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Cosa è più forte: il tempo o la pazienza?

Domanda: Lei ha scritto su Instagram: “Se tu cambierai, il mondo cambierà. E non chiedere al mondo di cambiare se prima non sei disposto a cambiare te stesso. Sii migliore e tutto cambierà”.

“Il mondo dipende solo dal cambiamento dell’uomo, non dal cambiamento degli altri. Scoprirai così che non sono loro a dover cambiare. Il mondo intero è in completa correzione”.

Mentre avvengono questi processi, cosa è più forte: il tempo o la pazienza?

Risposta: Il tempo è qualcosa che non dipende da noi. La pazienza è invece qualcosa che dipende da noi. Tuttavia, con l’aiuto della nostra pazienza, possiamo cambiare il tempo, renderlo più veloce o rallentarlo. Pertanto, credo che la cosa più importante sia il nostro atteggiamento verso il mondo e che ci impegniamo a cambiare il più rapidamente possibile, e poi vedremo cambiare il mondo alla stessa velocità nella giusta direzione.

Domanda: Alla fine, accadrà che il tempo si sottometterà a noi?

Risposta: Il tempo sarà soggetto a noi e i cambiamenti del mondo saranno soggetti a noi, dato che dipendono dai nostri cambiamenti.

Domanda: Cosa ha che fare questo con la pazienza?

Risposta: Pazienza significa che non dobbiamo sopportare nulla, non dobbiamo aspettare che qualcosa cambi. Dobbiamo cambiare noi stessi.
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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 03/02/2019

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La struttura del desiderio spirituale

Domanda: Cos’è la struttura del desiderio spirituale? Come differisce dalla struttura del mio desiderio materiale?

Risposta: Il desiderio spirituale è composto dalle Dieci Sefirot: nove Sefirot terminanti con Malchut.

La luce superiore che si diffonde attraverso le quattro fasi della luce, forma nove Sefirot: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, la quale si compone di sei Sefirot. Passando attraverso di esse la luce costruisce i cinque gradi – Malchut.

Le prime nove proprietà sono le proprietà della dazione e Malchut è la proprietà della ricezione.

Quando Malchut diventa come le nove Sefirot un’unione si realizza fra essa e la qualità della dazione.

Tuttavia, essa può ricevere la luce superiore ma solo se ha uno schermo (restrizione) per ricevere la luce superiore.

Così, le loro connessioni nascono dall’unione di Malchut con le nove Sefirot.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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Lontano dal Creatore

Domanda: Se il piacere è una forma di luce, e l’unica fonte di luce è il Creatore, in che modo il piacere di ricevere può essere disconnesso dalla fonte?

Risposta: Questo cosiddetto “piacere disconnesso dalla fonte”, non è il piacere del dare, ma del ricevere. Nel nostro mondo, tutti i piaceri sono così.

Domanda: Ciò significa che se un piacere deriva dalla dazione, allora non è disconnesso dalla fonte ma è connesso con essa? Tutta la dolcezza arriva da lì?

Risposta: Sì, mentre il cibo, il sesso, la famiglia, la ricchezza, l’onore e la conoscenza sono tutti piaceri del nostro mondo che riceviamo lontano dal Creatore. Pertanto, sono tutti transitori, non rimangono, non possono essere eterni e tutti finiscono male.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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Cosa è predeterminato per ognuno di noi?

Domanda: E’ possibile che la sofferenza o la punizione siano predeterminate e che si possano cancellare con l’aiuto della luce della saggezza della Kabbalah?

Risposta: Non sono la sofferenza e la punizione ad essere predeterminate, ma la via specifica da seguire, che arriva dal punto nel cuore della nostra anima. Questa via può essere sia buona che cattiva, ma questo sta nella libera scelta di ognuno di noi.

Domanda: In definitiva, soffrire fa bene alle persone?

Risposta: Nessuno ha bisogno di soffrire nemmeno per un solo istante. Il Creatore è buono e desidera solo il bene per noi. Pertanto, ogni singolo secondo di sofferenza è il sintomo che stiamo andando contro di Lui. Se vogliamo dirigerci assieme verso di Lui, dovremmo sbarazzarci della sensazione di sofferenza il più rapidamente possibile.

Domanda: Cosa ci sviluppa di più: la sofferenza per la mancanza dell’indispensabile o il desiderio di provare piacere?

Risposta: Solo sforzandoci di raggiungere l’obiettivo e la verità possiamo elevarci; né il piacere, né lo scappare dalla sofferenza ci saranno d’aiuto.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 18/11/2018

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Pesa i tuoi desideri e pensieri

Domanda: Perché lo scopo della creazione è in totale contraddizione con il terribile stato dell’umanità, che è immersa nell’egoismo?

Risposta: Il fatto è che abbiamo attraversato una frammentazione. Pertanto, tutti i pensieri e i desideri che sorgono in noi sono negativi, opposti al Creatore e opposti all’unificazione nella decina.

Abbiamo solo bisogno di valutare i nostri desideri e pensieri, il cuore e la mente. Dobbiamo costantemente controllare questi due parametri, quanto essi aiutano o, al contrario, si oppongono all’unione. Solo in questo possiamo vedere la loro altezza positiva o negativa.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Da che cosa dipende il desiderio di studiare la saggezza della Kabbalah?

Domanda: Da che cosa dipende il desiderio di studiare la saggezza della Kabbalah?

Risposta: L’aspirazione al Creatore dipende dalla Reshimo (il registro informativo spirituale) che viene rivelato in una persona. Queste non sono solo domande sul significato della vita e sulla sua inutilità perché le loro risposte possono essere puramente corporee.

In una persona sorge una domanda pressante sull’essenza dell’esistenza al di sopra del solo riempimento di se stessa. Non mi importa come vivo, in che modo mi soddisfo, cosa ho e quando finirà la mia vita. Per me è importante capire il suo significato interiore! Da dove viene e perché mi è stata data? Cos’è questo fenomeno della vita? Cosa rappresenta?

Quando questa domanda sorge in una persona, allora essa ha davvero bisogno di scoprire lo scopo della creazione. Cioè, il Creatore stesso non è chiaro. Tuttavia, se il progetto, il pensiero con cui tutto è stato creato: “Con quale scopo? Perché? Per cosa? Come? Da chi?”, attira una persona, essa arriva allo studio della Kabbalah e vi rimane.

Ma, se è stata accidentalmente attratta dalla saggezza della Kabbalah tramite altre domande che sono meno focalizzate sul significato interiore della vita, se ne andrà. Pertanto, è scritto che mille entrano in una stanza buia e solo una rimane e va alla luce.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 4/04/2019

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Così quell’amarezza diventa dolcezza

Dr.Michael LaitmanDomanda: Cos’è che determina se il gusto dell’illusione materiale sia amaro o dolce? E’ qualcosa che si può controllare?

Risposta: Può essere controllato solo riconoscendo che proviene dall’alto, dal Creatore e quindi ogni amarezza diventa dolcezza.

Sebbene, in realtà, non ci sia nulla di dolce nell’universo. C’è solo il male, l’amarezza assoluta, tutto sa di sale e di pepe…è un sapore acido! Tuttavia, quando inizi a mettere in relazione queste sensazioni con il Creatore, esse si riempiono di dolcezza.

Gli stessi stati amari, pungenti e aspri, si impregnano della dolcezza del Creatore e diventano sorprendentemente gustosi! Non c’è altra dolcezza come quella.

La dolcezza del mondo superiore consiste di due opposti che si completano a vicenda. È come nel nostro mondo: c’è qualcosa di dolce e qualcosa di amaro. Ad esempio, al brandy o alla vodka viene aggiunto il cioccolato. Senza questa complementarietà è impossibile assaporarne il gusto, non funziona. Deve esserci qualcosa del genere o non sentirai nessun piacere.

Domanda: Come la dolcezza di ricevere il premio Oscar o il premio Nobel nel nostro mondo?

Risposta: No, questi sono tipi completamente diversi di dolcezza, che vengono aggiunti, perché le persone soffrono. Dopotutto, investono ancora degli sforzi nella ricerca del piacere.

Nota: In effetti, quando ho ricevuto il premio Oscar, mentre prendevo la statuetta tra le mani sentivo che tutto il mio piacere se ne stava andando. Andava via! Era come se non avessi mai desiderato nulla. Un attimo, e tutto era svanito.

Il mio commento: Sic transit gloria mundi! “Così passa la gloria del mondo!”
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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Perché questo mondo esiste?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come determini in che mondo ci troviamo? Perché esiste questo mondo inferiore?

Risposta: Siamo nel mondo dell’egoismo, che è chiamato il nostro mondo, quello che sentiamo dentro di noi.

Il nostro mondo inferiore esiste solo per poter ascendere da esso al mondo superiore, per darci un punto di partenza sul quale possiamo cadere e da cui risorgere, ogni volta, rimbalzando poi ad un più alto grado del mondo superiore.

Domanda: Se viviamo nel mondo dell’egoismo, come possiamo usarlo più efficacemente per arrivare alla spiritualità?

Risposta: Dobbiamo servirci del nostro mondo egoistico, perché in esso abbiamo bisogno di esistere fisicamente. Tuttavia, il resto della nostra attenzione dovrebbe essere rivolto al nostro stato nel gruppo. È proprio dalla nostra connessione nel creare il Kli spirituale, il vaso, che dipende la rete di forze spirituali in cui il Creatore sarà rivelato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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La sofferenza utile

Domanda: Come posso essere sicuro che la sofferenza mi spingerà verso il lavoro spirituale e non mi farà invece scappare via?

Risposta: Quello che conta è capire che esiste una sofferenza utile, che ci spinge verso lo scopo della creazione, ed esiste invece una sofferenza che noi semplicemente subiamo, ma che non porta alcun beneficio.

La sofferenza utile ci spinge ad immergerci nel gruppo sempre di più, ad essere in adesione con esso, ci spinge a costruire noi stessi. Proprio come quando guidiamo per andare da qualche parte e ci perdiamo, perché abbiamo preso una strada sbagliata, la sofferenza utile ci aiuta a trovare la strada giusta. Senza questi scossoni, non ci possiamo muovere correttamente.

Ci muoviamo sempre in base alle due linee: la destra e la sinistra, il piacere e la sofferenza.

Pertanto, la sofferenza giusta è quella che ci spinge avanti e ci indica sempre come muoverci correttamente.

Per esempio, lungo il suo percorso, un razzo in movimento assesta costantemente la propria rotta. Così anche noi dobbiamo monitorare il nostro cammino ed aggiustare la nostra traiettoria, a seconda del feedback negativo che ci corregge costantemente e ci tiene in rotta. Questa connessione è necessaria e non dovrebbe essere percepita come una sofferenza ma come una correzione indispensabile. Dobbiamo essere grati al Creatore che ci educa in questo modo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 18/11/2018

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Il piacere della connessione

Domanda: Ci sono molti gruppi di persone nel mondo che amano la connessione. Qual è la differenza tra quei gruppi e un gruppo di kabbalisti?

Risposta: In effetti ci sono molti gruppi nel mondo che si impegnano in vari metodi di connessione e ne ricevono un grande piacere. La gente fa karaoke, balla, canta, ecc. È impressionante vedere come le persone si divertono a stare insieme.

Come possiamo distinguere un gruppo kabbalistico da qualsiasi altro gruppo di persone che si connettono e ricevono piacere dalla connessione?

Il fatto è che di solito l’obiettivo dei gruppi è quello di divertirsi. Ma l’obiettivo della connessione nei gruppi kabbalistici è quello di portare soddisfazione al Creatore e, nella misura in cui essi aspirano a questo, salgono al livello del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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