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La fede contro la ragione

Domanda: Come avanziamo veramente in “la fede al di sopra della ragione?”

Risposta: sebbene abbiamo avuto modo di sapere che stavamo avanzando durante il congresso, noi abbiamo anche ricevuto un’altra grande aggiunta. Ora noi non soltanto crediamo nell’insegnante e nel nostro avanzamento corretto, ma capiamo che, in aggiunta a quello adesso dobbiamo avanzare in maniera maggiore in “la fede al di sopra della ragione”.

Significa che grazie al messaggio ricevuto, possiamo anche avanzare adesso in una fede più grande.

Se avanziamo correttamente incontreremo problemi più grandi perché l’ego ci tira più forte indietro e dobbiamo inoltre avanzare sia sopra che contro l’ego. “Fede al di sopra della ragione” significa la fede contro la ragione.

Come possiamo avanzare contro la ragione? Quando avanziamo nella spiritualità, ogni livello annulla quello precedente secondo la legge spirituale di “negazione del negativo”. Ogni volta cresciamo, diventiamo più saggi e più intelligenti e nostra la conoscenza sul livello successivo è opposta alla conoscenza del livello precedente.

Ogni Partzuf è fatto di dieci Sefirot, da Keter a Malchut. Malchut del superiore diventa Keter dell’ inferiore, significa che cambia i suoi attribuiti negli attributi opposti. Di conseguenza quando ascendiamo, Keter del più basso diventa Malchut della parte superiore, e quindi diviene anche il contrario.

Malchut è l’attributo di ricezione e Keter è l’attributo di dazione. Allora ogni volta che ascendiamo, dobbiamo cambiare la ricezione in dazione, a “fede al di sopra della ragione”. Quando si risale per i prossimi dieci livelli, poiché il tuo Keter è diventato Malchut, è come se vengono negate tutte le tue conoscenze precedenti e tutte le dieci Sefirot che avevi sui livelli precedenti diventano l’opposto e non sono corrette nello stato successivo. E’ come parlare a un bambino che vede le cose dal suo livello, mentre tu vedi le cose in modo completamente differente. Le ragioni e le azioni sono diverse, anche se si vede lo stesso risultato.

“La fede al di sopra della ragione” è la fede contro la ragione. Questa nega sempre la ragione precedente e si dovrebbe avanzare contro di essa, il che significa al di sopra. Ho la conoscenza precedente e ancora avanzo secondo la fede.

Quando Rabash mi ha spiegato che cos’ è “la fede al di sopra della ragione” lui mi ha dato l’esempio seguente: ”Supponiamo che un amico ha preso in prestito mille dollari da un altro amico e vuole dare indietro il denaro. Quando dà indietro i soldi si scopre che c’è un dollaro in meno nella busta. Lui si chiede se l’amico ha restituito tutti i soldi e il suo amico gli dice che lo ha fatto. Ora egli comincia a pensare chi ha ragione? No. Se l’amico ha detto che ci sono mille dollari, lo accetto come mille dollari. Questo significa che io non credo a quello che vedo, dato che ho gli occhi del mio amico invece dei miei. Non credo ai miei sentimenti e a quello che so; avanzo in “la fede al di sopra della ragione”.

Ciò che mi ha detto il mio amico significa che i vasi esterni, gli attributi esterni sono più importanti per me e io li accetto come informazioni più precise che sono più chiare e più corrette delle mie. Allora se il gruppo decide qualcosa, lo accetto immediatamente e anche se a me è chiaro che ci sono meno di mille lire, le accetto come mille. E’ un sostituto per me. Nel complesso questo sembra totalmente illogico e irreale, ed è davvero così.

Baal HaSulam dice che certe persone possono sembrare malvagie ed altre giuste secondo le loro caratteristiche e poi possiamo vederle in maniera opposta, certe persone sembrano ricche e altre povere e poi le vediamo in modo opposto, certe persone sembrano intelligenti e altre sceme e poi l’opposto. Tutto dipende da noi. Nel mondo spirituale cambiamo il quadro completamente cambiando i nostri attributi. I corpi e le connessioni fra loro si rivelano in maniera totalmente diversa.

Allora “fede al di sopra della ragione” è il mezzo con cui avanziamo e saliamo la scala spirituale. Non possiamo fare oltre! “Fede al di sopra della ragione” è fede opposta a quello che sapevamo in precedenza. Se non abbiamo fede contro quel che sapevamo prima, non saliremo mai da un Partzuf (stato) a un’altro dal secondo al terzo, e così via. La transizione avviene in questo modo.

Se ci hanno dato il messaggio e sentiamo di essere sulla strada giusta durante l’ultimo convegno e che il nostro insegnante ci guida correttamente, anche se non abbiamo davvero credere ciò,adesso abbiamo un problema. Allora dov’è la nostra fede? Come possiamo chiudere i nostri occhi e ignorare ciò che sappiamo? Se non lo facciamo, avanzeremo egoisticamente. Per la prima volta ci è data una reale possibilità di conquistare il nostro prossimo livello in un attacco “sopra la ragione”.
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(Dalla 1a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, “La Fede al di Sopra della Ragione”)

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1:0 In nostro favore

Baal HaSulam, “Shamati n.59 ” “Il Bastone e il Serpente”: Uno si esamina se sta avanzando in Kedusha (Santità) al contrario, poiché un altro dio è sterile e non produce frutti.

Soltanto una forza opera in natura. Noi possiamo chiamarla Dio o con qualsiasi altro nome, ma la cosa principale è che quest’unica forza gestisce tutto, crea tutto, controlla e corregge tutto. Non c’è un’altra forza che opera nella creazione.

Tutto è sotto il suo controllo, sul livello dell’inanimato, vegetale, natura animale e uomo. Da un lato abbiamo l’opportunità di esaminare e controllare che questa forza è l’unica, e dall’altro lato, abbiamo la capacità di pensare a dispetto di questa forza, al fine di essere in accordo con essa tramite i diversi sforzi che facciamo.

Effettivamente questi pensieri sono volti contro questa forza unica, contro il Creatore che viene definita “l’inclinazione al male

In realtà noi non facciamo nulla, dobbiamo solo dimostrare i nostri sentimenti e i nostri pensieri che sono opposti al Creatore, lo stato che è l’opposto rispetto a Lui. Questo stato è chiamato “il nostro mondo”.

Supponiamo di pensare negativamente di un’altra persona, questo significa che nella mia immaginazione questa persona è cattiva. Nella sua immagine che sta dentro di me, sento di odiarlo e lo tratto male, e questo mi tortura e ne risulta che mi sento male. Ma se amo qualcuno, mi sento bene.

Questo significa che l’inclinazione malvagia è stata data a noi inizialmente affinché possiamo sentire uno stato opposto al Creatore. Al punto che correggiamo la nostra inclinazione malvagia, questo significa il nostro ego, in dazione e amore, somiglianti al Creatore, in questo stato corretto sentiamo quello che sente il Creatore. Così ci connettiamo a Lui, ci avviciniamo a Lui, aderiamo e ci fondiamo con Lui. Quindi tutto quello che ci è dato, è soltanto per esaminare i nostri sentimenti.

In questo momento, tutto va bene. Noi siamo in uno stato totalmente corretto ma ci hanno dato la possibilità di correggere noi stessi e somigliare al Creatore attraverso il nostro libero arbitrio.

Che significa questo? Il Creatore poteva crearci come l’inanimato, vegetale, la natura animata, che esegue automaticamente tutte le azioni di carattere generale. Su questi livelli si ritiene effettivamente che non c’è nessun’altra forza ma che la forza gestisca tutto totalmente! Invece un uomo ha sentimenti e pensieri speciali che non fanno parte della nostra esistenza corporea ma che in qualche modo appartengono al Creatore.

Questi sono pensieri e sentimenti riguardo la nostra designazione, il nostro destino, su chi ci gestisce, di che cosa accade oltre il confine del nostro stato corporale, oltre la vita fisica. Un animale non ha tali pensieri, un animale non capisce e non lo percepisce. Ha istintivamente paura della morte e del dolore e non può pensare a tutto ciò che è più alto di quello.

Questo succede ora perché le nostre Reshimot (geni spirituali) sono di un livello superiore rispetto a noi. Quando ascendiamo dal basso verso l’alto e adempiamo la Reshimo, 1/0 allora sulla cifra 1 è la Reshimo del prossimo livello. E’ il punto nel cuore che ci porta avanti.

Tutti hanno un punto nel cuore ma nella maggior parte delle persone non è ancora rivelato. Quelli ai quali si rivela diventano grandi Kabbalisti nelle generazioni precedenti che hanno ottenuto la creazione e il Creatore. Oggi la Reshimo 1/0 si rivela in noi, il che significa che si tratta di 1:0 in nostro favore.

In altre persone, la Reshimo è ancora nello stato di 0/0, e il loro contatore rivela 0.

Ma questo zero accumula costantemente cicli interiori. Il contatore sta lavorando e costantemente trasforma le cifre (la Reshimo di questo mondo) finchè lo zero cambia in uno e una persona comincia a sentire il punto nel cuore, e poi lui deve avanzare.
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(Dalla 2° parte della Lezione di Kabbalah quotidiana 21.07.2013, Shamati #59 “ Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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“Il lavoro è tanto, ma la ricompensa è grande”

Dall’articolo del Rabash “Fede”: “Rabbi Tarfon era solito dire: “Il giorno è breve, il lavoro da fare è tanto, i lavoratori indolenti, ma la ricompensa è grande, ed il Padrone di casa è insistente”. (Pirkey Avot 2:20) Se un uomo crede che non ci sia alcun patrimonio senza un Governatore ed ha fiducia che il Padrone esiste, un uomo si sente prigioniero.

Noi non siamo capaci di svegliarci da soli a meno che il Creatore non ci risvegli perché siamo fatti di materia senza non alcun alito di spirito di vita. Perciò, noi siamo chiamati creazione; vale a dire, siamo dominati dall’alto. Solo dopo che il Creatore ci ha risvegliati, vediamo che il lavoro è tanto, i lavoratori sono indolenti, ma la ricompensa è grande, ed il Padrone è insistente. Allora, incominciamo a lavorare.

A questo punto, la nostra libertà di scelta si accende. Il Creatore mette la mano dell’uomo sul destino positivo e dice: “Prendilo!”. In altre parole, l’azione del Creatore arriva prima; poi tocca a noi continuare il lavoro, nel senso che prendiamo ciò che il Creatore ci dà. Dobbiamo organizzare il nostro ambiente e studiarlo di modo che ogni giorno sia strutturato per permetterci di fare degli sforzi sia sull’uno che sull’altro.

Indipendentemente dal nostro solito carico di lavoro e dalle responsabilità della divulgazione, non dovremmo mai interrompere la nostra connessione con le fonti originarie. Solo se ce la facciamo a mantenerci sempre in contatto con queste fonti, arriveremo al risultato desiderato e atteso. Il lavoro è tanto, ma la ricompensa è grande, quindi dobbiamo preparare i nostri vasi per riceverla.

Tutto questo ci richiede di distribuire il nostro tempo su diversi segmenti: la vita normale, lo studio, e la divulgazione. Dovremmo prendere parte attivamente a tutti e tre e mai evitare o trascurare nessuno dei tre. Se io non considero anche solo uno di questi, non mi manterrò sulla linea di mezzo. Anche se non distribuiamo il tempo in parti uguali tra di essi, dobbiamo comunque prenderci cura di tutti e tre.

Dovremmo prestare particolare attenzione a queste faccende. Anche quando un uomo ha un lavoro di divulgazione molto importante, quest’uomo non dovrebbe mai dimenticarsi di studiare. Non ci sono scuse che giustifichino la perdita delle lezioni solo perché un uomo è occupato con la divulgazione. E’ davvero una cosa da non fare, poiché è detto: “Se tu Mi abbandoni per un giorno, Io lo farò per due”. E’ pericoloso. Se smettiamo di studiare a causa della divulgazione, i nostri guadagni alla fine si trasformeranno in perdite.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.09.2013)

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I cuori sono attratti al termine delle azioni

Il Libro dello Zohar – Introduzione, «Gioisci delle Festività e non dare al povero”: questo è il senso della denuncia della Verità circa la creazione dell’uomo, dicendo che lui è tutto bugie… Comunque, Hesed disse: “Lascia che venga creato perché egli fa misericordia”, poiché la misericordia che egli fa, che è necessariamente un atto che viene esaminato come dazione, attraverso di esso, viene progressivamente corretto fino a che non può impegnarsi in tutte le Mitzvot al fine di dare.

L’attributo di verità parla della questione del desiderio che è totalmente egoistico (allo scopo di ricevere) e che non può pensare ad altro tranne che riceve per se stesso. Allora perché è stato creato? Dopo tutto, non è degno di niente. Questo è il modo in cui una persona vede se stessa nello specchio della verità.

Ma l’attributo di Hesed è responsabile del fatto che una persona può cambiare. Questo perché la materia del desiderio può eseguire azioni di Hesed (misericordia).

Ma come è possibile? Dopo tutto, il desiderio di ricevere è una bugia totale e vuole solo trarre beneficio per se stesso. È vero, tutte le sue intenzioni sono per il suo bene, ma le azioni possono essere finalizzate a al fine di dare. Poi, nonostante questa scissione interna, nonostante il divario tra i pensieri e le azioni, le azioni che al momento hanno delle intenzioni imprecise, possono cambiare il desiderio.

Io uso le azioni di dazione al fine di raggiungere l’attributo di dazione. Anche se io non voglio raggiungere la dazione e mi sembra solo bramarla, se cerco di farlo il più possibile collegandomi agli amici, al Maestro, e al Creatore, allora insieme a questa bugia sulla parte dell’attributo della verità, queste azioni mi porteranno alla correzione.

Non posso evocare la Luce Circostante con la mia intenzione egoistica, ma l’azione stessa è al fine di dare e io sono consapevole di questo. Quindi evoco la Luce che Riforma ed essa mi influenza nella misura in cui mi sembra di voler uscire dalla mia intenzione egoistica al fine di ricevere e acquisire l’intenzione altruistica di al fine di dare.

È vero che non posso e non voglio dare, ma le mie azioni sono volte correttamente, e questo è sufficiente. Un’azione corretta insieme con l’intenzione sbagliata evoca la Luce che corregge l’intenzione.

Questo si verifica perché io sono fatto di un desiderio e di un’intenzione (un pensiero). Non riesco a controllare la mia intenzione, poiché voglio sempre per me stesso. A volte sembra che voglio veramente il bene degli altri, ma poi si scopre che è tutto un gioco fisso e che ho semplicemente mentito a me stesso dato che non capisco me stesso. Le mie intenzioni sono malvagie, sbagliate o cattive (per errore o anche intenzionalmente). Questo è il risultato della frantumazione dei vasi e non c’è niente che possiamo fare al riguardo.

Ma io posso eseguire delle azioni nel gruppo, nella divulgazione e nel parlare di educazione integrale. Se queste azioni sono disposte correttamente in modo che io possa adempierle, devo chiedere al gruppo e all’insegnante la forza di venire alle lezioni, al fine di acquisire gradualmente la saggezza e rivolgermi al pubblico al fine di trasmettere loro il mio messaggio in modo che possano accettare la mia opinione. Io preparo le mie azioni come se dessi il più possibile. Questo è sufficiente ad evocare la Luce Circondante, che in risposta comincia a cambiare la mia intenzione.

Questo avviene perché le mie azioni sono corrette e solo la mia intenzione è corrotta. Ora essa si aggiunge alle mie azioni attraverso la Luce Circondante che opera. Così “i cuori sono attratti dopo le azioni”, fino a quando l’intenzione corrisponde a quella azione.

Noi ci distinguiamo da tutti gli altri solo per la nostra intenzione con la quale attiriamo la Luce che Riforma. Se non lo facciamo, non ci riusciremo e le cose andranno ancora peggio. Si passerà attraverso un nuovo ciclo che alla fine ci porterà anche al bene, ma tramite la via della sofferenza.

Eseguire delle buone azioni non è un problema. Io posso dare dei regali solo perché c’è un angelo con un bastone in piedi dietro di me, e se mi fermo per un momento, ricevo subito un duro colpo. Si scopre che l’azione di per sé è buona, ma l’intenzione talvolta si cela, anche a me. Quindi l’unica cosa che mi serve è evocare la Luce Circondante attraverso miei sforzi.

Io cerco di aggiungere la giusta intenzione per quanto riguarda gli amici, l’insegnante, lo studio, e il pubblico poiché sono questi sforzi ad evocare la Luce che Riforma.

La materia del desiderio non cambia, le azioni non cambiano, l’ unica cosa che cambia è l’intenzione. L’intera creazione è intesa solo per stabilire la giusta intenzione e connetterla gradualmente alle nostre azioni.

Le azioni devono corrispondere all’intenzione. In primo luogo io non voglio ricevere nulla dal momento che non ho la giusta intenzione, e quindi posso già ricevere qualcosa grazie al Masach (schermo) e la Luce che Ritorna. Posso già dare in cambio, e poi io produco i desideri, i miei vasi di ricezione.

Questo significa che il nostro lavoro può basarsi sull’evitare ricevere o nel ricevere al fine di dimostrare che abbiamo capito ciò che l’amore del Creatore verso di noi è e vogliamo ringraziarlo per questo ripagandolo con la stessa attitudine.

L’importante è che l’intenzione determina la qualità dell’azione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2013, Lo Zohar)

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