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Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re

Rabash, “Le tre linee:” Prima che ad una persona le sia concesso di uscire dall’amore di sé stesso e di fare tutto al fine della dazione, che si chiama Lishma (per il Suo nome), la persona studia diverse cose così come sono, ma sono solo nomi senza commenti, quindi lui non ha nessun raggiungimento nella materia che sta studiando, poiché non sa nulla circa le radici superiori che sono chiamate con i nomi Santi delle Sefirot o Partzufim.

E possiamo imparare la materia superiore, chiamata la saggezza della Kabbalah, solo sulla via del merito, dal momento che questa puo’ portare alla persona il desiderio e la passione di aderire al Creatore, poiché queste sono questioni Sante riferendosi ai Santi nomi … e quando la persona studia la materia superiore al fine di avvicinarsi alla santità, viene portato alla vicinanza delle luci, quindi egli vuole che questo studio lo porti al fatto che gli sarà concesso di puntare tutte le sue azioni al fine della dazione, e questo è chiamato lavorando in preparazione, come quando una persona si prepara per essere pronto a entrare nel Palazzo del Re e di aderirsi a lui.

Ci sono diverse fasi nel lavoro di preparazione. Nella prima fase di studio una persona ascolta, ma lui non sente, poiché egli non sa di cosa si parla. Tutti i termini di cui si parla nei libri di Kabbalah sono nascosti alla persona — egli non li sente e non li vede; Egli non discerne se stesso o il suo ambiente. Quindi egli immagina ciò che sente e ciò che desidera.

Lui non lavora con questi concetti e non può discernerli o rispondere a loro, lui pensa che il faraone è una persona che regna nell’Egitto, che è un paese lontano, che il Creatore è molto distante e che Israele è qualcuno che è nato da una famiglia ebrea. Gli mancano i concetti e le regole spirituali, quindi lui non può sentire immediatamente una reazione interiore, quando li ascolta.

Se lui sente parlare di un dolore nel cuore, alla testa, al braccio o alla gamba, egli può subito immaginarlo. Sentirebbe subito una reazione alla parola che sta sentendo, ma i termini Kabbalistici non evocano alcuna reazione in lui, e quindi, nel frattempo, lui studia senza attribuire tutto questo a se stesso. Ma la Luce circostante opera su di lui e lo riforma, e nella misura in cui la persona fa tutto quanto in suo potere, lo porta sempre più vicino al mondo superiore.

La cosa principale è che in un primo momento la persona non sa che l’unico modo per avanzare è sottomettendo se stesso al gruppo, l’insegnante e ai libri. Dopo tutto, egli è come un bambino che deve rispettare il più grande, il livello superiore a lui. Da questo accorcia o allunga il tempo. La preparazione può richiedere diversi anni, fino a quando lui si avvicina abbastanza alla luce e inizia a sentire come la luce opera in lui e comincia a discernere ogni attributo in lui. Questo può durare 20-30 anni.

Tutto dipende dalla misura in cui la persona può sottomettere se stesso prima all’insegnante, al gruppo e allo studio con tutti i mezzi che ha. È il periodo di studio di Yenika (infanzia) quando uno deve aderirsi e dedicarsi al livello superiore, quando deve annullare la sua mente e tutto ciò che sa quanto più possibile. Poi c’è la fase di maggiore consapevolezza, quando una persona inizia già a discernere questi attributi in lui e ha l’esperienza delle salite e delle discese.

Nella terza fase già capisce che è il Creatore che evoca queste salite e discese in lui, come quando lo chiama, “Vieni al faraone!” Il Creatore è sempre sul lato destro e Faraone è sul lato sinistro, e la persona rimane in mezzo tra queste due forze. Ma fino a quando questo non è in realtà rivelato dentro di lui, egli può solo immaginare che questo è il modo in accordo alle proprie reazioni. Alla fine lui grida dal momento che non può uscire da se stesso e liberarsi della dominazione del Faraone e allora le viene concesso il riscatto.

Da questo momento in poi la strada non è affatto più facile. La persona vede semplicemente tutto ciò che le accade lungo questa strada in modo diverso. La redenzione diventa l’occasione per la dazione per lui, per salire sopra se stesso e lavorare trascurando le proprie spiacevoli sensazioni interiori.

Così egli avanza e il suo avanzamento è determinato dalla rivalutazione dei suoi valori.
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(Dalla preparazione alla lezione di Kabbalah del 15.11.2012)

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Che cosa prevede la Kabbalah?

Domanda: La Kabbalah prevede assolutamente tutto lo sviluppo della storia umana. Che cosa dice dell’attuale millennio?

Risposta: La Kabbalah predice tutto se io conosco in anticipo il sistema generale, il suo moto, perché in esso tutto avviene in modo deterministico, ossia esistono forze che interagiscono in base ad un programma particolare, e io studio questo programma.

Il programma esiste, ed è perfetto, completo. E anche se non lo conosco nemmeno interamente perché non ho raggiunto ancora il livello per poter vederlo del tutto, posso già intravedere qualcosa, prevedere.

Nel nostro mondo funziona così. Se ho imparato alcune leggi della natura, per esempio, determinate condizioni meteorologiche, allora posso calcolare tutte le condizioni atmosferiche e dire con un certo grado di probabilità che nel corso di questa settimana potrebbe piovere, o nevicare, o essere soleggiato o poco nuvoloso. Posso prevedere questo? Sì. Cioè, sulla base di studi precedenti e dello stato attuale, posso prevedere lo stato futuro. Questa è già la conoscenza delle leggi. Naturalmente, questa non è la conoscenza della legge assoluta, quando vi è una formula davanti a me e vedo chiaramente che cosa e come, ma posso prevedere qualcosa in modo approssimativo. Con la Kabbalah avviene la stessa cosa. Abbiamo a che fare con il sistema.

Una volta studiavo Bio-cibernetica, è assolutamente la stessa cosa. È lo stesso sistema. Lavoro anche con le forze che influenzano il nostro mondo. Se conosco queste forze, conosco la natura di questo mondo, allora posso prevedere in anticipo, vale a dire, calcolare in anticipo il modo in cui entrano in contatto tra di loro nel corso del tempo, e che risultato potrebbe esserci. Non c’è da stupirsi.

Quando accendiamo o spegnamo qualcosa, per un bambino è un miracolo, cioè, gli mostriamo qualcosa che non capisce, ma per noi non è un miracolo perché conosciamo quello che stiamo facendo. Così è con la Kabbalah.

Salendo al prossimo livello di comprensione, di conoscenza, vedi cosa succede, e per te diventa lavoro, perché in linea di principio un Kabbalista è una persona che è impegnata non solo nello studio, ma nell’applicazione pratica dei sistemi di gestione, l’attuazione pratica del programma di sviluppo del mondo.
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(Dal Congresso di Giorgia 05.11.2012, Lezione 1)

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Un campo di gioco

Una replica dell’ultimo livello spirituale rotto si rivela in noi come il mondo corporale, che noi sentiamo con i nostri cinque sensi. Allo stesso tempo sia la materia sia i sensi sono immaginari e loro dipingono contorni spirituali, come una pittura su un muro. L’immagine è vecchia ma non è reale. La realtà è la dietro il muro e c’é solo una proiezione su di esso.

Le persone guardano i film e fanno esperienza di diverse sensazioni, è reale oppure no? Queste sono solo reazioni e impressioni. E’ come se noi vivessimo in un film che è stato proiettato su di noi.

Ma dietro i film, io non vedo niente e non conosco niente. La mia intera vita avviene in e passa attraverso di esso e allora tutti i miei sensi riflettono questo film. La mia vista, il mio udito, il mio olfatto e il tatto sono riflessi in questo.

Oggi ci mostrano film in tre dimensioni che presentano una migliore realtà. Non è un segreto che una persona possa essere messa in una determinata sfera e gli si mostri che questa sia la sua vita; se si abitua a questo mondo sottile sarebbe difficile provargli che c’é una realtà esterna, “qua ci sono esseri umani, qui c’è il cuore e qui ci sono le stelle, tutto è al suo posto. …” Lui non lascia i limiti di questa sfera nei suoi sensi. Per lui non c’è niente dietro i limiti dei suoi sensi correnti. Lui non sente una deficienza per qualcosa in un senso extra o che questa realtà è inferiore.

Oggigiorno, anch’io, attraverso l’uso dei miei cinque sensi, percepisco solo quello che c’è all’interno della mia sfera. Dov’è il senso extra, un vaso che non può essere riempito con alcuna cosa che c’è qui, non importa quanto ardentemente ci provi? La deficienza extra è chiamata un “punto nel cuore” (•) ed è puntato a ciò che si trova fuori dal nostro universo. Quando una persona sente questo desiderio, lui non sente il suo posto, lui comincia a cercare ed eventualmente lui ci trova. Il nostro obiettivo è connetterlo con il mondo esterno. Ha bisogno di uscire al di fuori del “recinto” e sbarazzarsi di esso.

L’intero punto è che la nostra sfera è costruita come una replica del mondo superiore e loro sono simili. Noi dovremmo usare solo correttamente quello che si trova qui. Io prendo la mia scintilla, il punto nel cuore e la inserisco nelle relazioni mutue con gli amici come se volessi amarli. Allorché osservo che realmente non lo voglio, ma la deficienza è già stata creata e la scintilla possiede già una direzione e posso domandare la correzione.

Quindi la cosa principale è di inserire la mia scintilla nel “campo da gioco” e forzare me stesso a giocare in accordo con le regole. Attraverso lo stesso gioco io acquisisco una mente reale e la giusta deficienza. Così da un modello dimostrativo da una forma parallela simile, io posso spostarmi nel mondo reale.

Questo mondo è meramente un immaginario “campo da gioco” e solo la mia scintilla è reale. Questo piccolo “punto nel cuore” è una parte Divina dall’Alto, e se la uso correttamente nel gioco, ho successo e cresco.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 04.11.2012, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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La questione che riguarda tutti

Nel suo articolo “Corpo e AnimaBaal HaSulam chiarisce una confusione molto comune riguardo al corpo e all’anima. L’argomento riguarda tutti. Chi sono “io” in questo regno? Cosa mi succederà dopo che sarò morto?

Gli animali non si preoccupano di queste cose. Non hanno mai pensieri come questo poiché non percepiscono il tempo al di fuori della loro natura, né mai si elevano al di sopra della loro natura, mentre in cima alle sensazioni umane della vita c’è una percezione aggiuntiva di distacco che suscita le domande. Cosa accade fuori da questa vita?

Infatti noi apparteniamo all’eternità e in base al grado della nostra personale connessione con l’eternità, solleviamo diversi tipi di domande La nostra ricerca varia in intensità e forza, ma tutti abbiamo a che fare con queste domande in un modo o nell’altro.

Come risultato di questa ricerca, le persone sono arrivate a molteplici teorie e concetti. Esistono diverse migliaia di religioni, credenze, usanze e così via che Baal HaSulam divide nelle seguenti categorie:

  • Qualcuno pensa che non ci sia anima di qualche tipo e che il corpo sia una macchina, un sacco di combinazioni chimiche, e che sia guidato da impulsi elettrici.
  • Altri pensano ad un corpo come a qualcosa che possiede un’anima che entra in un corpo al tempo della nascita e ne esce alla morte.
  • Qualcuno pensa che, sebbene un’anima esista, pure il corpo possa vivere senza di essa. Noi sappiamo come collegare parti del corpo che sono state dilaniate e abbiamo imparato a trapiantare organi nuovi, a volte persino artificiali. Nel futuro forse creeremo i nostri corpi da un insieme di parti del corpo.

Per farla breve, le persone sono molto confuse riguardo a questo argomento. C’è o non c’è un’anima? È dentro o fuori dal corpo? Nessuno conosce la risposta precisa, né qualcuno ha qualche spiegazione scientifica di questa questione.

Perciò le persone scelgono teorie in base ai propri gusti. Nell’ultimo secolo sono state create numerose ipotesi che hanno portato un sacco di soldi ai loro autori. Comunque, finora, nessuna di quelle teorie fornisce una vera risposta al problema dal momento che non svelano l’argomento per intero.

Qui, interviene la saggezza della Kabbalah. Essa rivela la realtà fino alla sua completa portata: il Creatore, l’anima, e così via—in altre parole, tutto! Nulla è nascosto a noi qui.

Questo è il motivo per cui la Kabbalah è chiamata una “saggezza segreta”. Studia cose che sono a noi nascoste e le rende evidenti a coloro che studiano questa scienza. Certo uno deve investire un grande sforzo, ma verrà ricompensato in accordo al suo impegno. È un luogo dove si può scoprire la veracità, sebbene dobbiamo ricordare che la rivelazione nella Kabbalah è condizionata dai cambiamenti interiori dello studente.

La saggezza della Kabbalah non ha a che fare con attività esteriori come rituali, amuleti o cerimonie segrete. In modo molto accurato e chiaro richiede che una persona cambi interiormente.

La richiesta è molto rigida. Essendo controllati dal nostro desiderio di ricevere noi pensiamo sempre a prenderci cura di noi stessi. Questo ci rende “animali egoistici”. Pensate a questo, controllate, realizzate la vostra inclinazione al male, e trasformatela nel suo opposto: l’intenzione per la dazione. C’è una forza speciale che realizza la correzione quando lavoriamo nel gruppo.

In un modo o nell’altro l’attuazione dei principi della Kabbalah dovrebbero essere molto chiari per chiunque li voglia conoscere. Il problema risiede, diciamo, nell’essere pigri. Per questo, non ci sono troppe persone che sono riuscite a rivelare la verità finora.

La saggezza della Kabbalah afferma che non c’è anima che dimori nel corpo. C’è un vaso dell’anima anche chiamato “corpo dell’anima” un desiderio di ricevere che è totalmente orientato verso la dazione. È un vaso corretto per l’anima, cioè per la Luce che lo riempie in accordo alla legge della somiglianza delle proprietà e che è chiamata la “Luce dell’anima”.

Così, se la persona trasforma se stesso in un vaso che riceve la Luce, allora la Luce entra in lui. Dopo di che, uno ottiene un’anima che gli appartiene e che riflette il livello dei desideri con cui lui ha lavorato.
Ci sono cinque livelli della Luce dell’anima: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida. In genere, una persona deve realizzare una grande anima comune e riconoscere il suo conseguimento spirituale in ogni cosa intorno a lui.

In quanto ai valori materiali, essi scompaiono, cessano di esistere, dal momento che i sensi materiali sono immaginari. Ci furono dati temporaneamente in modo che fuggiamo da questa realtà e ce ne andiamo nella spiritualità.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012“Corpo e anima”)

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Sfuggire dalla morsa del tempo

Domanda: Come un kabbalista, che è nel mondo spirituale, sente il tempo?

Risposta: Il tempo non esiste per un kabbalista. Anche per una persona ordinaria il tempo è una percezione condizionata. Il tempo è una percezione nel desiderio egoistico che delinea l’asse del tempo da un punto nel mondo di Ein Soif (Infinito).

Più distante sei dal mondo di Ein Sof, più distante sarai dal punto zero del tempo. Più profondamente affondi nel desiderio di ricevere, meno discenderai giù fino all’ultimo gradino dei mondi e più allungherai il tempo. Questo significa che il numero di azioni che dovrai svolgere al fine di raggiungere il punto di Ein Sof stabilizza il concetto del tempo per te.

Nel tuo corrente stato, tu non fai certi calcoli del numero di azioni che svolgi. Non è chiaro ed è nascosto a te dal momento in cui il vaso e la Luce non operano in te in accordo al tuo desiderio. Se il processo non è in accordo al tuo desiderio, questo ti è celato.

Ma nel momento in cui cominci a gestirtelo da solo, tu capirai che cosa stai facendo e allora tu gestirai il tempo. Questo perché è scritto: ”Israele è al di sopra delle stelle e delle costellazioni,” al di sopra del concetto del tempo e il suo anelare Yashar-Kel (diretto al Creatore).

Allo stesso tempo, comunque, tu non sei in questo stato, ma sotto il dominio del tuo ego e allora non determini il tempo, ma il tempo determina il tuo fato. Quindi, a volte, sembra che i giorni passino rapidamente, come in un momento, e altre volte ogni momento “si attarda” per molto tempo ed è difficile aspettarlo fino alla fine.

Questo viene percepito specialmente durante lo studio. Da notare che alcune volte durante Lo Studio delle Dieci Sefirot tu prendi sonno alla prima parola e ti risvegli all’ultima e ti sembra come un’eternità. Tu vorresti dormire così tanto, il che significa che questo tempo ti è così caro che è molto importante disconnetterti e riposarti anche solo un momento.

La minima distanza che noi teniamo sulla strada è proiettata verso una veramente lunga, a causa del nostro ego e in accordo a quanto ne godi. E’ come Faust quando disse: ”Stop, un momento! Sei così amabile!”

Infatti, un grande ego ferma il tempo, come voleva il Faraone, quindi anche il corpo sarebbe stato eterno e allora lui si faceva imbalsamare.

Quindi fino a che non cominceremo a controllare il nostro desiderio, il tempo ci controllerà decelerando o accelerando. Al fine di elevarci al di sopra del tempo, noi dobbiamo controllare il nostro desiderio di ricevere. Tempo, moto e locazione sono i tre parametri attraverso i quali il desiderio di ricevere ci è rivelato e ci controlla.
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(Da un Discorso sul Lavoro Interiore 30.09.2012)

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La nostra vista ci fa vedere solamente quello che vediamo?

Opinione (Dale Purves, R. Beau Lotto Perché vediamo quello che facciamo in modo ridotto): “La prima edizione di questo libro provocatorio esamina una vasta gamma di prove che portano alla conclusione che il nostro sistema visivo non rivela il mondo fisico da un’analisi delle immagini della retina e la loro rappresentazione dal sistema visivo. Piuttosto, quello che vediamo è basato sulla storia della specie e dell’individuo contesa con l’incertezza intrinseca di stimoli luminosi. Ne consegue che le percezioni visive sono manifestazioni riflessive dei passati successi comportamentali piuttosto che il risultato di un’elaborazione logica degli stimoli presenti.

“Quando gli scettici di Darwin attaccarono la sua teoria dell’evoluzione, si concentrarono spesso sull’occhio. Darwin stesso ha confessato che era ‘assurdo’ proporre che l’occhio umano si è evoluto attraverso la mutazione spontanea e la selezione naturale. Gli scienziati del laboratorio europeo di biologia molecolare (EMBL) ora hanno affrontato la sfida importante di Darwin in uno studio evolutivo, pubblicato sulla rivista Science. […]

“I ricercatori nei laboratori di Detlev Arendt e Jochen Wittbrodt hanno scoperto che le cellule sensibili alla luce dei nostri occhi, i coni e i bastoncelli, sono di origine evolutiva inaspettata – provengono da un’antica popolazione di cellule sensibili alla luce che inizialmente erano situate nel cervello.

“‘ Non è sorprendente il fatto che le cellule degli occhi umani provengono dal cervello. Abbiamo ancora le cellule sensibili alla luce nel nostro cervello oggi che rilevano la luce e influenzano i nostri ritmi di attività quotidiana,’ spiega Wittbrodt. ‘ Molto probabilmente, l’occhio umano ha origine da queste cellule sensibili alla luce nel cervello. Solo più tardi nell’evoluzione queste cellule cerebrali potrebbero essersi ricollocate nell’occhio che ha acquisito la possibilità di dare la visione.'”

Fonte: (http://www.sciencedaily.com/releases/2004/10/041030215105.htm)

Il mio commento: Secondo la Kabbalah, non c’è nulla “intorno” a noi, tutto ciò che vediamo come esistente è un’illusione. Tutto ciò che sentiamo dentro di noi: noi stessi e il mondo intorno a noi. Cambiando noi stessi, le nostre proprietà, che Kabbalah ci permette di fare, possiamo “cambiare il mondo intorno a noi.” Piuttosto, noi iniziamo a sentire la sua relatività, la dipendenza dell’immagine del mondo sulle proprietà di una persona (osservatore). Vedere “Introduzione al libro dello Zohar“.
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Mondi sovrapposti

Un buon ambiente è una persona che influenza un’altra in maniera positiva e cambia lui o lei nella direzione della connessione, l’unità, il miglior stato possibile. Questo è  appena un benessere terreno e animale.

Ma allora dentro la società, una persona immediatamente comincia ad aprire una meravigliosa sorgente di energia che sgorga da là e lo eleva in cima come una fontana di acqua verso il sole.

Immagina che il nostro mondo sia sovrapposto, una copertura di molti mondo, molte possibilità. Noi siamo ancora in un possibile squarcio di loro, e noi possiamo muoverci dentro agli altri. Tutto dipende dal punto di vista dell’osservatore sulla persona.
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(Da un discorso sulla Divulgazione 07.09.2012)

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Sintonizzati sull’onda dell’infinito

Domanda: Visto che la Kabbalah parla del mondo spirituale, questo significa che non riconosce la realtà del nostro corpo materiale?

Risposta: Questi sentimenti che provi adesso sono veri. Se non ci credi prova a darti un pizzicotto, e vedrai che sentirai immediatamente che stai vivendo in un corpo. Comunque, attraverso delle azioni specifiche che ti aiutano a correggere le tue percezioni, puoi sentire la tua esistenza in uno stato completamente differente.

La tua immagine del mondo è molto relativa e dipende dalle tue sensazioni. Addirittura percepisci l’esistenza del tuo corpo attraverso le sensazioni, attraverso il senso del tatto. Questo comprende gli organi interni e tutto quello che tocchi.

Nel complesso possiamo immaginare di essere all’interno di un certo meccanismo sensoriale accordato secondo una certa tonalità, ed allora proviamo ad ampliare questa estensione. Estendiamo la profondità ed i limiti dei nostri sensi per quanto è possibile.

Se fai questo, il tuo mondo cambierà e percepirai te stesso in un modo diverso. Ogni cosa dipende dalle sensazioni e la Kabbalah ci insegna a spostare i sensi verso una modalità illimitata di percezione, che viene chiamato il mondo dell’infinito.

Oggi sei limitato dalla percezione di una realtà limitata. Tu percepisci questo mondo, te stesso al suo interno,e gli altri sette miliardi di persone, gli animali le piante e così via. Questi sono i tuoi limiti.

Inoltre sei, limitato dal fatto che non riesci a vedere le cause, le conseguenze e le forze attive, proprio come un bambino che vede i pezzi di un puzzle e che non riesce a vedere la logica e le interconnessioni tra i pezzi. Gli svaligiatori di banca spruzzano un gas speciale nell’aria per poter vedere i raggi laser dell’allarme.

Anche noi possiamo desiderare di vedere i legami che tirano il mondo spirituale.

Una volta che comprendi queste interconnessioni, sarai capace di fissare la tua vita, almeno all’inizio in questo mondo, ma non è ancora tutto. Il tuo corpo è “disegnato” dai sensi. Cambiali, accordali alla nuova onda, e possibilmente anche il corpo cambierà, prenderà una nuova forma eterna.

Tutto dipende su cosa sono accordati i tuoi sensi. Puoi innalzarli al livello dei loro equivalenti spirituali, che sono chiamati Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut . Allora, invece di lavorare per ricevere, per assorbire, lavoreranno per dare, e diventeranno eterni.

Quindi la percezione della realtà è una cosa importante. C’è un motivo se vogliamo che per prima cosa i bambini diventino familiari con il mondo in cui vivono. Prima di fare l’esperienza della vita lasciamo che prima trovino quel che è pericoloso e quanto invece è di benefico, verso cosa dovrebbero tendere e da cosa stare alla larga. Li poniamo noi nella giusta posizione prima che lo faccia l’ambiente.

Questo mi permette di capire chiaramente come agire. E’ meglio per me rivelare questa vera realtà e posizionarmi correttamente in relazione alle forze che vi operano. Oggi, sono come un neonato che dimena le braccia e le gambe senza la capacità di vedere o sentire nulla, questo è il motivo per cui devo acquisire dei nuovi sensi.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 31.08.2012, “Corpo e Anima”)

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Nello specchio del mio stesso Ego

Domanda: Gli amici nel gruppo mi hanno detto il perché ho bisogno del mio ego. Perché ho bisogno dell’ego che sento fuori nelle strade?

Risposta: Questa è parte della tua anima! Malchut, l’anima, o l’umanità chiamala come vuoi, tutte sono realmente te stesso. Quindi, chi sono tutti gli altri? Loro sono parti di te, riguardano solo te.

Questo significa che questa è una struttura multi-strato di sette miliardi dove tutte le anime individuali si connettono, e invece di un piano, il risultato è una sfera. Conseguentemente, un cinico, con attitudine irrispettosa verso chiunque in questo mondo, si oppone seriamente al tuo avanzamento spirituale.

Infatti, tu devi raggiungere uno stato dove percepisci tutte le persone nel mondo, quelle totalmente negative e quelle positive, le più vicine, come parti inseparabili di te stesso. Loro in realtà non sono nessuno. Per quanto ti riguarda, loro sono marionette, e operano solo al fine di provvedere al migliore scenario per farti arrivare più vicino al Creatore.

Domanda: Io non sopporto il mio ego. Non ho scelta; è una parte insita in me, ma non posso scappare dall’ego altrui o condurre gli altri altrove?

Risposta: Dove vedi l’ego altrui? Se lo puoi sentire all’interno del tuo ego, come ti senti realmente? E’ il tuo stesso ego. Sembra che il mondo sia diviso in una moltitudine di persone ma, ancora adesso, tu stai parlando con te stesso.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” 17.08.2012, Lezione 2)

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Tutto inizia con la gratitudine

È saputo dalla scienza della Kabbalah che ci troviamo in uno stato costante. Cambia unicamente la nostra sensazione, la nostra percezione di questo stato.

Come possiamo migliorare questa sensazione? Se io aggiungessi la sensazione dei miei amici alla sensazione che ho sentito oggi – cioè, al punto nel cuore, se io collego il mio cuore al loro cuore – questo basterà affinché io inizi a sentire il vero stato nel quale mi trovo.

Come colleghiamo i nostri cuori? I nostri tentativi non portano da nessuna parte. Noi indirizziamo questa richiesta al Creatore, alla Luce. Io cerco ripetutamente, ma funziona poco.

Perché? Perché la nostra attitudine verso questo è egoistica. Vogliamo ricevere tutto il tempo, per incrementare la nostra sensazione nel mondo in cui siamo, ma ne possiamo vedere solo un piccolo e debole frammento.

Dovremmo venire con un’attitudine diversa. Con la corretta attitudine verso la connessione tra di noi, alla sensazione del mondo superiore, basato sulla proprietà della gratitudine.

Gratitudine! Ogni azione umana, non importa quale, dovrebbe iniziare con questo. È detto che, anche se una spada tagliente si sollevasse sopra la vostra testa, anche così dovete ringraziare e sperare fermamente che sia solo per il meglio, perciò la Luce lavora in voi in modo che precisamente le condizioni critiche vi mettano nella giusta posizione verso il governo superiore.
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(Tratto dal workshop 7 del Congresso di Kharkov, 19.08.2012)

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