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Perché si divise il Mare?

Lo Zohar, Capitolo: Beshalach, (Il Faraone inviò) 181. Allora tutto si illuminò insieme perché a prescindere dal fatto che la luce di Atik è Hassadim coperta, contiene dentro di sé anche Chokhmà, poiché Chokhmà in AA è necessariamente ricevuta da esso. Per questo, Hassadim di Atik era più importante di Chokhmà di AA e si considera che lo contengono e questa Chokhmà e Hassadim illuminano in esso insieme. È così perché il mare fece le leggi superiori per annegare gli egiziani e salvare Israele, poiché il superiore e l’inferiore furono consegnati nelle loro mani … poiché attraversare il Mar Rosso dipende da Atik.

La Luce Superiore viene e rompe i desideri sgradevoli in noi chiamati “gli egizi” provenienti dai desideri chiamati “Isra-El” (diretti al Creatore) i quali, sono pronti ad essere corretti. Questo succede a causa delle condizioni della Seconda Restrizione (Tzim Tzum Bet).

“Le Nazioni del Mondo” sono tutti i desideri che non possono essere corretti fino alla Fine stessa della Correzione (Gmar Tikkun). Questo include le Klipot e tutti i desideri che sono direttamente connessi con la Luce di Chokhmà.

I desideri di “Israele” (Yashar-Kel) includono tutte le qualità di Binà e per loro natura, appartengono a Galgalta Einaym. Per tanto, la Luce di Chokhmà che arriva, provoca la divisione nella profondità dei desideri o vaso, separando i desideri che possono essere corretti (quelli che appartengono a Galgalta Einaym e permettono che diventino Ahap de Aliya), dai desideri che sono del tutto impossibili da correggere. È per questo che si produsse “la divisione del Mar Rosso”, per separare “Israele” dagli “egiziani”.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27 Ottobre 2010 – Lo Zohar)

Trova delle sorprese soltanto nella spiritualità

Domanda: Tra poche settimane, più di 7000 persone provenienti da tutto il mondo si riuniranno insieme nella Convenzione Mondiale di Kabbalah 2010. Come potremmo mettere in pratica la legge di “ama il tuo prossimo” durante questo incontro?

Risposta: Penso che la magnitudine dell’unità che andremmo a scoprire con l’aiuto del Creatore sarà veramente enorme e potente. Ci siamo preparati e “scaldato” l’intero Kli mondiale e tutti gli amici che verranno personalmente o che parteciperanno virtualmente.

Durante questo ultimo mese prima della convenzione, dobbiamo familiarizzarci profondamente con quello che accadrà nel congresso come se fossimo già li. Dobbiamo imparare in anticipo le canzoni, il programma aggiornato quotidianamente, il tema di ogni lettura, di ogni seminario, meeting, riunione degli amici e programma culturale, ed essere a conoscenza del posto dove il congresso avrà luogo.

Dobbiamo imparare il più possibile in modo di poter fare spazio in noi stessi per le nuove impressioni. Una persona deve imparare in anticipo il più possibile su quello che si farà nel congresso.

Io non voglio delle sorprese a livello corporale. Piuttosto, lasciamo che ci siano delle sorprese spirituali nel collegamento tra di noi. Una persona deve essere aperta per questo, senza chiedersi cosa, dove e tutto ciò che accadrà. Deve esserci una totale chiarezza in modo che la persona non deve preoccuparsi di niente, ma invece, di essere più aperta all’impatto dell’ ambiente. Solamente cosi potrà assorbire l’entusiasmo di tutti, e questo è quello che lo ispira.

Giudicando dai miei sentimenti personali, stiamo attraversando dei grossi livelli di preparazione.
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Stavo solo guardando

La saggezza della Kabbalah parla sulla correzione della relazione tra le anime rotte ed egoiste e il nostro bisogno di ristrutturare il collegamento tra di esse e di innalzare le anime dalla rovina. Ovviamente, tutto questo sta accadendo all’interno della persona dato che “ognuno misura il mondo d’accordo con le proprie imperfezioni”.

Ma solamente noi, essendo incorretti, vediamo la rovina. È similare a quanto dicono i fisici moderni, che guardando l’universo possiamo cambiare i processi che stanno avendo luogo in esso. I fisici stanno iniziando a scoprire che noi influenziamo la realtà perfino con quello che vediamo o pensiamo.

Uno potrebbe pensare “Com’è possibile che io possa cambiare qualcosa soltanto per il fatto di guardarla?” è una risposta tipica, come quando rompiamo qualcosa e diciamo “Io non ne so niente, ma guarda cos’è successo”. Essenzialmente, questo significa che i scienziati hanno capito che “ognuno misura il mondo d’accordo con le proprie imperfezioni”, proprio come dice la Kabbalah, che noi non vediamo il mondo perfetto perché noi stessi siamo imperfetti.

Al livello della rottura, noi vediamo delle rovine intorno a noi, ma al livello in cui diventiamo perfetti, noi vediamo la perfezione. Perciò, tutti gli occultamenti hanno origine in noi, all’interno della rottura che occulta il Mondo dell’Infinito da noi. E la saggezza della Kabbalah ci spiega i nostri stati avanzati: come correggere noi stessi e vedere un mondo sempre più perfetto.

Più tu ti correggi, e più perfetto diventerà il mondo davanti a te.
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Trattieni il respiro ed uscirai dal vortice

In questi ultimi giorni che restano fino al congresso, dobbiamo essere preparati per l’aumento degli ostacoli che arrivano da tutte le parti e rinforzarci reciprocamente. Bisogno cercare di spiegare che non abbiamo via d’uscita e l’avanzamento è possibile solo tramite lo sforzo al di sopra dei sentimenti e della ragione. Come “un bue sotto il giogo oppure un asino caricato”: solo facendo degli sforzi, senza l’aiuto della ragione e dei sentimenti.

Bisogna cercare di ricevere dal gruppo questa forza comune dell’unione, all’interno della quale comincerà a regnare il Creatore, “all’interno del suo popolo”, ed in questo modo ascendere!

In opposizione a tutte le religioni ed “alle pratiche spirituali”, nella Kabbalah non eliminiamo l’egoismo, desideriamo il suo sviluppo e riuniamo le sue manifestazioni perché ci eleviamo al di sopra di esse. Per questo, ognuno viene con il suo peso dell’egoismo, sia quale sia e proprio basandoci su di esso, creiamo una connessione tra di noi; ed allora, invece di un corto circuito che si ottiene se tra noi non c’è resistenza, elevandoci al di sopra di questa resistenza, otterremo il risultato.

Per questo, il tempo che resta, è molto intenso e critico, quando tirano dalla nostra parte verso la direzione opposta: tra il bene ed il male, tra la confusione e la chiarezza … e dobbiamo rallegrarci di raggiungere questi stati. La cosa più importante è di non restare indifferenti, e se la persona alla fine arriva al congresso, dopo essere passata in questo vortice, ha qualcosa con cui arrivare a noi! Tutto il resto lo correggeremo insieme!
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(Estratto dalla lezione sull’articolo 600.000 anime, del 26 Ottobre 2010)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 05.11.2010

Scritti di Rabash, Dargot haSulam, Art. 17
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Rav Yehuda Ashlag, Articolo “La Libertà”, Lezione 5
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Congresso Mondiale di Kabbalah: L’Unione delle scintille

Domanda: I gruppi di Tel Aviv e di Holon del nord di Israele, hanno organizzato un meraviglioso incontro di preparazione per il prossimo Congresso Mondiale di Kabbalah. Ho sperimentato un incredibile sentimento di unità con tutte le persone che si trovavano lì, a prescindere dal fatto che non le avevo mai conosciute prima. Tuttavia, quando più tardi ho parlato con uno di loro, mi sono accorto di non poter sentire la stessa sensazione di unità. Ciò significa che è più facile unirsi con tutto il gruppo?

Risposta: Certamente. Quando ti trovi solo, vieni assorbito dalle tue qualità invece di esserne al di sopra. Noi dobbiamo unirci al di sopra della nostra natura e personalità, per poter ottenere una connessione mutua, nella quale diamo invece di ricevere.

Ogni persona eleva la sua scintilla e dopo, tutte le scintille, si uniscono tra di loro. Lì, tra di esse, noi troviamo la Luce, il Creatore. Quando tutti noi ci eleviamo al di sopra del nostro egoismo e ci uniamo alla stessa meta comune, sentiamo l’unità; ma dopo, mentre parliamo con una persona nel luogo in cui la tua scintilla e la sua non si connettono, tu ritorni in modo naturale, al tuo comportamento materiale.

Domanda: Ciò implica che il potere del Congresso di Kabbalah è di rendere più facile l’unione dei partecipanti?

Risposta: Si, il potere del Congresso radica nel fatto che possiamo unire le nostre scintille o tutti i nostri impulsi spirituali che sono diretti verso la forza interna della natura, l’unità tra di noi, il desiderio di ascendere al di sopra del desiderio materiale animato ed egoista. Questa forza dell’ambiente ci influenza tutti.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’8 Ottobre 2010, Il fatto della dazione della Torà).

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La porta è sempre aperta

Domanda: Su cosa dobbiamo stare attenti in questi ultimi giorni e cosa dobbiamo lasciare prima del Congresso?

Risposta: Dobbiamo stare attenti ai pensieri estranei e pensare solo al sistema di connessione che vogliamo rivelare tra di noi, per cui ogni persona si sentirà connessa con gli altri in fondo al suo cuore.

Quelli di noi che riveleranno questa connessione interiore avvertiranno immediatamente lì la vera Luce, il Creatore! La Luce e il desiderio diventeranno immediatamente uguali. Nel momento in cui si sente anche il minimo desiderio spirituale, si acquista subito una forma, perché il vaso non può esistere senza forma.

Nella spiritualità è impossibile scoprire un meccanismo disfunzionale che ha bisogno di essere liquidato e costretto a lavorare. Baal HaSulam scrive che nel mondo spirituale, “l’ingresso e la porta” sono sempre rivelati insieme. La porta può essere vista solo una volta che è aperta, nel senso che riveliamo sempre il vaso (desiderio) e la Luce (Creatore) al suo interno nello stesso momento.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/11/10, “Esilio e redenzione”)

Indeterminazione quantica dell’anima non corretta

Dall’articolo del Baal HaSulam, 600.000 anime: ci sono tre periodi della creazione spirituale dell’anima umana:
1) Una scintilla dell’anima che in un momento si accende e nell’altro si spegne.
2) Un’anima particolare, quando si sente come una parte delle 600.000 anime, una parte dell’anima comune.
3) Un avvicinamento alla perfezione, all’anima comune, perché tutto il suo desiderio egoista è corretto, non è un ostacolo e permette di unirsi con l’Anima comune di Adamo.

Qui c’è un punto che è difficile da spiegare, simile al principio dell’indeterminazione della fisica quantistica. Non esistono “molte creature”, esiste solo un’unica creazione. Ogni persona che si sente come una creatura è proprio la stessa creatura e le altre, in relazione ad essa, non sono creature indipendenti, ma le parti della sua stessa anima.

Per questo, anche se ci sembra che esistano miliardi di creature, nella spiritualità l’essere umano unisce queste parti a se stesso e, in relazione al suo libero arbitrio, queste parti sono alla Fine della Correzione; ma dal canto suo è l’unica parte che può essere considerata come esistente.

Tuttavia, proprio in questo modo diviso, egli si considera non esistente e deve unirsi alla spiritualità, all’Anima Comune! Per quanto riguarda gli altri, che si considerano come parti “estranee”, egli deve accettarle come già esistenti nel mondo spirituale.

È necessario capire che “ognuno giudica nella misura del suo difetto”, tutti loro sono nello stato della Correzione Finale e solo lui non è in questo stato. Allora, chi fra tutti possiamo definire come l’unica creazione? Proprio una persona che ancora “non è creata” e necessita di una correzione.

Quando acquisiamo la visione spirituale, allora vediamo il mondo in questa maniera. Baal HaSulam descrive uno stato molto elevato. Quando si parla dell’esistenza dell’anima unica, non solo tutti si uniscono in un’anima unica, si tratta del fatto che in realtà, non esistono assolutamente anime indipendenti …

Questa è la nostra illusione temporale, la conseguenza dei tre assi delle coordinate (il tempo, il movimento e lo spazio) nei quali, in questo modo, si manifesta il quadro di questo mondo; però, quando questi assi scompariranno, smetteremo di essere dipendenti da essi e dal tempo e quando ci eleveremo al di sopra di essi, allora vedremo la realtà nella quale esiste solo una creazione.

Per questo, abbiamo bisogno di correggere il nostro desiderio egoista che provoca questa illusione dell’esistenza della realtà nel tempo, nel movimento e nello spazio, nel livello del nostro mondo.
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(Dalla lezione sull’articolo 600.000 anime di Baal HaSulam, del 26 Ottobre 2010)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.11.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 16
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “BeShalach” (Quando Faraone mandò), Punto 364, Lez. 15
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Beit Shaar Ha-Kavanot, Punto 33, Lez. 15
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Articolo: “Esilio e Redenzione”, Lezione 3
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Che cosa dobbiamo fare?

Domanda: Abbiamo sempre sentito dire che dobbiamo unirci e cercare il Creatore, ma noi non percepiamo questo lavoro come pratica. Che cosa dobbiamo fare realmente?

Risposta: Se le azioni esterne sono benefiche per i processi interni, allora dobbiamo realizzarle. Il beneficio potrebbe arrivare in futuro. Per esempio, supponiamo di eseguire una azione fisica per un anno intero in modo che le mie azioni risulteranno il raggiungimento di un livello più interiore, o in altre parole, quindi, mi avvicinerò maggiormente alla qualità del Creatore, la dazione. Mi rendo conto di quanto lontano io sia da esso e quindi il mio desiderio faciliterà la correzione della mia intenzione da “per me stesso” a “dazione”.

In altre parole, la “fine dell’azione” deve essere presente nel “pensiero iniziale”. Entrambi mi dicono cosa fare e li metto ” al di sopra della ragione”, ovvero attuo in me stesso la stessa cosa. In ogni caso l’esecuzione delle azioni appartiene alla persona.

Tuttavia, se l’azione non viene fatta con l’intenzione “per il bene dell’unità del gruppo”, allora non importa quanto sia importante l’intenzione, non porterà alcun beneficio. il lavoro di una persona è proprio il lavoro sull’intenzione.

E’ impossibile girarci intorno perché la natura del mondo sta nel desiderio di godere e il desiderio di dare piacere, l’intenzione che è prossima ad essi, la loro unità e l’integrazione reciproca. Non c’è nulla oltre il desiderio e l’intenzione!

Il desiderio di ricevere del più basso penetra nel desiderio di dare dell’Essere Superiore come MAN (motivo per la correzione), e il desiderio di dare dell’Essere Superiore scende nel desiderio di ricevere ell’inferiore e la riempie come MAD ( la Luce della correzione). Poi i due vengono sottoposti all’unificazione reciproca: Bina in Malchut e Malchut in Bina, il Creatore nella creazione e la realizzazione nel Creatore, fino a che non raggiungano la parità totale. Questo è l’intero atto!

Dove accade questo? Si svolge solo nel pensiero, nel desiderio, nello sforzo interiore! Naturalmente, questa è la cosa più difficile. Alcuni di noi ritengono che sia facile lavorare mentalmente, mentre altri trovano sia difficile. Tuttavia, il lavoro spirituale è altrettanto difficile per tutti, se sei uno scienziato o un falegname, perché essa viene eseguita nell’anima, non nella mente.

Eseguiamo alcune azioni esterne che ci uniscono con la giusta intenzione. Perché stiamo facendo questo? Perché lo facciamo insieme, invece che da soli? Perché vogliamo ampliare la cerchia dei partecipanti? Questo ci ravviva e ci porta l’ispirazione.

Senza l’intenzione per i nostri sforzi, siamo una “raccolta di stolti” perché anche il lavoro più importante è privo di significato se manca la volontà!
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 1/11/10, Scritti di Rabash)