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Non trarre conclusioni affrettate

Baal HaSulam, “La Pace”: Quando un elemento ci sembra cattivo e dannoso, non è altro che un’autoaffermazione di questo elemento, il quale è ancora in fase di transizione nel suo processo di sviluppo. Pertanto, non possiamo decidere cosa è cattivo, e non è molto saggio da parte nostra emettere una sentenza su questo.

Questo passaggio parla delle persone con giudizio e non di quelle che, come animali, non sanno dove vivono, perché e a quale scopo. A differenza di questi ultimi, le persone che desiderano esplorare se stesse e la natura arrivano alla conclusione che viviamo in un mondo in evoluzione, cominciando dal Big Bang fino ai giorni nostri. I livelli, inanimato, vegetale, animato e parlante si sviluppano gradualmente, dalle forme più semplici a quelle più complesse.

Come risultato, non possiamo fare una stima assoluta di niente, di nessuna creatura, azione od evento, visto che non possiamo vedere cosa germoglierà da questo finale. Solo quando la frutta sull’albero matura completamente possiamo renderci conto che questa succosa e dolce mela è pronta a deliziarci.

Allora, vedremo che dovevamo attraversare tutti gli stati precedenti ed in che modo dovevano essere usati. Ciò può essere imparato solo osservando tutte le forme intermedie, arrivando allo stato finale, vedendo la forma finale e verificando come applicarla. Se tuttavia, non siamo arrivati alla fine del nostro sviluppo, incluso nei livelli, inanimato, vegetale o animato, non possiamo dire di sapere già cosa succede. Dopotutto, ogni cosa è pesata e valutata esclusivamente per il risultato finale.

Tutto si impara con l’esperienza. Un saggio non spia il futuro, ma trae conclusioni basandosi sul cammino che ha percorso. Pertanto, è detto: “Nessuno è così saggio come quello che ha sperimentato”. Quindi, non c’è niente di cattivo o di buono al mondo ma tutto è necessario.

Tutto ha il suo luogo, tempo, ragione e necessità di esistere, e solo alla fine impariamo che tutto si supponeva essere nella maniera in cui è stato. Solo nella linea finale possiamo trarre qualche conclusione su qualcosa.

Questo ha relazione con tutte le parti della realtà ed ancora di più con noi. Solo nella tappa finale dell’evoluzione possiamo trarre delle conclusioni ed esprimere delle opinioni su di noi: cosa e chi siamo, perché ed a quale scopo.

Intanto, con tutte queste esplorazioni, acquisiamo esperienza ed impariamo dai nostri errori. Alla fine capiamo che niente in natura deve essere cancellato, poiché non capiamo la ragione di nessun fenomeno. Precedentemente, l’uomo voleva trasformare la natura, “modellarla” affinché si adattasse a lui, il che ha solo peggiorato le cose.

Dobbiamo interferire con la natura il meno possibile e trattarla con estrema attenzione. In altre parole, dobbiamo restringere il nostro egoismo ed usarlo solo il necessario, come gli animali. Dopotutto, in questo mondo, nei nostri corpi, siamo simili a loro e pertanto, non possiamo prendere dalla natura di più di quello che il nostro corpo ha bisogno. Allora, ci evolveremo in essa correttamente, senza danneggiarla.

Nella “Prefazione al libro Panim Meirot uMasbirot”, Baal HaSulam spiega che anche i saggi non kabbalisti, come Platone ed Aristotele, sollevano ammonire di non passare la conoscenza scientifica alle masse. Temevano che le persone cominciassero a sviluppare delle tecnologie e ad ottenere dalla natura di più di quello che il corpo richiedesse, fino a distruggere la terra.

Pertanto, dobbiamo essere in armonia con la natura per svilupparci nel suo ambiente in modo corretto.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011: “La Pace nel mondo”)

La storia è finita

La Kabbalah parla del desiderio. Non esiste il tempo, il movimento, o lo spazio, ma solamente uno stato dell’essere. E a proposito del passato e del futuro? E a proposito dei mondi spirituali? Io non li percepisco.

Ci sono dunque atri stati di esistenza oltre a quello attuale, oltre il nostro mondo? Io non lo so, perché non ne ho mai fatto esperienza. Da questi stati non ricevo delle sensazioni o Reshimot. Adesso non posso raggiungere questi stati e confermare la loro autenticità.

L’uomo giudica tutto in base a quello che vede. Non si tratta solamente di un assioma, ma è la conseguenza di ciò che il desiderio sente quando si è sviluppato al livello di essere, in cui è consapevole di se stesso e capisce cosa sente. Se così non fosse, ci staccheremmo dalla realtà e ci perderemmo in un mondo di fantasie.

Io non sto parlando da me della dimensione più elevata. I Kabbalisti me ne hanno parlato, ed io ho fiducia in loro. Considero vere le loro parole quando mi dicono che è possibile esistere in stati diversi: “Aspira a questi stati, ed ascenderai verso di essi”, mi dicono i Kabbalisti. “Sono migliori di quello che senti adesso”. Dunque, io mi sposto da uno stato verso quello successivo con il desiderio, correggendolo e migliorandolo. Rivelando il mio desidero come dazione, rivelo in esso dei nuovi stati.

Al giorno d’oggi, tutta l’umanità si trova lungo un asse verticale e deve muoversi dal basso verso l’alto. Abbiamo completato l’asse orizzontale della storia e non ci sono più posti dove poterci dirigere ancora. Da adesso in poi, il nostro cammino punta verso l’alto.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06. 2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà)”

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Come si adatta l’uomo all’interconnessione del mondo

La Kabbalah osserva attentamente l’intero universo – il nostro mondo e il Mondo Superiore che è nascosto- come un unico mondo, separato in due parti solo per quel che riguarda noi. Attraverso la propria correzione, l’uomo può rivelare la seconda parte dell’universo.

La materia della correzione è il desiderio di ricevere piacere. Perciò, tutta la creazione è un singolo organismo, sensibile, vivente e creativo. Niente nella creazione è una conseguenza o una coincidenza di un evento meccanico, ma piuttosto, ogni cosa, incluso il nostro mondo, è presente come parte di un progetto generale: portare tutte le parti della creazione alla perfezione.

La correzione dell’uomo determina l’operatività del sistema, cioè se sarà attivo, intelligente e sostenibile. C’è una legge che dice, “L’intero è identico a tutte le parti” (“Prat u Klal Shavim”), e perciò, tutti i principi che operano nella correzione verso la completezza operano anche nei corpi individuali, nell’intero ecosistema, in ogni famiglia e in ogni società, e nell’economia globale.

A causa della generale interconnessione di ogni cosa nell’universo, ogni organismo e tutti i livelli del sistema devono essere in buono stato, altrimenti abbasseranno lo stato di salute del sistema in generale. La loro interconnessione, la reciproca inclusione di tutte le parti nelle altre parti, li obbliga a fare così.

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Ogni essere creato è determinato da quattro fattori

1° fattore: La base.
La base è la materia primaria dalla quale ogni particolare essere ha preso vita. Le proprietà immutabili di una base sono l’ordine del suo sviluppo. Per esempio un chicco putrido produce un nuovo germoglio dello stesso tipo. Quando un chicco imputridisce, la sua forma esterna scompare completamente, come il nostro corpo che alla morte si decompone. Tuttavia, la “base” resta, e nasce un nuovo germoglio, così accade alla nostra anima quando obbliga un corpo nuovo a nascere per inserirsi in esso.

2° fattore: Le proprietà immutabili della base.
La base, nel caso del chicco di grano, non prenderà mai la forma di altri cereali, ma solo la sua forma precedente. Sono possibili cambiamenti quantitativi e qualitativi del germoglio, dipendenti da fattori ambientali come terra, acqua, fertilizzanti e sole, ma la forma del grano, la sua essenza originale, non subirà mutamenti. Il medesimo principio vale per tutti gli esseri.

3° fattore: Le proprietà che cambiano sotto l’influenza delle forze esteriori.
Colpita da fattori esterni, la forma esteriore dell’essenza sperimenta cambi qualitativi. Riprendiamo l’esempio del chicco di grano: esso continua a essere tale, ma esteriormente si trasforma in accordo con le condizioni ambientali. Questi fattori esterni, uniti all’essenza, generano una nuova qualità di grano. La stessa cosa può verificarsi nella società, in un gruppo, nell’individuo.

4° fattore: I cambiamenti causati dalle forze esteriori.
Ogni essere creato ha bisogno dell’ambiente per svilupparsi. L’uomo ne ha bisogno poiché esso lo colpisce costantemente e ne determina lo sviluppo. Poi evolvendosi, l’uomo esercita un’influenza sull’ambiente stesso e lo obbliga a sua volta a mutare. In questo modo uomo e ambiente si sviluppano simultaneamente.

Questi quattro fattori determinano lo stato di ogni essere creato. Anche se l’uomo dedica tutto il suo tempo alla ricerca, non sarà mai capace di modificare, aggiungendo o togliendo qualcosa, i quattro fattori menzionati. Qualunque cosa pensiamo o facciamo esiste all’interno di questi quattro fattori che determinano fortemente il nostro carattere e il nostro modo di pensare.

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Perché è avvenuto il Big Bang

Domanda: In Internet, due approcci sull’evoluzione del mondo vegetale ed animato sono costantemente in conflitto: il Darwinismo ed il creazionismo. Cosa dice riguardo a questo la scienza della Kabbalah?

Risposta: francamente, Darwin ha ragione in quasi tutto. Probabilmente, questa eccezione non è necessaria, poiché lui semplicemente non è stato compreso. Dopotutto, lui era un uomo profondamente religioso.

L’evoluzione progredisce davvero in maniera consistente dove una cosa segue come risultato di un’altra. Lo sviluppo successivo è intriso nella natura e non possiamo negarlo. Tuttavia, questo non avviene in maniera arbitraria, poiché il desiderio egoista cerca costantemente delle possibilità per realizzarsi al massimo.

Il desiderio di ricevere vive in ogni momento che passa e non può lanciare uno sguardo al futuro. Non sa cosa gli verrà dato per elevarsi in alcune altre fasi. Il desiderio di ricevere ha un esclusivo obiettivo egoista: “Come ottengo quello che voglio? Come riempio me stesso?”.

Se il desiderio lavora e la mente lo serve, allora qualunque tipo di progresso, qualunque sviluppo successivo è assolutamente impossibile. Dopotutto, tratti costantemente con il tuo egoismo. A queste condizioni, l’evoluzione non si è spostata al di là della prima particella dell’universo.

Tuttavia, la scienza della Kabbalah parla delle Reshimot, i dati informativi intrisi nella scintilla iniziale dalla quale tutta la materia è emersa. Queste Reshimot vengono attivate una per una in catena e il desiderio comune le realizza, costruendo così la materia.

Questo è proprio il fattore dello sviluppo successivo. Nella teoria di Darwin, vediamo la sua manifestazione esterna, l’essenza nel motore, l’origine dell’evoluzione. Queste vengono come risultato delle Reshimot.

Cosa avvenne nel punto primario dal quale si scatenò il Big Bang? Fu infusa davvero in questo la materia di tutto l’universo? Logicamente, tale affermazione non ha nessun senso. C’erano solo due cose nella scintilla: l’energia e l’informazione. Esse includevano in sé tutta la creazione e da esse cominciò lo sviluppo. L’energia (la Luce) colpì l’informazione (le Reshimot) ed il processo ebbe inizio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

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I segnali della Luce del futuro

Domanda: Cosa significa sentire che siamo già al Congresso proprio adesso mentre leggiamo il Libro dello Zohar, affinché il Congresso si svolga nella migliore maniera possibile?

Risposta: Preparati! Se sei pronto ad assistere ad un meraviglioso, gradevole e felice avvenimento, allora ti prepari ad esso in anticipo. Se ti anticipi ad esso, godrai del segnale luminoso del futuro e riceverai una grande ispirazione da questo.

Pertanto, come ci avviciniamo in tutto il mondo, al Congresso che si terrà nel New Jersey? Dobbiamo prepararci da adesso. Tutto dipende dalla preparazione del desiderio. “Cosa pianifico di correggere? Cosa voglio? Cosa otterrò da questo? Come voglio apparire lì?”. Devo immaginare tutto questo nei dettagli, come se fossi già lì. Per questo, dobbiamo fare tutte le canzoni disponibili sul sito web, così come tutto ciò che accadrà nei programmi culturali e gli altri eventi, affinché la gente familiarizzi con questo, lo capisca e sia pronta ad immaginare come succederà.

Un bambino cresce immaginando il futuro che dopo diventa realtà. Se una persona non prova questo corretto desiderio in ogni momento, se non accresce i suoi desideri, le sue preoccupazioni ed i timori, allora non ottiene niente. Adesso devi aspettare impazientemente, chiedendoti: “Come sarà? Quando? In che modo? Come sarò ispirato? Come parteciperò?

Questo è necessario per crescere. Se i bambini non hanno ricevuto le aspirazioni verso il futuro dalla natura, allora non saranno capaci di crescere; però questa aspirazione ci viene data dalla libertà di scelta. Vuoi crescere? Allora trova un modo di ricevere dall’ambiente la grandezza dello scopo ed allora crescerai. Non c’è altro metodo! Se non impariamo dall’esempio dei bambini, se non attiviamo queste azioni nella pratica, allora sarà una vergogna lasciare che le nostre vite siano uno spreco.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, lo Zohar)

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Muoversi al di la della linea rossa verso un Nuovo Mondo

Dal Mondo dell’Infinito, il “1°” stato, ci sviluppiamo (discendiamo) verso il basso in questo mondo, che è chiamato il “2°” stato. Da questo stato dobbiamo elevarci di ritorno al “3°” stato che è identico al “1°”. C’è solo una differenza tra loro: esistiamo nel “3°” stato, essendo coscienti di questo atto. Pertanto, viene considerato “613 volte” più grande del “1°” stato.

Noi abbiamo sviluppato il “2°” stato nel corso di miliardi di anni nelle forme, inanimata, vegetale ed animata. Mentre discendevamo nei mondi di Atzilut, Berià, Yetzirà ed Assiyà, il tempo non esisteva. Questo è apparso quando abbiamo raggiunto questo mondo ed allora ci siamo sviluppati approssimativamente nel corso di 15 miliardi di anni, arrivando così in fine al grado dell’umano.

La differenza tra gli stati “umano” ed inanimato, vegetale ed animato sta nel fatto che l’uomo non esiste in natura! Dal principio, un essere umano è essenzialmente una bestia, sebbene sia più complessa. Essa diventa un uomo solo nel grado in cui si sente globale, un essere sociale.

Cioè, lui non vive più in maniera individuale ed egoista come faceva prima, fino a che raggiunge il nostro stato attuale. Al posto di questo, deve trovare lo sviluppo spirituale e salire i gradini lungo i quali una volta era disceso. Dallo sviluppo generale e sociale dobbiamo passare allo sviluppo spirituale con grande serietà e responsabilità. Questa è l’essenza del nostro lavoro.

Mentre ci sviluppavamo in maniera egoistica, non incontravamo nessun problema perché ci siamo evoluti inconsciamente, in maniera naturale; però da quando siamo arrivati “alla linea rossa”, cioè allo stato attraverso il quale tutto torna ad essere globale ed integralmente interconnesso, è un segnale che dobbiamo assumere un altro modo di vivere che sia in armonia con la natura.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.02.2011, “Lo studio della saggezza della Kabbalah”)

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Russia ed Europa in cammino verso la spiritualità

Per essere in equilibrio con la natura, è necessario consumare in modo intelligente, cioè nella misura in cui ci serve, in base ai bisogni di ognuno di noi. Baal HaSulam ne scrive nel suo articolo “La pace nel mondo” ed in altri articoli.

Questo modo di comportarsi non può comunque essere imposto con il terrore. Lo si può fare solamente attraverso l’ educazione! Tuttavia, ai loro tempi, i rivoluzionari russi presero un strada diversa, staccandosi dal principio dell’ educazione.

Inoltre, loro agivano in un paese sottosviluppato, con la popolazione più sottosviluppata che c’era e che fino ad oggi è stata abituata a vivere in condizioni praticamente feudali. Oggi, la popolazione della Russia, che è di buon cuore e gentile, si trova bene con le condizioni feudali nelle quali il paese si trova. Non è un paese capitalista, ma un paese feudale con i suoi costumi, la sua struttura, la sua corruzione, e tutte le sue relazioni sociali. Si tratta di un regime feudale.

Noi potremmo dire, “Ma come può essere? Questo regime in una società moderna? Non è passato da un po’? Nell’ occidente, il feudalismo non è esitito per 300 anni?”. Vero, in occidente è esistito per 300 anni, ma in Russia esiste ancora. Vale a dire, ad ogni persona va bene così. Gli uomini non si sono ancora sviluppati al di sopra di quel livello.

Solo una piccola parte della popolazione, circa il 10-20% non riesce a tollerare queste condizioni, mentre per tutti gli altri la vita va bene così. A questi ultimi non importa di avere un padrone, di doversi sottomettere a qualcuno senza una legge o un ordine, che ogni cosa possa essere comperata e venduta, e che i ricchi siano potenti ed abbiano ragione. Alla gente va bene così! Questa è la ragione per cui la popolazione è vista ancora al livello sociale feudale di sviluppo.

Marx non aveva assolutamente previsto che questo paese avrebbe provato a mettere in pratica questa idea. Egli sviluppò i principi della Kabbalah sotto forma di leggi economiche. Ma l’ egoismo della società post-sovietica è completamente diverso. Questo egoismo è ancora feudale e non è ancora pronto per un serio sviluppo.

Ad ogni modo, quando lavoriamo in Russia con ogni persona individualmente o con dei gruppi, vediamo dei risultati sorprendenti perché gli uomini hanno il punto nel cuore. Sono molto recettivi e sanno cosa vogliono raggiungere.

La domanda è: sarà capace la società di capire che si deve unire, però non con le leggi che sono state prodotte dal regime Sovietico? L’ unione deve avvenire attraverso delle leggi dove tutti gli uomini siano riconosciuti uguali, consapevoli, e consapevolmente vogliano unirsi. Il popolo della Russia non è abituato ad unirsi consapevolmente. Ci arriveranno, lo sapranno fare? Questa, in fondo, è la domanda.

Perciò, i nostri gruppi in Russia ci sono molto cari. Io conosco personalmente questa nazione molto bene poiché sono cresciuto là e la mia lingua madre è il russo. Ma possiamo guardare alla Russia come al paese che avrà la capacità di mettere in pratica i principi della Kabbalah? Questo è qualcosa che non so.

Invece in Europa, nonostante il fatto che gli uomini sono molto diversi dai Russi, tutto quello che devono fare è superare una certa opposizione esterna, una specie di involucro o di guscio. Dopo di che, non appena questa idea penetra nei pensieri degli uomini, essi si rendono conto che è vero e capiscono di essere in grado di metterla in pratica dentro di loro attraverso il loro sviluppo.

In Russia è facile avvicinarsi ad una persona. Mentre in Europa è molto più difficile! Tuttavia penso che se penetriamo negli uomini in Europa, essi troveranno dentro loro stessi la forza e la capacità di sé per unirsi. La coscienza del loro collettivismo si manifesterà.

Invece, in Russia, il collettivismo non si manifesta nonostante questo. Qui la società non è sviluppata in senso collettivo. Penso che non sia ancora in grado di farlo.

Ad ogni modo, anche in presenza di tutte queste supposizioni, noi dobbiamo sviluppare la Kabbalah e divulgarla ovunque. Naturalmente, c’ è un grande limite nei paesi che un tempo erano comunisti. Ma questo non ci deve fermare. Non dovremmo mai pensare a dove può essere più facile e dove più difficile, al perché e al come. Dobbiamo lavorare, e questo è tutto.

Io non faccio mai dei calcoli. Noi non sappiamo cosa sia meglio e cosa peggio, e come il tutto succede.
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(Dalla Terza lezione tenuta al Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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I Pionieri

La transizione del presente, dalla sensazione interna fino a quella esterna è il passo più impegnativo nel cammino dell’evoluzione. Nel mondo fisico, l’ egoismo è ciò che ci fa crescere, fornendoci una motivazione naturale di ricerca. Nel Mondo Superiore sentiamo quanto sia meraviglioso fare un passo verso la nuova dimensione.

Cominciamo a vederlo, a sperimentarlo, e a sentire le forze che interagiscono con tutte le sue parti. Ci viene svelato l’ arazzo di forze che ci uniscono, le quali naturalmente, risultano nel nostro anelare per il raggiungimento della spiritualità.

Dobbiamo passare dalla nostra percezione attuale ad un’ altra più elevata, e risiedere in ambedue le dimensioni simultaneamente. Questa è una transizione psicologica molto difficile perché è come se stessimo rinascendo.

Così come un neonato esce dal suo precedente luogo di esistenza al mondo esterno, per mezzo dei suoi stessi sforzi e di quelli di sua madre, allo stesso modo dobbiamo passare attraverso gli stessi stati della maturazione interna e della necessità di nascere. Con il nostro sforzo, ci “giriamo alla rovescia”, il che significa che cambiamo completamente la nostra percezione della realtà. La forza della spinta della madre lavora in sincronia con la forza motrice dell’ embrione, e come risultato usciamo al mondo esterno.

Questo è lo stato più serio ed il punto cruciale delle nostre vite. Per la prima volta nella storia dell’ umanità, lo stiamo attraversando su vasta scala. In passato, la rivelazione della dimensione superiore o mondo esterno è avvenuta a livello individuale. La prima persona a farlo fu Adamo, 5.771 anni fa. Dopo di lui, nel corso di migliaia di anni, molti altri hanno scoperto questa possibilità, raggiungendola e descrivendola nei loro libri, che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. In questo modo, il metodo ha continuato a svilupparsi.

Tuttavia, oggi giorno, si sta trasformando da una saggezza individuale ad una su larga scala. Pertanto, sta attraversando cambiamenti molto seri. Siamo i pionieri della sua realizzazione, ed il processo sarà molto più facile per il resto dell’ umanità. Nasceremo per primi e poi tutti gli altri ci seguiranno per mezzo dello stesso principio.

Dobbiamo essere coscienti di quanto impegnativo, profondo e singolare sia il nostro cammino.
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(Dalla lezione a Mosca del 16.01.2011, Scritti del Rabash)

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Nel centro di tutti i cerchi e alla fine della linea

Domanda: Qual è il lavoro interiore nel gruppo tra i cerchi (Igulim) e la “linea retta” (Yosher)?

Risposta: Prima ero soddisfatto del successo nel mondo materiale, ma all’ improvviso ho sentito che qualcosa mancava nella mia vita ed ho cominciato a cercare un luogo nel quale mi sentissi meglio. Grazie a questa sensazione sono arrivato alla scienza della Kabbalah, ma chi è stato a spingermi ad essa?

Le mie domande si chiamano, “il desiderio per il riempimento” (Chissaron). Io (il “mio punto nel cuore”) esistevo in qualche luogo “rotondo” ed all’ improvviso mi sono sentito male. In altre parole, emerse una certa tensione tra il mio ambiente e me, una differenza, una “delta”. Ho sentito questa delta (differenza) come il male, poiché ero tormentato dalla domanda “Perché sto vivendo?”, “Perché non sento soddisfazione ed equilibrio?”.

Da questa sensazione, la Luce Circostante cominciò ad influenzarmi ed a muovermi, dato che la conservazione dell’equilibrio è una legge della natura. La Luce Circostante è ciò che mi sta spingendo ad uno stato di equilibrio.

Io avevo cominciato a muovermi e ci fu un passaggio dentro il mio successivo stato; cominciai a cercare le risposte in quello che viene chiamato misticismo, successivamente arrivai ad una certa filosofia e finalmente arrivai al centro del cerchio: la scienza della Kabbalah.

Allora, chi mi ha portato lungo tutto questo cammino? È la Luce Circostante! Io sono sempre esistito in essa, solo che non sempre me ne sono reso conto. Così sono passato attraverso il primo, il secondo, il terzo ed il quarto stato.

Nel secondo stato, ero più tranquillo rispetto alla Luce Circostante perché sentivo meno pressione rispetto al primo stato. Però, dopo aver trascorso un certo tempo in questo stato, sono stato influenzato dalla Luce Circostante ed ho cominciato a sentire che questo stato non era molto buono. Vale a dire, era aumentata la mia sensibilità alla Luce Circostante che mi ha fatto sentire male un’altra volta! Ed ho cominciato a cercare di nuovo.

Pertanto, è la Luce che mi spinge in ogni momento. Essenzialmente, non faccio niente per conto mio, è la luce che lavora nel mio desiderio, fino quando non raggiungo lo stesso centro.

Nel centro c’è una qualità del tutto unica chiamata “gruppo”. In questo punto la Luce Circostante (Ohr Makif) e la Luce Interiore (Ohr Pnimì) smettono di influenzarmi totalmente.

Io esisto nel punto centrale di tutti i “cerchi” (Igulim) dove non funzionano ed anche alla fine della “linea” (Yosher) dove neppure funzionano. Allora, cosa faro?

È qui che ho bisogno di agire in maniera indipendente, perché mi trovo in un punto di libero arbitrio. Attualmente la Luce non agisce in me, ma aspetta. Nella misura in cui posso uscire da questo stato di equilibrio la Luce comincerà ad influenzarmi!

Mi connetto al gruppo e tutti i desideri aggiuntivi che ricevo mi elevano! Questi desideri appartengono alla linea perché li ho ricevuti dal gruppo.

Quando il mio desiderio cade dentro la linea, mi trovo ancora una volta sotto l’ influenza degli Igulim (dopotutto, ancora non ho uno schermo, Masach e non appartengo a Yosher) ed ancora una volta sento una differenza tra i cerchi e me. Questo porta la Luce Circostante ad influenzarmi. Non è la Luce generale, ma una che appartiene alla Luce perché ho ricevuto il mio desiderio dal gruppo, che è la linea. Questa Luce Circostante nella linea desidera elevarmi, affinché io ed essa siamo in equilibrio. In questo radica la Segulà (rimedio), il potere miracoloso della Torà, perché questa luce mi influenza e mi eleva in questo “tubo” diretto. Mi elevo a causa della Luce Circostante, ma questa Luce mi influenza nella misura in cui attualizzo il mio libero arbitrio nel gruppo, connettendomi ad esso nello studio collettivo.

Di questo si occupa tutto il nostro lavoro! Baal HaSulam spiega nel libro Beit Shaar HaKavanot, che è il fondamento di tutte le nostre intenzioni per raggiungere la dazione. Pertanto, posso solo ascendere “nella linea” con l’ aiuto di una forza aggiuntiva che ho ricevuto dal gruppo. In accordo al desiderio ricevuto dal gruppo, l’ impressione dell’importanza della meta, la grandezza del Creatore e la meschinità del mio stesso ego, la Luce Circostante comincia ad influenzarmi.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Novembre 2010 – Rav Yehuda Ashlag, Beit Shaar HaKavanot)

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