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Io ero già qui?

Domanda: Perché Rabash ripete gli stessi punti nei suoi articoli con tanta frequenza come se camminasse in un cerchio?

Risposta: Lui non reitera o ripete se stesso. Le stesse parole servono per differenti stati, differenti livelli di Aviut (trasformazione del desiderio). Lui ripete le preghiere ad un altro livello, più profondo. Dopo aver completato il primo “ciclo” ed aver discernito ciò che è stato detto per te, ti muovi verso un grado più profondo ed allora comincia l’analisi apparente della stessa preghiera, però adesso è più vicina alla verità, alla radice.

Attraversiamo le quattro tappe dello sviluppo, raggiungiamo il livello parlante (umano) e così, successivamente, attraversiamo nuovamente le quattro tappe, fino a che raggiungiamo il grado “dell’umano all’interno dell’umano”. Tutto questo viene dall’Alto, dalla Luce Diretta (Ohr Yashar). Solo l’ultimo grado, il quarto all’interno del quarto, può rispondere con la Luce Riflessa (Ohr Chozer). Essa stessa non si rende conto a cosa stia rispondendo, perché ritornando, il suo sviluppo continua e resta indefinito ancora una volta, fino a che raggiunge la radice.

Solo alla fine capiamo l’inizio e tutto il cammino. Esistiamo in un sistema integrale e fin che la persona non chiarisce tutti i dettagli, tutte le interconnessioni tra le anime e tutte le forme che la impressionano, è costantemente forzata ad equilibrare se stessa. Per questa ragione, siamo continuamente soggetti a cambiamenti.

La comprensione viene solo alla fine della correzione, quando per te tutto il sistema si bilancia. Si dice di questo: “Tutto il mondo Mi conoscerà, dal più piccolo al più grande”.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.02.2011, Scritti del Rabash)

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Il complicato cammino del raggiungimento della semplicità divina

Domanda: Se tutto nel nostro mondo ha origine nelle radici superiori, da dove vengono tutti i tipi di oggetti inventati artificialmente, quelli che non esistono in natura, come ad esempio un veicolo con le ruote?

Risposta: Tutta la natura è un’ immagine che appare in me e tutto questo discende a me dall’ Alto. Nel mondo spirituale, non ci sono automobili, ma esiste la nozione stessa, al contrario come potremmo completarla?

Nella loro forma visibile, le radici del mondo superiore si manifestano a noi come quattro livelli della natura: inanimato, vegetale, animato e parlante. Il resto discende a noi sotto forma di pensiero. Tutte le nostre invenzioni artificiali (come i missili e le automobili) hanno la loro radice nel pensiero superiore e non sono il risultato della nostra osservazione della natura. Non si espandono in maniera diretta, obbligatoria dall’ Alto verso il basso, ma sono inventati dall’ uomo che completa se stesso con tutte quelle cose della quali ha carenza in questo mondo.

I quattro stati della Luce Diretta si espandono dall’ alto verso il basso, dal Mondo dell’ Infinito a questo mondo materiale, portando progressivamente i mondi, i Partzufim, le Sefirot e le loro molteplici combinazioni. In ogni grado, tutto quello che è presente nell’ inferiore, tutte le sue forme, vengono dal superiore, anche se crediamo che nel livello inferiore ci possano essere forme più sviluppate perché la loro mancanza di perfezione richiede di trovare maggiore diversità e combinazioni della materia.

In alto, nel Mondo dell’ Infinito, tutto si fonde in una totalità, nell’ unità integrale. Quanto è semplice in comparazione al nostro mondo complesso; però in essenza, questo nostro mondo non è il più ricco, ma deve semplicemente dividersi in un numero così grande di integranti.

In basso ci sono milioni di elementi della natura: i minerali, le piante, gli animali e l’ uomo ed in ognuno di essi, c’ è un’ innumerevole moltitudine di dettagli; però, nella misura in cui ascendiamo i gradini dei mondi, vediamo sempre meno.

Dopotutto, per decifrare il concetto di unità che esiste in Alto, nell’ Infinito, abbiamo bisogno di innumerevoli elementi che quando si uniscono correttamente, possono ricreare questa totalità nel nostro mondo. È naturale che esista un’ enorme differenza tra i gradi superiori e quelli inferiori, in base alla misura nella quale l’ inferiore è più materiale e di conseguenza, richiede più dettagli.

Inoltre, non c’ è niente nell’ inferiore che non esista nel superiore. Semplicemente, i dettagli individuali che si rivelano nell’ inferiore si vincolano come un tutt’ uno nel superiore e quindi vengono percepiti da noi come un tutt’uno. In realtà, però, non è un insieme. Così come nel Mondo dell’ Infinito, tutto si fonde in un tutt’uno in relazione al suo obbiettivo di dare e non vediamo nessuna divisione. Comunque, questo non significa che tutte queste definizioni non esistano.

Nel Mondo dell’ Infinito, ci sono innumerevoli elementi, ma tutti sono legati in un insieme e pertanto, vengono chiamati semplice Luce infinita che riempie tutta la creazione; ma in realtà, non è una “semplice” Luce di Nefesh, ma NaRaNChaI de NaRaNChaI (Nefesh, Ruach, Neshamà, Hayà, Yechidà), che è “620 volte” più grande di quello che viene percepito solo come semplice.

Il grado inferiore arriva a conoscersi solo in una forma così “complessa”. Creiamo molte cose diverse solo a causa della nostra debolezza, dato che in altro modo, saremmo incapaci di raggiungere il superiore. Quando raggiungiamo il grado più alto, non abbiamo bisogno per altro tempo di tutti questi supplementi.

Tutta l’ abbondanza dei dettagli che ho nel mio grado inferiore, ha la sua radice in ciò che ho aggiunto per completare la mia relazione con il grado più alto; però dall’alto verso il basso, sono gli stessi elementi che continuano a discendere fino a me.

Lo stesso Mondo dell’ Infinito è presente nel nostro mondo e tutta la varietà dei dettagli che aggiungo o rivelo in natura derivano dal fatto che sono incapace di percepire questo “semplice” Mondo dell’ Infinito. Tutto intorno a me è considerato come il mondo immaginario. Tutti i mondi sono semplicemente “occultamenti che scompaiono” del Mondo dell’ Infinito, dove non c’ è nient’ altro che il desiderio (il desiderio di ricevere) riempito con la semplice Luce.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Internet ha bisogno di una nuova direzione

Domanda: Lo spazio virtuale (la rete Internet) è fatta di desideri di persone che lo popolano. C’ è un’ analogia tra Internet e il mondo spirituale?

Risposta: Finora, non siamo in grado di esaminare le analogie spirituali con Internet, perché questa rete è priva di qualsiasi ordine, anche di quello egoistico. E’ governata da una “anarchia egoistica”, dove tutti fanno ciò che vogliono.

Da un lato, questo è positivo dal momento che aiuta questo sistema ad organizzarsi il più velocemente possibile. Ma dall’ altro, in questo periodo di transizione, non esiste alcun ordine. Eppure dovremmo temere la possibilità di qualche restrizione su di essa. Internet dovrebbe evolvere in piena libertà in questo casino fino a che non si corregge.

L’ umanità si impegnerà maggiormente e più profondamente in questo sistema nella speranza di ricevere soddisfazione lì. Dopo tutto, Internet sembra avere tutto!

Ci stiamo avvicinando ad uno stato in cui una persona non vuole andare da nessuna parte e non viaggiare più: perché complicarmi la vita quando Internet ha tutto ciò che mi serve? Perché uscire di casa quando ho Internet? Perché studiare e imparare qualcosa se posso sempre cercare su Internet ed ottenere tutte le risposte?

Il sistema Internet risponderà a tutte le esigenze personali: noi potremmo lavorare, socializzare, vivere, ordinare cibo, e fare tutto il resto lì. Internet ci darà tutto, tranne una cosa: Noi non troveremo appagamento in esso. Questo è ciò che alla fine ci si rivela.

Ed è allora dovremo fare qualcosa per il sistema stesso in quanto questo è un sistema che collega le persone. Al di sopra di esso, non c’è nulla che manca! Questo è l’ ultimo e il più alto grado di materialità dell’ evoluzione umana. Pertanto, questo sistema dovrà assumere una forma che, anzi, risponda correttamente a tutte le esigenze personali, cioè, insegnare a lavorare per il bene della dazione.

Una persona che ha perso la fede in questo mondo, si ritira in quello virtuale. Ma quando si perde troppo la fiducia in se stessi, dobbiamo fare in modo che lui o lei trovi la saggezza della Kabbalah lì e tramite esso, attraverso il mondo virtuale si arriva al mondo spirituale. Essendo noi presenti in questo spazio virtuale, dobbiamo dimostrare che non c’è via d’uscita: si può cercare all’ intero di Internet, ma non si troverà la felicità.

Il problema non è nella mancanza di connessione, ma piuttosto che si tratta di un tipo errato di connessione. La connessione deve essere basata sulla dazione. E dal momento che una persona che vive nel mondo virtuale è un normale utente di Internet, e in una certa misura sente questa interconnessione tra le persone, allora dovrebbe essere ancora più facile spiegare a lui o a lei che è il tipo di comunicazione che determina per noi tutto questo. Tutto quello che dobbiamo fare è trovare solo semplici parole sufficienti per tali spiegazioni e creare una società Kabbalista di Internet alla quale tutti possono collegarsi.

Questa non porterà nessun obbligo alle persone: Lui o lei potranno venire ogni volta che lo desiderano e guardare qualsiasi cosa a cui sono interessati. Le persone non sono tenute a rivelare il proprio nome, da quale luogo provengono, a portare qualcuno, a spendere soldi, oppure inserirsi in un nuovo gruppo – basta cliccare su un pulsante ed essere lì.

Se riusciamo a costruire una rete che li faccia sentire come persone che si donano agli altri su internet, lui o lei otterranno una realizzazione speciale. Nello spazio virtuale, ci si organizza molto velocemente perché è molto flessibile. La realizzazione dell’ inclinazione al male può accadere altrettanto velocemente e può sviluppare una consapevolezza di ciò che è l’ egoismo in cui viviamo, Internet è uno strumento meraviglioso per il tipo di rivoluzione che dobbiamo fare per passare ad una persona dalle tracce di accoglienza per le tracce della dazione.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di kabbalah del 25.01.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Questo mondo è un dizionario di termini Kabbalistici

Da dove vengono le parole di questo mondo? Per quale motivo un contadino che tempo addietro viveva nelle vicinanze di Gerusalemme vide il Monte degli Ulivi e lo chiamò cosi? È cosi perché pensò che andasse bene il nome per quel posto. Il desiderio arrivò a lui dalla natura e la natura viene dall’ Alto.

Cioè, non c’è niente di accidentale nelle parole di questo mondo; vengono tutte dall’ Alto. È per questo che i Kabbalisti possono usarle per descrivere le radici spirituali, che è chiamato “il linguaggio dei rami”. E quando prendiamo i nomi di questo mondo e spieghiamo quello che si nasconde dietro essi in base alle loro radici spirituali, noi vediamo le differenze tra i mondi. È cosi che scopriamo quello che si trova tra di noi e il mondo spirituale.

Una pietra di questo mondo e una pietra del mondo spirituale, un albero di questo mondo e un albero del mondo spirituale, un uomo, una donna, un bambino, il fuoco, l’ acqua, è cosi come io studio la differenza tra i mondi e la forma alla quale io devo arrivare.

Tuttavia, il linguaggio dei rami non è inteso per tutte le persone, ma per quelle che sentono il mondo spirituale. Solo loro possono comprendere quello che succede tra il ramo e la radice. E loro si passano la conoscenza usando questo linguaggio.

Quando un Kabbalista descrive una determinata connessione con le radici e desidera trasmettere questa conoscenza a un altro, lui lo fa con il linguaggio dei rami.

Attualmente non usiamo questo linguaggio ma adoperiamo un linguaggio parlato. Quando sentirai la spiritualità, ascoltando le parole del tuo maestro che ti parla del mondo spirituale, comprenderai quello che dice. Oppure, lui t’ insegnerà come s’ insegnano le parole nuove a un bambino piccolo.

Immagina di essere nello stesso livello spirituale con il tuo insegnate e lui ti segnala un determinato fenomeno e ti dice come viene chiamato. Vedendo il fenomeno e sentendo il suo nome, puoi collegarli, mettere insieme la parola di questo mondo all’ oggetto spirituale. Questo significa imparare il linguaggio dei rami. Un neonato nel mondo spirituale impara il linguaggio dei rami nella stessa maniera nella quale un neonato in questo mondo impara il linguaggio terreno.

Più tardi avrai la possibilità di parlare con il tuo insegnante; avrete un vocabolario attivo.
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Un problema comune a sette miliardi di persone

Noi pensiamo che ognuno di noi abbia le proprie faccende ed i propri problemi. “Desidero raggiungere la spiritualità e non mi interessa del resto del mondo. A volte ci penso agli altri ma, in sostanza, qual è il problema? Dov’ è il mondo e dove sono io?

Ovviamente, si tratta di una risposta egoistica. Ma cosa può fare un uomo? Abbiamo solamente una scelta da fare: pensare fortemente al modo in cui siamo tutti collegati gli uni con gli altri. La Kabbalah dice che tutti gli esseri umani sono interconnessi. Noi già lo sentiamo e oggi ne siamo, chi più chi meno, consapevoli.

Tuttavia, questa consapevolezza non ha dato ancora dei risultati. E’ evidente che i governi e gli stessi individui, non importa quanto siano intelligenti, ancora non sono in grado di cambiare e continuano a vivere dentro i loro personali gusci egoistici. Ma il problema è di fatto globale e lo si può risolvere solamente se siamo connessi tra di noi.

La saggezza della Kabbalah dice che tutti noi siamo degli individui separati legati insieme da diversi tipi di connessioni. Si tratta di sistema enorme, complesso, molto intricato e molto sfaccettato, composto da sette miliardi di parti.

In questo sistema, io posso percepire il mio “io” dentro me stesso, e poi percepisco il mondo. Oppure, posso percepire ciò che è al di fuori di me: le altre parti ed i legami tra me e tutti gli altri. In questo caso, percepirò il mondo superiore al di fuori di me.

E’ considerato superiore perché io sono governato da ciò che mi viene fornito da ogni altra persona. Tutto ciò che avviene in me, avviene perché i legami esistenti tra tutti e sette i miliardi di uomini si svolgono in me.

Allora, come risolvere il problema che la Natura ci costringe a fronteggiare oggi? Sembra che dobbiamo trovare una connessione benevola tra di noi perché è questo sistema nella sua completezza che ci manda tutti questi segnali di pericolo. Serve che ci stacchiamo da noi stessi ed incominciamo a percepire lo spazio circostante.

Al di fuori di me, c’è il mondo dell’infinito. Dunque, dobbiamo fare tutti un passo fuori e provare a camminare nello spazio che c’è tra di noi. Nessuno lo può percepire dentro a se stesso.
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(Dalla 2 lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

Il triangolo dell’ amore spirituale

Domanda: Cosa significa impegnarmi, introdurmi nel gruppo?

Risposta: Da una parte, io e gli amici ci sentiamo uguali in riferimento al Creatore, visto che abbiamo lo stesso desiderio di raggiungerlo; però noi siamo separati dall’odio. In questo caso, così come ognuno tratta gli altri, allo stesso modo tratterà il gruppo. Per potersi impegnare nel gruppo, bisogna trasformare l’ odio in amore.

Il gruppo è definito da due parametri;

1. È composto dagli amici che come me desiderano conoscere il Creatore.
2. Li odio.

Se ci sono queste due condizioni, allora davanti a me c’ è il cammino verso la spiritualità.

Dopotutto come può esistere questo triangolo? Loro cercano la spiritualità, ma io li odio e stando così le cose, come può essere possibile che anche io desideri il Creatore? E se io mi sforzo per Lui, come posso odiarli?
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Il paradigma dell’ accelerazione

Quando Zeir Anpin si rivela davanti a Malchut possiamo accelerare il ritmo dello sviluppo. Fino ad ora, avanzando nel corso della storia nei livelli, inanimato, vegetale ed animato, non potevamo accelerare il tempo. In generale non sapevamo in quale stato ci trovavamo e che processo attraversavamo.

Adesso però, entrando nel periodo delle correzioni, abbiamo il libero arbitrio. Possiamo davvero accelerare il corso degli avvenimenti senza aspettare la fine del sesto millennio.Tutto dipende soltanto da noi. Con i nostri sforzi possiamo includere dentro di noi le qualità di Zeir Anpin, anche prima dei seimila anni; perché si tratta dei gradini spirituali e non del calendario, e per questo possiamo avvicinarci all’ ascesa del gradino del settimo millennio.

Del seguente sviluppo ci scrive Baal HaSulam nell’introduzione al libro “Dalla Bocca Del Saggio”. Ci sono anche i gradi spirituali, perché lo Shabbat (il Sabato), il settimo millennio, sono le Sefirot HaGat- NeCHI-M. Inoltre esistono tre gradini in più che si chiamano “la testa”. Ci includiamo in essi dopo settemila anni e questo è al di sopra della nostra percezione attuale, perché si riceve nel Kli, il vaso, che ha già terminato le sue correzioni ed assomiglia per le sue qualità al Creatore.

In nessuna parte è scritto riguardo a questo. Nei libri kabbalistici si trovano soltanto alcuni sottili commenti su queste tappe. Speriamo di poterle realizzare rapidamente.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, Scritti del Rabash)

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Più grande è l’ ego, più grande è la correzione

Domanda: Cosa possiamo imparare dagli attuali stati interiori? Come dobbiamo avvicinarci correttamente ad essi?

Risposta: L’ approccio corretto è di non centrarsi su nessuno di essi. La chiave è continuare a crescere andando avanti. Una persona non può valutare uno stato interiore nel quale si trova. Fin quando non arriveremo alla fine della correzione, non sapremo assolutamente se abbiamo conseguito qualcosa.

Di fatto, sei sottoposto ad un processo di correzione senza sosta; d’ altro canto, più avanzi, più ti senti corrotto. Dopo esserti ripreso ed aver assorbito le proprietà superiori ad un certo grado, con il loro aiuto, puoi vedere quanto sei lontano dagli altri livelli ai quali stai per ascendere.

Il grado finale, Yesod, include tutto. Devi assorbire tutto quello che c’ è ed arrivare alla correzione finale di Yesod. Solo allora riceverai l’ illuminazione dello Shabbat e comincerai a sentire che sei in piedi sulla soglia della correzione finale.

Per tanto, speriamo solo di continuare nel cammino senza focalizzarci sul fatto che ogni volta è sempre più difficile. Le tappe più difficili sono considerate come i “segni del Messia”, poiché è lì che il nostro Aviut (spessore del desiderio) si incrementa.

Per questo, in confronto ai nostri patriarchi, i nostri stati sono più pesanti, ma grazie a questo, siamo disposti, siamo capaci e meritiamo di attrarre maggiore Luce. A prescindere dal fatto che essa si vesta nei patriarchi, siamo comunque noi che la evochiamo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, Scritti del Rabash)

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Quando il cuore soffre

Domanda: Come si può ricevere con allegria una sofferenza che allontani una persona dal gruppo e dalla meta?

Risposta: In realtà questo è un avvicinamento e non un allontanamento. La parola “offerta” in ebraico significa “vicinanza” (קרבן – קרוב). È una parte aggiuntiva del mio desiderio non corretto, della quale non sapevo niente e con la quale non potevo lavorare e che adesso mi è stata rivelata.

Ciò che si rivela come oscurità, come pesantezza nel cuore, è la parte che era dentro di me e mi è stata rivelata. Adesso posso percepire un’aggiunta della Luce su di essa, una nuova comprensione ed una nuova sensazione. Perciò siamo felici per questo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.02.2011, Scritti del Rabash)

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Il Sabato è il risultato delle correzioni

Il Libro dello Zohar, capitolo “Vaiachel” (E riunì), articolo 180: cosa è il Sabato (Shabbat)? Perché è chiamato Sabato? Si deve al fatto che quando un punto di desiderio si elevò e la sua luce fu manifestata, fu coronato con i patriarchi, HGT di Zeir Anpin (HaGat di Zeir Anpin), con il fine di unirsi ad essi …

Malchut insieme ai patriarchi è chiamato Shabbat (שבת). Questa parola si può scrivere come בת-ש (She-Bat). Le tre lettere Vav (ו) che nell’ insieme costituiscono la lettera Shin (ש) indicano i tre patriarchi HGT (HaGat). E Malchut, chiamato “Bat” (figlia) è coronata con essi.

Shabbat” è il grado più alto, che corrisponde alla fine della correzione completa, il settimo millennio. Seimila anni corrispondono alle sei Sefirot di Zeir Anpin, le proprietà dalle quali dobbiamo ricevere in Malchut.

Malchut, incorporando in sé l’ influenza di queste sei proprietà di Zeir Anpin, Chesed, Ghevurà, Tifferet, Netzach, Hod e Yesod, si prepara a ricevere la Luce nell’ unione con Zeir Anpin. Questa è l’ unità del Creatore (Luce) e della creatura (Shechinà, Malchut, il desiderio).

Malchut raccoglie tutte le anime, i desideri sottoposti alla correzione che esistono negli stati egoistici frammentati, nel mondo di BIA. Certamente, fin quando Malchut non assume tutte le proprietà di Zeir Anpin, non è degna di unirsi a lei. In tutte le proprietà che appaiono in lei, si vede obbligata ad intraprendere per conto proprio una corrispondenza con Zeir Anpin.

Poi Malchut riceve per il bene della dazione, in corrispondenza con Zeir Anpin, per arrivare ad essere simile a lei. In questo modo si eleva, si veste in essa ed arriva al grado di She-Bat. Essendo una figlia (Bat), raggiunge comunque le tre linee superiori, ovvero, i patriarchi, HGT (HaGat).

Allo stesso modo, non sentiamo nessun beneficio nella correzione fin quando non arriviamo alla sua fine. Poi tutte le correzioni che si sono realizzate in noi nel corso dei sei “giorni” o “millenni” vengono manifestate ed il “Sabato” o “settimo millennio” si rivela.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, Scritti del Rabash)

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