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Chi appiana i conflitti nel gruppo?

Domanda: Qual è il punto più critico nel lavoro del gruppo in cui l’egoismo degli amici scoppia?

Risposta: Penso che qui le donne dovrebbero andare in primo piano.

Quando ci sono seri problemi tra gli uomini, le donne dovrebbero in qualche modo sottilmente cercare di appianare il conflitto, indicare, come una madre ad un bambino, che tutto questo è temporaneo, che questi rapporti si manifestano fra loro per uno scopo e non dovrebbero essere portati via, come i bambini, e dimenticare la causa pur essendo impigliati nelle conseguenze.

Se accade che gli uomini non sono in grado di risolvere un conflitto da soli, allora le donne possono aiutarli.

Dal canto loro, gli uomini, dovrebbero frenare le donne quando iniziano a criticarsi reciprocamente, spettegolando, e usando una “mala lingua”.
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(Dalla lezione virtuale del 24.02.2013)

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Uno scudo contro i dinosauri

Domanda: Da cosa dipende la capacità del gruppo di riunirsi ogni volta che si trova davanti ad un nuovo attacco?

Risposta: Dipende dalla sensazione che siamo sulla strada giusta e che questa è essenziale. Dobbiamo avvicinarci di più e vedere che la connessione tra di noi è l’unico posto per la rivelazione del Creatore. Tutto ciò che accade intorno al gruppo serve solo a rafforzare i collegamenti tra noi. Il Creatore non può lasciare alcuna apertura. Se sento pressione su tutti i lati: alcuni mi fanno pressione, altri urlano contro di me e mi minacciano, e improvvisamente c’è un’apertura, che significa una società, un gruppo, un certo gruppo, che mi invita a unirmi a loro e mi promette che con loro starò bene, allora io certamente correrò verso di loro. Ma è questo ciò che il Creatore vuole da me?

Egli quindi organizza un “assedio” intorno a te, così da non avere nessun posto dove scappare. I tuoi nemici ti stanno già attaccando con coltelli, stanno cercando di macellarti, e solo se non hai scelta, tu cominci a rivolgerti a Lui. Altrimenti scapperai da qualche parte sul livello di questo mondo. È come se tu entrassi in un determinato luogo e cercassi di fuggire da esso, in cerca di una via d’uscita. Ma sia la prima che la seconda porta sono chiuse. Improvvisamente trovi una porta che è sbloccata, quindi scapperai certamente in quella direzione.

Ma questo sarebbe un semplice chiarimento corporeo e non il chiarimento spirituale che il Creatore ha preparato per noi. Il chiarimento spirituale avviene quando non hai scelta e devi rivolgerti a Lui, allora Egli ti salva e ti eleva verso di Lui, ad un certo livello superiore. Quindi il chiarimento è possibile solo quando sei in difficoltà, in un punto stretto. Se tu chiami il Creatore da lì, ricevi la Luce che Riforma che ti eleva.

La salvezza, l’aiuto del Creatore, arriva sempre attraverso la Luce; la Luce raggiunge i vasi, li corregge, e tu risali immediatamente sopra tutte le interruzioni. Un attimo dopo incontrerai di nuovo degli ostacoli, questi diventeranno più forti e più sofisticati. Ancora una volta ti braccheranno da tutte le parti e tu tenterai di fuggire, alla ricerca di una via d’uscita.

Tu dovresti vedere come il Creatore organizza un assedio sofisticato per te, che nessun altro può fare. Egli opera attraverso persone diverse, attraverso eventi, e alla fine ti porta ad uno stato in cui non hai altra scelta se non rivolgerti a Lui. Solo grazie al consolidamento e alla connessione del gruppo che si rivolge al Creatore si può ricevere la Luce che Riforma.

Attraverso la connessione noi comprendiamo che tutti i nemici e le difficoltà che incontriamo non sono così cattivi e che è anche una buona cosa, dato che rappresentano un aiuto. La loro pressione ci aiuta solo a rivolgerci al Creatore. Non ci rivolgiamo al Creatore al fine di sbarazzarsi di questi disturbi. Essi non ci preoccupano più. Esiste solo una cosa importante e ora possiamo chiedere al Creatore di elevarci al di sopra della nostra natura, per assomigliare un pochino a degli esseri umani, per assomigliare al Creatore.

Quindi l’aiuto del Creatore raggiunge una persona quando questa si trova in uno stato di disperazione in cui sta per gettarsi nel Mar Rosso. È possibile, tuttavia, avanzare senza far aumentare gli ostacoli ma facendo crescere la connessione. Le sofferenze non hanno bisogno di diventare più intense, “né loro né la loro ricompensa”, questo non è il modo giusto. Io voglio sentirmi bene durante ogni parte del cammino dato che sto avanzando verso il Creatore.

La fine della correzione è uno stato in cui non mi interessa nessuna interruzione, essendo io sopra gli ostacoli. Gli ostacoli rimangono, niente scompare, i cani che mi attaccano si trasformeranno in dinosauri che mi circondano da tutti i lati. Ma io non ho paura di loro dal momento che possiedo uno scudo contro di loro, la Luce che giunge e mi salva.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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La nostra ancora

Il Creatore è il bene assoluto, scrive Baal HaSulam nell’articolo “L’Essenza della Religione e il suo Scopo. Infatti il Creatore è primario; Non ha nessuno da cui ricevere; Egli è la dazione completa. Se Egli da, da il bene. Essere primario vuol dire che Egli non ha niente di male. Questo segue sia dall’ottenimento reale, che dalle nostre conclusioni intellettuali.

Ma in questo caso, perché vediamo così tante cose terribili nel nostro mondo? Certo, “Non Esiste nulla Tranne Lui”, cioè l’unica forza che agisce. Di conseguenza, tutto arriva dal Creatore. Come può essere che sentiamo i nostri stati come negativi?

Il fatto è che Baal HaSulam spiega che la gestione del Creatore è diretto verso la meta. Per poterci insegnare, guidare verso l’apice della consapevolezza e comprensione, il Creatore ci devo far attraversare ogni tipo di stati piuttosto spiacevoli. Grazie a questi, cominciamo a discernere quello che è bene e quello che è male, non agli occhi del nostro desiderio egoistico, come all’inizio, ma in relazione al desiderio di dare.

Questa scala è così opposta a quella costruita in noi dalla nascita, che non riusciamo nemmeno a comprendere l’essenza della loro opposizione. Lo dobbiamo ancora scoprire, e durante il percorso ci sarà ripetutamente presentato sotto altre forme, sotto altri aspetti, che richiedono un approccio diverso. Dopotutto, ogni gradino è opposto a quelli adiacenti, sia inferiori che superiori.

Quindi una persona, ovviamente, non può mai essere sicuro di niente di quello che vive. Egli ha soltanto “l’ancora”, il nostro mondo. Qui, siamo distaccati dalla spiritualità ed in ogni stato ritorniamo a questa separazione perché con ogni passo dobbiamo cadere al livello più basso, almeno per un breve momento. Sentiamo come se tutto ciò di spirituale sparisse, e poi saliamo ad un gradino nuovo.

Lo stato di “questo mondo” è speciale perché qui possiamo in qualche modo esistere senza alcuna intenzione, distaccati dalla spiritualità. Ma anche se si tratta di un mondo immaginario, noi viviamo qui, per così dire. Più avanti vedremo e capiremo che questo non è esistenza, non un essere, ma una specie di “fluttuazione” Ciononostante possiamo ascendere la scala delle correzioni soltanto se siamo in questo mondo, attraversiamo vari fenomeni al suo interno, rafforziamo il gruppo e cerchiamo di fare le azioni necessarie.

Qui, ci occupiamo di divulgazione, qui vogliamo vedere la correzione. Visto che non siamo ancora nel mondo spirituale, questo mondo immaginario, materiale, diventa la “base” per noi, una base solida e incrollabile. Questo significa che la specificità del nostro gruppo, deriva anch’essa da questo mondo.

Quindi, la gestione mirata verso la meta, da parte del Creatore, ci porta ad attraversare stati orribili, insoliti per il processo di crescita, al dolce frutto sublime. É detto che il vantaggio della Luce si riconosce nel buio. Se il processo è rimandato, dimostra inoltre l’altezza e l’unicità di una creatura particolare. Dopotutto più complessa è l’anima, e più sono le fasi di crescita necessarie.

Comunque questo non è direttamente proporzionale al passo. Acceleriamo il tempo quando desideriamo un cambiamento in ogni momento. Se faccio ne faccio parte da vent’anni e non sono arrivato da alcuna parte, non dovrei rassicurarmi che ho un anima elevata che richiede più tempo. No, dovrei giudicare il mio sviluppo non dai risultati ma dalla velocità dei cambiamenti interni. É questo che determina se attraverso la Luce o attraverso l’oscurità, tramite il cammino della Torà o il cammino della sofferenza.

E qui, tutto dipende dalla preparazione da parte mia: se mi preparo per questi cambiamenti accelero il tempo e trasformo il cammino non desiderato in quello desiderato. In fatti non esiste il cammino “non desiderato”. Una persona non può ammettere, piangendo, che il Creatore lo conduce verso la meta della creazione. Non siamo un orda di schiavi che arrancano verso il bene assoluto, forzati dalla frusta. Questo è semplicemente impossibile. No, ad ogni fase, in ogni momento, ho la scelta tra il cammino della Torà e il cammino della sofferenza. La differenza tra i due è determinato dalla mia preparazione: se voglio esporre il mio stato in anticipo e vedere quanto lontano essa sia dalla meta della creazione.

E la meta è l’adesione al Creatore, cioè una completa equivalenza della forma con Lui. Com’è possibile? Lui è il desiderio di dazione e io sono il desiderio di ricevere. Siamo completamente opposti.

Il fatto è che il Creatore mi manda la Luce che Riforma, in modo che i miei desideri si “rivestono” di dazione. Questo è anche detto “lo schermo” e “la Luce che Riflette”. Quindi divento come Lui.

Ma posso assicurarmi di avanzare nella direzione giusta? Per fare questo, devo avere un gruppo dove lavorare. Se veramente mi sforzo, aspetto mentre il Creatore faccia l’azione necessario su di me, organizza “esercizi” per me. Sono pronto: voglio e accetto tutto volenterosamente, con gioia e gratidudine, benedicendo il male come il bene.

Ma come posso controllarmi in questo? Il criterio è quello che segue: quando arriva la pesantezza nel cuore, sono grato, grato di trovare un posto dove lavorare, che il Creatore non mi abbia dimenticato e mi mostri l’altezza del prossimo gradino. Ora, mi manca soltanto la Luce per salire con l’intenzione altruistica.

Quindi la pesantezza del cuore dimostra che posso ascendere alla proprietà della dazione. É questa la differenza tra il cammino della Torà e il cammino della sofferenza.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.11.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Una radiografia del Mondo Integrale

Domanda: Non so se ricevo un colpo per via di una qualche mandanza di correzione se vivo in un mondo integrale. Forse mi sono allontanato dalla via ed in questo modo il Creatore mi riporta indietro, o forse sono solo dei problemi esterni che riguardano tutta la generazione. Così, come si può controllare se stessi per assicurarci di lavorare correttamente lungo il cammino?

Risposta: Il mondo integrale è un riflesso del mondo di Ein Sof (Infinito). Siamo già nell’ Ein Sof, ma questo ci è nascosto. Allora, noi ci orientiamo verso l’Ein Sof poiché è detto, “il termine dell’azione risiede nel pensiero iniziale”. Questo significa che devo capire che vedo una realtà frantumata davanti a me siccome questo è il modo con cui la percepiscono i miei sensi. Ma, infatti, è una realtà unica visto che c’è solo un’anima riempita con una sola Luce, ed una forza che sostiene tutto questo nell’unità perfetta.

Allora come posso sentire questo tramite i miei propri sforzi in tutti i momenti della vita?

Ad una persona vengono dati alcuni piccoli problemi con cui cimentarsi per quanto è possibile. Ci sono dei problemi più grandi che non può risolvere al momento.

E’ come se dovessi essere radiografato. Sono di fronte alla macchina, passano i raggi e poi mi mostrano l’immagine. In questa vedo stelle e pianeti e poi la terra e le diverse creature sulla sua superficie: la natura inanimata, vegetale, animale e le persone. Da qualche parte in lontanza ci sono stelle e galassie che stanno esplodendo. La terra sta bruciando al suo interno, e noi stiamo vivendo su questa crosta sottile appena appena coperta di vegetazione, un po’ come i capelli sulla testa. Ci sono animali e gente minuscola che camminano sulla superficie ed io vedo tutto questo nella radiografia.

Comunque mi dicono, non preoccuparti di tutto l’insieme! Mi dicono di lascar perdere tutte le stelle e la terra con la sua vegerazione e di iniziare a concentrarmi su quanto è in mio potere correggiere al momento.

Allora, metto a fuoco la mia vista e smetto di preoccuparmi del mondo intero per via del fatto che comunque non avrei i mezzi per poterlo correggere. Non c’è motivo di sedersi e piangere disperatamente per quanto sta succedendo da qualche parte ad Honolulu.

Allora, all’inizio, mi è dato un gruppo di dieci persone, per via del fatto che non posso percepire più di dieci persone nella mia mente. Devo concentrarmi su questo gruppo di dieci e decidere il mio atteggiamento verso l’intero mondo come se lo vedessi nella radiografia. Comunque, attraverso questo gruppo di dieci, posso rimanere concentrato su di loro. Mi posso relazionare con tutto il resto in modo corretto secondo la mia connessione con loro, intendo con quanto accade fuori dai limiti del gruppo.

Devo credere che, se stabilisco il giusto atteggiamento dentro il gruppo, questo sarà abbastanza per me per stabilire un atteggiamento corresto verso il mondo intero. Se le persone vengono improvvisamente a lamentarsi con me del fatto che non mi occupo di una tribu di Zulu lontana all’altro capo del mondo, Risponderò che non potevo visto che vedevo l’intero mondo attraverso il gruppo. Suggerisco che essi stessi vedano attraverso queste lenti per poter scoprire questa cosa! Dovrebbero venire, osservare e vedere che non potevo veramente far nulla, ed allora dovrebbero dire che non ho alcuna colpa.

Allora io guardo costantemente la realtà attraverso il gruppo. Se mi arrivano dei problemi attraverso l’intero gruppo. Allora forse questi coinvolgono l’intera umanità od il pianeta, ma devo sapere che mi sono stati rivelati perché io posso mantenerli a fuoco per via della mia connessione con il gruppo. Essi sono già incorporati nella figura che vedo, nelle lenti che mettono a fuoco la mia vista. Ovvero che questo evento è già nella mia vista.

Questo è il modo con cui progredisco. Nel frattempo, non posso comprendere l’intero mondo e preoccuparmi di qualunque cosa. So solo una cosa: se mi preoccupo di fare quello che devo sul mio livello, questo avrà un effetto positivo sulla realtà. Questo è tutto quello che posso fare e non mi è richiesto null’altro, proprio come ad un bambino piccolo viene richiesto quello che può secondo la sua età.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 28.10.13, Shamati 70, “Con mano forte e con scatenamento di furore”)

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Un Congresso su un altro pianeta

Domanda: Oggi inizia il Congresso Integrale dell’America Unita. Ci saranno più di 500 studenti nuovi che parteciperanno, studenti dell’Education Centre che entreranno a far parte di diversi gruppi del Nord e del Sud America. Per molti sarà il primo incontro con l’ambiente corretto. Come possiamo accoglierli nella maniera corretta?

Risposta: Dobbiamo innalzarci al di sopra delle differenze di questo mondo; ignorarle. Abbiamo un punto spirituale che dobbiamo raggiungere, è esattamente quello da cui dobbiamo dipendere, quindi facciamo un salto al di sopra di questo mondo, partiamo e dimentichiamo le nostre attività quotidiane e tutte le differenze che esistono fra di noi per i prossimi giorni. Non parliamo o pensiamo alla corporalità affatto, come se fossimo arrivati su un pianeta diverso dove si svolge il congresso.

Dovremo distaccarci da tutto ciò che non è necessario e lasciare tutto dietro di noi. Non devo chiarire ciò che accade nella mia vita ordinaria corporea durante il congresso, e neanche ciò che succede nella mia vita quotidiana spirituale. E come se mi spostassi verso un’altra interfaccia, cancellando tutto ciò che esisteva, entrando in un nuovo atmosfera inter-planetario. Questo è l’unico posto dove voglio essere per i prossimi tre giorni, o almeno per la durata del congresso.

Mi connetto come se non esistesse un domani. Il passato fino a ieri è cancellato. Altrimenti sarò costantemente confuso tra me stesso e gli altri, tra ieri e oggi e non capirò più niente.

Dobbiamo stabilire un nuovo livello di esistenza, totalmente nuovo che non ha niente a che fare con quello che avevamo prima, non personalmente e neanche per quanto concerne il gruppo. La storia delle relazioni tra le persone che una volta erano con noi, e che ci hanno lasciati ecc è irrilevante, non vogliamo ricordare niente. Ora dobbiamo vedere tutti semplicemente su un livello spirituale, e nient’altro.

Le lingue e le culture diverse non sono importanti. Le persone che si sono riunite qui hanno un solo desiderio ardente, di connettersi per rivelare il Creatore. Nient’altro. Non voglio sapere altro su di loro, perché il desiderio e l’impulso di connettersi con gli altri e rivelare il Creatore, è un desiderio che non ha niente a che fare con le differenze al livello di questo mondo. Dobbiamo semplicemente distaccarci ed arrivare a qualcosa di nuovo, nuove relazioni che esistono sul nuovo pianeta. Il mondo vecchio rimane in lontananza per poi scomparire; siamo in un posto nuovo, in nuove emozioni e pensieri, guardando solo in avanti, disconnettendoci da tutto ciò che era ieri. Non esiste ieri. Siamo tutti totalmente distaccati da tutto.

È detto che una persona dovrebbe vedersi come nuovo ogni giorno, facciamolo quindi, almeno una volta.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.11.2013, Una conversazione sul congresso in America)

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Il canale che porta al fiume della Luce

Il cammino verso la rivelazione consiste nell’implementare tutte le condizioni, ripetutamente, su tutti i gradini, fino a quando una persona non arrivi alla rivelazione, senza limite, senza fine, di adesione perfetta. Raggiunge l’adesione su tutti i gradini. Ogni gradino è simile a quello dopo, la differenza è soltanto nella qualità e quantità dei dettagli che si accumulano li, e ci fanno percepire un grandino come il mondo nuovo, ogni volta.

Israele, la Torà, e il Creatore sono uno” deriva dal fatto che inizialmente, ci troviamo nel mondo dell’Infinito, completamente uniti con la forza del Creatore, la forza della Luce. Li, non esiste differenza tra il vaso e la Luce, e quindi non esiste Israele, cioè uno che aspira al Creatore. L’essere creato diventa Israele soltanto sotto la condizione che è separato dal Creatore ma comunque aspira ad aderirsi a Lui ed arrivare all’adesione, rimanendo indipendente.

Sono necessarie due condizioni opposte: Da un lato, separazione dal Creatore, e dall’altro, adesione, Vale a dire, uno deve rimanere indipendente-questo è l’intero significato della creazione.

Israele, la Torà e il Creatore devono connettere per noi tutto il tempo nella loro forma finale- quanto siamo in grado di immaginarlo per ora. La creatura è uguale al Creatore fino a quanto può immaginare l’immagine del Creatore. Le sue proprietà che sono già state rivestite sulla creatura. Immaginiamo noi stessi come già alla fine del cammino, cioè avendo completato il nostro gradino attuale, perché non siamo in grado di pensare a qualcosa che va oltre il nostro gradino attuale.

Ma aspiriamo almeno a questo, cioè desideriamo diventare Israele e raggiungere l’adesione completa con la forza della dazione e dell’amore per i maligni e per i giusti, per i nemici e gli amici nella stessa maniera, fino alla fine della correzione. Anche se in realtà, questo è soltanto il nostro grado attuale. Dopotutto, tutto ciò che riusciamo soltanto ad immaginare, l’intera creazione da un lato all’altro, esiste dentro questa struttura, questa minuscola Sefira, che si rivela per noi ora, nel frattempo. E ancora, dobbiamo immaginare che vogliamo rivelare tutto, correggere ogni cosa, e aderire al Creatore in ogni cosa. Vogliamo farlo in modo che il mondo intero diventi la mia anima, e tutte le proprietà sono corrette verso la dazione e l’amore.

Ci immaginiamo corretti in questo modo, per aspirare a questo, studiamo e facciamo tutte le azioni necessarie per ottenere lo stato finale. “Israele, la Torà e il Creatore sono uno”. Ma nel cammino verso l’ottenimento della meta finale, è necessario riempire tutti i comandi del Creatore, cioè studiare ogni tipo di dazione, che è ciò che facciamo all’interno del gruppo. La cosa più importante è l’amore per gli amici, dove si chiariscono tutte queste nozioni.

Avendo ricevuto questi strumenti dall’amore degli amici, i vasi di Galgalta ve Eynaim, con il loro aiuto potrai correggere i vasi di ricezione, AHP, di quello stesso gradino, cioè quelli che sono fuori dalla struttura del gruppo, fino al gradino dove iniziamo a relazionarci verso tutti  esattamente nella stessa maniera. Ci relazioniamo al gruppo come il nostro posto di lavoro interiore e la fonte di forza. Eppure, il posto di lavoro reale è l’AHP, cioè il mondo intero.

GE sono creati per prendersi cura di AHP. La frammentazione è avvenuta principalmente per questa ragione e le scintille di dazione dal GE sono penetrate in AHP. In questo modo, i rudimenti della correzione sono stati creati in AHP. Dopotutto senza, AHP non ha alcuna speranza di correzione.

Per questa ragione dobbiamo sempre prepararci nel nostro GE, nel gruppo, nello studio, la nostra connessione, un abbraccio amichevole, e nei seminari, e dopo uscire e lavorare con i desideri di AHP. La vera realizzazione avviene in AHP, mentre la preparazione è in GE.

Anche se sembra a noi come se ci correggessimo da soli, mentre lavoriamo tra di noi nel gruppo, essenzialmente questo è solo il lavoro di preparazione.

Il nostro lavoro è detto “lavoro del Creatore” Non agiamo noi stessi, ma la Luce. Nel frattempo, ogni volta dobbiamo rivelare l’area dove la Luce potrà agire, come è detto: “Apri la punta dell’ago…” La nostra richiesta, innalzando una preghiera, MAN, apre il canale verso la Luce, dentro il quale entra ed opera. Il Creatore adempie il Suo lavoro, e noi dobbiamo soltanto aprire l’entrata per Lui. Questo è detto rivelare al mondo: Ogni volta arriviamo ad un mondo nuovo.
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(Dalla preparazione alla Lezione del 11.09.2013)

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Garantire la vita dell’amico

Domanda: Quali responsabilità dobbiamo assumerci l’uno nei confronti dell’altro?

Risposta: Ci sono momenti nella vita in cui una persona si ritrova senza un soldo e senza amici, e non c’è nessuno a cui rivolgersi. Immagina di essere impotente e completamente dipendente dagli altri, come i minatori sepolti sottoterra. Se qualcuno non si prende cura di te dall’alto, sei condannato.

Questo è ciò che dobbiamo sentire: una disperata dipendenza dagli amici. Senza di loro, non riusciremo a sopravvivere né a raggiungere l’obiettivo, e non saremo in grado di sostenere noi stessi. Si tratta di una corporeità, della paura bestiale che costringe una persona ad apprezzare l’Arvut (la garanzia mutua).

Ci è stato rivelato un nuovo sistema nel quale dipendiamo totalmente gli uni dagli altri. Cosa stiamo garantendo allora? Garantiamo l’ossigeno e tutto ciò che sostiene la vita.

Questa sensazione dipende dalla misura in cui ognuno sta cercando di conoscere questo. In seguito, mentre risaliamo i gradini spirituali, sentiremo questa dipendenza fino alle ossa e in ogni nostro respiro, come i subacquei che hanno un serbatoio di ossigeno a sinistra e respirano attraverso un tubo che passa da uno all’altro.

Questa è la mutua garanzia (Arvut). Dopo tutto, noi siamo “legati ” nell’anima collettiva, solo che ancora non lo vediamo. Ma a poco a poco, il Creatore ci rivela il vero stato delle cose: Egli rimuove l’ occultamento.
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(Da una conversazione di Shabat del 16.10.2010)

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Noi siamo un Gruppo

Domanda: Possiamo essere considerati un gruppo se ci riuniamo solo per la divulgazione, ma studiamo separatamente su internet?

Risposta: Non fa differenza. Se siamo connessi attraverso la divulgazione, allora è naturale che siamo un gruppo. Se ci si incontra occasionalmente non solo per la divulgazione ma anche per l’organizzazione generale degli incontri e per andare in diversi posti, per partecipare a diversi eventi, allora siete senza dubbio un gruppo.

Un gruppo è un insieme di persone che hanno una speciale connessione e che sono più vicine geograficamente o virtualmente, dove si coordinano le proprie attività e si scambiano notizie, e si sostiene la connessione reciproca. Voi lo sentite di essere un gruppo. E’ questo il modo in cui lo diventate.
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(Da una converazione sul Gruppo e la Divulgazione 20.10.2013)

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Preparare la strada non è come percorrerla

Domanda: Nella sua evoluzione l’umanità si sta allontanando ulteriormente dalla natura, perdendo le ultime tracce della nostra percezione delle leggi di questo singolo meccanismo. Cosa succederà dopo?

Risposta: Al contrario del livello parlante, il livello animato non si sviluppa acquisendo da sé un nuovo livello di pensiero e di sensazioni. No, noi dobbiamo prendercene cura. I saggi dicono che le nazioni del mondo porteranno i figli di Israele sulle loro spalle e li porteranno dove essi costruiranno il Tempio. Ciò significa che si tratta di AHP che si unisce a GE, e non c’è altro modo in cui può unirsi a GE.

Perciò, si dice che le nazioni del mondo impareranno la Torà tutta in un solo momento. Esse non hanno alcun potere per chiarire le cose e questo è il solo modo in cui possono unirsi a GE. Non significa che il loro destino nel nostro mondo è di partecipare passivamente, ma che saranno passivi nella spiritualità. Questo è il modo in cui si comporteranno. Noi abbiamo l’intenzione e loro la realizzano.

A dire il vero, è difficile immaginare come tutti gli uomini del mondo arriveranno al Creatore, soprattutto quando i discendenti dei figli di Israele non lo vogliono. Noi non teniamo conto e non capiamo che la loro connessione avverrà tutta in un momento. Nell’attimo in cui imparerete ad elevare la loro richiesta (MAN) al vostro livello e da qui all’AVI superiore, al Creatore, allora in quel momento essi riceveranno la Luce attraverso di voi e tutto funzionerà immediatamente per loro. Essi non hanno bisogno di preparare la strada da sé. Invece la Luce svilupperà il sistema mentale ed emozionale in loro, il quale ha il solo obbiettivo di essere sempre più dipendenti da noi.

Questo é, infatti, ciò che verrà rivelato nel loro discernimento e nel loro conseguimento: il bisogno di dipendere dai figli di Israele. Allo stesso modo, scopriamo anche nel nostro discernimento e conseguimento che dobbiamo dipendere di più dalla connessione con il gruppo e con il Creatore.

In questo modo, il mondo intero, oltre a noi, sarà facilmente corretto da una connessione relativamente passiva nei lavori di gruppo e negli altri eventi. Questo basta. Noi siamo quelli che devono fare il lavoro serio.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2103, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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La Metodologia di un decollo Spirituale

Una cosa fatta da una persona sola, non viene mai presa in considerazione, perché da sola non è in grado di compiere un’azione spirituale. “Spirituale” significa che è diretto verso la correzione della frammentazione ed è orientato verso la connessione che richiede la partecipazione della forza comune. Se qualcuno fa qualcosa da solo, agisce sempre dall’egoismo, visto che non è in grado di alcun’altra azione.

Quindi un’azione del genere non viene preso in considerazione. Uno immagina di impiegare un grande sforzo e si priva di così tanto e crede di assumere una potenza enorme, ma non c’è scopo ai suoi tentativi e non verranno presi in considerazione. Nel tempo, uno diventa indignato perché non vede alcun avanzamento e non si muove in alcuna direzione, è deluso dalla sua abilità di raggiungere la spiritualità. Ma ciò non significa che egli non sia in grado di raggiungerla; semplicemente non ha preso le misure giuste.

A volte possiamo impiegare dai 10-15 anni per capire dove siamo e finalmente sentire quello che ci è stato detto così tante volte fin dal primo giorno di studio. Soltanto dopo tanti anni una persona inizia a realizzare che il potere spirituale può essere ottenuto soltanto dal gruppo, l’ambiente, e soltanto in relazione al proprio auto-annullamento. Uno può annullarsi anche se non comprende i suoi pensieri o desideri, ma soltanto ad un livello semplice di azioni fisiche. Più egli abbassa la propria testa, più accetterà i pensieri e desideri degli altri che sono orientati verso la spiritualità. Questi sì che saranno pensieri e desideri spirituali visto che la persona li riceve dal reprimere l’egoismo! Quindi avanzerà un passo alla volta; è detto che tanti centesimi formano una grande somma.

Quindi, ama l’amico come te stesso è necessario e l’unico prerequisito che serve come leva e trampolino di lancio per ottenere la meta. Se una persona non fa uno “zero” di se stesso in relazione ai suoi amici “uno”, non raggiungerà la forza spirituale e non procederà col suo aiuto.

Procedere significa che con il suo aiuto può annullare se stesso ancora una volta, poi sarà ispirato dal gruppo di nuovo, e attraverso questa ispirazione viene in contatto con il Creatore. Allora, sembra che ci sia un bambino piccolo in confronto al gruppo di adulti.

Ho la sensazione di grandezza ascendendo a spirale, questo viene detto “a cerchi”.

Non esiste altra opportunità di avanzare. La rete, l’unico vaso che è stato frammentato, è proprio davanti a noi, proprio in questo momento. Anche se non possiamo attivamente lavorare con il 99% del vaso perché non vogliamo diventare i nostri genitori in questo tipo di lavoro, abbiamo comunque gli amici, che ci ha dato il Creatore, che ci ha riuniti per aiutare gli altri ad annullarsi davanti agli altri e ricevere la forza da ognuno di noi. Con l’aiuto della forza continueremo il nostro avanzamento verso il Creatore.
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(Dalla prima parte dalla lezione quotidiana di Kabbalah 04.07.2012, Gli Scritti di Rabash)

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