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Come mantenere vivo l’amore in una relazione a lungo termine quando la passione iniziale svanisce?

Una famiglia felice richiede impegno. Sappiamo tutti come, all’inizio di una relazione, tutto sembri roseo, pieno di fiori e farfalle. Ma col tempo, quando entriamo nella profondità di una vita condivisa, tutte quelle piccole cose carine che vedevamo nel partner improvvisamente non sembrano più così carine. Di tanto in tanto scopriamo nuovi aspetti di lui o di lei che non ci piacciono poi tanto. Cosa succede realmente? E come possiamo mantenere una buona relazione nel corso degli anni?

Nello stato ideale, non dovrebbe esserci alcuna barriera tra i partner, non dovremmo nasconderci nulla. Ma poiché non siamo ancora a quel livello, e non abbiamo la forza per discutere ogni minima cosa, “mandiamo giù” molto. Sopportiamo perché non abbiamo scelta. “Che ci vuoi fare,” dicono le persone, “questa è la vita. Ci sono i figli, la casa, i debiti, mille cose.” Tuttavia, a volte, di notte prima di addormentarci, emerge una domanda dal cuore: forse può essere diverso? Forse esiste un modo per rendere la vita veramente bella? Per raggiungere il vero amore che sentiamo di meritare?

L’amore non nasce dal nulla. I saggi dicono che l’amore si costruisce nell’arco di una vita. A tal fine, è consigliabile svolgere vari esercizi per costruire una connessione di coppia solida e una relazione positiva e reciproca. Questi esercizi vanno fatti con l’intenzione comune di preservare la famiglia, costruire amore tra di noi, relazioni calde e gentili, sostegno e aiuto reciproco.

Un esercizio consigliato è chiamato “un mucchio di spazzatura ricoperto di cioccolato”. Ci sediamo insieme, prendiamo qualcosa di buono come un caffè e una fetta di torta, magari un bicchiere di vino. Ci riserviamo almeno un’ora di tempo tranquillo e di qualità solo per noi. In generale, vogliamo comportarci come psicologi di noi stessi, osservandoci dall’esterno. Innanzitutto, parliamo in termini generali della natura umana, non di noi personalmente. Ci descriviamo a vicenda come pensiamo sia costruito il mondo interiore di una persona, quali sono le sue aspirazioni, cosa teme e così via.

Poi, passiamo a noi stessi. Ognuno si osserva dall’esterno e osserva anche il proprio partner. Prendiamo uno di noi e poniamo il suo mondo interiore all’attenzione. Descriviamo in terza persona tutto ciò che vediamo in lui: desideri, speranze, paure, tensioni, ciò che è piacevole e spiacevole. Dopo che entrambi abbiamo finito di descrivere la prima persona, passiamo alla seconda. La descriviamo anche in terza persona, nel modo più oggettivo possibile, come se non fossimo nemmeno noi.

In questo modo, ci stiamo fondamentalmente mettendo sul “banco di laboratorio” e iniziamo a esplorare, discutere e chiarire insieme nel modo più neutro possibile, senza conti in sospeso del passato né preoccupazioni per il futuro. Vogliamo mettere sul tavolo tutto ciò che non ci piace, in modo che non resti dentro di noi nascosto, e soprattutto per costruire una nuova connessione. Alla fine di questa fase, si formerà una sorta di pila di osservazioni e descrizioni. Contiene sia elementi positivi che una buona quantità di negativi, ovvero una buona dose di “spazzatura”.

Nella fase successiva, vogliamo ricoprire questa pila con qualcosa di dolce, con cioccolato, gelato e fiori, per così dire. Non vogliamo continuare a vederci attraverso questa montagna di spazzatura. Vogliamo elevarci al di sopra, amare l’altro così com’è, con occhi purificati da ogni critica. Come si fa? Ognuno di noi ricorderà il momento più magico vissuto con il partner. Forse è stato il momento in cui avete deciso di sposarvi, o un altro evento toccante. Deve essere un momento in cui il compagno ci è apparso assolutamente perfetto. Una volta identificato quel momento, lo si rivive. Si entra in esso. Non esiste nient’altro al di fuori di esso. Da questa sensazione, si inizia a descrivere al partner quanto lo si ami. Quanto è importante per noi, quali meravigliose e speciali qualità possiede. Lo si fa con serietà, senza banalità, con l’impegno comune a scoprire i tratti più profondi e preziosi nascosti nell’altro.

Dopo esserci detti a vicenda quanto ci amiamo, si passa alla fase finale: l’azione. Il ruolo delle azioni è rafforzare le belle intenzioni raggiunte. Ognuno descrive all’altro cosa desidera ricevere da lui. Si può parlare di tutto, da questioni generali a quelle più intime. Ma ciò che conta, in questa fase, è ascoltare veramente: mentre l’altro parla, dobbiamo sforzarci di sentire i suoi desideri, assorbirli nel cuore. Non pensare subito a cosa rispondere, ma solo fare lo sforzo di sentire. Dopo che uno ha finito, si fa lo stesso per l’altro. Così iniziamo a includerci l’un l’altro, a sentirci connessi in amore, in una sorta di “fusione interiore” che ci rende una cosa sola.

È utile ripetere questo esercizio di tanto in tanto. Ogni volta emergerà una certa quantità di “spazzatura”, e insieme la copriremo con una dolce copertura. A poco a poco, cominceremo a capire che il punto non è fare richieste, ma imparare a uscire da noi stessi e sentire l’altro. Se ci pensiamo bene, capiamo che i problemi relazionali non ci perseguitano solo a casa. Sono ovunque: sul lavoro, negli affari, con i vicini e conoscenti, per non parlare della società divisa in cui viviamo o delle relazioni internazionali. Oggi, tutti sono connessi a tutti e influenzano tutti, e quindi tutto si regge, o crolla, sulle relazioni.

Nell’era dell’ego smisurato, in cui tutti perdono la pazienza molto facilmente, la relazione di coppia può diventare un laboratorio domestico per sviluppare la capacità di creare connessioni e buone relazioni. Questa è la chiave di ogni successo nella vita, perché è anche la direzione in cui l’evoluzione dell’essere umano intelligente ci sta guidando. È così che ci eleviamo al di sopra della realtà piccola ed egoistica, sempre piena di problemi e sofferenze, verso una realtà in cui cresciamo e ci sviluppiamo attraverso l’amore per l’altro e l’acquisizione di nuovi desideri.

Basato sull’episodio 34 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa fa sì che alcune relazioni siano più spirituali anziché solo sentimentali?

Il divorzio non è una questione semplice. Arrabbiature, tempo, denaro, salute, per non parlare dei bambini. Nessuno promette che la prossima relazione sarà migliore, quindi non c’è da meravigliarsi se sempre più persone stanno abbandonando completamente l’idea del matrimonio.Perché andare incontro al fallimento ancora una volta se si può evitare tutto il caos fin dall’inizio? Si scopre che la disgregazione dell’unità familiare nel nostro tempo non è affatto casuale, e il suo ruolo è quello di spingerci verso una nuova era nelle relazioni tra gli esseri umani in generale. 

Quando si esaminano le cose in profondità, diventa chiaro che questo non è un problema nella relazione tra i partner, ma un problema generale nella comunicazione umana. Siamo arrivati a uno stato in cui vogliamo essere liberi dagli altri, che nessuno ci limiti, al punto che è molto difficile per noi mantenere relazioni sociali. La relazione familiare è la più intima e ha sempre costituito la base della società. Se nel nostro tempo anche questa sta crollando, allora questo è il segno principale che abbiamo raggiunto una nuova fase nella nostra evoluzione come specie umana. Fino ad ora abbiamo sviluppato l’ambiente, cercato di costruire una società giusta, costruito vari sistemi, sviluppato la scienza e la tecnologia, ma oggi abbiamo raggiunto un punto in cui tutte questi elementi esterne non ci aiutano a sentirci felici e dobbiamo affrontare il cuore della questione: la correzione dell’essere umano.

La natura ha sviluppato il mondo inanimato, vegetativo, animato e umano,  poi ha messo a punto in noi umani specificamente un grande ego, per portarci ora alla fase successiva del processo. In questa fase, dobbiamo imparare a elevarci al di sopra del nostro ego, a costruire al di sopra di esso una nuova qualità attraverso la quale sviluppiamo un nuovo atteggiamento, visione, prospettiva e mondo. La natura aspira a portare tutte le sue parti in perfetto equilibrio. Per noi come esseri umani, ciò significa che al culmine della nostra evoluzione dovremo necessariamente essere connessi l’uno all’altro in modo armonioso, come organi in un unico corpo.

Sviluppare la capacità di mettersi in relazione con gli altri in un modo nuovo, al di sopra dell’ego, richiede di sperimentare, come in un laboratorio. Questo laboratorio ci aspetta costantemente a casa, nella nostra relazione più stretta. La relazione sentimentale può essere un luogo meraviglioso per condurre ogni tipo di esperimento, per cambiare delicatamente noi stessi e vedere quale nuovo mondo si apre a noi come risultato. Proprio come un esperimento in fisica o chimica, cambiamo vari parametri e osserviamo i fenomeni. Poi, cambiamo di nuovo i parametri e controlliamo nuovamente i fenomeni risultanti. Le variabili che cambiamo nel laboratorio della relazione sono all’interno del nostro reciproco rapporto. Se ci alleniamo all’interno della relazione a sviluppare nuove forme di atteggiamento verso l’altro, ci aiuterà a riuscire in ogni area della vita. Sapremo come lavorare con le persone per ottenere da loro una risposta opportuna. Le relazioni sono sempre al centro delle cose e tutto il resto è solo un risultato.

L’approccio ottimale per costruire buone relazioni si basa sul principio: “L’amore copre tutte le trasgressioni” (Proverbi 10:12). Ciò non significa che cerchiamo di nascondere tutte le “trasgressioni”, ovvero gli aspetti negativi tra noi come il disinteressamento, l’orgoglio, il disprezzo e persino l’odio, ma piuttosto che se vogliamo iniziare a costruire qualcosa di nuovo e corretto, non ha senso scavare nelle carenze esistenti. Non c’è bisogno di studiare a fondo quanto siamo egoisti e cattivi, riluttanti a vedere le nostre proprie carenze ma sempre in grado di elencare in dettaglio cosa c’è di sbagliato nell’altro.

Pertanto, ci viene data la regola: “L’amore copre tutte le trasgressioni”. Ossia, nonostante tutto ciò che sembra difettoso nei nostri compagni di vita, dobbiamo costruire un atteggiamento positivo verso di loro, bellezza, amore, concessione e cura. Attraverso tali esercizi di sviluppo di un atteggiamento più avanzato, precisamente sui problemi che sorgono, cominciamo a scoprire dentro di noi qualità buone che erano dormienti, evidenziandole sempre più. Tutto ciò che appare negativo nell’altro è solo un’opportunità per noi di elevarci a uno stato di amore.

Dopo aver imparato a neutralizzare la visione egoistica e a sviluppare l’amore, cominciamo a vedere tutta la bellezza nei nostri compagni. Ci rendiamo conto che fino ad ora non li abbiamo visti oggettivamente, senza dipendenza dall’ego. Improvvisamente ora che usciamo apparentemente da noi stessi, fuori dalla nostra pelle, dal nostro corpo, elevandoci al di sopra del nostro ego, cominciamo a vederli diversamente. Inoltre la realtà in generale, non solo loro, ci appare diversa. Scopriamo che non è affatto malvagia. Non ci sono trasgressioni, non ci sono carenze, se copriamo tutto con l’amore. Un mondo nuovo e buono si apre davanti a noi e cominciamo a capire che tutto il male è dentro di noi e tutto il bene è in realtà fuori di noi. La realtà diventa chiara, divisa in due parti. Una parte è ciò che abbiamo visto fino ad oggi, un mondo che il nostro ego ci ha fatto dipingere, sul quale si dice: “L’inclinazione del cuore dell’uomo è cattiva dalla sua giovinezza” (Genesi 8:21). La seconda parte è ciò che ora comincia a rivelarsi davanti a noi mentre sviluppiamo l’amore. Quest’ultima si trova al di fuori di noi ed è un mondo esclusivamente buono.

Così, abbiamo acquisito nel nostro laboratorio domestico il metodo per un atteggiamento ottimale verso tutto ciò che è fuori di noi, una nuova visione del mondo. Dopo aver fatto questo con i nostri compagni di vita, vediamo che verso il resto dell’umanità non c’è molto altro da aggiungere, perché il nostro lavoro è stato in realtà non con i nostri partner, ma con noi stessi. Con l’aiuto dello specchio della collaborazione che la natura ha predisposto per noi, abbiamo visto cosa deve essere corretto dentro di noi e abbiamo lavorato su questo. Di conseguenza, siamo diventati pronti ad assorbire il mondo connesso che dovrebbe essere rivelato all’umanità nella nostra epoca . Allora, capiamo che la relazione sentimentale è un quadro naturale per prepararci a una vita sociale nuova e migliorata.

La precedente forma di nucleo familiare doveva crollare per avanzare verso una forma più evoluta, che ci porterà al culmine dell’evoluzione umana. A questo livello, tutte le persone saranno come una sola famiglia. Se fino ad oggi abbiamo affrontato lo sviluppo di tecnologie e dispositivi, ora che ci dirigiamo verso il futuro, possiamo progredire solo attraverso la crescita evolutiva di nuove persone.

Basato sull’episodio 31 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Un matrimonio può sopravvivere senza amore?

L’abitudine prende il posto della felicità. Se diamo continuamente al nostro partner, se investiamo ogni giorno nella relazione, allora ci diventa caro. L’essere umano è un piccolo egoista, la cui natura è un desiderio egoistico di piacere. L’amore significa ricevere appagamento. Se non c’è appagamento, non c’è amore.

L’amore cresce attraverso atti quotidiani di dazione, fino a quando entrambi i partner non possono più vivere senza donarsi reciprocamente gioia. Proprio come una madre prova felicità quando il suo bambino sorride dopo aver mangiato un cucchiaio del suo cibo, così si costruisce l’amore.

La saggezza deriva dalla comprensione della natura umana. Siamo egoisti. Cambiamo da un momento all’altro. Siamo incoerenti, per quanto vorremmo esserlo.

La vita familiare si fonda su concessioni reciproche. Possiamo concedere qualcosa al nostro coniuge non perché siamo nobili, ma perché riconosciamo di non poter controllare completamente la natura umana.

Se superiamo insieme questa natura, possiamo costruire una relazione duratura e forte. Fino ad allora, dobbiamo mantenere con pazienza e compassione il legame che abbiamo e continuare a costruirlo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 2 febbraio 2020.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Famiglia: la prossima generazione

Un nuovo documentario in Israele parla di una tendenza in crescita in Israele: il matrimonio aperto. Il film presenta coppie che esprimono una sensazione di stagnazione nel loro matrimonio e desiderano “dare vitalità” alla loro relazione. Il matrimonio aperto è solo una sfaccettatura di un fenomeno molto più ampio di deturpazione e dissoluzione accelerata dell’unità familiare nel tentativo di “rinfrescare” le relazioni delle persone e “rivitalizzare” le loro vite.

Capisco la fonte di questo bisogno. Gli umani sono esseri dinamici.  Come tali, hanno bisogno di cambiamenti e innovazioni costanti. Questo non ha nulla a che vedere con il fatto che siamo, o non siamo, intrinsecamente monogami.

La percezione attuale è che le persone abbiano una famiglia, crescano dei figli, li portino all’indipendenza e passino a miglior vita. Ci aspettiamo che questo continui per l’eternità, ma questa non è la nostra vocazione; è la vocazione degli animali e noi abbiamo dentro di noi qualcosa che non appartiene al regno animale: non solo viviamo, ma ci chiediamo quale sia lo scopo della vita. Che lo sappiamo o no, la nostra vita non è dedicata a vivere, ma a capire perché viviamo.

Nella maggior parte delle persone la domanda sullo scopo della vita è ancora sopita, ma in molte altre, e in un numero sempre maggiore ogni giorno, si è risvegliata e chiede risposte. Per queste persone nulla è scontato, mettono in discussione tutto e hanno bisogno di capire perché fanno quello che fanno. Non è un desiderio di distruggere, ma l’urgenza di capire, di comprendere tutto ciò che accade al livello più profondo.

Questa pulsione è la causa della frantumazione delle nostre istituzioni sociali tradizionali. La troviamo non solo nelle nostre case, ma in ogni aspetto della nostra vita. Mettiamo in discussione l’istruzione, i sistemi economici, le forme di governo, la religione e la famiglia.

Anche se non riusciamo a trovare risposte, la messa in discussione dei sistemi esistenti ha un valore cruciale. Diffidare e rifuggire da essi ci libera dalle catene della tradizione e dei vincoli morali, e il senso di libertà ci permette di sviluppare qualcosa di completamente nuovo, che non è l’anarchia, ma relazioni più sane e soddisfacenti. Una società di questo tipo sarà quella in cui tutti si impegnano spontaneamente e consapevolmente.

In una società di questo tipo, le persone si impegnano non solo per la propria famiglia, ma per l’intera comunità e, infine, per tutta l’umanità. Inoltre, si impegnano nella stessa misura, e anche di più, di quanto si impegnino attualmente nei confronti delle loro famiglie. Tuttavia, devono scegliere questo impegno liberamente e non possono essere costretti a rimanere impegnati se decidono di andarsene. Forse al momento è difficile immaginare un tale impegno, ma l’umanità è comunque diretta verso di esso.

In una società di questo tipo, in cui tutti si dedicano a tutti gli altri, tutti si preoccupano di tutti gli altri e i naturali sentimenti di estraneità e sospetto non determinano più il quadro sociale.

In una società di questo tipo i legami familiari saranno molto forti e solidi, ma non perché le persone saranno costrette a rimanere monogame. L’intero scopo della relazione cambierà, rendendo irrilevanti le questioni della monogamia e della fedeltà.

In questa società futura, le persone si concentreranno più sulla loro vita spirituale che su quella fisica. Coltiveranno i loro legami spirituali piuttosto che concentrarsi sulle loro azioni fisiche. Queste persone non si giudicheranno in base alla loro capacità di soddisfare i propri capricci, ma in base al loro contributo alla comunità.

Vivere in una comunità di questo tipo significa che tutti coloro che vi circondano si preoccupano per voi e vi aiutano a crescere. Il risultato naturale sarà che vorrete fare lo stesso per loro.

Quando le persone agiscono a questo livello, si sentono libere perché sono libere di dare e ricevono da tutti. Non hanno bisogno di “rinfrescare” le loro relazioni perché esse non diventano mai stantie. Più le persone danno e ricevono, più crescono e cambiano, e il dinamismo delle relazioni le mantiene nuove e vitali.

Certo, non siamo ancora arrivati a questo punto, ma l’umanità sta andando in questa direzione. La velocità con cui ci arriveremo dipende da noi e, a mio parere, prima lo faremo meglio sarà.

Dove sono finiti tutti i bambini?


 

E’ stata portata alla mia attenzione una notizia pubblicata nel The Wall Street Journal un paio di settimane fa. Diceva che “Il numero di bambini nati in America nell’ultimo anno è il più basso degli ultimi quattro decenni”. “Il tasso di fertilità totale” continuava “è crollato a 1.64… il più basso tasso mai registrato”, e aggiunge che “le nascite totali erano più basse registrate dal 1979”. Se si considera l’alto numero di immigrati che si riversano negli Stati Uniti ogni anno, con tassi di nascita molto più elevati di quelli delle donne americane, e che per mantenere le dimensioni della popolazione (livelli di sostituzione) è necessario un tasso di nascita del 2.1, è evidente che negli USA le cose stanno cambiando.

In molti sensi, gli Stati Uniti sono in declino da diversi decenni. Per quanto riguarda i tassi di fertilità, credo che con 1.6 non si sia toccato ancora il fondo. In una generazione in cui i genitori non si godono i loro figli, non c’è da sorprendersi che non vogliano averli.

La struttura naturale della famiglia è ormai scomparsa. Le famiglie in cui entrambi i genitori sono a casa, e in cui per entrambi sia il primo matrimonio, sono obsolete. Di conseguenza, i bambini di oggi non si aspettano nemmeno una struttura familiare tradizionale e organica. Le persone crescono sole, vivono nelle proprie camere fin dalla tenera età, e spesso sono lasciati a se stessi anche nei contesti sociali, come a scuola.

Perché le persone in uno stato tale vorrebbero fare figli? Non si sentono connessi agli altri e non hanno alcun desiderio di avere figli propri, che dovrebbero allevare, solo per diventare lontani da loro come lo sono loro dai propri genitori.

Quindi, anziché fare figli, le persone preferiscono passare il tempo seguendo i propri capricci e concentrandosi sui propri sogni, e raramente mettere su famiglia è uno di questi. Se si aggiunge il fatto che allevare figli è molto costoso, allora l’idea intera sembra totalmente sgradevole. L’unica cosa che attrae i giovani d’oggi, e anche i meno giovani ormai, è il motto “Prenditi cura di te stesso, null’altro è importante”.

In aggiunta, il tasso di immigrazione attuale supera le 200.000 persone che attraversano il confine meridionale ogni mese. Con un tasso di fertilità molto più elevato di quello delle donne americane, l’afflusso sta creando una trasformazione fondamentale. L’equilibrio etnico sta cambiando.

Questo processo non sarebbe così significativo se fosse semplicemente uno spostamento nell’equilibrio delle etnie. Il punto è che gli immigrati arrivano negli USA da un contesto completamente diverso con un sistema di valori totalmente diverso da quello della maggior parte degli americani.

L’americano di quaranta o cinquant’anni fa ormai non c’è più. La psicologia di tanti americani, i loro valori e l’approccio alla vita, sono già molto diversi da quelli che dominavano nel paese fino a pochi decenni fa, e i cambiamenti continuano.

Alla fine, si formerà una nuova società ed emergerà una società coesa in America. Ciò che rimane da vedere è quando e , cosa più importante, a che costo l’America arriverà a questo punto.

La festa della famiglia, un’opportunità per rivalutare il significato di famiglia

 

A differenza di altri paesi che celebrano separatamente la festa della mamma e del papà, Israele celebra ogni anno il Family Day, per onorare l’unità familiare e la sua centralità nella vita israeliana. Ogni anno, il Family Day in Israele cade in una data diversa, dato che segue il calendario ebraico e non quello gregoriano, e quest’anno si è celebrato il giorno 1 febbraio.

Se guardiamo le statistiche,  sembrerebbe che la famiglia abbia perso la maggior parte della sua centralità. Questo è vero tanto per Israele quanto per la maggior parte del mondo, soprattutto nel mondo occidentale.  Nel 2021 “c’erano 37 milioni di famiglie composte da una sola persona, o il 28% di tutte le case americane. Nel 1960, le famiglie composte da una sola persona rappresentavano soltanto il 13% delle famiglie”.  Per di più “il 34% degli adulti, dai 15 anni in su, non è mai stato sposato”. Chiaramente l’istituzione familiare ha perso il suo fascino.

Questo è successo per diverse ragioni. Innanzitutto, le persone vivono molto più a lungo rispetto a cento, o centocinquanta anni fa.  Allo stesso tempo, non viene insegnata l’importanza di mantenere l’unità familiare.  Quando l’educazione non instilla in noi l’importanza di mantenere l’unità familiare durante le difficoltà, le persone si arrendono abbastanza facilmente. 

Per poter fare qualcosa che non dia piacere immediato, alle persone oggi serve un significato.  Viviamo in un periodo in cui le persone non riescono a fare ciò che per loro non ha senso, ciò che sembra essere privo di significato.   Per poter mantenere l’unità familiare, bisogna sentire la sua importanza.  Altrimenti semplicemente la si abbandonerà.

Il mondo attuale non sostiene lo stare in una struttura familiare tradizionale.  La gente può mantenersi da sola economicamente e non ha bisogno del sostegno di un compagno o compagna.  Di conseguenza, non appena sorge un disaccordo, e ci saranno sempre disaccordi poiché nessuna persona è uguale ad un altra, la casa viene abbandonata, e ci si stabilisce altrove. 

Quindi, per far sì che due persone scelgano di restare in un’unità familiare, ci deve essere un motivo più grande della famiglia stessa.  Secondo la saggezza della Kabbalah, se cerchiamo la correzione spirituale, allora durante il processo di correzione svilupperemo anche una connessione con il nostro compagno.  Alla fine, la natura richiederà da noi questa correzione, sentiremo l’impegno reciproco di un uomo verso una donna e di una donna verso l’uomo.

Una relazione familiare corretta fa parte della nostra correzione. Fino a quando non raggiungeremo la correzione, lo stato dell’umanità continuerà a peggiorare.  Ma forse se possiamo trasmettere i benefici che una relazione corretta, spirituale, può portare, la gente non vorrà separarsi.  Dipende tutto dal significato che le persone trovano nelle loro relazioni, poiché, come ho detto prima,  senza una connessione spirituale non c’è motivo o capacità di mantenere le relazioni familiari. 

Ciò che dà veramente un senso alla vita

Ci alziamo, iniziamo la giornata, prepariamo i  bambini per andare a scuola o ci rechiamo al lavoro. La giornata passa in un batter d’occhio. Dopo arriviamo a casa esausti e dormiamo fino al giorno dopo in modo da poter iniziare da capo il giorno successivo.  È questo che dà un senso alla vita? Questo è esattamente ciò che un recente studio globale ha indagato. Il 39% degli intervistati ha detto che la famiglia è la fonte principale di significato nella propria vita, rispetto al 2% che ha trovato significato nella fede e nella spiritualità.

Secondo uno studio recente condotto da Pew Research Centre, tra diciannovemila adulti in diciassette paesi sviluppati intorno al mondo, i fattori più importanti nella vita di una persona sono la famiglia, la carriera e il benessere economico. 

Non c’è da stupirsi che la famiglia sia la fonte principale di contentezza. La famiglia gioca il ruolo più importante e diretto nello sviluppo di una persona, e si tratta del cerchio più vicino e influente. Anche gli altri cerchi influenzano e riempiono il tempo di qualità, ma sono più lontani, meno stabili e possono cambiare da un giorno all’altro.

Si può cambiare lavoro, cambiare amicizie o il luogo di svago, ma non la famiglia.  Nonostante le difficoltà che a volte si manifestano, si è dipendenti e connessi alla famiglia. È per questo che è così importante. 

Dopo due anni di COVID-19, ci si poteva aspettare che le persone si sarebbero chieste di più sul senso della vita e, quindi, sarebbero state più attratte dalla spiritualità. Ma alla fine, l’umanità non è particolarmente riflessiva o meditativa sull’epidemia globale.  Piuttosto, le persone si sentono oppresse perché non possono viaggiare all’estero liberamente, o perché devono indossare le mascherine e fare altre dosi del vaccino per prevenire la diffusione del virus, oltre ad altre onerose restrizioni.

Tuttavia, nel complesso abbiamo imparato a vivere con la peste. Presto l’umanità si dimenticherà anche della nuova variante che ha invaso le nostre vite. La nostra natura umana è disposta a ricevere volontariamente piacere e godimento per noi stessi e solo per noi stessi. Giorno dopo giorno questa natura egoista cresce, diventa grossolana e spessa, così sofisticata e astuta che la persona non si impressiona più per nulla. Siamo costantemente bombardati da informazioni su guerre, carestie di massa e nuove varianti di virus, ma finché non sperimentiamo una tale realtà in tutti i nostri sensi, non crediamo che stia succedendo e non agiamo per cambiare.

Nonostante ciò, non posso dire che il coronavirus non abbia avuto un impatto su di noi. Ci ha rivelato quanto dipendiamo gli uni dagli altri perché siamo un piccolo villaggio globale. Ma nella rete di comunicazione tra di noi, nei nostri sentimenti interiori, rimaniamo indifferenti e distaccati gli uni dagli altri. Così, ciò che accadrà naturalmente è che l’egoismo si rafforzerà; appariranno più colpi globali finché non ci renderemo conto che solo quando ci sentiremo una sola famiglia, in garanzia reciproca, potremo prosperare.

Percepiremo le nostre vite come piene di significato solo attraverso la nostra stretta connessione umana. Se configurassimo il volto della società con il modello di una famiglia ideale, miglioreremmo le nostre vite, creando un’atmosfera buona, calorosa e amichevole per noi stessi. Avremmo costruito un buon ambiente che ci abbraccia come una madre amorevole. Più ci colleghiamo emotivamente l’uno con l’altro, più sentiremo il potere della connessione, la forza suprema della natura, un attributo di dazione ed amore, una forza buona e benevola. Se solo ci aggrappiamo alle qualità e alle intenzioni della natura, scopriremo il senso della vita, sia nella corporeità che nella spiritualità per una completa realizzazione.

E’ ora di rinnovare il nostro pensiero sui figli

Secondo un saggio pubblicato il 20 luglio 2021, nel Journal of Adolescence, negli ultimi anni c’è stato un incremento notevole nella solitudine scolastica tra gli adolescenti. Il saggio, intitolato: “L’aumento mondiale della solitudine adolescenziale”, scritto dall’ acclamato Prof. di psicologia Jean M. Twenge e altri ricercatori, giunge alla conclusione che tra il 2012 e il 2018, “la solitudine negli adolescenti è aumentata…in 36 paesi su 37.  In tutto il mondo, quasi il doppio degli adolescenti nel 2018 hanno manifestato  segni di solitudine, rispetto al 2000, con l’aumento più significativo dopo il 2012”. Tuttavia, i ricercatori aggiungono che “anche con l’incremento recente…la maggior parte degli studenti non hanno segnalato livelli alti di solitudine”.

Quindi gli adolescenti si sentono soli, o no?  Credo che il problema non sia che si sentano soli, ma che noi non comprendiamo ciò che pensano o provano e perciò spesso attribuiamo a loro stati emotivi che non stanno vivendo, dato che pensiamo che siano come noi, ma non è così. 

Gli adolescenti di oggi sono più intelligenti, più sensibili, e più comprensivi di quanto pensiamo. Guardano noi,  ciò che abbiamo (o non abbiamo) realizzato,  le conseguenze delle nostre azioni e traggono le proprie conclusioni. Non sono impressionati come  eravamo noi, da titoli accademici, da viaggi, o dall’accumulare ricchezze e beni materiali. Ogni cosa è accessibile, basta premere un tasto sul cellulare e non hanno la voglia  che avevamo noi di conquistare, di essere “qualcuno”. Vedono quanto ci ha reso “felici” e che mondo abbiamo costruito grazie ad essa. 

Quando guardo i miei nipoti, non mi sembra che soffrano. È una nuova generazione con un carattere diverso. Fanno domande pragmatiche, vogliono sapere cosa otterranno da tutto ciò che fanno e quando non ottengono risposte soddisfacenti, ordinano una pizza a domicilio e stanno a casa con le loro app e i loro giochi sui social media. Nel migliore dei casi, potrebbero invitare un amico o due, ma spesso comunicano con gli amici solo sui social media.

Eppure, il fatto che siano soli non significa che si sentano soli. Alcuni sono soli e altri no, proprio come lo eravamo noi. Per loro stare da soli per molte ore non significa sentirsi soli. Quando noi volevamo socializzare, andavamo fuori. Quando loro vogliono socializzare, vanno online. Vivono in un mondo diverso, prima ce ne rendiamo conto e più semplice sarà aiutarli a crescere  al suo interno.  

Dobbiamo sostenerli e prenderci cura di loro, ma dobbiamo anche lasciarli crescere alle loro condizioni e a modo loro. Avranno le loro sfide come le abbiamo avute noi e avranno bisogno del nostro aiuto, ma non dobbiamo forzare la nostra visione del mondo su di loro, poiché ciò impedirà loro di sviluppare la visione del mondo di cui hanno bisogno nella realtà di oggi, dove tutto è mescolato e interconnesso, fisico e virtuale, locale e globale, solo e insieme.

Non intendo dire che non dobbiamo assicurarci che non prendano una strada sbagliata. Tuttavia, non dovremmo nemmeno costringerli a seguire la nostra strada solo perché pensiamo che la nostra strada fosse giusta per noi. Infatti, se era giusto per noi quando siamo cresciuti, certamente non lo è per loro, poiché il mondo in cui siamo cresciuti non esiste più; viviamo in un mondo diverso. Quindi, gli adolescenti di oggi devono trovare una strada loro, e noi dobbiamo aiutarli a trovarla con sicurezza, sapendo di avere un cuscino su cui cadere  se dovesse servire.  

In aggiunta a tutto ciò, io insegnerei loro le basi della saggezza della Kabbalah. La saggezza della Kabbalah è la scienza della  connessione tra le persone, e dunque l’apprendimento delle basi delle connessioni positive tra la gente, può essere molto utile in un mondo iperconnesso. 

Credo che adottando questo approccio attraverseremo l’adolescenza dei nostri figli in maniera più semplice e piacevole.  

Quando i nostri figli adulti vanno via di casa

Dal momento in cui nascono i nostri figli investiamo in loro tutto il possibile sapendo che verrà il giorno in cui andranno avanti in modo autonomo con la propria vita. Questa transizione può essere difficile da fare per le famiglie. Qual è dunque il modo migliore per portare avanti le relazioni con i figli adulti che hanno lasciato casa? Quali preparativi dovrebbero essere fatti in anticipo in questa fase per mantenere la famiglia connessa?

Fin dall’infanzia vale la pena di instaurare con i bambini l’abitudine di non far passare mai un giorno senza che ci contattino. Non importa dove siano e cosa facciano esattamente, almeno una volta al giorno ci chiameranno per scambiare impressioni riguardo al benessere di tutti. Non serve che siamo noi a contattarli perché potrebbero essere impegnati e potremmo disturbarli.  E’ molto meglio se loro si abituano a chiamarci. In questo modo, quando arriverà il momento per loro di uscire di casa, avranno l’abitudine consolidata del contatto quotidiano.

Da noi genitori, ascolteranno cosa sta succedendo con il resto della famiglia. In questo modo verrà mantenuto il legame familiare. Ovviamente, il contatto fisico dovrà essere anch’esso mantenuto e  ci dovrebbe essere una routine regolare. La cucina casalinga che prepareremo per loro da portare a casa fornirà anche un’altra sensazione di connessione con noi per tutta la settimana. 

In generale, la fase di uscita di casa per una vita adulta indipendente è qualcosa che deve essere preparata per anni. L’indipendenza si costruisce attraverso la creazione di un ambiente dove i bambini imparano a sentirsi responsabili, maturi, e dove riescono a funzionare come se vivessero già per conto proprio, anche se in realtà vivono ancora con noi.  E quando finalmente arriva il giorno di andare via di casa, è nostro compito fornire ai nostri figli un senso di fiducia e sicurezza , una sensazione che ce la possono fare da soli. Noi saremo sempre lì a sostenerli, ma la responsabilità passa a loro.

Chiunque cresca in un ambiente con un’atmosfera troppo coccolata, dove tutto viene fatto per lui, avrà difficoltà ad abituarsi ad una vita indipendente. Questi individui vengono lasciati con un handicap, senza sapere come organizzare le cose basilari come il cibo,  il bucato, e normali responsabilità della vita, per non parlare delle preoccupazioni complesse come relazioni a lungo termine e iniziare una famiglia tutta loro. Una persona tale si sente impreparata ad afferrare la vita con le proprie mani. In effetti, se non forniamo un’educazione corretta anticipatamente, sarà difficile recuperare il deficit accumulato nel momento in cui lasceranno la casa. 

Cosa si può fare se una situazione del genere è la realtà? Sedetevi con i vostri figli e scrivete una sorta di guida, una guida più dettagliata possibile, che contenga casi e conseguenze, cosa fare quando succedono certe cose, come gestire le difficoltà quando sorgono.  Tutto ciò che non è stato assorbito dalle loro menti e cuori durante gli anni dell’infanzia deve ora essere scritto. 

Anche noi genitori dovremmo essere preparati ad affrontare la nuova situazione dei nostri figli che escono di casa e di come adattarsi all’essere nidi vuoti. Quando andranno a vivere da soli e non riceveremo loro notizie per molto tempo, ci sentiremo probabilmente molto feriti. Forse non abbiamo il diritto di sentirci feriti perché questo è il risultato del modo in cui li abbiamo educati. Il loro comportamento non significa che è loro intenzione ferirci, ma che ora è il nostro ego che pretende attenzione da loro.  Sembrerebbe che non siamo riusciti a instillare in loro dei buoni esempi di preoccupazione per gli altri e di reciprocità nelle relazioni.

Dopo aver affrontato le carenze dei nostri figli adulti e la nostra solitudine, quello che possiamo ancora fare è chiamarli quotidianamente per valutare come stanno, se hanno bisogno di qualcosa, e per offrire aiuto o dare buoni consigli. Dopo un periodo di tempo durante il quale si abituano al fatto che li chiamiamo, possiamo dire qualcosa del tipo: “Non sappiamo se possiamo chiamarti domani, ma saremmo molto felici se tu ci chiami tu”. E così, poco alla volta, si formerà l’abitudine di legame reciproco.

In poche parole, è una parte naturale della vita che quando i nostri figli crescono e progrediscono, diventano indipendenti e inizia una nuova vita tutta loro. Quello che dobbiamo tenere sempre a mente è che il nostro lavoro è dare loro un senso di sicurezza, una guida per la loro vita futura e la sensazione che siamo dietro di loro, qualunque cosa accada. 

Dovrebbe esserci una chiara garanzia che, anche se lasciano la nostra casa, non lasceranno mai il nostro cuore. E tale affermazione sarà ricambiata.

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La mamma e il papà sono incancellabili!

Commento: Una scuola di New York insegna ai ragazzi un nuovo linguaggio, nel quale non ci sono le parole “mamma”, “papà”, “bambino”, “bambina”. Tutti questi termini sono considerati offensivi dall’amministrazione scolastica. Al posto di mamma e papà si raccomanda dire: adulti, parentela, famiglia. Al posto di padre e madre dovrebbero essere usati dei termini di genere neutrale: genitore o tutore; invece di marito e moglie: compagno. Insomma gradualmente nel mondo si fa strada una nuova lingua. Sarà accolta?

Risposta: Non sarà accolta. Quel che è dato dalla natura, è dato dalla natura. Tutto qui. Non c’è altra soluzione. Sostituire mamma e papà?!

Domanda: Praticamente, questi termini: papà, mamma, e in ebaico: “ima”, “aba”, sono stati presi da uno stato di cose naturale? Così le piccole labbra del bambino cominciano a dire: papà, mamma, “ima”, “aba”?

Risposta: Certamente.

Domanda: Questo è inevitabile?

Risposta: Sì. 

Commento: Nemmeno se le persone vorranno modificare questo linguaggio? 

Risposta: Questo va contro i gradini della natura, la quale in tal modo ci ha identificato. All’uomo questi gradini vengono attribuiti per l’eternità. Quelli degli animali invece svaniscono. Dopo due tre anni i cuccioli si separano dai genitori. Più precisamente dalla madre, in quanto il padre in questo non determina assolutamente niente. 

Commento: E se il cucciolo si incontra sua madre fra tre anni, non la riconosce nemmeno? 

Risposta: Non solo non la riconosce, ma insieme danno inizio a una nuova prole. Voglio dire che si disconnettono totalmente dal passato. La mamma serve soltanto per nutrirlo, istruirlo, diciamo nel corso dei due-tre anni, questo dipende dalla specie, e basta. Di conseguenza non c’è più niente. 

Commento: E all’uomo questo rimane per tutta la vita? 

Risposta: Per tutta la vita, di generazione in generazione. E noi ancora siamo curiosi di sapere chi c’era nelle nostre esistenze passate. Lo troviamo molto interessante. 

Domanda: Allora perché attualmente si mette in atto questa violazione, che un marito e una moglie sono “partner”; una mamma e un papà sono “genitore, tutore”? 

Risposta: Tutto questo va a mutilare il linguaggio, le relazioni tra la gente. Sono tutte deformità egoistiche, le quali affiorano all’esterno e si mostrano sempre più giuste e determinanti. Tutto questo passerà. Non serve neanche combatterlo, tutto questo morirà. Basta lasciar passare un po’ di tempo e tutto scomparirà. 

Domanda: E cosa accadrà? 

Risposta: Non accadrà nulla, la mamma e il papà sono incancellabili.

 

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Tratto dal programma televisivo “ Le notizie con Michael Laitman” 05.04.2021

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