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Il futuro del pianeta: I problemi del clima e del cibo

Messaggio: Il Mercato del cibo si è trovato in una posizione difficile – mancanza di risorse naturali, i prezzi  degli alimentari sono in aumento. Alla fine, tutti saranno costretti a mangiare di meno. 25% dei terreni agricoli – degradati. I terreni adatti per uso agricolo si stanno esaurendo. Lo stesso vale anche per le risorse idriche. Ciò significa che l’offerta alimentare non crescerà rapidamente, nonostante l’aumento dei prezzi.

I prezzi del cibo aumenteranno anche a causa del cambiamento climatico, che porta ad anomalie climatiche, ai salti dei prezzi dell’energia e, di conseguenza – ad incertezza complessiva dell’economia  globale e alla crisi.

Israele è un leader nel pollame, da tempo è rivolto alla coltivazione di pollame e alla produzione dei prodotti derivati da questa carne, che ovviamente sarà il prodotto principale del pianeta.

Il mio commento: La natura (la terra, l’acqua, l’energia, il clima), infine, entrerà in conflitto con l’uomo, e la fame, le guerre e i disastri, distruggeranno quasi tutta l’umanità, e un piccolo gruppo dei sopravvissuti completerà la correzione – se le persone non cominciano a cambiare se stesse in una somiglianza alla natura, vale a dire nei rapporti uno verso l’altro per unione e partecipazione.
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Le nuove regole per uscire dalla crisi

Opinione (“La Stampa“, Italia): naturalmente l’Europa,, non è un paziente immaginario.

Ma essa mostra una strana soddisfazione, sempre parlando delle sue malattie, raccogliendo le convocazioni per cambiare tutto, e dopo due settimane scopre che nulla è cambiato.

La BCE ha dichiarato che la volatilità nel mercato dei valori mobiliari è vicino a quello osservato prima del fallimento della banca d’investimento statunitense Lehman Brothers.

In queste condizioni, si sentono più le apocalittiche dichiarazioni del direttore del Fondo Monetario Internazionale C. Lagarde, che la fine della crisi non è visibile, e l’euro – a rischio.

I governi europei hanno detto ai loro cittadini che in autunno il quadro diventerà ancora più fosco.
Gli Stati Uniti sono impegnati nella lotta elettorale sullo sfondo della calura estiva, e accusano L’Europa del cattivo stato dell’economia mondiale. E l’Europa non dà un rifiuto degno.

In questi casi, arriva il turno dei politici, ma non di quelli che promettono delle montagne d’oro, o chiamano a tirare le cinghie, ma quelli che offrono di cambiare le regole e portare l’economia mondiale su una strada diversa.

Il mio commento: Quindi, aspetiamo fino all’autunno – e poi … Come se, da un incomprensione del problema (la mancanza di una connessione integrale dell’umanità) e la mancanza di decisioni economiche, non ci sarebbe la tentazione di risolvere tutto in una volta dalla guerra, condonato tutto il passato e ricominciare da capo …

A proposito, e questa non è la soluzione, se tutto ciò che accade sta spingendo il mondo verso una maggiore integrazione, la guerra per la prima volta nella storia non sarà un mezzo di redistribuzione!
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La soluzione esiste!

Opinione  (R. Grinberg, direttore dell’Istituto di Economia RAS): La crescita dell’egoismo al rango di virtù pubblica, provoca gravi danni alla società etica. Frenesia nell’aspirazione di edonismo, di consumismo e di comfort espelle tali valori come la compassione, l’empatia e la solidarietà, creando divisione ed apatia nella società. Allo stesso tempo, stanno cristallizzando lo stato d’animo della protesta – ma senza un notevole successo nella formulazione di coerenti modelli alternativi per un ordine sociale più umano.

Il mio commento: Proprio così, l’egoismo ha cessato di essere un vizio in tutte le sue manifestazioni. E’ cresciuto così tanto che ha conquistato l’area della moralità, la virtù, la compassione. Egli indigna quando lo indicano questi valori. Dopo tutto, abbiamo raggiunto nel nostro sviluppo storico (l’evoluzione), l’ultima forma egoistica. La prossima fase – la correzione dell’egoismo: volontaria, veloce, leggera con conoscenza per i danni che ha causato – o forzato, con la sofferenza, fino alla quasi completa distruzione dell’umanità in una guerra atomica.

Secondo il parere di uno scienziato è tutto vero, tranne uno: la soluzione c’è, ma gli scienziati non sono ancora in grado di comprendere. La natura egoistica rende impossibile valutare lo strumento per correggere la persona. Richiedono ulteriori sofferenze per gli scienziati, gli economisti, i politici per diventare più ricettivi alle idee di “garanzia universale” e la Kabbalah.
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Homo militaris

Opinione: Tra tutte le forme di comportamento collettivo delle persone la più ripugnante è la guerra con le sparatorie reciproche. Dopo l’ennesima guerra, le persone giurano che quella passata sarà l’ultima, ma negli ultimi tempi loro hanno iniziato a vedere la guerra come una manifestazione della libertà di scelta delle persone, come un puro fenomeno umano. È svanita la speranza che la guerra possa interrompere questo pensiero generale con la creazione di un arma terribile. Nessuno ha previsto, che il nostro secolo sarà il più sanguinario ed il più variegato secondo il tipo di guerra, e cioè da quelle mondiali a quelle delle tribù.

Freud pensava che con la crescita della cultura le guerre si sarebbero spente, gli istinti sarebbero cambiati sotto l’influenza dell’ambiente, facendo esercizi ci si rinforza e non facendo esercizi ci si indebolisce. Ma i biologi lo sanno che i programmi istintivi si trasmettono di generazione in generazione attraverso i geni e che non spariscono. Poiché il responsabile dell’inclinazione dell’uomo di combattere e uccidere è il programma innato, sarebbe meglio che si conoscessero di più i nostri istinti.

L’aggressione appare dall’interno e si accumula. Con la mancanza di un istigatore l’aggressione si manifesta comunque, orientandosi alle identità più deboli oppure agli oggetti inanimati. L’aggressione e la paura sono interconnesse. L’aggressione viene sempre accompagnata dall’attacco di paura, e la paura può svilupparsi in aggressione.

Per sfuggire agli assalti, gli animali dimostrano una minaccia ed in tanti casi questo è sufficiente per liberarsi dall’aggressore. L’uomo appartiene alla specie con un elevato grado di aggressività, ma il suo problema sta nell’altro.

Siccome lo scontro si sarebbe concluso con la morte, l’evoluzione ha elaborato un istinto di divieto dell’utilizzo delle armi negli scontri della stessa specie. La forza del divieto è corrispondente alla forza dell’arma.

L’uomo è un animale poco armato e per questo ha i divieti istintivi deboli. Ma iniziando a fare armi lui è diventato la specie più armata sulla Terra.

La morale quasi non è cambiata: quello che perde lo scontro deposita le armi e prende la posizione del sottomesso (alzando le mani), ma al vincitore come regola non funziona il divieto “non picchiare colui che sta sdraiato”.

In una situazione positiva le persone si comportano pacificamente con quelli che sono “non dei miei”. Col peggioramento della situazione l’atteggiamento diventa ostile.

Già dall’età di qualche mese il bambino inizia a sorridere ai suoi e ad imbronciarsi con gli estranei.
Noi siamo sottoposti a questo programma tutta la vita, evidenziando i propri (i compagni di classe, paesani, con la stessa credenza).

Con questo programma ci si rivolgono i demagoghi, istigando le persone verso un’altra visione, classe, cultura, nazionalità, religione.

La divisione delle persone in “i nostri “ e “non nostri” – è criminale, perché toglie da dentro l’uomo l’istinto del divieto di portare danno agli altri. L’uomo privo di questo istinto si sviluppa verso la crudeltà. Questa divisione è il motivo dei conflitti. La religione parla soltanto del compito di unione, ma alla base di ogni religione sta la divisione delle persone in “i propri” e “gli altri”.

Soltanto l’apparizione di un nemico comune può unirci (l’attacco dei marziani).

Ci rimane soltanto limitare legalmente la divisione delle persone in base a qualunque aspetto caratteristico.

Il mio commento: Ci può aiutare soltanto l’introduzione dell’educazione integrale, nel processo dal quale scopriremo che tutti sono “i propri”, saremo consapevoli che facendo del male agli altri, innumerevolmente più volte facciamo del male a noi stessi, inizieremo a sentire tutti come un’unica cosa propria. Soltanto in questo caso il mondo acquisirà la calma e l’elevazione.
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In caso di guerra mondiale – il colpo – entro 13 minuti

Messaggio The Washington Post: Ancora durante la guerra fredda gli USA tenevano i missili terra-terra con le testate nucleari pronte al lancio entro 3-4 minuti dopo l’ordine del presidente. Nonostante ciò, in caso dell’arrivo di minaccia, la decisione del lancio doveva essere presa entro 13 minuti.

Però, anche dopo 20 anni, dopo la fine della guerra fredda un terzo delle forze strategiche degli USA, includendo quasi tutti i missili delle basi terrestri, ed anche alcuni missili delle basi marine, tutt’ora si trovano in assetto di guerra. Gli USA e la Russia possiedono 1800 testate nucleari, che sono pronte per essere usate in qualunque momento.

Il mio commento: Ecco a cosa ci ha portato lo sviluppo sfrenato della nostra natura egoistica – o alla morte dell’egoismo o alla sua correzione.

Tra poco tempo si vedrà se avrà peso il nostro sforzo di unione per chiamare nel mondo la forza della correzione di massa dell’egoismo.
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Il crollo è inevitabile

Opinione (G. Schpanbauer, economista): Il budget della Germania sta diminuendo di 1 trilione di Euro l’anno. Questo significa che sono rimasti due anni. Più avanti questo gioco con l’euro non potra’ progredire. L’unica cosa che adesso possono fare i politici è quella di allungare i tempi, fare nuove promesse, nuovi piani di salvezza, nuovi debiti. Ma il crollo è inevitabile , non rimane che aspettarlo.

Le persone moderne non possono nemmeno immaginarsi lo scenario che si potrebbe manifestare. Loro non sono assolutamente preparate a questo, né fisicamente né spiritualmente. Loro non si immaginano che le banche e i negozi possano chiudere, che i bancomat possano smettere di dare i soldi, e che le carte di credito possano diventare semplice plastica.

Se prima c’erano grandi famiglie, c’erano comunità del villaggio e le persone si aiutavano le une con le altre, oggi invece la società è automatizzata, ognuno vive solo per sé – allora tutto questo, quando scoppierà la crisi, diventerà determinante.

Il mio commento: Quali sono le sue idee, per portare il mondo alla possibilità di risolvere la situazione attuale, attraverso l’educazione sociale?
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Cosa ci dà l’immigrazione?

Messaggio: Dopo l’inizio della crisi in Europa e USA si è verificato una rapida diminuzione del flusso di immigrati, la minore attrazione economica ha impedito lo spostamento demografico. Ma è avvenuta “la primavera araba”, sia in Europa che negli USA c’era la tendenza di flussi di rifugiati dai paesi del Medio Oriente.

La disoccupazione nei paesi sviluppati si mantiene ai livelli alti, cosa che non rende simpatici gli immigranti agli occhi della popolazione locale. L’olio sul fuoco dell’antipatia verso gli “invasori” lo versa anche la non conoscenza della lingua, della cultura del paese d’arrivo, ed anche la partecipazione degli immigrati giovani nei disordini di massa.

Nel mondo il lavoro è diminuito, ma le persone cercano un guadagno. Per via della crisi, agli immigrati diventa sempre più difficile sistemarsi con il lavoro. Una buona parte degli immigrati si possa trovare senza lavoro. Il vero problema diventano gli immigrati giovani, che non possono trovarsi un lavoro e che non studiano. Questo porta alla tensione sociale, perché anche tra la popolazione locale la disoccupazione è alta.

Il mio commento: Il lavoro non ci sarà. Le frontiere non si potranno chiudere. La tensione sociale crescerà, finché la “primavera araba” non arriverà sulle strade delle città di tutto il mondo. Per non far accadere questo bisogna valutare la situazione con chiarezza ed obbligatoriamente includere tutti gli immigrati nell’educazione integrale. La stessa cosa si propone di fare anche con la popolazione locale. Soltanto questo ricostruirà tutti i problemi di natura sociale.
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L’America non è più il paese delle possibilità

Opinione (D. Stigliz, economista, premio Nobel nel 2001 in economia, “The Financial Times“, Gran Bretagna): I ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri, si ingrandisce il distacco tra la classe media ed i ricchi. Una volta gli USA si auto consideravano un paese di classe media, ma questo non è più così. Oggi il guadagno medio di un americano e più basso di quello di 10 anni fa.

I paesi scandinavi con un economia più sana, si distinguono con un livello superiore di uguaglianza.

Una volta l’America era considerata il paese delle possibilità. Oggi le possibilità del bambino nella vita futura dipende dai guadagni dei genitori. Gli USA hanno lavorato insistentemente nella creazione del sogno americano delle possibilità. Ma oggi questo sogno si rivela un mito.

Il mio commento: Fin quando regnava l’egoismo, l’America era il paese delle grandi possibilità, ma dal momento che l’egoismo ha interrotto il proprio sviluppo e si è trovato in crisi, gli USA sono entrati in crisi (dell’egoismo) ed uscirne significa correggere l’egoismo individuale e sociale con quello dell’interazione integrale (dazione ed amore). Non appena procederemo a questo, noi immediatamente ci convinceremo che abbiamo fatto l’unica scelta giusta.
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L’inerzia, l’egoismo e l’incapacità dell’Europa

Messaggio (fonte russa): La storia si ripete. Gli Stati Uniti guardano la divisione, l’irresponsabilità della UE, con la consapevolezza che la spirale di inerzia, di ‘egoismo e d’incompetenza, in cui può scivolare irrimediabilmente l’Europa, riguarda e coinvolge anche sempre piu’ gli Stati Uniti. Si profila il quadro sconfortante dell’Europa, la via del declino è vicina, anche se a ritmi diversi: la Francia si oppone all’Unione, la Germania non condivide le loro posizioni, L’Europa agricola (Spagna, Italia, Grecia) sta soffrendo degli effetti della politica di irresponsabilità economica, e ancora più difficile riconoscere la necessità di una riforma economica.

Le borse che, giorno dopo giorno, registrano una caduta, non solo la causa dei nostri problemi, la fonte di infezione, ma anche un indicatore, un termometro. Ci dicono in tempo reale, che facciamo una serie impressionante di errori. E il più grande – è la nostra arroganza, l’unico denominatore comune dell’Europa disorientata e disintegrata.

Il mio commento: Anche se oggi tutti avessimo stretto la cinghia nel senso dei risparmi, come indica la Germania, questo non avrebbe portato a niente di buono. L’UE deve riconoscere la causa della sua condizione – la mancanza di unione – e correggerla, diventando comune, come richiede l’interconessione scoperta tra tutti i paesi del mondo.

In linea di principio, la creazione di un mercato comune faceva dell’Europa, la parte più sviluppata del mondo, ma doveva essere realizzato con gradualità, in base alle esigenze, in tutto il mondo, non solo nel mercato generale, ma in tutte le sfere di attività. In questo il mondo spera ancora. Nel frattempo, l’Europa deve dare a tutti un esempio di una corretta soluzione.

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Il Presidente della Commissione Europea chiede aiuto con denaro, ma non con consigli

Messaggio: “The Big Twenty” insiste sul fatto che dopo l’elezioni in Grecia, gli europei devono finalmente risolvere il problema della crisi del debito. A Bruxelles, però, credono che l’Europa non abbia bisogno di consigli per combattere la crisi ma un aiuto concreto. Per ripristinare la fiducia dei mercati, è necessario compiere maggiori sforzi per combattere la crisi del debito nell’area dell’euro.

Il continente deve contribuire. L’Unione Europea aspetta dal “G20” l’aiuto nella loro lotta contro la crisi del debito nell’area dell’euro. Noi non permetteremo a nessuno di insegnarci qui. Il Presidente della Commissione Europea ha sottolineato che la crisi non è nata in Europa, e una fonte è diventata la tecnologia innovativa in alcuni segmenti del mercato finanziario degli Stati Uniti. Questo ha infettato le banche europee, ma l’Europa non accusa gli Stati Uniti, ma cerca di cooperare per risolvere i problemi.

Il mio commento: Le iniezioni non aiutano a curare, perché è un caso di diagnosi errata, ma aggravano solo la malattia – ma questo è il loro scopo – cosi l’errore si manifesta subito, e può essere compreso e corretto.

Il problema è che una volta la società era governata dai re, poi dai politici, ed oggi – dai ricchi. Da un lato è buono, perché vincolano dei politici dalla guerra, volendo solo arricchirsi, ma d’altra parte, le nuove condizioni sociali e il loro metodo di arricchimento smettono di funzionare, non sanno cosa fare, ma non vogliono lasciare le opportunità passate, non si rendono conto che è necessario modificare il metodo di gestione.

E’ necessario modificare i valori, le preferenze, i punti di riferimento – che in precedenza non hanno ancora maturato. Questa è la nostra tragedia – se non c’è il metodo dell’educazione integrale e della formazione, che non richiede alcuna approvazione, ma che si sta realizzando dal basso verso alto, all’inizio nelle masse, e poi, in parte controvoglia, in alto.
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