Pubblicato nella 'Lavoro spirituale nel gruppo' Categoria

Ci vediamo a Berlino!

Domanda: Quanto è importante partecipare al prossimo Congresso Europeo di Kabbalah a Berlino?

Risposta: Spero davvero che tutti quelli che studiano con noi capiscano quanto sia vitale questo per noi e per tutta l’ umanità, specialmente nel nostro stato presente, quello in cui l’ Europa si unisca in termini spirituali.

Stiamo aspettando un picco di eventi molto difficili in Europa e penso che tutti stiano cominciando a sentirlo.

Tutte quelle dolci speranze di trovare delle soluzioni attraverso il mercato comune stanno cominciando a sparire. Dietro tutto questo, vediamo la manifestazione di un grande odio, di una separazione reciproca e la crescita del protezionismo.

Pertanto, ora è tempo di accelerare la circolazione della saggezza della Kabbalah in Europa attraverso il nostro migliore sforzo. Tutti i nostri amici che vivono lì devono vedere il loro futuro e quello di tutta l’ umanità sotto questa luce.

Al contrario, l’ Europa darà vita ad un nuovo fuoco, una volta e poi un’ altra. È lì che si sono svolte le prime due guerre mondiali e potrebbe essere la stessa cosa per la terza. Penso che la Germania, più di ogni altro paese, senta quanto reale e vicino possa essere questo timore.

Tuttavia, come ci informa la saggezza della Kabbalah, tutto dipende dall’ unità tra la gente e dal raggiungimento dell’ equilibrio con la natura. Tutto questo può essere realizzato con l’ aiuto della Forza Superiore se una persona lo desidera e si sforza di percepire questa forza. Questo è quanto la saggezza della Kabbalah ci aiuta ad ottenere.

La chiave si trova nella circolazione della Kabbalah in tutte le forme possibili affinché questa possa arrivare ad ogni persona in Europa. Noi continueremo ad adattare gli articoli ed a pubblicarli su Internet in tutte le lingue europee nella maniera più intensa. Non ci possono essere altri ritardi poiché il prossimo anno o fra due anni, sarà il punto cruciale per tutta l’umanità.

Il mondo si trova ancora di fronte a grandi prove. Al fine di superarle nella maniera corretta, affinché queste non ci lascino un abisso, ma anzi ci diano una spinta verso l’ alto, verso la meta, abbiamo bisogno di armarci della saggezza della Kabbalah. Questo dipende da te!

Speriamo che tutti i nostri studenti di tutta l’ Europa prendano parte al congresso, anche dai luoghi più remoti; speriamo di vederli tutti. Ho la speranza che la nostra voce alla fine sarà ascoltata.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4 Gennaio 2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Psicologia materialistica dell’ amore

L’ Amore non fa parte di questo mondo. Se tu incominci a rivolgerti a qualcuno con amore, ciò significa che in te incomincia a funzionare l’ anima.

E al momento in te, di quest’ anima c’ è solamente un punto rotto. Se tu da questo punto incominci a creare un rapporto d’ amore con un’altra persona e crei una specie di “vettore” d’ intenzioni e di aspirazioni, che si chiama amore, allora diventerà la tua anima.

Infatti si baserà sul tuo desiderio di piacere, che è stato riparato con l’ intento di renderlo atto a “donare”. Questo si chiama amore.

Se otterrai tale proposito, diventerai un’ individualità spirituale. In questo rapporto con l’ altro uomo, incomincerai a scoprire la luce NARANHAI, i mondi superiori, tutto ciò che c’ è fra te e lui. Da quel momento, fino a quando non sarai in grado di percepire l’ altro completamente, come fosse te stesso, come un tutto intero. Ciò significa che hai raggiunto il Mondo dell’ Infinito, infatti non esistono più confini, non più restrizioni. Così si rivela il mondo spirituale.

Nei confronti di tutto e tutti mi devo comportare con amore. Ma se qualcuno mi si avventa addosso con un coltello, cosa devo fare? Dovrò anch’ io prendere un coltello e ammazzarlo, con amore….. Così è la legge. E se viene da me l’ esattore delle tasse e mi dice che devo pagare, io pago. Dentro, nel mio cuore, io posso piangere sulle mie tasche vuote, ma la mia anima sarà felice.

Bisogna capire che il nostro rapporto con il vicino è basato sul nostro desiderio di godere e la sua correzione, per dare! Se riconosco tutte le esigenze dell’ altro e le soddisfo utilizzando il suo desiderio, significa che l’ amo.

Ma se io solamente limito il mio desiderio, così da non causare danno all’ altro, ciò significa che mi trovo nello stato di “dare per ricevere” (hafetz-hesed), ma non è amore. E’ detto: “Non fare all’ altro ciò che non vuoi sia fatto a te”, – questa è una verifica di come mi devo comportare con lui. Se non ti piace ti venga fatto qualcosa, non farla tu ad un altro.

Ma forse gli piacerà qualche altra cosa? Non lo so, lo faccio solamente seguendo i miei desideri. Questa è “psicologia materialistica”.

E pure l’ amore non va oltre la psicologia materialistica. Ma io sento talmente tanto l’ altro che percepisco i suoi desideri e perciò li faccio miei e li esaudisco con le mie possibilità di desiderio.

Se amo il prossimo e faccio miei i suoi desideri, allora posso aumentare la sua richiesta (MA”H) fino al mondo dell’ Infinito! Lui stesso non lo può fare, ma lo posso fare io per lui!

Nello spirito nessuno di noi può prendere un pezzo di cibo e metterselo direttamente in bocca. Solamente se io lo do a te e tu lo dai a me. E a patto che io sappia precisamente quello di cui tu hai bisogno e altrettanto tu di me. Allora tu potrai mettermi in bocca quel pezzo di cibo, e io a te. Siamo talmente uniti che nessuno di noi si può nutrire da solo.

E tutto questo deve avvenire qui, in questo mondo! La Luce dell’ Infinito deve espandersi fino a questo mondo, come è detto: “I suoi piedi staranno su una montagna di grasso”. I rapporti spirituali sono tali che addirittura nel fisico non puoi agire diversamente.
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(Da una lezione sullo scritto “Il carattere della scienza della Kabbalah” del 12.01.2011)

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Non distrarti alle svolte

Nell’ uomo si alternano in continuazione gli stati d’animo “Israele” e “Popoli del mondo”. Questo processo non dipende da lui, vuole solamente “dare nell’ occhio” e protrarsi con tutta la forza.

A questo punto bisogna rinforzare quanto più possibile l’ unione con il gruppo, ed avere sempre presente nella mente e nel cuore il “dare”. Così si realizza il principio di “Israele, Torà e Creatore, unitamente” secondo la volontà del Creatore.

Con quanto più zelo ci si applica, più alta sarà la frequenza dei cambiamenti tra questi due stati d’ animo. Qui è molto importante non permettere né all’uno né all’altro di uscire dalla carreggiata, non voler rimanere nell’uno o nell’ altro, non scivolare né qui né lì.

Bisogna continuamente guardare davanti a sé e tendere direttamente alla méta, anche se il cammino è tortuoso e accidentato. In ognuno di noi turbinano le proprie reshimot, è come se uno si muovesse in un tunnel a serpentina. Non puoi scappare da nessuna parte, ti sforzi solamente di andare avanti, senza far troppa attenzione a tutte quelle brusche svolte.

Vorresti fosse possibile fermarti ed esaminare ben bene la situazione, studiarla, capirla e farne il punto. Questo però non aiuta mai.

Cerca di superare ogni tratto del percorso più velocemente possibile e non temere, anche se ti è sconosciuto.

Si potrà capire qualcosa solamente quando ci si troverà ad un livello più alto. Un bambino non sa mai in quale fase di sviluppo egli si trova, gli sono comprensibili solo le fasi passate. Ecco perché gli possono far da maestri i compagni più anziani. Meglio sarebbe rimandare questa cooperazione in seguito.

Perciò noi tendiamo sempre a proseguire, fino al termine della correzione. Solamente allora risulteranno chiare tutte le cause, tutti gli stadi, iniziali, intermedi e finali. Quando si riuniscono in un solo insieme, allora, in un attimo, ti si rivela il sistema e capisci tutto. Ma fino a quel punto non esiste verità alla quale tu ti possa appoggiare.
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(Da una lezione su uno scritto del Rabash. 2.01.2011)

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L’ amore sopra l’ odio

Congresso nel deserto di Arav. Israele. Lezione 1°

E’ molto difficile poter riunire due mondi. Come riuscire a stabilire tra di noi una interconnessione tale che aiuti a correggere le nostre anime ?

Oggi noi, riunendoci, realizziamo praticamente la Kabbalah. Generalmente alla Kabbalah si attribuiscono inviti agli spiriti, amuleti, intrighi con le forze occulte.

Ma in realtà la vera Kabbalah esiste quando tutti insieme cerchiamo di promuovere l’importanza dell’ unione fra la gente, in modo di arrivare alla rivelazione del Creatore, la forza della donazione, fra di noi.

Siamo tutti egoisti, nessuno di noi ha la forza della donazione, ma noi vogliamo che essa discenda su di noi e riempia tutto lo spazio che adesso è pieno di avversione e di odio. Siamo nati così, non abbiamo avuto la possibilità di scegliere la nostra natura. Nella Torà è detto: “L’impulso nel cuore dell’uomo è cattivo fin dalla sua giovinezza”.

Dopo, quando incominciamo, sia pur lentamente, ad unirci tra di noi, non solamente così come capita, ma in modo che ci si riveli il Creatore, forza universale di unione, noi ci occupiamo della scienza pratica della Kabbalah. Si tratta dell’ attività più proficua per la correzione delle anime.

Si possono imparare tutti i libri a memoria, riuscir bene in ogni cosa. Tutto questo non aiuta. Fino a quando l’ uomo non incomincerà a fare delle azioni concrete per promuovere l’ unione con gli altri, nonostante la riluttanza e la ripulsa, non capirà quanto è cattivo l’ impulso del suo cuore.

Nel Libro dello Zohar si racconta dei compagni di rabbi Shimon, che incarnavano le dieci Sefirot originarie nel capo di Arich Anpin, all’ altezza delle stesse fondamenta del mondo.

Secondo le loro stesse parole, prima dello studio, prima della rivelazione della luce, essi si odiavano, non potevano sopportarsi l’ un l’ altro e non riuscivano a guardarsi. Situazione da capogiro.

Eppure si siedono attorno al libro, sapendo che quest’ odio così forte è stato loro mandato dall’ alto. E’ stato loro dato il Libro dello Zohar affinché col suo aiuto incomincino ad unirsi al di sopra dell’ odio, del rigetto, come sta scritto: “Ogni crimine sarà coperto dall’ amore”.

L’ amore non dovrà estirpare il crimine ma sovrapporsi ad esso, essere talmente forte da ricoprire l’ odio.

Dentro di noi è stato depositato un gran desiderio di godimento, totalmente egoistico, ribollente, e questo rimane. Ma sopra di esso noi possiamo ricoprire tutto l’ odio con l’amore.
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(Dalla I° lezione al congresso di Arav. 30.12.2010)

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La nascita di Giuseppe

“Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Germogli di fiori”, articolo 5: I germogli di fiori sono i patriarchi che entrarono nel pensiero ed entrarono nel mondo prossimo, Binà e furono nascosti lì. Da lì, uscirono in occultamento e furono nascosti nei veri profeti. Giuseppe nacque e si nascosero in lui. Giuseppe entrò nella terra santa e li innalzò e dopo apparvero nella terra e furono rivelati lì.

Tutta la nostra connessione con il mondo spirituale passa attraverso il Partzuf di Nukva del mondo di Atzilut. Le anime frammentate elevano la loro MAN, la richiesta per la correzione verso di esso.

Una persona con un punto nel cuore aspira al mondo spirituale e la spiritualità è dazione ed unità. A causa di questo, si sforza di unirsi agli altri e le viene data l’opportunità di farlo nel gruppo.

Quando una persona realizza la condizione dell’ ascesa e crea un Kli (vaso), si connette con Malchut del mondo di Atzilut. Essa presenta la richiesta comune degli amici a Zeir Anpin, e Lui da loro la Luce che Riforma. Allora, le anime che desiderano diventare una, ascendono lungo i gradi dell’ unità.

In primo luogo, si elevano allo stato del concepimento (Ibur). Qui, si uniscono annullando se stessi reciprocamente. Ognuno abbassa la sua testa davanti all’ ambiente e diventa “come un feto nel ventre di sua madre”. Allora, essi raggiungono il grado di allattamento (Yenika, succhiare il sostentamento), dove la loro unità diventa più forte. Adesso, diventano capaci di lavorare con il loro desiderio di ricevere piacere e si elevano al di sopra di esso.

Poi le anime passano ad uno stato di crescita (Gadlut, età adulta). Il grado della loro unità le abilita a connettersi con Zeir Anpin e questo grado si chiama Yesod de Gadlut o Giuseppe.

Questo ci aiuta a capire la storia descritta nella Torà, di come Giuseppe fu venduto come schiavo dai suoi fratelli. Questi eventi decifrano la nostra lotta per l’ unità, affinché possiamo raggiungere la garanzia mutua nel grado in cui è sufficiente per rivelare il Creatore tra noi.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Germogli di fiori”)

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Disperarsi ma non arrendersi

Riferendoci ad un testo kabbalistico e in modo particolare al Libro dello Zohar, dobbiamo riconoscere l’ importanza della comprensione spirituale. Perché, in definitiva, noi vogliamo proprio questo; non il sapere, non la scolastica, non la comune conoscenza del materiale, ma solamente la comprensione, il concepire spirituale, che testimoni da parte dell’ uomo la scoperta, la rivelazione del Creatore. Questo è il criterio della nostra valutazione.

Lungo il cammino verso la rivelazione, vige la legge della somiglianza delle virtù, che non concede nessuna deroga.

Da un lato, l’ uomo intero dipende completamente dall’ azione delle Forze Superiori. Nient’ altro lo può aiutare; egli ha bisogno solamente di aiuto dall’ alto. Chi capisce questo, prende un giusto atteggiamento.

La Torà parla di questo, descrivendo l’ esilio di Egitto: “Gemevano i figli di Israele dal lavoro, e i loro lamenti arrivavano al Creatore”. In altre parole, essi sapevano con sicurezza che con le loro forze non avrebbero ottenuto niente.

Ma dall’ altra parte, i progressi spirituali si ottengono sempre con la combinazione degli opposti. Per questo motivo noi stessi dobbiamo prender parte a questo processo.

In conclusione noi ci mettiamo tutta l’ energia possibile, e al contempo siamo sicuri che solo “un miracolo dal cielo” ci condurrà fuori dalla terra di Egitto, alla terra di Israele.

La sfiducia nelle proprie forze è necessaria, e l’ uomo non deve evitare questo sentimento, ma è altrettanto necessaria la fiducia nell’ aiuto dall’ alto, che bisogna chiedere incessantemente con tutte le forze.

L’ uomo deve venirsi a trovare come i figli di Israele, gementi per il duro lavoro, quando tutto dentro di lui si fonde con l’ ambiente esterno in un insieme compatto unico e crea le condizioni che lo spronano ad uscire dall’ Egitto.

Perciò noi dobbiamo veramente cercare di rappresentarci esattamente in questa stessa situazione. Qui facciamo tutte le azioni necessarie, e poi non corriamo via dalla disperazione, ma al contrario, poniamo tutta la forza della nostra disperazione nell’ urlo, nella richiesta della correzione.
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(Dalla lezione sul Libro dello Zohar. Introduzione. 14.12.2010)

Come diventare sicuro e libero

Domanda: Da quando ho incominciato ad occuparmi di Kabbalah, mi sento così piccolo, proprio come un minuscolo embrione, e mi sento sempre meno sicuro.

Da dove mi viene improvvisamente la vera certezza in questa unica forza che controlla tutta la creazione, mi crea tanti problemi e nella quale trovo il mio unico sostegno?

Risposta: Di solito è la religione che da all’ uomo la sicurezza, quando crede in un Creatore che è buono e si occupa di lui, sul quale è possibile fare affidamento. Questa sensazione è molto diffusa e profondamente radicata nell’ uomo e lo sostiene, e perciò i Kabbalisti non prendono posizione contro le religioni.

Arriva però il tempo quando nell’ uomo si risveglia un nuovo desiderio, ed egli non riesce più a tranquillizzarsi con la precedente fede cieca. Egli cresce e si sviluppa allontanandosi da lei; non gli sono più sufficienti le azioni tradizionali. Egli vuole conoscere il Creatore!

Idealmente noi dovremmo sollevarci dalla religione (dat) alla conoscenza (daat) e, come detto, conoscere il Creatore”. Ma in pratica ciò non succede.

Praticamente questo può avvenire solamente tramite un legame con un gruppo di kabbalisti.

Non c’è altro mezzo. Il gruppo dovrà rappresentare per te il luogo dove potrai raggiungere il Creatore, la facoltà del dare, della dazione.

La sensazione d’ insicurezza nasce solo dalla mancanza di questa facoltà. Non appena sarai in grado di dare, ti sentirai completamente sicuro di te e sarai anche libero da te stesso. Dare è Binà.

Allora potrai vivere senza alcun timore, preoccupandoti di una sola cosa: quand’ è che con le mie azioni sarò in grado di emulare le azioni dei “Padri” ? Quando sarò in grado di dare al Creatore? Ossia salire oltre Binà?
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(Dalla lezione sull’ articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona” del 13.12.2010)

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Il pericolo di opporsi alla natura

Il mondo sta entrando in un nuovo periodo evolutivo, e Israele è divenuto la nuova guida in questo periodo. Fino ad ora non era possibile, perché eravamo in ”esilio”. Adesso incomincia il periodo della “liberazione”.

Liberazione” come similitudine del “Creatore”, della vicinanza con Lui, del Suo palesarsi e del palesarsi delle leggi della natura e al raggiungimento dell’armonia con essa. Accettare l’attuazione di tutte le leggi superiori, ciò significa scoprire la natura.

Nella società umana, e dentro di noi, tutte queste leggi devono essere realizzate coi nostri propri sforzi. Ossia, d’ora in poi, noi non dobbiamo fare altro che lavorare al solo scopo di essere sempre più vicini alla natura, al Creatore.

Ma noi andiamo dalla parte opposta e non vogliamo ascoltare! Questa è la causa di tutti i disastri. Infatti prima le sofferenze ci venivano date in minor misura, solamente per spingerci a proseguire. Oggi però, esse agiscono in direzione contraria, contro di noi.

Prima le sofferenze erano come delle piccole punture ai fianchi, che ci riportavano sulla giusta strada e ci stimolavano ad affrettarci nello sviluppo, ma rispettavano le tue proprie aspirazioni. Ti sollecitavano come si fa con un asino che viene punto da dietro con un bastone aguzzo.

Ma adesso, in qualsiasi maniera tu ti periti di proseguire, la natura ti si fa incontro e non ti colpisce da dietro, ma proprio in faccia. Tu vuoi proseguire per la vecchia strada? – Niente da fare! In questo modo ti attirerai ancora più e più problemi, e allora:“…siediti e non far niente”….

Ossia noi dobbiamo proseguire colle riparazioni. E Israele è guida nelle riparazioni, perché ne possiede la tecnica, il metodo.

E a causa di ciò, Israele dovrà sopportare molti più problemi, qualora non avanziamo nel modo giusto.

E qui tutto dipende da noi! E considerando le passate catastrofi, bisogna innanzitutto trarne le giuste conclusioni e non considerarle “un incidente casuale”, ché in natura ogni cosa è collegata all’altra, e per tutto c’è una causa.

Se ci veniamo a trovare in una “opposizione frontale” colla natura, cosa mai accaduta prima, dobbiamo affrettarci colle riparazioni. Invece che in opposizione, metterci in simbiosi colla natura, ed eseguire ciò che il Creatore, la natura, vuole da noi:

Raggiungere l’armonia, l’unione tra di noi, come un solo uomo, un solo cuore, arrivare all’ “amore fraterno”.

E se arriviamo a questo, allora cesseranno tutte le catastrofi e tutti i popoli sosterranno Israele. Diventeremo il centro della riparazione del mondo. Se c’è nel mondo dell’odio verso Israele, questo esiste perché noi possediamo la metodica della riparazione, e non la realizziamo con sufficiente prontezza e non l’estendiamo a tutto il mondo.

(Dalla lezione su “Equilibrio e natura” del 3.12.2010).

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Lo chiedo per tutti, anche per noi…

Domanda: Cosa possiamo fare per resistere agli attacchi della natura, come per esempio l’attuale incendio nel nord d’Israele?

Risposta: La sola cosa di cui abbiamo bisogno è un comune intento, un’ unità di pensieri, in modo che tutti i nostri compagni, in tutto il mondo, pensino come la nostra connessione gli uni con gli altri, aiuti ad eliminare tutte le catastrofi nel mondo, compreso anche lo spaventoso incendio scoppiato adesso in Israele.

Bisogna includere la nostra propria richiesta in una comune richiesta da tutto il mondo, unita a tutte le sue sofferenze. Solamente così funziona: Devi pensare a tutti, e alla fine puoi aggiungere anche “noi”. Non te stesso!

E’ la sola cosa che può aiutare.

Non possiamo lottare contro le catastrofi e le crisi coi vecchi sistemi, quando ti trovi la luce superiore che agisce contro di te. Noi ancora stiamo vedendo come continua la crisi finanziaria che abbiamo cercato di estinguere con tutti i mezzi, e sta esplodendo ancora più forte di prima.

E così con tutto il resto. Non possiamo aver ragione di questi problemi coi soliti metodi, possiamo solamente smorzarli temporaneamente, per farli poi esplodere ancora più forti. La riparazione può avvenire solamente con la convergenza dei cuori, solo con l’unione. Il mondo deve divenire globale. La forza superiore, agendo su di noi dall’alto, ci circonda e ci rinchiude da tutte le parti, manifestandosi come un’unica forza globale. E noi sentiamo come l’umanità sta diventando un unico organismo, dove tutti sono collegati l’un l’altro.

Vediamo inoltre come queste stesse catastrofi spingano l’umanità ad unirsi. Adesso stanno arrivando in Israele aiuti da tutto il mondo per aiutare a combattere il fuoco, domani succede qualcosa in un altro posto e tutti si buttano di là, e poi in un altro posto ancora. E così, grazie alle catastrofi, la natura ci obbliga ad unirci e a capire che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri.

La natura ci sta diventando così ostile che non c’è più assolutamente da pensare di combatterci a vicenda. Se non andiamo d’accordo colle buone, il Creatore ci obbliga colla forza.

La situazione si sta facendo talmente grave che nessun paese se la può cavare da solo contro le catastrofi naturali, ed ha bisogno dell’aiuto di tutti.

E tutti capiranno che bisogna essere insieme. Altrimenti non potremo sopravvivere.

Di fronte alla minaccia di morte, tutti si riuniranno. Ma perché arrivare a tanto, quando tutto si può ottenere colla buona volontà?
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(Dalla lezione sulla lezione “Equilibrio e natura”, 3.12.2010).

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Che la luce continui il suo corso

Lo studio della Kabbalah ci da la connessione coi mondi superiori. La frattura fra noi e il mondo spirituale è un abisso, una barriera, una parete di ferro che non si può rimuovere, solamente la luce superiore la può annullare. Per questo motivo non possiamo collegarci col mondo superiore, spirituale, salvo studiando alla loro vera fonte le opere del Rashbi, Ari, Baal HaSulam, Rabash. Solo grazie a questo lavoro ci viene la Luce proveniente dalle fonti.

Dobbiamo continuare a studiare le loro opere, dando modo così alla luce di continuare il suo lavoro.

E sentirete che quell’unità che abbiamo raggiunto durante il Congresso, si estenderà dal suo inizio fino alle 10 Sefirot, fino a raggiungere il massimo. Io mi aspetto che ciò avvenga molto presto, con ciascuno dei partecipanti al Congresso.

Noi ancora sentiamo l’ intensa fusione reciproca che siamo stati in grado di raggiungere: uomini, donne e persino bambini ! Ognuno di noi si è procurato un recipiente più grande e profondo, poliedrico e composito, nel quale può già predisporsi a ricevere la luce.

E se adesso, dopo il congresso, viviamo in una stessa tematica, studiando nelle lezioni le opere dei kabbalisti, saremo collegati a quella stessa luce ch’esse portano in sè. E, oltre a ciò, ci collegheremo con tutti i compagni che nello stesso giorno, nel corso delle stesse 24 ore, studiano insieme con noi quello stesso materiale.

Niente ci può unire di più che una presenza quotidiana alle lezioni.

Grazie al fatto che noi, ogni giorno, attiriamo sempre nuove e nuove parti dal mondo circostante – quello al quale abbiamo dato vita al Congresso, quella famiglia che noi abbiamo “gettato nella terra” – continua a svilupparsi, a darci le sue 10 Sefirot. E in esse percepiamo la Luce Superiore, la rivelazione del Creatore.

Noi ci troviamo ad un passo da tutto ciò. Questo processo di accumulazione, com’è scritto “soldo dopo soldo, si mette insieme un grosso capitale”, ed il fatto che al Congresso si sia creata quell’unità, quella grande connessione fra tutti noi, è proprio un grande risultato. Questo è veramente l’inizio di una nuova tappa del nostro sviluppo spirituale.
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