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Pesa i tuoi desideri e pensieri

Domanda: Perché lo scopo della creazione è in totale contraddizione con il terribile stato dell’umanità, che è immersa nell’egoismo?

Risposta: Il fatto è che abbiamo attraversato una frammentazione. Pertanto, tutti i pensieri e i desideri che sorgono in noi sono negativi, opposti al Creatore e opposti all’unificazione nella decina.

Abbiamo solo bisogno di valutare i nostri desideri e pensieri, il cuore e la mente. Dobbiamo costantemente controllare questi due parametri, quanto essi aiutano o, al contrario, si oppongono all’unione. Solo in questo possiamo vedere la loro altezza positiva o negativa.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Da che cosa dipende il desiderio di studiare la saggezza della Kabbalah?

Domanda: Da che cosa dipende il desiderio di studiare la saggezza della Kabbalah?

Risposta: L’aspirazione al Creatore dipende dalla Reshimo (il registro informativo spirituale) che viene rivelato in una persona. Queste non sono solo domande sul significato della vita e sulla sua inutilità perché le loro risposte possono essere puramente corporee.

In una persona sorge una domanda pressante sull’essenza dell’esistenza al di sopra del solo riempimento di se stessa. Non mi importa come vivo, in che modo mi soddisfo, cosa ho e quando finirà la mia vita. Per me è importante capire il suo significato interiore! Da dove viene e perché mi è stata data? Cos’è questo fenomeno della vita? Cosa rappresenta?

Quando questa domanda sorge in una persona, allora essa ha davvero bisogno di scoprire lo scopo della creazione. Cioè, il Creatore stesso non è chiaro. Tuttavia, se il progetto, il pensiero con cui tutto è stato creato: “Con quale scopo? Perché? Per cosa? Come? Da chi?”, attira una persona, essa arriva allo studio della Kabbalah e vi rimane.

Ma, se è stata accidentalmente attratta dalla saggezza della Kabbalah tramite altre domande che sono meno focalizzate sul significato interiore della vita, se ne andrà. Pertanto, è scritto che mille entrano in una stanza buia e solo una rimane e va alla luce.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 4/04/2019

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Così quell’amarezza diventa dolcezza

Dr.Michael LaitmanDomanda: Cos’è che determina se il gusto dell’illusione materiale sia amaro o dolce? E’ qualcosa che si può controllare?

Risposta: Può essere controllato solo riconoscendo che proviene dall’alto, dal Creatore e quindi ogni amarezza diventa dolcezza.

Sebbene, in realtà, non ci sia nulla di dolce nell’universo. C’è solo il male, l’amarezza assoluta, tutto sa di sale e di pepe…è un sapore acido! Tuttavia, quando inizi a mettere in relazione queste sensazioni con il Creatore, esse si riempiono di dolcezza.

Gli stessi stati amari, pungenti e aspri, si impregnano della dolcezza del Creatore e diventano sorprendentemente gustosi! Non c’è altra dolcezza come quella.

La dolcezza del mondo superiore consiste di due opposti che si completano a vicenda. È come nel nostro mondo: c’è qualcosa di dolce e qualcosa di amaro. Ad esempio, al brandy o alla vodka viene aggiunto il cioccolato. Senza questa complementarietà è impossibile assaporarne il gusto, non funziona. Deve esserci qualcosa del genere o non sentirai nessun piacere.

Domanda: Come la dolcezza di ricevere il premio Oscar o il premio Nobel nel nostro mondo?

Risposta: No, questi sono tipi completamente diversi di dolcezza, che vengono aggiunti, perché le persone soffrono. Dopotutto, investono ancora degli sforzi nella ricerca del piacere.

Nota: In effetti, quando ho ricevuto il premio Oscar, mentre prendevo la statuetta tra le mani sentivo che tutto il mio piacere se ne stava andando. Andava via! Era come se non avessi mai desiderato nulla. Un attimo, e tutto era svanito.

Il mio commento: Sic transit gloria mundi! “Così passa la gloria del mondo!”
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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Perché questo mondo esiste?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come determini in che mondo ci troviamo? Perché esiste questo mondo inferiore?

Risposta: Siamo nel mondo dell’egoismo, che è chiamato il nostro mondo, quello che sentiamo dentro di noi.

Il nostro mondo inferiore esiste solo per poter ascendere da esso al mondo superiore, per darci un punto di partenza sul quale possiamo cadere e da cui risorgere, ogni volta, rimbalzando poi ad un più alto grado del mondo superiore.

Domanda: Se viviamo nel mondo dell’egoismo, come possiamo usarlo più efficacemente per arrivare alla spiritualità?

Risposta: Dobbiamo servirci del nostro mondo egoistico, perché in esso abbiamo bisogno di esistere fisicamente. Tuttavia, il resto della nostra attenzione dovrebbe essere rivolto al nostro stato nel gruppo. È proprio dalla nostra connessione nel creare il Kli spirituale, il vaso, che dipende la rete di forze spirituali in cui il Creatore sarà rivelato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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La sofferenza utile

Domanda: Come posso essere sicuro che la sofferenza mi spingerà verso il lavoro spirituale e non mi farà invece scappare via?

Risposta: Quello che conta è capire che esiste una sofferenza utile, che ci spinge verso lo scopo della creazione, ed esiste invece una sofferenza che noi semplicemente subiamo, ma che non porta alcun beneficio.

La sofferenza utile ci spinge ad immergerci nel gruppo sempre di più, ad essere in adesione con esso, ci spinge a costruire noi stessi. Proprio come quando guidiamo per andare da qualche parte e ci perdiamo, perché abbiamo preso una strada sbagliata, la sofferenza utile ci aiuta a trovare la strada giusta. Senza questi scossoni, non ci possiamo muovere correttamente.

Ci muoviamo sempre in base alle due linee: la destra e la sinistra, il piacere e la sofferenza.

Pertanto, la sofferenza giusta è quella che ci spinge avanti e ci indica sempre come muoverci correttamente.

Per esempio, lungo il suo percorso, un razzo in movimento assesta costantemente la propria rotta. Così anche noi dobbiamo monitorare il nostro cammino ed aggiustare la nostra traiettoria, a seconda del feedback negativo che ci corregge costantemente e ci tiene in rotta. Questa connessione è necessaria e non dovrebbe essere percepita come una sofferenza ma come una correzione indispensabile. Dobbiamo essere grati al Creatore che ci educa in questo modo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 18/11/2018

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Il piacere della connessione

Domanda: Ci sono molti gruppi di persone nel mondo che amano la connessione. Qual è la differenza tra quei gruppi e un gruppo di kabbalisti?

Risposta: In effetti ci sono molti gruppi nel mondo che si impegnano in vari metodi di connessione e ne ricevono un grande piacere. La gente fa karaoke, balla, canta, ecc. È impressionante vedere come le persone si divertono a stare insieme.

Come possiamo distinguere un gruppo kabbalistico da qualsiasi altro gruppo di persone che si connettono e ricevono piacere dalla connessione?

Il fatto è che di solito l’obiettivo dei gruppi è quello di divertirsi. Ma l’obiettivo della connessione nei gruppi kabbalistici è quello di portare soddisfazione al Creatore e, nella misura in cui essi aspirano a questo, salgono al livello del Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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La gioia è il risultato delle buone azioni

Domanda: Come si spiega il concetto di gioia nella Kabbalah? Ad esempio, la fede è amore, dazione…ma la gioia?

Risposta: La mia gioia proviene dal fatto che io posso compiere un’azione di dazione. Come si dice: “La gioia è un riflesso delle buone azioni”.

Quando tu compi buone azioni, dai, abbracci, aiuti, spingi gli altri in avanti….e poi arriva la gioia.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 04/04/2019

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In lotta con me stesso

Baal HaSulam, Shamati n.70, “Con mano forte e con scatenamento di furore ”: ‘… di quelli che desiderano entrare nel lavoro di Dio per poter aderire veramente a Lui ed entrare nel Palazzo del Re, non tutti sono ammessi. Piuttosto, l’uomo viene esaminato e lo fanno entrare se non ha altri desideri ma solo il desiderio per la Dvekut (Adesione).

E in che modo viene esaminato l’uomo se ha un solo desiderio? Gli vengono dati i disturbi. Questo vuol dire che gli mandano i pensieri e i messaggeri estranei con lo scopo di disturbarlo, affinché lasci questa via e vada per la via delle masse’.

Baal HaSulam scrive che tutto nella natura deriva dalla collisione. La vita è una lotta, non con qualcuno o qualcosa, ma piuttosto con se stessi. Se riesci a comprendere questo nel modo corretto, tutto va a posto.

Tutto dipende da come ci sintonizziamo con questo per comprendere che ci sono due forze a governare il mondo: ricezione e dazione. La forza della ricezione è il nostro grande egoismo e la forza della dazione non esiste in noi. Dobbiamo svilupparla gradualmente ed è abbastanza difficile.

Per poterlo fare dobbiamo in qualche modo interagire con il gruppo, cercando di essere più vicini. Noi non vogliamo questo. È proprio a questo punto, quando sentiamo che non lo desideriamo ma ci spingiamo, forzandoci, a connetterci con gli amici, che dobbiamo rivolgerci al Creatore per chiederGli di darci un’opportunità di desiderarLo. Se non scappiamo da questa battaglia ma ci riprendiamo, possiamo quindi raggiungere l’equilibrio nella linea di mezzo.

Domanda: Cosa sono i pensieri estranei?

Risposta: Sono tutti quei pensieri che non sono diretti all’adesione con il Creatore, all’equivalenza con Lui e alla qualità della dazione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Come dovremmo immaginarci la spiritualità?

Domanda: Puoi descrivere lo stato verso il quale stiamo avanzando? Quale dovrebbe essere il livello di connessione tra noi, sia sul piano dei sentimenti che su quello dei pensieri?

Risposta: Si tratta di una domanda legittima, ma non c’è risposta. In che modo immagini che sarà la relazione reciproca con cui la luce superiore si rivelerà tra noi? È indescrivibile. Per questo viene chiamata “fede al sopra della ragione”, una “qualità spirituale”, il “mondo spirituale” in cui gli opposti non sono più opposti ma complementari fra loro.

Credo che ognuno di voi percepisca questo in maniera lineare, non possiamo farci nulla. Possiamo solo chiedere che avvenga.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 06/02/2019

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Non il vuoto ma il riempimento

Domanda: Supponiamo che io stia donando per il beneficio del Creatore ma in seguito mi senta esausto. Poiché il grado della dazione è chiamato il livello di Bina, significa che adesso sono in questa fase?

Risposta: No! Se tu stessi realmente donando, non sentiresti il vuoto ma il riempimento.

Nella misura in cui tu apri la tua valvola e cominci a svuotare l’egoismo da te stesso, e quindi ti trovi nella dazione, lasci uno spazio vuoto dentro di te che viene immediatamente riempito dalla luce superiore.

Tu sei come un pallone pieno di egoismo. Quando la valvola si apre, l’egoismo comincia a venir fuori lentamente e la luce superiore arriva per prendere il suo posto: Nefesh, Ruach e Neshama, dipende dal livello d’intensità. Ma non puoi sentirti esausto. Al contrario, tu senti quanto stai guadagnando, quanto ricevi e quanto vieni riempito.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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