Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Quello che hai dentro è ciò che ottieni dall’esterno

Domanda: Come possiamo trasmettere l’idea del mondo globale ad un bambino?

Risposta: E’ possibile dare un chiaro esempio ai bambini più grandi, trasferendolo quindi ai bambini più piccoli. Per esempio, portando un gruppo di bambini di 10 anni ad un gruppo di bambini di 5 anni. Dopo aver trascorso un po’ di tempo insieme, vedrete che i bambini più piccoli capiscono il mondo ad un livello completamente diverso, completamente diverso.

Siamo tutti egoisti ed anche se cresciamo e diventiamo più intelligenti, siamo ancora in un sistema egoista, che è la lente attraverso la quale guardiamo il mondo. Un bambino di 5 anni vede il mondo in accordo alla sua età. Allo stesso modo, in accordo al nostro egoismo, non vediamo il vero mondo, ma quello egoista.

Pertanto, quando chiamiamo il mondo globale ed integrale, diamo a queste parole un senso egoista. Se “tutto il mondo è interconnesso”, questo significa che dobbiamo utilizzare questa sensazione per il nostro beneficio.

Non capiamo che dobbiamo cambiare e creare lo stesso sistema globale e integrale dentro di noi. Questo significa che, da tutte le persone, le anime e tutte le interconnessioni tra di loro, io costruisco il modello di tutto il mondo dentro di me. Devo riflettere il mondo esterno dentro di me con il fine di mantenere la sua connessione corretta.

Se tutto il mondo che è al di fuori di me, vive secondo la legge altruistica, se tutte le sue parti sono unite per il bene di uno scopo, per il bene dell’armonia comune, allora dentro di me devo sempre essere disposto ad includere tutti i desideri e le anime, tutto quello di cui sono capace, in accordo alla legge dell’altruismo. Attraverso questo sistema, che è la mia anima, devo cambiare il mondo.

È possibile fare contatto con il mondo per mezzo di uno strumento disfunzionale, non per mezzo della legge dell’equivalenza della forma? In questo caso, non capisco il mondo e questo non può essere conseguito attraverso di me.

Attraverso questi esempi, possiamo mostrare ai bambini questo principio: in tutte le epoche, abbiamo visto il mondo in maniera differente, ed inoltre, col fine di vedere un mondo globale ed integrale, devo anche essere globale ed integrale dentro di me.

La scienza della Kabbalah ci porta a questa correzione, per questo si rivela ai giorni nostri e di fronte ad essa, anche il mondo globale si sta rivelando. È necessario diffondere questo metodo che ci permette di raggiungere l’armonia con il mondo moderno. Al contrario, soffriremo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011)

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Rendere chiari a tutti i principi dell’educazione globale

L’intera saggezza della Kabbalah non è altro che un metodo di educazione. Infatti un uomo ha bisogno di cambiare, di passare dallo stato di “piccolo selvaggio” che vive in questo mondo all’essere umano che è uguale al Creatore. Noi non possiamo nemmeno percepire cosa voglia dire: il traguardo è così elevato ed opposto rispetto a noi che ci sfugge.

Affrontiamo dei cambiamenti lungo il cammino al fine di diventare sempre più simili al Creatore. Trasformando noi stessi, riveliamo i nostri nuovi stati nel mondo spirituale, lungo i livelli spirituali. Tutti questi stati sono essenzialmente i passaggi dell’educazione. Noi siamo allevati dalla Luce Superiore che ci circonda; cambiamo e perciò attraversiamo il processo dell’educazione.

Dunque, la Kabbalah è il metodo che permette all’uomo di educare se stesso per giungere all’uguaglianza con il Creatore. Lo possiamo fare con l’aiuto di un maestro, delle fonti, e di un gruppo o ambiente circostante. Questa educazione richiede di stabilire delle differenziazioni tra bambini ed adulti, tra uomini e donne, e tra i vari generi di persone. Abbiamo bisogno di cercare un modo di aiutare chiunque a ricevere la corretta educazione.

Ogni uomo che riceve il risveglio spirituale deve correggersi e facilitare la correzione generale di tutti. In sostanza, “tutti” significa lui stesso. Se egli si relaziona agli altri in questo modo, egli li deve correggere. Invece, se egli si separa dal resto degli uomini, egli diventa un “rinnovatore” che rovina soltanto se stesso e gli altri.

Dovremo chiarire questi argomenti e formularli in una forma che sia comprensibile a tutti. In questa fase, tutta l’umanità sta incominciando lentamente ad avvicinarsi alla comprensione della saggezza della Kabbalah; incomincia a sentire il bisogno di educarsi al livello di corrispondenza con il Creatore. Altrimenti, gli uomini incominceranno a sentire quante sciagure giungeranno loro dall’essere nello stato di opposizione al Creatore.

Con questo obbiettivo in testa, dobbiamo preparare una lista di principi relativi all’educazione globale. La chiave è che dovrebbero essere comprensibili per tutti. Noi abbiamo un’idea relativamente buona su dove recuperarli. Non è difficile per noi parlare di questi principi nel linguaggio della Kabbalah e nel linguaggio con il quale Baal HaSulam li presenta, principalmente nei suoi articoli. Ma come possiamo applicarli ad ogni uomo del mondo? Questo è il problema che stiamo affrontando oggi. Proveremo a risolverlo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011 su I principi dell’educazione globale)

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I contorni della bellezza interiore

Domanda: Michelangelo diceva di non scolpire, ma di estrarre semplicemente l’immagine nascosta nella pietra. Quale immagine devo rivelare nella roccia dell’ “ambiente” così da far emergere il legame che c’è in essa?

Risposta: La pura dazione. Domanda alla forza superiore di tratteggiarti i contorni della dazione pura poiché è solamente la forza superiore che ci fissa i limiti. Come Michelangelo, che poteva percepire i lineamenti della bellezza dentro una pietra, io devo sapere dove sono i miei contorni, i miei confini: in quale misura posso usare la materia del desiderio per donare e fino a che punto, va oltre quello che sono in grado di fare.

Tutto quello che è adatto per la dazione diventa un capolavoro della creazione, e ciò che non lo è, per il momento non lo considero. In questo modo, genero l’immagine del vero mondo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2011 sul Mondo integrale)

Il problema del mondo è il mio problema

L’immagine del “mondo esterno”, come lo descrive Baal HaSulam, viene creata dalla “macchina fotografica” che si trova nella parte posteriore del nostro cervello, che proietta le mie qualità in quello che sembrerebbe essere lo schermo esterno, con quelle qualità che sono danneggiate o corrette fino ad un certo punto. Dentro di me esistono sotto forma di diverse forze; combinandole o dividendole in diversi modi, formano il vaso della mia anima.

Tuttavia, sono incapace di distinguere queste forze perché sono proiettate nello schermo della mia coscienza in modo tale da poterle contemplare. Pertanto, vedo diverse forme dei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano. Tutte queste forme sono in movimento, subiscono dei cambiamenti e questo è ciò che ci permette di mantenere la connessione con le forze interne.

Come posso raggiungere lo stato corretto? Questo può essere ottenuto mediante il principio di amare il prossimo come se stessi. Devi conseguire che tutta la realtà “esterna” diventi tua, poiché ad ogni modo, si tratta davvero di te, anche se nella tua ingannevole percezione appare come qualcosa di esterno. Così dunque, ritorna in te, riporta questa immagine esterna dentro di te, fa ritornare questa visione dalla proiezione all’interno della “camera”. Come puoi riuscirci? Avvicinando tutte le tue parti e sentendo che sono tue.

Per adesso percepisci i problemi del mondo come disastri che succedono ad altre persone. Al contrario, Rabash si preoccupava molto di questi casi perché sentiva che il disastro succedeva a lui. Una persona che avanza verso l’equivalenza con il Creatore fa inclinare tutto il mondo verso il piatto del giudizio, o il piatto della giustificazione. È lì che radica la soluzione a questo problema.

Di conseguenza, a causa della frammentazione spirituale, la mia percezione si divide in interiorità ed esteriorità, il mondo ed io. Correggendomi, porto verso di me tutta la realtà, che sembra esterna, per sentirla dentro di me. Allora la mia percezione spirituale del mondo cambia: non c’è niente all’esterno. Tutto è dentro di me e si realizza dentro di me. Non c’è niente al di fuori di me. Vivo nel mio Kli e solo una “camera” mi crea l’immagine esterna.

Basandoci su questo, dobbiamo decidere una volta per tutte che sono proprio le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’alto, un impulso verso la correzione, a poter cambiare il mondo se trasformano la percezione delle loro sensazioni. Tutto dipende da quanto cercano di avvicinare il mondo per sentirlo come una parte inseparabile di loro. Questa è la realizzazione del principio di amare il prossimo come se stessi. Dobbiamo attrarre a noi tutti i livelli che sembrano esterni, dobbiamo includere i livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano in noi e vederli come una parte nostra inseparabile.

Pertanto, la nostra attitudine verso tutta la realtà deve essere almeno la stessa che verso noi stessi, come spiega Baal HaSulam che l’uomo deve elevare i desideri degli altri al di sopra dei suoi. Essendo un egoista penso a me stesso invece che al prossimo; ma se sono altruista, devo pensare agli altri.

È a causa di questo che la correzione del mondo dipende proprio dalle persone che in verità hanno ricevuto dall’alto il richiamo per correggersi. Nessun altro ha sentito questo risveglio e di conseguenza non hanno niente da chiedere.

Questo vuol dire che dobbiamo sentirci responsabili di tutti i disastri dell’umanità ed è in nostro potere correggerli e non solo a fatto compiuto, ma anche prima che le disgrazie succedano. Dobbiamo assicurarci che questo non succeda nuovamente nel livello inanimato, così come negli altri livelli, fino al grado dell’umano.

Per il momento le catastrofi si manifestano sotto forma di disastri naturali, nei livelli inanimato e vegetale, come gli tsunami, i terremoti, le inondazioni e gli incendi, e nella società umana sotto forma di crisi economiche ecc … Tuttavia, non siamo esenti da altre forme, come le piaghe dell’Egitto che furono così disgraziate, pericolose e terribili, come le sensazioni che abbiamo adesso.

Baal HaSulam scrive riguardo a questo verso la fine dell’Introduzione al Libro dello Zohar. Tutte le sofferenze del mondo sono provocate dal fatto che Israele non si è corretto a tempo, essendo Israele (che vuol dire diretto al Creatore) qualsiasi persona, non importa la sua origine, che ha l’opportunità di correggersi perché ha ricevuto un risveglio dall’alto, non importa il livello nel quale si trovi.

In questo modo, tutti noi uniti, siamo responsabili di quello che succede.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Una formula molto semplice

Domanda: Se leggiamo Lo Zohar con la giusta intenzione e predisposizione per il doppio del tempo – per un’ora e mezza al giorno invece di 45 minuti- conseguiremo la piena correzione in metà tempo? O in questo caso funziona un’altra formula?

Risposta: La formula è molto semplice. Era abitudine del mio maestro di leggere insieme Lo Zohar per mezz’ora al giorno. Il Rabash non spiegava nulla e non aggiungeva una parola. Leggevamo soltanto il testo, tutto di seguito senza fargli delle domande per una mezz’ora prima di dormire. Questa è la ragione per cui seguo lo stesso ordine.

Vuoi studiare il doppio del tempo? Ecco perché ho aggiunto un altro quarto d’ora alle lezioni.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2011)

Il Gruppo è l’Arca di Noè della salvezza

La difficoltà radica nel capire che il gruppo, l’ambiente, non è una sistemazione temporanea che dopo un po’ di tempo non sarà più necessario. Il gruppo non sparirà mai ed è impossibile ottenere il riempimento spirituale con qualsiasi altro mezzo. Da questi estranei, dalla gente della quale una volta ero risentito, dal loro mondo interno, devo costruire la mia anima.

Invece di vedere i loro volti, le personalità ed il loro comportamento, devo vedere solo i loro desideri interni, in modo tale da costruire un “corpo spirituale” partendo da loro, al quale io possa donare e dal quale possa essere ispirato. Se facciamo il nostro lavoro mutuo in questa maniera, costruiremo la garanzia, una sensazione di appoggio, le forze per lo sviluppo e la dazione per tutti.

Allora tu sentirai quanto sei protetto dal male in questo gruppo, come se fossi “nell’Arca di Noè”. Spesso troviamo, lungo il nostro cammino, come dei “santuari”. È come l’utero della madre, nel quale ci sviluppiamo per tappe: quella embrionale, l’allattamento e la maturità (Ibur, Ienikà, Mochin), fin quando nasciamo in un grado spirituale nuovo, nel nuovo mondo.

In questo modo, vediamo il gruppo, fin quando la nostra relazione con esso è così forte che cominciamo a ricevere la Luce attraverso di esso, le proprietà del nostro nuovo sviluppo, come nell’Arca di Noè, nel ventre della madre. Più tardi, nasciamo e cominciamo a sviluppare una connessione con questo ambiente come con la Madre Superiore (Ima IIaà): riceviamo attraverso di essa l’influenza di Aba ve Ima ed anche di più.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011, sulla preparazione per il Congresso WE!)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 01.04.2011

Dagli Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam, Volume 1, Articolo 1
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I segnali della Luce del futuro

Domanda: Cosa significa sentire che siamo già al Congresso proprio adesso mentre leggiamo il Libro dello Zohar, affinché il Congresso si svolga nella migliore maniera possibile?

Risposta: Preparati! Se sei pronto ad assistere ad un meraviglioso, gradevole e felice avvenimento, allora ti prepari ad esso in anticipo. Se ti anticipi ad esso, godrai del segnale luminoso del futuro e riceverai una grande ispirazione da questo.

Pertanto, come ci avviciniamo in tutto il mondo, al Congresso che si terrà nel New Jersey? Dobbiamo prepararci da adesso. Tutto dipende dalla preparazione del desiderio. “Cosa pianifico di correggere? Cosa voglio? Cosa otterrò da questo? Come voglio apparire lì?”. Devo immaginare tutto questo nei dettagli, come se fossi già lì. Per questo, dobbiamo fare tutte le canzoni disponibili sul sito web, così come tutto ciò che accadrà nei programmi culturali e gli altri eventi, affinché la gente familiarizzi con questo, lo capisca e sia pronta ad immaginare come succederà.

Un bambino cresce immaginando il futuro che dopo diventa realtà. Se una persona non prova questo corretto desiderio in ogni momento, se non accresce i suoi desideri, le sue preoccupazioni ed i timori, allora non ottiene niente. Adesso devi aspettare impazientemente, chiedendoti: “Come sarà? Quando? In che modo? Come sarò ispirato? Come parteciperò?

Questo è necessario per crescere. Se i bambini non hanno ricevuto le aspirazioni verso il futuro dalla natura, allora non saranno capaci di crescere; però questa aspirazione ci viene data dalla libertà di scelta. Vuoi crescere? Allora trova un modo di ricevere dall’ambiente la grandezza dello scopo ed allora crescerai. Non c’è altro metodo! Se non impariamo dall’esempio dei bambini, se non attiviamo queste azioni nella pratica, allora sarà una vergogna lasciare che le nostre vite siano uno spreco.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, lo Zohar)

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Aspettare il matrimonio con il Creatore

Viviamo un momento nel quale tutto il mondo sta entrando nella fase dello sviluppo spirituale. Il gruppo che stiamo formando è come l’Arca di Noè, la nostra madre comune, dove tutti possiamo integrarci e crescere. È così, il gruppo sarà il ventre materno per tutta l’umanità: è la Shechinà che costruiamo tra di noi.

Lo stesso luogo ci accetterà quando saremo “esiliati” dal ventre materno e nasceremo. Portando nuovi “vestiti” della Luce di Chasadim (Misericordia) e la correzione, ci eleveremo sempre più in alto, fino alla stessa fine della correzione, fino a trasformarci nella sposa pronta ad entrare nel palio nuziale (Chupà) con il Creatore.

Pertanto, il gruppo relativo ad ogni persona ed anche a tutta l’umanità è questo stesso luogo che è sempre un passo in avanti rispetto a noi. Questo è l’oggetto spirituale superiore, in relazione al quale riveliamo costantemente i nostri prossimi livelli superiori, fino al punto in cui siamo capaci di elevarci al di sopra del nostro ego.

L’egoismo continua ad essere una forza che separa e pertanto ci aiuta. Dopotutto, superando l’ego, siamo capaci di stabilire una connessione molto più stretta con il nostro ambiente: come un embrione con il ventre, come un bebè in allattamento o come un adulto che riceve la Luce col fine di dare.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Marzo 2011, preparazione per il Congresso WE!)

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Il mondo è rotondo

Domanda dal Giappone: Quali sono le ragioni del disastro che sta avvenendo? Secondo le previsioni, continueranno i terremoti. Possiamo tutti noi prevenire questi avvenimenti qui e nel resto del mondo?

Risposta: Per dare una risposta alla domanda, dobbiamo anzitutto capire dove ci troviamo. Siamo in un mondo “rotondo”. Questo è ciò che ci spiega la scienza della Kabbalah nella sua sezione “percezione della realtà”.

Non aspettiamo che le prove dolorose di questo diventino palesi nel nostro mondo. Attraverso le esperienze amare, stiamo scoprendo che tutti siamo interconnessi, che il mondo è globale ed integrale, che esiste l’effetto farfalla ecc … Per convincerci di questo, non dobbiamo imparare la lezione dai disastri che succedono, ma è meglio imparare dalla scienza della Kabbalah.

È possibile che sarà troppo tardi quando cominceremo a mettere in pratica la nostra esperienza. Quanti tsunami, terremoti o altri disastri devono presentarsi prima di agire con intelligenza? Volgiamo lo sguardo alla scienza ed alla saggezza. È scritto: “Colui che impara è saggio”. Cosa impara la persona saggia?

Secondo la scienza della Kabbalah, sappiamo che sentiamo tutta la realtà dentro di noi, perché è dentro di noi. La mia percezione si divide in 5 livelli; 3 di questi livelli sono le mie sensazioni: radice, anima e corpo. Essi “si vestono” in me dall’interno, inoltre ci sono dettagli esterni di percezione che percepisco al di fuori di me: il vestito e la torre. Questo è tutto il mondo al di fuori di me. Il vestito è tutto quello che si trova nell’area che il mio corpo ed i miei sensi possono realizzare, mentre la torre è rappresentato da tutte le cose lontane ed irraggiungibili, oppure detto in altro modo, dalle cose che non sono sotto il mio controllo.

È così che si divide la realtà, la parte interna si chiama Galgalta ve Eynaim, mentre la parte esterna si chiama AHP. Questa divisione è stata provocata dalla distruzione spirituale, che è la ragione per la quale sentiamo soltanto leggermente Galgalta ve Eynaim dentro di noi e non abbiamo assolutamente la sensazione che l’AHP sia anche una parte di noi. È così che dividiamo la nostra realtà fino alla fine della correzione, quando Galgalta ve Eynaim si unirà con l’AHP in tutte le 10 Sefirot.

Da questo dobbiamo arrivare alla seguente conclusione: sentiamo tutto dentro i nostri Kelim. Questi possono essere uno tsunami, la terra, l’universo con tutte le sue stelle e le galassie; tutto quello che c’è nel mio desiderio egoista. È così che è fatto il mio desiderio, affinché in esso percepisca la realtà divisa in due: “io” e “al di fuori di me”. “Io” è Galgalta ve Eynaim, la radice, l’anima, il corpo, mentre “al di fuori di me” è l’AHP, il vestito e la torre, le due categorie esterne della percezione.

Avvengono molti cambiamenti nei miei Kelim interni ed esterni. Quando assistiamo ai disastri naturali è molto difficile capire perché avvengono questi eventi così dolorosi nei Kelim esterni, invece che nei nostri Kelim interni. Perché questi cambiamenti influenzano oggi una parte specifica della mia anima chiamata “i giapponesi”? Perché tra tutti i popoli la catastrofe è sopraggiunta a loro?

Anche la mia anima include altre parti che percepisco come miei amici. In realtà, non esistono, ma ai miei occhi sono parte di me stesso. Sarà così fin quando non completerò la mia percezione ed allora ogni cosa si unirà in un tutt’uno, in un unico desiderio corretto e completamente diretto alla dazione. Questa è la forma corretta.

Se non vediamo la realtà da questa prospettiva, non saremo mai capaci di percepire correttamente quello che succede, e questo include le guerre, le catastrofi, la corruzione e tutto il resto. Non saremo mai capaci di giustificare il Creatore o di capire come tutto si muova verso la correzione.

Tuttavia, non potremo organizzarci senza la prospettiva corretta delle cose, senza avere un’immagine del mondo “rotondo” che si trova dentro la persona e che dipende dalla sua correzione. Non c’è niente al di fuori di me; tutto sono io. Questa è la mia terra, il mio terremoto, il mio Giappone, la mia Libia, il mio Israele, il mio pianeta ed il mio universo. Tutto questo riflette le mie qualità che non sono ancora corrette.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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