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Una casa senza contraddizioni

In questo mondo, una persona costruisce un edificio e un’altra lo rovina. Ma in futuro questa non costruirà e un’altra abiterà.

“Dopo” si chiama “futuro“, ovvero un mondo che si avvicina e viene, come è scritto nello Zohar, e che i saggi chiamano “arrivare a Lishma“. In quel momento, non costruiranno ma si impegneranno nella Torah e nelle Mitzvot, e poi siederanno, tranne lui, poiché il suo obiettivo è Lishma, i segreti della Torah gli vengono rivelati e diventa come un fiume che scorre (Rabash, Note Assortite, 285, “Una persona costruisce un edificio”).

Domanda: Questo significa che la percezione del mondo non è nelle sensazioni di ricompensa e punizione, ma nella fede al di sopra della ragione?

Risposta: Sì, certo. Ma la cosa principale è che insieme siamo impegnati a creare un luogo in cui il Creatore si manifesterà con tutti i Suoi attributi, le leggi della natura. Noi stessi partecipiamo in questo e così ci correggiamo.

Domanda: Quanto è importante che ci sia pace in casa?

Risposta: “Casa” si riferisce alla decina, in cui dovrebbe esserci una comprensione comune di ciò che stiamo facendo, del perché e del come stiamo andando avanti. Tutto questo deve essere coordinato tra noi. Pertanto, non devono esserci contraddizioni in casa.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 23/08/24, Scritti di Rabash “Una persona costruisce un edificio”

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Come possiamo sentire l’intenzione corretta?

Domanda: Si può dire che la mia intenzione provenga dal Bore se è allineata con il mio desiderio ed è orientata verso il bene e l’amore?

Risposta: Il fatto che la tua intenzione sia allineata con il tuo desiderio non significa necessariamente che provenga dall’alto. Non si deve pensare in questo modo. Potrebbe essere corretta oppure no.

Domanda: Si dice che non c’è nessuno tranne Lui. Cosa significa? Vuol dire che non dipende da Lui, ma solo da noi?

Risposta: Certo. È per questo che studiamo la Kabbalah: per allineare le nostre azioni e intenzioni con quelle del Creatore, affinché non ci sia differenza tra noi e il Bore. Questo si chiama adesione (Dvekut).

Domanda: Come può una persona sapere se ha formulato correttamente l’intenzione? Dopo tutto, c’è l’intenzione generale del gruppo e c’è l’intenzione personale. Come si può percepire l’intenzione corretta?

Risposta: L’intenzione corretta può essere compresa solo chiedendola al Bore e ricevendola. Così facendo, senti che proviene dal Bore.
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Dalla Lezione Quotidiana di Kabbalah del 21/08/24, Scritti di Rabash “Le cose nascoste appartengono al Signore nostro Dio.”

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Ma in futuro, quando si impegnerà in Lishma, costruirà per se stesso, in modo che egli stesso trarrà beneficio dal suo lavoro.
Dovremmo anche interpretare “questo mondo”. Quando un uomo si impegna nella Torah e nelle Mitzvot per il proprio bene, quando il suo scopo è quello di ricevere, non può trarre beneficio dall’edificio che sta costruendo.
Un’ora di Torah e un’ora di preghiera sono simili a mattone su mattone. In questo modo si costruisce un grande edificio, secondo il valore del proprio lavoro nella Torah e nelle Mitzvot (Rabash, Note Assortite, 285, “Una Persona Costruisce un Edificio”).

Se vogliamo avvicinarci al Creatore, dobbiamo unirci tra di noi. Pertanto, questo avvicinamento e questa reciproca incorporazione nella decina crea un certo campo tra noi, ovvero proprio la casa in cui entriamo.

Quindi, scopriamo che in base a ciò che abbiamo costruito, il Creatore si rivela. Ecco come funziona: noi costruiamo un posto e il Creatore lo riempie.

Si dice che io costruirò e abiterò in questa casa e non in un’altra. “Io” si riferisce a colui che desidera creare una casa di mattoni, dove ogni mattone è un desiderio che io unisco ad altri desideri creando una struttura comune.

Collocare correttamente i mattoni spirituali di lezione in lezione, significa che tutti gli amici pensano a come avvicinarsi al Creatore e a prendere parte a questo processo. Il mattone spirituale comune della decina nella costruzione del Tempio è l’aiuto reciproco e la preghiera comune.

Domanda: Ogni casa è una struttura separata o fa parte del nostro Tempio comune?

Risposta: Se lo desiderate, potete costruire il Tempio insieme; altrimenti, viene costruito solo da colui che esegue le azioni corrette.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 23/08/24, Scritti di Rabash “Una persona costruisce un edificio”

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Compiere la missione del Creatore

Domanda: Quando ho bisogno di entrare in contatto con qualcuno e quella persona non mi piace, è possibile vedere che il Bore è benevolo con me in questa situazione, anche in senso astratto?

Risposta: Non so cosa significhi che il Bore sia buono con me. Nella misura in cui mi rendo conto che l’intero programma funziona solo per me, per il mio bene, comincio a scoprire che tutto nel mondo esiste solo per aiutarmi a esprimermi correttamente all’interno della creazione nel suo complesso.

Comincio a scoprire che sono l’unico essere in grado di agire in modo indipendente all’interno di tutta la creazione, che non c’è nessun altro al mondo tranne me e il Bore. Allora mi rendo conto di ciò che devo fare veramente.

A questo punto, è necessario annullare il mio egoismo per elevarmi al livello del Creatore come partner e rimanere costantemente in questo stato. Come è scritto: “E il suo cuore si sollevò nelle vie del Signore”.

Dobbiamo sentirci prescelti, speciali e capaci di portare il mondo alla correzione e a un nuovo stato. Il Creatore ci ha scelti e noi dobbiamo essere degni di questa chiamata e non pregarlo di concederci qualche indulgenza egoistica.

Dobbiamo agire in conformità con la missione che ci ha affidato e in nessun caso dobbiamo abbassare la testa. Al contrario, dobbiamo elevarci ancora di più, affinché la missione che ci è stata assegnata ci pervada e ci ispiri veramente.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 24/2/20, “Preparazione per la Convenzione”

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Il dono della Torah

Domanda: Come può una persona diventare una di quelle che amano il Creatore prima che Lui le conceda il dono della Torah? Dopotutto, tutti i nostri sforzi sono egoistici e non per amore del superiore. Come posso davvero mostrarGli il mio amore prima che si manifesti nel mio cuore?

Risposta: Il Bore vede in anticipo quale strada una persona sta percorrendo e come sta cercando di sviluppare in sé le qualità di dazione e quindi avvicinarsi a Lui.

Domanda: Posso dire che se ho un intenso desiderio per il Creatore, è già un dono? Sembra che Egli mi anticipi, donandomi l’energia per poter fare uno sforzo.

Risposta: Sì.

Domanda: Come possiamo ricambiare il Bore per la Sua attenzione verso di noi?

Risposta: Prestando attenzione a Lui attraverso l’attenzione agli amici.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 11/8/24, Scritti di Rabash “Lavorare e trovare”

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Controlla le tue intenzioni

Domanda: Il sentiero della verità differisce dal sentiero delle menzogne proprio per l’intenzione. È nella natura umana ingannare se stessi. Come si possono verificare le proprie intenzioni in ogni momento?

Risposta: Puoi controllare le tue intenzioni con gli amici e anche quando ti rivolgi al Creatore. Vedi come ti avvicini o ti allontani, quanto capisci il Creatore e Lui capisce te. Tutto dipende solo dalle tue intenzioni.

Domanda: Quando una persona prova vergogna perché non riesce a creare la giusta intenzione, cosa la aiuta a passare da questo stato a quello corretto?

Risposta: Solo l’unione con gli amici. Non abbiamo nient’altro.

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Dalla lezione quotidiana di Daily Kabbalah  29/7/24, Scritti di Rabash “The Path of Truth”

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La Correzione è cambiare l’intenzione

Domanda: Cosa significa lasciare che il Creatore lavori su di me?

Risposta: Per evitare questo genere di domande, è necessario comprendere il linguaggio della Kabbalah. La forza assoluta, positiva e l’unica esistente nella creazione è chiamata Creatore.

Oltre a questa forza, ci sono piccole forze negative create appositamente dal Bore, in cui noi siamo inclusi. Siamo fatti in questo modo esclusivamente per ottenere lo stato positivo, il Creatore, dal nostro stato negativo.

Il Bore è una forza positiva costante. Non ci sono cambiamenti in Lui. Quando diciamo che il Creatore si avvicina o si allontana da una persona, fa qualcosa o crea qualcosa, nulla di tutto questo è vero. Questa forza non cambia, o altrimenti non sarebbe perfetta.

Oltre ad essa, è stata portata all’esistenza una forza malvagia chiamata Adamo, che è opposta al Bore e deve fare tutto il possibile per diventare uguale a Lui, per assomigliargli. Proprio perché la forza della creazione è malvagia, può percepire il Creatore come opposto a sé.

Essa, però, non può cambiare la sua natura da sola. L’unica cosa che può fare è ricevere la forza opposta, positiva del Bore e in un certo senso rivestirla di sé come sua con la propria intenzione. Così facendo, rimane egoista, ricevente, incapace di cambiare qualcosa dentro di sé. Tuttavia, se riceve l’intenzione di donare dal Creatore, può lavorare nel ricevere per il Suo bene. Questo è ciò che deve accadere in noi. È a questo che dobbiamo aspirare.

Allora diventeremo simili al Bore. Ma la somiglianza non sta nell’azione stessa poiché non possiamo emanare o dare qualcosa da noi stessi. Possiamo solo ricevere, ma possiamo farlo per dare.

In altre parole, se siamo davanti al Creatore e Lui vuole elargirci un dono, dobbiamo aggiungere alla nostra caratteristica di ricevere solo l’intenzione di dare, in modo da ricevere per il Suo bene. Allora diventiamo simili a Lui, equivalenti, perché nella spiritualità non conta l’azione in sé, ma il suo significato.
Ricevere l’intenzione di dare è la nostra correzione.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 19/2/20, “Preparazione al Congresso”

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Il potere del collettivo

Domanda: Quando viene dato un esempio in un gruppo Kabbalistico, si inizia a capire che non si sta completando qualcosa. Un gruppo Kabbalistico può fare d’esempio al mondo? Le persone potranno sentire che abbiamo una relazione bilanciata ed essere attratte da questo?

Risposta: Saranno attratte da due forze. Una forza è la sofferenza, che spinge le persone da dietro, e la seconda forza è il bene, che tira dal davanti.
Tutto dipende dalla forza dell’ambiente che agisce su di tutti. È nel potere del collettivo far sì che una persona non sia in grado di pensare diversamente. Non potrà farlo poiché è un essere singolo e piccolo nel campo collettivo. E se questo campo inizia ad agire correttamente su di lui, sarà obbligato ad obbedire.

Entrare nel collettivo o disconnettersi da esso è una libera scelta della persona. E quando entra, l’ambiente agisce già su di lui, ed egli scorre insieme a tutti gli altri, senza problemi.

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Da KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Un esempio vivente” 3/12/13

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Non Rimanere un filosofo

Domanda: Qual è l’atteggiamento corretto verso stati di orgoglio ed arroganza?

Risposta: Si tratta di due sentimenti opposti, e dobbiamo imparare come lavorare con loro.
La Kabbalah è una scienza pratica. Una persona che la applica inizia a sentire ciò che viene detto, la persona che non la implementa rimane un filosofo, e così niente potrà cambiare per decenni.

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Dal Convegno Internazionale “Alzarsi al di sopra di noi stessi” 6/1/22, “Avvicinarsi al Creatore attraverso la rete di connessioni tra noi” Lezione 1

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Uscire dalla prigione dell’egoismo

Domanda: In che modo il gruppo aiuta un individuo a superare il proprio egoismo?

Risposta: Non possiamo superare il nostro egoismo da soli. Se ci provassimo, cadremmo nella depressione e nell’autocritica e proveremmo differenti stati prima di capire che solo attraverso la connessione con gli altri possiamo salire al di sopra dell’egoismo, della separazione, del vuoto e dell’assenza di significato che ci opprimono.

Un individuo dovrebbe scappare da se stesso verso il gruppo. Solo allora egli sarà in grado di uscire dalla prigione dell’egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Fundamentals of Kabbalah”, 7/10/2018

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