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L’Unione Europea ha ricevuto il Premio Nobel della Pace

Messaggio: L’UE – Vincitore del Premio Nobel della Pace nel 2012 “per lo sviluppo della democrazia in Europa e la riconciliazione tra i paesi dopo la seconda guerra mondiale.” Nella dichiarazione è sottolineato che l’Unione europea è una “fraternità tra le nazioni. L’UE ha contribuito a trasformare l’Europa dalla guerra-lo strappato continente, in un continente in cui da lungo tempo il mondo è prospero”.

Il mio commento: La discrepanza con la realtà indicata nella dichiarazione – infonde la paura, come la realtà non ha affrontato un’altra guerra mondiale[…] Se esistesse la crisi in tutto il mondo allora tutto il mondo dovrebbe risolverla. Ma l’UE può dare il buon esempio, essere un pioniere nell’introduzione dell’educazione integrale per tutta la popolazione dell’ UE. Una legge in grado di risolvere l’intero problema!

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La globalizzazione non ci farà allontanare

Opinione (F. Lukyanov, scienziato e politico): Gli sviluppi nel mondo sono estremamente caotici. Da un lato, c’è una globalizzazione universale. Che tiene, non ci disperde, a causa dei molti collegamenti che non si possono rompere. Da l’altra parte, per la stessa ragione c’è l’instabilità globale,e vi è il desiderio di nascondersi da essa, stringendosi nella propria identità nazionale. Le regioni ricche si convincono che senza i poveri vivranno meglio – è un’illusione, ma è molto concreta.

Il mio commento: Non c’è nessun posto dove scappare, abbiamo forzato la natura, stretta in un’unica rete globale. E’ tempo per realizzare questo quanto basta per accettare l’inevitabile integrazione totale, fino a “non fare agli altri ciò che non desideri per te stesso,” e poi ad “Ama il tuo prossimo come te stesso.” Questo futuro è inevitabile, e noi dobbiamo , consapevolmente accettarlo – o attraverso la sofferenza (prima guerra mondiale), o in un buon modo breve (dell’educazione integrale e formazione). Ma ora è il momento di decidere da che parte andare!
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Crisi: I ricchi hanno più fiducia nel denaro che nei vicini

Studio (University of California, Berkeley): Durante la crisi, i ricchi tendono a trovare conforto nella moltiplicazione di acquisiti, e meno per aiutare gli altri.

Nel periodo di incertezza economica, il divario tra le classi sociali, cresce ancora di più. La crisi – una perdita di qualcosa di ordinario, quotidiano. Le persone bisognose hanno poche cose da perdere, quindi si rivolgono per l`aiuto e sostegno ai famigliari e agli amici. La persona con alto reddito diventerà più indipendente e non ha bisogno di amici.

Il mio commento: La crisi continuerà  finchè non equilibra tutti. La gente capirà, come in tempo dei disastri, solo la gentilezza degli altri può salvarli. E, aggiungendo, sempre sarà monitorato più chiaramente  il legame tra l’unione e la buona fortuna.

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Le prospettive oscure dell’UE

Opinione (А. Glusman, filosofo francese): Il senso di crisi caratterizza la storia attuale dell’Europa. L’UE non è un paese, non è una comunità nazionale, dentro di lei non c’è uno spazio culturale. I paesi europei non si somigliano l’uno con l’altro, per questo l’unione tra di loro non è possibile. Non li fa unire un’ appartenenza alla stessa comunità, bensì un modello sociale.

L’UE è una reazione di difesa dei paesi. Ma oggi i paesi dell’UE non vogliono più sullo stesso fronte scontrarsi con le minacce esterne. Ognuno vuole vivere per sé, anche se tutti vogliono sopravvivere con l’aiuto dell’UE.

Non c’è una prospettiva globale. L’UE ha perso il senso dell’esistenza. Se i paesi dell’UE non si uniscono e non iniziano a partecipare sullo stesso fronte, allora moriranno. La globalizzazione porta un caos globale e non c’è una politica globale come negli USA.

Esistono due possibilità per sfuggire ai problemi: allontanarsi da loro, come se non ci fossero, oppure abbandonarsi al fatalismo che non risolve niente.

L’Europa rimane un campo di gioco di idee. Però il pensiero adesso è frammentato ed appesantito dalle sfumature, sfugge agli esperimenti , è questo che riflette la politica europea.

Il mio commento: Diventa sempre più chiaro che l’unione esteriore senza quella interiore, è necessaria all’educazione integrale, porta alla manifestazione delle contraddizioni ed in conclusione accelera la morte della forma passata della civiltà. Senza dubbi l’UE dimostra oggi al mondo un modello inadeguato di integrazione, che si basa sugli scopi personali egoistici e non su quelli generali, umani. Per questo non c’è un futuro per l’UE, almeno se non inizia urgentemente un avvicinamento culturale.
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Nell’amore sono diventati tutti più primitivi

Opinione: L’amore può essere diverso, in tutto ci sono sei tipi:

1) Romantico (eros);
2) Tutto inglobante – passionale (mania);
3) Competitivo – chi conquista chi (ludus);
4) Sacrificante – dissolversi nella persona amata (agape);
5) Calmo – amichevole (storghe);
6) Pratico – calcolato (pragma).

Più di tutti si incontra il numero 3 e 6. Secondo la scienza, la passione erotica, basata principalmente sull’attrazione fisica (l’innamoramento) , dura 6 mesi. Poi può crescere o morire. Per tanti il processo di crescita non è nelle loro forze, in quanto esiste l’immaturità emotiva. Per questo tanti matrimoni falliscono nell’arco di qualche mese, di conseguenza si inasprisce il problema della solitudine.

Il mio commento: Se non c’è uno scopo superiore, in cui il coniuge è il partner nel raggiungimento di questo scopo, allora, con l’egoismo cresciuto talmente tanto, i matrimoni non solo non si mantengono, ma neanche inizieranno, non ci saranno tentativi di iniziarli …
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Gli investitori temono il collasso della Cina

Messaggio: Sempre più investitori iniziano a dubitare della storia della Cina. Oggi la Cina non è semplicemente un mercato qualunque. La Cina è il motore della crescita economica mondiale. Un collasso dell’economia cinese avrebbe conseguenze catastrofiche su tutto il mondo. La Cina assicura il 15% della produzione economica mondiale (Gli USA – 19%). Più di tutti soffriranno i paesi asiatici vicini. Se la crescita dell’economia cinese fosse del 5% al posto dell’8% allora in Germania inizierebbe la recessione.

Il mio commento: Nel mondo globale è tutto così interconnesso, che si deve capire che bisogna pensare non più a sé stessi e che pensare agli altri è il metodo migliore per assicurare sé stessi.
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Gli ecosistemi hanno raddoppiato l’assorbimento

Messaggio: Gli ecosistemi naturali negli ultimi 50 anni hanno raddoppiato la quantità di sequestro del carbonio, compensando parzialmente l’aumento delle emissioni di gas serra prodotte dall’attività umana.

Anche se le emissioni di CO2 per gli anni 1960-2010 sono aumentate di 4 volte, in 2 volte è cresciuto l’assorbimento di carbonio dalle foreste, del suolo e degli oceani.

La terra continua a fare il nostro lavoro per noi, assorbendo una grande quantità di CO2, mentre la razza umana fa quasi nulla per ridurre le emissioni. Per quanto tempo questo continuerà, non sappiamo.

A livello globale i pozzi di assorbimento di CO2 in generale ancora può “catturare” le emissioni delle attività umane, continuando a raccogliere dall’atmosfera, circa la metà dell’anidride carbonica emessa. Tuttavia, non crediamo che questo possa continuare indefinitamente.

Il mio commento: La natura ha le possibilità infinite e usa tutti i mezzi a sua disposizione per portarci allo sviluppo evolutivo finale – il pieno inserimento dell’ umanità in un sistema unificato della natura. È necessario cambire una sola cosa — la natura egoista dell’uomo.
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Ognuno per sé

Messaggio: Il detto “Le donne e i bambini da salvare per primi” non viene più confermato dai dati di fatto. Gli scienziati svedesi dell’Università di Upsala analizzando i naufragi dal 1852 al 2011 hanno scoperto che tra i sopravissuti prevalgono gli uomini. La verità è che il capitano può ordinare “le donne ed i bambini salvarli per primi”, però, giudicando dai risultati per primi si salvano proprio il capitano e l’equipaggio.

La mia opinione: La nostra natura è l’egoismo nudo e crudo, ed è soltanto questo, quindi non si può parlare di nessuna regola e di nessuna preferenza, tranne quelle personali. Le esclusioni non fanno altro che confermare la regola, e cioè la legge della natura. Correggere la nostra natura, dandoci il desiderio di pensare agli altri invece che solo a sé stessi, lo può fare solo quella forza superiore che ha creato l’egoismo.

Lo scopo della nostra creazione è di conoscere l’egoismo come male e correggerlo ad ogni costo, cambiandolo in altruismo. Non appena lo vorremo, capiremo quanto tutto questo è semplice e facile da fare.
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Dichiariamoci falliti e iniziamo tutto da capo!

Opinione (D. Rogers, investitore, miliardario): Il mondo si trova in un vicolo cieco e spende somme sbalorditive per mantenersi almeno momentaneamente a galla. Questi soldi non si possono riguadagnare. Negli ultimi tempi l’America ha quadruplicato il suo debito, ma non è più in grado di continuare a farlo. A tempi brevi la situazione intorno a tutti questi problemi può soltanto peggiorare.

Io propongo la soluzione di tutti i problemi: che tutti annuncino il proprio fallimento, quindi tutti i depositi ritornerebbero alla normalità ed il sistema andrebbe ad aggiustarsi. Quando le persone falliscono possono guardare la realtà in faccia. Riorganizzate l’attivo contabile e le persone competenti verranno ed inizieranno a costruire il mondo sulle nuove fondamenta.

Il mio commento: Certamente, questo scuoterebbe il mondo, ma anche la nuova pagina non sarebbe molto migliore di quella vecchia, in quanto gli stessi egoisti velocemente costruirebbero il loro mondo terribile, perché non riescono a farlo diversamente.

Soluzione: Perciò , contemporaneamente all’annuncio del fallimento mondiale (tra l’altro nella Bibbia è una condizione obbligatoria dell’esistenza umana – ogni 50 anni annuncia Yovel – al completo ritorno di tutti i beni al loro stato originario) c’è bisogno di annunciare anche il fallimento dell’uomo e di tutti i rapporti sociali, come motivi di fallimento dei sistemi economici da lui creati. Soltanto basandosi sull’educazione integrale della società si potrà costruire un sistema utile di rapporti sociali, facendo concorrenza nella competizione di fare del bene l’uno all’altro e non del male. La ricompensa per tali sforzi sarà la sensazione del flusso della vita superiore ed eterna.
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Perché l’automazione non ha ridotto la giornata lavorativa?

Opinione (R. Skidelsky, professore di Economia Politica, membro della British Academy, membro della House of Lords.): L’economista americano, Keynes pensa che nel XXI secolo, la maggior parte delle persone dovrà lavorare solo 15 ore alla settimana per ottenere tutto il necessario per una vita comoda, perché l’automazione aumenta la produttività dei diritti dei lavoratori.

Ci sono due tipi di disoccupazione: tecnologica (ottimizzazione del lavoro), economica (crisi).

Oggi, i paesi sviluppati sono ricchi, automazione avanzata, ma stiamo lavorando 40 ore alla settimana, perché una larga fetta dei profitti derivanti dalla crescita della produttività è distribuita in una parte ricca della società, i ricchi diventano più ricchi e i redditi di tutti gli altri non crescono.

Il desiderio di consumare è diventato un farmaco rilassante nella società moderna, e l’idea principale della pubblicità – l’acquisto porta felicità.

L’avidità collettiva si chiama: crescita economica. La Società dei consumi è una follia morale e politica. Vi è un dilemma: come coniugare la crescita dei consumi con la stagnazione del reddito? Fino ad ora, la risposta a questo è stata un prossimo prestito bancario, però la vita in debito ha portato al problema del debito nei paesi sviluppati e porta a collassi periodici.

Non siamo in grado di sviluppare successivamente senza ripensare l’atteggiamento al consumo, lavoro, svago e distribuzione del reddito. Senza questo il nostro modo per uscire dalla crisi sarà un preludio a disastri più potenti in futuro.

Il mio commento: Anche se gli scienziati descrivono correttamente la nostra condizione, nessuno di loro ha alcuna comprensione di come sbarazzarsi dei vizi della società egoistica.

La corretta distribuzione del reddito, il giusto atteggiamento verso il lavoro, consumo, tempo libero – può avvenire solo come risultato di un’educazione integrale.
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