Pubblicato nella 'Evoluzione' Categoria

Schiavitù volontaria: Realizzare le leggi della natura

Oggi siamo in uno stato speciale, nel quale per la prima volta, l’umanità non capisce più il suo desiderio. Si sta producendo un cambiamento molto importante: tutta l’umanità sta passando dal primo grado o “inanimato” al secondo grado o “vegetale”. Per adesso, questo non ci è chiaro, ma è solo l’inizio.

Poco a poco, capiremo che la natura, i nostri desideri, il governo superiore, la nostra vita familiare abituale, tutto è relativo, dipende da qualche fattore che ci è sconosciuto, che non possiamo sentire, né prendere in considerazione. Chiamiamo questo fattore società, ambiente, umanità globale ed integrale, una nuova connessione tra di noi che si sta scoprendo oggi; però in realtà ad una persona viene insegnato che è completamente dipendente da tutta l’umanità, siamo assolutamente nelle sue mani.

Attualmente stiamo uscendo dalla subordinazione inconscia, verso il governo superiore, sotto il quale esistiamo docilmente nel “livello inanimato”, credendo che si trattasse dell’unica forma di vita e che dovevamo abituarci a questo perché non c’era altro. Adesso però, ci viene mostrato in questa vita un altro componente, un altro fattore: l’ambiente. Di fatto, non è un ambiente esterno, ma la forza superiore che si sta rivelando a noi. Una persona comincia a sentire che dipende dall’ambiente, l’ambiente dipende da lei ed esiste un’influenza reciproca tra loro.

Essenzialmente, si tratta della rivelazione del potere del Creatore rispetto agli esseri umani ed in accordo a questo, le persone cambieranno per sfuggire ai problemi ed alle difficoltà imminenti, poiché restano nel desiderio di ricevere. Diversi fenomeni stanno cominciando a mostrarsi alle persone e queste sentono di essere dei ricettori. Vedono che c’è qualcuno, un grande datore, l’ambiente, il mondo, dal quale dipendono. Pertanto, si produce la rivelazione della Luce, del governo superiore rispetto all’uomo.

Quando la persona capisce che tutto dipende completamente dall’ambiente, entra nella seconda tappa dello sviluppo: lo stato “vegetale”. Deve dare alla comunità dalla quale riceve, rendendosi conto che esiste la legge della reciprocità e che non sarà bene per lei o per la società ricevere soltanto.

Non divide più il mondo rigidamente in due parti: lei e “loro”, cioè tutti gli altri. Essendo nel “livello inanimato”, cercava solo di ricevere, ma siccome non aveva coscienza e lo faceva istintivamente, questo non viene contato come ricezione; stava solo obbedendo alla sua natura.

Adesso, quando si eleva al grado “vegetale” deve realizzare delle azioni consce e dare in cambio; cioè, deve cambiare il suo comportamento che nel grado inanimato era considerato al 100% corretto, a prescindere dal fatto che abbia rubato e preso per sé, poiché la sua natura la obbligava a farlo.

Adesso, le viene data un po’ di libertà dalla sua stessa natura e di conseguenza deve dare all’ambiente. Tutto il mondo deve arrivare a questo, dobbiamo imparare non solo a ricevere, ma anche a dare.

Per questo, completiamo il grado inanimato del nostro sviluppo. Tutti gli altri gradi, il vegetale, l’animato e l’umano si sommeranno al primo, al grado inanimato. In base alla misura in cui rivelo il mio egoismo al di sopra del grado inanimato, in quella misura, correggerò la mia inclinazione egoista e ritornerò al grado inanimato per obbedire alle leggi della natura come uno schiavo, ma volontariamente.

Quindi, tutto si basa sul livello inanimato. Dentro questo HaVaYaH c’è tutta la creazione e l’attitudine della forza superiore verso di essa.
[52675]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2011, “Shamati 115”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Evoluzione della coscienza
Laitman blog: L’evoluzione della consapevolezza

L’altruismo inizia dopo lo stato di neccessità

Baal Hasulam, il giornale “La Nazione(Ha Uma):  “E’ chiaro, che l’egoismo, va detto per inciso, in tutta la creazione, condiziona in realtà, tutta la sua esistenza. Senza la forza dell’egoismo non ci sarebbe stata la stessa vita. Ma questo non contraddice neccessariamente, l’altra caratteristica la forza dell’altruismo anch’essa nell’uomo. Ma vi è l’esigenza di porre forti limiti fra essi:

La legge dell’egoismo va conservato a tutti i costi ma nella misura dello stretto neccessario per vivere, e tutto il resto puo essere devoluto agli altri.”

In realtà, la soddisfazione delle minime neccessità non è egoismo. L’uomo non deve rinunziare alle sue neccessità di sopravvivenza in quanto ha anche il dovere di provvedere alle neccessità vitali degli altri. In altre parole, nel suo altruismo egli deve prima provedere ai suoi bisogni primari.

“Naturalmente chi si comporta in tal modo è considerato un’ altruista fuori dell’eccezione.
Perciò chi rinunzia alla sua ben minima parte per il bene del prossimo, mette se stesso in una situazione di pericolo-non è naturale, perchè puoi farlo una sola volta nella vita”.

Il desiderio di ricevere, la forza egoista deve essere mantenuta, e solo al di sopra di essa creerò in me la volontà di donare:

Tutto è basato sulla neccessità basilare di mantenersi in vita: questo è quello che devo ricevere, senza cadere in immaginari ” virtuosismi “. Al di sopra di tutto ciò si trovano i livelli superiori di coscienza: Dall’odio totale all’amore totale del prossimo.

Perciò la mia capacità di donare agli altri si effettua anche quando sono costretto a riempire me stesso per poter mantenere il mio essere in vita. In effetti, lo stato di neccessità devo accettarlo, al di sopra di ciò devo donare.

L’altruismo inizia più in alto, al di sopra dello stato di neccessità. Prima di parlare di pace con altri popoli, devo prima garantire la mia incolumità, dopo di chè sarò aperto alla pace. Devo prima preoccuparmi della mia esistenza, della mia salute, le mie impellenti neccessità, e dopo di chè a tutte le altre cose. Non è permesso di saltare ad occhi chiusi in dubbie e discutibili avventure.

Perciò la mia capacità di donare agli altri si effettua quando sono costretto a riempire me stesso per poter mantenere il mio essere in vita. In effetti, lo stato di neccessità devo accettarlo, al di sopra di ciò devo donare.

Provvedi prima ad un’ esistenza sicura, e dopo potrai scoprire il tuo amore per il prossimo, ma di nuovo, entro regole ben stabilite: inizia con l’ambiente che ti circonda ampliando gradatamente il cerchio. Devi agire secondo il tuo egoismo. Questo è l’ordine: l’uomo deve occuparsi di se stesso, la sua famiglia, la sua città, la sua nazione, ed infine di tutto il mondo.

Materiale correlato:

Laitman blog: Nascosto nella mia stessa ombra
Laitman blog: Una bella donna, una bella casa e dei bei vasi

Evoluzione della coscienza

Noi cominciamo a svilupparci ed a crescere a partire da questo mondo, dalla realtà più bassa possibile, nella quale discendiamo dal mondo dell’Infinito attraverso 125 gradi, attraverso 5 mondi, fino al punto più basso.

Dopo aver raggiunto questo basso livello, la scintilla di luce si fece strada fino all’ultimo grado spirituale di questo mondo e cominciò a formarsi la materia in essa.

La materia cominciò a concentrarsi, a formarsi ed unirsi, una particella insieme all’altra. In questo modo cominciò il ritorno alla fonte, la correzione della frammentazione. Da lì in avanti ebbe inizio il nostro Universo: i livelli inanimato, vegetale ed animato della natura.

Tutti questi gradi sono il risultato dell’unione della materia nelle strutture più complesse, tutte le parti che agiscono per il bene degli altri. Il potere della Luce, il potere della natura, unisce elementi separati e così forma la materia inanimata in tutta la sua diversità interna. La materia viene formata a causa dell’unione delle particelle opposte, in accordo a delle leggi particolari.

Poi, si presenta anche la materia vegetale, nella quale le particelle opposte si connettono con strutture ancora più complesse. Sono molto più separate le une dalle altre, ma ciò nonostante si uniscono. Poi nasce la natura animata, ogni cui parte si sente separata e desidera mantenere la sua esistenza in una forma egoistica. Tuttavia, a causa della forza della natura, ognuna di loro si unisce ancora alle altre e tutte insieme creano l’animato, un corpo animato che è capace di esistere a prescindere dal fatto che dentro di sé esista una contraddizione ed un’unione degli elementi polari.

Essi sono uniti per mezzo di una forza speciale, la forza della Luce, la forza del Creatore, la forza della dazione reciproca, a prescindere dalla forza della creazione, una forza egoistica che esiste dentro di ognuno. Queste due forze cominciano ad agire in armonia comune.

L’armonia è impossibile se non ci sono due forze opposte che tuttavia si uniscono per il bene di un obbiettivo, un interesse comune ed uno stato superiore. Uno stato più elevato rappresenta gli interessi comuni del corpo: il corpo vegetale o animato. Dopo, a causa dello sviluppo della materia nel livello animato, questo raggiunge il livello dell’essere umano di questo mondo, che è una creatura ancora più complessa, più aggressiva ed egoista. Ogni creatura di questo grado “essere umano di questo mondo” si accorge di essere opposta a tutte le altre persone.

Quando raggiunge la fine del suo sviluppo egoistico, rivela che se in seguito vuole esistere, ha bisogno di una seconda forza, opposta, la forza della dazione. La forza dell’egoismo si è sviluppata nella persona, ma cosa farne adesso di questa forza? Ci distrugge soltanto.

A questo punto, capiamo che dobbiamo ricevere la forza della dazione, la forza dell’unione. La sensazione della mancanza della forza dell’unione, senza la quale non possiamo continuare, è di fatto questa sensazione di crisi, di rottura e di distruzione dei valori anteriori. Questa si rivela direttamente nella nostra esistenza, nella nostra vita. Scopriamo assolutamente in tutti gli ambiti della vita, in tutte le attività della persona di questo mondo, che non possiamo raggiungere l’equilibrio, l’armonia e quella che viene chiamata “vita”.

Dopotutto, la vita si costruisce sulla base di due forze: la ricezione e la dazione. Non possiamo esistere se agiamo solo con la forza dell’egoismo. Pertanto, come risultato del nostro sviluppo, della nostra evoluzione graduale, passo dopo passo, la natura ci porta alla conclusione che abbiamo bisogno anche di una seconda forza: la forza dell’unione.
[52548]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.08.2011, Shamati)

Materiale correlato:

Laitman blog: I dieci orientamenti che stanno cambiando il mondo
Laitman blog: Il grado umano non appassisce

Perché sono cosi aggressivi i rivoltosi?

Domanda: Da dove prendono questa grandissima forza di aggressione i rivoltosi e i saccheggiatori, prima in Inghilterra e più recentemente in Francia?

Risposta: Per la prima volta nella storia, la giovane generazione, insieme alla generazione anteriore – i loro genitori, entrambe pensano che la giovane generazione avrà una vita peggiore della generazione precedente. Inoltre, è incerto se potrà vivere e per quanto tempo.

Le persone hanno sempre pensato che “i nostri figli faranno meglio di noi”. In particolare, da metà del ventesimo secolo in poi, la generazione che seguiva un’altra viveva sempre meglio della precedente. Ma questa tendenza ebbe fine con il completamento della crescita dell’egoismo e la sua chiusura in un sistema integrale, al quale non corrispondiamo. Quindi, non sappiamo vivere da quel punto in avanti.

È sorto un enorme sentimento d’incertezza, che evoca sentimenti di paura e poi aggressione, e il desiderio di fare qualsiasi tipo di azione per poter portare alla luce quello che sta succedendo. La soluzione del problema risiede nell’educazione, cioè una spiegazione del fatto che se diventiamo similari alla natura diventiamo onnipotenti come essa.

Equivalenza con la natura significa cambiare la nostra unificazione egoista e involontaria a una volontaria, altruista e mutua, finché raggiungiamo l’amore universale. All’interno di quell’amore riveleremo la nostra eternità e perfezione, che sono presenti nelle fondamenta della natura.
[51170]

Materiale correlato:

Laitman blog: C’è lavoro per tutti!
Laitman blog: Lo sviluppo della crisi globale

L’evoluzione della consapevolezza

Iniziamo ad evolvere ed a crescere, discendendo dalla realtà superiore di consapevolezza, e atttraversando varie fasi fino ad arrivare alla realtà piu bassa di questo mondo. Quando la scintilla di luce è arrivata fino al suo livello più basso, è balzata da un livello di realtà superiore di coscienza, è arrivata in questo mondo iniziando a strutturare la materia.

La materia ha iniziato a congiungersi, costruirsi ed unire tutte le sue parti. In questa maniera si è creato l’universo: le fasi naturali, mondo inanimato, vegetale, animale.

Tutti questi livelli sono l’accumolo di materia in strutture sempre più complesse, dove tutte le parti operano a beneficio l’uno dell’altro. La forza della natura unisce gli elementi separati, così è  nata la materia in tutta la sua complessità interna. La materia si è creata in funzione dell’unione di molecole opposte secondo determinate leggi.

In seguito appare la materia vegetale, dove le particelle opposte di uniscono in strutture ancora più complesse. Sono unite fra loro malgrado la distanza che le separa.

Ancora dopo, appare la materia animale dove ogni sua parte si sente separata e desidera conservare la propria esistenza in modo egoista. Ma a causa della natura, ciascuno di essi si unisce comunque con gli altri ed insieme formano il livello animato, capace di vivere malgrado le contraddizioni e le opposizioni interiori, dove si uniscono elementi completamente opposti.

C’è una forza particolare che li unisce: la forza naturale egoista che si trova in ciascuno e la forza naturale altruista, le due forze iniziano ad operare in armonia fra loro.

L’ equilibrio si raggiunge solo quando vi sono due forze opposte, che, loro malgrado, si uniscono per un fine comune o per una condizione superiore, che in questo caso è la vita di tutto il corpo: vegetale, animale.

Alla fine, dopo lo sviluppo della materia a livello animale si arriva in questo mondo, al livello umano, che è una creatura ancora più complessa, più aggressiva ed egoista.

Ogni creatura del grado di “l’uomo di questo mondo” scopre che è in contrasto a tutti gli altri esseri umani.

E quando arriva, all’apice della sua evoluzione egoista, scopre, che se vuol continuare a vivere, ha bisogno della forza opposta, la forza altruista, la forza del dare in assoluto. Poichè si è sviluppata in lui la forza dell’egoismo, la forza di ricevere solo a proprio beneficio, ma cosa fare con questa forza? E’ una forza distruttiva, che ci manda solo in rovina E qui comprendiamo che siamo costretti a ricercare la forza positiva, quella del dare in assoluto, la forza della connessione.

La sensazione della mancanza di coesione, della forza di connessione, senza la quale non potremo sistemarci, sarebbe questa la sensazione dell’attuale crisi, il crollo dei valori antecedenti. Questa sensazione si sta rivelando in modo chiaro e diretto, nella nostra esistenza.

In tutti i risvolti della vita, in tutti gli aspetti della vita dell’uomo, scopriamo che non siamo in equilibrio, in armonia, in quello che si suol dire “vita”.

In realtà, la vita è costituita da due forze: ricevere e dare. Se operiamo usando una sola forza, quella di ricevere, la forza egoista, non potremo sopravvivere. E così, in seguito al nostro sviluppo, alla nostra evoluzione graduale, la natura ci ha condotti, un passo alla volta, alla deduzione che ci occorre l’altra forza , la forza della connessione.

Materiale correlato:

Laitman blog: È arrivato il tempo di completare la nostra storia
Laitman blog: La forza dall’esterno

È arrivato il tempo di completare la nostra storia

Fino ad ora la società non ha scritto la propria storia, ma si è adattata a essa semplicemente. Tuttavia, oggigiorno, nel nostro nuovo stato di sviluppo, saremmo quelli che completeranno la nostra storia. È un’opportunità che c’è data dopo migliaia di anni d’infanzia.

Nell’intero corso della storia, l’uomo si è sviluppato sotto le regole dell’egoismo, la cui costante crescita ci ha costretto a trovare i mezzi e modi per soddisfare i nostri desideri. In questa maniera, la natura ha diretto i nostri movimenti spogliandoci del nostro libero arbitrio. L’uomo non ha cambiato se stesso coscienziosamente; piuttosto è stata la natura a farlo secondo il suo programma.

Dal nostro punto di vista, ci sembrava di poter cambiare l’ambiente in base alle nostre richieste, ogni volta che ce n’era bisogno, ma è arrivato il momento in cui l’uomo deve cambiare e corrispondere alla natura. Gli scienziati iniziano a essere d’accordo su questo.

In generale, che cos’è la “natura” che abbiamo cercato di conquistare in vano per tanto tempo?

Quando una madre esce dalla stanza dei bambini, lasciando suo figlio a giocare con i giocattoli, il bambino non si sente libero? Certo, lui si gode veramente questi momenti da solo, senza comprendere che ha lo sguardo attento e amorevole della madre su di lui. Lui sente di essere libero.

È cosi che la “natura”, il sistema di governo nel quale esistiamo, c’è occulto. Genera in noi questa sensazione di libertà, anche se in realtà la libertà non esiste. Questa illusione è stata pianificata specificamente dall’evoluzione in modo che ci potessimo sviluppare liberamente nel nostro egoismo, usando e seguendo i nostri desideri, cosi come la nostra natura, le nostre qualità e possibilità ci possono permettere.

E noi abbiamo pensato che fosse buono, che noi dovessimo svilupparci in questa maniera. Le relazioni sociali e le tecnologie sono cambiate; cambiavamo cose costantemente, sempre in fretta da qualche parte inseguendo il commando della nostra essenza, i nostri desideri egoisti in crescita costante. Allo stesso tempo volevamo un potere perfino superiore sulla natura. L’uomo non ha pensato a quello che stava facendo; agiva semplicemente secondo i propri desideri.

Quando la natura ci da determinati desideri, possiamo lavorarci solamente entro certi limiti. Non possiamo sorpassarli. Alimenti, sesso, famiglia, soldi e potere; ogni persona ha la propria combinazione di questi desideri e li realizza. La natura ci muove gradualmente dall’interno, “da dietro”. Gli impulsi che risveglia in noi in combinazione con l’ambiente circostante determinano tutto quanto.

Essenzialmente, io rappresento un meccanismo amministrativo. I desideri si svegliano in me, alcune circostanze accadono, ma io sono limitato dalle mie abilità morali, fisiche e mentali, cosi come le norme dell’ambiente, e le leggi comuni della natura globale. Alla fine, io cerco semplicemente di realizzare i miei desideri il più che posso, sotto situazioni che non ho imposto da me. Quindi, risulta che non sono altro che un meccanismo amministrativo. I desideri e condizioni sono predeterminati, e tutto questo mi spinge verso la realizzazione personale.

Questo era il nostro percorso: Gli errori dell’uomo, le sue azioni buone e cattive, tutto questo era necessario e inevitabile nelle fasi precedenti dello sviluppo fino ai nostri giorni. Contro questo desiderio, l’uomo ha ricevuto delle proprietà innate e trova se stesso in un ambiente, dove non ha delle scelte.

E ciononostante, lui non pensa che tutto questo sia predeterminato. Come un bambino, semplicemente giocava sentendosi libero per l’assenza della madre, mentre lei semplicemente era scivolata fuori dalla sua vista.
[50176]

(Da una conversazione su un nuovo libro 18.07.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Cosa verrà fuori da noi?
Laitman blog: Nelle grinfie della natura

La forza dall’esterno

Il nostro sviluppo può dividersi in due parti:

1) Tutte le fasi inevitabili nelle quali le persone sono capaci di calmarsi da sole con la vita e le azioni nei confini del nostro mondo.
2) La fase in cui la persona comprende che nessuno dei mezzi che sono a sua disposizione sono più efficaci e che deve per forza raggiungere la radice.

E allora tutte le cose esteriori retrocedono verso il fondo, com’è scritto: “Il Creatore non s’interessa della maniera nella quale viene tagliato un’animale sacrificale se dalla gola o dalla nuca”. In altre parole, non ci sono delle azioni nel nostro mondo per mezzo delle quali sia possibile realmente raggiungere il Creatore. Quindi, dobbiamo trovare per forza un mezzo nuovo, completamente diverso- la Luce che riforma. Grazie a questa forza iniziamo a svilupparci.

C’è una chiara demarcazione qui:

-Sia che siamo in questo mondo e adoperiamo i suoi attributi poiché il nostro desiderio si trova solamente qui, e noi desideriamo ricevere quello che questo mondo ha da offrirci, e in addizione ci aspettiamo qualcosa oltre la vita;
-Oppure desideriamo rivelare un altro mezzo in questa vita che non è presente nel nostro mondo- la Luce che riforma, una nuova forza speciale che si apre e inizia a portare alla luce nuovi desideri e riempimenti in noi, che sono completamente diversi da qualsiasi altra cosa che abbiamo conosciuto fino allora.

Io vivo come una persona nel nostro mondo – ho una famiglia, un lavoro, relazioni sociali, con le mie conoscenze e sentimenti, ma questa persona non è collegata in nessun modo con quello che si forma dentro di me sotto l’influenza della Luce che riforma.

Questa sviluppa la mia anima dentro di me, la parte del Creatore dall’alto, l’immagine Divina che io raggiungo e costruisco dentro di me, partecipando nel processo insieme alla Luce. In quel caso, quello che è venuto prima si chiama “livello animale”, mentre la nuova parte è denominata “umano” (Adamo) perché è similare (Domeh) al Creatore.

È per questo motivo che le azioni esteriori non contano. Mi serve soltanto una cosa – attrarre la Luce che riforma. Non esiste nessun’altra forza che possa sollevarmi dal livello animale verso il livello umano. L’unica cosa necessaria è una forza dall’esterno, e l’intero metodo della Kabbalah è focalizzato soltanto in questo.

(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 07.06.2011, Matan Torà)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un uomo non può diventare un essere umano senza l’amore
Laitman blog: Cosa resta di una mela?

Viviamo!

Lo Zohar, Capitolo “Trumà (Donazione),” Paragrafo 432: …tutti gli uomini nel mondo sanno che moriranno e ritorneranno alla polvere, e perciò in molti si pentono e ritornano dal loro Signore a causa di questa paura. Essi temono di peccare davanti a Lui.

Domanda: Qual è il significato di “morire”?

Risposta: “Morire” o “vivere” si riferisce al desiderio. Secondo lo Zohar, “vivo” significa donare e “morto” significa ricevere.

Nella spiritualità non c’è la vita o la morte. Parliamo di vita e di morte nel nostro mondo perché percepiamo solamente una forma di esistenza e vediamo che questa forma sembra scomparire davanti ai nostri occhi. Noi pensiamo che la vita sia il corpo quando respira, e che la morte sia quando smette di respirare.

Ma per un uomo che incomincia a percepire la spiritualità, questa distinzione risulta molto strana: come è possibile che questa sia l’indicazione attraverso la quale stabiliamo la differenza tra ciò che esiste e ciò che non esiste, tra ciò che è vivo e ciò che è morto? Questo succede perché l’uomo che inizia a percepire la spiritualità si sposta verso una differente percezione dell’esistenza; e le nozioni terrene di vita e di morte per lui perdono di significato.

Se un uomo si sposta verso un livello più importante di percezione, in cui la dazione è considerata la vita e la ricezione è la morte, allora quest’uomo si eleva al di sopra del livello animale verso il livello umano, e per lui la vita significa l’esistenza al livello umano e la morte l’esistenza al livello animato. Egli non collega la vita e la morte all’esistenza del corpo animato.

Allora, il corpo animato scompare dalla sua sensazione, perdendo di significato nella definizione del suo stato, di vita e di morte. Anche se il corpo muore, l’uomo si trova già in un diverso livello di desiderio nella sensazione di vita e di morte rispetto alla spiritualità, ed egli è unito a loro.

Perciò, questo mondo non gli fa più provare delle interruzioni nel processo di sviluppo dell’anima.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’08.07.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La vita eterna è stata divisa in piccole gocce
Laitman blog: La Ricetta per la Vita Eterna

La necessità dell’unione sta raggiungendo un punto critico

Il tema del nostro Congresso è “L’unione – il futuro del mondo”. Sono molto commosso perché dopo molti anni di studio della Kabbalah, l’unione del mondo ed il bisogno di unirsi stanno finalmente incominciando ad essere visibili.

Lungo il corso di miliardi di anni dello sviluppo del mondo, così come lungo il processo di molti eventi prima del suo concepimento, ogni cosa è progredita precisamente verso questo punto – il punto in cui ci si rende conto della necessità dell’unione. Solamente oggi questa necessità sta incominciando a risvegliarsi, ad essere espressa, e a mostrare la sua urgenza. E voi ed io siamo al centro di questa attuazione.

Tutto è incominciato quando la singola forza della natura, la forza della dazione, o il Creatore, che sono la stessa cosa, ha incominciato ad agire, emanando e creando la material. Per prima cosa è stata creata la materia spirituale, cioè il desiderio: il desiderio di essere appagati, il desiderio di svilupparsi, il desiderio di percepire noi stessi e tutto ciò che ci sta intorno.

Questa desiderio si sviluppa sotto l’influenza della forza originaria, la forza della natura. Le fasi del suo sviluppo sono chiamate “le quattro fasi dell’espansione delle Luce Diretta”. L’intero scopo dello sviluppo della creazione, o del desiderio, consiste nel rendere la creazione simile a tutta la natura, nel fargli raggiungere la completa armonia o, in altre parole, nel raggiungere l’uguaglianza e l’adesione con il Creatore, perché l’adesione è raggiunta attraverso l’equivalenza della forma. E’ necessario che la materia, cioè il desiderio che si oppone alla Luce, si opponga alla qualità della dazione, per attraversare, in conclusione, tutte le fasi del suo sviluppo e rendersi conto che lo stato migliore e più elevato è la somiglianza alla Luce, l’uguaglianza alla natura perfetta, all’armonia e all’unione con essa.

Al fine di raggiungere questo stato, è necessario per prima cosa percepire che siamo in una posizione totalmente opposta, vale a dire che dobbiamo vivere di persona in una condizione che è opposta alla Luce, vivere l’egoismo, la crudeltà, il desiderio di pensare solamente a noi stessi, di percepire solamente noi stessi, l’incapacità di percepire gli altri o di pensare agli altri a meno che non sia per un nostro interesse o per procurarci un vantaggio personale, o non significhi usare gli altri. Questo è il modo in cui le qualità che sono le più opposte alla Luce devono essere espresse nella creazione.

Nel nostro mondo questa creazione è l’uomo, che attraversa un grandissimo numero di fasi di sviluppo nel corso della storia, fino a quando non consegue la sensazione e, cosa più importante, non si rende conto di essere completamente opposto alla forza della natura. Si tratta di un processo molto lento e molto difficile. Nel corso di centinaia di migliaia di anni abbiamo fatto dei passi in avanti, e l’egoismo è piano piano diventato più forte dentro di noi. Esternamente noi vediamo come l’uomo si è sviluppato nelle aggregazioni sociali, fino a raggiungere lo stato attuale. Nel suo insieme, questo egoismo, questo desiderio, ci ha sempre spinto in avanti fino ad oggi.

Ed ora, come vediamo in questo stesso periodo, stiamo incominciando a convincerci che questo egoismo, che questa nostra natura è di fatto il nostro nemico, il nostro solo nemico. Separandoci dagli altri, l’egoismo ci priva letteralmente dell’opportunità di esistere normalmente, anche a livello di questo mondo materiale.

Ci stiamo sempre più chiudendo in noi stessi, stiamo diventando sempre più crudeli, divisi, e impauriti, e ci mettiamo sulla difensiva, privandoci di una vita normale e smarrendo il senso della vita. Ed infine: Perché dovremmo vivere? Solo per difenderci e proteggerci? Solo per fissarci dentro certi limiti, per viverci per un certo numero di anni, con un certo livello di comodità e di sicurezza? E questo è tutto?

Questo è il modo in cui l’uomo del nostro mondo si sente mentre, con il tempo, diventa sempre più crudele per natura Siamo noi a renderlo così. Il nostro egoismo lo spinge a questo.

Alla fine, tutto questo si sta esprimendo nei tratti di una crisi gigantesca. In alcuni paesi la crisi è sentita di più, ed in altri di meno, ma sta arrivando al culmine. Non importa quanto cerchiamo di nasconderla, non possiamo farci niente. Sta incominciando a farsi evidente nell’economia, nelle strutture sociali, nella diminuzione dell’importanza del ruolo delle famiglie, ed in tutti i problemi che stanno emergendo nella società, come la crisi dell’educazione, le droghe, il terrorismo, e così via.

In tutte le aree delle sue attività, l’uomo si sta scontrando con numerose crisi, ma, in sostanza, si tratta di una crisi sola che riguarda la nostra opposizione alla natura. E, naturalmente, può essere corretta solamente nella sua essenza.

Non possiamo realizzare alcuna correzione in nessun altro modo. Vediamo il modo in cui i rappresentati dei governi ci stanno provando, e vediamo come le autorità siano incapaci di fare alcunché, ed anche i tiranni, che usano il denaro e le armi che hanno a disposizione, non sono in grado di cambiare nulla. Il mondo si sta muovendo senza sosta verso un’enorme rottura. La forza ed il potere stanno ancora cercando di mantenere il mondo dentro i confini di un tempo, ma non sono più capaci di farlo.
[45326]

(Dalla 1.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: E’ ora di cominciare a prendersi cura del mondo
Laitman blog: Il manuale d’istruzioni del bene

Una questione di proporzioni

Domanda: La vita nel nostro mondo si manifesta come un malanno senza fine, con poche pause per dare ad un uomo il tempo di rimettersi in piedi dopo un colpo, solo per poi riceverne un altro. Questa è la storia dell’umanità e la vita di ogni singola persona. Che genere di progresso è questo e dove sono i doni che il Creatore dona alla creazione?

Risposta: Immaginiamo che io sia una galassia lontanissima e che guardi alle infinite distanze dello spazio, cercando qualcosa in questo infinito. Accelero alla velocità della luce e, lentamente, attraversando miliardi di anni luce, mi avvicino alla nostra galassia, al nostro sistema solare, e alla nostra terra. Atterro sulla superficie della terra, e qui scopro gli uomini.

E’ difficile immaginare un raffronto in base al quale paragonare queste differenti proporzioni. Allo stesso modo, noi non comprendiamo in che genere di sistema ci troviamo. Sappiamo come effettuare le misurazioni e fare le ricerche in base ai nostri parametri e secondo le nostre proporzioni. Consideriamo il peso in base a quanto possiamo sollevare, la distanza in base a quanto riusciamo a vedere lontano, il bene ed il male – ciò che è bene e ciò che è male per noi. Tutto il nostro quadro di riferimento è un minuscolo frammento rispetto all’intera sovrastruttura e le nostre distinzioni sono poca cosa.

Però, ora noi stiamo parlando del sistema spirituale nel quale il nostro intero universo è impercettibilmente piccolo. Stiamo parlando di meccanismi che sono enormi a causa delle loro caratteristiche qualitative. Paragonato ad essi, tutto il nostro mondo si trova in una sola unica qualità – un piccolo desiderio egoistico che è tenuto in vita da una piccola scintilla di Luce. La materia di questo desiderio è creata come “qualcosa dal niente” attraverso la Luce che si è aperta una strada in essa, delineando un’esatta proiezione della creazione spirituale.

Ed ora, da questo stato, speculiamo sulla sofferenza di tutta l’umanità. Esatto, è così che ci sentiamo. Ogni uomo nega le cose in base alla propria imperfezione e giudica in base a quello che i suoi occhi vedono. Ma cosa si può fare? Questo è il modo in cui dobbiamo avanzare, ed in questo preciso momento non siamo in grado di percepire niente di più. C’è una tela gigantesca davanti a noi, ma non riusciamo a distinguerla.

Siamo soltanto in grado di comprendere leggermente il semplice fatto che c’è una mancanza di desiderio, ed una mancanza di vaso. Le domande dilagano: “Può il Creatore che non cambia cambiare? Può Egli creare una pietra che non può sollevare? Perché all’inizio ci ha fatti così imperfetti?” Ma tutti questi enigmi sono inutili.

Dobbiamo capire un principio basilare dalle nostre vite: dobbiamo attraversare degli stati opposti. Soltanto da questi opposti, riconoscendo il vantaggio della Luce dall’oscurità, formiamo il vaso per delle sensazioni più elevate. Quando acquisisco il vaso che è pronto per questo, il mondo si spalancherà davanti a me. Niente si nasconderà ai miei occhi dietro ad un muro di pietra. Devo semplicemente costruire il vaso dentro di me per vedere la realtà.

Questo sviluppo è necessario ed il Creatore non può realizzarlo prima del tempo. Perché? Per adesso, io non so il perché. Posso fare delle congetture, ma non arriverò a niente. Ignorerò ogni cosa, dicendo, “Non ci credo! Egli potrebbe farlo!” E non c’è niente altro davanti ai nostri occhi.

C’è però una regola: Il vantaggio della Luce si ottiene dall’oscurità. Ogni cosa viene valutata solamente dal suo opposto. Questa è la ragione per cui dobbiamo attraversare queste fasi passo per passo, formando i vasi che rivelano la realtà in cui ci troviamo.

Noi siamo nel mondo dell’Infinito, ma non ce ne rendiamo conto. Così sviluppiamo i nostri vasi. Ci è stata data l’opportunità di svilupparli o, detta in modo diverso, di correggerli. Ci sono stati dati di proposito dei desideri imperfetti che sono opposti a quelli corretti. A che scopo? Per farci crescere e riunirli, per comprendere e rivelare il mondo.

Non c’è altra strada da prendere. Ed inseguito giustificheremo la creazione. Il lungo processo, che dura parecchie migliaia di anni nel corso dei quali soffriamo, è la verità in base al nostro riferimento. Tuttavia, nella realtà non ci rendiamo conto in quale genere di proporzioni ci troviamo. Oltre a questo minuscolo “spazio”, c’è un mondo intero là fuori che non abbiamo mai visto. Siamo come dei vermi che vivono nei ravanelli – questo è l’esempio che fa Baal HaSulam.

Domanda: Ma perché si parla a questo verme di Colui che dona e del Suo amore?

Risposta: Per farlo aspirare a tutto questo, per fargli comprendere che c’è uno scopo per il quale vale la pena cercare di uscire dal ravanello. Inoltre, non si arriva soltanto a comprendere tutto questo, ma si ricevono anche i mezzi per farlo. Noi tutti siamo come i vermi dentro i ravanelli, ma se ognuno di noi iniziasse a spingere gli altri verso l’esterno, ce la faremmo ad uscire fuori.

Perciò, c’è una soluzione. Fintanto che ci sentiremo sazi di questo mondo, nessuno ci offrirà una spinta. Ma adesso ci stiamo trovando in un nuovo sistema globale e ci è stata data la soluzione.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.06.2011, “Matan Torà [Il Dono della Torà]”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Noi non esistiamo ancora
Laitman blog: Il mosaico dell’universo dove manchi tu