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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 5

Cari amici, per favore, fate domande sui frammenti degli scritti dei grandi kabbalisti. Prometto di rispondere. I commenti tra parentesi sono miei.

Chi è un kabbalista?

Tuttavia, la comprensione della parola “spiritualità” (l’attributo della dazione) non appartiene alla filosofia (poiché non tratta della correzione della persona ed i filosofi ricercano impiegando le loro qualità egoistiche). Perché, come potranno portare a discussione qualcosa che non hanno mai visto e sentito? (Poiché essi percepiscono solo all’interno delle loro proprietà corporee, mentre la spiritualità si acquisisce attraverso l’attributo della dazione). E su cosa si basano i loro fondamenti? (Sulla capacità di percepire la spiritualità. È ovvio che si basa su una completa ignoranza).

A meno che, se esiste qualche (vera) definizione per differenziare e dividere tra la spiritualità e la corporalità, ciò corrisponde solo a coloro che hanno raggiunto qualche volta qualcosa di spirituale e lo hanno sentito (e di conseguenza possono distinguere tra la spiritualità e la corporalità). E loro sono i veri kabbalisti ed è per questo che noi abbiamo bisogno della saggezza della Kabbalah (per conoscere meglio questo mondo, per comprendere perché esistiamo e vivere correttamente).

Baal HaSulam, La saggezza della Kabbalah e la filosofia

I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 4

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Chi è un kabbalista?

Se non fosse per i saggi (coloro che hanno raggiunto il Creatore per mezzo dell’equivalenza della forma), le persone (coloro che ancora non lo hanno raggiunto) non saprebbero cos’è la Torah (il metodo della correzione) e cosa sono le Mitzvot (i comandamenti) del Creatore (l’unica forza governante) e non ci sarebbe differenza tra lo spirito dell’uomo e lo spirito della bestia (nel suo stato finale).

Il Libro dello Zohar con il Commento della Scala (Sulam), Capitolo Shemot (Esodo), Articolo 84

I misteri ed i segreti della Torah non si riveleranno come risultato dei poteri terreni della persona, ma solo grazie alla Luce Superiore (correzione e riempimento) che nasce dall’Altezza della Sua Divinità (il Mondo dell’Infinito) con l’aiuto dei Suoi messaggeri e degli angeli o del Suo profeta Elia (la forza della creazione).

Chaim Vital, Introduzione a Shaar HaHakdamot

I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 3

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Chi è un kabbalista?

La mente umana non può apprendere le profondità dei segreti del Creatore (perché pensa in maniera egoistica), ma solo in conformità alla Kabbalah (correggendosi dall’egoismo alla dazione) che si apprende dalle grandi persone (i maestri), i cui cuori sono stati penetrati (riempiti) dalla Luce del Creatore (e per tanto, possono insegnare agli altri come raggiungerla).

Rav Kook, Orot Kodesh, 1, 101

Solo il vero giusto (colui che ha raggiunto l’attributo della dazione del Creatore, lo giustifica e di conseguenza si chiama giusto) può comprendere (raggiungere l’attributo della dazione e la Luce di Hassadim) il proposito del mondo a venire (la Luce della conoscenza, la Luce di Hokhmà).

Rabbi Nahman de Breslav, Likutey Moaran, Discorso 18

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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 2

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Chi è un kabbalista?

La scienza della verità è condizionata (per capirla) da altre scienze (per tanto la scienza della Kabbalah si rivela solo dopo che l’umanità ha rivelato tutti gli insegnamenti del nostro mondo in generale e testimonia i loro limiti), così come tutte le scienze sono condizionate da essa (l’umanità imparerà le origini di tutti gli insegnamenti proprio dalla scoperta e dal dominio della Kabbalah). È per questo che non troviamo un vero kabbalista che non abbia una conoscenza globale di tutte le scienze del mondo (non perché le abbia studiate ma) essendo acquisite attraverso la scienza della verità in sé, ed è per questo che è incluso in essa.

Baal HaSulam, L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza

I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 1

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Chi è un kabbalista?

Tuttavia, i kabbalisti che raggiungono (nelle loro sensazioni e nella mente) i gradi superiori (più elevati dei raggiungimenti all’interno dei cinque sensi fisici), raggiungono tutto (tutto l’universo) in una misura completa (inclusa la parte nascosta per le persone) e sono meritevoli del raggiungimento di questi livelli nel loro interiore, che (e specificamente questo raggiungimento) si chiama “un’anima”.

Baal HaSulam, Il segreto del concepimento è la nascita

Colui che riceve abbondanza dal Creatore si inorgoglisce delle ghirlande del Creatore (frutto della creazione). E colui che è stato meritevole nell’ora dell’azione (la correzione di se stesso) sente che anche il Creatore si sente orgoglioso di lui, nel trovarlo disposto (nella sua somiglianza con il Creatore) a ricevere l’abbondanza (la Luce dell’amore e della dazione), si chiama un kabbalista (colui che riceve il benessere preparato dal Creatore).

Baal HaSulam, Pri Hacham, Igrot (Lettere), Lettera 46

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I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 23

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La saggezza della Kabbalah incorpora tutte le scienze del mondo

Dove termina la conoscenza dei ricercatori (l’investigazione dell’universo lungo la via delle qualità egoistiche: i mezzi del nostro mondo), comincia quello della scienza della Kabbalah (l’investigazione dell’universo lungo la via dell’acquisizione da parte del ricercatore delle qualità spirituali, dell’amore e della dazione verso gli altri).

Rabbi Nachman de Breslov, Sichot Moaran, pag. 225

La saggezza interiore sprovvista di distorsione (dell’immagine della realtà che percepisce il nostro ego), l’altezza (la profondità del raggiungimento) che è incommensurabilmente più elevata di tutte le altre saggezze (che sono basate su investigazioni dell’universo lungo la via delle qualità egoistiche dell’uomo), questa vera saggezza (poiché ci offre un’immagine non distorta del mondo) è la saggezza della Kabbalah.

Rav Shimon Bar Tzemach Duran (RaSHBaTZ), Il Libro di TASHBETZ, Parte 2, Articolo 52

I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 22

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La saggezza della Kabbalah ed il Sistema di Mussar (L’Etica)

Troverai anche una significativa e pronunciata differenza per quanto riguarda il sostegno, perché l’occupazione secondo l’etica viene sostenuta dalla base di piacere alle creature. E questa cosa è simile all’affitto che conviene alla fine dei conti, e quando la persona si abitua ad un lavoro simile, ecco che non potrà innalzarsi nemmeno nei gradini della morale, perché è già abituata a questo lavoro che è retribuito molto bene da parte della società che la paga per le sue buone azioni.

Mentre invece, nell’occuparsi della Torah e dei precetti per provocare piacere al proprio Artefice senza ricevere premio, ecco che lui continua a scalare i livelli della morale proprio secondo la misura dell’attività, dato che non riceve nessun pagamento per la sua strada, e spicciolo dopo spicciolo, si riunisce in un grande conto, fino a che acquisisce una seconda natura la quale è l’Ashpaà al prossimo, senza nessun risveglio del ricevere per se stesso, escluso solo il necessario per la sua esistenza.

Baal HaSulam, L’essenza della religione ed il suo scopo

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I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 21

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La saggezza della Kabbalah ed il Sistema di Mussar (L’Etica)

L’obbiettivo della dottrina dell’etica è il benessere della società dal punto di vista della ragione pratica, derivata dalle esperienze della vita. Alla fin fine, la meta non assicura a chi vi si occupa nessuna elevazione al di sopra dei limiti della natura. Di conseguenza, questo obbiettivo non scaturirà dalla regola della critica, come è risaputo, poiché chi può mostrare ad un individuo la misura del bene per il suo beneficio, in una forma finale tale che sarà obbligato a sminuire la sua immagine in qualche misura per il beneficio della società?

Non è così con l’obbiettivo religioso che assicura il benessere della persona che se ne occupa. Perché abbiamo già dimostrato che nell’apportare l’uomo all’amore per il prossimo, esso si trova direttamente nella distinzione di Adesione, la quale è l’equivalenza della forma col Suo Artefice, assieme alla quale l’uomo passa dal suo mondo ristretto colmo di dolori ed ostacoli ad un mondo eterno, ampio di Ashpaà al Creatore ed Ashpaà alle creature.

Baal HaSulam, L’essenza della religione ed il suo scopo

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I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 20

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La saggezza della Kabbalah ed il Sistema di Mussar (L’Etica).

Molti sbagliano comparando la nostra sacra Torah alla dottrina dell’etica. Poiché ciò è giunto loro a causa del fatto che non hanno provato il sapore della religione nei loro giorni. Io li chiamo affinché scoprano che: “Gustate e vedete che il Signore è buono”.

E la verità è che ambedue, l’etica e la religione, parlano di una stessa intenzione, elevare la persona al di sopra del sudiciume dello stretto amor proprio, per portarla verso l’alto della vetta dell’amore per il suo prossimo. Ma in tutti i modi, esse sono lontane l’una dall’altra, come è lontano il Pensiero del Creatore dal pensiero della persona.

Posto che la religione si estende dai Pensieri del Creatore e la dottrina dell’etica viene dai pensieri della carne e del sangue e dalle esperienze delle loro vite. Per tanto, è evidentemente conosciuto che tra loro c’è il contrario in tutti i punti degli aspetti pratici, così come nell’obbiettivo finale.

Posto che il riconoscimento del bene e del male che si sviluppa in noi per mezzo della dottrina dell’etica, che nel tempo del suo uso ha una relazione al successo della società, come è risaputo.

Non è così con la religione, la quale è il fatto del riconoscimento del bene e del male che si sviluppa in noi a partire dal suo uso che è in relazione solamente al nome del Creatore; cioè da un cambiamento della forma del Creatore, fino ad uguagliarsi nella forma con Lui, il che è chiamato “Devekut” (adesione), così come è stato spiegato nell’articolo “Matan Torah” (Articoli 9-11).

Baal HaSulam, L’essenza della religione ed il suo scopo

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I Kabbalisti sull’Essenza della Saggezza della Kabbalah, Parte 19

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La saggezza della Kabbalah e la filosofia:

Alla filosofia piace ostentare che nasconde negli intendimenti tutto quello che concerne il rifiuto (non stabilisce mai chi è Lui, ma anzi chi non è Lui) della Sua Essenza. I saggi della Kabbalah tuttavia, si tappano la bocca su questo punto (quando si discute del Creatore stesso invece che delle Sue manifestazioni in relazione a noi). Non gli danno neanche un semplice nome, perché quello che non raggiungiamo non possiamo definirlo con un nome o una parola. Perché la parola connota l’inizio di qualche raggiungimento di qualcosa (basato sulla percezione dell’oggetto che abbiamo raggiunto nei nostri sensi).

Tuttavia, della Sua illuminazione nella realtà, i kabbalisti parlano (nella misura in cui il ricercatore è simile alle proprietà della Luce) e discernono ampiamente. Cioè, tutte queste stesse illuminazioni che (i ricercatori stessi) sono riusciti a raggiungere (praticamente nelle loro sensazioni) effettivamente non sono meno di un raggiungimento (dentro se stessi, degli oggetti e delle proprietà) tangibile (come nel nostro mondo, cioè, la realtà che sentiamo dall’inizio attraverso le nostre qualità inerenti).

Baal HaSulam, La saggezza della Kabbalah e la filosofia

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