Domanda: Una persona, a volte, durante una discesa perde tutte le sue forze e cerca di scappare dal lavoro nel gruppo. Come possiamo affrettare le transizioni che si verificano durante le discese?
Risposta: Una persona non deve scappare dal gruppo. Chi smette di venire al gruppo durante una discesa danneggia tutto il gruppo. Gli altri devono semplicemente portarlo su una barella. Gli amici devono essere molto sensibili a ciò che accade nel gruppo. Se essi non prestano attenzione al fatto che i loro amici sono in calo e che non vengono a lezione, è segno che non sono abbastanza seri e non possiedono lo spirito giusto per attaccare.
Se ritenessimo che ogni giorno è il giorno dell’attacco, come sul fronte, allora capiremmo che se perdiamo anche un solo amico, non possiamo vincere. Un amico che cade in battaglia sconvolge la totalità dell’esercito e distrugge le linee, ma noi non siamo consapevoli di questo e anche gli amici che cadono non sono consapevoli dei danni che stanno causando agli altri amici. Questo significa che non stiamo lavorando sulla connessione tra noi e stiamo rallentando il nostro progresso.
Eseguiamo molte azioni, ma dovrebbero essere tutte concentrate sul nostro senso di unione tra di noi, che è al centro di tutti i nostri sforzi e la nostra ricompensa. Il centro, il fulcro della rivelazione del Creatore, e della fine della correzione si concentra nel punto della nostra connessione.
Solo se guardiamo in questo punto centrale di connessione nel gruppo potremo scoprire l’odio reciproco, il rifiuto e la separazione, e quindi anche la connessione, l’unione, e la rivelazione del Creatore. Si tratta dello stesso punto che dobbiamo raggiungere costantemente e da cui dobbiamo essere attratti, e l’unico punto su cui dovremmo concentrarci. Invece ognuno guarda nella propria tasca.
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Domanda: Abbiamo bisogno di prendere su di noi il lavoro che è completamente estraneo all’ego e si trova al di sopra del suo potere, e caricare il gruppo a fare del suo meglio. Quindi non avendo raggiunto il risultato, chiediamo di portare la questione come aiutante e lavoratore del Creatore, e solo allora otteniamo il risultato.
All’inizio del lavoro, come possiamo distinguere tra pazzia e follia rispetto a coraggio e considerazione? Dove si trova questo confine?
Risposta: Qui è necessario avere qualcuno che gestisca il processo che “lì e poi” può approvare o rifiutare ogni dettaglio che gli operatori hanno bisogno di conoscere sul suo utilizzo. Quindi hanno bisogno di essere collegati tra loro sempre di più, in modo da rivolgersi a Lui comunque.
Il mondo non può andare avanti senza un “re “, senza i suoi rappresentanti, senza quelli che gli sono fedeli. L’uomo ha bisogno di qualcuno vicino a lui che ne sappia più di lui, che veda il futuro e delinei le indicazioni giuste. “Questo non fa per noi, ma ci andremo, faremo quello che pensate sia giusto all’interno di questi limiti”.
Questa gerarchia deve essere costante. Tra i nostri gruppi non ci può essere un qualche tipo di gruppo che fa tutto quello che pensa che sia importante a sua discrezione e, in ultima analisi, avere successo. Questo perché l’ego lo accompagna costantemente e il gruppo ha bisogno tutto il tempo di nuovi discernimenti, nuovi livelli di chiarificazione.
Purtroppo non credo che questa grande dipendenza diminuisca con il tempo. Al contrario, crescerà. Conosco questo dal mio rapporto reciproco con il mio insegnante Rabash: più avanzavo, più avevo bisogno di lui, in realtà mi avvicinavo a lui sempre di più.
Nel nostro mondo è proprio il contrario: più un bambino cresce, più diventa indipendente fino a che non esce dalla casa dei suoi genitori.
Mentre qui tu aderisci sempre più a quelli che sono più elevati, perché in sostanza si collegano al Creatore, semplicemente non sei pronto ad andare avanti senza di Lui. E quindi, imparo molto di più oggi dal mio insegnante di quanto ho imparato 30 anni fa….
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Il nostro Congresso in Bulgaria inizierà tra un mese, il 1° di novembre e ripongo molte speranze in questo incontro. Prendere parte a questo congresso non costerà eccessivamente e si terrà in un posto molto carino. Io invito a venire tutti coloro che possono parteciparvi. Ci dobbiamo preparare. Io arriverò il giorno primo dell’inizio, quindi se potete, cercate di arrivare anche voi un giorno prima. Organizzeremo un giro locale e faremo un po’ di riscaldamento prima del congresso.
Questo congresso non è solamente per l’area dei Balcani. Molte persone dall’Europa orientale, dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Turchia, e dagli stati del Baltico, insomma, da tutte le parti del mondo vi prenderanno parte. Il nostro programma comprende sia l’educazione integrale che la saggezza della Kabbalah. Discuteremo di molti argomenti e di molte domande a proposito della divulgazione e dell’educazione con i gruppi che parteciperanno per connettere il tutto al processo generale.
Non vedo l’ora che arrivi questo incontro. Suppongo che tutti, in una certa misura, capiscano che questo è il modo in cui ognuno può avanzare sulla strada più breve e sicura verso lo scopo della creazione e l’auto-appagamento. Quindi, tutti devono partecipare a questo prossimo congresso con tutto il cuore. Non c’è un mezzo più potente che partecipare a questo congresso per il bene degli altri. E’ il mezzo più efficace per la rivelazione del Creatore.
Domanda: Come possiamo elevarci sopra le differenze come la nazionalità o le barriere linguistiche e connetterci con più forza?
Risposta: Questo è il nostro scopo, elevarci al di sopra delle differenze, al di sopra di tutti i Masachim (schermi) e sopra tutti i muri che ci separano. Senza questa differenze potremmo già essere una sola anima. Ma prima della frantumazione dei vasi ognuno di noi è dentro il proprio guscio, e alla fine siamo tutti come delle noci dentro ad un sacco, connessi solamente dalle circostanze esterne e non dalla connessione interiore…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.09.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)
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Innalzarci e raggiungere un certo contatto con la Lue, è un po’ come emergere dall’acqua, uscire fuori sulla superficie. E allora la stessa Luce inizia a lavorare su di me e mi trascina indietro di modo che io troverò i miei nuovi desideri e le mie nuove parti corrotte.
Di nuovo, compio il mio sforzo e mi elevo alla vetta, e di nuovo la Luce mi fa scendere ancora più in profondità. Tutto va avanti così fino a quando non completo tutte le mie correzioni. Quindi, non c’è bisogno di pensare che ci potrebbe essere qualcosa d’altro: il nostro compito è di tentare sempre di innalzarci, emergere, ed il lavoro della Luce è di sommergerci di nuovo. La stessa Luce che raggiungiamo durante l’ascesa ci provoca la successiva discesa.
Quindi, la Luce e l’oscurità si inter-scambiano permettendoci di lavorare. Perciò, tutto il nostro lavoro consiste solamente nel fare lo sforzo di tentare di nuotare fino in cima. E, naturalmente, non otterremo altro che cadute e così avanti fino alla fine della correzione, fino quando non arriverà il giorno in cui ci sarà solamente la Luce. Vale a dire, ci eleviamo e la Luce non ci dovrà sommergere, ma solamente colmare i nostri desideri. In questo modo, rimaniamo in adesione alla Luce nello stato della correzione finale.
La cosa principale è di ricordare che tutte le azioni arrivano da una singola forza oltre la quale non c’è niente altro, e che solamente la Luce agisce. Ed anche i nostri sforzi, grazie ai quali ci eleviamo, sono possibili solamente grazie alla Luce. Elevarsi significa diventare sempre e sempre più attaccati alla singola forza che porta il bene, realizzando che tutto arriva da una sola fonte.
Tutto quello che vedo adesso è la presenza del Creatore nei miei desideri, ma solamente a causa della loro corruzione, io non riesco ancora a percepirLo in essi. Devo provare a rivelarLo perché questo darà a Lui piacere.
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