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Cosa sono le Sefirot?

Domanda da Facebook: Cosa sono le Sefirot?

Risposta: Una Sefira è qualcosa che risplende. E’ tutto molto semplice. Il nostro ego, volendo inghiottire tutto, è un corpo assolutamente nero che non può illuminare. Ma se chiude se stesso e comincia a lavorare nella direzione opposta, con l’intenzione di dare, comincia a riflettere la luce e tutto ciò che gli arriva contro.

Un corpo nero, ad esempio, che inghiottisce la luce, non ne riflette i raggi, così non possiamo vedere neppure il corpo. Ma se risplende e non inghiottisce i raggi di luce, ma piuttosto li riflette, tutti lo possono vedere.

Una Sefira è l’ego corretto ad un certo livello, in un certo modo. Quindi, risplende ed è chiamato Sefirot (che viene dal termine Ebraico “sapphire”)—luminoso.

Noi siamo fatti in modo tale che ci sono dieci parti in noi e dobbiamo farle risplendere al massimo. Questo stato si chiama “lo stato di completa correzione della persona”; è quando diventa un uomo della Luce.

Domanda: E’ questo a cui si fa riferimento nella Torah quando si dice che Mosè risplendeva?

Risposta: Sì. Raggi di luce si propagavano dalla sua testa. Ma, sfortunatamente, nella traduzione suona come “corna” perché “raggio” e “corno” sono due significati della stessa parola.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 6/02/17

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Lavorare nella terra di Israele

Entrare nella Terra di Israele significa lavorare con i propri desideri egoistici. Questo compito viene chiamato Eretz – terra, la terra, dalla parola “Ratzon” – “Desiderio”.

Ma per diventare i desideri di “Israele” – Yasher Kel, dritti al Creatore, cioè alla dazione, all’amore e alla connessione fra tutti questi desideri, essi devono ancora essere vinti.

Quindi dobbiamo prima creare tutti questi sistemi in noi stessi, per intraprendere la correzione dei desideri egoistici.

Mentre eravamo nel deserto, questi desideri erano nascosti e non lavoravano, e noi eravamo impegnati solo nell’accumulare la Luce di Hassadim, che è l’acquisizione della proprietà della dazione e il superamento dell’egoismo.

Dopo quaranta anni di piena ascensione da Malchut a Bina, noi scendiamo di nuovo a Malchut. Qui iniziamo il lavoro pratico, ma questa volta lavoriamo con il nostro egoismo. In precedenza siamo saliti al di sopra di esso, ma ora stiamo trasformando ogni azione egoistica in una altruistica. Si tratta di un tipo completamente diverso di lavoro.

Domanda: Una volta ci hai fatto l’esempio di un palloncino. Se lo si riempie con un gas più leggero dell’aria, vola verso il soffitto, e se lo si riempie con un gas più pesante, cade a terra. Questo significa che l’ingresso nella Terra di Israele è un compito più pesante e ci tira giù?

Risposta: Certo. Le proprietà egoistiche ci attirano sempre verso il basso. Il nostro compito è quello di elevarci nonostante la pesantezza del nostro egoismo. Ma non è poi così difficile, perché tutto viene fatto con l’aiuto della Luce Superiore, la forza superiore. Il nostro compito è solo quello di imparare questa tecnica.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 21/09/16

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In cosa crede la Kabbalah?

Domanda: E’ possibile influenzare il pensiero di una persona? La saggezza della Kabbalah crede in questo e vi è un metodo per allenarsi a farlo?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non crede in nulla. Esiste solo una pratica: attirare l’Ohr Makif (La Luce Circostante).

Questa saggezza è molto semplice perché si basa sull’interazione fra due forze: la forza più alta, quella della dazione e dell’amore, e la forza inferiore, quella dell’egoismo e della ricezione. Non c’è niente altro.

La forza superiore (la Luce) controlla la forza inferiore (il desiderio), e tutto ciò che accade nella saggezza della Kabbalah si concretizza nel rapporto fra loro. La forza inferiore è generata dalla forza superiore e si chiama Yesh mi Ayn (esistenza dall’assenza). Proprio come nella matematica in cui vi è lo zero e qualcosa di diverso dallo zero: questo è l’inizio della scienza. La stessa cosa è qui.

La Luce Superiore agisce e influenza il nostro desiderio, che si trova completamente sotto il suo controllo. Noi siamo desiderio: ognuno di noi individualmente e tutti noi assieme.

Non siamo nemmeno consapevoli di come la Luce ci trasformi e pensiamo di fare tutto da soli. Ma, in realtà, ognuno di noi è semplicemente un piccolo dispositivo. Abbiamo l’opportunità di evocare un’ulteriore influenza della Luce. Nella misura in cui la attiriamo per svilupparci nella saggezza, otteniamo una comprensione su come la Luce ci influenzi e svolga azioni particolari su di noi. Cominciamo a studiarla e quindi gestiamo sia essa che noi stessi.

A proposito di questo è stato scritto, “I miei figli mi hanno sconfitto” (Baba Metzia 59b).

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/08/16

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Un biglietto d’ingresso per il Mondo Superiore

Domanda: C’è differenza nel modo in cui uomini e donne si sviluppano spiritualmente e, in caso affermativo, qual è?

Risposta: Il Creatore attira tutti a sé, ma le donne che provano interesse per la spiritualità sono in una posizione favorevole rispetto agli uomini, sia qualitativamente che quantitativamente. Le donne hanno bisogno di studiare proprio come gli uomini, ma dovrebbero osservare la separazione appropriata fra uomini e donne; ne abbiamo parlato spesso.

Le donne non devono studiare TES (Talmud Eser Sefirot), che descrive il sistema superiore dei mondi, se non sono interessate a farlo. Una donna non ha bisogno di sottoporsi alla correzione su tale livello, perché la sua correzione la si ottiene aiutando la parte maschile del gruppo.

Tutto il resto è lo stesso: le decine di donne, i cerchi delle donne, donne che stanno vicine le une alle altre, che è la cosa più difficile per loro, ma questo è in realtà ciò in cui esse dovrebbero impegnarsi in quanto, a differenza degli uomini, le donne non sentono il bisogno di essere circondate da altre donne.

Un uomo sente gli amici: sono tutti in un gruppo, si abbracciano, avanzano insieme in qualsiasi direzione vogliano. Le donne non hanno bisogno di questo. Per natura sono più individualiste, e quindi hanno bisogno di avvicinarsi fra loro. Non nella stessa misura in cui lo fanno gli uomini, ovviamente, non sono tenute a farlo. Le donne hanno bisogno di circondare gli uomini, di aiutarli, di sostenerli, e in questo modo avanzano.

Se una donna aiuta il marito e fa di tutto perché lui possa avanzare spiritualmente, riceve la luce attraverso di lui, nella misura in cui lo aiuta. Se, in aggiunta, può lavorare in un gruppo di donne e aiutare non solo il proprio marito, ma anche il gruppo degli uomini, questo le fornirà un “biglietto d’ingresso” per il mondo superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/12/16

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La manifestazione di desideri non intenzionali

Dalla Torah, (Deuteronomio 19:06): “Altrimenti, il vendicatore del sangue, siccome il suo cuore è ardente, può inseguire l’omicida e davvero raggiungerlo, poiché la via è lunga; e può realmente colpire la sua anima a morte, mentre non c’è per lui sentenza di morte, perché in precedenza non lo odiava”.

Le città rifugio dovrebbero essere alla portata di tutti, con buone strade e buone indicazioni per sapere dove scappare. Ad una persona deve essere garantito un posto del genere.

La Torah non parla di persone ma del mondo interiore di ogni persona, quando sente di avere desideri spontanei, non intenzionali, che la trascinano giù verso l’egoismo e non riesce a farci nulla perché non ha controllo su di essi; ma ce l’ha il Creatore.

E’ proprio così che il Creatore manifesta questi desideri in lei. Nonostante di base essi siano buoni e normali, improvvisamente divengono mortali, uccidono l’anima della persona, non le permettono di connettersi con gli altri e non le consentono di avvicinarsi e di rivelare il Creatore dentro di sé. In questo modo il Creatore rivela questi desideri in lei, gli assassini involontari, non intenzionali dell’anima, e la persona ha bisogno di correggerli.

Quindi nelle città rifugio la persona corregge i desideri che le sono stati rivelati come mortali, mentre prima non era in grado di identificare le loro intenzioni egoistiche. Sarà libera da essi in sette anni e dopo questo termine sarà proibito rincorrere la persona, perché avrà corretto i propri desideri.

Quindi la persona dovrebbe trattare i suoi pensieri e le sue motivazioni in modo molto ragionevole ed equilibrato, con la consapevolezza che tutto viene dal Creatore. E’ Lui che ha rivelato tali abissi di egoismo, quelli cioè che la persona stessa non sarebbe in grado di rivelare. Così la persona li invia nella zona di “occupazione”, dove li può esaminare e correggere, e dopo un certo periodo di tempo di influenza controllata della Luce Superiore su questi desideri, il settimo anno la persona lascia la zona di isolamento.

In questo sistema vi sono la Luce di dazione e la Luce di ricezione ed esse, interagendo fra loro, giocano con la persona e la correggono sempre di più, in modo da farla diventare simile al Creatore. La Luce Circostante (Ohr Makif) discende su tutti i nostri desideri ed essi iniziano a cambiare gradualmente sotto la sua influenza, soprattutto nelle città rifugio, poiché la concentrazione del desiderio da correggere in questi luoghi, cioè in questi desideri che il Creatore rivela nella persona, è molto forte.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 7/09/16

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Il piacere della realizzazione spirituale

Domanda: Se il piacere per la realizzazione spirituale scompare e nessuno sforzo porta a eventuali nuove realizzazioni, questo potrebbe diventare uno stato permanente?

Risposta: Sembrerebbe che tu non stia sperimentando la saggezza della Kabbalah in modo corretto. Dovresti capire che la saggezza della Kabbalah insegna ad una persona come sviluppare internamente i vasi per sentire il mondo superiore, vasi che abbiamo tutti anche adesso. Per fare ciò, in pratica, dovresti interagire nello studio con i tuoi compagni e partecipare a degli esercizi speciali.

Quando una persona si impegna con il gruppo degli amici, comincia a sviluppare il senso dell’attributo della dazione, che esiste al di fuori di noi, dentro di sé. Esso si chiama l’anima, e consente ad una persona di sentire il Creatore. Pertanto, la cosa più importante è impegnarsi nello studio pratico e adempiere al consiglio dei kabbalisti.

Il piacere del Creatore è il piacere del riempimento della Luce, la sensazione dell’attributo della dazione.

Se l’energia del mondo corporeo viene convogliata attraverso di me agli altri, io la percepisco come un sentimento negativo, e se l’energia generata dagli altri entra dentro di me, la sento come una sensazione positiva. Queste due correnti, positiva quando ricevo e negativa quando do, prendono il nome di ricezione egoistica.

C’è un’altra relazione fra queste due correnti. Ciò che arriva da me verso gli altri è positivo e ciò che arriva dagli altri verso di me è negativo. Questo stato è chiamato l’attributo della dazione. Quando una persona crea questo attributo dentro di sé, esso si chiama la sua anima.

Quando una persona si connette con gli altri, con l’inclinazione dell’attributo della dazione, che significa attraverso di me verso gli altri mediante la mia connessione con loro, comincia a sentire quello che noi chiamiamo il Creatore nelle correnti che circolano fra sé e gli altri.

Mettilo in pratica e inizierai a sentirlo!

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 20/11/16

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I dubbi lungo il cammino spirituale

Domanda: Hai mai dei dubbi sul cammino verso la realizzazione spirituale? Se sì, come fai a superarli?

Risposta: Io sicuramente ho dei dubbi, soprattutto in merito al modo in cui devo avanzare correttamente verso lo stato successivo.

Una persona si trova sempre su un punto nel quale deve trovare il giusto equilibrio, e deve porsi con estrema precisione nella direzione giusta, il che significa che deve scegliere la proprietà della dazione. Tutti i suoi desideri e caratteristiche egoistiche la aiutano in questo.

Se avessi avuto un piccolo ego, probabilmente non avrei avuto questi dubbi così profondi, non sarei stato attratto dalle ricerche psicologiche, non avrei subito alienazioni, allontanamenti, sofferenze e delusioni. Ma se l’egoismo è grande, esso suscita molte strane sensazioni anti-spirituali che mi indirizzano direttamente verso la meta. L’aiuto di questo tipo si chiama, Ezer Ke-Negdo (aiuto contro di lui – Genesi 2:18).

Quindi l’egoismo è stato creato per dirigerci verso il Creatore. Senza di esso, sarebbe impossibile muoverci! Pertanto, fra i grandi uomini, c’è un grande egoismo e grandi dubbi sulla scelta di ogni passo, grazie al quale avanzano. Questo non è facile.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 20/11/16

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Io riempio le vostre anime

Domanda: Un insegnante è in grado di capire quale dei suoi allievi rimarrà sul cammino spirituale e quale di essi lascerà lo studio della saggezza della Kabbalah?

Risposta: No, è impossibile sapere questo fin dall’inizio, e non è neanche importante saperlo, perché l’anima è eterna e immortale.

Mentre voi state studiando, io riempio le vostre anime, le preparo per il lavoro spirituale indipendente, e non ho abbastanza energia perché, a quanto sembra, io sono l’unica persona al mondo che sta lavorando sull’immortalità dell’anima.

Lo dico sul serio davvero! Il mio materiale siete voi, vale a dire i vostri desideri, che io porto più vicino allo stato di “anima”, la caratteristica della dazione.

Il mio lavoro non scompare. Mi dà l’energia perché altrimenti rimarrei deluso. Migliaia di studenti sono passati sulla mia strada e tanti di loro se ne sono andati, ma non mi dispiace e io non metto un ostacolo di fronte ad uno studente che vuole lasciare. Fino a quando lui è qui, io lo influenzo; dopo la sua partenza, questa influenza si ferma temporaneamente, ma passerà in futuro ad un altro dei miei studenti.

Domanda: Ti piace insegnare? Ti aspetti risultati dalla lezione?

Risposta: La lezione è il risultato. Questo è il lavoro più gratificante e l’appagamento è immediato.

Domanda: Se è così, potresti insegnare 24 ore al giorno?

Risposta: Se non fosse per le limitazioni fisiche, si potrei.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 7/08/16

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Non abbiate paura di commettere errori

Dalla Torah, (Deuteronomio, 18:21-18:22): “E nel caso che tu dica nel tuo cuore: ‘Come conosceremo la parola che il Signore non ha pronunciato?’ Quando il profeta parla nel nome del Signore e la parola non avviene o non si avvera, quella è la parola che il Signore non ha pronunciato. Il profeta la pronunciò con presunzione. Non devi avere paura di lui.”

Se tu obbedisci ad un profeta e lui ti dice qualcosa di sbagliato, non devi aver paura di commettere un errore, perché tutto ciò che ricevi da lui, è come se ti arrivasse dal Creatore; anche se il Creatore non aveva detto quelle parole, non ne verrai danneggiato per niente e non verrà registrato sul tuo conto.

Il profeta verrà giudicato in un altro momento. Inoltre non bisogna dimenticarsi che tutto questo avviene nella stessa persona.

Domanda: Vuol dire che il fatto che una persona segua un falso profeta non è considerato un peccato?

Risposta: Supponiamo che il profeta si sbagli perché ha perso una certa connessione con il Creatore. Forse questo avviene per volere del Creatore, per mettere le persone in una situazione particolare e insegnare loro qualcosa.

In altre parole, tutte le qualità di una persona ascoltano e sentono la mente che dice loro ciò che dovrebbero fare per dare piacere al Creatore. Se poi viene fuori che era tutto sbagliato, allora la persona non è in torto, perché questa è stata la direzione che le è stata impartita dall’alto.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/09/16

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“Se io non sono per me, chi mai lo sarà?”

Domanda postata su Facebook: Qual è il significato di “Se in non sono per me, chi mai lo sarà”? Questo non contraddice quello che dici sempre: “Non esiste nulla tranne Lui”?

Risposta: Se pensiamo a questo, è vero che se io non sono per me stesso, chi mai mi aiuterà. Una persona ha bisogno di prendersi cura di se stessa nella misura in cui le è necessario per esistere e per vivere normalmente.

Tutto il resto, deve essere fatto per il bene degli altri. Ma è solo dopo che ho fatto ciò che serve a me per le mie necessità basilari, perché “se non c’è farina, non c’è Torah“.

Domanda: Come si inserisce in questa equazione, il più importante principio “Non esiste nulla tranne Lui”?

Risposta: Secondo questo principio, si dovrebbe agire come segue: devo pensare solo a me stesso nella misura in cui mi prendo cura dei miei bisogni di prima necessità e non più di questo, e io dovrei poi dare tutto il resto (al di sopra delle mie necessità di base) agli altri, perché questo è ciò che la guida superiore mi obbliga a fare.

Dopo tutto, “Non esiste nulla tranne Lui” oltre al governo superiore, al quale noi siamo subordinati e che dovrebbe soddisfare tutte le condizioni per esistere in modo corretto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 1/02/2017

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