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Il lavoro nella decina

Domanda: Nel lavoro della decina, l’effetto positivo si verifica quando almeno uno dei suoi membri pensa agli altri nove oppure quando l’intera decina fa contemporaneamente la stessa cosa?

Risposta: E’ sufficiente che solo pochi amici pensino agli altri in un determinato momento, e che quei pochi ruotino periodicamente a turno. A tutti loro questo viene ricordato dall’alto, poiché tutto avviene non perché loro vogliono che accada, ma perché sono controllati dal sistema superiore, e sono riorganizzati fra loro con la costante intenzione verso la connessione personale e verso l’unione con la forza superiore.

Essi non controllano assolutamente nulla; stanno solo cercando di pensare alla decina. Hanno solo bisogno di richiamare l’attenzione, l’uno con l’altro, verso la grandezza di questa forza dominante e sulla loro capacità di influenzarsi a vicenda.

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Dalla trasmissione di Kab TV “L’ultima generazione”, 16/08/2017

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“…ma devi atterrarli, e fare a pezzi le loro statue”

Dalla Torah, (Esodo 23:24): “Non ti prostrare ai loro dèi, e non prestar loro culto, né imitare le loro pratiche; ma devi atterrarli, e fare a pezzi le loro statue.”

Quello a cui ci riferiamo qui non è l’adorazione di un idolo delle tribù primitive, ma all’uomo che costruisce la somiglianza del Creatore dentro se stesso.

“…fare a pezzi le loro statue” significa distruggere tutto il desiderio egoistico, fino all’ultimo livello, fino alle “rocce”, in altre parole, fino al livello inanimato. L’uomo deve smettere di usare l’egoismo in una qualsiasi delle sue forme.

Inizialmente, quando una qualità chiamata, ad esempio, Gebusei o Ittiti, che non era mai stata sperimentata prima, inizia a svilupparsi, una persona può pensare di poter raggiungere correttamente l’obiettivo con questa qualità: vivere in questo mondo per crescere spiritualmente. Ma, più tardi, inizia a scoprire che questa qualità è opposta al livello spirituale.

Inoltre, questa qualità deve ancora essere sviluppata ad un punto di crescita tale, da disprezzarla: ora sei pronto a fare tutto il necessario per non rimanere più in questa sembianza, in questo guscio, in questa forma, che è così completamente opposta all’uguaglianza con il Creatore.

Tuttavia, grazie a questo, grazie a ciascuna di queste forme, ad ognuna di queste qualità, a ciascuna di queste “nazioni”, la forma del Creatore si rivela dentro di te. È così che arrivi a riconoscerLo da tutte le angolazioni e a rivelarLo gradualmente.

Solo una persona che si sta muovendo verso il Creatore è in grado di arrivare a disprezzare queste “nazioni” dentro di sé.

Domanda: Qualsiasi altro odio non è considerato odio?

Risposta: No, qui non ci si riferisce alle qualità terrene, ma alle persone che si sono assunte l’obiettivo di rendersi simili al Creatore.

Non importa quanto questo sembri esagerato, è comunque un lavoro molto difficile. In realtà, il Creatore fa tutto, ma identificando dentro di te tutti gli opposti a Lui, a tal punto che Lo implori di correggerti, e così devi costruire te stesso. “Colpiscimi con uno scalpello e un martello, ritaglia tutti gli eccessi egoistici e lascia in me solo la Tua immagine“, è questo che hai bisogno di implorare.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 1/07/2013

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Passato e presente

Domanda: Perché non possiamo comunicare direttamente con il Creatore? Perché abbiamo bisogno di un intermediario, tipo un insegnante?

Risposta: L’insegnante non è un intermediario. Egli rappresenta il tuo livello iniziale. Il fatto è che la creazione è un sistema frammentato, che inizia a correggersi, come gli anelli di una catena, partendo dagli elementi più piccoli, quasi intatti, a quelli più complessi.

L’elemento che è venuto per primo, passa sempre tutta la sua conoscenza, tutto ciò che ha accumulato, tutte le sue connessioni, al prossimo elemento. E poiché siamo anelli di una stessa catena, siamo sempre connessi ai nostri insegnanti e quindi diventiamo insegnanti per la prossima generazione.

Domanda: Se il mio livello iniziale è l’insegnante, allora qual è il mio prossimo stato?

Risposta: Lo stato futuro sei tu mentre avanzi spiritualmente. E poi sono i tuoi studenti, coloro che devono continuare la correzione dopo di te, passando attraverso i livelli di questo sistema corrotto. Loro, allo stesso modo, ti ritroveranno nel corso della vita, o in qualche modo si connetteranno con te spiritualmente dopo la morte.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’1/10/2017

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Il passaggio verso il Mondo Superiore

La legge fondamentale della Torah è “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Tutte le altre regole, leggi e condizioni dovrebbero essere dirette a connettere tutte le persone in un unico sistema comune chiamato “Adamo”.

Come risultato del cosiddetto “Peccato dell’albero della conoscenza”, questo sistema si è frammentato in molte piccole parti, desideri, ognuno dei quali è in tutti noi; questi desideri migrano da un corpo all’altro, da un organismo all’altro.

A partire da ora in avanti, noi dobbiamo connettere gradualmente queste parti frammentate con le altre fino a quando esse diverranno strettamente connesse in modo da rappresentare un unico desiderio.

Domanda: È scritto nella Torah che la condizione per riceverla è di diventare come “Un solo uomo con un solo cuore”. Il cuore è un desiderio. Cosa significa “Come un solo uomo”? Dopotutto, ognuno di noi è ancora un singolo individuo.

Risposta: Qui non esiste l’individualità. Essa dovrebbe manifestarsi solo nel fatto che io, dal punto di vista della mia individualità, avanzo verso l’obiettivo comune, come tutti gli altri. Dopotutto, siamo tutti diversi, ma avanziamo verso lo stesso obiettivo: l’unione. Nella connessione fra noi, anche se siamo solo dieci persone, noi scopriamo il passaggio verso il prossimo mondo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/10/2017

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“…egli gode la Mia fiducia più di tutti gli altri della Mia casa”

Dalla Torah, (Numeri 12:02 – 12:08): “E dissero: ‘Il Signore ha Egli parlato unicamente con Mosè? Egli ha pure parlato anche con noi’. Ed il Signore l’udì. Mentre Mosè stesso è l’uomo più mite che sia sulla faccia della terra, cioè udì anch’egli quelle parole, ma per la mitezza del suo carattere non ne fece risentimento. Ed il Signore disse repentinamente a Mosè, ad Aronne ed a Mirjàm: ‘Uscite tutti e tre e andate al padiglione di congregazione’. Ed uscirono tutti e tre. E scese il Signore nella colonna di nubi, e si fermò all’ingresso del Padiglione, e chiamò Aronne e Mirjàm, ed uscirono entrambi. E disse: ‘Ascoltate le mie parole. Se uno di voi è talvolta profeta, io, il Signore, gli rivelo Me stesso in visione, e gli parlo in sogno. Non è così per il Mio servo Mosè: egli gode la Mia fiducia più di tutti gli altri della Mia casa, cioè più d’ogni altro Mio servo, più d’ogni altro profeta. Io gli parlo, per così dire, a bocca a bocca, con chiarezza e senza enigmi; ed egli contempla la divina apparizione; e come mai non avete temuto di dir male del Mio servo Mosè?’”

Il livello di Mosè è quello della realizzazione del Creatore. E la realizzazione del Creatore avviene nello stato corretto dell’uomo. Cioè, Mosè nella sua correzione, è di molti livelli superiore rispetto ad Aronne e Mirjàm.

Essendo inferiori a lui, essi non lo comprendono e si oppongono. Il livello inferiore non comprende mai quello superiore. Nella spiritualità, il livello superiore sembra assolutamente illogico.

Nel nostro mondo, per esempio, lo vediamo nell’educazione dei figli: anch’essi non sono quasi mai d’accordo con noi. E’ una cosa naturale.

E nella spiritualità, il livello superiore ci sembra stupido, meschino, incomprensibile, illogico, senza un approccio consapevole, poiché ogni volta dobbiamo esercitare una fede sempre più grande al di sopra della ragione. Dobbiamo solo annullarci, chiudere gli occhi e seguire il livello superiore, o contro il nostro desiderio, o stabilendo che è una necessità.

Domanda: Di che cosa parla Dio con Aronne e Mirjàm?

Risposta: Mirjàm e Aronne si trovano nel livello della profezia. Un profeta è una persona con cui il Creatore parla. Egli riesce anche a vedere delle manifestazioni del Creatore nella Luce Riflessa (Ohr Hozer). Ma generalmente questo si realizza per mezzo della proprietà di Bina. Quindi, il livello di Bina viene chiamato “udire”.

E’ scritto: “Io gli parlo…a bocca a bocca…”, che significa senza nascondere nulla, senza passare attraverso alcuna trasformazione e indebolimento: quello che è in Me, anche lui lo riceve. Questo è il livello più alto dell’adesione dell’anima al Creatore.

Domanda: Cosa significa “…egli gode la Mia fiducia più di tutti gli altri della Mia casa”?

Risposta: Mosè ha acquisito la completa padronanza della qualità di Bina. Quando Malchut ascende al livello di Bina, lì si trova la casa del Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 25/03/2015

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La connessione con il Creatore

Domanda: Come mai proviamo paura per i cambiamenti che ci accadono nella vita?

Risposta: La paura del cambiamento nella vita altro non è che un piccolo “animale” egoista che esiste e ha paura di uscire dalla sua tana. Tutto lì è buono per lui, o almeno, tutto gli è familiare. Così piccolo è già stanco di cattive notizie. Questa è la paura del cambiamento.

Per un kabbalista avviene invece il contrario. Quando chiudo gli occhi e penso che tutto arriva dal Creatore, non ho paura dei cambiamenti, qualsiasi essi siano. Sono connesso con il Creatore da cui tutto proviene e tutti i cambiamenti negativi sono a mio favore. Innalzandomi al di sopra di essi, mi metto persino in contatto più forte con Lui. In questo caso, amo e apprezzo i cambiamenti che mi arrivano.

Domanda: Quindi io, addirittura, voglio i cambiamenti?

Risposta: Certo. In quale altro modo posso io, un egoista, essere comunque connesso al Creatore se non attraverso le influenze negative? Io non mi avvicino mai a Lui a meno che non debba scappare da qualcosa di negativo.

Domanda: Quindi, il kabbalista percepisce tutti i cambiamenti, gli ostacoli ed i problemi come una sfida del Creatore?

Risposta: No. Sapendo che questo viene da Lui, non ho nulla di cui aver paura, a meno che, naturalmente, io non commetta azioni sconvenienti. Abbiamo solo bisogno di capire come e perché ci è permesso di agire in questo modo.

Poiché tutto, per principio, arriva dal Creatore, quale può essere il problema se una persona è soltanto e costantemente connessa con Lui? Questa è la nostra salvezza, il nostro benessere e il bello della nostra vita.

Essendo in connessione con Lui, ci si sentirà sempre in un mondo diverso, in uno stato diverso e in unione con la forza superiore. E, quindi, tutto ciò che apparirà davanti ai tuoi occhi, che ascolterai con le tue orecchie o che percepirai con gli altri sensi in questo mondo, inizierai a sentirlo come qualcosa di secondario, come un’immagine al di sopra della quale devi essere sempre connesso con Lui.

Dopo tutto, i sentimenti più grandi che si provano sono quelli nei quali ci troviamo in connessione con Lui. E l’immagine del nostro mondo diventa gradualmente nebbiosa ed irreale, fino a quando scompare del tutto, e rimane solo la connessione dell’uomo con il Creatore. Questo è uno stato eterno.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 13/08/17

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Baal HaSulam e il comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso”

Domanda: Perché lei dice che il suo obbiettivo è quello di correggere il rapporto fra le persone ed unirle, mentre Baal HaSulam principalmente scriveva dei mondi superiori, delle Sefirot ecc.?

Risposta: Baal HaSulam doveva rivelare il sistema che governa il nostro mondo. Il suo Talmud Eser Sefirot, i commentari su L’Albero della Vita di Ari, su Il Libro dello Zohar ed altri lavori, costituivano la base del suo lavoro.

Ma se prendiamo le lettere e gli articoli di Baal HaSulam, essi parlano unicamente del processo di conseguimento del Creatore, che è lo scopo dello studio della saggezza della Kabbalah.

Il conseguimento spirituale avviene solo tra persone impegnate a creare una specifica connessione fra loro. Questa connessione deve essere simile alle dieci Sefirot e per questo motivo Baal HaSulam la descriveva come Lo Studio delle Dieci Sefirot (Talmud Eser Sefirot).

Non appena le persone diventano appena un po’ simili a quelle che vengono descritte come le dieci Sefirot, esse immediatamente iniziano a percepire il Creatore in loro. Cioè queste sensazioni sono un sensore, un rivelatore che svela il Creatore.

Osservazione: Una volta Baal HaSulam ricevette una lettera da uno dei suoi concittadini, con una asserzione che Baal HaSulam definì una nuova struttura, un nuovo metodo.

Baal HaSulam replicò con una lunga lettera, nella quale egli sottolineò: “Pare che lei non abbia studiato le mie parole a sufficienza”. Egli notò che “quando il popolo entrò nella terra di Israele e non vi era pace, era impossibile aspettarsi che qualcuno adempisse al comandamento principale”.

Affinché la Torah non venisse dimenticata, il popolo iniziò ad impegnarsi col resto dei comandamenti, ignorando il più importante perché non aveva altra scelta. Ma il più importante è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Il mio commento: E’ scritto nero su bianco. Non c’è modo di girarci intorno. E questo è esattamente ciò che manca. C’è un vuoto in tutte le religioni quando si tratta di adempiere al comandamento dell’amore per il prossimo. Per questo tutti, inclusi sistemi religiosi e persone, odiano la Kabbalah, perché essa pone l’accento sul conseguimento dell’amore per il prossimo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 10/09/2017

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Le risposte alle tue domande – Parte 207

Domanda: Che tipo di ruolo svolge l’immaginazione nella saggezza della Kabbalah? Qual è il suo posto in generale nell’albero delle Sefirot e più in particolare, su uno qualsiasi dei suoi livelli?

Risposta: L’immaginazione ci aiuta solo nel processo di conseguimento; non esiste in maniera indipendente.

Domanda: Secondo quale schema dovremmo focalizzare l’importanza di qualcosa dentro di noi, in modo che questa importanza non rimanga nascosta fino al mondo dell’infinito, così da non uscire dal gruppo, rimanendo in un contesto spirituale, per non diventare dipendenti dalle manifestazioni esterne del gruppo, come i corpi fisici?

Risposta: E possibile farlo solo con l’aiuto del supporto reciproco, cioè dell’Arvut (la garanzia reciproca)!

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I kabbalisti e l’umanità

Domanda: Chi è responsabile del futuro del mondo: i kabbalisti o l’umanità? Quale dei due è più indifeso ora?

Risposta: L’umanità è più indifesa rispetto ai kabbalisti. Tuttavia i kabbalisti hanno maggiori responsabilità rispetto all’umanità.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 24/12/2017

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Il messaggio di addio di Mosè

Dalla Torah, (Deuteronomio 32:44 – 32:47): “Andò dunque Mosè, accompagnato da Hosèa figlio di Nun, e pronunziò tutte le parole di questo Cantico davanti a tutt’Israel. E terminato ch’ebbe Mosè di pronunziare tutte queste parole a tutt’Israel, disse loro: ‘Ponete mente a tutte le cose ch’io vi protesto oggi, per poi raccomandarle ai vostri figli, onde badino di eseguire tutte le parole di questa Legge. Imperocchè questa non è per voi una cosa inane, ma è la vostra vita; e mediante questa cosa durerete lungamente su quella terra, alla cui conquista voi siete per passare il Giordano.’”

Mosé si appella al popolo: “Prendete questo come vostro obiettivo, metodo, piano e programma per comporre tutta la vostra vita.

Entrate nel programma che vi porterà allo scopo della creazione. Altrimenti ci vorranno migliaia di anni con guerre e sofferenze tremende, qualcosa che non è desiderabile ai vostri ed ai miei occhi. In ogni modo, dovrete sempre soddisfare ciò che è stato tramandato con questo libro”.

Questo pare un messaggio d’addio, come le parole di un padre: “Ascoltatemi e tutto andrà bene”.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 01/02/2017

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