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L’azione è la ricompensa

Domanda: Se tutto il mondo è dentro di me, allora anche il tempo lo è; lei mi può spiegare in che modo va indirizzato il tempo all’interno dell’essere umano?

Risposta: Immagina che il tempo non esista. Non c’è un momento successivo, come è detto: “Congela il momento, è magnifico!”

Devi agire in questo modo: il tempo non esiste, esiste solo il momento della tua massima adesione al Creatore. Il tempo è un fenomeno psicologico. Nella Kabbalah, il tempo è la frequenza del cambiamento degli stati spirituali, non il tic tac dell’orologio. Quanto più rapidamente cambiano gli stati, tanto più velocemente passa il tempo.

Domanda: Così, se faccio qualcosa ed aspetto che mi si ripaghi un mese o un anno dopo, l’aspettativa si chiama tempo? Però, se ricevo la paga giusta, adesso, nel momento dell’azione, il tempo sembra sparire?

Risposta: Quando la ricompensa avviene nel momento dell’azione, significa che l’azione è la ricompensa, allora non esiste il tempo. Questo è un momento magnifico.

Domanda: Ne risulta che questo momento è il migliore nella vita di un kabbalista? Egli non pensa mai al futuro?

Risposta: Il kabbalista vive in entrambi gli stati simultaneamente: sia nel suo stato personale che in quello collettivo. Deve essere sempre preoccupato per la correzione generale del mondo. Per lui la ricompensa è l’azione diretta verso la correzione del mondo. Se il Creatore gli dà questa opportunità, lo sta ricompensando.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 04/03/2018

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In unione e connessione

“Concetti che sono opposti nella nostra percezione, esistono nel mondo dell’Infinito in semplice unione e connessione”.
(Baal HaSulam, Talmud Eser Sefirot, 1° Parte “Histaklut Pnimit”)

Domanda: Cosa significa che le cose opposte sono unificate? Puoi dare un esempio dalla natura?

Risposta: Einstein ha fornito esempi di dimensioni che emergono al di sopra del tempo e dello spazio. Ad esempio, un nonno e un suo lontano discendente si incontrano centinaia di anni dopo. Entrambi esistono simultaneamente, ma rispetto alle nostre realizzazioni viene tutto vissuto come passato, presente e futuro.

Domanda: Ciò significa che i dinosauri potrebbero vagare intorno a noi e noi semplicemente non li vediamo?

Risposta: I dinosauri non stanno vagando da qualche parte; stanno vagando dentro di te (come accadeva prima, comunque). Non c’è nulla al di fuori di noi. Proiettiamo tutto ciò che percepiamo in modo che sembri al di fuori di noi e lo chiamiamo “Il nostro mondo”. Lo sentiamo solo dentro di noi. Non percepiamo ciò che è al di fuori di noi. È come se alcuni elettrodi fossero collegati a noi e noi immaginassimo di essere in qualche luogo a parlare in mezzo a loro e a vedere gli altri come se fossero su uno schermo.

La domanda sorge spontanea: tutto questo sembra esistere o esiste davvero? Non possiamo dirlo, perché non proviamo nulla al di fuori di noi stessi. Pertanto, l’individuo non può pretendere oggettivamente che qualcosa esista, perché la sua percezione è sempre soggettiva.

Tutto ciò che riveliamo e studiamo è puramente soggettivo, compresa la saggezza della Kabbalah. Non raggiungiamo mai il quadro assoluto poiché sarà rivelato solo dopo la correzione generale, quando tutti noi ci uniremo e i nostri geni informativi spirituali sensoriali (Reshimot) verranno uniti in un unico sensore comune; anche i nostri piccoli desideri privati si uniranno in un unico desiderio comune che si tradurrà in una percezione assoluta, una Luce bianca ed eterna. Allora potremo parlare di ciò che esiste realmente. Questo stato è chiamato Gmar Tikkun (Correzione Finale).

Questo avviene tutto in relazione a noi; non ci sono problemi riguardo al Creatore poiché le Sue proprietà includono tutto. Saremo in grado di raggiungere quello stesso stato quando il nostro desiderio sarà pienamente integrato, inclusi tutti gli opposti in sé. Questo è considerato amare il tuo prossimo come te stesso.

In altre parole, quando accetto tutto ciò che esiste in un’altra persona (ovvero tutte le sue caratteristiche spiacevoli, gli stati negativi, i pensieri cattivi) come fossero miei, come fossero la cosa più preziosa che ho, con amore, allora includerò i desideri di tutte le persone nel mondo e sarò in grado di essere obiettivo, poiché tutti gli opposti dentro di me saranno uniti.

Domanda: È possibile dire che sia l’amore che l’odio esisteranno in me nello stesso momento?

Risposta: Certo. L’uno non annienterà l’altro perché si sosterranno l’un l’altro, così che tra loro io possa sentire l’acutezza del conseguimento. Ecco come funziona.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’08/04/2018

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Sentire l’amore

Domanda: Il mio desiderio è grande abbastanza per dar vita al mio sviluppo spirituale?

Risposta: È più che sufficiente. Normalmente le persone partono da uno stato nel quale non vogliono neppure sentir parlare del Creatore. Che tipo di Creatore è? È una forza che vuole amare?

Ad ogni modo io non credo che Lui ci ami veramente. Fammi mandare un telegramma da Lui e allora crederò nel Suo amore.

Nota: Gli esseri umani non riescono a vedere che il Creatore li ama.

Risposta: È certo che non possono vedere. È tutto strutturato così per dar loro il libero arbitrio.

Immagina di vedere in questo mondo solo le persone che ti amano e ti trattano bene. Non ci sono altre persone e tu esisti solo nel flusso dell’amore. Fai così e sarai come il Creatore. Sei il benvenuto a sperimentarlo. Ti è stato dato questo. Questo è il futuro che noi creiamo da soli.

Domanda: È questo ciò che un kabbalista sente?

Risposta: Sì. Egli sente che tutti lo amano perché ama il Creatore. A questo proposito è scritto: “Io sento l’amore in ogni fibra dell’anima”.

Domanda: Può essere che questa sia una specie di illusione?

Risposta: Si tratta certamente di un’illusione. Ma noi dobbiamo trasformarla in realtà.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 04/03/2018

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I profeti erano kabbalisti?

Domanda: Possiamo dire che i profeti erano dei kabbalisti? E se si, perché quasi tutti i profeti si lamentano?

Risposta: La profezia è uno dei livelli della realizzazione spirituale del Creatore. Il libro del Ramchal, un grande kabbalista del XVII secolo, intitolato La via del Creatore, descrive i livelli spirituali del conseguimento, uno dei quali viene chiamato “il livello della profezia”.

Si tratta di uno dei livelli che i kabbalisti raggiungono e anche tu puoi arrivare a questo stato. L’individuo che si trova su questo livello, è già al di sopra delle restrizioni del tempo, dello spazio e del movimento, ed è per questo che viene chiamato profeta. In altre parole, vede cosa si troverà davanti lungo il cammino e cosa si è lasciato alle spalle; vede questo al di là del tempo e delle azioni.

Domanda: Allora, perchè i profeti si lamentano?

Risposta: Questo accade perché essi provano rammarico per quanto sta accadendo all’umanità, perché vedono che le persone non capiscono che si stanno solo facendo del male. È davvero triste assistere a tutto questo, come quando guardi un bambino e comprendi che si sta rendendo infelice con le sue stesse mani.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/03/2018

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Lo scopo del gioco chiamato “vita”

Domanda: Se la nostra vita è tutta un gioco allora ci dovrebbero essere delle regole. Per favore puoi elencarci queste regole?

Risposta: Lo scopo del gioco chiamato “vita” è quello di connetterci l’un l’altro e riunire così il massimo numero di punti nel cuore. Questa “mossa” è la più importante, sebbene ci siano molte altre azioni specifiche.

Domanda: Cosa c’è di così speciale nella connessione?

Risposta: Nella connessione si sale ad un livello superiore di percezione del mondo. Ogni volta che questo accade, la mente dell’essere umano si espande.

Domanda: Come si possono rivelare tutti gli infiniti stati del Creatore in questo mondo senza perdere la ragione?

Risposta: Non preoccuparti, non potrai arrivare a nulla senza espandere prima i tuoi organi sensoriali e mentali. Pertanto, i tuoi sensi saranno sempre pronti per ciò che provi. Non riceveranno mai più di quello per cui sono capaci e pronti. In questo modo non c’è possibilità di perdere la ragione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

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La fine di tutte le generazioni

Domanda: Qual è la “fine di tutte le generazioni”? È la fine della vita fisica o un particolare stato personale?

Risposta: La fine di tutte le generazioni è la fine dell’ascesa della scala spirituale, quando raggiungiamo la vetta.

Domanda: Cosa significa che ci troviamo nella fase dell’ultima generazione?

Risposta: Significa essere nel livello dell’ultima generazione; vuol dire approcciarsi all’ascesa sulla scala spirituale e salirla con la consapevolezza di essere l’ultima generazione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

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In una rete comune

Domanda: L’unione delle anime del mondo significa che tutte le anime dei kabbalisti che sono esistiti nel corso della storia sono connesse a noi in questo momento?

Risposta: Non si connettono con noi come fa un modem, bensì siamo tutti costantemente connessi in una rete comune.

Domanda: Una volta ci hai consigliato di fare direttamente le domande. Come possiamo imparare a farle?

Risposta: Tu chiedi e già così comincerai a sviluppare certe sensazioni interiori.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/02/2018

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Chi può essere chiamato giusto?

Domanda: Chi è consapevole del male? E cos’è il “male” nella Kabbalah?

Risposta: Colui che si considera un peccatore è colui che è consapevole del male, ma solo nella misura in cui egli è giusto.

In altre parole, un essere umano che è consapevole del male è chiamato giusto.

Domanda: E chi era lui prima di arrivare a questa consapevolezza?

Risposta: Nessuno. Non capiva nulla e non poteva dire a se stesso: “Prima ero un peccatore“. Solo nella misura in cui un individuo sperimenta se stesso come peccatore è già giusto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/03/2018

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L’amor proprio più elevato

Domanda: Che cosa è l’amor proprio?

Risposta: L’amore più elevato per se stessi è il desiderio che il Creatore “sbrighi delle commissioni in nostra vece.”

Domanda: Quindi gli esseri umani che chiedono qualcosa al Creatore sono gli egoisti peggiori?

Risposta: Assolutamente si. Con il desiderio di essere serviti dal Creatore esprimiamo il nostro disprezzo per Lui.

Pensiamo solo a noi stessi, e non comprendiamo perché il Creatore ci ha dato questo stato. Con le nostre richieste, pretendiamo che il Creatore si adatti alle nostre esigenze. E Lui risponde: “Non funziona così, io sono l’Assoluto non posso cambiare. Voi dovreste cambiare e cominciare a scorgerMi meglio, fino a quando non Mi vedrete buono e amorevole in assoluto. Ciò dipende solo da voi!”

Domanda: Cosa succede nel momento in cui io cambio il mio atteggiamento nei confronti del Creatore? Perché Lui è così? Perché dovremmo cambiare noi e non Lui?

Risposta: Nel momento in cui si cambia passando dall’essere all’opposto all’assomigliare al Creatore, si abbraccia tutto l’Universo, tutto ciò che è stato creato dal Creatore con le Sue qualità dirette e opposte, e si diventa come Lui!

Il Suo desiderio è che diventiamo come Lui, in elevazione, grandezza, capacità, eternità e perfezione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 4/03/2018

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Drammaturgia spirituale

Osservazione: In tutti questi anni di “pratica” della saggezza della Kabbalah abbiamo studiato dozzine di volte sugli scritti del Baal HaSulam e del Rabash. La cosa più interessante è che pur conoscendo a memoria ogni singola riga ci accorgiamo di non sapere nulla. Da una parte è paradossale ma dall’altra è preoccupante.

Il mio commento: Tutto ciò avviene perché si modificano le nostre capacità di comprendere un testo e di farlo nostro, per cui ci risulta tutto nuovo e su un livello diverso. Questa è una caratteristica sia dei testi di Kabbalah che di chi li legge.

Osservazione: Rabash non ha portato a termine studi letterari, non ha studiato come scrivere articoli, eppure si è rivolto a noi in termini chiari secondo i principi di base della scrittura.

Il mio commento: Non lo trovo sorprendente perché chi conosce il significato profondo della natura, le sue regole e il suo fluire, ha facilità ad esprimersi in questi termini. Le regole logiche, come la capacità di sorprendere, sono elementi insiti in lui.

Alla stessa maniera, gli scrittori, pur credendo di scrivere secondo delle regole ben precise, in realtà fanno emergere i propri desideri reconditi non ancora corretti ma in parte sviluppati.

Pian piano ci renderemo conto che anche la scrittura è legata alla spiritualità. Il conseguimento di livelli spirituali fa emergere la verità nella letteratura come in ogni espressione delle relazioni umane.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 2/01/2018

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