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Svegliati nel mondo spirituale

Nella porzione settimanale della ToràTrumà” (Offerta) non si parla della nostra falsa realtà in questo mondo illusorio, che percepiamo nel nostro desiderio. Perché è illusorio? Perché ci è stata data questa forma del nostro stato inconscio, dove ci sembra di esistere.

Ci sono film che mostrano come tutto il mondo dorma in un sonno profondo, dov’ è sonnambulo e tutto ha luogo nel sogno. Questo è lo stato nel quale siamo oggi, perché siamo separati dalla vera realtà. La nostra realtà è una specie di sogno, per la qual cosa è scritto: “Eravamo come in un sogno”.

Ci sembra di esistere nella realtà, come il cavaliere che è andato in cielo e per compensare la sofferenza che ha dovuto sopportare, ha ricevuto la realtà che ha nel mondo terreno; una sposa, un figlio, una casa, un carro ed un buon cavallo. Questo significa che una persona riceve quello che desidera. È scritto nel Libro dello Zohar che ad una persona nel mondo a venire viene chiesto: “Cosa volevi?”. Certamente, nessuno domanda niente a nessuno e niente di questo ha luogo, però alla fine la persona riceve quello che desidera.

La stessa cosa avviene nella nostra realtà. In questo momento esistiamo in un mondo immaginario, ma quando cominciamo in maniera indipendente la costruzione della vera realtà, dobbiamo costruire il cammino di cui si parla in questa porzione della Torà. Quando lavoro sul mio desiderio, se trasformo gradualmente la mia intenzione egoista nell’intenzione di dare, allora ottengo un nuovo Kli nel quale rivelo una nuova realtà. Costruisco il Tabernacolo e durante il processo, rivelo sempre di più il mondo spirituale, fino a che si rivela pienamente.
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(Dalla lezione sulla porzione settimanale della Torà del 04.02.2011)

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L’ intenzione corretta rivela il mondo

Domanda: Stiamo facendo l’ offerta corretta per il Tabernacolo, oppure è il Creatore che lo costruisce, sistemando pezzo per pezzo? E chi è l’architetto?

Risposta: E’ chiaro che non capiamo il nostro lavoro, come un bambino di due anni che cresce senza sapere cosa diventerà quando ne avrà tre. Non pianifica il processo della sua crescita e non si può formare solo all’ età di tre anni. Allo stesso modo, facciamo una Menorà (un candelabro con sette bracci) lanciando un pezzo d’ oro nel fuoco e dopo lasciamo che sorga per conto proprio. Però, come avviene “per conto proprio”?

Il fatto è che non puoi fare niente da solo. Se prepari l’ intenzione (non l’ azione ma unicamente l’ intenzione), se le integri la linea di mezzo, allora la Luce darà alla tua materia proprio la forma che deve assumere. Questa materia non può prendere altra forma. In altre parole, ha già questa forma, devi solamente rivelarla facendo in modo che la tua intenzione ti riveli questa immagine.

Entri in un mondo che è stato preparato in anticipo. Rivelando i “fiori”, la “Menorà”, la “tavola”, “l’ onyx e le altre pietre”, riveli quello che già esiste. Sei tu che stai rinnovando la tua percezione. Tu la riveli; si rivela a te e dentro di te. Costruisci la tua visione, la tua percezione, la tua comprensione e la tua accettazione. Secondo la misura della tua accettazione, non vedi la forma esterna, ma vedi che tutto è dentro di te. La tua visione diventa interna.

Adesso quello che vedi ti sembra esterno, ma nella spiritualità vedi che tutto è all’ interno. In quel momento la tua percezione sarà autentica. Non avrai più l’ illusione che hai adesso, all’ interno della quale ti sembra che il mondo esista al di fuori di te, che esistete tu ed il mondo.

Nella spiritualità, questa falsità non esiste, senti che tutto si trova dentro di te, all’ interno dell’ anima, con la quale ti identifichi.
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(Dalla lezione sulla porzione settimanale della Torà del 04.02.2011)

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Attraverso un corridoio di ostacoli

Shamati 1: E solo se questa persona ha un vero desiderio, riceverà l’ aiuto dall’ Alto. E le viene mostrato costantemente come è in mancanza nel suo stato presente.

Cosa è l’aiuto dall’Alto? È che sei costantemente spinto all’interno della tua sporcizia interiore, all’ interno del tuo egoismo e ti viene mostrata la tua insignificanza. Questo è ciò che fa il Creatore: mostra costantemente ad una persona un’enorme e nera oscurità dentro si sé, un bidone di spazzatura nei suoi pensieri, desideri, intenzioni e calcoli.

Perché? Solo perché giunga al bisogno del Creatore, per portarla ad uno stato nel quale non sarà più capace di sopportare la sua peste. Per farlo, è necessario tirarla costantemente fuori da questa sensazione e mostrarle un’esistenza differente, una che sia leggermente più elevata, più leggera e più grande del suo egoismo. Allora ancora una volta, sarà tirata per il naso all’interno del suo stesso egoismo: “guardati, guarda chi sei!”. Poi, ancora una volta, deve essere leggermente tirata fuori da questo pantano e dopo ancora una volta, tirata dentro per la testa.

È così che avviene fino a quando una persona arriva a sentire che non ha davvero niente della “santità” o purezza spirituale, e che tutto viene solo dal suo essere personale, piccolo ed egoista che è stato creato in lei e nel quale lei è stata creata.

Anche quando riceve occasionalmente un risveglio dall’ Alto, che momentaneamente la rianima, dopo un po’ cade nel luogo della bassezza.

Tutte queste sono certamente azioni del Creatore, ma non importa per quale motivo una persona le senta dentro di sé. Tutto ciò che siamo è questa sensazione. Non c’è nient’altro in noi eccetto la sensazione e prendiamo coscienza solo di quello che sentiamo. La mente accompagna solo la sensazione.

Tuttavia, questo è ciò che lo fa arrivare (alla fine) ad avere in considerazione che solo il Creatore può aiutarlo ed avvicinarlo davvero (alla perfezione). Questa necessità o richiesta della perfezione matura gradualmente dentro di noi, proprio a partire da questi stati opposti.
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(Dalla 4° lezione del Congresso di Berlino del 29.01.2011)

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Aspirare a stati futuri

I Kabbalisti scrivono su vari Stati delle anime, stati che loro stessi realmente hanno attraversato. Ciò che conta è la misura in cui vogliamo immaginare questi Stati e ci identifichiamo con essi. Sono tutte indicazioni di come rendere piacere al Creatore ed in virtù di questa aspirazione ci rivelano la stessa azione attraverso il suo risultato. Ecco come si entra nell’ unità con il Creatore: egli dà ad una persona ed una persona dà a Lui.

Questi sono gli Stati che i Kabbalisti ci raccontano. Più aspiriamo ad essi, più la quantità di forza della loro Luce ci influenza e ci porta più vicino agli Stati di unità ed importanza che era in essi.

Questo continua lungo l’ intero percorso. Solo che non succede ora, quando siamo sempre pronti per entrare effettivamente in questi Stati di interconnessione, ma solo più tardi, quando sentiremo meglio le azioni spirituali. In un modo o nell’altro solo la nostra aspirazione, solo il nostro innalzare MAN, una preghiera per gli Stati più elevati di dazione reciproca e la rivelazione dell’ amore, ci aiuterà a salire a livelli ogni volta più elevati.

Questo è l’ approccio che l’ anima deve seguire fino alla fine della correzione. Solo questo tipo di lavoro ci permetterà di andare avanti.

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Insieme senza perdite

Nei tempi passati i kabbalisti andavano ognuno per conto proprio, ed era per loro molto difficile. Si dice anche che su un migliaio di persone che si occupavano di kabbalah, solamente uno arrivava alla luce.

Ma oggi, con la giusta organizzazione dell’ ambiente circostante, possiamo muoverci praticamente senza perdite, senza perdere i nostri compagni per la strada.

Ciò dipende soltanto dall’ essere capaci di creare tra di noi un nostro comune desiderio, al di fuori di noi. Per questo motivo è così importante la “preghiera di molti“, quando noi, tutti insieme, cerchiamo di riunire in uno tutti i nostri desideri, in modo che con il loro aiuto possiamo attirare su di noi l’ influsso di quell’ unica Forza che riempie lo spazio e che si può manifestare riunendoci tutti, essendo tra tutti noi.

Scoprire questa essenziale, basilare Forza della Natura, significa scoprire il Creatore, siccome essa è primaria e noi suoi prodotti.

Come destare l ‘influsso di questa Forza, in modo ch’essa fruttifichi, ci tragga fuori da noi stessi, così che noi, come un bambino che esce dal ventre materno, incominciamo a percepire ciò che si svolge al di fuori di noi? Dobbiamo invocare questa Forza per nascere. Essa ci costringe a fare tutto il possibile, e noi e tutti quelli che sono con noi, per “spingerci” nella luce.

Perciò è indispensabile la “preghiera di molti“. Insieme dobbiamo arrivare alla presa di coscienza di questa necessità. E naturalmente allora vedremo e sentiremo tutto quello che effettivamente succede nel mondo. Tutte le cause, tutte le attività, tutto ci sarà subito chiaro. E noi stessi ci scopriremo nati nella percezione di un nuovo mondo, non più identificandoci col corpo, ma vivendo uniti a quell’unica e sola Forza che riempie tutto lo spazio.
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(Da una lezione di uno scritto del Rabash. 16.01.2011)

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Esilio dall’ intenzione

Domanda: Se io semplicemente aiuto la gente in questo mondo, posso estrarre da queste azioni la Luce che corregge l’anima?

Risposta: Questo dipende dalla tua intenzione. Se davvero hai l’ intenzione di dare, allora sicuramente attrarrai la Luce; però se aiuti una vecchietta ad attraversare la strada e pensi di essere giusto, ti farai solo del male.

Ci sono milioni di persone al mondo disposte ad aiutare gli altri ed appaiono come se avessero fatto buone cose sul piano materiale ma per qualche motivo le loro azioni non rendono il mondo migliore. Tutte le opere di filantropia non producono alcun risultato positivo, poiché sono le intenzioni a cambiare il mondo, non le azioni.

Il Creatore non ha bisogno delle tue azioni se non le fai al di fuori del tuo ego. In primo luogo, devi chiederti se queste azioni correggono il cuore. Prima di realizzare un precetto o qualsiasi altra buona azione, devi armarti prima dell’ intenzione corretta e se non la hai, chiediti se vale ancora la pena di compiere l’ azione.

Se l’ azione è essenziale per il tuo sostentamento, devi compierla anche senza l’ intenzione, poiché si riferisce alle necessità basilari e pertanto non è “né condannata, né ricompensata”; però se l’ azione oltrepassa ciò di cui il corpo animale necessita, non puoi farla con un’intenzione egoistica. Realizzando azioni egoistiche corrompi il mondo, dato che ti allontani dalla spiritualità e porti miseria a questo mondo.

Lo stato collettivo nel quale si realizzano le azioni senza intenzione è chiamato “esilio”. Il ritorno alle azioni con intenzioni altruistiche è chiamato “redenzione” perché con ogni azione riveli il Creatore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.12.2010, “La Pace”)

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Il gruppo interiore

In realtà, non è il gruppo che influenza te, ma sei tu che devi metterti in sintonia con il gruppo. Quando diciamo che il gruppo influenza una persona, vogliamo inspirare ogni persona verso la dazione al gruppo.

La risposta del gruppo può essere forte o debole, ma questo non pregiudica una persona. Ecco perché la nostra connessione e l’interazione avviene con il gruppo interiore, e non quello esteriore. Il comportamento esterno degli amici non gioca un ruolo sostanziale.

Qui tutto dipende da quanto è forte la sintonia con loro, quanto cerco di sentire la loro aspirazione interiore, che non dipende da me, o da loro. Questa è una realtà spirituale, l’ unità tra noi sul livello dell’infinito.

Pertanto, il gruppo ti influenza nel grado in cui sei sintonizzato con esso e influenza il tuo desiderio di ricevere, per la dazione.
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Se sei un eroe …

Domanda: Ultimamente mi sento molto stanco e mi addormento alla lezione. Questo significa che il mio desiderio per lo scopo non è abbastanza forte?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo accettare ogni stato come proveniente dall’ Alto, dal Creatore, perché “Non c’ è nessun altro al di fuori di Lui.” Se faccio riferimento a tutti gli stati in modo che siano costruttivi e provenienti dal Creatore, e quindi avanzando verso la meta, allora sono già in uno stato veramente utile, che mi fa innalzare. A questo proposito non tutto dipende dallo stato stesso, ma dal mio atteggiamento verso di esso. Da dove viene?

Non importa in che stato mi trovo, in quello buono, cattivo, intermedio, o in uno che manca di qualsiasi azione, anche se resto in esso per diversi mesi. Se io vi faccio sempre riferimento, come uno stato di diritto per fare riflessioni, correzioni, e’ avanzamento, quindi non mi preoccupo di ciò che sta realmente accadendo.

Devo sempre alzare MAN, restando nelle intenzioni e in risposta, dall’ Alto, ricevo MAD, lo stato che viene a me. L’ intenzione viene da me, mentre lo stato viene dall’ Essere Superiore.

Pertanto, dobbiamo guardare a tutto ciò che ci viene dall’ Essere Superiore come una benedizione. Qualsiasi cosa che è venuta a noi è venuta perché arriva, senza dubbio, da Colui che è buono e fa del bene, e non c’ è nessun altro al di fuori di Lui. Devo trattare ogni stato come necessario per il percorso.

Se io continuo il cambiamento e l’ approfondimento allo studio, con il gruppo, e con l’intenzione, allora io non sono preoccupato per quello che ho ricevuto da Lui. Al contrario, è possibile che ogni volta che riceverò un trattamento duro (Gevurot) da Lui, avrò capito che proprio questo trattamento è quello che mi fa avanzare. Dopo tutto, è così che una persona seria è trattata, uno che si aspetta di fare progressi, a differenza di un bambino che viene trattato con tenerezza e nulla ci si aspetta da lui. Quindi, tutto dipende da: se sei o non sei un eroe ….

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/12/10 , Lo Lo Zohar)

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Lavorare con la Luce

La saggezza della Kabbalah ci insegna come correggere il desiderio che rappresenta l’ intera materia della creazione fino al punto che noi iniziamo a sentire la Forza che permea l’universo: il Creatore (la Luce). Non esiste nient’altro oltre questa Forza e desiderio.

La rivelazione accade in base alla legge della equivalenza della forma: il desiderio sente il potere della Luce fino al punto della sua corrispondenza con essa. La completa rivelazione della Luce è il programma e proposito della creazione. Questo significa che dobbiamo correggerci fino al grado di completa equivalenza con la proprietà della Luce: la dazione.

L’ intero sistema dei mondi è stato creato per questo scopo; ci aiuta a cambiare il nostro desiderio e a farlo similare a quello della Luce. Questo mondo è dove vengono fatti i primi passi, più tardi ci innalziamo nei mondi di Assiya, Yetzira e Beria. Nelle nove basse Sefirot di Malchut del Mondo di Azilut è dove “risiedono” le anime spezzate.

Keter, la Sefira superiore di Malchut è sopra il Parsa, nel Mondo di Azilut, dove la dazione si trova infatti. La proprietà di dazione agisce sotto il Parsa.

Malchut riceve le forze da Zeir Anpin. Per noi, Zeir Anpin è Il Superiore, il donante; noi riceviamo tutto da lui. Da parte sua, Zeir Anpin è collegato con il Parzuf superiore del Mondo di Azilut, Abba ve Ima (AVI), una parte della quale è Yeshsut. Sotto si trova il Parzuf di Arich Anpin (AA), che riceve la Luce dall’ Infinito (Ein Sof) e la passa in basso alla catena di Malchut.

La maggior questione per noi è di come noi ( le anime rotte che vivono nei mondi di BYA) ci innalziamo a Malchut di Azilut. Includendoci in esso, noi iniziamo a prendere parte nel processo di correzione. Il Mondo di Azilut corregge i desideri egoisti che producono intenzione egoiste.

Il desiderio di ricevere è immutabile; è una questione che non può essere alterata. Ma il desiderio può essere usato in due modi diversi: può essere riempito all’ interno nel ricevere oppure utilizzato in dazione. Nel secondo caso il desiderio riceve con l’ intenzione di dazione. È possibile solamente come risultato di amore ed unione con altri.

Il Libro dello Zohar ci aiuta principalmente nel primo stadio della nostra ascesa al Mondo di Azilut. La sequenza delle azioni è la seguente:

  1. Noi eleviamo la nostra richiesta di essere corretti (MAN)
  2. La risposta (MAD) torna indietro verso di noi come Luce Circostante (Ohr Makif)
  3. Saliamo verso Malchut di Azilut
  4. Malchut consegna la nostra richiesta a Zeir Anpin
  5. Zeir Anpin da poteri a Malchut e corregge le anime

Per cui, tutto quello che facciamo è lavorare con la Luce. Il nostro lavoro è inteso per raggiungere l ’unione tra di noi in modo di correggere il nostro desiderio applicando l’intenzione di dazione ad esso. Questo diventa possibile solamente come risultato dell’influenza della Luce.

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Preparandoci per la Lezione ancora una volta

La Luce costruisce la nostra connessione e ci rivela il Creatore solo dentro di essa. Dobbiamo aspirare a questo non per il nostro bene, ma solo per dare piacere a Lui. Una volta che raggiungiamo l’amore per il Creatore, ci rivelerà il suo amore per noi. Tutto il nostro studio ha lo scopo di rivelare o risvegliare il nostro amore per il Creatore.

Ovviamente, in questo momento non sentiamo la minima necessità per questo. Ci ricordiamo dell’esistenza della Forza Superiore solo quando ci sentiamo male. E’ la nostra natura che ci fa agire solo quando ci manca qualcosa, desiderosi di completare e riempire noi stessi.

Noi non sentiamo alcun bisogno del Creatore e tanto più d’amarlo. Ma se proviamo aartificialmente ad aspirare al Creatore per mezzo del lavoro nel gruppo, progressivamente avremmo provocato l’influenza della luce su di noi che ci porta qualità speciali, quelle dell’amore e della dazione.

La qualità può essere diretta solo verso il Creatore poiché Egli è il solo ad esistere attraverso noi. Tuttavia, al fine di arrivare a Lui siamo stati posti in uno stato speciale chiamato “questo mondo”. Qui, con l’aiuto dei nostri familiari e amici, possiamo fare sforzi e pratica per acquisire l’amore per l’ambiente adeguato. Poi andremo dall’amore per le creature al grado di amore per il Creatore.

E’ così che usciremo dall’egoismo, passando dall’amore di sé all’amore per il prossimo, e tramite la nostra famiglia e gli amici, acquistiamo l’amore per il Creatore.

Poi si rivelerà la vera natura degli “strumenti” che abbiamo usato. Si scopre che il Creatore stesso divide la nostra realtà in questo modo, così d’avere la possibilità di venire a Lui per mezzo di questi “esercizi”. In realtà non c’è nulla oltre a me, che include tutta la realtà e il Creatore, che è al di sopra di essa.

Cerchiamo quindi di costruire l’intenzione di ricevere la Luce che Riforma dallo studio reciproco, al fine di rivelare l’amore tra noi e il nostro amore al Creatore.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 24/11/10, Lo Zohar).

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