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Consigli sulla Kabbalah

Domanda: Le sensazioni spirituali sono dentro di me, dentro alla mia anima. Dove si trova, in questo caso, la connessione con le altre persone?

Risposta: Tu non puoi cominciare a percepire il mondo superiore, il campo comune chiamato il Creatore, se non Lo raggiungi attraverso la percezione che gli altri sono te stesso. Non avrai un sensore attraverso il quale poter sentire lo stato superiore a meno che tu non faccia così.

Domanda: Esiste un processo inverso alla correzione del desiderio? Cioè, se una persona con desideri non corretti entra in un gruppo di persone che hanno già corretto la propria anima, può abbassare il livello del gruppo?

Risposta: Certo, ma noi la dobbiamo accettare comunque e cominciare ad integrarla nel nostro gruppo, dal momento che tutti coloro che arrivano fin qui hanno il diritto di entrare a far parte del gruppo. Allo stesso tempo, possiamo dividere il gruppo in studenti vecchi e nuovi, e portare gradualmente il livello dei nuovi studenti a quello dei più anziani. Questo è il modo corretto per avanzare.

Domanda: Rendere la realtà imperturbabile significa non mettere le etichette su di essa?

Risposta: Sì, questo significa non parteciparvi.

Quando io acquisisco l’attributo della dazione, penso a come fare del bene agli altri per riempire i loro desideri. Io non penso a me stesso in alcuna maniera, anelo solo a dar loro quello che vogliono. In tal caso, il mondo superiore mi accoglie senza problemi o ostacoli, e io vengo incorporato pacificamente in esso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 27/11/16

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Scalare il Monte Sinai

Domanda da Facebook: Io e un mio amico abbiamo deciso di salire sul Monte Sinai. Ad un certo punto però mi sono sentito così debole che non riuscivo più a muovermi ed ho dovuto abbandonare la scalata. Sento che mi è stata data una grande possibilità e che non ho saputo coglierla.

Risposta: Non c’è nulla di sacro sul Monte Sinai. C’è invece stato un momento sacro nel quale gli ebrei hanno ricevuto la Torah, non la montagna stessa, ma lo stato dei figli di Israele, ai piedi della montagna, per connettersi e ricevere la Luce Superiore.

La Luce superiore non riempie solo il nostro spazio ma anche altre dimensioni. Ci riveste e ci riempie al punto che noi possiamo assomigliare a lei, e la somiglianza viene raggiunta attraverso il nostro desiderio di unirci fra noi.

Quindi, il Monte Sinai è semplicemente un punto di riferimento geografico lungo il percorso e nulla più. In realtà, è lo stato che le persone raggiungono quando vogliono connettersi fra loro al di sopra del loro egoismo. L’unione dei loro ego crea una montagna che cresce proprio davanti a loro così che devono elevarsi al di sopra di essa.

Il punto nel loro cuore chiamato Mosè si erge al di sopra del loro egoismo e l’intera nazione (l’egoismo) ne rimane al di sotto, ma esse sono d’accordo fra loro, abbassano la testa e obbediscono a ciò che il Creatore dice a Mosè; accettano questo stato per raggiungere più tardi, e tutte assieme, lo stesso livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman” 15/07/17

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Per vedere un mondo nuovo

Dalla Torah, (Deuteronomio 20:16 – 20:17): “Delle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti dà in eredità non devi conservare in vita nessuna cosa che respira, perché devi votarle immancabilmente alla distruzione degli ittiti e degli amorrei, dei cananei e dei perizziti, degli ivvei e dei gebusei, proprio come il Signore tuo Dio ti ha comandato.”

Ogni persona è un piccolo mondo, e tutto ciò che è scritto nella Torah parla della sua correzione interiore.

Quindi, mentre mi sforzo unendomi agli amici per rivelare il Creatore, io conquisto il resto delle nazioni e le loro città, cioè i desideri opposti, per la loro ulteriore correzione. Io devo correggere tutte le mie qualità egoistiche, il mio atteggiamento egoistico verso gli altri, l’odio, l’invidia, e così via.

La differenza fra quanto fossero orribili prima della loro correzione e il modo in cui sono diventati in seguito, si trasforma in un nuovo organo sensoriale in cui comincio a sentire il nuovo stato che si chiama “il mio nuovo mondo.” Io comincio a vedere il mondo in modo diverso rispetto a prima, nello stato indipendente, corretto e altruista, nella qualità di dazione e amore.

Naturalmente, così facendo, io non lascio nessuno dei miei vecchi desideri e qualità che mi stavano riempiendo nella vita precedente; io li trasformo in quelli opposti, nella dazione.

Questo significa, “non permettere ad alcuna anima di vivere.” Così, gli ittiti, gli amorrei, i cananei, i perizziti, gli ivvei e i gebusei sono i desideri egoistici basilari che esistono in ogni persona e che hanno bisogno di essere corretti.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11/05/16

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Gli uomini, le donne e i desideri da superare

Domanda: Uomini e donne saranno mai in grado di superare i propri desideri corporei in modo da avere un rapporto che vada al di sopra dei loro ego?

Risposta: Questo potrà accadere solo quando tutta l’umanità comincerà a salire al livello spirituale, vale a dire: quando usciremo dal quadro della vita che ci identifica in un corpo fisico e perderemo la sensazione che ci porta a credere di vivere in un mondo materiale.

Allora, non verremo più etichettati come uomini o donne, ma come particelle dell’uno, dell’anima generale.

Domanda: Questo significa che un kabbalista non può relazionarsi con una donna come fa con un amico e che essi non possono far parte della stessa decina?

Risposta: Mai! Non potrà mai esserci una decina comune fra uomini e donne. Tutto questo potrebbe solo deviarli dal percorso, ed è meglio non iniziare per niente.

Noi non siamo in grado di elevarci al di sopra dei nostri desideri umani per il cibo, il sesso, la famiglia, la ricchezza, il rispetto e la conoscenza. Possiamo solo usare questi desideri, ma senza annullare le differenze che ci sono fra noi. Per di più, i desideri sessuali rimangono fino alla fine, perché si riferiscono alla connessione fra tutti gli esseri creati ed il Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/12/16

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“Devi pure fare un parapetto al tuo tetto”

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:08): “Nel caso che tu edifichi una casa nuova, devi pure fare un parapetto al tuo tetto, affinché tu non ponga la colpa di sangue sulla tua casa poiché qualcuno inciampando potrebbe cadere da essa.”

Il tetto della casa è lo schermo attraverso cui noi entriamo in contatto con il Creatore. E’ quindi necessario fare in modo che nessuno possa usarlo per danneggiare se stesso.

Questa regola viene anche dal fatto che, una volta, il tetto era considerato il posto più sicuro sul quale potersi nascondere dagli animali selvatici. Di conseguenza, serviva come rifugio per dormire.

In secondo luogo, nel clima mediterraneo, le case erano molto calde e le persone dormivano al fresco sui tetti. La regola di creare una recinzione (Maake) sui tetti proviene proprio da questo fatto, e questa direttiva deve essere seguita alla lettera.

In Israele il tetto di ogni casa è recintato.

Il significato profondo di questo comandamento è che in questo modo tu devi costruire il tuo schermo, come in una Sukkà (una capanna). Attraverso la capanna, la Luce superiore viene a te dall’alto e i tuoi desideri salgono.

Dovrebbe esserci una restrizione su tutti i desideri impuri nello schermo, in modo che nessuno possa utilizzarlo per ferire se stesso e gli altri. Dopo tutto, se tu utilizzi lo schermo a tuo beneficio, esso crolla e questa viene considerata una discesa.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 28/09/16

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La legge fondamentale del mondo spirituale

Domanda: Qual è il meccanismo per la scoperta della legge dell’equivalenza della forma (l’uguaglianza delle caratteristiche) in natura?

Risposta: La legge dell’equivalenza della forma agisce su tutti i livelli ma noi non ci rendiamo conto che opera ovunque. Se tu ed io abbiamo le stesse caratteristiche, quindi siamo vicini l’uno all’altro, allora ci capiremo alla perfezione. E’ possibile descrivere questo sia con i corpi fisici che con gli elementi chimici.

Comunque la legge dell’equivalenza della forma non descrive la natura nel nostro mondo perché, come regola generale, alcuni oggetti (per esempio le batterie dei piccoli elettrodomestici) il più e il più si respingono a vicenda; essa descrive la natura nello spazio spirituale, cosa accade in base al livello di somiglianza delle caratteristiche interiori, non fisiche.

Nella spiritualità vi è solo avvicinamento ed allontanamento di oggetti in base al livello di somiglianza o diversità di caratteristiche. Questa è la legge fondamentale del comportamento nello spazio spirituale.

Per via dell’azione di questa legge, nel nostro mondo non riusciamo a discernere le caratteristiche che non sono in noi. Una persona può riconoscere e vedere solo ciò che è in lei. Ad esempio una persona crudele non vedrà gentilezza e compassione negli altri poiché per fare questo deve esserci una somiglianza di caratteristiche.

Per questo motivo noi non percepiamo il Creatore come benevolo e benefattore, a meno che non siamo noi stessi così. Il Creatore viene rivelato solo come abbondanza di bontà e calore, che in noi sono assenti.

Domanda: Questo deve essere accettato come un assioma oppure dobbiamo credere nella legge?

Risposta: Al momento dovreste accettare questo come principio generale, così verrà utilizzato come base per ciò che facciamo.

Tramite il metodo kabbalistico noi creiamo gradualmente un nuovo senso. Questo sesto senso sarà in qualche modo simile alle caratteristiche del Creatore e così inizieremo a scoprirLo dentro di noi in base al livello di uguaglianza con Lui, finché Lo conseguiremo in pieno.

Domanda: E’ questo il motivo per cui è così difficile per la gente capire un kabbalista?

Risposta: In effetti è quasi impossibile capire un kabbalista. Persino un kabbalista non può capire un altro kabbalista se sta ad un livello superiore al suo, perché egli è sempre limitato dalle caratteristiche spirituali già createsi in lui e che sono le sole che lui è in grado di percepire.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 25/12/16

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Il luogo dove viene costruito il tempio

Dalla Torah, (Deuteronomio 16:05-16:06): “Non ti sarà permesso di sacrificare la Pasqua in una qualunque delle tue città che il Signore tuo Dio ti dà. Ma nel luogo che il Signore tuo Dio sceglierà per farvi risiedere il suo nome devi sacrificare la pasqua, la sera, appena sarà tramontato il sole, al tempo fissato della tua uscita dall’Egitto.”

Il desiderio rappresenta un luogo. Vi sono desideri ausiliari, secondari, e vi sono desideri fondamentali che si manifestano in seguito alla correzione dei desideri secondari. Questi sono i luoghi dove il Creatore viene rivelato.

Il più importante di essi è chiamato il Tempio, il Santo dei Santi nel Tempio e così via, e vi sono luoghi meno importanti che si trovano ovunque nella terra di Israele. Cioè essi sono tutti diretti al Creatore ma sono inclusi nel desiderio comune chiamato terra di Israele, dove dieci persone si riuniscono in amicizia ed unione.

In altro modo non potremmo costruire il luogo dove il Creatore viene rivelato. Dopotutto Lui può essere rivelato non solo a Gerusalemme ma in qualsiasi gruppo di dieci persone che si uniscono al di sopra dell’egoismo per diventare simili al Creatore nella loro unione.

Vi sono numerose storie che narrano di persone che hanno compiuto molte buone azioni le une per le altre proprio a Gerusalemme e questo è il motivo per cui il Tempio è stato costruito proprio lì. Ma, di principio, esso esiste in qualsiasi luogo ove vi sia unione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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Il principale lavoro dell’uomo

Domanda: Qual’è il lavoro che devo fare io e qual’è invece il lavoro che farà la Luce, la forza superiore, il Creatore?

Risposta: Il lavoro che devo fare io è obbligare la Luce superiore a correggermi.

Il mio lavoro si chiama preghiera, richiesta. Ho bisogno davvero di desiderare di compiere questo movimento, che non posso realizzare naturalmente, perché è impossibile dare senza ricevere niente per me, poiché la nostra natura è l’egoismo più assoluto.

Possiamo tuttavia ricevere questa opportunità dall’alto e si chiama Luce superiore, la Luce di Hassadim, però solo se la Luce superiore mi influenza. Io posso convincere la Luce ad influenzarmi, ma questo si può fare solo attraverso il gruppo, nel lavoro con la decina.

Così posso dare senza chiedere per me nessuna ricompensa, né niente in cambio.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/12/16

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Perché il Creatore non ci mostra degli esempi?

Domanda: Qual’è la giusta connessione fra noi, quella nella quale riveliamo il Creatore?

Risposta: Avete bisogno di diventare un tutt’uno, un solo sistema, in completa connessione reciproca interna. Tutta la natura è un tutt’uno. Solo noi non lo sentiamo né lo vediamo perché non siamo stati creati in questa maniera.

Domanda: Come si può vivere uniti nel mondo fisico?

Risposta: Quando vedrai il mondo fisico come se fosse trasparente e finalmente sentirai che comprendi come funziona. Ti sentirai come se sino ad allora avessi deambulato come un gattino cieco.

Domanda: Perché tutto fu creato in modo che non ci fossero esempi di connessione ed unione nel nostro mondo? Cosa dobbiamo fare affinché il Creatore ce lo mostri in maniera corretta?

Risposta: Come può il Creatore mostrarti qualcosa? Per farlo, Lui deve creare la caratteristica della dazione in te e con essa vedrai il Suo esempio. Questo esempio esiste, tu ci sei dentro. Sei in un mondo eterno e perfetto, ma con le tue caratteristiche limitate, e quindi ne vedi solo un piccolo frammento rotto.

Domanda: L’uomo deve credere in questo?

Risposta: L’uomo non ha bisogno di credere. È una sua scelta. Io non gli dico cosa fare, deve decidere da sé.

Domanda: Qual’è il motivo per cui il Creatore ci viene tenuto nascosto?

Risposta: Perché una persona deve fare degli sforzi per creare un organo (come un sesto senso) speciale e integrale dentro di sé per scoprire il mondo superiore, altrimenti non lo sentirà. In particolare, in base al livello in cui compie questo sforzo e desidera scoprirlo, svilupperà il senso per sentire il mondo superiore dentro di sé.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 30/10/16

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Tagliare l’albero che non dà frutti

Dalla Torah, (Deuteronomio 20:20): “Solo l’albero che sai non essere albero da cibo è quello che devi rovinare, e devi tagliarlo e costruire opere d’assedio contro la città che fa guerra con te, finché cada.”

Un albero che non dà frutti viene tagliato quando è possibile avanzare nello sviluppo spirituale col suo aiuto. Si dovrebbe usare l’albero per muoversi verso la giusta meta: i frutti stessi o almeno qualcosa che si può ottenere col suo aiuto.

Abbiamo diversi tipi di desiderio. Vi sono desideri che possiamo trasformare in azioni utili e vi sono desideri ausiliari. E’ di questo che stiamo parlando. Ne consegue che il desiderio in sé non è in torto. Semplicemente è così in base alla sua natura ed in seguito diverrà un albero da frutto.

Tutti i 613 desideri di una persona sono situati nei dieci livelli, che sono le dieci Sefirot. Fra loro vi sono desideri che possono essere gestiti facilmente allo scopo di raggiungere un obiettivo e vi sono quelli passivi che non è possibile controllare. Essi possono essere usati solo a scopo difensivo e per le azioni di avanzamento.

Tutto questo viene classificato dentro ad una persona. Essa capisce perfettamente i suoi stati spirituali e le forze che determinano questi stati.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 21/09/16

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