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Identificare un kabbalista

Domanda da Facebook: Come posso sapere se la persona che ho davanti a me è un kabbalista?

Risposta: Non vi è modo di saperlo con assoluta certezza, ma vi sono delle caratteristiche esteriori che identificano un kabbalista:

1- Studia la saggezza della Kabbalah non appena gli è possibile;

2- Studia regolarmente ogni notte durante tutte le 3 ore della lezione del mattino;

3- Frequenta abitualmente gli incontri degli amici;

4- Prende parte alla divulgazione che conduce alla correzione del mondo;

5- Si sforza attivamente per portare il mondo ad uno stato corretto.

Questo è un kabbalista.

Domanda: Se è così, anche uno studente che è agli inizi si può definire kabbalista.

Risposta: Secondo la saggezza della Kabbalah una persona viene chiamata kabbalista in base alla sua intenzione ed al suo obiettivo, questo non dipende dal suo conseguimento o meno di un livello spirituale. Se la persona si focalizza sul livello spirituale, ciò significa che si trova lì.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 8/03/17

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Quando ci risvegliamo

Domanda: Nel nostro mondo alleviamo i nostri figli, andiamo al lavoro, studiamo e giochiamo. E l’anima cosa fa?

Risposta: Tutte le azioni del nostro mondo noi le sperimentiamo solo nella nostra coscienza. Pertanto, è scritto che quando torneremo al mondo superiore ci renderemo conto che tutto quello che abbiamo vissuto in questo mondo era come un sogno.

Domanda: Che cosa faremo quando ci risveglieremo?

Risposta: Risvegliarsi significa ottenere la coscienza reale. Allora saremo impegnati nella creazione dell’anima, che significa unire con lo scopo di raggiungere il vero universo, il mondo vero, il vero eterno e perfetto stato della nostra unione, come in un unico organismo chiamato Adam. In altre parole, inizieremo a creare un vero e proprio stato al di sopra del nostro sonno.

Domanda: Qual è lo stato reale? Cosa fanno le persone lì?

Risposta: Non le persone, ma le anime, il che significa che sono desideri che sono stati corretti per la dazione reciproca. Questi desideri cominciano a sentire la forza superiore unificata, il Creatore, che esiste in loro, perché diventano un unico desiderio per elevarsi al di sopra delle loro inclinazioni egoistiche “per afferrare tutto per se stesse” con l’intenzione “di dare tutto agli altri” e quindi connettersi reciprocamente.

Essendo inclusi nel Creatore al di sopra dei desideri egoistici che ci dividono e ci separano, noi raggiungiamo questa forza superiore, la sua perfezione, l’unicità e l’eternità, e diventiamo come lei. Questo è lo scopo del nostro sviluppo.

Le nostre anime sono impegnate solo nel riunire tutti noi in tutti i gradi spirituali. Proprio ora stiamo iniziando a padroneggiare questa tecnica a livello pratico nelle decine.

Quindi, consiglio a tutti di unirsi a noi e in nessuna circostanza mancare alle lezioni pratiche sulla Kabbalah. Questa è la cosa più importante. Solo per il bene di questo vale la pena di vivere 21 ore al giorno, per poi passarne 3 con noi nelle nostre classi.

Pensate a questo e decidete.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 6/11/16

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Aggiungere altre tre città

Dalla Torah, (Deuteronomio 19:07 – 19:09): “Perciò ti comando, dicendo: ‘Ti metterai da parte tre città’. E se il Signore tuo Dio allarga il tuo territorio secondo ciò che giurò ai tuoi antenati, e ti ha dato tutto il paese che promise di dare ai tuoi antenati, perché osserverai mettendolo in pratica tutto questo comandamento che oggi ti comando, di amare il Signore tuo Dio e di camminare sempre nelle sue vie, allora a quelle tre dovrai aggiungerti altre tre città.”

Se una persona osserva tutti i comandamenti, avrà più problemi, perché le sarà rivelato un maggior egoismo, cioè, più desideri senza intenzione, assassini della sua anima, per la quale devono essere aperte le tre città di rifugio.

Che cosa riveliamo in noi all’inizio? Tutti i desideri che sono contro la spiritualità e ammazzano l’uomo che è in noi.

L’illuminazione di una maggiore Luce è un fatto grande e amorevole che ci arriva dal Creatore; lì cominciamo a rivelare in noi questi desideri, quelli che non possiamo identificare in nessun modo come egoistici se fossero rimasti occultati in noi. Pertanto, rivelandoli, avanzeremo più velocemente.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 7/09/16

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Cosa c’è da correggere?

Domanda: Quale tipo di egoismo correggiamo nelle nostre relazioni?

Risposta: Esiste un tipo di egoismo bestiale ed uno spirituale. Quello che va corretto è, di fatto, quello spirituale.

Noi non possiamo correggere l’egoismo animale. Esso appartiene al corpo fisico; perciò, dobbiamo lasciarlo così com’è e pensare solo a ciò che riguarda la connessione fra noi e il gruppo e fra il gruppo e il Creatore. Ogni altra cosa si correggerà da sé, integrandosi automaticamente dentro agli sforzi dell’amico di connettersi con il gruppo e con il Creatore.

Domanda: L’egoismo animale è il desiderio per il cibo, il sesso, la famiglia, e così via. Ma esiste anche un livello sociale, che significa rispetto, controllo, e conoscenza. Supponiamo che io abbia anche un desiderio di controllare gli amici. Devo correggere questo tipo di egoismo, oppure no?

Risposta: Tu non puoi correggerlo. Se rimani coinvolto nella connessione con gli amici, ogni cosa troverà il suo equilibrio.

Domanda: Allora, cosa è l’egoismo spirituale?

Risposta: E’ come la storia del vecchio che aveva ricevuto il dono di tre desideri dal pesce d’oro che aveva pescato. Sua moglie, per prima cosa, voleva che fosse riparato il suo lavatoio rotto, ma poi voleva sempre e sempre di più. Quindi l’egoismo spirituale prima di tutto vuole una cosa e infine vuole esercitare il controllo su ogni cosa, incluso il Creatore e anche se stesso.

Domanda: Cosa significa la connessione con gli amici, qui, se già sento il Creatore?

Risposta: Tu non senti realmente il Creatore, tu vuoi essere al di sopra di tutto. Questo si manifesta chiaramente nel tuo rifiuto ad ascoltare il consiglio che i kabbalisti che hanno scoperto il Mondo Superiore hanno ricevuto dal Creatore. Tu non sei interessato ad usare questo consiglio.

E’ proprio questo tipo di ego quello che va corretto. Ogni altra cosa verrà corretta automaticamente integrandosi in quello che tu fai. Inizia a lavorare e sentirai che tu vuoi essere al di sopra di tutti, incluso al di sopra del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 11/12/16

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Perché non studiamo la Kabbalah da soli?

Domanda: Perché non studiamo la saggezza della Kabbalah da soli?

Risposta: Perché la saggezza della Kabbalah parla della struttura generale di tutta la creazione, all’interno della quale vi sono molti mondi. Oggi molti scienziati dichiarano che il nostro universo consiste di molti universi.

Noi ne percepiamo solo una parte, un angolo, a volte anche solo una fetta e ne vediamo solo una piccola parte, come un’immagine olografica. Per vedere l’intera immagine dobbiamo avere una visione integrale che includerà tutto su tutte le frequenze.

Di fatto la materia non esiste. Noi viviamo in un campo di forze. Si dice che se prendiamo il nucleo di un atomo ed immaginiamo che sia come una palla, vedremo che l’elettrone è un campo da calcio staccato da esso. Questo significa che esiste solo il vuoto intorno a noi. Noi stessi siamo fatti di vuoto. Ma quello che è più interessante è che, nonostante le enormi distanze che esistono persino nella struttura di un atomo ed all’interno dell’intera nostra struttura ai livelli materiali inanimato, vegetale ed animale ed al livello della consapevolezza umana, noi ci connettiamo fra noi. Il problema è che noi non sentiamo l’importanza di questa connessione.

La saggezza della Kabbalah ci dice che tutta la creazione è inclusa all’interno di un involucro che può essere definito “involucro circolare”. All’interno di quel cerchio vi sono cinque mondi concentrici (che hanno un centro comune). Noi ci troviamo nel punto nero più interno, quello centrale. Il nostro compito è quello di sentire questi mondi e tutto ciò che avviene in essi.

La natura si è sviluppata per 14 miliardi di anni dal livello inanimato fino alla vita sulla superficie della Terra, in una costante rivelazione, prima a livello vegetale, poi animale ed infine a livello umano. Noi ci troviamo nell’ultima fase del nostro sviluppo che comporta il conseguimento della comprensione, della presa di coscienza, dell’emozione e la scoperta di tutta la creazione, di tutti i mondi.

Per fare questo dobbiamo diventare come loro. Dobbiamo unirci fra noi mentre ci troviamo sulla superficie di questa piccola sfera.

L’umanità deve diventare uno. Prendendo come somma, o come l’intero, tutti gli 8 miliardi di abitanti di questo pianeta, essi devono diventare come un tutt’uno, un sistema.

Non abbiamo un posto dove fuggire da questa legge della natura.

La domanda è come sarà possibile giungere a questo. Dopo tutto questa è una legge che ci spinge in un angolo e crea tutta una serie di problemi. I kabbalisti ci spiegano che se dagli 8 miliardi di parti si riesce a creare una piccola struttura sistemica composta da 10 persone, nella quale, grazie alla loro unione, al centro del cerchio le persone si pongono come un tutt’uno, questa singola entità unita inizierà a percepire il prossimo e più profondo livello del mondo. In questo modo le persone coinvolte si innalzeranno ad un nuovo livello di scoperta, di conseguimento, di sensazione, e acquisiranno un proprio potere, la loro influenza sul sistema.

Con la loro ascesa il loro ego verrà rafforzato, diciamo moltiplicato per dieci volte. Di nuovo esse dovranno diventare come uno perché dentro di loro vi sarà un aumento dieci volte maggiore. Così loro ascenderanno, conseguendo costantemente la creazione, l’intero mondo.

Se studiamo la Kabbalah in questo modo, essa farà si che per noi sarà possibile conseguire e percepire tutti i mondi, diventeremo eterni e completi. Dipende solo dal nostro conseguimento e da null’altro. L’unico compito di una persona nel corso della vita è quello di conseguire uno stato nel quale sentirà l’intera creazione come propria. Questo riassume l’intero compito di una persona nel mondo materiale. La persona diverrà quindi eterna, come tutti i mondi spirituali, e sentirà di esistere in uno stato nel quale tutto è mosso solamente come un tutt’uno.

Uscendo da noi stessi, noi smettiamo di sentire tutti i bisogni e i desideri insoddisfatti, che prima percepivamo come sofferenza, vuoti non riempiti della nostra natura. Perdiamo la connessione con le limitazioni del nostro mondo; andiamo oltre la sua struttura ed iniziamo a sentire che esistiamo in tutti i mondi. Ci sentiamo come “spalmati” sulla superficie di tutti i mondi, ci sentiamo interi, completi ed assolutamente eterni. Questo è ciò che dobbiamo conseguire.

Adamo scoprì questo metodo 5.777 anni fa. Da allora i kabbalisti lo hanno usato per raggiungere il mondo superiore. Speriamo di essere fortunati e di riuscire a fare altrettanto.

E’ proprio per questo motivo che è impossibile studiare la saggezza della Kabbalah da soli o individualmente. Per esempio dieci amici si riuniscono, ciascuno di loro è una persona normale, cioè un sano egoista che vuole tutto solo per sé. Tra di loro concordano che vogliono sentire il mondo superiore invece del nostro mondo.

Noi vogliamo attirare su di noi una buona energia, andando al di là delle limitazioni del nostro mondo, non vedendo la morte che si avvicina, per vedere invece la creazione come effettivamente è, eterna e perfetta. Come possiamo riuscirci? E’ possibile tramite lo stesso metodo che i kabbalisti hanno usato dopo Adamo.

Per fare questo dobbiamo elevarci al di sopra del nostro egoismo, che ci mostra un’immagine del mondo fisico. Dobbiamo fare uno sforzo per dirigerci verso il centro, verso il luogo dove il “sé” sparisce ed esiste solo il “noi”. Attraverso questi sforzi, con l’aiuto della Luce superiore, la persona si distacca da se stessa (dal sé) e si avvicina alla connessione condivisa del noi.

Domanda: Ma in questo modo l’individualità di ognuno viene preservata?

Risposta: Certo, anche più di adesso. Il bisogno di preoccuparsi per sé, per il proprio posto e per tutto ciò che è materiale, svanisce. Nel momento in cui usciamo da noi stessi e veniamo inclusi negli altri, noi iniziamo a sentire il noi.

Questo ci dà l’intera immagine della creazione, perché usciamo dalle nostre limitazioni. Viviamo al di fuori del tempo, perché quando esistevamo nel mondo materiale misuravamo tutto in base alla nostra condizione: fuori dallo spazio, perché misuravamo tutto solo in relazione a noi stessi, e fuori dalla materialità, che era il desiderio di riempire costantemente noi stessi. Noi non pensiamo più così. Noi voliamo nel cielo come uccelli.

E’ impossibile fare questo cambiamento da soli; questo è possibile solo con l’aiuto della cosiddetta Luce circostante (Ohr Makif), la Luce superiore che esiste attorno a noi.

Se puntiamo ed aspiriamo al centro, in base al nostro sforzo noi attiriamo la Luce che è intorno a noi ed essa ci accompagna.

Veniamo quindi inclusi nel sistema intero ed emerge un punto centrale comune, all’interno del quale attiriamo la Luce superiore. Dentro di noi la Luce crea la qualità della dazione che ci aiuta ad uscire da noi stessi connettendoci insieme. Iniziamo a sentire lo spazio che è fuori di noi e tutto ciò che vi è dentro. Questo è il conseguimento del mondo superiore che avviene in un gruppo di dieci.

Se non vi è un gruppo di dieci, questo può essere fatto in un gruppo più piccolo. Ma non può essere fatto in un gruppo più grande. Noi non abbiamo la possibilità di riunire un gruppo di più di dieci persone nella nostra mente e nei nostri sentimenti. Così siamo stati creati.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 30/10/16

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Consigli sulla Kabbalah

Domanda: E’ possibile che la sensazione del piacere spirituale ci sia stata rivelata ancor prima che entrassimo nel mondo spirituale, cioè quando avevamo appena cominciato il cammino spirituale?

Risposta: Non posso dire a chi e come, ma ad ognuno di voi viene concessa la sensazione del piacere spirituale per un breve periodo. Voi la sentite come qualcosa che si sviluppa intorno a voi, nello spazio che vi circonda. Questo è chiamato l’illuminazione del Creatore, (l’illuminazione della Shechina).

Domanda: Quali sono le pietre miliari principali sulla strada per la realizzazione spirituale?

Risposta: Le tappe fondamentali per la realizzazione spirituale sono il materiale di studio, l’inserimento in un gruppo, un lungo periodo di preparazione, poi un periodo di Lo Lishma (non per il Suo nome), e infine un periodo di Lishma (per il Suo nome).

Domanda: Perché ci viene dato il piacere spirituale? Come possiamo assaporare il piacere spirituale e farne buon uso?

Risposta: Quando il gusto del piacere spirituale ci viene dato possiamo utilizzarlo con l’intenzione di dare.

Domanda: Come possiamo comprendere l’espressione di “mantenere tutta la bontà dentro di noi e non perderla?”

Risposta: È possibile mantenere tutta la bontà dentro di voi quando non pensate di proposito a questo ma agli altri, a come connettervi con loro e a trasmetter loro la Luce superiore attraverso di voi.

Domanda: Come possiamo misurare la realizzazione spirituale senza distorcerla con il nostro egoismo?

Risposta: Il raggiungimento spirituale è misurato dalla grandezza dell’egoismo al di sopra del quale vi siete elevati, ed è impossibile deformarlo perché se questo è un raggiungimento spirituale, esso viene accuratamente rivestito nell’attributo dell’amore e della dazione che avete sviluppato.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 6/11/16

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Il sacrificio per il bene dell’unione con il Creatore

Dalla Torah, (Deuteronomio 17: 1): “Non devi sacrificare al Signore tuo Dio un toro o una pecora in cui sia un difetto, qualunque cosa cattiva; perché è una cosa detestabile al Signore tuo Dio.”

Una persona deve prendere coscienza dei propri desideri egoistici e poi analizzarli al punto che dopo le varie procedure che si manifestano su di lei, si corregge solo il più puro di loro, e diventa equivalente al Creatore. Questo significa che li deve sacrificare, vale a dire, andare sempre più vicino al Creatore, sulla base di questi desideri.

Difetto significa che ci sono resti di egoismo nei desideri, il cosiddetto “serpente”.

Diventare simile al Creatore è possibile solo con l’aiuto della Luce Superiore, che estrae questo serpente da noi, il che significa che corregge i nostri desideri e li porta dalla ricezione alla dazione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11/05/16

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In cerca di giustizia

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:20): “Non ti devi piantare nessuna sorta di albero come palo sacro presso l’altare del Signore tuo Dio che ti farai.”

Il compito di perseguire la giustizia è dato prima di entrare nella terra di Israele, perché solo con l’aiuto della giustizia si può raggiungere lo stato in cui si sale al livello della “Terra di Israele.”

Sta scritto: “… che si può vivere ed ereditare la terra …” dal momento che questa è la vita. Secondo la Kabbalah, l’esistenza corporea non è considerata la vita.

La vita è la manifestazione delle qualità del Creatore in una persona; altrimenti, questa persona si chiama un corpo morto, il che significa esistente a livello animale, senza una scintilla spirituale all’interno di sé.

Il senso della vita è quello di raggiungere il livello del Creatore. Questo è il motivo per perseguire la giustizia, che vuol dire perseguire il Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11/05/16

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“Anima per anima, occhio per occhio”

Dalla Torah, (Deuteronomio 19:21): “E il tuo occhio non deve commiserare: sarà anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede.”

Una persona deve distruggere i propri nemici ovvero i suoi desideri egoistici, che vanno corretti con l’aiuto della Luce Superiore, o per desiderare di dare o per l’azione di dare. Non ci possono essere concessioni.

Ognuno deve completamente rigenerare il proprio egoismo mentre chiaramente e realmente lo sente in se stesso, applicando il massimo grado di sforzo su di esso. Non si dovrebbero mai tenere in considerazione le nostre debolezze egoistiche.

E’ scritto anima per anima, occhio per occhio. Significa che devi trasformare tutti i desideri nei loro opposti e raggiungere la vita spirituale al posto di quella egoistica. Comunque, non significa che tu ti devi separare da questo, tutto si muove semplicemente nella fase successiva per perseguire un ideale differente. Eppure continui ad esistere nel mondo materiale.

La maggior parte delle persone pensa di essere obbligata a morire ed a scomparire dalla faccia della terra. Non è così! E’ scritto “Vedrai passare il tuo mondo nell’arco della tua vita terrena”. Dopo tutto dobbiamo aggiungere alla nostra percezione materiale il senso del mondo superiore.

Domanda: Perché è scritto “anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede? Perché proprio queste parti del corpo?

Risposta: Perchè queste sono le parti più importanti del Parzuf spirituale detto anima. L’anima è divisa in tre parti: Testa, corpo ed arti. Ognuna di queste ha le sue sottocomponenti. La porzione relativa alla testa è compresa in tutti gli organi e viceversa, ogni organo del corpo è collegato alla parte relativa alla testa.

L’occhio è l’organo con cui vedi, investighi, esisti e raggiungi. I denti sono come delle macine che sminuzzano tutti i dati che ti arrivano, tutti i tuoi desideri. Anche la mano è un raggiungimento, solo su di un livello diverso rispetto all’occhio. Ed il piede rappresenta il movimento in avanti. Queste sono le parti più importanti della nostra anima che ha la stessa struttura del corpo fisico.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/09/16

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Preferire il figlio della moglie non amata

Dalla Torah, (Deuteronomio 21:15-21:17): “Nel caso che un uomo abbia due mogli, una amata e l’altra odiata, ed esse, l’amata e l’odiata, gli abbiano partorito due figli, e il figlio primogenito sia dell’odiata, deve quindi avvenire che nel giorno in cui egli dà in eredità ai suoi figli ciò che possiede, non gli sarà permesso di costituire suo primogenito il figlio dell’amata a spese del figlio dell’odiata, che è di diritto il primogenito. 

Poiché deve riconoscere come primogenito il figlio dell’odiata dandogli due parti di tutto ciò che possiede, perché quello è il principio del suo potere generativo. Il diritto della posizione di primogenito appartiene a lui.”

Tutto ciò che viene detto nella Torah deve essere inteso in senso spirituale e non materiale, come se a me piacesse questo bambino di più e l’altro di meno o questa sia una moglie amata e l’altra no.

A livello spirituale, tutto avviene in modo del tutto diverso. I miei desideri preferiti sono i più vicini a me egoisticamente. I desideri non amati mi fanno lavorare di più e quindi il primogenito proviene proprio da questi. Questa è la mia forza.

Il “primogenito” è più elevato e più forte di tutto quanto provenga da un desiderio debole che io amo e quindi, contrariamente ad ogni genere di calcolo egoistico, io dovrei preferire un desiderio generato in un livello egoistico più serio.

La mia “moglie non amata” è complicata, con più sfaccettature, difficile ed ha un carattere forte. E’ una mia qualità egoistica molto forte e quindi col suo aiuto posso conseguire una maggiore elevazione spirituale.

Comunque devo lavorarci, superare me stesso e per questo devo prendere proprio il desiderio non amato, elevandomi al di sopra delle mie qualità egoistiche fino all’azione che mi avvicina al Creatore e mi spinge più in alto e più lontano dal mio egoismo. Naturalmente il figlio non amato offre un’elevazione maggiore, un’esaltazione maggiore. Proprio per questo motivo egli dovrebbe essere il mio preferito.

Domanda: Questa è la radice dei nemici che infine diventano le persone più vicine a me?

Risposta: Certamente. E vice versa, è detto che coloro che vivono nella tua casa diverranno i tuoi nemici perché con i tuoi nemici devi lavorare più duramente e, di conseguenza, ti elevi più in alto.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/09/16

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