Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Roviniamo le nostre stesse vite

Nel Mondo Superiore ci sono solo amore ed unità, ma per il momento questi arrivano nel nostro mondo nella maniera contraria perché il nostro mondo è opposto a quello spirituale. L’ amore assoluto discende a noi dall’ alto, dal Creatore, però qui, con i nostri occhi, vediamo il peggio dei mondi! Le azioni sante della dazione nel mondo superiore, influenzano il desiderio egoista qui, in questo mondo, evocando reazioni opposte ad esso; però le forze stesse sono meravigliose!

È come se io venissi da te con amore e regali dal profondo del mio cuore, desiderando condividere tutto il mio tesoro con te, ma vedendo quanto ti amo, sei felice perché puoi usare questa cosa e succhiarmi tutto. Tu pensi, “Quanto è meraviglioso che lui sia così buono perché adesso posso rubargli anche le ossa e distruggerlo!”.

L’ amore ed un’ attitudine gentile escono da me, ma le ricevi e le usi in maniera completamente opposta. È così che il Creatore ci da tutte le opportunità e la bontà, ma noi usiamo la sua buona attitudine attivando il nostro egoismo. Attiviamo tutta la sua forza e facciamo tutto al contrario!

Il Creatore è buono, perfetto ed immutabile. Questa è l’ unica forza che governa tutto l’ universo; però, dentro di noi, questo bene si rivela per mezzo delle azioni e della forma nelle quali siamo incapaci di percepire la Sua bontà. È per questo che nel nostro mondo vediamo la gente che si ammazza a vicenda e vediamo che viviamo in un mondo che non può essere peggiore!

Tuttavia, se cambio la mia visione, allora vedrò il perfetto Mondo dell’ Infinito, la Luce superiore che riempie l’ intero universo, la Santa Shechinà. In realtà però nulla è cambiato, ho semplicemente comprato un nuovo cannocchiale.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.02.2011, “L’essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Il Sabato è il risultato delle correzioni

Il Libro dello Zohar, capitolo “Vaiachel” (E riunì), articolo 180: cosa è il Sabato (Shabbat)? Perché è chiamato Sabato? Si deve al fatto che quando un punto di desiderio si elevò e la sua luce fu manifestata, fu coronato con i patriarchi, HGT di Zeir Anpin (HaGat di Zeir Anpin), con il fine di unirsi ad essi …

Malchut insieme ai patriarchi è chiamato Shabbat (שבת). Questa parola si può scrivere come בת-ש (She-Bat). Le tre lettere Vav (ו) che nell’ insieme costituiscono la lettera Shin (ש) indicano i tre patriarchi HGT (HaGat). E Malchut, chiamato “Bat” (figlia) è coronata con essi.

Shabbat” è il grado più alto, che corrisponde alla fine della correzione completa, il settimo millennio. Seimila anni corrispondono alle sei Sefirot di Zeir Anpin, le proprietà dalle quali dobbiamo ricevere in Malchut.

Malchut, incorporando in sé l’ influenza di queste sei proprietà di Zeir Anpin, Chesed, Ghevurà, Tifferet, Netzach, Hod e Yesod, si prepara a ricevere la Luce nell’ unione con Zeir Anpin. Questa è l’ unità del Creatore (Luce) e della creatura (Shechinà, Malchut, il desiderio).

Malchut raccoglie tutte le anime, i desideri sottoposti alla correzione che esistono negli stati egoistici frammentati, nel mondo di BIA. Certamente, fin quando Malchut non assume tutte le proprietà di Zeir Anpin, non è degna di unirsi a lei. In tutte le proprietà che appaiono in lei, si vede obbligata ad intraprendere per conto proprio una corrispondenza con Zeir Anpin.

Poi Malchut riceve per il bene della dazione, in corrispondenza con Zeir Anpin, per arrivare ad essere simile a lei. In questo modo si eleva, si veste in essa ed arriva al grado di She-Bat. Essendo una figlia (Bat), raggiunge comunque le tre linee superiori, ovvero, i patriarchi, HGT (HaGat).

Allo stesso modo, non sentiamo nessun beneficio nella correzione fin quando non arriviamo alla sua fine. Poi tutte le correzioni che si sono realizzate in noi nel corso dei sei “giorni” o “millenni” vengono manifestate ed il “Sabato” o “settimo millennio” si rivela.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, Scritti del Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.02.2011

Scritti di Rabash: Articolo 32
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Il Libro dello Zohar: Punto 237, Art. “Il Decimo Comandamento”
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 89, Lez. 50
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Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot, Lezione 6
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Scritti di Rabash: Articolo 3
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Il Libro dello Zohar: Punto 233, Art. “Il Nono Comandamento”, Punto 237, Art. “Il Decimo Comandamento”, Lezione 4
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 88, Lez. 49
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Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot, Lezione 5
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Calpestare un pianeta sconosciuto

Domanda: In cosa si differenzia la Kabbalah dalla psicologia, che anche insegna alle persone a connettersi le une alle altre?

Risposta: Nella sua parte pratica dello studio la psicologia va bene e si include nella Kabbalah. La saggezza della Kabbalah contiene tutta la conoscenza sulla natura di questo mondo. Essa parla di tutto quello che succede dal principio alla fine della creazione e per questa ragione include in sé tutte le scienze di questo mondo. Solo che la Kabbalah non le descrive in dettaglio poiché questo non è il suo obbiettivo.

La psicologia, come osservazione pratica di certi tipi di comportamenti nel nostro mondo, è stata corretta fino al giorno d’ oggi; però adesso la sua abilità di mantenere la linea è discutibile, poiché stiamo entrando in un nuovo mondo completamente globale. Un sistema globale sta cominciando ad agire su di noi, ed esso non considera ogni individuo separatamente o la sua relazione personale con l’ altro, ma accede a tutti in connessione con tutti.

Noi non sappiamo come avvicinare il mondo in questa maniera. Non abbiamo una scienza che possa spiegare questo approccio verso di noi.

Non potremmo sviluppare una scienza su un comportamento di sistemi analoghi e globali e sulle leggi dell’ esistenza di tutti i suoi componenti perché noi, dal canto nostro, saremmo differenti dentro. Una persona può sviluppare solo le forme presenti dentro di sé, dentro la sua natura;

però, se non sento la mia connessione con gli altri, non sono capace di sviluppare una scienza in merito. Questo è il problema! Adesso stiamo entrando in un mondo del quale non sappiamo niente, assolutamente niente! E non scopriremo niente su di esso fin quando, organicamente, non ci sentiremo connessi a tutti.

Così, adesso risulta che solo i kabbalisti sono capaci di sviluppare una scienza per noi al di sopra di questa realtà ordinaria e terrena che adesso sta cominciando a rivelarsi in noi ed a nessun altro. Tutti gli altri sembreranno essere completamente indifesi e non sapranno cosa fare con tutti i problemi e le catastrofi che vivranno. Gli specialisti non saranno capaci di offrire niente, tantomeno gli psicologi, i fisici, i matematici ed i biologi.

All’ improvviso cominceremo a renderci conto che la nostra scienza attuale, con tutto il suo desiderio, smetterà lentamente di funzionare in questo nuovo stato. Ciò è dovuto al fatto che una nuova rete integrale di forze sta agendo in noi, la quale prende in considerazione la connessione generale di ognuno con tutti.

Capisci la difficile situazione nella quale ci troviamo? È per questo che abbiamo bisogno di diffondere la scienza della Kabbalah il più rapidamente possibile, affinché le persone si rendano conto di cosa hanno davanti. Se ci fosse solo un piccolo impulso in avanti, una quantità minima di accordo e comprensione, per lo meno una certa conoscenza e desiderio di capire, questo cambierebbe tutto il quadro e la vita sarebbe più facile per il mondo.

Adesso un tifone si avvicina all’ Australia e cosa possono fare le persone? Piangere soltanto! Stanno cercando di fortificare le abitazioni, di mettere più chiodi nelle pareti, ma questo li aiuterà davvero contro la furia di questi elementi?
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.02.2011, “Lo studio della Saggezza della Kabbalah”)

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Ogni momento ha la sua ragione

La realizzazione spirituale viene molto lentamente, perché è la manifestazione di una nuova struttura all’ interno di una persona. Non possiamo neppure immaginare cosa significhi acquisire una seconda natura. Questo non esiste e non è mai esistito nel nostro mondo ed in tutto l’ Universo, non è successo mai nel corso di tutta la storia.

La natura che acquisiamo si costruisce in maniera molto graduale, sulla base di molti dettagli e degli stati individuali che appaiono dentro di noi. È il lavoro lento ed incessante della rigorosa Luce Superiore su di noi.

C’ è un pericolo latente nel processo della realizzazione spirituale, per il quale ha luogo un grande lavoro nella preparazione delle proprietà spirituali all’interno dell’ uomo. Questo rappresenta letteralmente una nuova nascita.

Però, non solo stiamo nascendo addizionalmente nel mondo spirituale, ma abbiamo bisogno di attraversare dei cambiamenti in tutti i livelli del nostro desiderio: 0 (Shoresh, radice), 1 (Alef), 2 (Bet), 3 (Ghimel), 4 (Dalet). Solo allora sentiremo che ci sta succedendo qualcosa. Fino a quest’ ultimo livello, il 4° (Dalet), tutto avviene per noi in maniera poco chiara e nascosta.

È come se andassimo dal punto zero della creazione allo stato in cui il nostro desiderio per la spiritualità comincia leggermente a risvegliarsi. Questo non è neppure il desiderio reale, è una certa comprensione di questo desiderio, una separazione di ciò che esiste adesso in noi. Al principio, questo avviene nelle sensazioni e nella mente della persona. È così che la Luce superiore ci influenza.

Per questa ragione, è poco realista sperare che tutto avvenga in un secondo, a prescindere dal fatto che deve essere desiderato con tutte le forze. In altre parole, ogni momento deve essere l’ ultimo e se non ha avuto successo, lascia che inizi il momento successivo.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 26.11.2010, Baal HaSulam, Lettera 52)

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Il Libro dello Zohar: Punto 225, Art. “Il Settimo Comandamento”, Punto 228, Art. “L’ ottavo Comandamento”, Lezione 3
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Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot, Lezione 4
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Come chiedere

Domanda: Come so che la mia richiesta al Creatore viene dal posto corretto? Sono realmente lì dove è permesso chiedere?

Risposta: La mia richiesta è valida se sento che è contraria al mio desiderio, se posso elevarmi al di sopra di esso e chiedere dal profondo del mio cuore, e se posso beneficiare dell’ azione che è contraria al mio desiderio iniziale.

L’ accoppiamento di colpo (Zivùg di Hakaà) avviene nello stato in cui, internamente sento che voglio compiacermi, però al di sopra di questo, sento che la mia azione si oppone a questo desiderio. Beneficio della mia abilità di resistergli. Dopo, questo piacere, non è per me, è come se mi rifiutassi di rubare. Ciò che importa qui è fino a che grado mi associo con gli amici e attraverso di loro, con il Creatore.

Se sono disposto ad organizzare un’azione interna, allora sono vicino all’ atto della dazione e questo è ciò che mi da soddisfazione, la quale non è certamente diretta a me.
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(Dalla 1°parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.02.2011, Scritti del Rabash)

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Una ricetta per la felicità? Grazie, anzi no!

Domanda: Può la Kabbalah aiutare una persona a trovare la reciproca comprensione tra uomo e donna o aggiustare le relazioni nelle famiglie o al lavoro?

Risposta: No, non si può creare una bella vita per se stessi in questo mondo con l’ aiuto della scienza della Kabbalah. Una vita bella giunge come risultato dell’ utilizzo di tutta la negatività che ci viene rivelata al fine di ottenere l’ amore per il prossimo e l’ amore per il Creatore. Allora i desideri nei quali ci sentiamo male non si manifesteranno più in noi. La scienza della Kabbalah non mente alle persone! Non si tratta di psicologia o di ciarlataneria; non è misticismo o l’utilizzo di strumenti magici per migliorare le nostre vite!

La Kabbalah dice che il male che ci viene rivelato ha uno scopo da raggiungere. Serve a spingerci verso la correzione. Non si devono annullare i desideri nei quali ci sentiamo male ma, invece, dobbiamo ammettere che questi desideri sono il male perché provocano il nostro odio verso il prossimo, e quando correggeremo l’ odio con l’ amore, saremo in grado di godere dell’ amore per il prossimo e allora i desideri negativi non ci verranno più rivelati.

Se si vuole creare una famiglia o si è già sposati o fidanzati e ci sono dei dissapori, dell’ animosità o delle incomprensioni tra la coppia, queste incomprensioni non si possono correggere senza aver corretto il nostro atteggiamento verso la creazione ed il Creatore. Il Creatore è in mezzo: “Marito e moglie, e la Shechina tra loro”

Per il momento la Shechina è ancora in esilio. Viene rivelata come una forza negativa e dannosa, la forza dell’ odio reciproco che ci mette gli uni contro gli altri. Il Creatore fa così di proposito in modo da non farci connettere al precedente livello animale, al modo in cui l’ animale femmina di unisce all’ animale maschio al fine di procreare, ma per provocare l’ unione di due anime in un’ anima sola e rivelare la forza comune della dazione che ci connette insieme.

Se siamo capaci di correggere le relazioni in questo modo, diventeremo veramente una famiglia. Altrimenti non saremo in grado di farlo. La Kabbalah non ci dà spinte, soluzioni, o medicine per il nostro stato attuale, ma ci eleva in un nuovo stato dove saremo capaci di essere felici, avere successo e sentirci perfetti.

Tutta la sofferenza, i problemi, ed i colpi sono presenti nel nostro mondo non per portare pace e perfezione al mondo stesso, ma per elevarci al di sopra del nostro mondo. Altrimenti è uguale alla costruzione del regime comunista russo. Se facciamo qualcosa non per il bene del Creatore, cioè non per raggiungere la dazione assoluta, allora non conquisteremo niente.

Io mi sento male, ho dei problemi con la mia famiglia, al lavoro, con i miei figli, con la salute, e voglio avere successo in tutti questi campi. La Kabbalah dice che mi sentirò bene? Allora va bene, sono d’accordo a studiare la Kabbalah! Per farlo devo donare agli altri? Allora sono anche disposto a donare agli altri – qualsiasi cosa pur di sentirmi bene.

Questo è ciò che si chiama Lo Lishma (non per il bene del Creatore). Questo significa che conosciamo il metodo e che vogliamo metterlo in pratica per il bene di tutti in modo che anche noi ci sentiremo bene. Ora tutto dipende in quale proporzione siamo disposti a donare agli altri per migliorare il nostro stato.

All’ inizio è l’1% per gli altri ed il 99% per noi. Poi è l’opposto: il 99% per gli altri e l’1% per noi finché non acquistiamo la forza che rende capaci di non volere nulla per noi stessi. “Non mi interessa cosa mi succede, voglio donare agli altri.” Questo è ciò che si chiama “donare per il bene della dazione.”

Così facendo, non saremo mai capaci di ritornare ad una vera vita materiale di successo. Tutti i metodi che dicono di poter raggiungere questa condizione di vita stanno mentendo, e la Kabbalah ci dice fin dal principio che questo è impossibile perché tutto il male che c’è in questa vita esiste per elevarci ad un nuovo livello.

Perciò, se applichiamo la scienza della Kabbalah per migliorare questa vita e incominciamo a vendere dell’acqua benedetta o i fili rossi, allora diventerà un veleno mortale. Dobbiamo comprendere che la ragione dello stato generale in cui si trova il mondo sta nella necessità di elevarci, non di migliorare la nostra situazione. Questa è la differenza tra la Kabbalah e gli altri metodi.

Quindi, se qualcuno vi promette una bella vita in questo mondo, o la salute o la felicità nella vostra vita personale, non credeteci – è una bugia e va contro la natura! La natura desidera elevarci al livello “umano”. E quando si aspira a questo stato, tutto arriva al posto giusto nel modo più sorprendente possibile!
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011 “L’ essenza della saggezza della Kabbalah.”)

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La debolezza non è un vizio

Domanda: A volte durante la lezione, facciamo domande che dimostrano la nostra debolezza, che non stiamo avanzando, né che abbiamo successo come si sperava. Vedo che lei non rifiuta queste domande, anzi cerca di rispondere sempre.

Risposta: Noi studiamo che quanto più una persona avanza, tanto più inutile, impotente e piccola si sente. Non ti vergognare, perché noi non ci compariamo ai galli nel pollaio, ma al Creatore.

Se sono nel pollaio, allora mi sento un eroe; ma se il Creatore mi si rivela, è quasi naturale che mi sottometta. Non c’ è vergogna in questo. Non posso giudicare queste cose, né ignorare una persona se mi dice che è debole. Io ho molta familiarità con questi stati. In questo momento la debolezza non è un problema, al contrario, la debolezza è la realizzazione di noi stessi nella nostra forma più autentica, sul fondo della Luce Superiore.

Però nasce una domanda: resta in una persona il desiderio di raggiungere la meta nel momento in cui ha perso la fede nella sua forza e desidera ancora acquisirla con passione? È qui che una persona chiede aiuto correttamente.

Ovviamente, tutto il mondo deve sperimentarlo individualmente, oltre a spiegare a tutti i nostri amici in tutto il mondo che il raggiungimento dell’ umiltà personale e la coscienza del valore dello scopo, sono due condizioni imprescindibili per attraversare il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità).
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(Dal discorso sul lavoro spirituale del 17.01.2010)

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