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Un essere umano senza cuore può avere l’anima?

Domanda: Un essere umano che ha l’anima in senso kabbalistico può non avere un cuore o essere senza scrupoli per gli standard umani?

Risposta: Solo un essere umano che ha una connessione con l’anima comune sviluppa l’anima. Le sue qualità si estendono oltre i limiti dell’egoismo, che assorbe tutto dentro di sè. L’essere umano, d’altra parte, vuole dare, divulgare. Quindi è connesso con l’anima comune per mezzo di una connessione reciproca.

Domanda: Ma può sembrare spudorato e senza cuore, dall’esterno?

Risposta: No, perché è connesso all’anima comune. Tuttavia, agli occhi degli egoisti, può apparire piuttosto strano, e forse anche scortese, perché non soddisfa le loro piccole nozioni egoistiche.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 06/10/2018

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Esiste l’amicizia disinteressata?

Domanda: Esiste l’amicizia disinteressata? E se sì, in quale uguaglianza e dipendenza di atteggiamenti si verifica?

Risposta: Non c’è niente di disinteressato nel mondo fisico perché tutto è basato sull’egoismo; questa è la base della nostra natura. Pertanto, non c’è bisogno di avere la testa tra le nuvole.

La nostra natura è totalmente organizzata sulla base di un principio egoistico: il desiderio di provare piacere; però con l’aiuto della Luce superiore, ovvero dell’influenza del Creatore, possiamo elevarci al di sopra della nostra natura e cominciare ad usarla in maniera differente a beneficio degli altri. È come se ci elevassimo al di sopra della Terra, come se vincessimo la sua forza di gravità, ma possiamo farlo solo con l’aiuto della Luce superiore.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 29/04/2018

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Consigli dalla Kabbalah

Domanda: Qual è l’unità di misura della distanza spirituale?

Risposta: L’unità di misura della distanza spirituale, ovvero la differenza tra le proprietà di due oggetti, si chiama parsec (unità di misura della luce).

Domanda: Qual è la differenza tra le proprietà spirituali della dazione?

Risposta: Dipende da quali desideri è formata la qualità della dazione.

Domanda: Questo mondo è il riflesso dei livelli dei miei desideri personali?

Risposta: Sì, si tratta dei livelli dei tuoi desideri e delle tue proprietà. Tutto ciò che vediamo lo vediamo dentro di noi.

Domanda: Cosa sono bellezza e bruttezza secondo la saggezza della Kabbalah?

Risposta: La proprietà dell’amore è chiamata bellezza mentre la bruttezza è la proprietà dell’avidità, del ricevere per se stessi.

Domanda: Cosa viene prima la vergogna o l’invidia?
Risposta: L’invidia è la più grande proprietà. Col suo aiuto possiamo conseguire azioni positive e buone. Dobbiamo solo sapere come gestire l’invidia.

Commento: Lei ha detto che il Creatore ci spaventa ma Lui non ci colpisce veramente. Ciononostante i kabbalisti sono soggetti alle stesse sofferenze di tutti noi: l’invecchiamento, le malattie…

Il mio Commento: La sofferenza spirituale è la sofferenza dell’amore, allorché i sentimenti negativi crescono in noi, così che in seguito potremo percepire amore e connessione più profondamente.

Domanda: Se i kabbalisti sono diventati sempre più forti nel tempo è preferibile leggere i libri di un kabbalista dei giorni nostri?

Risposta: I libri di Baal HaSulam di Rabash e le nostre lezioni sono il meglio per il nostro avanzamento spirituale perché usano un linguaggio che è molto vicino alle nostre anime. I libri scritti precedentemente sono difficili da comprendere. Anche se sono scritti da giganti kabbalistici, il loro stile ci è lontano.

Domanda: Che tipo di ricompensa desidererebbe per i suoi studenti?

Risposta: La rivelazione del Creatore, null’altro. E spero che sia molto vicina.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 15/04/2018

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Il mio mondo è una “collezione” di desideri

Domanda: I kabbalisti chiamano tutto desideri. Persino gli scienziati faticano molto a capire che cosa lei intenda quando spiega che anche un tavolo è un desiderio e che tutto quello che vediamo intorno a noi sono desideri.

Risposta: Certamente, qualsiasi oggetto è un certo tipo di desiderio, ovvero una collezione di atomi che “si materializza” nella connessione esistente fra loro; ma in quale forma esiste questo tavolo? Nella forma di un desiderio. Viene percepito tutto solo nei miei desideri e nulla esiste eccetto questo.

Domanda: Che significa “in me”? Io vedo il tavolo al di fuori di me.

Risposta: Ti sembra di vederlo al di fuori di te. Di fatto, lo senti dentro di te. Anche le stelle e gli altri corpi enormi tu li senti dentro di te e non al di fuori di te.
Proprio perché ci sono desideri inanimati, vegetali, animali ed umani in te, li senti dentro di te in diverse combinazioni e li chiami “il mio mondo”. Al di fuori di te non c’è nient’altro che le forze che ti influenzano e provocano queste immagini in te. Tutto quello che senti adesso intorno a te è dentro di te.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 13/05/2018

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Tutti facciamo parte di un sistema comune

Domanda: Se le altre persone, in base alle loro esigenze e ai loro interessi, si comportano come animali, perché dovrei provare ad avvicinarmi a loro? E come può essere possibile che qualcosa che mi entusiasma tanto, a loro non interessi affatto?

Risposta: Tutte le altre persone sono uguali a te. Sono tutti elementi necessari di un sistema comune. Ognuno svolge alla perfezione il suo ruolo. Lavorando su te stesso, devi avvicinarti a tutti, cercando di trasmettere loro le informazioni più elevate e dando loro l’opportunità di connettersi a questo.

Nella misura in cui ci connettiamo insieme in base al principio “Ama il prossimo tuo come te stesso”, noi eleviamo il nostro mondo al livello successivo.

Non penso che ci siano persone, organizzazioni, religioni o metodi nel mondo che si opporrebbero alla chiamata di amare il prossimo. Dopotutto, giorno dopo giorno, comprendiamo sempre più che il mondo è integrale, interconnesso e che dobbiamo lavorare su di noi.

Se continuiamo a essere così frammentati e distanti, porteremo il mondo alla rovina. Inoltre, se proviamo a connetterci l’uno con l’altro in un organismo vivente, le sue cellule inizieranno a funzionare correttamente come in un singolo sistema; quindi, in questo organismo sano, sentiremo la vita superiore e noi stessi esistenti nel campo spirituale.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 22/04/2018

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Consigli dalla Kabbalah

Domanda: Quale elemento adduce informazione spirituale al kabbalista, come avviene con i Quanti in fisica?

Risposta: L’unità elementare nella spiritualità è chiamata Reshimo  (reminiscenza) o gene informativo spirituale sensoriale. Esso ci indica il livello di egoismo con il quale ci stiamo confrontando: 0, 1, 2, 3, 4.

Domanda: Come mai un kabbalista può vedere il potenziale dell’anima di uno studente nonché il suo sviluppo spirituale, ma non prevedere a quale velocità terrestre riuscirà a realizzarlo?

Risposta: L’insegnante vede il potenziale di ogni studente, l’ampiezza della sua anima, ma non può sapere come realizzerà la propria spiritualità perché ciò fa parte del suo libero arbitrio.

Domanda: La relazione tra causa ed effetto è in grado di spiegare le conseguenze di quanto accade nella vita di una persona?

Risposta: No. Possiamo fare tante azioni buone e comunque attraversare la sofferenza. Non vi è relazione tra loro.

Domanda: Come si può imparare a “vedersi dentro”?

Risposta: Osserva i tuoi amici e assapora i tuoi sentimenti guardandoli. Questo è ciò che si chiama “osservarsi”.

Domanda: È scritto: “Chi risparmia la sua verga odia il suo figliuolo” (Proverbi 13:24). Come riprendete i vostri studenti? In che maniera avviene?

Risposta: Io non riprendo nessuno; loro riprendono me. E quando avviene, loro riprendono se stessi. Io provo a dare tutto ciò che posso, e allo stesso modo loro prendono ciò che possono.

Domanda: Come fa uno studente a capire che sta progredendo? Esiste qualche indicatore?

Risposta: Esiste solo la valutazione dell’insegnante e degli amici, quanto più egli comprende le loro necessità.

Domanda: Cosa è bene o male all’interno delle relazioni spirituali? Oppure questi concetti non esistono?

Risposta: Il bene è quando lavori per gli altri. Quando lavori per te stesso a causa di un impulso, questo è il male.

Domanda: La saggezza della Kabbalah può accrescere la creatività?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è essa stessa creatività. Se una persona ne è affascinata, allora come risultato le ricerche corporee possono sicuramente essere danneggiate.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 01/04/2018

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L’educazione nella saggezza della Kabbalah

Domanda: Molte volte l’ho sentita parlare della necessità di un’educazione adeguata, cos’è l’educazione secondo la saggezza della Kabbalah? L’egoismo può essere educato oppure abbiamo bisogno di un nuovo egoismo, adeguatamente educato?

Risposta: Un’educazione kabbalistica è istruzione per mezzo della Luce Superiore. L’educazione kabbalistica si realizza quando io, assieme ai miei amici, con l’aiuto di diverse azioni descritte nella metodologia kabbalistica, attraggo la Luce Superiore. La Luce Superiore ci influenza e ci porta ad uno stato di unione nel quale il Creatore si rivela e dove tutti noi diventiamo un tutt’uno. Questo è lo stato che dobbiamo raggiungere.

Si suppone che l’istruzione kabbalistica ci unisca sotto l’influenza della Luce Superiore, rivelando così la Luce, ma a patto che la nostra connessione e la nostra dazione reciproca assomiglino alle sue qualità. In seguito, nell’unione fra noi e la Luce, riveleremo la sua origine, il Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 29/04/2018

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La perfezione

Domanda da Facebook: Che cos’è la perfezione?

Risposta: La perfezione è l’armonia assoluta tra le creature e il Creatore, allorché essi si completano reciprocamente in modo tale che non resti alcuna imperfezione fra di loro.

La perfezione è il Creatore. Ma non si tratta di Lui singolarmente; piuttosto si tratta di come noi Lo definiamo nelle nostre sensazioni.

Domanda: Qual è la persona perfetta?

Risposta: La persona perfetta è quella che è del tutto simile al Creatore. Il Creatore è la perfezione assoluta in natura.

La perfezione è lo stato generale di tutto l’universo, che è in connessione assoluta in tutte le sue manifestazioni. La fonte della perfezione che noi conseguiamo si chiama Creatore.

Domanda: Significa che nel nostro mondo non vi è perfezione?

Risposta: Ovviamente no! Nel nostro mondo tutto è opposto alla perfezione perché ciascuno agisce a scapito degli altri. Il nostro mondo è il più basso, il peggiore dei mondi. Dobbiamo solo elevarci al di sopra di esso. Non vi è nulla di peggio del nostro mondo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 17/04/2018

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Ricchezza e povertà

Domanda: Il denaro governa il mondo. Le persone ambiziose posseggono di più e si approfittano degli altri. Qual è la radice spirituale di questo fenomeno? Inoltre: perché pensiamo che un essere spirituale debba essere povero? Non vedo nessun segno di spiritualità tra le persone povere, al contrario, vedo più invidia, mancanza di cultura e di educazione, ecc…

Risposta: Nella Kabbalah, essere povero ha un significato completamente diverso. Un essere spirituale sente che è povero perché non ha ancora raggiunto l’adesione con il Creatore, né con il mondo superiore, giacché aspira costantemente a realizzare questo.

La nozione di “povertà” in se non deriva dalla mancanza di denaro, bensì dalla religione che induce a idealizzare le persone in una spiritualità povera e privata del superfluo.

Non c’è dubbio che la ricchezza al di sopra delle necessità basilari, schiavizzi le persone. Non possono studiare la saggezza della Kabbalah, giacché sono troppo occupate a curare le proprie ricchezze.

Domanda: Qual è la radice spirituale del denaro?

Risposta: La radice spirituale del denaro è lo schermo. “Denaro (Kesef)” deriva dalla parola “Kisuf” e significa coprire.

Il denaro è un forza che nasconde il nostro egoismo e gli permette di agire al di sopra del desiderio egoistico. Se agissimo correttamente, con l’aiuto del denaro, potremmo fare molte cose utili in questo mondo. Ma generalmente soccombiamo al potere del denaro e finiamo per venderci ad esso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 1/04/2018

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La semplicità di un kabbalista

Baal HaSulam, Gli scritti dell’ultima generazione: “La gente immagina che l’uomo che ha un contatto con il Creatore, sia una persona … di carattere e che deve avere paura di parlarne, molto più che esserne in vicinanza immediata. È la natura umana, temere qualsiasi cosa che sia al di là della natura della creazione. La gente ha anche timore di tutto quello che è inusuale, come un tono o dei forti rumori.”

Le persone pensano comunemente che si sperimenti una certa ansietà nell’essere vicini ad un kabbalista. Ricordo che quando cominciai a studiare la Kabbalah e cominciai a viaggiare da Rehevot a Gerusalemme, per recarmi dal kabbalista chiamato Isaac Zilberman, mi dissero: “Vai a trovare una persona alla quale è impossibile stare al suo fianco senza tremare”. Non mi successe mai niente di tutto questo.

Un kabbalista non si mette mai in mostra in nessun modo. Al contrario, si comporta semplicemente in maniera naturale. Anche quando c’è in lui un certo splendore, cerca sempre di minimizzarlo, perché gli rende molto difficile il lavoro spirituale. Non c’è niente di soprannaturale in lui che faccia tremare gli altri in sua presenza.

Lo vediamo negli scritti dei kabbalisti. Ad esempio, gli studenti del Baal Shem Tov, andavano in mezzo al popolo e non richiamavano l’attenzione delle masse. Fu allora che furono create delle favole su di loro, ma fondamentalmente essi si comportavano come persone molto semplici. Anche a prescindere dal fatto che sentissero il mondo superiore, il sistema di controllo di tutta la natura, ciò nonostante, si comportavano come persone comuni. Questo non era difficile per loro, perché quanto più grande è una persona, più semplicemente essa si comporta.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 09/10/2017

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