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Un prestito in termini spirituali

Baal Hasulam, “La Pace”: Queste sono le parole di Rabbi Akiva: “Il libro è aperto e la mano scrive”. Ogni stato in cui si trova una generazione è come un libro, e tutti i malvagi sono come le mani che scrivono perché ogni malvagio è scolpito e scritto nel libro fino a quando non sono così tanti che gli uomini non possono più sopportarli. In quel momento, essi distruggono questo stato di malvagità e si riorganizzano in uno stato migliore. In questo modo, ogni singola azione è calcolata e scritta nel libro, vale a dire nello stato.

Ed egli dice, “Tutti coloro che desiderano prendere in prestito posso venire e farlo”. Ciò significa che egli crede che questo mondo sia come un magazzino aperto senza un padrone, ma che ci sia un padrone presente, un custode che si trova nel magazzino e chiede ad ogni cliente il giusto prezzo per la merce che prende dal magazzino, nel senso dell’impegno nel Suo lavoro mentre egli è nutrito da questo magazzino, in una maniera che di sicuro lo porterà allo scopo della creazione, come a Lui piace.

Il suo scopo è di conseguire la dazione. Però, un uomo deve avere il potere per farlo, e non ha questo potere. Lo prende in prestito, anche se lo intende tutto per la dazione. Inoltre, è così anche se egli vuole ripagare, cioè, nel senso che non vuole usare nulla per se stesso. Egli usa il mondo intero per la dazione.

In base agli standard del nostro mondo, è impossibile riconoscere che un uomo come questo stia prendendo qualcosa in prestito. Voi sapete che si prende in prestito per un vantaggio personale. Qui, tutto è al contrario. A proposito, il divieto della Torà di dare in prestito con interesse deriva da questo. Nel mondo spirituale, nessun prestito deve essere restituito in misura maggiore di ciò che è stato ricevuto.

Quindi, le forze che non ho dall’inizio le prendo in prestito, ma non le prendo per me stesso. Esse non sono mie, le aggiungo solamente al desiderio per il bene della dazione. Invece che al Creatore, io dono a tutti, ed il mio intero obbiettivo è solamente di trasmettere abilmente questa dazione, come se arrivasse dalle Sue mani. Io non ho niente di mio a parte il mio altruistico io che stride con il desiderio egoistico al suo interno e che agisce al di sopra di esso. Perciò, in sostanza, non ho niente da restituire.

Domanda: Nonstante tutto questo, non è comunque chiaro. Come può una persona chiedere un prestito per sé nella spiritualità?

Risposta: Allora, ho detto che si tratta di un altro genere di prestito. Vedi, io non ho dei miei poteri di dazione. Inoltre, io (specificamente, io) voglio dare proprio come fa il Creatore. Io devo trasmettere e dare ciò che Egli desidera per il mondo.

Questo stato è descritto allegoricamente con una metafora che dice che il Creatore voleva donare alle nazioni del mondo il metodo della correzione. Però, esse non furono capaci di accettarlo. Quindi, Egli usò un gruppo di passaggio chiamato Israele, che significa “diritto al Creatore”. Gli uomini di Israele sono come i coordinatori che connettono la Luce superiore con l’AHP. Grazie a questo, Malchut può elevarsi in Bina e qui essere “addolcita”, in modo da passare la Luce dall’alto verso il basso.

Quindi, questo è chiamato prestito solamente perché un uomo non ha la forza della dazione, e la riceve dal Creatore. Tuttavia, egli non la usa per se stesso, come è solito avvenire nel nostro mondo egoistico. In questo mondo, un uomo cerca prima di tutto il vantaggio per sé, e poi, pensa al vantaggio degli altri, sia che si tratti di questioni finanziarie, benessere, o semplice piacere. Nella spiritualità, io non chiedo per me stesso. Voglio prendere parte alla vita del Creatore. Questa partecipazione è intesa completamente per la dazione. Per il bene di questa partecipazione, metto in moto tutto il mio desiderio al livello massimo possibile. Tutto il resto lo tengo temporaneamente “sotto chiave” sotto la restrizione.

Domanda: Quindi, come mai è necessario chiedere un prestito così per lo scopo della dazione?

Risposta: Si chiama ascesa, richiesta di correzione (MAN). Al Creatore io richiedo la forza di essere capace di esaminare, di correggere, l’azione stessa. Io voglio che Lui faccia questo, come è scritto:”Vieni dentro di me e compi l’azione della dazione”. E’ come un bambino appena nato che chiede aiuto alla sua mamma o semplicemente piange, e la mamma arriva e lo aiuta. Tutto il problema è di diventare internamente come “il pianto di un bambino”. E ci vuole tempo per impararlo…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.04.2013 “La Pace”)

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Un gruppo di Dieci è la chiave per percepire il Mondo Superiore

Domanda: Può un uomo che prende parte al lavoro di un gruppo fisico di dieci persone essere in un gruppo virtuale di altre dieci allo stesso tempo?

Risposta: Naturalmente, se quest’uomo ne ha il tempo, perché in linea di principio non ha importanza in quale gruppo di dieci persone ci si trovi. Quando mi siedo tra i miei studenti, non vedo le facce e non ricordo i nomi, percepisco solamente l’energia delle persone, e questa è la cosa più importante per me.

Se mi trovassi in un qualunque gruppo di dieci uomini, questi uomini non avrebbero importanza per me, il vederle o i loro nomi, perché ciò che conta è solamente il loro potenziale spirituale interiore; questo è ciò che viene percepito.

Questa è la ragione per cui i gruppi di dieci si dissolveranno lentamente quando un uomo all’interno del gruppo non vedrà più l’immagine degli altri. Per esempio, è uguale a quello che succede nella vita coniugale, avendo vissuto con vostra moglie per molti anni smettete di notare la sua immagine fisica e la percepite soprattutto a livello interiore.

Questo è ciò che dovrebbe succedere a noi. E allora i gruppi di dieci uomini perderanno la loro rilevanza fisica. Sarete in grado di connettervi, mescolarvi, ed unirvi a gruppi di venti, di cento persone, non importa. Unirsi in gruppi di dieci è necessario nella fase attuale per aiutarci a tirarci fuori un pochino da noi stessi, per incominciare a capire come adattarci agli altri.

Ecco perché diciamo ad una persona: “Questo è il tuo campo di lavoro, e devi farci l’abitudine; non scappare via!” Quando l’uomo capisce che il gruppo di dieci è per lui la chiave per uscire da se stesso, per percepire il mondo superiore, allora non avrà più problemi, vorrà unirsi, interagire con tutti gli altri amici.

Per incominciare a sentire che esce da se stesso, un uomo deve lavorare nel suo gruppo di dieci che sia ben organizzato e dal quale non può allontanarsi. Che sia bene o male, comodo o no, egli sa che è il suo e che è tutto lì. Ecco perché ho definito chiaramente il gruppo di dieci uomini come qualcosa di sacro!

Non sarà così dopo. Ma questo “dopo” arriverà solamente quando il gruppo di dieci sarà diventato tutto per ognuno, ed ogni uomo comprenderà quanto ci tiene perché questo è il mezzo per uscire ed entrare nel mondo superiore. Allora l’uomo sarà in grado di allargare il cerchio.
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(Dalla Lezione Virtuale del 02.06.2013)

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Congresso di Krasnoyarsk: Un flusso di connessione fresco

Domanda: Voglio ringraziarvi a nome di tutti gli amici della zona della Siberia per la grande forza, Lei ha investito per partecipare al nostro congresso, non è facile viaggiare per così grandi distanze. Grazie molte per il Vostro impegno di così tante attenzioni verso di noi.

Risposta: Questo è un mio obbligo. Se ci sono delle persone che sono interessate a questo e se queste persone anelano a cambiare se stessi e il mondo, poi io devo fare ciò. Ringrazio tutti, chi ha accettato l’invito a venire a Krasnoyarsk, a raccogliere, a fare un grande passo avanti, a scoprire uno stato superiore per poi trasmetterlo agli altri.

Noi vediamo che il mondo è in uno stato difficile, sfavorevole e che si aggira costantemente avanti e indietro sulla soglia dell’abisso spalancato innanzi a numerosi settori. In questo momento il mondo si sta deteriorando economicamente, politicamente, militarmente, ed ecologicamente e la sua condizione sta diventando più grave. Non voglio essere un profeta che condanna, ho già parlato di questo dieci anni fa.

Pertanto siamo noi che dobbiamo cercare di iniettare un flusso positivo nel mondo in ogni modo possibile, un potenziale, che nonostante tutto, apre gli occhi della gente e rende possibile il raggiungere lo stesso obiettivo, non tramite la sofferenza ma tramite il cambiamento personale per migliorarsi, con l’assistenza dell’ equivalenza della forma con la natura, con il Creatore. Così volerò in Siberia perché una grande forza nuova si sta raccogliendo, e questo è molto importante.

Questa zona é molto importante per me. La mia opinione è di prepararci per fornire freschezza, potenziale interiore, vigore e serietà al nostro anelito, come nessun altro posto nel mondo si sarà preparato a fare! Nonostante tutto, la zona della Siberia è così incontaminata che saremo pronti a raggiungere tutto questo per noi; il nostro gruppo mondiale lo richiede notevolmente.

Venite, ringraziamo tutti i partecipanti al congresso, loro hanno seriamente investito tanto tempo preparandosi per il congresso. Lo ringraziamo in nome di tutto il mondo, perché quello che stanno facendo è la più grande aggiunta alla nostra connessione globale.

Noi siamo felici di aderire a ciò che stanno organizzando e proviamo ad essere insieme al loro corpo e alla loro anima. Sono certo che sarà un congresso meraviglioso e sarà possibile sentire la prossima fase in seguito a quello che abbiamo fatto oggi. Spero veramente che a Krasnoyarsk ci renderemo conto di quello che abbiamo raggiunto e sentito durante l’ultimo congresso maschile, perché le persone hanno cominciato ad attraversare esperienze interiori sconosciute di connessione con ciò che è superiore.
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(Dalla Lezione virtuale del 02.06.2013)

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Congresso di Krasnoyarsk: Un possibile cambiamento

Domanda: In uno dei video hai detto che i residenti della Siberia sono persone speciali che possiedono una straordinaria armonia tra cuore e mente. C’è davvero una sorta di unicità in loro?

Risposta: senza dubbio. L’idea è che al di là della regione degli Urali vivono delle persone che sono completamente diverse da quelle che vivono nella parte europea della Russia. Si tratta di persone con una mentalità diversa, con un altro approccio alla vita, più aperte, più oneste e sincere rispetto all’Europa occidentale. Esse hanno più riguardo, una grande possibilità e una grande facilità nel raggiungere la spiritualità.

Spiegherò questo al congresso che stiamo progettando, parleremo insieme in una forma completamente diversa e ci capiremo molto bene. Gli abitanti della Siberia sono meno complicati, più vicini alla natura, più facilmente in contatto tra di loro. È questo precisamente ciò che ho provato quando ho visitato la Siberia, e in linea di principio è così che deve essere.

Spero che un incontro con persone del genere sarà molto più piacevole, molto più semplice e aperto. Questo potrebbe rappresentare un grande cambiamento per noi, e accadrà davvero
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(Dalla Lezione virtuale del 02.06.2013)

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E’ un grande onore essere in compagnia di così grandi persone

Domanda: Come posso vedere continuamente gli amici come più grande di me?

Risposta: L’amico è grande soprattutto perché io dipendo da lui! L’obiettivo che voglio raggiungere dipende da lui, e quindi lui è così importante per me. In secondo luogo, egli è grande dal momento che è il Creatore che ci ha riuniti, e lo ha dato a me come mezzo per raggiungere l’obiettivo.

In terzo luogo, io rispetto la “parte divina dall’Alto” in lui, dal momento che il Creatore è in essa, lo evoca e lo conduce verso la meta. Quindi questo è quello che mi riguarda, la parte divina e non i suoi attributi corporei. Noi gradualmente scopriremo ciò che il concetto di un “amico” significa in realtà. Quando cominceremo a vedere la verità, vedremo di cosa si tratta.

Io non apprezzo l’amico in se stesso, ma la parte divina in lui che gli dà un grande peso e questo fa di lui il più grande della nostra generazione. Non è un’esagerazione e non sono solo belle parole. Rabbi Yossi Ben Kisma indubbiamente vedeva i suoi studenti come i più grandi della sua generazione, e più grandi di lui.

Al fine di non vedere le carenze dell’ amico, devo risvegliare l’amore in me. Pertanto, si dice “l’amore coprirà tutti i peccati”. Non si dovrebbe prendere in considerazione chi è più furbo, tu o l’amico. L’amore dovrebbe venire prima.

La lezione dovrebbe iniziare quando ognuno di noi vede se stesso seduto tra grandi persone. Dovresti sentire che sei come un bambino piccolo a cui per fortuna è successo di essere in compagnia di grandi Kabbalisti, tremante di eccitazione innanzi alla loro grandezza. Questo è in realtà il modo di sentirsi, e non sto esagerando.

Questo è quello che dovrebbe essere il sentimento interiore, mentre esternamente si può mostrare mancanze e svolgere un gioco opposto. Esattamente come il Creatore occulta il Suo amore e ci mostra l’atteggiamento opposto così potremmo fargli vedere il contrario atteggiamento esterno. Apprenderemo in seguito questo gioco quando diventeremo più forti, ma nel frattempo è ancora troppo presto per giocare a questo gioco in quanto saremo attratti dalla mancanza di rispetto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05.2013, Scritti del Rabash)

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Elevarsi al di sopra delle differenze tra i sessi

Domanda: Non tanto tempo fa è stata provata scientificamente l’esistenza dell’intelligenza di gruppo. Alcune delle più importanti università americane hanno tenuto un esperimento nel quale le persone sono state divise in piccoli gruppi. E’ stato stabilito che uno dei fattori essenziali che ne ha influenzato il risultato è stata la presenza delle donne nel gruppo. Sai per caso darmi una risposta?

Risposta: Non sono al corrente di questi esperimenti, perciò non posso darti una risposta. Personalmente non ho informazioni a questo riguardo.

Posso soltanto dire una cosa: poiché la nostra società è composta principalmente da donne, certamente dobbiamo includerle nella discussione. I gruppi dovrebbero essere formati da gruppi di uomini, di donne, e da gruppi misti.

L’idea è che sarebbe auspicabile dividere i gruppi composti da dieci persone in base al sesso. Nonostante tutto questo, la differenza tra i sessi influenza significativamente anche il processo del nostro pensiero; perciò, è necessario provare a farlo in modo che gli uomini non spostino la loro attenzione dalla discussione perché si sentono obbligati a giocare un particolare ruolo rispetto alle donne o delle donne rispetto agli uomini.

Dobbiamo renderli inclini a questo genere di condizione, dove essi non faranno attenzione al reciproco sesso, ma vedranno solamente degli amici davanti a sé al fine di formare un nuovo livello di reciproche relazioni che non dipendano dalle relazioni sessuali. Con la parola “sessi”, mi riferisco alle caratteristiche sia fisiche che mentali, a tutto ciò che è collegato ai termini “uomo” e “donna”. Non si tratta di un concetto soltanto esteriore, ma si riferisce ad un’ immagine completa: la forma del pensiero, l’approccio, tutto. Siamo molto diversi gli uni dagli altri.

Perciò, prima di tutto è necessario compiere dei seminari separati per gli uomini e per le donne e solamente dopo di ciò, nella misura in cui si sono elevati al di sopra di loro stessi e si sono connessi all’importanza del compito, sarà possibile avere dei gruppi misti. Questo succederà solamente dopo aver discusso per molte volte le questioni relative all’educazione, alla conoscenza, alle relazioni all’interno della società, al rapporto tra persona e natura o, ancora meglio, ciò che mette loro a disagio.

Se ho di fronte una donna, io passo immediatamente ad un altro livello di comunicazione; cerco di non farle del male, di rapportarmi a lei con rispetto, nel corso di qualunque genere di discussione, di ascoltare…Si tratta di un sistema completo. Sono qui compresi dei livelli di comunicazione del tutto diversi, che non si riferiscono all’intelletto, o alla natura basilare. Siamo diversi ed uno speciale adattatore della comunicazione si presenta tra di noi. Dobbiamo elevarci al di sopra di questa differenza di modo che non esisterà in questa forma ed io guarderò così alla persona con cui sto parlando come se fosse un “unisex”. Ciò significa che diventiamo uguali in tutto, nonostante le nostre differenze fisiche.

Alcune volte è il contrario: supponiamo il caso in cui si discutono delle questioni come la famiglia, dobbiamo “mettere in luce” i problemi. Quindi, non siamo più uguali nella costruzione di qualcosa di più elevato, chiariamo in che modo rimaniamo ancora diversi a livello della nostra unità integrale : uomini – donne – marito, moglie. Infatti, non ci possiamo elevare completamente senza il corpo! Ci eleviamo dentro la nostra natura e questo ci procurerà tutta una gamma di problemi. Illustriamo le differenze tra gli uomini, le donne, e i bambini secondo uno schema diverso da quello della “tavola rotonda” e gradualmente li portiamo al punto in cui si eleveranno al di sopra delle loro differenze ed inizieranno a lavorare a vantaggio dell’obbiettivo successivo, l’unità integrale.
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(Da Kab.TV “La Saggezza delle Moltitudini” 14.05.2013)

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La chiave per capire Lo Zohar

Se vogliamo capire Il Libro dello Zohar, dobbiamo immaginare il rapporto fra noi: come l’intensità della connessione aumenta e diminuisce secondo le nostre azioni e i nostri sforzi. La rete che unisce è descritta dettagliatamente nel TES (Talmud Eser Sefirot): Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut il Partzufim di Atik, ed Arich Anpin che è Keter, Aba ed Ima, che è Hochma e Bina e ZON, che è Zeir Anpin e Malchut.

Noi siamo connessi da questa rete, siamo inclusi al suo interno. Più chiara questa rete diventa, più in alto ci eleviamo. Meno chiara diventa, più in basso scendiamo. Noi operiamo in questo modo.

Così, tutto il nostro lavoro è di evocare il più possibile il legame con Ie dieci Sefirot in cui esistiamo. Poi, ognuno di noi vedrà se stesso come Malchut che opera in queste dieci Sefirot, fino a che esse prendano la loro forma finale, la forma del mondo di Ein Sof (Infinità).

Quindi, TES e specificamente Il Libro dello Zohar furono scritti per evocare in noi la visione che siamo in Malchut del sistema superiore, dal quale noi muoviamo, richiamando il sistema totale.

Noi siamo parte di una rete, e occorre stimolare questa rete. In tal caso, ognuno sarà colpito e così, sentendo l’altro, avrà anche la possibilità di esaminare e capire come operare in questo intero sistema.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.06.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Il successo materiale non garantisce quello spirituale

Rabash, “Riguardo l’andare sopra la ragione”: Si scopre che la persona possiede delle qualità che i suoi genitori le hanno donato, e delle qualità che ha acquisito dalla società, che sono un possesso nuovo. E questo gli arriva soltanto attraverso il legame con la società e l’invidia che prova verso gli amici, quando si accorge che possiedono delle qualità migliori delle sue. Questo lo motiva ad acquisire le loro buone qualità, che non possiede e di cui è geloso.

Attraverso la società, quindi, guadagna nuove qualità che egli adotta vedendo che essi sono ad un grado superiore al suo, ed è invidioso di loro. Questo è il motivo per cui ora può essere più grande di quando non aveva una società, dal momento che tramite la società, acquisisce nuovi poteri”.

La persona nasce come un piccolo animale, e il modo in cui cresce dipende dall’educazione. Se stiamo parlando di una comune educazione terrena, la persona allora si sviluppa tramite la società. Invidia gli altri e desidera il piacere, il denaro, il potere, la fama, e la conoscenza, ed è per questo che egli apprende dalla società il modo per raggiungere questi obiettivi, vale a dire, il successo in questo mondo. Se ha i presupposti per lo sviluppo spirituale, si ritrova in un ambiente che può instillare in lui nuove proprietà-spirituali.

Nella società materiale, la persona si sviluppa naturalmente, adottando istintivamente i valori della società e cercando di imparare da essa come raggiungere il successo terreno. Ma l’educazione spirituale è diversa perché richiede che la persona si annulli, cioè, essa gli dà la libertà di scelta: adottare i suoi valori spirituali dall’ambiente oppure no.

Solo nella misura del suo auto-annullamento sarà una persona in grado di vedere la società come più alta di lui. Egli dovrà applicare molto sforzo per guardare la società dal basso verso l’alto, e poi sarà in grado di ricevere dalla società i suoi valori, l’importanza e la grandezza dello scopo, e quindi progredire spiritualmente.

Il successo spirituale dipende non solo dall’ambiente, ma anche da come la persona lo utilizza, cioè, quanto si annulla e apprezza la società, se accetta di soffrire, vedendo gli altri superiori a sé. L’invidia costringe la persona a sentirsi umiliata, ma ha bisogno di capire che è vantaggioso vedere gli altri come grandi. Se è capace di un tale atteggiamento, allora avanzerà. Alla fine, una persona deve godere di poter stare in piedi contro il suo egoismo e calpestarlo al fine di raggiungere i valori spirituali e avvicinarsi alla meta spirituale.

È per questa ragione che, nella società materiale, il progresso è completamente opposto all’avanzamento spirituale. Il successo nel mondo materiale, inoltre, non garantisce che la persona sarà in grado di avere successo nella spiritualità, perché esso è determinato dal libero arbitrio della persona stessa.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.06.2013)

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Un percorso inevitabile

Baal HaSulam, “L’amore del Creatore e l’amore degli esseri creati“: La fase immediatamente dopo “ama il tuo amico come te stesso” è l’adesione.

Il comandamento dell’amore per gli altri ci porta al livello dell’amore per il Creatore. Si tratta di un percorso sicuro con tutte le opportunità, gli stati, e i mezzi di cui abbiamo bisogno. E’ impossibile scappare da questo usando diversi pretesti come: dire che non lo sappiamo o che non abbiamo potuto agire, dal momento che ognuno ha ricevuto ciò che gli serve.

La correzione di “ama il tuo amico come te stesso” comprende tutte le altre correzioni ed è la più odiosa in quanto è opposta dalla nostra natura, ma non abbiamo altra scelta, anche se ancora non abbiamo capito che non è la nostra unica base. Finché non scopriamo la necessità di questa correzione, non possiamo accedervi alla strada che conduce alla meta.

Domanda: Come portiamo contentezza alla forza superiore trattando tutti gli altri bene?

Risposta: In sostanza, è la stessa cosa. Immaginate che tutti gli esseri creati, tutte le persone sono i “figli del Creatore.” Questo è quello che dicono le fonti. Quindi, se fate del bene al figlio, certamente portate contentezza al padre.

Una volta il Creatore ha detto a Giona, il profeta, che Egli non può semplicemente abbandonare la grande città di Ninive, con 250.000 abitanti, nonostante i loro peccati. Il messaggio è chiaro: “Se tu li tratti con amore e li salvi, allora Mi porterai soddisfazione.”

Il Creatore non ha alcun vaso (Kli) per ricevere la soddisfazione da noi, quindi il mezzo per riceverla è l’intera realtà che si diffonde tra noi, tra ognuno di noi e il Creatore. E in questa realtà le altre persone devono essere al primo posto.

Quindi la diffusione del metodo della correzione e il preoccuparsi di tutto il mondo sono le azioni più preziosi che ci hanno permesso di svolgere e dobbiamo concentrarci su di esse. Naturalmente dobbiamo prima correggere noi stessi per sapere come relazionarci con il mondo.

Il calcolo è il seguente: “Faccio di tutto per portare contentezza al Creatore. Esprimo questo desiderio nel preoccuparmi del mondo o, più precisamente, nel preoccuparmi delle persone. I livelli inanimato, vegetale, e animale della natura potranno anche essi aderire alla correzione. Al fine di prendermi cura delle persone, devo correggermi e quindi ho dovuto iniziare correggendo me stesso.
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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah  del 02.06.2013 , Scritti di Baal HaSulam)

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Domanda: Può succedere che il gruppo non fornisca ad una persona il supporto di cui ha bisogno?

Risposta: Il gruppo fornisce ad una persona tutto il supporto di cui ha bisogno secondo la misura in cui può sentirlo. La questione è se egli è abbastanza sensibile per sentire questo supporto. Forse, non è collegato al gruppo per nulla, quel che succede non lo interessa, e vive la sua propria esistenza.

Viene a lezione, studia e và a casa. Dopo di che potrebbe venire a lezione ancora dopo un paio di giorni quando non ha altri impegni più importanti. Non gli interessa quel che succede nel gruppo. Non sviluppa la sensibilità interiore che permette di sentire la risposta, un’impressione, un’ispirazione da loro. Così facendo non riceverà nulla dal gruppo.

Il gruppo è un vaso, un mezzo per aderire a colui che è superiore, il posto dove l’embrione aderisce all’utero materno, la placenta che permette ad una persona di aderire al Creatore. Nel frattempo egli è solo nella forma di un embrione ed il gruppo è tutto il mondo, come lo è l’utero della madre. Comunque più tardi, riceve la forma del mondo intero.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.04.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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