
Solo l’ambiente può infondere in voi l’importanza della meta e della spiritualità. Solo questo dovete esigere dall’ambiente: l’importanza dell’attributo della dazione che desiderate sentire in voi. Quando lo farete, rivelerete il Creatore. In ciò consiste il nostro lavoro e lo scopo dell’esistenza in questo mondo.
Ci sembra che la rivelazione avverrà in qualche luogo lontano, al di fuori di noi, però di fatto, accade dentro di voi.Dopo vedrete che tutto già è successo: tutte le azioni spirituali delle quali si parla nei libri e tutti i mondi, dal Mondo dell’Infinito fino al nostro mondo, poiché si trovano dentro di voi. Sono inclusi in questo piccolo seme di desiderio che vi ha portato a studiare la Kabbalah. Di fatto, in questo seme ci sono tutti i mondi, tutti i gradi nell’espansione dei mondi spirituali dall’alto verso il basso e tutte le qualità spirituali. Non esistono in nessun altro luogo, ma dentro di voi. Tutta la rivelazione avviene dentro di voi, mai al di fuori.
Per sentirlo avete bisogno dell’ambiente corretto. Dovete piantare il vostro seme nella terra fertile ed assicurarvi che non si seccherà e non marcisca.

La parola Kabbalah può essere interpretata in differenti modi. Uno dei suoi significati, è “trasmettere” perché il linguaggio della Kabbalah può solo essere trasmesso attraverso una connessione tra uno studente ed un insegnante. Puoi studiare tutti gli altri linguaggi (Tanach, Halacha e Haggadah) per conto tuo, sempre e quando ricevi dalle passate generazioni, i libri e le spiegazioni dei concetti chiave, così come avere la possibilità di chiedere il consiglio di qualcuno. Tuttavia, quando impari questi altri linguaggi, non devi avere una stretta connessione con un maestro; non devi imparare come egli pensa, sente e si relaziona a tutto. Non devi assorbire niente da lui o copiare il suo comportamento e la sua visione del mondo.
Però, per raggiungere la conoscenza del linguaggio della Kabbalah, devi aderire al maestro. La ragione è che lui è superiore e tu sei inferiore. Egli ti da il suo AHP e tu devi vederlo come qualcosa di positivo e desiderato, a prescindere dall’apparenza esterna che intenzionalmente ti disgusta. Certamente, non sarai d’accordo con il maestro, non lo vorrai, lo rifiuterai e addirittura lo odierai. Però in realtà, tutto ciò ha la finalità di insegnarti fino a che punto non accetti la spiritualità.
Devi ricevere il linguaggio, il programma che funziona già nel maestro, ma non in te. Devi cercare di copiare gli esempi che ti danno. Quando c’è un maestro insieme a te, nello stesso mondo e con gli stessi sensi di percezione, puoi impiegarli per aiutarti ad entrare nella spiritualità. Puoi aggrapparti al comportamento del maestro verso la spiritualità, a prescindere dagli ostacoli esterni che cercano di bloccare la tua opportunità di raggiungere la connessione interiore. Se non fosse per questi esempi che ti da il Creatore, saresti totalmente disconnesso dalla spiritualità, senza nessuna speranza di raggiungerla.
È impossibile estrarre la spiritualità dai libri, perché essa non si percepisce attraverso la ragione terrena. La persona deve annullare il suo egoismo e distruggere l’ostacolo tra sé stesso ed il maestro, per vedere ciò che si trova dentro il maestro. Solo con questa condizione, l’alunno assorbe la visione spirituale del maestro, fino a dove gli è possibile.

Quando insegniamo ad un bambino a camminare, gli stiamo davanti e lo incoraggiamo a fare un passo, poi un altro e così via. Ma riguardo al nostro sviluppo spirituale, non siamo in grado di fare nemmeno un passo da soli. Il Creatore ci ha messo piedi e ci sorregge per permetterci di camminare, ma noi abbiamo paura e non capiamo niente. Restiamo così del tutto incapaci di fare neppure un passo in avanti!
E questo perché ogni passo in avanti nella spiritualità va contro la nostra natura, e quindi non capiamo come farlo. Non c’è nessuno sforzo che ci possa aiutare a questo proposito. La sola cosa che ci resta da fare è di chiedere al Creatore che ci mostri come fare e che ci dia l’intelletto e la forza per agire come fa Lui.
Quindi, tutto ciò che dobbiamo fare è di chiederlo a Lui! Il Creatore non ha bisogno che noi compiamo delle azioni per conto nostro. Quello di cui ha bisogno è che noi comprendiamo di dover imparare da Lui come si fa a diventare come Lui. Egli vuole che Gli domandiamo aiuto perché così avremo stabilito una connessione con Lui.
Lungo tutto il cammino che dobbiamo attraversare, non saremo mai in grado di compiere da soli neppure un solo passo in avanti. Questo perché ogni passo ci porta più in alto, in un nuovo mondo, e questo è qualcosa che noi non desideriamo; e inoltre ci mancano anche lo schermo necessario e la Luce.
Alla fine scopriamo solo di essere in nuovi stati e di dover fronteggiare un dilemma: ritornare di corsa da dove siamo venuti, alle nostre vite terrene, o chiedere al Creatore di portarci avanti? Ogni altra cosa che ci serve per progredire è già stata preparata dall’Alto – tutto a parte la nostra richiesta!
Ma non è veramente facile arrivare al punto in cui si fa questa richiesta. Sembra facile, ma qui è dove tutti si bloccano.
Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Vayechi”
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Noah,” articolo 261
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Articolo: “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 60, lezione 26
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Articolo: “Il Carattere della Kabbalah,” lezione 4
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Viviamo in un periodo in cui in un modo o nell’altro tutti devo rivelare il Creatore e andare al di là del proprio egoismo. Si tratta di un processo collettivo in cui tutti dovranno superare il proprio egoismo e nessuno potrà restare nella propria condizione egoistica.
Il nostro mondo non è più diviso in nazioni distinte, perché il risveglio sta attraversando tutto il globo. Inizialmente avverrà attraverso la sofferenza, e in seguito – attraverso la nostra volontaria aspirazione di innalzarci. E’ come il movimento di un’onda che alla fine ci catturerà tutti. Ma intanto che questo risveglio si presenterà, le onde si scontreranno a causa di alcune interferenze, provocando degli effetti collaterali.
I cambiamenti avverranno all’improvviso e rapidamente. Oggi il mondo è come un vulcano che è pronto ad eruttare in ogni momento. Con questi presupposti, i momenti di silenzio dovrebbero soltanto metterci ancora di più in allarme.
Trovare il modo meno impressionante che spieghi agli uomini quello che sta succedendo aiuterà l’umanità a compiere il passaggio da un’esistenza egoistica ad un’ esistenza di relazioni e connessioni globali. Questa è la ragione per cui la divulgazione della Kabbalah è così importante. E’ il nostro compito, perché questo è il solo modo che il mondo ha per evitare anni di sofferenza, che potremmo paragonare ai dolori delle doglie del parto.
Se ci rendiamo consapevoli della situazione odierna, saremo in grado di cambiare il nostro atteggiamento verso ciò che sta succedendo. Scopriremo allora che il Creatore è già con noi e che ci sta mostrando come il nostro mondo è semplicemente la faccia opposta del mondo spirituale. Ma il passaggio al mondo spirituale dipende interamente dalla nostra decisione di modificare il nostro schema mentale egoistico nel suo opposto.

La domanda che ho ricevuto: Perché la quarta fase di Luce Diretta (Bhina Dalet) è così speciale da essere definita come creazione?
La mia risposta: La quantità di Luce che riceve questa fase è uguale a quella che riceve la prima fase ma c’è un aggiunta importante: essa non vuole semplicemente ottenere la Luce, ma vuole raggiungere lo stesso status del Creatore. Vuole diventare esattamente come Lui. Oltre a godersi la Luce, vuole godere anche della posizione di Donatore!
Per capire meglio questo concetto possiamo prendere come esempio la parabola dell’uomo ricco che incontra un uomo povero e insieme scoprono di essere amici di infanzia. Il ricco quindi invita il povero a casa sua, lo veste con i migliori vestiti, gli dà da mangiare il miglior cibo, vuole ospitarlo a casa sua per sempre e vuole dargli tutto quello che il povero uomo potrebbe mai desiderare.
Ma nonostante tutto, l’uomo povero rimane triste, e quando il suo amico gli chiede cos’altro potrebbe fare per lui, risponde “ io non voglio sentirmi come colui che riceve, io voglio sentirmi come te”.
Ma per l’uomo ricco è impossibile donargli questa sensazione, anche se dovesse regalargli tutto quello che possiede.
Dunque, poiché la quarta fase si trovava esattamente in questa situazione, senza indipendenza, decise di smettere di ricevere la Luce e compì l’azione che si chiama Tzimutzum Alef– la prima restrizione, staccandosi così dal Creatore e rendendosi indipendente.
Dopo di che, lo sviluppo (nostro) ulteriore della creazione è quello di diventare simile a Lui.

Il solo modo in cui la nostra generazione può raggiungere lo scopo della creazione è attraverso l’uso del metodo che Baal HaSulam ha creato per noi. Noi dobbiamo studiare ed assorbire ciò che lui ha detto senza restare attaccati al contenuto dei suoi libri, ma sforzandoci invece di raggiungere il suo “spirito” e restargli così vicino come desidera fare un bambino con un adulto.
Il bambino non comprende l’adulto e non sa perché l’adulto si comporta in un certo modo. Il bambino “aderisce” al comportamento dell’adulto al quale sente di appartenere, e in questo modo riesce ad avere successo. Questo è anche il modo in cui il Livello Superiore è collegato con il livello inferiore. Dovete diventare un sola cosa con tutto ciò che il Livello Superiore vi dà innalzandone la grandezza nonostante il vostro egoismo.
Dovete mettere tutte le vostre qualità in armonia con il Livello Superiore. Questo è ciò che si dice “Servire Colui che è Superiore”. Così facendo, rivelate e vi elevate al Suo livello. Non c’è altro modo di elevarsi da un livello più basso verso un livello più alto che confondersi con il AHP dei Colui che è Superiore.
“Unirsi con Colui che è Superiore” significa desiderare di rivelare il Suo Spirito, le Sue preferenze e i Suoi pensieri, così come ciò che è importante per Lui, come pensa e qual è il Suo atteggiamento. Noi possiamo fare tutte queste distinzioni attraverso i segni esteriori che riveliamo dalla manifestazione del Grado Superiore.

In passato, anche se solo un centinaio di anni fa, c’erano molte persone che erano pronte a lasciare tutti i loro averi e a fare tutti gli sforzi inimmaginabili per rivelare il Mondo Superiore nascosto. Tuttavia, poiché non era ancora il momento che l’umanità Lo rivelasse, e l’umanità non aveva ancora raggiunto la connessione globale, il Dominio Superiore non spinse gli uomini in questa direzione.
Nel 20° secolo l’egoismo collettivo ed individuale degli uomini è cresciuto in misura tale che un uomo riflette su ogni sforzo infinitesimale che deve fare, valutando se farlo o no. Se un pensiero sulla spiritualità ( buono o cattivo) ci attraversa, è un segno che il Creatore, il Grado Superiore, sta scendendo verso di noi e ci sta invitando a connetterci con Lui. In risposta, un uomo deve cercare una connessione più profonda e il modo per sbloccarla.
Il Livello Superiore ci manda dei pensieri che Lo riguardano per svegliarci, noi che siamo al livello inferiore, ed Egli si aspetta da noi una risposta o una reazione. Noi, il livello inferiore, dobbiamo solo aprire il messaggio ricevuto e scoprire cosa c’è dentro.
E’ come qualcuno che sta bussando alla nostra porta, dicendo: “C’è una consegna!” L’oggetto della consegna è un pensiero sulla spiritualità che all’improvviso ci arriva. In risposta, noi dobbiamo aprire la porta, ricevere la consegna, e poi aprirla per scoprire chi la manda e come dovremmo rispondere.
Invece, mentre sentiamo bussare alla porta, ce ne restiamo seduti ed aspettiamo di vedere – cosa succederà dopo? Ma niente può succedere, perché l’intero messaggio è contenuto nella chiamata, nel bussare; è dentro i nostri cuori. Dunque, noi siamo come un uomo che non ha voglia di alzarsi dalla seggiola e che grida al postino: “Lascialo vicino alla porta, lo prenderò più tardi!”
Questa è la ragione per cui la Forza Superiore ci lascia soli e noi perdiamo l’urgente necessità della spiritualità finché non veniamo risvegliati un’altra volta. Ma chi sa quando questo bisogno ritornerà? Ecco perché nel momento in cui riceviamo ogni sollecitazione dobbiamo realizzarla completamente finché non è finita, finché non abbiamo aperto tutti i messaggi e le consegne e non abbiamo trovato l’indirizzo del mittente.
Io dormo, ma il mio cuore è vigile; è la voce del mio amato che bussa, dicendo, “Aprimi, sorella mia, amore mio, amore mio, mio purissimo
Mi sono tolto il mantello, come me lo rimetterò? Mi sono lavato i piedi, come li sporcherò?
…il mio amato si ritirò, e se ne andò…
(Da Cantico di Cantici di Re Salomone 9° secolo AC).