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Un attacco di consigli sulla Kabbalah

Domanda: Esistono degli oggetti nella creazione in relazione ai quali il Creatore smette di agire e che non hanno quindi alcuna possibilità di conoscerLo?

Risposta: Ogni persona ha la possibilità di raggiungere il Creatore. Esistono degli oggetti solo ai livelli della natura inanimata, vegetale e animale che non sono preparati a fare questo.

Domanda: Se il Creatore è responsabile della mia corruzione, perché un Creatore buono e benefattore mi costringe a svilupparmi attraverso il male quando Lui mi dà sensazioni di sofferenza?

Risposta: Questo è necessario per darti modo di trascendere il male che è stato creato inizialmente in te e raggiungere il bene assoluto.

Domanda: Tu dici che l’amore vuol dire prendersi cura degli altri più che di me stesso. Come dovrei prendermi cura di me stesso per mantenere l’equilibrio? Dopo tutto, il principio dell’amore nella Kabbalah non è quello che io devo amare me stesso, gli altri e il Creatore allo stesso modo?

Risposta: Potrei dire che amo me stesso ed è per questo che voglio tirarmi fuori dalla schiavitù verso l’ego e ottenere una piena somiglianza con il Creatore. In linea di principio, questo è davvero un grande amore per se stessi. Ma allo stesso tempo, io sopprimo il mio egoismo con tutte le mie forze.

Domanda: Un kabbalista comprende come il Creatore agisce attraverso di lui o sente solo l’azione del Creatore?

Risposta: Un kabbalista sente le azioni del Creatore, e attraverso questa sensazione lo comprende. La sensazione viene prima e poi arriva la comprensione.

Domanda: Vale la pena imparare i principi della Kabbalah a memoria in ebraico? O è sufficiente conoscerli in italiano?

Risposta: In italiano è possibile, ma è preferibile conoscerli in ebraico in modo che sia chiaro da dove provengono e specificamente perché sono stati chiamati così perché la lingua ebraica deriva dalla Kabbalah.

Domanda: Cosa è successo a una persona che ha sentito gli amici e il loro stato spirituale, ha ascoltato i loro pensieri, e poi tutto si blocca? Dove è andato tutto questo? Dopotutto, nulla scompare. Il vaso si è espanso?

Risposta: Certamente. L’egoismo è cresciuto e tutto ciò che esisteva prima, tutto ciò che la collegava ai suoi amici, è scomparso nel crescente egoismo. Ma deve andare avanti perché ora raggiungerà la sensazione degli amici su una scala più ampia.

Domanda: Se io non sono il Creatore, come posso essere completamente come lui? Smetterei di essere una creatura?

Risposta: No. E’ specificamente in questo che tu sei completamente come il Creatore così diventi una creatura. Quindi, una persona che assomiglia al Creatore è chiamata “Adamo”, dalla parola “Adameh“, simile al Creatore. Questo è il modo in cui venne chiamato il primo kabbalista che divenne simile al Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/11/2017

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Il gruppo è la piattaforma per scoprire il Creatore

Domanda: Come posso individuare il lavoro del Creatore in relazione a me? È diretto o passa attraverso la gente intorno a me?

Risposta: Avviene tutto e solo attraverso il gruppo perché questo potere non si manifesta direttamente in nessun posto. Proprio come l’elettricità si manifesta attraverso qualcosa tipo un motore elettrico, un elettromagnete, dei fili elettrici, ecc., è così anche con il Creatore, il potere della dazione. Ma cosa, a chi e come ognuno deve dare? Per questo c’è bisogno di un “luogo” materiale entro cui Egli si riveli.

Pertanto, costruiamo un gruppo in cui Lo possiamo riconoscere, scoprire e misurare.

Domanda: Per esempio, se qualcuno vincesse alla lotteria, ciò significherebbe che una forza particolare ha lavorato in modo che egli vincesse. Qual è qui la connessione con il gruppo? Il Creatore è Colui che sta dando in questo modo?

Risposta: Puoi dire certamente che il Creatore ha fatto questo, ma non puoi determinare o definire o scoprire Lui. Stiamo parlando di come rivelarLo!

Domanda: Quindi non posso dire di poter scoprire nelle mie sensazioni che è Lui a mandarmi un milione di dollari?

Risposta: Non è solo nelle sensazioni. Tu devi veramente rivelarLo in tutto, nella sensazione e nella mente, e scoprire completamente tutti i Suoi parametri, tutti i Suoi atteggiamenti e i tuoi.

Domanda: Ciò è possibile solo attraverso una società?

Risposta: Serve un tipo di piattaforma, una base in cui Egli possa manifestarsi e sarai in grado di cercare e conoscere Lui. È come ogni scienza. Ogni forza nel nostro mondo deve essere scoperta in modo che possa essere dimostrata a tutti.

Domanda: In che modo il Creatore viene rivelato attraverso la società?

Risposta: Nella ragione e nelle emozioni. Nel grado di vicinanza fra noi iniziamo a sentire Lui. E dopo questo è già possibile iniziare a misurare come Egli lavori in contrasto a queste caratteristiche egoistiche, come noi possiamo trascendere l’ego, unirci insieme e in questo modo determinare la Sua quantità e qualità.

Ciò significa che scopriremo una forza che esiste nel nostro mondo ma è differente dalle forze che conosciamo. Essa ha bisogno di una sola sostanza per essere rivelata. Anche quando il Creatore agisce attraverso la società, non Lo vedi. Puoi solo creare una società con una caratteristica simile alla Sua.

In quale altro posto puoi fare in modo che le particelle egoistiche si connetteranno altruisticamente, esattamente come nella natura del Creatore? Se delle persone egoiste vorranno connettersi altruisticamente, allora creeranno fra loro le condizioni in cui il Creatore sarà rivelato. Questa è la legge assolutamente precisa di equivalenza delle caratteristiche che esiste in tutto il mondo, in tutte le condizioni, a tutti i livelli della scienza.

Domanda: Come viene percepito il Creatore? È come il calore? È come il freddo? È sotto forma di amicizia, di amore?

Risposta: Tutto dipende dal modo in cui Lo scopri. È proprio come l’elettricità… può raffreddare, scaldare, illuminare e così via. La gamma delle sensazioni non dipende dalla forza, ma dal modo in cui la usi.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/11/2017

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Che cosa viene tenuto nascosto ad un kabbalista?

Domanda: Cosa viene tenuto nascosto ad un kabbalista?

Risposta: L’assolutezza del Creatore viene tenuta nascosta al kabbalista, e sebbene si manifesti gradualmente, ogni volta che le qualità non corrette emergono in una persona, l’occultamento del Creatore viene rivelato contro di loro. Questo è il problema.

Domanda: Quindi la gente comune deve prima credere nel Creatore e poi rivelarlo? E dal momento che un kabbalista lo ha già rivelato, non ha problemi a credere?

Risposta: No. Il problema è che il Creatore ti viene rivelato nella misura in cui tu puoi creare un occultamento su di Lui. Non raggiungi Lui, non il “nascosto”, ma il tuo stesso occultamento, il tuo schermo.

Diciamo che c’è una specie di scultura. Io ancora non la vedo perché è coperta da un telo. Ma tocco il telo e in questo modo studio la scultura. Questa è chiamata rivelazione. Cioè, in realtà rivelo le mie qualità che sono simili al Creatore.

Domanda: Quindi, ne risulta che non riveliamo mai il Creatore?

Risposta: Mai. Solo le nostre qualità.

Domanda: Significa che il fatto che io dono a tutti e amo tutti mi viene tenuto nascosto?

Risposta: Sì. Assolutamente tutte le persone nel mondo fanno ciò che il Creatore gli comanda di fare. Da questo punto di vista, possono essere chiamate “gli operai del Creatore”.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/11/2017

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Porto tutto il mondo dentro di me

Io mi muovo sempre verso “Non esiste nulla tranne Lui”, perché Lui è la causa di tutto quello che mi sta succedendo, però tra il Creatore e me vedo anche questo mondo immaginario, quello che mi dà ogni genere di problemi. Devo immaginare questo mondo come un riflesso delle mie qualità interiori. Visto che dipendo dalla mia percezione della realtà, vedo le mie qualità interne al di fuori di me, intorno a me.

Se ti vedo di fronte a me, significa che esisti dentro di me come un desiderio particolare con determinate qualità. Mentre correggo la mia relazione esteriore con te, apparentemente ti porto dentro di me. Adesso sei incluso in me e non ti vedo più all’esterno.

Nel nostro mondo, prima si sviluppa un embrione dentro la madre, poi nasce un bambino che gradualmente cresce fino a diventare un adulto. Qui avviene il procedimento inverso, perché ritorniamo alla fonte verso l’interno. Così studiamo la Torah interiore e penetriamo in essa.

Il mondo intero che vedo dall’esterno, cerco di trovarlo dentro di me, come mie qualità interiori. Se vedo diversi eventi in questo mondo, buoni o cattivi, allora dovrei cercare di immaginarli dentro di me e cercare di correggere l’atteggiamento con cui mi relaziono ad essi, per cambiare il mio desiderio di dazione. Se il mio desiderio è diretto alla dazione, divento simile al Creatore e mi unisco a Lui in un tutt’uno. Questa si chiama adesione.

È auspicabile immaginare che la realtà esterna sia visibile al di fuori di noi solo a causa dei nostri stati interiori non corretti; però, di fatto, questa realtà deve essere interna. È per questo che studiamo la parte interna della Torah, impariamo che tutto è dentro di noi e che la correzione ha luogo all’interno delle persone.

La Kabbalah ci dà un metodo pratico attraverso il quale una persona può correggere se stessa e cambiare così il mondo che la circonda, perché il mondo è la nostra proiezione. Questa non è filosofia, ma la verità. Il filosofo è colui che lo nega.

Qual è l’obbiettivo di tutti i nostri sforzi per correggere il mondo? Il nome di “riformatori del mondo” è dispregiativo nella Kabbalah, perché invece di cambiare se stessi, essi cercano di cambiare il mondo che li circonda. Sono come i bambini che pensano che il loro gioco sia la verità, che il bambino vero sia il fantoccio di pezza e non il bambino vivo.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 4/03/2018, “Gli scritti di Rabash”, Volume 2, Articolo 44

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Come possiamo sentire la perfezione?

Domanda: Si dice che la Luce si trovi in uno stato di riposo e perfezione. Quanto è piacevole sentire la perfezione? Perché la perfezione possiede un potere così affascinante?

Risposta: La perfezione di cui parlano i kabbalisti non è quella che consideriamo la perfezione nel nostro mondo. Nella Kabbalah essa è la qualità della dazione, sentire ciò che gli altri sentono, avere la percezione dei loro desideri e soddisfarli.

Domanda: E’ possibile immaginare che la qualità della dazione esista in questo mondo?

Risposta: Lavorando insieme in un gruppo, possiamo raggiungere lo stato in cui iniziamo a sentire gli altri con l’aiuto della Luce superiore.

Ma non riguarda nemmeno gli altri; anche essi sono stati creati allo scopo di uscire da se stessi e iniziare a sentire il mondo superiore. Nulla intorno a me è stato creato in modo tale che io possa donare. Non si tratta di dazione; il Creatore potrebbe soddisfare tutto e dare a tutti.

Il problema è di aiutarmi a trovare organi indipendenti di sensazione per sentire tutto ciò che è fuori di me, non dentro di me, ma fuori da me stesso. Dopotutto, tutto ciò che sentiamo passa attraverso la nostra “macchina filtrante egoistica” che pensa solo a se stessa e ciò che rimane dopo la “depurazione” è chiamato “questo mondo”, “il nostro mondo”.

Per sentire il mondo al di fuori di noi, quello che esiste prima della “purificazione”, ci viene assegnato un gruppo e dobbiamo cercare di lavorare per esso. Durante questi tentativi, la Luce superiore agisce su di noi e cominciamo a sentire ciò che è al di fuori di noi.

Quindi, gradualmente, iniziamo a comprendere una nuova dimensione che è superiore al nostro egoismo, ed è quindi chiamata “il mondo superiore”. Di conseguenza entriamo in un regno completamente diverso, di eternità e perfezione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/11/2017

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Combattere per la libertà

Lo stato più pericoloso non è né l’ascesa né la discesa, ma l’indifferenza. Non abbiamo la forza di uscirne: né verso l’alto né verso il basso. Questo stato viene considerato morte. Durante una discesa, una persona sperimenta vari problemi, influenze negative e pensieri estranei, ma è ancora viva e non morta. La morte è l’indifferenza.

Il Creatore ci dice: “Vieni dal Faraone!” Cioè, Egli ci invita a scoprire quanto siamo opposti alla forza superiore, al mondo spirituale, alla dazione e all’amore. Così avremo i mezzi per lavorare: la Luce sarà rivelata sullo sfondo dell’oscurità.

Altrimenti non possiamo discernerla né sentirla. Pertanto, l’esilio in Egitto ci è stato necessario perché ha rivelato la nostra totale opposizione al Creatore, dato che il Faraone è l’altro lato del Creatore. Quando una persona scopre la portata di tale opposizione, è pronta per lasciare l’Egitto.

Il nostro problema non sono né la luce né il buio, ma il crepuscolo grigio, l’indifferenza. Lì non si può fare nulla. Se sono in prigione e mi sento prigioniero, allora faccio ogni sforzo per scappare. Tuttavia, se non sento di essere in catene, in prigione, tagliato fuori dalla vera vita, allora sono disposto a rimanere in cella per sempre. Non c’è stato peggiore. Questa è una vera prigione e solo l’ambiente può aiutare una persona.

Sia gli stati cattivi che quelli buoni portano all’avanzamento, ma lo stato dell’indifferenza è assolutamente statico e occupa il 90% del nostro tempo. Inghiotte la nostra vita lasciandoci senza la speranza di raggiungere lo scopo della creazione. Pertanto, dobbiamo lottare contro l’indifferenza. Questa è la nostra area di libero arbitrio, il terzo medio di Tifferet, dove né le forze dall’alto né le forze dal basso agiscono su di noi: siamo nel mezzo fra loro e non possiamo scappare in nessun posto. Questa è la vera prigione.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/01/2018, lezione sul tema “Dagli ostacoli alle ascese” (Preparazione al Congresso Mondiale 2018).

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Elevarsi al di sopra dell’ego

Domanda: Cosa significa che mi devo elevare al di sopra dell’egoismo nelle mie risposte durante i workshop… giocare con le parole, essere d’accordo con gli altri e seguire il loro modo di pensare, anche se penso e mi sento diversamente?

Risposta: Salire al di sopra dell’egoismo significa cercare di creare connessioni con gli altri, essere il più gentile e altruista possibile, in modo che il Creatore possa entrare nella tua connessione con l’amico, essere lì dentro e rivelare Se stesso. Questo è il modo per scoprirLo.

Giochi, sapendo chiaramente che non sei tu. Ma i tuoi sforzi gradualmente provocano l’impatto della Luce circostante e creano nuove qualità in te.

Domanda: Ma questo, spesso, provoca una reazione negativa nelle persone che sono portate a dire: “Perché dovrei agire? Da dove viene la verità del cuore? “

Risposta: La tua verità è solo il tuo egoismo, niente di più.

Domanda: Qual è il vantaggio di mostrarmi per quello che non sono, diciamo, come l’ultimo arrivato?

Risposta: Sei stato creato egoista, disprezzi tutto e tutti. La cosa più importante per te sei solo tu e questo lo capisci perfettamente. Pertanto, devi agire con qualità completamente diverse e fingere di averle.

Perché dovresti farlo? In modo che il mondo superiore reagisca al tuo gioco. Questo succede in un modo molto semplice. La Luce sa tutto ciò che ha creato in te e apprezza i tuoi sforzi. Sforzati di essere grande, buono, unisciti agli altri, per raggiungere il Creatore.

Tuttavia, in linea di principio, sulla base delle qualità che la Luce ha creato in te, non puoi desiderarlo, ma cerchi di agire e questo rappresenta il tuo sforzo. In base ad esso, la Luce superiore ti cambia. Questa è la tua ricompensa per il cambiamento.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/10/2017

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La felicità assoluta

Domanda: Qual è il livello più elevato nella Kabbalah, quello che viene descritto come lo stato di completa e assoluta felicità?

Risposta: La felicità assoluta viene creata attraverso la piena integrazione tra le linee di destra e di sinistra, nella linea di mezzo, quando il sistema egoistico (Klipa – guscio, Tuma’a – impurità, Gasut – volgarità) viene completato e riempito attraverso la linea di destra, la caratteristica della dazione, dell’amore e del prendersi cura degli altri.

Se i due sistemi esistono simultaneamente fra loro nella linea di mezzo, con la piena accettazione reciproca, allora questo stato è chiamato felicità assoluta.

Ma questo stato non sarà eterno perché le aberrazioni, le depravazioni e il degrado vengono costantemente rivelati al suo interno. In altre parole, qualsiasi stato spirituale, incluso lo stato di felicità, è in evoluzione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/12/2017

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Soffrire la fame nell’abbondanza

Gli ebrei sarebbero certamente rimasti per sempre schiavi dell’egoismo visto che in Egitto stavano bene, erano soddisfatti e si godevano la vita. Ma poi il Creatore ha cambiato le carte in tavola, cioè il loro desiderio, ed essi hanno iniziato a chiedersi: “Perchè viviamo? Ma a cosa ci serve questa vita? Che scopo ha?”

Le persone cambiarono, proprio come accade al giorno d’oggi. Infatti noi cosa potremmo desiderare di più? Il mondo è in grado di dare a tutte le persone quello di cui necessitano, ma noi roviniamo tutto. Si, sembra che siamo noi a far tutto questo ma in realtà è il governo superiore che agisce su di noi, corrompendoci, non lasciandoci godere a pieno della nostra vita. Potremmo avere dei figli e goderci le nostre famiglie. Se le persone in passato avessero avuto le opportunità che abbiamo noi oggi si sarebbero considerate in paradiso. Perchè noi non siamo soddisfatti? Questo è ciò che viene descritto come “Il re dell’Egitto è morto”.

Il vecchio desiderio egoistico nel quale ci siamo goduti la vita, la famiglia, le vacanze e la salute è morto. La vita ha smesso di darci soddisfazione.

Il desiderio per il piacere è cresciuto, non in quantità, ma in qualità, e richiede un riempimento più elevato. Gli puoi offrire carne, pesce, torte, dolci, viaggi, ma lui non desidera nulla di tutto questo. Molte persone sono depresse, fanno uso di droghe o desiderano porre fine alle loro vite. Il numero dei suicidi è in crescita, e anche quello dei casi in cui le persone improvvisamente comprano delle armi ed iniziano a sparare contro chiunque, indiscriminatamente.

Da dove scaturisce questa situazione? Viene dal Creatore. Egli rovina il nostro desiderio per il piacere ed avvelena la nostra esistenza. Diventiamo incapaci di riempire i nostri desideri e ci sembra che persino la morte sia preferibile a quest’esistenza.

Prima di tutto dobbiamo capire che tutto viene dall’Alto, secondo il programma dello sviluppo della natura. Noi non possiamo resistere a questo programma o fare nulla per sistemare tutto. Non c’è tranquillante che possa attutire il colpo descritto col detto “Il re dell’Egitto è morto”.

Gli ebrei hanno lavorato veramente bene durante “I sette anni del periodo della sazietà”. Pensate che durante i “sette anni di carestia” ci fosse meno cibo? C’era la stessa quantità di ogni cosa ma gli ebrei avevano come l’impressione che non ci fosse nulla, e così c’era la carestia. Non c’era nulla con cui essi potessero soddisfare il loro desiderio di ricevere: proprio come nel mondo di oggi.*

Il desiderio di ricevere è una macchina. Porti una mancanza al suo interno ed egli fa di tutto per riempirla. Dal lato della creazione, ovvero del desiderio di ricevere, non c’e alcun libero arbitrio. Lavora in modo completamente automatico secondo i dati che sono stati inseriti.

Ma il Creatore vuole portarci al punto di agire per conto nostro, in modo automatico, indipendente. Questo è possibile solo se la creazione ha due forze: la forza della ricezione e quella della dazione. Allora attraverso queste due forze è possibile sviluppare un’intenzione di dare e lavorare al di sopra della propria natura.

Solo allora gli esseri creati esisteranno davvero; prima non c’è una distinzione all’interno della natura: come nei livelli inanimato, vegetale e animale. La reazione istintiva verso il desiderio di ricevere non rappresenta una vita indipendente.**

Se i nostri antenati avessero avuto cinquant’anni fa quello che abbiamo noi oggi, si sarebbero ritenuti appagati oltre ogni immaginazione. Comunque oggi non siamo soddistatti delle nostre vite perchè il nostro desiderio di ricevere è cambiato. Non ci si accontenta più dei vecchi piaceri. E questo è il progresso; sembra che abbiamo tutto ma nulla è mai abbastanza.

Questo è il motivo per cui gli oligarchi desiderano accaparrarsi sempre più potere, perché l’appropriarsi di un miliardo di dollari fornisce loro lo stesso piacere che provano quando ne guadagnano un centinaio. Essi non riescono a provare un vero sentimento di soddisfazione. ***

E’ una benedizione il fatto che non sentiamo la morte ma che pensiamo solo a cibo, sesso, famiglia, soldi, potere e conoscienza. E’ davvero importante pensare a queste cose se prima o poi dobbiamo morire? Per ora non pensiamo alla morte e questo significa che l’evento legato a “Il re dell’Egitto è morto” non è ancora successo. Anche se ci disperavamo per le condizioni nelle quali ci trovavamo al lavoro, dopo che l’abbiamo perso, rimane comunque quella la condizione alla quale desideriamo tornare, come gli ebrei nel deserto che sognavano di tornare in Egitto.****

La schiavitù in Egitto è un sentimento per il quale la nostra unione egoistica non funziona più.*****

Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12/03/2018, Shamati 159 “Ed Avvenne dopo tanti giorni che il re d’Egitto morì”

* (Minuti 3:25 – 8:04)
** (Minuti 12:51 – 14:48)
*** (Minuto 15:11)
**** (Minuti 17:50 – 18:35)
*****(Minuto 21:45)

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Il gruppo è un mini-modello dell’umanità

I kabbalisti ci consigliano di unirci in gruppi che diverranno un modello di mini-umanità, dei mini-Adam, perché allora le leggi della comunicazione funzioneranno tra le persone come prima del peccato di Adam HaRishon. E in questo modo attireremo la Luce superiore, che ci influenzerà ancora di più e ci unirà.

Sembra proprio che vogliamo fare un salto in avanti nel tempo. Con il corso naturale dell’evoluzione, la Luce superiore ci farà pressione e ci unirà insieme in poche centinaia di anni da adesso. E noi vogliamo che accada ora!

Ecco perché eseguiamo tutte le azioni che ci vengono richieste, come i bambini piccoli che giocano e si sviluppano giocando. E in un modo simile, vogliamo costruire un gruppo in cui si realizzano le leggi della fine della correzione.

La Luce influenza il gruppo in risposta ai nostri sforzi, noi spingiamo perché questo avvenga. Secondo le leggi della natura, risvegliamo la Luce superiore per influenzarci di più e avanzare nella misura dei nostri sforzi e della forza del nostro desiderio. Quindi noi acceleriamo il tempo del nostro sviluppo. Questa è l’essenza del metodo della saggezza della Kabbalah.

Il desiderio di amare il nostro prossimo come noi stessi, che è la legge della fine della correzione, diventa il nostro obiettivo quotidiano.

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/03/2018, lezione sul tema: “La preparazione per la Pasqua”, Parte 2

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