiunto uno sviluppo come questo, la vita è diventata cosi crudele e vuota, che ci porta alla disperazione, infondendo incertezza, paura e ansietà in noi?

Che cosa ne abbiamo fatto del tempo liberato grazie allo sviluppo tecnologico e sociale che poteva aver creato una meravigliosa aggiunta alle nostre vite? Al posto di una vita rurale calma e tranquilla, nonostante le difficoltà fisiche, adesso siamo arrivati a una giungla moderna.

Perché sprechiamo l’energia e il tempo liberati dallo sviluppo e dalla tecnologia facendo la nostra vita dura e complicata? Forse è tempo di fermarsi? Forse è arrivato il momento di spostarsi verso una vita completamente diversa; come lasciare il nostro villaggio per una vita più attraente.

Abbiamo bisogno solo di poche ore per provvedere ai bisogni della nostra esistenza, le cose che dovevamo riportare al villaggio; dedichiamo il resto del tempo alla nostra anima, diamole altre cose da fare! Forse riusciremo a correggere le nostre vite in questo modo?

Io completo la nostra prima lezione con questa domanda…
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(Tratto dal programma di KabTV “Una nuova vita”, primo episodio, 27.12.2011)

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La grande trasformazione – Dare forma a nuovi modelli

Opinione: (Klaus Schwab, professore del Foro Economico Mondiale): “Negli ultimi tre anni il mondo è stato inghiottito dal controllo politico, economico e in particolare dalla crisi finanziaria. Abbiamo perso di vista la trasformazione fondamentale che il mondo sta attraversando dove i modi convenzionali nel prendere delle decisioni sono stati sorpassati. Quello di cui abbiamo realmente bisogno è dei modelli decisionali e aziendali a livello globale, regionale e nazionale che riflettano veramente che il contesto di risoluzioni è stato alterato – in maniera senza precedenti”.

“Permettetemi di enunciare i nuovi modelli che io ritengo “i primi” se riusciamo a superare l’attuale punto morto e dirigere le sfide critiche”.

“Primo; abbiamo bisogno di un modello nuovo per poter valutare i fondamentali spostamenti di potere che stanno accadendo, e continuano a farlo. E non penso solamente ai cambiamenti geo-politici e geo-economici del potere da occidente verso oriente e da nord a sud, ma anche di integrare nuovi attori non dichiarati che vogliono dire la loro parola e hanno la capacità di farlo. Il potere è molto più distribuito”.

“Perciò, abbiamo bisogno di nuovi modelli, dove i processi governativi di ogni livello integrino questi nuovi arrivati nella maniera più collaborativa. Nel vecchio mondo è stato un potere duro – potere gerarchico – che era decisivo. Poi arrivò il potere dolce – la capacità di avere un messaggio convincente. Ma oggigiorno dobbiamo integrare i nuovi arrivati autorizzati in quello che io chiamo il “potere collaborativo” –la capacità di esercitare il potere collaborativo determinerà il futuro negli affari a livello regionale, nazionale e globale”.

“Un secondo nuovo modello è necessario per riconoscere che viviamo insieme in un mondo multi-culturale, multi-etnico e multi-religioso. I valori prevalenti dovranno sistemare sempre di più la diversità con delle sfide sostanziali per identità nazionali e individuali. Faremmo un progresso duraturo solamente riconoscendo di essere differenti ma anche interdipendenti. Perciò, dovremo coltivare un sentimento maggiore di fratellanza regionale e globale”.

“Un terzo modello è necessario per indirizzare seriamente l’impatto sociale della globalizzazione e la nuova ondata d’innovazione tecnologica. L’iniquità crescente dentro e tra le nazioni e l’aumento della disoccupazione non sono più sostenibili e stanno innescando proteste sociali, come testimoniato in tutto il mondo. Dobbiamo ripensare alle nostre nozioni tradizionali di crescita economica e competitività globale, non focalizzandoci in valori di crescita ed entrata nei mercati, ma anche, ugualmente – se non più importante – accertare la qualità della crescita economica”.

“Qual è la crescita da raggiungere in futuro? Quant’è sostenibile e quanto grava sull’ambiente? Come sono distribuiti i guadagni? Che cosa è successo con la struttura familiare e comunitaria, cosi come della nostra cultura ed eredità? È arrivato il momento di abbracciare un approccio molto più olistico, inclusivo e qualitativo dello sviluppo economico, basato nel “consegnatario”, e non nel mero concetto del “consegnatario”.

“Abbiamo bisogno di un nuovo modello per creare nuovi posti di lavoro. L’economia globale sta crescendo più piano, la produttività sta facendo ancora progresso sostanziale e la disoccupazione sta andando alle stelle. Sappiamo anche che centinaia di milioni di persone entreranno nel mercato del lavoro nella prossima decade. In addizione all’aumento della produttività portata da una maggiore efficienza delle risorse, il modello industriale sta cambiando verso l’alto, dove una quantità minore di persone può produrre molto più valore”.

“La chiave per mitigare la situazione catastrofica è di dare ai giovani la capacità di crearsi i propri lavori; di spostarsi dal mero concetto di disoccupazione al concetto di micro-imprenditorialità. Questo richiederà dei cambiamenti fondamentali nei sistemi educativi nutrendo uno spirito sociale d’imprenditorialità a rischio, permettendo vera qualità di genere –per integrale un’altra metà di talenti nascosti – e facendo innovazione e il supporto dell’innovazione una chiave imperativa nella vita privata e pubblica. Il successo di ogni azienda nazionale e modello d’affari per la competitività sarà meno basato nel capitale in futuro e più basata nel talento. Io definisco questa transizione come spostarsi dal capitalismo verso il “talentismo”.

“Ho rilevato solamente quattro dei nuovi modelli che fanno parte della trasformazione regionale e globale per illustrare che siamo a un punto d’inflessione storico. A Davos discuteremo su tanti altri aspetti della grande trasformazione, in particolar modo in come questi creino dei nuovi posti di lavoro”.

“Per rispondere alle aspettative delle giovani generazioni, dobbiamo dotarli della speranza e della fiducia che non dovranno pagare per gli sbagli ed eccessi della presente generazione. C’è un punto dove la velocità, inter connettività e complessità diventano tanto persuasivi, che l’intero sistema collassa, senza tenere in conto se alcuni elementi nella superficie siano stati indirizzati”.

Il mio commento: Francamente, avevo sentito delle informazioni molto entusiaste su quest’articolo, ma dopo averlo letto, sono rimasto deluso. Senza dubbio, bisogna fare quanto segue:

  1. Bisogna sviluppare un nuovo modello su un consumo razionale
  2. Distribuire la piccola quantità di lavoro che rimarrà dopo lo scoppio economico e l’eccessiva capacità di produzione
  3. Creare un modello dove le persone siano occupate nell’educazione e nella crescita integrale, più che con le attività produttive
  4. Ristrutturare il welfare e le relazioni sociali seguendo il nuovo significato

Finché non iniziamo a implementare questi obiettivi, la crisi non ci lascerà. Dopo tutto, essa rivela le incrinature nel nostro sistema.
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Gli scimpanzé sanno amare, cosa dire della gente?

Non a caso la società umana sta diventando più compressa, chiusa ed omogenea. Apparentemente, questo è un processo naturale programmato nel nostro sviluppo. Noi possiamo osservarlo dall’esterno, studiarlo ed analizzarlo, ma questo è un fatto. Non importa che ci piaccia o no, ma c’è un certo processo di sviluppo della nostra natura che dobbiamo subire e queste forme devono essere rivelate.

Quindi, non abbiamo scelta ed ovviamente, dobbiamo costruire una società più connessa, più amichevole e più calda, basata sul supporto e la partecipazione reciproca. Tutte le antiche fonti, le religioni e le credenze dicono che alla fine dobbiamo arrivare all’amore.

Le persone che vivono nella natura, lontane dalla gente, dicono la stessa cosa. Loro sentono l’amore che viene dalla natura ed il suo interesse per tutto quello che è contenuto in essa, e noi relazionandoci con gli altri egoisticamente, osservando dalla nostra prospettiva egoistica, non notiamo questo amore.

Una volta ho parlato con Jane Goodall, la quale ha vissuto nella giungla, tra gli scimpanzé per 17 anni; lei ha ricevuto il Premio Nobel per la ricerca. Le ho chiesto quale fosse la cosa più importante che aveva imparato dall’emozione di vivere tra gli scimpanzé nella giungla, laddove non c’erano altri umani e se loro erano pronti ad accettarla come una di loro. Lei ha risposto: “Amore, questo è quello che ho sentito tra loro. Sebbene loro cerchino sempre di risolvere dei problemi e sembrino gridare, questo è solo per risvegliare l’amore ed io ho cominciato a scoprire la stessa cosa negli alberi, la foresta, il cielo e la terra …”.

Dr. Jane Goodall ed il Dr. Michael Laitman,
Arosa Forum, Svizzera

Lei ha fatto una scoperta anche se non ha un carattere sentimentale. Una persona, che è arrivata da una vera giungla americana ed ha vissuto per così tanti anni nella giungla, ha rivelato lentamente che l’intera natura è piena d’amore.

Noi qui stiamo davvero affrontando un enorme problema. Tutte le religioni, le credenze e le diverse pratiche spirituali dicono in coro che l’essere umano deve raggiungere l’unità universale, se non l’amore, almeno le buone relazioni, senza le quali l’umanità non può semplicemente continuare ad esistere.

Per farlo, noi attraversiamo questo processo per sentire il bisogno, per voler arrivare all’amore, per sviluppare delle nuove relazioni. È impossibile forzare qualcuno all’amore! Io posso pagare dei soldi per comprare tutto eccetto l’amore. È impossibile acquistare una gentile attitudine per i soldi, ma l’amore è un sentimento molto speciale, separato da tutte le altre emozioni umane!

Per esempio, sento che voi siete diventati importanti per me perché mediante voi io imparo, capisco e realizzo qualcosa di nuovo nella vita. Voi diventate cari per me così come il tema che voglio raggiungere con il vostro aiuto. Quindi, una buona relazione si costruisce tra noi.

Noi vogliamo entrare in simili relazioni reciproche quando noi abbiamo bisogno di stabilire la verità. Perché io ho bisogno di voi e voi di me, c’è fiducia tra noi nella misura in cui posso relazionarmi a voi, ma se all’improvviso qualcuno viene e paga di più e vi porta più soddisfazione e piacere, tutta la vostra fiducia e lealtà scomparirà.

Ecco perché, noi ci troviamo in una situazione inusuale. Il nostro sviluppo ci ha portati a sentire che dipendiamo gli uni dagli altri e questo è richiesto per stabilire delle buone relazioni reciproche, nella misura in cui dovremmo amarci a vicenda! Altrimenti, non avremo la corretta fiducia di cui abbiamo bisogno per ottenere una buona vita oggi.
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(Da un Episodio su Kab.Tv “Una Nuova Vita”, Episodio 6, del 3.01.2012)

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Rivoluzione globale

Siamo passati da stati simili altre volte nella storia passata, anche se non sono stati così tragici e radicali da meritarsi l’appellativo “una nascita”. Noi li abbiamo ritenuti come fasi di sviluppo nella storia del genere umano.

Comunque il nostro stato attuale si distingue da quelli precedenti. Fino ad adesso, nel passato, ci siamo sforzati di rivelare ed ottenere nuovi stati; avevamo previsto delle condizioni che potenzialmente potevano cambiare in modo rivoluzionario il modo di vivere di natura sociale, civile o tecnologica. I cambiamenti sono accaduti come risultato di nuove svolte: la scoperta di nuove terre, invenzioni di armi innovative, e l’applicazione di nuove tecnologie come internet che ha svelato un livello completamente nuovo di connessione tra di noi.

Tuttavia queste innovazioni non erano sconvolgimenti riguardanti tutti i livelli della vita umana in tutti i suoi ambiti. Non si estendevano a tutto il genere umano ed a tutte le nazioni e continenti, ad ogni famiglia ed ad ogni persona, così che oggi sono universali.

Ora, ci stiamo avvicinando a questa nuova nascita e non possiamo affermare con certezza se sia già accaduta oppure no, anche se vediamo che ci stiamo avvicinando. La crisi che stiamo attraversando è simile a quella che precede il parto: ci preme sempre di più ogni giorno che passa, sia individualmente sia collettivamente.

Vediamo che le persone non possono vivere in pace nelle loro famiglie, divorziano, evitano di sposarsi, non vanno d’accordo, non sanno come allevare i bambini, non sanno come evitare problemi di occupazione ed economici.

In tutte le sfere della nostra esistenza, soffriamo di mancanza di comprensione e di organizzazione. Chiamiamo questa situazione una rivoluzione totale, una rinascita universale del genere umano, piuttosto che non un evento in una comunità o stato isolato, visto che sta succedendo su di una scala globale, integrale e che si relaziona con tutti. Una situazione simile non è mai successa prima. La cosa peggiore è che non intravediamo il futuro.

Prima, le strutture economiche e sociali che si venivano creando sembravano più avanzate di quelle precedenti. Per esempio quando è finita la schiavitù questa è stata seguita da società più altamente sviluppate. Anche se dobbiamo ammettere che cambiamenti radicali hanno dato il via a nuove rivoluzioni, guerre religiose e civili, allo stesso tempo le persone riuscivano a prevedere un futuro migliore in arrivo.

Alcune società accettarono quanto avrebbero dovuto affrontare nel futuro, altre No. Alcuni paesi si sono trasformati, altri no. Al momento presente stiamo tutti attraversando un processo globale che non è mai successo prima.

Inoltre questa volta stiamo assistendo a cambiamenti climatici ed ecologici complessivi. Prima sono accaduti dei cambiamenti climatici drammatici (riscaldamento e raffreddamento globale come le ere glaciali) che hanno sempre causato notevoli cambiamenti per l’umanità.

Il raffreddamento globale fece sì che le nazioni più a nord, come quelle in Siberia ed in Asia, migrassero a sud verso l’Europa. Nel passato tutte le rivoluzioni sono accadute per via dei cambiamenti climatici, per via di nuove tecnologie o per via di nazioni che non potevano più tollerare i loro capi di governo.

Questa volta, tutti i cambiamenti stanno succedendo contemporaneamente: ambientali, ecologici e entro la natura interiore dell’uomo che non riesce ad essere in pace con nulla, le persone non riescono più ad andare d’accordo con il mondo.

Anche i sistemi dai quali siamo completamente dipendenti sono in avaria: L’industria del cibo, il mercato del lavoro, le famiglie, il sistema educativo, la sicurezza, essenzialmente ogni cosa che l’uomo necessita per sopravvivere di generazione in generazione.

Siamo arrivati ad una situazione generale in tutti gli ambiti della nostra vita per cui nulla funziona come dovrebbe. E soprattutto non vediamo in che forma o come procedere.

E’ possibile figurarsi il nostro prossimo stadio e muoversi verso di esso con comprensione e rendendosene conto? Possiamo agire da persone che sanno quello che fanno? Abbiamo la possibilità di guardare Avanti e di assicurarci che la strada che abbiamo scelto è quella corretta? Possiamo prevedere quello che ci riserva il futuro?

Se la risposta è si, allora possiamo rendere il nostro progresso più semplice ed evitare di girovagare alla cieca; altrimenti faremo errori ed innescheremo altri guai.

Se continuiamo ad agire alla cieca facendo errori globali, le cose alla fine avranno un corso terribile. Semplicemente non possiamo più andare avanti a tentoni commettendo errori.

E questo è il motivo per cui abbiamo iniziato il nostro corso educativo. Il suo obiettivo è di aprire gli occhi alla gente e di dimostrargli qual è la situazione in cui siamo tutti e soprattutto di mostrare loro il nostro futuro ed insegnare come passare dallo stato attuale a quello futuro.
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(Dal Primo Episodio di Kab.tv “Una nuova vita” 17.12.2011)

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