Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

L’anima si sviluppa solo attraverso i nostri sforzi


Tutte le azioni di questo mondo si compiono perché sono dettate dall’Alto, tranne quelle per le quali siamo liberi. Il nostro libero arbitrio consiste solo nel crescere per raggiungere dei livelli superiori e nel corregge l’anima per essere uguali al Creatore. Ogni altra cosa che è dentro ed intorno a noi è stabilita dalle leggi del Mondo Superiore.

Ma se la nostra volontà non esiste in nulla di corporale e tutto viene controllato dall’Alto, allora non c’è punizione o ricompensa per nessuna azione compiuta nella vita! Dopo tutto, nessuna azione è compiuta da noi; ma viene compiuta dall’Alto attraverso di noi.

Perciò, è scritto che noi tutti siamo come degli animali finché non diventiamo uguali al Creatore. Nella misura in cui somigliamo a Lui, siamo chiamati “Adamo”, “uguale” (Dommeh in Ebraico). La somiglianza con il Creatore comincia con un desiderio, un’aspirazione verso di Lui, che si chiama “il punto nel cuore”. Se questo punto viene rivelato, l’uomo arriverà senza dubbio alla Kabbalah poiché questo punto è lì che lo porterà.

Il punto nel cuore è come un seme dal quale ci sviluppiamo. Comunque, il solo modo in cui possiamo sviluppare il corpo spirituale, l’anima, è attraverso il nostro sforzo. Questa è la sola azione che possiamo compiere usando il nostro libero arbitro (leggi l’articolo di Baal HaSulam, “la libertà“).

Rimetti il mondo al posto che gli spetta e comincia a sviluppare il punto nel cuore, così da poterti elevare nel Mondo Superiore. Sii pronto e disposto a rifiutare tutto pur di stare lì. Questa è la sola scelta e la sola azione che possono essere compiute. La ricompensa è la vita per l’anima!

Il Libro dello Zohar, lezione della sera – 12.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Noah,” articolo 293
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L’arte e la scienza della guarigione spirituale


I libri di Kabbalah somigliano molto ai libri di medicina. Un dottore non può ridare la salute ad paziente malato; può solo dargli dei consigli su cosa deve fare per guarire e stare bene.

Questo è esattamente quello che i Kabbalisti fanno per noi. Non è nelle loro intenzioni di comporre dei disegni  del mondo spirituale o di raccontarci cosa succede in questo mondo. I loro testi sono scritti per aiutarci a diventare uguali alle qualità della dazione che vengono descritte in questi testi. Usando i loro libri, cominciamo a identificarci con le azioni descritte, e allora siano in grado di “processare” le nostre qualità, i nostri desideri e le nostre intenzioni in un modo che ci farà diventare uguali alla spiritualità, al Creatore.

Un libro di Kabbalah non è scritto per essere studiato, o per passarci delle informazioni o una certa saggezza. Se questo è l’approccio, allora non si vedrà o non si otterrà nulla di spirituale. Al contrario, questo approccio potrà solo allontanare dal risultato che si desidera ottenere, che consiste nel cambiare se stessi per diventare un “cittadino” del Mondo Superiore.

Quando un uomo malato legge un libro di medicina, non cerca altro se non un consiglio su come guarire. Questo dovrebbe essere il nostro approccio quando studiamo i libri di Kabbalah. Altrimenti studieremo solo per il bene della conoscenza, e gli stessi libri diventeranno un “veleno” invece che essere un “elisir di vita”.

Tutti vogliono sapere perché la Kabbalah è importante


La domanda che ho ricevuto: Perché la Kabbalah è importante?

La mia risposta: Tutti fanno questa domanda. Ci sono molte cose nelle nostre vite. Alcune sono più importanti, altre lo sono di meno. Ogni secondo, diamo importanza a cose diverse, come dormire, giocare, mangiare o correre dietro a qualcos’altro. Ma come troviamo le cose più importanti della vita?

La cosa principale della vita sta nel percepire qualcosa che sia incondizionato, infinito e onnipotente, sta nel vedere e penetrare tutti i mondi senza confini tra la vita e la morte, sta nel soddisfare tutti i nostri desideri, anche quelli che non sentiamo come nostri, e tra questi c’è il desiderio di diventare come il Creatore.

Non c’è niente che sia più elevato di questo. Questo è il punto più alto verso il quale tutte le cose ci portano. Ma come raggiungere questo punto? Come ottenere il successo assoluto qui e adesso? Lo si può fare attraverso un metodo chiamato “la Saggezza della Kabbalah”.

Questa è la ragione per cui la Kabbalah è importante. Perché diamo valore a tutte le cose secondo il beneficio che ci procurano. Se la Kabbalah può aiutarci a raggiungere ogni cosa, questo la rende più importante di ogni altra cosa.

(Dalla lezione dei bambini tenuta a Buffalo, New York).

Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.12.09

Preparazione alla Lezione
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“Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 16, lezione 28
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“La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”, lezione 2
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Piantate il vostro seme spirituale in un campo benedetto


Solo l’ambiente può infondere in voi l’importanza della meta e della spiritualità. Solo questo dovete esigere dall’ambiente: l’importanza dell’attributo della dazione che desiderate sentire in voi. Quando lo farete, rivelerete il Creatore. In ciò consiste il nostro lavoro e lo scopo dell’esistenza in questo mondo.

Ci sembra che la rivelazione avverrà in qualche luogo lontano, al di fuori di noi, però di fatto, accade dentro di voi.Dopo vedrete che tutto già è successo: tutte le azioni spirituali delle quali si parla nei libri e tutti i mondi, dal Mondo dell’Infinito fino al nostro mondo, poiché si trovano dentro di voi. Sono inclusi in questo piccolo seme di desiderio che vi ha portato a studiare la Kabbalah. Di fatto, in questo seme ci sono tutti i mondi, tutti i gradi nell’espansione dei mondi spirituali dall’alto verso il basso e tutte le qualità spirituali. Non esistono in nessun altro luogo, ma dentro di voi. Tutta la rivelazione avviene dentro di voi, mai al di fuori.

Per sentirlo avete bisogno dell’ambiente corretto. Dovete piantare il vostro seme nella terra fertile ed assicurarvi che non si seccherà e non marcisca.

Per imparare il programma della connessione al Creatore avete bisogno di un maestro di Kabbalah


La parola Kabbalah può essere interpretata in differenti modi. Uno dei suoi significati, è  “trasmettere” perché il linguaggio della Kabbalah può solo essere trasmesso attraverso una connessione tra uno studente ed un insegnante. Puoi studiare tutti gli altri linguaggi (Tanach, Halacha e Haggadah)  per conto tuo, sempre e quando ricevi dalle passate generazioni, i libri e le spiegazioni dei concetti chiave, così come avere la possibilità di chiedere il consiglio di qualcuno. Tuttavia, quando impari questi altri linguaggi, non devi avere una stretta connessione con un maestro; non devi imparare come egli pensa, sente e si relaziona a tutto. Non devi assorbire niente da lui o copiare il suo comportamento e la sua visione del mondo.

Però, per raggiungere la conoscenza del linguaggio della Kabbalah, devi aderire al maestro. La ragione è che lui è superiore e tu sei inferiore. Egli ti da il suo AHP e tu devi vederlo come qualcosa di positivo e desiderato, a prescindere dall’apparenza esterna che intenzionalmente ti disgusta. Certamente, non sarai d’accordo con il maestro, non lo vorrai, lo rifiuterai e addirittura lo odierai. Però in realtà, tutto ciò ha la finalità di insegnarti fino a che punto non accetti la spiritualità.

Devi ricevere il linguaggio, il programma che funziona già nel maestro, ma non in te. Devi cercare di copiare gli esempi che ti danno. Quando c’è un maestro insieme a te, nello stesso mondo e con gli stessi sensi di percezione, puoi impiegarli per aiutarti ad entrare nella spiritualità. Puoi aggrapparti al comportamento del maestro verso la spiritualità, a prescindere dagli ostacoli esterni che cercano di bloccare la tua opportunità di raggiungere la connessione interiore. Se non fosse per questi esempi che ti da il Creatore, saresti totalmente disconnesso dalla spiritualità, senza nessuna speranza di raggiungerla.

È impossibile estrarre la spiritualità dai libri, perché essa non si percepisce attraverso la ragione terrena. La persona deve annullare il suo egoismo e distruggere l’ostacolo tra sé stesso ed il maestro, per vedere ciò che si trova dentro il maestro. Solo con questa condizione, l’alunno assorbe la visione spirituale del maestro, fino a dove gli è possibile.

Imparare a camminare nel mondo spirituale


Quando insegniamo ad un bambino a camminare, gli stiamo davanti e lo incoraggiamo a fare un passo, poi un altro e così via. Ma riguardo al nostro sviluppo spirituale, non siamo in grado di fare nemmeno un passo da soli. Il Creatore ci ha messo piedi e ci sorregge per permetterci di camminare, ma noi abbiamo paura e non capiamo niente. Restiamo così del tutto incapaci di fare neppure un passo in avanti!

E questo perché ogni passo in avanti nella spiritualità va contro la nostra natura, e quindi non capiamo come farlo. Non c’è nessuno sforzo che ci possa aiutare a questo proposito. La sola cosa che ci resta da fare è di chiedere al Creatore che ci mostri come fare e che ci dia l’intelletto e la forza per agire come fa Lui.

Quindi, tutto ciò che dobbiamo fare è di chiederlo a Lui! Il Creatore non ha bisogno che noi compiamo delle azioni per conto nostro. Quello di cui ha bisogno è che noi comprendiamo di dover imparare da Lui come si fa a diventare come Lui. Egli vuole che Gli domandiamo aiuto perché così avremo stabilito una connessione con Lui.

Lungo tutto il cammino che dobbiamo attraversare, non saremo mai in grado di compiere da soli neppure un solo passo in avanti. Questo perché ogni passo ci porta più in alto, in un nuovo mondo, e questo è qualcosa che noi non desideriamo; e inoltre ci mancano anche lo schermo necessario e la Luce.

Alla fine scopriamo solo di essere in nuovi stati e di dover fronteggiare un dilemma: ritornare di corsa da dove siamo venuti, alle nostre vite terrene, o chiedere al Creatore di portarci avanti? Ogni altra cosa che ci serve per progredire è già stata preparata dall’Alto – tutto a parte la nostra richiesta!

Ma non è veramente facile arrivare al punto in cui si fa questa richiesta. Sembra facile, ma qui è dove tutti si bloccano.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, capitolo “Vayechi”
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “Noah,” articolo 261
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Articolo: “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” articolo 60, lezione 26
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Articolo: “Il Carattere della Kabbalah,” lezione 4
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Uno tsunami misericordioso mandato dal Creatore


Viviamo in un periodo in cui in un modo o nell’altro tutti devo rivelare il Creatore e andare al di là del proprio egoismo. Si tratta di un processo collettivo in cui tutti dovranno superare il proprio egoismo e nessuno potrà restare nella propria condizione egoistica.

Il nostro mondo non è più diviso in nazioni distinte, perché il risveglio sta attraversando tutto il globo. Inizialmente avverrà attraverso la sofferenza, e in seguito – attraverso la nostra volontaria aspirazione di innalzarci. E’ come il movimento di un’onda che alla fine ci catturerà tutti. Ma intanto che questo risveglio si presenterà, le onde si scontreranno a causa di alcune interferenze, provocando degli effetti collaterali.

I cambiamenti avverranno all’improvviso e rapidamente. Oggi il mondo è come un vulcano che è pronto ad eruttare in ogni momento. Con questi presupposti, i momenti di silenzio dovrebbero soltanto metterci ancora di più in allarme.

Trovare il modo meno impressionante che spieghi agli uomini quello che sta succedendo aiuterà l’umanità a compiere il passaggio da un’esistenza egoistica ad un’ esistenza di relazioni e connessioni globali. Questa è la ragione per cui la divulgazione della Kabbalah è così importante. E’ il nostro compito, perché questo è il solo modo che il mondo ha per evitare anni di sofferenza, che potremmo paragonare ai dolori delle doglie del parto.

Se ci rendiamo consapevoli della situazione odierna, saremo in grado di cambiare il nostro atteggiamento verso ciò che sta succedendo. Scopriremo allora che il Creatore è già con noi e che ci sta mostrando come il nostro mondo è semplicemente la faccia opposta del mondo spirituale. Ma il passaggio al mondo spirituale dipende interamente dalla nostra decisione di modificare il nostro schema mentale egoistico nel suo opposto.