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10 X 10 = 1

Domanda: Quali azioni possiamo compiere per attirare molto di più la Luce che Riforma?

Risposta: La Luce Circostante sono le rivelazioni della Luce Interiore, nelle dieci Sefirot che si completano l’un l’altra. Ciò significa che ogni Sefirà è incorporata in tutte le altre dieci. Quindi dovrebbero esserci dieci amici che si connettono. Così ognuno include tutti gli altri dentro di sé. I dieci amici vivono dentro di me. Ora sono tutti insieme. 10 x 10 costituisce un vaso intero.

La Luce Interiore viene poi rivelata nella loro connessione al “di sopra della ragione,” al di sopra del loro ego. L’Aviut (lo spessore) rimane al di sotto, la Luce che Ritorna (Ohr Hozer) sopra e in questa Luce che ritorna c’è una rivelazione di un nuovo grado, la Luce Diretta (Ohr Yashar). Non abbiamo ancora raggiunto un tale stato e siamo al punto più basso. Il nostro compito è quello di organizzare e disporre le giuste connessioni tra di noi in modo che la Luce Interiore si riveli in noi come Luce Circostante. La Luce Circostante include la Luce di Hochma che è rivestita nella Luce di Hassadim dal momento che è la stessa Luce che brilla nel nostro Partzuf superiore, a cui presto arriveremo.

Dobbiamo cercare di raggiungere la stessa forma corretta in cui ognuno è incorporato in tutti. Questo si chiama brama per l’amore degli esseri creati. Una tale connessione, integrazione reciproca di un desiderio nell’altro, il desiderio di riempire tutte le mancanze sconosciute, si chiama amore degli altri, l’amore degli esseri creati. Questo è ciò che dovremmo desiderare, dal momento che attraverso di esso noi raggiungiamo l’amore del Creatore. Quando la Luce Diretta brilla e si rivela nella Luce che Ritorna, ci da’ la sensazione di aver raggiunto la connessione, l’unione, e l’adesione con la forza superiore di dazione, che viene chiamata il “Creatore”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.06.2013, Scritti del Rabash)

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La Preparazione al congresso equivale ad entrare nel Santo dei Santi

Pertanto, prima dello studio, lo studente si impegna a rafforzare la sua fede nel Creatore prima, il che significa che egli è diretto verso la dazione. Deve essere sicuro di aver fatto tutto il possibile per prepararsi corporalmente dal momento che ha l’ambiente che il Creatore ha predisposto per lui.

Il Creatore ha portato la persona verso l’ambiente e ora lui deve rafforzare se stesso in esso e stabilire i giusti rapporti con gli amici. Di conseguenza, egli avrà almeno le forze per eseguire delle azioni corporee e questo è già sufficiente per evocare l’influenza delle Luci Circostanti. Così, inizia a realizzare se stesso correttamente.

Se la persona nutre dei dubbi che riguardano il motivo per il quale studia e il perché si reca alle lezioni e si alza la mattina, allora impostando per sé l’obiettivo di acquisire la Luce della fede, durante il giorno, il che significa la forza della dazione, non esiste Mitzvah (comandamento) più grande che egli possa eseguire. Essa comprende già tutto e non c’è niente altro che possiamo acquisire durante la nostra vita intera. Questo è lo scopo per cui siamo stati creati, questo è il motivo per cui noi esistiamo in questo mondo, e tutta la nostra vita ruota solo intorno a questo.

Tutto è pronto e ci sta aspettando e quindi la preparazione per lo studio è una condizione essenziale per poter ricevere tutto ciò che è stato preparato per noi. Abbiamo raggiunto una fase in cui dobbiamo prestare attenzione e concentrare tutte le nostre forze, i nostri pensieri e la nostra persistenza su questa cosa, dobbiamo vedere che siamo uniti attorno a questo obiettivo comprendendo che la preparazione per lo studio e, in generale, la preparazione di ogni azione che facciamo è in realtà ciò che determina la sua qualità e la sua altezza, il che significa che essa avrà un impatto positivo o negativo, a seconda se sarà un bene o un male per noi.

Noi possiamo eseguire un’azione che sembra buona da un punto di vista corporeo, ma se è accompagnata dall’intenzione sbagliata, la qualità delle azioni sarà il contrario. Sappiamo che prima della distruzione del Tempio, la posizione del grande sacerdote è stata venduta per denaro. Il grande sacerdote fece qualcosa di sbagliato nel senso corporeo durante il rituale di Yom Kippur? Egli fece tutto correttamente, ma la sua intenzione era quella di ricevere rispetto, fama e ricchezza in cambio, e così entrò nel Santo dei Santi e morì.

Ciò significa che tutto deriva solo dall’intenzione. Siamo pronti e in grado di lavorare consapevolmente a questo insieme in un modo speciale unito in modo che sia il problema principale e l’obiettivo in ogni momento della nostra vita. Dovremmo usare ogni momento correttamente!

Abbiamo già raggiunto questo punto e soprattutto ora, che il congresso di San Pietroburgo è alle porte, tutte le nostre azioni per arrivare dovrebbero essere con la giusta intenzione. È molto importante, è la garanzia per il nostro successo.

Così come dice Baal HaSulam: Lo studente si impegna a rafforzare il suo destino nel Creatore prima dello studio. Questo significa che ci siamo impegnati a rafforzare il nostro desiderio solo per la forza della dazione reciproca in ogni azione della nostra vita. E non fa differenza se durante il giorno dobbiamo fare le nostre faccende basilari quotidiane che non sono strettamente legate al raggiungimento dello scopo, per raggiungere la forza spirituale, dal momento che questo è il modo in cui la nostra vita è organizzata. Anche queste azioni, che sono molto lontane dalla meta, devono essere compiute con la giusta intenzione, dal momento che, dopo tutto, noi le facciamo per raggiungere lo stato desiderato. Ogni azione deve essere compiuta solo per raggiungere la forza della dazione, per uscire dal desiderio attuale e acquisire un nuovo desiderio.
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(Dalla 3a. Parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2013, Talmud Eser Sefirot)

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Domanda: Ci sono degli indicatori o dei valutatori per stabilire se ci sia una situazione salutare a livello della famiglia, per esempio?

Risposta: Io penso che non abbiamo imparato bene come ci si comporta in una famiglia. Studiamo in un gruppo che ci viene richiesto dal conseguimento spirituale per muoverci in avanti. Si basa sul fatto che l’ego è in continua crescita e l’unione è in crescita continua al di sopra di esso. Vale a dire, se percepiamo 20 chilogrammi di reciproco rifiuto egoistico, allora ci dobbiamo elevare al di sopra di esso. Ciò significa che la forza di unione deve essere almeno di un grammo maggiore del rifiuto.

Non è come dovrebbe essere? Non siamo cresciuti correttamente. Noi, gli egoisti, continuiamo a crescere e a cambiare. Ogni coniuge si trova nei propri stati egoistici: con la forza, il carattere, ecc. Io voglio del romanticismo e lei vuole i cosmetici. Io voglio andare a pescare e lei vuole sognare.

Non ci è stato insegnato su cosa dovremmo sempre lavorare. Ne consegue che la vita familiare è distrutta. Perché le famiglie si rompono? Non appena l’egoismo inizia a crescere e si sposta dal livello animale al successivo livello umano, non capiamo più come affrontarlo.

Diventa integrale e gli uomini non sanno assolutamente come lavorarci, “E’ più facile divorziare!”. Diventa un fenomeno normale e noi non lo critichiamo. Ed è proprio vero perché fondamentalmente non comprendiamo come possiamo lavorare con la nostra natura. Tutto ciò si manifesta in questo modo.

Quindi, quando ci rivolgiamo al pubblico in generale con una conferenza o la divulgazione, allora tutto ciò che abbiamo studiato prima nella Kabbalah diventa la magica chiave di volta per risolvere ogni problema nell’educazione integrale. Proprio come stiamo cercando di unirci in un gruppo, possiamo unirci in famiglia esattamente nello stesso sistema. In caso contrario, la famiglia cesserà di esistere!

Anche nelle moderne civilizzazioni in cui la famiglia appare ancora come una fondamenta storica ed il modo in cui vivere, niente vi rimarrà comunque se non introdurremo l’educazione integrale. Ed è interamente basata sulla Kabbalah. Cosa si fa nel gruppo, a casa e al lavoro.

Oggi, portiamo la nostra metodologia in vari settori di lavoro e a vari manager che si lamentano anche del fatto che le persone perdono la motivazione; una persona non si può costringere a lavorare. Ha bisogno di soldi, ha bisogno di vivere, ma non può costringersi.

Il mondo soffrirà fino a quando non si convincerà che non possiamo farcela senza il sistema, che traiamo solamente dalla conoscenza della struttura spirituale; abbiamo bisogno di metterlo in pratica perché il mondo vi sta entrando sebbene non sappia come comportarsi al suo interno. Ne consegue che si adatta in base alle nuove strutture spirituali, ma tutti provano ancora a viverci dentro in base ai principi egoistici.

Questa è la ragione per cui la crisi della famiglia può essere risolta facilmente. Mostriamo esempi di lavori di gruppo e tutti i generi di interazioni integrali attraverso i programmi televisivi del momento. Iniziamo ad insegnare agli uomini il metodo di riunirsi insieme e vedrete come inizierà a funzionare. Gli uomini non sapranno da dove gli arriva il desiderio di unirsi: non avranno alcun indizio che lo stanno imparando dagli idoli delle trasmissioni televisive.

La divulgazione del metodo dell’educazione integrale non sta nell’andare da qualche parte per dire qualcosa a qualcuno. Dovrebbe essere la nostra arma principale. In questo caso, daremmo una calmata al mondo. Inoltre, si diffonde velocemente come ogni altra cosa.
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(Dalla 1.a preparazione del Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

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Mentre raccogliamo chicchi di stupore

Tutto, tranne i momenti nei quali inizio a vedere lo scopo attraverso il gruppo, l’adesione al Creatore, la giusta direzione che mi dà il quadro accurato dello scopo che è davanti a me, è considerata idolatria. E’ una chiarificazione molto concreta: Per chi lo sto facendo, per me stesso o a beneficio del Creatore, che significa, chi si sta rallegrando del fatto che io esisto adesso?

Non c’è nessun altro mezzo per mantenermi nella giusta direzione. Una persona riesce a sforzarsi per un momento e a dirigersi verso lo scopo attraverso il gruppo, ed il momento dopo ha già bisogno di più aiuto dal gruppo. In questo modo cresce costantemente. Se l’uomo non riceve questo aiuto, egli non si manterrà sulla giusta direzione. Ciò significa che egli non eguaglierà la sua misura, così si sentirà colmato e poi, in seguito, sarà rivelato il suo primo livello spirituale. E’ una condizione molto chiara, leggi e forze molto semplici: la Luce è in posizione opposta al vaso e al Masach (lo schermo), che adesso deve essere costruito tra di loro.

Per restare sul percorso, devo continuamente connettere “Israele, la Torà, ed il Creatore”-23½ ore al giorno. Poi posso passare la mezz’ora che mi resta a fare auto-critica dei fattori interiori che mi aiutano a restare sul mio percorso, che è il gruppo. Non c’è niente altro che questo, ed il mio avanzamento dipende totalmente dall’ambiente.

Quindi, dedico 23½ ore al giorno per cercare un ambiente più forte, per giustificare gli amici e giudicarli sulla scala del merito, cercando e raccogliendo ogni granello e germoglio di stupore. Permetterò a me stesso di essere critico solamente una mezz’ora al giorno in modo da trovare cosa c’è che non va, perché, e come correggerlo.

Dunque lavoro con il gruppo per tutte le 24 ore, connettendo Israele, la Torà ed il Creatore. Questo perché la Torà è la Luce che Corregge che funziona solamente attraverso l’ambiente. Questa è la sola cosa nella quale ci dovremmo impegnare. Si potrebbe anche verificare se vi state muovendo nella giusta direzione oppure no, attraverso il numero di ore che ci passate al giorno. Se non sapete come esaminare la direzione da soli, allora dovreste almeno fare impressione sugli altri, questo è ciò che si chiama servire l’altro!

Potete, naturalmente, offrire un panino ad un amico. La cosa principale di cui ha bisogno da voi, che è la ragione per cui si trova nel nostro gruppo, è il buon esempio che lo risveglia; io devo fornirgli questi esempi.

Se io mi preoccuperò solo di questo, allora mi terrò senza dubbio sul giusto cammino, anche se non lo vedo. Supponiamo che ci sia un principiante che ancora non capisce niente al quale sia richiesto di fare solamente una cosa: essere colpito dagli altri per il fatto che sono sul cammino giusto. Allora egli avanzerà sicuramente insieme ad ogni altro membro del gruppo che è sulla stessa strada, sebbene gli altri stiano studiando da vent’anni e lui è appena arrivato. E’ così che funziona.

(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 10.06.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Un punto è l’infinito nella scala Zero

Domanda: Ci sono dei gradi durante il periodo di preparazione o c’è un grado totale, e solo entrando nel mondo spirituale, potremo cominciare a salire i 125 gradini?

Risposta: Anche se partiamo dal grado zero quando cominciamo, noi passiamo attraverso varie fasi. Ogni livello è composto da dieci Sefirot, né più né meno. E ogni Sefira ha i suoi dieci Sefirot , e così via all’infinito.

Non esiste una condizione che è completamente solida e non include tutti gli altri elementi, l’intera realtà. C’è una sola immagine dell’universo, ma la si vede in una risoluzione diversa, come su una mappa con una scala diversa.

Ad esempio, stiamo per andare al congresso di San Pietroburgo. Se guardate la mappa della Russia, la città è solo un punto. Ma se ti avvicini e aumenti la scala, vedi che questo punto si trasforma in una grande città. E se ci si avvicina ancora si vedono tutte le strade, e anche tutti gli edifici, ecc

Quindi, il nostro stato attuale ci sembra solo un punto. Ma in realtà comprende l’intero universo. Tutto dipende dalla scala in cui lo guardiamo per vedere tutti i dettagli in esso. La rivelazione di tutti i dettagli è la salita dei 125 gradi.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 30.06.2013, Gli scritti di Rabash)

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Domanda: Abbiamo un gruppo virtuale affiatato molto amichevole. Vorremmo che fossero presenti al congresso. Qual è il modo migliore per fare questo virtualmente?

Risposta: Dal punto di vista della saggezza della Kabbalah, nell’universo non esiste altro che il desiderio di ricevere e la Luce che influenza questo desiderio. La Luce, che agisce sul desiderio, provoca in esso un quadruplice sviluppo che inizia a manifestarsi nelle quattro fasi dei mondi di: Azilut, Beria, Yetzirà e Assiya.

Tuttavia, al fine di essere indipendenti da questa Luce, è necessario uscire da sotto il suo potere. Ecco perché il desiderio che è stato rotto nell’ultimo livello cade in uno stato in cui non sente alcuna connessione con la Luce. Questo stato è chiamato “il nostro mondo”. Cioè, il nostro mondo è il desiderio retrocesso al punto in cui percepisce solo se stesso, senza essere in contatto con chi lo governa, che lo influenza. Questo è lo stato che noi chiamiamo il nostro mondo, questo mondo.

In realtà, non vi è alcuna differenza tra il nostro mondo e il mondo spirituale. È solo se ti trovi in uno qualsiasi dei 125 gradi del mondo spirituale che la connessione tra due forze si manifesta in maniera più evidente, nel desiderio. Il desiderio sente chi lo influenza e come, perché e per cosa. È in dialogo con il Creatore. In altre parole, la forza della ricezione (la forza del desiderio) e la forza della dazione (la forza del Creatore / Luce) sono nel desiderio stesso nella forma chiara.

Tuttavia, al nostro livello (l’ultimo livello), non è chiaro perché ha avuto luogo la disconnessione. Ecco perché il nostro mondo è costruito su tre tipi di desiderio: inanimato, vegetale ed animato. Tuttavia, il livello umano non esiste in esso, perché esso appartiene ai successivi livelli spirituali, ai 125 gradi.

Il nostro mondo è molto importante perché nell’iniziare a raggiungere il mondo superiore devo essere assolutamente indipendente, non sotto il suo potere. “Indipendente” significa tagliato fuori, staccato da esso, non familiare con esso, ignorante. Se io esisto in questo modo, posso svolgere le mie azioni completamente separate, non sotto l’influenza della Luce superiore, ma perché “l’ho deciso io.”

Ecco perché il nostro mondo è il più importante. Dopo tutto, ogni kabbalista, non importa su quale grado di raggiungimento del mondo superiore si trovi, deve svolgere il suo ulteriore avanzamento mentre si trova nel corpo, cioè nella sensazione del grado egoistico più basso e salire da esso.

Supponiamo che io mi trovi al ventesimo grado spirituale. Per salire al ventunesimo, ho bisogno di perdere del tutto il ventesimo grado e diventare come tutti gli altri in questo mondo, sentendo solo esso e salendo al grado successivo, e durante il passaggio al ventiduesimo grado, devo scendere di nuovo fino alla fine, a questo mondo, e di nuovo inizio la mia salita da esso.

È impossibile raggiungere un unico livello spirituale e la transizione tra loro se non si è nel sentimento di questo così detto, nostro mondo. La gente pensa: “Ora, mi disconnetto da questo mondo e non mi importerà. Volerò lì e progredirò ulteriormente. Perché ho bisogno di contatto fisico con gli amici? “Loro sbagliano assolutamente in questo. Avremo bisogno di questa comunicazione. Non scapperemo!

Quanta attenzione hanno prestato i kabbalisti alla descrizione dell’ordine del gruppo: come esso deve interagire, come deve incontrarsi e di cosa parlare. Si dice che l’unica possibilità di salire al mondo superiore è se il gruppo ti trasmette il potere, l’importanza dello scopo, l’importanza dell’unione e l’importanza di annullare se stessi d’avanti al gruppo.

Quando sei costantemente nel gruppo, sei attivo e puoi controllare te stesso, non teoricamente attraverso Internet dietro il quale puoi sempre nasconderti, ma in pratica quando puoi guardare i tuoi amici negli occhi o guardare altrove, o puoi abbracciarli o rifiutarli. Non si può fare questo virtualmente. È impossibile senza questo. Se comprendi il metodo della Kabbalah, è necessario sentirsi a vicenda.

Cosa possiamo fare in una regione in cui i villaggi sono distanti 500 o 1000 chilometri, per non parlare di grandi città? Il contatto fisico con l’altro è necessario, almeno di tanto in tanto.

Sono volato fin qui perché è molto importante mettere insieme questa regione, in modo che vi possiate incontrare una volta o due all’anno, anche in piccoli gruppi da 30 a 50 persone. Dopo tutto, le persone che hanno questa opportunità, ma non lo usano perdono un sacco.
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(Dalla prima preparazione al Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013)

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Domanda: Con cosa dovrei associarmi: il desiderio di unire tutti o di diventare uniti?

Risposta: Prima di tutto, noi ci associamo con il desiderio di diventare uniti. Certamente! Noi usciamo dal centro verso la periferia.

Devo dire a me stesso che sono il centro del mondo, il centro del gruppo. Questo è affermato negli articoli del Rabash. Cioè, l’azione è mia, ma non conosco le azioni degli altri. Ecco perché devo affermare che tutto dipende da me, e se mi correggo, con questo voglio correggere tutto il mondo. E se io lo conduco in un senso o in un altro, poi dipende da me come cambierà.

Quindi, prima di tutto, viene il mio unirmi a tutti loro, e poi il mio desiderare di unirmi a loro. Cioè, il mio obiettivo è il funzionamento dell’ego. Noi non lo uccidiamo, non corriamo via da lui, ma ci eleviamo al di sopra di esso. Per “elevarci” intendiamo che lo controlliamo. Questo è ciò che una persona possiede e nient’altro.
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(Dalla preparazione al Congresso di Krasnoyarsk, 13.06.2013)

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La saggezza collettiva del gruppo

Domanda: Al momento il sistema detto la “saggezza del gruppo” viene realizzata in una forma corrotta. Chi o cosa diventerà la sua guida, il suo direttore, il leader quando sarà corretto? Come comparirà questa leadership?

Risposta: La saggezza collettiva del gruppo diventerà la loro guida di riferimento. Non può esserci alcun comando entro il gruppo. Può venire solo da sopra di loro nella forma dei loro educatori che sono ad un livello superiore. Il gruppo non si crea da solo, deve essere organizzato dall’esterno.

Così un’intelligenza condivisa, pensieri e sentimenti condivisi sono creati al suo interno, ovvero come nell’immagine di un gruppo unificato che avanza come un’unità discutendo, sentendo e nel pieno della consapevolezza della sua integralità. Ma, non di meno, c’è un leader che sta sopra di questo. Egli dirige le persone, conferisce nuovi compiti e supervisiona tutto.

Questo per via del fatto che non possono crescere da soli, si allontaneranno in qualche angolo o saranno spazzati via da qualche parte. Potrebbero in qualche modo mantenere la loro posizione ma, per innalzarsi al di sopra di essa, hanno comunque bisogno di una guida che sia sul prossimo livello e che quindi possa consigliarli  cosa fare di volta in volta. Nella natura tutto è organizzato come se fosse una piramide.
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(Da Kab.TV “La Saggezza delle Moltitudini”, 6.05.2013)

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Domanda: Possono i Kabbalisti sposati aiutare coloro che non sono sposati a trovare un partner per se stessi?

Risposta: Penso che è auspicabile sia per gli uomini che per le donne a fondare una famiglia, anche se potrebbe essere che questo non si trovi nel loro programma. La donna che in passato aspirava sempre a creare una famiglia oggi non la vuole più, anche questo è il risultato di un elaborato, o forse eccessivamente sviluppato, ego.

La persona non vede alcun motivo: “Beh, io porterò un bambino in questo mondo, e quando saranno passati dieci o quindici anni, mi lascerà, e poi?” E’ la stessa cosa con il marito. “Ho dedicato tutta la mia vita a lui, e poi?”

No, non è così. Abbiamo bisogno di costruire le stesse relazioni interiori tra noi, e in tutto il mondo. Pertanto, è necessario cercare di agire in una famiglia secondo lo stesso principio con cui si apprende la saggezza della Kabbalah e gradualmente cercare di ritrovarvi le radici. Allora la famiglia acquisirà significato, nonostante tutto, questa è la stessa cellula da cui inizia la crescita della persona. Il marito e la moglie hanno bisogno di essere coinvolti nella saggezza della Kabbalah insieme e di partecipare in un gruppo come una singola cellula. Anche i gruppi, unendosi, hanno bisogno di partecipare al nostro gruppo generale mondiale come una cella, e il gruppo mondiale generale in relazione a tutta l’umanità, fino a quando tutti noi saremo chiusi in un unica famiglia globale. Quindi tutto comincia dalla famiglia.

E mai denigrare questo essenziale componente egoistico, è semplicemente necessario innalzarlo al livello successivo.

Pertanto, credo che un uomo e una donna possono sposarsi a qualsiasi età, lavorare insieme e partecipare in un gruppo come un tutt’uno. Con questo sentiranno quanto è benefica questa cooperazione tra loro, perché a dispetto di tutto, non è certo che gli obblighi kabalistici vi terranno in un gruppo nel modo in cui vi tengono in casa.

Ne vale la pena, parlo sul serio. Pertanto, tutti gli scapoli dovrebbero prestare attenzione a non nascondere un serio sostegno spirituale da se stessi.
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(Dal Congresso di Krasnoyarsk, 14.06.2013, Lezione 1)

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Amare l’altro non a parole, ma con i fatti

Domanda: Il comandamento di “ama il prossimo tuo come te stesso” è noto in tutto il mondo. Ma qual è la sua originale interpretazione diversa da quella convenzionale?

Risposta: Essa riguarda la differenza tra Abramo e Babilonia. In Babilonia, si è accettato di tenere l’egoismo non corretto e, al tempo stesso, gridare amore. D’altra parte, il metodo di Abramo, cioè la proprietà di misericordia (Hassadim), è auto-correzione sul sentiero alla dazione in cui l’altro diventa più importante di te stesso.

Questo può essere raggiunto solo attraverso il lavoro basato sul gruppo e costruito da Abramo. A quel tempo, avendo riunito delle persone, si mise a insegnare loro l’abnegazione, l’auto-annullamento, e l’unione al punto di amore per gli altri che per se stessi. Bisogna portare avanti questo lavoro proprio nel gruppo in cui praticamente costruiamo il nostro ambiente.

Quindi, non vedo persone impegnate in questo altrove. Nelle ultime generazioni, nessuno tranne Baal HaSulam e in particolare Rabash, ha scritto circa la necessità decisiva dell’unione e della garanzia reciproca.

Creare diverse religioni e credenze, i cerchi e le organizzazioni che predicano l’amore per l’altro facilita la correzione dell’ egoismo o semplicemente instilla questi o quegli attributi collettivi? Per esempio, anche la Germania nazista unì le persone.

Quindi, la questione è il tipo di unione di cui stiamo parlando.

Abbiamo una metodologia che consente alla persona di unirsi alle altre, dare se stesso all’ambiente al fine di rivelare la dazione reciproca e l’amore per il bene di tutta l’umanità, non solo una parte di essa che si difende da fascisti o dai metodi protezionisti – e, in definitiva, realizzare una forma astratta assoluta della dazione e dell’amore, in altre parole, portare appagamento al Creatore.

È possibile trovare una grande quantità di materiale on-line riguardo l’amore per l’altro. Tutti ne parlano, senza menzionare Israele e Abramo, come se fosse una loro invenzione personale o la caratteristica della loro religione. Quando l’egoismo copre gli occhi, la gente non capisce la profondità della questione, non conosce la storia, e afferma di conoscere la verità. Non c’è niente che tu possa fare al riguardo.

Da parte nostra, ci basiamo già sul metodo di Abramo. Egli scoprì l’amore per l’altro e per se stessi e, dopo essere usciti da Babilonia, adottò questa metodologia. Poi, Mosè lo ha sviluppato per mezzo dell’unione sul Monte Sinai, e così via. In generale, stiamo parlando del compito del popolo di Israele, sulla sua fondazione. È stato originariamente formato in questa base. Se non ci fossero state le fondamenta, non ci sarebbe stata nessuna nazione.

Tutte le altre nazioni sono venute in essere, naturalmente, ma Israele non è “un popolo” in questo senso. Non è tra le altre nazioni, perché è fondata sulla dazione, sull’amore per l’altro e per se stessi, separati dalla realtà del nostro mondo. Israele è il popolo che è collegato dal desiderio di trovare tra loro la dazione e l’amore, e elevarsi su questo amore al di sopra del loro desiderio egoistico. Non c’è nazione di Israele senza queste fondamenta. In altre parole, non può essere chiamato “un popolo” mentre è in esilio dal mondo spirituale.

Gli ebrei in Egitto non erano una nazione fino a quando sono venuti fuori dalla schiavitù e accettato i mezzi che hanno permesso loro di vivere come un uomo con un solo cuore, in garanzia reciproca. Solo allora essi diventarono un popolo. Oggi, non sono ancora un popolo, ma una raccolta di esuli.

Non è un caso che nel corso della storia gli ebrei si siano così preoccupati per l’educazione. Vogliamo inoltre stabilire il metodo di educazione circolare in mezzo a noi e poi passarlo a tutta la nazione e al mondo intero. C’è solo una ragione: essa non esiste senza la nazione.

I concetti stessi di “persone”, “paese”, e la “società” tra gli ebrei hanno seguito l’educazione. Prima che Abramo educasse-insegnasse a coloro che sono fuggiti con lui da Babilonia, essi non erano un popolo. Dopo tutto, è necessario disporre di “colla” che connetta la gente in uno; altrimenti sono estranei gli uni verso gli altri. È l’educazione sul principio dell’amore per l’altro e per se stessi che li riunisce in un gruppo unico o una nazione unificata. Naturalmente, si tratta di un popolo unico, diverso da tutti gli altri. Essi sono uniti in base alle condizioni del nostro mondo, e al fine di unire, Israele deve accettare le condizioni del mondo spirituale.

Questa è l’origine della sua completa opposizione nei confronti del resto del mondo in termini di istruzione e l’essenza dell’amore per l’altro. Se gli altri sono disposti a distribuire questo principio alle loro nazioni, Israele non può essere limitato a se stesso, perché questo non è amore così come dovrebbe essere. Inizialmente dobbiamo essere consapevoli dello scopo della creazione e portarlo al mondo. In caso contrario, invece dell’amore, ci sarà “l’ego delle persone”, “l’ego nazionale”, o, come si dice oggi, “orgoglio nazionale”, che è una sciocchezza. Israele non può avere nulla di tutto questo. Deve limitare il suo ego e connettere valori spirituali superiori ad essa, invece di vantare le sue differenze nelle questioni di questo mondo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.06.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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