Pubblicato nella 'Percezione' Categoria

Da questo mondo al mondo a venire

Lo Zohar, capitolo Vaietze, punto 88) È scritto, “Un salmo di Davide, quando lui scappava”. Egli pronunciò il salmo mentre fuggiva perché prima pensò che il Creatore lo castigasse per i suoi peccati nel mondo a venire. E quando vide che Egli desiderava chiedere vendetta qui in questo mondo, si sentì felice e pronunciò un salmo.

“Questo mondo” e “il mondo a venire” sono due gradi spirituali, perché siamo nella Luce Superiore e vediamo le nostre qualità con questa Luce di fondo. Questo determina la realtà che percepiamo.

Per questo, ogni stato che sperimentiamo è uno stato di occultamento della Luce Superiore che si nasconde dietro le nostre qualità egoistiche e si rivela solo nella misura in cui le nostre qualità diventano simili a quelle del Creatore. Da lì ognuno dei nostri stati si chiama “mondo” (dall’ebraico “olam”, che proviene dalla parola “olama” che significa “occultamento”), cioè sono la misura dell’occultamento che percepiamo.

Risulta che “questo mondo” e “il mondo a venire” sono due gradini. Uno è quello che sento e vedo adesso, lo posso controllare, investigare e studiare; e l’altro è lo stato al quale aspiro, una misura dell’occultamento che desidero rivelare e raggiungere, questo stato è quello che i cabalisti chiamano il mio mondo a venire.

I filtri “appannati” che oscurano la nostra visione della realtà

Esistiamo in un sistema che si chiama creazione unica, Anima o Adamo. Questo sistema è stato creato dal Creatore. Siamo connessi al suo interno attraverso legami permanenti come gli organi di un corpo. La nostra connessione mutua è piena della vita di questo sistema: la Luce. Questo sistema si chiama il Mondo dell’Infinito, poiché tutto in esso è illimitato e perfetto.

Nel Mondo dell’Infinito, tutte le sue parti sono unite dall’amore e piene di Luce Infinita; però, il Creatore, copre questo mondo infinito con dei filtri restrittivi, uno dietro l’altro, appannandolo tutto. È come realizzare una magnifica pittura e dopo ricoprirla con una pellicola di plastica che appanna la visione del quadro. Dopo, sotto i 125 strati di plastica addizionali e successivi, la pittura originale si vede ancora più appannata. Questi sono i 125 livelli che riducono gli attributi della dazione e dell’amore che ci connettono nel sistema del Mondo dell’Infinito.

Ci troviamo nel livello esterno e non percepiamo assolutamente gli altri livelli. Per questo, all’interno del nostro livello, il sistema della connessione è completamente distrutto. Invece di sentire l’amore che ci unisce nel Mondo dell’Infinito, ci odiamo, non percepiamo la nostra connessione reciproca e siamo separati, divisi e frammentati. Da questo stato così basso, il Creatore desidera farci ritornare al primo livello, che è illuminato e pieno di benessere, affinché, attraverso questi livelli, filtri e mondi (“mondo” in ebraico è “Olam” che significa occultamento) ritorneremo all’Infinito.

Per tanto, il Creatore ci chiama e ci risveglia. Precedentemente, Egli ci sviluppava attraverso il nostro egoismo, affinché potessimo capire e sentire di più e condurre meglio le nostre vite; però, arrivando ad una certa maturità, il Creatore comincia a farci progredire qualitativamente. Non è più sufficiente evolverci aumentando il nostro egoismo. Adesso, dobbiamo diventare equivalenti al Creatore nei nostri attributi, per ricevere un tipo equivalente di forma e desiderio e non solo coltivarlo come abbiamo fatto nel corso della storia. È per questo che il nostro stato attuale di sviluppo è così particolare.

Nel realizzare uno sforzo per allinearci con il livello più interno, connettendoci fortemente tra noi, attraiamo la Luce del Creatore che ci illumina a distanza, come la Luce Circondante (Ohr Makif). Ci correggiamo affinché l’amore e la dazione regnino tra noi.

Materiale correlato:

Laitman blog: Osservare la realtà attraverso le lenti dello Zohar
Laitman blog: Attraverso lo Zohar, fino all’interno della mia anima

L’eterna unione del particolare e del tutto

Lo Zohar, Capitolo “VaYikra (Il Signore chiamato)”, Articolo 20: E una persona fu stabilita sull’ingresso dall’esterno ed il suo nome è Gazriel. Con lui, ci sono dodici persone che lo circondano – tre, tre su ogni lato, su quattro lati. La (più bassa) Merkava generale è dodici – Michele, Gabriele, Uriel, Raffaele – in ciascuno dei quali ci sono tre linee, HGT, che sono dodici. Individualmente ognuno contiene dodici.

Nella spiritualità, ogni creazione consiste di dodici parti. Ogni elemento include la più piccola e tutta la realtà spirituale, ha la stessa struttura e le stesse proprietà. Se noi creiamo anche una minuscola porzione, essa conterrebbe tutte le proprietà dell’intera struttura. Quindi, non c’è differenza tra il generale ed il particolare nella spiritualità, contrariamente al nostro mondo, nel quale le parti vengono sommate per formare l’insieme.

Nel mondo spirituale, è importante la qualità piuttosto che la quantità; il tutto non viene creato come una somma delle sue parti. Piuttosto, ogni parte è già quella generale; tuttavia, essa è rivelata al grado qualitativamente nuovo. La realtà spirituale viene rivelata solo nell’acquisizione di una persona, all’interno del desiderio di una persona. Ciò significa che acquisiamo le forme del desiderio che vengono chiamate l’anima e la Luce, agendo all’interno del desiderio e dando simili forme ad esso.

Ne risulta che l’intera realtà è l’unica anima Adam HaRishon. Tutti i mondi, gli oggetti spirituali (Partzufim), gli angeli e le forme sono i quattro livelli del desiderio (inanimato, vegetale, animale e parlante). Tutta la creazione ha la stessa struttura. Oltre ad essa c’è solo Atzmuto, l’essenza del Creatore, che è irraggiungibile. Possiamo solo supporre che essa sia la radice di tutto quello che riveliamo, ma non La possiamo raggiungere.

Materiale correlato:

La percezione della realtà
Laitman blog: Le finestre che mi conducono ad un realtà più profonda

I cinque limiti delle nostre sensazioni interiori


Nelle News (da The University of British Columbia) “Un impulso tattile influenza ciò che sentiamo: uno studio della University of British Columbia” Gli esseri umani usano tutto il loro corpo, non solo le orecchie, per comprendere un discorso; questo è quanto sostiene il centro di ricerca linguistica della University of British Columbia. E’ ben risaputo il processo naturale dell’espressione facciale di una persona rispetto a quello che le viene detto per comprenderne a pieno il significato. Lo studio della University of British Columbia è il primo a mostrare che utilizziamo anche delle informazioni tattili per percepire il suono di un discorso.

Nelle News (da Scientific American):“Assaggiare la Luce: un congegno permette ai ciechi di “vedere” con le loro lingue” Un paio di occhiali da sole collegati ad un “ghiacciolo” elettrico aiutano, attraverso un percorso alternativo, il riacquisto delle sensazioni visive per coloro che hanno una capacità visiva danneggiata. Questo nuovo congegno, scaturito da questa idea e che ha come obbiettivo di ristabilire parzialmente la possibilità di vedere per i ciechi o per coloro che hanno una capacità visiva danneggiata, sfrutta i nervi che ci sono sulla superficie della lingua per mandare dei segnali di luce al cervello.

Il mio commento: Quanto detto sopra conferma ciò che la Kabbalah insegna sulla percezione della realtà – e cioè che l’intero mondo esiste dentro di noi; i nostri sensi non sono altro che la rappresentazione dei cinque limiti delle nostre sensazioni interiori.

Stare sdraiati a terra è il posto più sicuro


Non possiamo dimenticare che trattiamo solo con il Creatore. Non esiste niente innanzi a noi a parte Lui. Tutti i livelli, inanimato, vegetale e animato della natura, così come le persone che sembrano circondarci in questo mondo, sono soltanto immagini e percezioni all’interno dei nostri desideri. Tutte le immagini, le azioni e le situazioni, le percepiamo al loro interno. Anche il Creatore appare innanzi a noi con l’immagine di questa realtà materiale, anziché permetterci di percepirlo direttamente.

Se percependo questa realtà, la persona sente che tutto proviene dal Creatore, allora questa conoscenza le dovrebbe essere sufficiente. Non importa ciò che senta, ciò che veramente è importante, è che questa sensazione che ha, le rende possibile la connessione con la Fonte di tutta la realtà, il Creatore. Non strappatemi questo sentimento! Non hanno importanza gli stati presenti che attraverso. Può trattarsi delle peggiori e più confuse sensazioni, non importa ciò che sento nella mia mente e nel mio cuore, perché questi sono istinti egoistici e non importa ciò che succede al loro interno. Mi preoccupa soltanto una cosa, assicurarmi che non mi separi dalla mia Fonte, la Fonte delle mie percezioni e sensazioni. “Questo sei tu!”

Ciò significa che una persona “è sdraiata al suolo” e per tanto non ha modo di cadere. Si preoccupa di una sola cosa e non ha bisogno di nient’altro. Questo è il principio del suo lavoro spirituale. Si eleva al di sopra del materiale e si trova in contatto minimo e costante con la spiritualità.

Lei camminerebbe attraverso un muro che non può percepire?


Ho ricevuto una domanda: sono uno studente del Learning Center ed io, insieme ad altri, sto aspettando ansiosamente che lei risponda a questa domanda. Nel libro Kabbalah, Science and the Meaning of Life, a pagina 128, ho trovato la seguente citazione: “A causa del fatto che il nostro cavernicolo non avrebbe il senso che gli farebbe percepire le pareti come Materia o come Forme nella Materia, potrebbe attraversarle come fossero aria”.

A meno che abbia frainteso l’informazione, la citazione è inerentemente sbagliata. Proprio perché una persona non conosce un oggetto, non significa che non possa interagire con esso. Il testo mescola dei concetti di fisica quantistica alla realtà del macro mondo. La logica applicata è illogica. La materia sarà sempre percepita come tale, non curante della forma che ha, perché i nostri sensi sono fatti per percepirla. Nei casi in cui i nostri cinque sensi non fossero sufficienti, la materia potrà essere percepita con gli strumenti appropriati.

Esempio: quando feci la mia prima immersione, ero circondato da un gran numero di forme e figure che non avevo mai visto prima. Tuttavia, i miei sensi furono capaci di registrarle. Per favore chiarisca la precedente citazione.

La mia risposta: cominciamo dall’opposto: ci sono muri che non percepiamo. Ci imbattiamo in essi per caso, oppure ci passiamo attraverso senza notarli?

Tutto esiste in noi, nelle nostre qualità, o nei nostri cinque sensi. Se essi fossero diversi, potrebbero dipingerci un mondo differente. Il libro parla di un “cavernicolo” perché oltre alle nostre qualità, noi abbiamo anche accumulato informazioni e sistemi che hanno creato l’illusione “circostante”.

Fino a che non acquisiremo una qualità opposta alla nostra, la dazione, non capiremo quelle dell’antimateria, e non capiremo che il mondo è “dipinto” dentro di noi.

Materiale correlato:

laitman blog:Da un nuovo studio risulta che gli occhi vedono molto di più di quanto il nostro cervello riferisca alla nostra coscienza
La percezione della realtà
Il nostro mondo è un’illusione – Guarda con i tuoi occhi!
laitman blog:Una nuova ricerca rivela che lo spazio e il tempo sono soggettivi

Una nuova ricerca rivela che lo spazio e il tempo sono soggettivi

Nelle news  (da Interscience): “ Le lenti prismatiche cambiano la percezione del tempo”. Traiamo vantaggio da una ben nota modulazione spaziale (adattamento prismatico), per esaminare l’ipotesi che la rappresentazione del tempo è orientata nello spazio da sinistra verso destra, con intervalli di tempo minori, rappresentati alla sinistra, degli intervalli di tempo maggiori. I risultati hanno mostrato che l’adattamento prismatico che induce un orientamento alla destra di un’attenzione spaziale, ha prodotto una sovrastima degli intervalli di tempo, mentre l’adattamento prismatico che induce un cambiamento verso la sinistra nell’attenzione spaziale, ha prodotto una sottostima degli intervalli di tempo. Queste scoperte, non solo confermano, che gli intervalli di tempo sono rappresentati orizzontalmente nello spazio, ma rivelano anche che la modulazione spaziale dell’elaborazione del tempo, accade molto probabilmente, attraverso indicazioni di attenzione spaziale …

Il mio commento:
ciò si deve al fatto che il nostro cervello percepisce il tempo, il movimento e lo spazio, alla stessa maniera, ovvero come valori astratti. Di fatto, queste categorie esistono soltanto soggettivamente nella nostra percezione. Se la nostra percezione fosse diversa, percepiremmo ciò che ci circonda, in un’altra maniera.

Tutto ciò che riguarda l’esistenza, ha due forze: la dazione e la ricezione. Queste forze producono differenti concetti dentro di noi, sul mondo, le azioni e gli eventi. È simile all’elettricità, che serve per far funzionare differenti apparati e causa la realizzazione di differenti azioni, anche se si tratta di una sola forza.

Materiale correlato:

Il tempo, lo spazio e “l’io” sono plasmati nella nostra percezione da una Forza
Tempo = Movimento = Spazio

Un nuovo studio dimostra che il cervello si sviluppa negli stati di caos


News (dall’Università di Cambridge): Il cervello umano vive “ai margini del caos”, in un punto critico di transizione tra il caos e l’ordine. Il cervello può organizzarsi spontaneamente nel punto che sta al confine tra ordine e caos, potrebbe dunque funzionare in uno stato critico auto-organizzato. Questo punto permette ai neuroni di saltare velocemente tra l’ordine e il caso rendendoli capaci di alterare la propria condotta secondo la necessità, permettendo agli esseri umani di rispondere velocemente all’ambiente che li circonda.

Grazie a queste caratteristiche, un auto-organizzata capacità critica, intuitivamente si presenta come un modello per le funzioni cerebrali, come la percezione e l’azione, che permetterebbe di passare velocemente tra gli stati mentali, al fine di rispondere alle mutevoli condizioni ambientali o di cambiarle.

Il mio commento: Quando una persona si trova lungo il percorso spirituale, questi stati sono particolarmente vividi: si passa costantemente dal caos, confusione, incertezza alla chiarezza e alla consapevolezza.

In ebraico la parola sera – Erev, deriva dal verbo Learvev– mescolare. Dunque, quando un uomo si trova nello stato chiamato, “sera”, la chiarezza che l’uomo sentiva prima diventa incertezza, confusione e poi una totale mancanza di comprensione, che è lo stato chiamato “notte”. Questo è esattamente lo stato in cui si trova un uomo che si sta preparando internamente per nuove possibilità e per nuovi obbiettivi. É simile a quando i nostri corpi si riposano prima di una nuova giornata di lavoro.

In aramaico, che è opposto all’ebraico, la parola che sta per “notte” è Orta, che deriva dalla parola ebraica Ohr- luce. Questo mostra che la “notte” è anche luce, ma la sua luce è opposta alla Luce del giorno. Perciò, gli stati di confusione, caos e incertezza sono necessari perché l’uomo interiorizzi le informazioni e ne raggiunga una più profonda consapevolezza.

materiale correlato:

Laitman blog: Il mondo che vediamo è una foto che abbiamo dentro al nostro cervello
Kabbalah blog: Brancolando nel buio alla ricerca del senso spirituale
Kabbalah blog: Attraversate le notte e date il benvenuto all’alba
Testi Autentici: Baal HaSulam / Libro di Shamati / Shamati 16
Video: Coscienza

tutti i miracoli vengono creati dai nostri desideri


La domanda che ricevuto: Sono un prete ortodosso e mi interesso di Kabbalah così come viene insegnata dal vostro Ashlag Research Institute da circa sei anni. La mia domanda è: gli inspiegabili fenomeni della Natura hanno delle radici spirituali? Sono stato testimone di una miracolosa icona che piange. Mi è successo tre settimane fa in chiesa mentre stavo celebrando sull’altare. Le tracce e le gocce di mirra non si sono ancora asciugate, e continuano a mandare un profumo molto forte. Sto bene- non c’è bisogno di chiamare un’ambulanza. Oltretutto, non ero l’unico testimone di questo
fenomeno.

La mia risposta: Tutti “gli inspiegabili” fenomeni della natura possono essere spiegati molto semplicemente: il desiderio di una persona può fare della realtà una serie di miracoli. Se davvero desideri qualcosa, qualsiasi cosa può succedere. Lo stesso vale per quanto riguarda le nostre personali aspettative a proposito dei miracoli- specialmente nelle pratiche religiose, anche se probabilmente non siamo completamente consapevoli di queste aspettative.

Quando studiamo la percezione nella Kabbalah, impariamo che lo scenario del mondo è disegnato dentro di noi e attraverso di noi. E’ interamente determinato dai nostri desideri. Quindi, nulla è impossibile. Se una persona pensa a qualcosa o desidera qualcosa, significa che c’è un posto per questa cosa nel mondo e che in qualche modo è possibile. Altrimenti questo desiderio o questo pensiero non sarebbe mai emerso nella persona.
Tuttavia, la cosa più importante è che ciò che si desidera sia una cosa buona!

materiale correlato:

la mente è una serva dei desideri
laitman blog:gli angeli
il soprannaturale e la predizione del futuro tramite i tarocchi

i miracoli:

Come ampliare la Tua Percezione


Il nostro mondo è qualcosa che immaginiamo e creiamo dentro di noi, con immagini materiali e sensazioni interne (pensieri e desideri). Un bambino o una persona non sviluppata, è influenzato da immagini fisiche. Tuttavia, un adulto, può essere stimolato da un evento lontano da lui nel tempo e nello spazio.

Questo ci permette di capire, perché la maggioranza delle persone che danneggiano la natura, non sentono che, facendolo, si stanno infliggendo un danno. Il motivo è, che la percezione umana del mondo è estremamente stretta e limitata.

Comunque, quando queste persone si uniscono con altre, ed essendo queste ultime più sensibili e sviluppate, possono adottare la loro percezione del mondo, e prevenire il danno che causerebbero a sé stesse. C’è di più, l’ambiente corretto ha il potere di fare in modo che ci trattiamo con bontà, anche se la nostra natura e la nostra percezione del mondo, sono opposte a questa attitudine.

materiale correlato:

laitman blog: scegliere l’ ambiente è la nostra sola scelta
laitman blog:Albert Einstein e R. Tagore sulla natura della realtà
laitman blog:il mondo che vediamo è una percezione che abbiamo dentro al nostro cervello
laitman blog:una sbirciatina dietro quello show chiamato Vita
la percezione della realtà