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La gioia è il risultato delle buone azioni

Domanda: Come si spiega il concetto di gioia nella Kabbalah? Ad esempio, la fede è amore, dazione…ma la gioia?

Risposta: La mia gioia proviene dal fatto che io posso compiere un’azione di dazione. Come si dice: “La gioia è un riflesso delle buone azioni”.

Quando tu compi buone azioni, dai, abbracci, aiuti, spingi gli altri in avanti….e poi arriva la gioia.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 04/04/2019

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In lotta con me stesso

Baal HaSulam, Shamati n.70, “Con mano forte e con scatenamento di furore ”: ‘… di quelli che desiderano entrare nel lavoro di Dio per poter aderire veramente a Lui ed entrare nel Palazzo del Re, non tutti sono ammessi. Piuttosto, l’uomo viene esaminato e lo fanno entrare se non ha altri desideri ma solo il desiderio per la Dvekut (Adesione).

E in che modo viene esaminato l’uomo se ha un solo desiderio? Gli vengono dati i disturbi. Questo vuol dire che gli mandano i pensieri e i messaggeri estranei con lo scopo di disturbarlo, affinché lasci questa via e vada per la via delle masse’.

Baal HaSulam scrive che tutto nella natura deriva dalla collisione. La vita è una lotta, non con qualcuno o qualcosa, ma piuttosto con se stessi. Se riesci a comprendere questo nel modo corretto, tutto va a posto.

Tutto dipende da come ci sintonizziamo con questo per comprendere che ci sono due forze a governare il mondo: ricezione e dazione. La forza della ricezione è il nostro grande egoismo e la forza della dazione non esiste in noi. Dobbiamo svilupparla gradualmente ed è abbastanza difficile.

Per poterlo fare dobbiamo in qualche modo interagire con il gruppo, cercando di essere più vicini. Noi non vogliamo questo. È proprio a questo punto, quando sentiamo che non lo desideriamo ma ci spingiamo, forzandoci, a connetterci con gli amici, che dobbiamo rivolgerci al Creatore per chiederGli di darci un’opportunità di desiderarLo. Se non scappiamo da questa battaglia ma ci riprendiamo, possiamo quindi raggiungere l’equilibrio nella linea di mezzo.

Domanda: Cosa sono i pensieri estranei?

Risposta: Sono tutti quei pensieri che non sono diretti all’adesione con il Creatore, all’equivalenza con Lui e alla qualità della dazione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Come dovremmo immaginarci la spiritualità?

Domanda: Puoi descrivere lo stato verso il quale stiamo avanzando? Quale dovrebbe essere il livello di connessione tra noi, sia sul piano dei sentimenti che su quello dei pensieri?

Risposta: Si tratta di una domanda legittima, ma non c’è risposta. In che modo immagini che sarà la relazione reciproca con cui la luce superiore si rivelerà tra noi? È indescrivibile. Per questo viene chiamata “fede al sopra della ragione”, una “qualità spirituale”, il “mondo spirituale” in cui gli opposti non sono più opposti ma complementari fra loro.

Credo che ognuno di voi percepisca questo in maniera lineare, non possiamo farci nulla. Possiamo solo chiedere che avvenga.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 06/02/2019

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Non il vuoto ma il riempimento

Domanda: Supponiamo che io stia donando per il beneficio del Creatore ma in seguito mi senta esausto. Poiché il grado della dazione è chiamato il livello di Bina, significa che adesso sono in questa fase?

Risposta: No! Se tu stessi realmente donando, non sentiresti il vuoto ma il riempimento.

Nella misura in cui tu apri la tua valvola e cominci a svuotare l’egoismo da te stesso, e quindi ti trovi nella dazione, lasci uno spazio vuoto dentro di te che viene immediatamente riempito dalla luce superiore.

Tu sei come un pallone pieno di egoismo. Quando la valvola si apre, l’egoismo comincia a venir fuori lentamente e la luce superiore arriva per prendere il suo posto: Nefesh, Ruach e Neshama, dipende dal livello d’intensità. Ma non puoi sentirti esausto. Al contrario, tu senti quanto stai guadagnando, quanto ricevi e quanto vieni riempito.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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Dopo la notte arriva sempre l’alba

Domanda: Quali stati, piaceri terreni e sofferenze, hai attraversato personalmente prima di rivelare il Creatore?

Risposta: Ho attraversato molte cose. Lo farai anche tu. Capita a tutti.

Domanda: Hai avvertito una sensazione di vuoto o di depressione?

Risposta: Com’è possibile non sentirli, se proprio questi sono gli stati necessari prima di ricevere una qualsiasi conoscenza? Devi sentire che ti manca questa conoscenza, che non comprendi qualcosa e che ti trovi in uno stato di confusione.

È lo stesso con la realizzazione spirituale. Prima di rivelare qualcosa di spirituale, devi sentirti come se non capissi nulla, sei in una specie di prostrazione. Ti sembra che non raggiungerai mai ciò che desideri e che tutti i tuoi studi siano assolutamente inutili, senza scopo e stupidi. Cominci a maledire te stesso e anche me…tutti noi.

Poi questo stato cambia. Arriva un nuovo giorno, una nuova luce e ogni cosa si manifesta in modo nuovo, solo ad un livello più elevato.

Ogni volta il buio e la luce si alternano, notte e giorno, finché accumulerai abbastanza impressioni che si trasformeranno in una sensazione costante: la conoscenza.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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Un dispositivo chiamato Anima

Domanda: Qual è la differenza tra la realizzazione e lo studio approfondito?

Risposta: Qualsiasi studio viene eseguito con l’aiuto della mente. Si può studiare tutto ciò che si vuole ma non realizzarlo, perché la conoscenza della Kabbalah si basa sul corretta coniugazione delle proprietà.

Non possiamo percepire il mondo spirituale perché non abbiamo proprietà adeguate. Ad esempio, ci sono delle onde radio intorno a noi che non vediamo e sentiamo, ma abbiamo creato strumenti che ci permettono di percepirle.

Allo stesso modo abbiamo bisogno di costruire un dispositivo che possa percepire il mondo spirituale. Questo dispositivo si chiama anima e deve avere le proprietà del mondo superiore, la dazione e la connessione reciproca, che sono assolutamente opposte al nostro mondo.

Possiamo trovarle in un gruppo, in stretta adesione a ciò che insegna la saggezza della Kabbalah.
Man mano che accumulerete materiale sensoriale e razionale, inizierete a sentire che l’anima si forma gradualmente in voi. Imparerete di più su tutti i tipi di modelli di elementi spirituali, i loro vari composti, classi, livelli e così via.

In altre parole, studiando la scienza della Kabbalah – la fisica del mondo superiore – certi sentimenti, proprietà e sensazioni, si formeranno gradualmente in voi. Costruirete modelli dentro di voi: “Questo è Bina, questo è Malchut, questo è Zeir Anpin, questo è sopra il Parsa, questo è sotto il Parsa”, e così via. Questo è il progetto attraverso il quale gradualmente prenderà forma la vostra anima.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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Perché dobbiamo rivolgerci al Creatore?

Domanda: Quando utilizzo l’energia elettrica o sfrutto la forza di gravità, non ho bisogno di chiedere nulla a nessuno. Perché per interagire con la forza superiore della natura ho bisogno di formulare una richiesta spirituale?

Risposta: Nell’ambito della natura inanimata, vegetale o animata, (noi in questa esistenza terrena facciamo parte della natura animata), rimaniamo in uno stato materiale chiaro, esplicito. Non abbiamo nulla da chiedere. Abbiamo semplicemente bisogno di sapere come adattarci, imparare ed usare la natura corporea, studiarne le leggi e cercare di implementarle il più correttamente possibile.

Quando proviamo a salire al livello successivo, al livello spirituale della nostra esistenza, entriamo in una relazione totalmente diversa: la relazione con il Creatore. Qui siamo legati a Lui costantemente. Egli si rivolge a noi e noi ci rivolgiamo a Lui.

A questo proposito, quando vogliamo diventare simili a Lui, creiamo un’immagine di somiglianza con il Creatore, chiamata “la nostra anima“.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Rivelare lo spazio spirituale

Domanda: Perché alle persone non viene data immediatamente l’opportunità di entrare nello spazio spirituale e svilupparsi al suo interno?

Risposta: Perché non ne hanno il desiderio. Se tu dessi loro tali desideri non li sentirebbero come propri. È uno stato animale. Arrivando dallo stato opposto, devono sviluppare i corretti desideri spirituali. Solo in seguito cominceranno a raggiungere i più alti stati, e stavolta sì che li sentiranno come propri!

Domanda: È possibile trovarsi già nello spazio spirituale e non sentirlo?

Risposta: Sì, è vero. È così. Tu non puoi ancora sentirlo. È tutta una questione di come rivelarlo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 09/12/2018

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Come sullo schermo di un cinema

Domanda: Il Creatore mi influenza in modo diverso, a seconda dei miei cambiamenti? Oppure la Sua influenza rimane la stessa ma la percezione che ne ho cambia? Chi cambia: io o Lui?

Risposta: Nel nostro mondo, parliamo sempre di ciò che la persona avverte: che si tratti di un cambiamento del tempo, dell’ambiente, della società circostante o di qualsiasi altra cosa.

La Kabbalah spiega che è tutto dentro di me: la società, l’umanità, il tempo e tutto ciò che accade. Ma io lo vedo solo all’esterno, l’esterno a me, come i diversi livelli della natura.

Quindi, correggendomi interiormente, cambio anche il mondo esterno. Ma ora, al contrario, a me il mondo sembra esterno, ed io penso che, cambiando me stesso, io possa vedere solo i risultati dei miei cambiamenti.

Immagina che ci sia intorno a te uno “schermo” a 360 gradi e che su di esso si possano vedere tutti i cambiamenti che avvengono in noi in tutti e quattro i livelli: parlante, animato, vegetale e inanimato. Queste sono le quattro fasi del desiderio che si proiettano su uno “schermo” esterno, come in un cinema.

Qui ci sono due approcci. O, cambiando me stesso, cambio in meglio il mondo intorno a me, oppure, rimango lo stesso e il mondo intorno a me cambia per forzarmi a cambiare. Cioè, o il Creatore mi tira avanti con una forza positiva oppure mi spinge da dietro con una forza negativa. Ed io vedo tutto questo sullo “schermo” intorno a me.

Domanda: Allora, cosa possiamo dire sulle quattro stagioni dell’anno che si avvicendano costantemente?

Risposta: Sono i quattro fondamenti, le quattro fasi della luce che si riflettono in me nella forma delle quattro stagioni. Tutto è diviso in quattro, cinque o dieci parti. Questo è il mio mondo interiore che è proiettato fuori in questo modo.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Il concetto di fede secondo la Saggezza della Kabbalah

Domanda: Quando parliamo di fede al di sopra della ragione nella Kabbalah, la parola fede, ha lo stesso significato che viene generalmente accettato nel nostro mondo?

Risposta: No, secondo la saggezza della Kabbalah, la fede non ha nulla a che fare con la comprensione terrena di questa parola. La fede, così come è intesa nella Kabbalah, non può trovare riscontri nella filosofia, ma neppure nella psicologia o nella vita di tutti i giorni.

La fede è la proprietà della dazione, che si forma in noi sotto l’influenza della forza superiore. Quando dico che credo in qualcosa, significa che ho semplicemente una certa connessione con qualche fenomeno, ma questo non è in alcun modo collegato alla fede che la Kabbalah implica.

Nella Kabbalah, il concetto di fede è una caratteristica speciale che sorge in una persona sotto l’influenza della forza superiore, la luce superiore. Solo allora si possono compiere azioni assolutamente altruistiche completamente non correlate a se stessi. È come se avessi un corpo supplementare, spirituale, e con il suo aiuto tutto funziona.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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