Io credo che durate la Congresso WE! In New Jersey raggiungeremo la connessione che siamo già capaci di creare. È quando tutti dimenticano se stessi e si donano alla società, talmente sommersi nel sentimento comune di unità e dell’ anima collettiva corretta, nella quale uno non sente se stesso, ma solamente questo desiderio collettivo.
Inoltre, tutti desiderano e fanno il possibile per conservare questo stato per sempre e d’utilizzarlo per ascendere sempre più in alto. Dopo tutto, grazie a quest’ambiente, applicando i mutui sforzi in relazione a lui: io verso lui, lui verso di me, riveliamo dentro la forza della dazione. Allora acquisiremo la forza di Binà, senza aspettarci alcuna reazione o tornaconto per noi. Ci manterremo nella gioia di essere governati dalla proprietà pura di dazione.
Ricevo la forza e l’appoggio per questo solamente dall’ambiente. Devo sviluppare questa capacità da me, altrimenti non potrà considerarsi come un mio conseguimento. Ovviamente, considerando il mio attuale egoismo questo mi sembra irrazionale: Per quale motivo devo creare io stesso la società, che mi confonde e m’imparte i suoi valori, mi costringe ad agire di conseguenza e perfino a godere per questo? Ne trago qualche beneficio?
È vero, non riceverò niente per l’egoismo, ma m’innalzerò al di sopra della mia natura. Questa è la prima tappa della correzione chiamata “Fede al di sopra della ragione”. Più tardi, grazie a questa fede attrarrò la Luce di Hochmà (Saggezza) “dentro la ragione”, nel desiderio, ricevendo con il fine di donare. Pero, innanzitutto, devo innalzarmi al di sopra del mio desiderio egoista.
Ma, sfortunatamente, siamo come dei bambini in una posizione ostinata chiedendo che il Creatore si riveli, essendo totalmente inconsci di chi sia il Creatore e cosa implichi la Sua rivelazione. Abbiamo tutte le condizioni per la rivelazione della proprietà di dazione: Avanti! Fattelo! Ma è l’attributo di dazione quello che si rivelerà, e non un nuovo, abilmente mascherato riempimento per il tuo egoismo.
È la nostra delusione ci mostra quanto siano egoiste le nostre aspettative. Non ci rendiamo nemmeno conto di star chiedendo: “Dammi!” Questo è il motivo per il quale la mutua garanzia sia cosi vitale. Ci fornisce a tutti la fiducia, il fondamento, la necessità d’innalzarci oltre il nostro ego, la dazione senza nessun tipo di auto-esame e ricompensa. Questa è la prima proprietà di Binà che dobbiamo acquisire.
L’unica cosa che possiamo fare nel nostro stato è di rivolgerci costantemente al nostro ambiente in cerca d’aiuto. Dall’altra parte, uno non deve chiedere nessun tipo di riempimento per se stesso, ma soltanto l’appoggio che gli permetta di mantenersi al di sopra delle richieste egoiste. Il godimento viene dalle “opere buone”, da un movimento verso l’esterno, verso gli altri, perché questo ti rende simile al Creatore.
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Domanda: L’umanità non può fare una connessione tra le catastrofi ecologiche e la correzione dell’egoismo. Come spiegare questa relazione alla gente?
Risposta: Dobbiamo cercare i mezzi, scrivendo articoli e formulando spiegazioni, proprio nel momento in cui avviene il disastro per trasmetterne l’essenza, ovvero che tutto questo avviene perché non siamo corretti.
Il mondo esterno è uno schema del nostro stato interiore. Pertanto, in realtà, stiamo parlando di catastrofi interiori che percepiamo come se fossero esterne. Tutte le nazioni sono parti di un’anima, ma nelle nostre sensazioni, sono parti divise che sembrano estranee.
È come se mi avessero fatto un’anestesia locale e non sentissi che la gamba si sta bruciando o che mi stanno amputando un braccio; sembra divertente, ma questo è quanto sta avvenendo.
Pertanto, voglio che la sensazione di appartenenza ritorni gradualmente. Voglio sentire le parti “esterne” come mie. Voglio ricevere l’opportunità di correggere il mio stato, la mia attitudine verso gli altri.
Se la realtà esterna diventasse davvero una parte di me, allora avrei una sensazione orribile. Di conseguenza, insieme alla scoperta di questa malattia, devo ricevere la medicina, l’opportunità di migliorare il mio stato. Questo è ciò che chiedo: la medicina insieme alla malattia che si rivela.
Allora potrò correggere le mancanze in me e come risultato, i cataclismi “esterni” si calmeranno.
Questo è ciò che dobbiamo fare: chiedere la correzione interna, il che risveglierà la correzione che ci sembra esterna. Allora vedremo tutti i problemi in noi e li correggeremo. Questi desideri (Kelim) ci uniranno, diventeranno interni e cesseranno tutti i disastri naturali evocati dalla nostra mancanza interna di correzione.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)
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Domanda: Com’è possibile spiegare agli uomini che il vero male consiste nella nostra opposizione alla natura dell’universo?
Risposta: Noi possiamo fornire agli uomini la conoscenza e far nascere in loro le sensazioni interiori mostrandogli la situazione reale, ma questo deve avvenire per mezzo di una giusta educazione da parte della società. Si dovrà quindi organizzare questa educazione in modo che preveda la connessione con la Luce che corregge.
A questo punto però si presenta un altro problema. Gli uomini che non hanno il punto nel cuore devono ricevere questa illuminazione da noi. Se noi ci prenderemo cura di loro, se daremo loro il metodo della correzione, se organizzeremo degli eventi, programmi televisivi e radiofonici, incontri in rete, e se comunicheremo agli uomini tutti i principi necessari, allora essi si attaccheranno a noi e saranno nutriti dalla forza che funziona nel nostro sistema, che si trova più in profondità del loro sistema.
E’ sufficiente che si attacchino a noi in questa misura per comprendere che il loro futuro dipende dall’unione. Come possiamo riuscire a far nascere in loro questa sensazione? Può succedere con l’aiuto dell’educazione, del pensiero della società, e con l’influenza degli uomini che sono intorno. L’ambiente è in grado di inculcare in una persona le nozioni più remote ed innaturali. Come mai?
La società sta semplicemente incominciando a dimostrare biasimo o rispetto per certe qualità che una persona ha, ed è tutto quello che serve. La gente che si trova intorno ad un uomo lo può trattare in due modi: positivamente o negativamente, è tutto qui.
Dobbiamo comprendere che non ci sono altre vie da percorrere, che dobbiamo conseguire l’equilibrio con la natura, e che dobbiamo coinvolgere i mezzi di comunicazione e altri strumenti, fare particolare attenzione alle giovani generazioni per incominciare di già ad insegnare ai bambini la vita nel nuovo mondo. Senza questo, non c’è nessun altro modo di realizzare qualcosa.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011)
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Domanda dal Giappone: Quale deve essere il nostro lavoro interiore durante le situazioni di emergenza? Non smette di tremare mentre guardo la lezione.
Risposta: In questi giorni dobbiamo focalizzarci anche di più sull’unità ed aver fiducia nel fatto che proprio in virtù dei nostri sforzi potremo prevenire altre catastrofi simili nel mondo, tanto in Giappone, quanto in tutte le regioni del mondo nelle quali le persone soffrono.
Perché soffrono? Perché non avanzano verso la correzione lungo il cammino corretto? Perché non si svegliano ed escono nelle strade gridando “Che arrivi il Messia adesso!?”. Detto in altro modo, perché non esigono la correzione, un cambiamento, uno stato nuovo?
Perché non esigono che ci sia un cambio di governo? A cosa le aiuterebbe? Se questo avvenisse nessuno starebbe meglio, neppure se il dittatore libico si dimettesse. La spaccatura che ne scaturirebbe sarebbe riempita dal radicalismo islamico o da qualche altro partito, ma sarebbero soltanto cieche compensazioni psicologiche. Nella pratica, le persone non si sentirebbero meglio, ma continuerebbero lungo il cammino della sofferenza.
Ultimamente il mondo sta acquisendo le armi ancora più rapidamente. Stiamo rinnovando la corsa agli armamenti che si era fermata in precedenza, come se volessimo fare un braccio di forza; ma che stupidaggine è giocare come bambini piccoli! Guardate quanta energia e risorse si stanno sprecando.
Come risultato, tutto dipende da noi insieme a tutti i nostri amici, attraverso tutto il mondo che ha ricevuto un impulso di correzione. Dobbiamo unirci dall’interno e sentire che siamo un tutt’uno. Allora, desiderando unire il mondo in un tutt’uno, aiuteremo gli altri ad avvicinarsi. Dopotutto, sono una parte passiva di noi stessi. Saranno incapaci di avvicinarsi per conto proprio, fin quando non offriremo loro l’opportunità di connettersi con noi.
Una volta che la persona riceve un risveglio, il punto nel cuore, arriva a noi e ci uniremo con tutti coloro che attivano ed accelerano lo sviluppo, adattando la velocità del loro lavoro alla velocità della nascita delle Reshimot. Allora nessuna forza, che sia uno tsunami, una rivoluzione, una guerra o altre cose simili, ci forzerà ad avanzare in maniera negativa.
Tutto dipende dai nostri sforzi, dal grado in cui lavoriamo per l’unione. Non esiste altra soluzione per il mondo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011)
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Ogni persona deve sentire l’influenza dell’ambiente tutti i giorni e non solamente durante il Congresso, dove sei talmente ispirato che ti sembra d’innalzarti al di sopra di te stesso, per uscire da te verso l’esterno ed essere incluso nello stato d’animo comune, dimenticandoti del tuo ego. Dobbiamo dare a tutto il mondo questa sensazione di confidenza, ispirazione, ascesa e aspirazione per il traguardo. Altrimenti, come possiamo consigliare al mondo di “unirsi al bene”?
Tuttavia, ho sentito che molte persone stanno sperimentando la discesa e lo scoraggiamento. Questo significa che ci aspettiamo di ricevere qualcosa per le nostre azioni ma non lo riceviamo e allora il nostro stato d’animo è rovinato. Comunque, la persona che desidera donare (Jaféz Jésed) è contenta della propria sorte. Cos’ha? Niente!! Lui non ha nemmeno una camicia sulle spalle, come nella parabola dell’uomo giusto che viveva nel bosco. Questo significa che non c’è la protezione della Luce di Hochmà.
Lui non ha la Luce di Hochmà o altro riempimento, comunque sia continua a essere felice perché è salito al di sopra del proprio ego. Questa è la correzione che deve acquisire prima di tutto. Ovviamente il Creatore non cederà mai alla nostra ostinata persistenza e Lui non si rivela. La Sua rivelazione significa la nostra correzione. Se raggiungiamo la correzione chiamata “ricezione con il fine di donare” allora iniziamo a rivelarLo.
Io sono le azioni del Creatore, e se io ricevo con il fine di donare, allora, quest’azione che io compio si chiama il Creatore, la forza della Guida che opera all’interno di chi viene guidato. È cosi che dobbiamo lavorare una volta dopo l’altra, separando il nostro desiderio egoista sempre di più, dal calcolo: quanto ho guadagnato?
Soltanto allora la società può fermarmi, sicché m’innalzo nel cielo senza cadere mai. Solamente questo può darmi la forza e la stabilità per giustificare il cammino, perfino se non ricevo niente. Mi sentirò orgoglioso di non avere niente e continuare ancora. Posso essere felice precisamente perche non ricevo niente per me stesso e mi concentro in donare! Posso comprovare tutto questo e valutarlo in relazione all’ambiente. Pertanto, dobbiamo costruire quest’ambiente per sentire costantemente, senza sosta, la stessa ispirazione che nella sera più emozionante del Congresso, e ancora di più una volta dopo l’altra.
Da una parte, dobbiamo avere dei Congressi e riunirci. Dall’altra dobbiamo aspirare a che questo stato ispirato rimanga costantemente in noi al posto delle salite e le discese. È scritto sullo Shabbat che completa la settimana, che il traguardo è raggiungere lo stato in cui ogni giorno sarà come il Shabbat, il che significa che non ci saranno più discese per altro tempo, ma ci sarà un’ascesa che non si fermerà, la fine della correzione (Gmar Tikkun).
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Il primo principio da imparare per crescere: la Natura è unita e noi siamo l’esatto opposto.
Prima parte: Ricerche compiute sulla natura e sulla società mostrano che noi tutti siamo interconnessi. Gli uomini sono un singolo organismo o un singolo sistema dentro il sistema della natura.
Proprio come le parti di un corpo traggono beneficio dall’interconnessione, così noi ci dovremmo unire gli uni con gli altri al di sopra di tutte le differenze e per il bene di tutto il corpo.
Oggi stiamo gradualmente scoprendo questa necessità e perciò chiamiamo lo stato in cui si trova attualmente l’umanità globale o completo-integrale. E’ globale perché nei giorni nostri l’interconnessione tra tutte le popolazioni del mondo viene rivelata con forza. Tra tutte le sue parti e con tutte le sue differenze, non importa quali siano, la connessione è in fase di rivelazione come fattore necessario.
Tutto questo succede per conto della natura piuttosto che per il nostro desiderio di essere interconnessi oppure no. E’ semplicemente un fatto che giorno per giorno scopriamo di avere sempre più legami tra di noi.
Una domanda si pone: Questa connessione esisteva prima? O prima eravamo disconnessi e adesso la nostra interconnessione si è formata e si manifesta?
Questa domanda deve essere divisa in due parti. Da una parte, siamo e siamo sempre stati interconnessi ed esistiamo in una totale e perfetta unione. Questo è il nostro stato rispetto al Creatore e non è un criterio per misurare nulla. Questa unione è chiamata Infinito (Ein Sof): lo stato dell’infinito, il mondo dell’Infinito, Malchut dell’Infinito. Però, dobbiamo ancora raggiungere questa percezione dentro di noi.
In questo preciso istante, noi, tutta l’umanità, stiamo attraversando i livelli dello sviluppo. Dobbiamo rendere attuale la nostra interconnessione in ogni momento. Nel corso della storia ci siamo sviluppati lungo il livello inanimato, vegetativo, ed animato, finché non abbiamo conseguito il livello umano, dopo essere giunti qui, abbiamo ancora attraversato gli stessi sotto-livelli: inanimato, vegetativo, ed animato, fino a raggiungere l’era moderna del livello umano nel livello umano : “L’essere umano nell’uomo”.
Questo è il modo in cui abbiamo attraversato tutto il percorso della preparazione umana e abbiamo incominciato a sviluppare l’essere umano in noi. “L’essere umano nell’uomo” è la somiglianza con il Creatore che dobbiamo acquisire oggi. Oggi ci troviamo all’inizio delle fase dell’unione – l’unione che si concretizza dalla realizzazione, dalla consapevolezza e dal desiderio. E’ questo il modo in cui ci dobbiamo impegnare.
Questa è la ragione per cui ora non ci mettiamo in relazione al mondo dell’Infinito, ma in relazione a quanto comprendiamo, realizziamo, e in che misura siamo pronti a prendere la forma dell’unione che la natura o il Creatore ci mette davanti agli occhi. Non cerchiamo di essere degli uomini giusti, indipendentemente dall’idea che abbiamo di questo concetto. Dobbiamo realizzare la correzione in base alle condizioni in cui ci troviamo. “Corretto” significa unito. C’è una sola cosa che dobbiamo fare – unirci tra di noi.
Lungo il cammino dell’unione attraversiamo la fase della dazione per il bene della dazione (“Non fare agli altri ciò che tu stesso detesti”) e poi la fase della ricezione per il bene della dazione (“Ama il prossimo tuo come te stesso”). Questo principio rimane sempre lo stesso: tutta la crescita dell’uomo consiste nell’unione con il suo prossimo.
La natura si sta manifestando come sempre più globale e perciò dobbiamo essere globali ed uniti con essa.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011)
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Domanda: I kabbalisti riducono le disgrazie del mondo grazie al loro progresso spirituale?
Risposta: Certamente, per di più, riguardo a questo, nessuno è più grande o più piccolo. Le persone pensano che un gran kabbalista possa solo pregare e scacciare una piaga, ma in realtà, è tutto l’opposto: sono proprio i principianti che hanno un punto nel cuore che si risveglia, che sono molto confusi e non capiscono ancora niente, a poter fare molto di più degli studenti più anziani, con il loro distante e piccolo desiderio.
Come un bambino piccolo che diventa il più importante della famiglia, le persone che arrivano al cammino spirituale e che sembrano tanto lontane dalla “verità” possono ottenere più dei “veterani” con il loro sincero desiderio e la loro supplica.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)
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