Pubblicato nella 'Educazione Integrale' Categoria

Che cos’è l’intelligenza collettiva e come può essere utilizzata efficacemente?

Il mondo sta cambiando e il pensiero individuale non è più sufficiente per analizzare i problemi e trovare soluzioni. Il futuro delle organizzazioni dipende dallo sviluppo di emozioni e intelligenza condivise. Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione. Di seguito sono riportati alcuni principi, strumenti ed esercizi.

Innanzitutto, è importante ricordare che l’intero universo si è sviluppato da una piccola scintilla. Da allora, il programma evolutivo ha sviluppato parti della materia in molte direzioni, eppure tutte appartengono a un unico sistema. Pertanto, quando le persone imparano a connettersi tra loro, sviluppano una maggiore capacità di comprendere quella singola forza che ci governa, la forza universale della natura.

Attraverso specifici esercizi di connessione, le persone costruiscono nuovi sentimenti condivisi e una comprensione comune. Passo dopo passo, iniziano a scoprire cosa le governa e le motiva, da dove provengono i loro desideri e pensieri e come possono combinarli per creare un nuovo desiderio comune e una nuova mente condivisa, che non appartiene a un singolo individuo ma a tutti insieme. Attraverso questo processo, possono iniziare a percepire la natura circostante, il sistema più ampio, scoprire cosa desidera e in quale direzione guida il loro sviluppo. Questo diventa uno strumento per prevedere il futuro, comprendere cosa è probabile che accada e prepararsi in anticipo.

Perché è necessario? Il motivo è che la vita ci insegna che in un mondo sempre più globale e integrato, più connesso che mai, gli strumenti di pensiero individuali non sono più sufficienti. È proprio perché ci mancano strumenti di pensiero comuni che, anche in situazioni in cui è evidente a tutti la necessità di unirsi per affrontare le minacce o promuovere il progresso, le persone non riescono comunque a farlo. Questo accade a livello di organizzazioni, imprese, società umane e anche nelle relazioni internazionali.

È qui che entra in gioco l’approccio integrale all’educazione, che offre un metodo per sviluppare relazioni e connessioni integrali tra le persone. La sua applicazione può avvenire sul luogo di lavoro, in famiglia e in tutta la società. Il metodo combina lo studio approfondito della natura umana e della direzione generale dello sviluppo con esercizi e laboratori di connessione.

Esercizi di connessione

Esistono molti giochi ed esercizi pensati per favorire la connessione tra le persone: esercizi che coinvolgono la parola, il contatto visivo, l’ascolto, il movimento e altro ancora. I partecipanti potrebbero chiudere gli occhi e iniziare a parlare con gli occhi chiusi, coprirsi le orecchie guardandosi negli occhi, oppure comunicare messaggi solo attraverso il contatto visivo.

In altri esercizi, i partecipanti seduti in cerchio si passano messaggi a vicenda, assicurandosi che il messaggio rimanga corretto durante tutto il percorso. Anche gli esercizi di pantomima sono molto importanti, in quanto permettono di esprimersi attraverso i movimenti senza l’uso delle parole. L’obiettivo è aiutare la persona a uscire dal proprio isolamento e a iniziare a connettersi con gli altri.

Una volta instaurato un certo legame, i giochi di ruolo possono aiutare i partecipanti ad assumere e abbandonare ruoli diversi al fine di sviluppare ed esprimere atteggiamenti positivi verso gli altri. Le persone hanno bisogno di molta pratica prima di potersi osservare da una prospettiva diversa e di riconoscere la propria natura egoistica da un punto di vista più elevato.

Questi esercizi aiutano le persone a imparare a superare l’ego e a sviluppare l’autocontrollo. Attraverso di essi conduciamo una sorta di ricerca su noi stessi, esaminando come, nonostante un ego forte, possiamo agire nella direzione opposta per costruire legami e sentimenti di affetto verso gli altri, arrivando persino a provare amore per il prossimo.

È così che sviluppiamo quelle che vengono chiamate le “tre linee”. La linea di sinistra rappresenta l’atteggiamento egoistico naturale verso gli altri. La linea di destra rappresenta l’atteggiamento positivo che una persona aspira a sviluppare attraverso gli esercizi. Tra queste due linee emerge una linea centrale, dove la persona gestisce consapevolmente e liberamente il proprio sviluppo.

Il laboratorio sulla connessione

Un laboratorio di connessione si svolge in piccoli gruppi di massimo dieci partecipanti. Il facilitatore propone una domanda di discussione o assegna un compito ai partecipanti, e ognuno interviene a turno. Il seminario prevede regole specifiche che aiutano i partecipanti a creare uno spazio interiore per le opinioni altrui, ad accogliere le diverse prospettive e ad imparare ad apprezzarsi reciprocamente.

Ad esempio, ai partecipanti potrebbe essere chiesto di guardare gli altri e iniziare a lodarli, descrivendo quanto siano importanti, intelligenti e unici. È chiaro che tali elogi potrebbero non rispecchiare necessariamente ciò che pensiamo veramente. Eppure, proprio come i bambini piccoli che giocano a “essere qualcun altro”, facciamo lo stesso. Giochiamo per crescere e svilupparci.

Ad esempio, guardiamo i colleghi seduti accanto a noi in cerchio e li elogiamo: “Voglio dirvi che siete così intelligenti, sensibili, comprensivi, energici e di successo in tutto ciò che fate”. In questo modo, ogni partecipante viene incoraggiato e lodato e, a loro volta, gli altri fanno lo stesso per noi.

Questo esercizio aiuta ciascuno a superare il proprio punto di vista personale e a rendersi conto che possono esistere modi completamente diversi di vedere gli altri, al di là della nostra prospettiva abituale. Allo stesso tempo, l’esercizio avvicina le persone e contribuisce a costruire una capacità emotiva condivisa.

Durante questo esercizio rinunciamo a qualsiasi critica reciproca, a prescindere da chi sia la persona. Magari si tratta di persone non particolarmente brillanti sul lavoro, che commettono spesso errori o addirittura causano seri problemi. Non importa. In quel momento mettiamo da parte tutto e ci concentriamo esclusivamente sulle qualità positive della persona.

È importante comprendere che simili connessioni costruiscono un nuovo livello di esistenza condivisa. Non possiamo progredire o evolverci se continuiamo a guardare tutti negativamente attraverso la lente ristretta dell’ego, sminuendo gli altri solo per accrescere il nostro valore. A questo nuovo livello, il valore di una persona sarà misurato da quanto è in grado di elevare il valore degli altri ai propri occhi, nonostante ciò che l’ego inizialmente le suggerisce.

Si potrebbe dire molto di più sull’approccio integrale all’educazione, sui suoi principi e sui suoi strumenti, ma questa non è la sede per una trattazione completa.

Nel corso della storia, lo sviluppo umano è progredito attraverso cambiamenti nelle relazioni tra le persone: l’era della schiavitù, il feudalesimo, il capitalismo, l’era moderna, l’era postmoderna, e ora ci troviamo di fronte al prossimo cambiamento fondamentale. Una connessione integrale tra tutti e ciascuno, al di là della nostra ristretta natura egoistica. In questo modo ascenderemo a un nuovo livello evolutivo nell’esistenza umana e sociale e scopriremo insieme che il mondo futuro potrà essere solo un mondo interconnesso.

Basato su “Nuova Vita 118 – La Mente Collettiva” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Può la giusta connessione tra le persone risolvere tutti i problemi del mondo?

Guardandoci intorno, si ha la sensazione che il mondo stia per impazzire. I Paesi sono divisi e paralizzati, la scena internazionale è tesa e si intravedono segnali di ulteriori problemi ecologici in arrivo. Anche nella vita privata sembra regnare il caos: la famiglia si sta sgretolando, le persone faticano nelle relazioni, sul lavoro e sulle strade. Nulla sembra funzionare per il verso giusto. Si ha la sensazione che tutto ciò che abbiamo conosciuto finora stia per finire e nessuno sa cosa ci riserverà il futuro. Da dove è venuto tutto questo all’improvviso? Cosa possiamo fare, a partire da oggi, per evitare il collasso?

La sostanza fondamentale di cui siamo fatti è il desiderio di godere. Ciò che distingue i diversi esseri nel sistema della natura è la dimensione, il tipo e la qualità del desiderio che li anima. In base a questo desiderio unico, si delinea la forma specifica di ogni elemento in natura. Questo vale per l’inanimato, il vegetale, l’animato e la società umana.

Nel corso della storia abbiamo attraversato graduali fasi evolutive. Queste possono essere descritte come fasi inanimata, vegetativa e animata dell’evoluzione umana. Oggi stiamo raggiungendo l’evoluzione dell’uomo nell’uomo e questa è la radice delle difficoltà che stiamo incontrando. Semplicemente non sappiamo ancora con chiarezza quale dovrebbe essere la prossima forma dell’essere umano o che aspetto avrà la nuova vita che ci attende.

Allargando la nostra prospettiva, ci rendiamo conto che il mondo si sta muovendo verso una sorta di forma circolare. In tutto il globo osserviamo all’incirca la stessa cultura, musica, film, stelle dello sport, celebrità, istruzione, cibo e smartphone. La rivoluzione di Internet e dei social media ha trasformato l’idea di un villaggio globale in una realtà concreta che le persone percepiscono fin dall’infanzia. Tutto si avvicina e si unifica, tranne le relazioni tra le persone.

Tuttavia, l’aumento del costo della vita e le pressioni economiche ci stanno spingendo sempre più gli uni verso gli altri. Se nella generazione precedente i giovani si affrettavano a lasciare la casa dei genitori, oggi molti vi ritornano per necessità. Se mantenere un’auto privata diventa troppo costoso, le persone viaggiano insieme ad altri o si affidano a treni e autobus. A livello personale e sociale, assistiamo a un numero crescente di iniziative di condivisione delle risorse tra individui, organizzazioni, paesi e nazioni.

Senza chiederci il permesso, la vita stessa sembra costringerci ad adottare una forma più circolare, ovvero più connessa e reciproca. Il problema è che ciò si scontra con il nostro desiderio interiore, con la nostra naturale inclinazione egoistica che aspira al proprio tornaconto a spese degli altri. Questo desiderio continua a crescere dentro di noi e ad ampliare il divario tra la forma del mondo, che diventa sempre più interconnesso, e la natura interiore dell’essere umano, che si sente separato da tutti gli altri e non appartenente a nessuno.

È questo divario a causare la nostra sofferenza e il nostro futuro dipende dall’imparare a superarlo. Dobbiamo imparare a relazionarci correttamente gli uni con gli altri, in un modo che non opprima nessuno, ma che costruisca ponti tra le persone: connessioni armoniose basate sulla considerazione e sulla complementarietà, proprio come tutta la natura funziona come un tutt’uno.

Quando eravamo bambini, i nostri genitori e insegnanti ci hanno educato. Ma ora che siamo adulti, come possiamo adottare nuovi valori e abitudini?

Prima interiorizzeremo l’idea che il mondo futuro sarà solo un mondo interconnesso, più facile sarà per noi sederci insieme e definire un obiettivo condiviso, traguardi, piani d’azione ed esercizi pratici. Attraverso i media, i social network, le istituzioni culturali ed educative, i luoghi di lavoro e altro ancora, dovremo creare un cambiamento di prospettiva, un passaggio dall’era della divisione e dell’egoismo basato sul tornaconto personale a spese degli altri all’era della connessione complementare.

Il metodo integrale può aiutarci in questo. In sostanza, questo metodo si basa sulla comprensione che le forze evolutive spingono l’umanità ad assumere una forma integrale, simile a quella che già esiste naturalmente tra le diverse componenti della natura. Gli opposti complementari sono il codice dello sviluppo della vita. Oggi, quando ci troviamo tutti sulla stessa barca, con una crescente interdipendenza reciproca, abbiamo bisogno di sviluppare un nuovo approccio. L’intero stile di vita egocentrico, con la sua competizione distruttiva, lo sfruttamento degli altri e dell’ambiente e le infinite lotte per il controllo, è una ricetta sicura per l’autodistruzione.

Uno degli strumenti principali per sviluppare una percezione integrale e costruire una connessione armoniosa con gli altri è il laboratorio di connessione. In un seminario di questo tipo, c’è un facilitatore e diversi partecipanti, preferibilmente non più di dieci. Il facilitatore propone una domanda di discussione e ogni partecipante risponde a turno. La discussione potrebbe esplorare le caratteristiche della natura umana, la forte influenza dell’ambiente su una persona, i modi in cui possiamo usare l’immenso potere della società per migliorare la condizione di tutti e argomenti simili. A ciascun partecipante viene concesso un tempo limitato per parlare, ad esempio due minuti. Ma, ed è questo il punto chiave, i workshop di connessione prevedono regole specifiche per parlare e ascoltare. Un esempio è il seguente.

Quando qualcuno nel gruppo parla, gli altri cercano innanzitutto di entrare in sintonia con il pensiero e il sentimento di quella persona, lasciandosi trasportare dalle sue parole come se fossero corrette. Ai fini dell’esercizio, metto da parte le mie critiche e cerco di concordare con chi parla, anche se a mio parere sta dicendo qualcosa di sciocco. Cerco di identificarmi con lui come se non avessi un’opinione contraria o diversa.

Questo esercizio non è facile, perché ognuno ha certamente la propria prospettiva. Devo rispettare l’altro e considerare ogni oratore come un individuo unico. Non c’è nessun altro al mondo esattamente come lui e devo entrare in sintonia con lui in modo autentico. Le idee e i sentimenti che esprime in quel momento non potrebbero essere espressi nello stesso modo da nessun altro, solo da lui.

Esercizi come questi sono essenziali per sviluppare relazioni umane positive. Attraverso di essi iniziamo a comprendere che è possibile percepire il mondo interiore degli altri, osservarli, sentirli e immergerci nella loro esperienza. Ci aiutano a lavorare sulla nostra flessibilità personale e a sviluppare la capacità di comprendere e connetterci veramente con gli altri. Una persona che sa connettersi con gli altri irradia un’atmosfera positiva e, di conseguenza, sarà ben accolta ovunque vada. Non esiste chiave più importante per il successo.

In definitiva, la connessione è il futuro. È il rimedio a tutti i mali; la nostra unica speranza.

Basato su “Nuova Vita 117 – Siamo tutti sulla stessa barca” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Vedi un cambiamento sociale in atto? A tuo avviso, potrebbe influenzare il mondo del marketing?

Da quale meccanico porteremo la nostra auto? Da quello che imbroglia di meno. Quale idraulico chiameremo? Da quello che non inventa ulteriori ostruzioni. Non abbiamo problemi a pagare per un buon servizio o un buon prodotto; la frustrazione nasce dalla sensazione che tutti cerchino di imbrogliarci, alcuni un po’, altri molto.

In generale, ciò che guida ogni sviluppo in natura e nella società umana è il desiderio insito in ogni essere, il desiderio di godere, o in altre parole, il desiderio di vivere in equilibrio, comfort e benessere. I professionisti del marketing lo sanno bene e cercano di risvegliare in noi il desiderio dei loro prodotti e servizi: “Devi averlo; ti farà sentire davvero bene”. È così che la cultura del consumo si è sviluppata e rafforzata nel corso delle generazioni, ma oggi si possono già intravedere segnali di un cambio di rotta.

Gradualmente, il desiderio interiore delle persone sta cambiando. Le persone sono meno attratte dagli acquisti e dalle acquisizioni personali e più interessate a connessioni significative. Questo è un periodo di transizione. Alla fine raggiungeremo uno stato in cui la massima appagamento deriverà dalle connessioni umane positive e il bisogno di tali connessioni determinerà ciò che accadrà nei mercati e nello sviluppo di prodotti e servizi.

Perché sta succedendo tutto questo? Perché proprio ora? Perché le forze evolutive spingono la specie umana a funzionare come un unico sistema integrato. Questo è anche il motivo per cui il mondo sta diventando sempre più interconnesso, la dipendenza reciproca è in aumento e ci troviamo tutti sulla stessa barca. Alla fine non avremo altra scelta che imparare a vivere insieme con considerazione, reciprocità e complementarietà, altrimenti affonderemo tutti.

Le organizzazioni in grado di riconoscere la tendenza allo sviluppo verso la piena integrazione possono iniziare fin da ora ad adattarsi alle nuove condizioni ambientali.

In pratica, ciò significa apprendere, praticare e rendere effettivo il metodo integrale tra le persone all’interno dell’organizzazione. Si tratta di un processo profondo e a lungo termine il cui obiettivo è quello di fornire a ogni individuo e all’organizzazione nel suo insieme nuovi significati e un nuovo approccio.

Man mano che sempre più persone adottano un approccio integrale alla vita, la strategia organizzativa si evolve di conseguenza, compresa la politica di marketing. L’obiettivo primario diventa promuovere la connessione integrale tra le persone, contribuendo con il nostro ruolo unico a rafforzare il legame positivo di ognuno.

In quanto organizzazione integrata, dovremo spiegare al pubblico il nostro particolare atteggiamento nei suoi confronti e perché aspiriamo sinceramente ad agire per il suo bene. Così facendo, alimenteremo il desiderio di connessione che sta iniziando a risvegliarsi nelle persone, guidandolo e sviluppandolo. Il legame che si creerà tra noi e i nostri clienti ci riempirà, entrambi, di una soddisfazione di livello completamente nuovo.

Spiegheremo che la soddisfazione del cliente per il prodotto o servizio che gli abbiamo offerto rappresenta il nostro principale profitto. In un mondo interconnesso, i profitti non si misurano più solo in dollari, ma anche in “calorie di felicità”. Più la soddisfazione del cliente ci riempie il cuore, maggiore sarà il nostro successo.

Pertanto, fin dalle prime fasi di sviluppo di un prodotto o servizio, coinvolgiamo i nostri clienti. Dopotutto, lavoriamo per loro e desideriamo che ne traggano un reale beneficio, proprio come una madre che cerca di preparare varie prelibatezze per i suoi amati figli. Si assicura che ogni boccone sia davvero gustoso e si rallegra nel vederli mangiare. Anche la loro calorosa risposta è importante e crea un circolo virtuoso di soddisfazione reciproca. In definitiva, è proprio in questa interazione che risiede la promessa di un futuro migliore per noi, come individui e come società.

Ciò rappresenta chiaramente un cambiamento fondamentale di prospettiva, pertanto dovremo pubblicizzarlo e spiegarne i principi integrali che lo sottendono. In questo modo diventeremo non solo un’organizzazione commerciale, ma anche un’organizzazione sociale ed educativa, contribuendo a far progredire l’ambiente in cui operiamo verso un mondo nuovo e migliore.

Quando un cliente acquista un nostro prodotto, è fondamentale che sia soddisfatto non solo del prodotto in sé, ma soprattutto del rapporto positivo che si instaura con noi. Anche se il cliente non ne parla con nessuno, la sensazione che trasmette si propagherà immediatamente come un’onda positiva all’interno della rete di connessioni che si sta diffondendo nel mondo di oggi.

Che lo vogliamo o no, la connessione tra tutti noi opera a livello latente e influenza ognuno di noi. Pertanto, anche una singola interazione interpersonale positiva aggiunge una carica positiva alla rete. In altre parole, ogni interazione cordiale con un cliente agisce come una fonte di energia positiva per l’intera rete.

Possiamo provare a vedere come funziona questo metodo. Nel momento in cui creiamo relazioni autentiche e positive anche con un solo cliente, scopriremo improvvisamente che altri clienti saranno attratti da noi e preferiranno acquistare da noi piuttosto che dalla concorrenza. Anche se non sapranno spiegare perché ci hanno scelto, proveranno un’inclinazione interiore positiva nei nostri confronti.

Si potrebbe discutere a lungo di questo argomento e dei suoi molteplici aspetti, ma qui ci limiteremo a riassumerlo con una semplice intuizione: nel mondo verso cui ci stiamo evolvendo, prodotti e servizi serviranno principalmente come piattaforma per creare connessioni umane armoniose. Queste connessioni ci infonderanno un nuovo spirito e daranno alla vita un sapore molto più ricco.

Basato su “Nuova Vita 111 – Strategie di Marketing per il Futuro, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Con l’aumentare dell’interconnessione globale della società, aumenteranno le opportunità o la competizione?

Supponiamo che un giorno ci rendessimo conto che la natura ci considera tutti come un’unica entità e che iniziassimo a trattarci a vicenda come parti diverse dello stesso corpo. In che modo ciò influenzerebbe il contesto aziendale, la strategia organizzativa, lo sviluppo di prodotti e servizi e la natura della concorrenza nei mercati?

È chiaro come il sole che la connettività tra tutti noi è in aumento e con essa la mutua dipendenza. Che lo vogliamo o no, la vita ci ha messi tutti sulla stessa barca, in un’unica grande rete di connessioni. Il problema è che nella nostra percezione, nel nostro atteggiamento verso noi stessi, verso gli altri e verso la società, rimaniamo ancorati al vecchio approccio: “Sono in competizione con te”. “O io o tu”. “Il più forte prende tutto”.

Quando giungeremo a una percezione integrale della realtà? Quando ci connetteremo e ci adatteremo armoniosamente alle nuove condizioni ambientali, sempre più interconnesse? Qui ci troviamo di fronte a una scelta. O continuiamo come prima, senza cambiare la nostra percezione, e la crescente sofferenza a tutti i livelli, personale, sociale, internazionale, economico ed ecologico, ci costringerà inevitabilmente a farlo, oppure iniziamo ora a studiare l’approccio integrale alle relazioni umane e ad implementarlo all’interno delle nostre organizzazioni e nella società nel suo complesso.

Se si dovesse riassumere un intero corpus di saggezza in un solo paragrafo, l’approccio integrale all’educazione affermerebbe che la natura spinge la specie umana a vivere in armonia, connessione e complementarietà. Così come la natura è unificata e la connessione integrale tra le sue parti crea un meraviglioso tessuto di vita, allo stesso modo gli esseri umani sono destinati a essere interconnessi. Tuttavia, a differenza dei livelli statico, vegetativo e animato della natura, che agiscono istintivamente attraverso la complementarietà reciproca, gli esseri umani devono raggiungere tali connessioni attraverso la consapevolezza, il riconoscimento e la scelta. In definitiva, diventeremo come un’unica comunità, vivendo secondo il principio di “ama il prossimo tuo come te stesso”, aperti gli uni agli altri, solidali tra loro e realizzando appieno il potenziale che risiede in noi come individui e come società.

Tenendo presente questo contesto più ampio, possiamo valutare in che modo l’adozione dell’approccio integrale influenzerebbe il contesto imprenditoriale.

La competizione, ovviamente, continuerà ad esistere, ma si trasformerà da distruttiva a costruttiva. Le organizzazioni si contenderanno il primato nel contribuire maggiormente allo sviluppo di legami umani solidi. Chiunque possa apportare un contributo positivo in questa direzione sarà incoraggiato ad agire e a prosperare e gli altri lo sosterranno.

Nessuno si prefiggerà l’obiettivo di massimizzare i profitti a scapito dei consumatori o della concorrenza. L’obiettivo generale sarà invece quello di soddisfare al meglio i bisogni delle persone. Si manterranno margini di profitto ragionevoli, cercando al contempo di ridurre i prezzi il più possibile. La qualità dei prodotti e dei servizi, così come il livello di assistenza e cura del cliente, saranno eccellenti.

In una realtà del genere, i consumatori percepiranno che le organizzazioni che hanno sviluppato un approccio integrale agiscono genuinamente per il loro beneficio, con sincerità e dedizione. Questo li invoglierà ad acquistare i loro prodotti e a preferirli alle organizzazioni che mantengono ancora il vecchio approccio ristretto ed egoistico.

Da dove cominciamo? Dallo sviluppo di un approccio integrale all’interno dell’organizzazione stessa. Si tratta di un processo continuo che richiede tempo e investimenti. Dobbiamo intraprendere un cambiamento interiore e sostituire il nostro approccio dalle fondamenta. Dobbiamo comprendere dove stiamo andando, perché ci stiamo andando e per quale scopo. La connessione integrale che si creerà all’interno dell’organizzazione ci eleverà a un nuovo livello di percezione, dal quale diventerà gradualmente chiaro cosa dovrebbe essere cambiato nella nostra condotta aziendale e quando.

Man mano che progrediremo in questo processo, adattandoci all’integralità del sistema naturale, si aprirà davanti a noi quello che percepiremo come un mondo superiore. Sperimenteremo un’espansione dei sentimenti e dell’intelletto. Cominceremo a vedere e udire cose che ora non percepiamo. Ci giungeranno intuizioni e idee di un livello completamente diverso.

Così come la natura dà vita alle sue creature, anche noi ci uniremo ad essa con il desiderio di fornire alle persone tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere. Definire un tale obiettivo ci connetterà con la natura e ci legherà ad essa. Sentiremo l’amore che esiste nella natura e la sua influenza positiva. Ci riempirà di una forza superiore e ci porterà ispirazione. Nessuno potrà nuocerci o ostacolare il nostro successo. Avremo stabilità, sicurezza, salute, piacere, gioia, soddisfazione nelle nostre azioni e un profondo senso di significato in tutto ciò che facciamo. La prossima fase evolutiva che ci spinge verso l’interconnessione globale richiede la attuazione da parte nostra di connessioni armoniose e integrali.

Basato su “New Life 109 – Costruire una strategia aziendale per il futuro, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Le piattaforme dei social media danno alle persone un falso senso di connessione?

I social media e le reti online non sono nati per caso. Sono il risultato diretto dello sviluppo del desiderio umano. Man mano che cresce la nostra voglia di provare piacere, veniamo spinti a connetterci sempre di più con gli altri. Per questo motivo ci troviamo in una realtà in cui tutti sono virtualmente connessi, spesso con centinaia, migliaia o anche più contatti, mentre in realtà ne conosciamo a fondo solo una manciata.

Questa situazione riflette un bisogno interiore più profondo che non ha ancora trovato la sua forma ottimale. Siamo alla ricerca di una connessione, ma non sappiamo ancora come realizzarla correttamente. Le piattaforme esistono, ma il contenuto della connessione rimane superficiale. Le persone si scambiano parole, immagini e informazioni, ma non sperimentano una vera vicinanza o appagamento.

Se affrontassimo la questione nel modo giusto, lo scopo di queste reti sarebbe completamente diverso. Invece di semplici comunicazioni occasionali, potrebbero diventare un mezzo per costruire autentiche connessioni umane. Il primo passo sarebbe quello di creare un’atmosfera in cui le persone sentano che gli altri desiderano sinceramente il loro bene. Dovremmo percepire di entrare in uno spazio in cui gli altri si interessano al nostro benessere, dove regnano sincerità, apertura e cura reciproca.

In un ambiente del genere, la discussione si approfondirebbe naturalmente. Le persone inizierebbero a condividere non solo informazioni, ma anche sentimenti. Parlerebbero onestamente, senza nascondersi dietro ruoli o finzioni. Col tempo, chi non fosse pronto a tanta sincerità se ne andrebbe e si formerebbe un nuovo tipo di rete, basata sulla fiducia e sull’autenticità.

All’interno di questo tipo di legame, iniziamo a provare qualcosa di nuovo. Non si tratta della gratificazione che ricaviamo dagli oggetti materiali, ma di un senso di calore, fiducia e appartenenza che nasce dalla considerazione reciproca. Questa sensazione non si può ottenere in nessun altro modo. Nasce solo da un legame genuinamente premuroso, solidale e incoraggiante tra le persone.

Pertanto, i social network possono rivelarsi uno strumento potente, ma solo se utilizzati correttamente. Il loro vero scopo non è l’intrattenimento o lo scambio di informazioni, bensì la preparazione a una forma di connessione più profonda. L’umanità sta entrando in una fase in cui deve diventare integrale, ovvero pienamente interconnessa e interdipendente, proprio come il resto della natura.

Oggi non siamo in sintonia con questo sistema integrale. La nostra natura egoistica ci spinge ad agire solo per il nostro tornaconto, mentre il sistema stesso richiede considerazione reciproca. Questa discrepanza è ciò che genera l’intensificarsi dei problemi che osserviamo in tutti gli ambiti della vita, dalla famiglia all’istruzione, dall’economia all’ecologia.

La soluzione è imparare a connettersi correttamente. Questo è ciò che viene definito educazione integrale. Insegna come relazionarsi con gli altri in un modo che si adatti alla natura interconnessa della realtà. Attraverso semplici esercizi, come discussioni di gruppo e workshop, iniziamo a percepire la forza speciale che si cela dietro le connessioni umane positive.

Questa forza non è immaginaria. È un fenomeno reale che si rivela quando le persone cercano di unirsi al di sopra dei propri istinti egoistici e divisivi. A un certo punto, iniziamo a percepire che all’interno di questa connessione si cela un “qualcosa” più profondo, come una porta nascosta verso una nuova percezione della realtà.

Man mano che sviluppiamo questa connessione, iniziamo a sentire di non essere più limitati dalle nostre prospettive individuali. Sperimentiamo invece una realtà in cui i confini tra le persone iniziano a dissolversi. Questo non significa perdere noi stessi, ma acquisire un senso aggiuntivo, una percezione più elevata che ci permette di comprendere il sistema della vita.

In questo stato, iniziamo a percepire la realtà come un unico insieme interconnesso. Comprendiamo come ogni cosa funziona, come è connessa e dove è diretta. Questo ci dà un senso di controllo, non in senso egoistico, ma come partecipazione a un sistema armonioso in cui tutte le parti sono allineate.

La generazione più giovane, che è la più attiva sui social media, è particolarmente sensibile a questo bisogno. È alla ricerca di un significato, di uno scopo più elevato e di qualcosa che vada oltre le vuote forme di comunicazione che attualmente dominano queste piattaforme. Per questo motivo, spesso si sente confusa, insoddisfatta e attratta da varie forme di evasione.

Se i social media venissero utilizzati per introdurre l’educazione integrale, potrebbero offrire loro esattamente ciò che cercano. Offrirebbero una connessione reale, un senso di scopo e l’accesso a un livello più profondo di realtà.

I social network rappresentano solo una fase transitoria, uno strumento che può aiutarci a passare da connessioni esterne e superficiali a legami interiori significativi. Se usati correttamente, possono diventare una porta d’accesso a un nuovo livello di sviluppo umano, in cui le persone si connettono come un unico sistema. Solo attraverso tale connessione saremo in grado di superare la miriade di problemi che affrontiamo e costruire un mondo armonioso, pacifico e unificato.

Basato su “Social Media e Social Network, Parte 2 di 2 | Jtimes con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo un rapporto efficace tra dipendenti e direzione può contribuire a migliorare il successo organizzativo in qualsiasi azienda?

Se non avviamo un processo di assistenza preventiva per migliorare le relazioni tra i dipendenti, le organizzazioni potrebbero trovarsi in serie difficoltà negli anni a venire.

L’intensificarsi dell’egocentrismo tra i dipendenti porterà a un deterioramento delle relazioni a tal punto che le persone smetteranno quasi di “vedere” i propri colleghi. Ognuno si concentrerà esclusivamente sul compito personale da svolgere, senza interessarsi a ciò che è accaduto prima o a ciò che accadrà dopo. La distanza, la mancanza di connessione e di comprensione tra i dipendenti influiranno negativamente sulla produttività e sulla capacità di sviluppare nuove iniziative.

Già oggi, i rapporti caratterizzati da mancanza di rispetto e maleducazione tra colleghi e dirigenti sono diventati purtroppo frequenti. Oltre a danneggiare la cultura aziendale, la soddisfazione e la motivazione dei dipendenti sono strettamente legate alla performance organizzativa. Quando i dipendenti sono frustrati, i profitti dell’azienda diminuiscono, la sua immagine si deteriora e aumentano anche i casi di frode e furto perpetrati intenzionalmente dai dipendenti nei confronti dell’organizzazione.

La crisi sul posto di lavoro si ripercuoterà anche sulla vita familiare dei dipendenti, introducendo pressione, impazienza e frustrazione nelle loro vite private. I numerosi problemi domestici influenzeranno fortemente i dipendenti sul lavoro. Il loro approccio alla vita, l’umore, la salute e altri aspetti simili ne risentiranno negativamente, e l’organizzazione ne soffrirà enormemente, ben oltre i giorni di malattia e le frequenti assenze. I dipendenti diventeranno molto più tesi, stressati e amareggiati.

Da una prospettiva più ampia, la mancanza di una connessione autentica tra le persone è alla radice di tutti i nostri problemi attuali. Che ci piaccia o no, il mondo in cui viviamo sta diventando sempre più interconnesso, tutto al suo interno è interconnesso, ma noi stessi non lo siamo. L’approccio integrale si propone proprio di affrontare questo problema. Insegna come creare relazioni integrali e una connessione profonda tra le persone.

Immaginate un luogo remoto e isolato. Potrebbe essere un resort turistico o, in alternativa, una prigione. Cosa lo definisce come l’uno o l’altro? Le relazioni tra le persone che vi soggiornano.

Il nostro luogo di lavoro dovrebbe essere un luogo di piacere o un luogo di sofferenza? Tutto dipende dal sistema di relazioni che si instaurano tra noi.

Sviluppare un approccio integrale all’interno di un’organizzazione offre a ogni persona lo spazio per crescere e prosperare. In un’organizzazione integrale non ci limitiamo ad andare “al lavoro”, ma in un luogo di rinnovamento. Perché? Perché l’approccio integrale al lavoro e alla vita ci dà la sensazione che, man mano che cresciamo personalmente, anche il nostro ambiente si evolve. Sperimentiamo un costante rinnovamento reciproco, quasi come dei bambini.

Ricordate quando, nei giorni liberi, ci svegliavamo di soprassalto la mattina? Il sole splendeva e volevamo correre subito fuori. “Dove sono i miei giochi? Dove sono i miei amici?” È così che possiamo sentirci ancora oggi, lavorando in un’organizzazione integrata. È possibile non sentire la pressione se le persone intorno a noi ci aiutano ad affrontare ogni situazione con facilità e piacere. Tutto dipende dalla società che ci circonda.

Sia i dipendenti che i dirigenti dovrebbero venire al lavoro in azienda come bambini che giocano felici con i loro amici. E cosa c’è di speciale in un parco giochi? È un luogo di connessione con gli altri. Ovunque esista la giusta connessione, avviene anche lo sviluppo umano. Solo lì possiamo davvero fiorire.

Ricordiamo un gioco dell’infanzia che amavamo moltissimo. Il gioco in sé non era forse fisicamente facile. Ci arrampicavamo, saltavamo, correvamo e ci impegnavamo a fondo. Tuttavia, lo consideravamo una sfida e ci divertivamo un mondo. A volte giocavamo l’uno contro l’altro, a volte fianco a fianco, ma avevamo sempre una cosa in comune: ci divertivamo a giocare insieme.

Perché un tale sforzo è considerato un gioco? Perché procura piacere? Perché non è considerato un duro lavoro? A quanto pare, tutto dipende dall’atteggiamento e dalle relazioni tra le persone. In un ambiente in cui viviamo una tensione costante e tutti si mettono sotto pressione a vicenda, ci sentiamo male. In una società amichevole che ci aiuta e ci sostiene, proviamo sicurezza, gioia e un senso di benessere condiviso. È molto naturale e molto semplice.

Nel metodo integrale, nessuno dice a un’altra persona: “Non stai bene, devi migliorare il tuo comportamento”. Il presupposto è che tutti siano buoni e che tutti vadano benissimo, e che amiamo e rispettiamo tutti i dipendenti. Nessuno ha bisogno di cambiare se stesso. Tutto ciò che vogliamo migliorare sono le relazioni tra noi.

Si tratta di un approccio psicologico nuovo e molto particolare, che si concentra esclusivamente sulla connessione tra le persone. Tutte le qualità naturali che ognuno di noi possiede dalla nascita, tutto ciò che abbiamo appreso attraverso l’educazione, la nostra visione della vita e del mondo, possono rimanere inalterate. Dobbiamo solo impegnarci a entrare in sintonia con gli altri in modo armonioso, imparando a non “divorarci” a vicenda, né nei fatti, né nei pensieri o nelle intenzioni.

A poco a poco, impariamo a liberarci dalle pressioni che derivano dalle nostre relazioni reciproche e raggiungiamo uno stato in cui la società che ci circonda ci offre un pieno senso di sicurezza. Questo è tutto ciò che dobbiamo fare. In una società del genere, ognuno può sentirsi quasi come un bambino in famiglia, dove tutta la casa gli appartiene, corre libero e pieno di energia, e tutti gli sorridono e lo amano. Attraverso il rapporto affettuoso che costruiamo tra di noi, sentiremo che l’ambiente si prende cura di noi e che tutti noi ci prendiamo cura del suo benessere.

In definitiva, tutti i problemi del mondo odierno derivano dalla mancanza di connessione positiva tra le persone, tra le organizzazioni e tra i paesi.

Mentre il mondo tecnologico in cui viviamo è diventato integrale e completamente interconnesso, a livello sociale rimaniamo nella situazione opposta, più distanti e divisi gli uni dagli altri che mai. Dobbiamo tutti risvegliarci e riconoscere che oggi l’unico modo per progredire e avere successo è adattarci al sistema globale di connessione che si sta gradualmente rivelando. Questo sistema mostra chiaramente che dipendiamo tutti gli uni dagli altri, che ci piaccia o no.

Grazie al metodo integrale, costruire il giusto tipo di connessione può diventare realtà. Sviluppare una comunicazione reciproca positiva può risolvere molti problemi diversi. Attraverso questo metodo, nascerà un nuovo spirito tra i dipendenti. Ognuno parteciperà attivamente al progresso dell’organizzazione e, grazie al miglioramento delle relazioni, l’organizzazione raggiungerà risultati notevoli.

Basato su “New Life 107 – Il Nuovo Mondo del Lavoro, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Posso avere maggiori informazioni sul modello di business cooperativo?

Si investono ingenti risorse nello sviluppo organizzativo, eppure le relazioni interpersonali problematiche spesso ostacolano il successo di aziende e organizzazioni. Cosa si potrebbe offrire per cambiare le carte in tavola? Ecco uno sguardo a un approccio che coniuga evoluzione e business.

L’approccio integrale allo sviluppo organizzativo e al successo nel mondo degli affari è essenzialmente un approccio “naturale”, che impariamo dalla natura stessa. Purtroppo, ci è voluto molto tempo per capire che, per continuare a esistere e ad avere successo, dobbiamo diventare simili alla natura.

Un’osservazione più approfondita dei livelli inanimato, vegetativo e animato della natura rivela un’organizzazione straordinaria, una disposizione perfetta che permette lo sviluppo della vita. La natura è un unico sistema completo che si autoregola costantemente.

In natura, ogni cosa esiste in forma integrale. I suoi elementi sono interconnessi in relazioni reciproche e armoniose. Nessun elemento desidera intenzionalmente danneggiare un altro per causargli sofferenza. Le creature ai diversi livelli della natura possono certamente utilizzare l’una l’altra per sopravvivere, vivere, svilupparsi e riprodursi, ma nessuna agisce spinta dal desiderio di nuocere a un’altra o di trarne piacere personale.

Non ce ne siamo resi conto durante millenni di evoluzione perché abbiamo osservato la natura attraverso la lente ristretta dell’egoismo umano, il desiderio di godere per il proprio tornaconto a spese degli altri. Ad esempio, presumevamo che i rapporti all’interno di un branco di lupi dovessero essere duri, come espresso dal detto “l’uomo è un lupo per l’uomo”. Eppure, quando abbiamo iniziato a studiare i branchi di lupi, abbiamo scoperto una completa armonia: amicizia, connessione, divisione dei ruoli e cura reciproca.

Se solo noi, nella nostra presunta “avanzata” società umana, potessimo vivere secondo le stesse leggi. Non ci basterebbe osservarle e replicarle. Nient’altro servirebbe per costruire un ambiente di lavoro armonioso che porti prosperità e benessere sia all’organizzazione che ai suoi dipendenti.

Oggigiorno la maggior parte delle organizzazioni non funziona in modo equilibrato. Si fondano sulla forza, sul controllo e su varie distorsioni egoistiche, anziché sulla comprensione reciproca e sulla cooperazione.

L’approccio integrato al business incoraggia tutti i dipendenti dell’organizzazione a partecipare attivamente a ciò che accade, dall’amministratore delegato e dal team di gestione fino al personale addetto alla sicurezza e alle pulizie. Questa è la sua caratteristica distintiva.

Il metodo trasforma l’organizzazione in qualcosa di circolare. La gerarchia interna e la piramide gestionale continuano naturalmente a esistere, ma accanto ad esse si crea una connessione tra tutti, basata sulla comprensione reciproca e sull’empatia.

Con questo metodo, le organizzazioni propongono lezioni, discussioni, workshop, esercizi e attività coinvolgenti al fine di costruire un nuovo contesto che avvolga tutti, un ambiente che crei un’atmosfera nuova, accogliente e unificante.

I vantaggi di questo approccio possono essere molto significativi. Per ora, menzioneremo due esempi importanti.

Il primo vantaggio è il flusso regolare dei processi all’interno dell’azienda, senza resistenze o conflitti. Le persone smettono di competere tra loro in modo distruttivo e iniziano invece a cooperare per il bene comune dell’organizzazione.

Il secondo vantaggio deriva dalla connessione positiva tra i dipendenti, dalla capacità di sviluppare un’intelligenza collettiva. Idee, piani, visione a lungo termine e capacità di esecuzione emergono con qualità che possono essere raggiunte solo attraverso una proficua collaborazione tra i dipendenti.

Lo sviluppo di un approccio integrato stimola grande creatività, coinvolgimento e attenzione da parte di tutti. Persone con ruoli diversi all’interno dell’organizzazione, dai più giovani ai più esperti, iniziano a percepire come possono dare un contributo maggiore. In loro emergono una forza creativa e una capacità di sviluppo. Ognuno inizia a guardare avanti di diversi passi e, di conseguenza, comprende come prepararsi al meglio.

I dipendenti iniziano a percepire con maggiore precisione l’ambiente in cui operano, i loro clienti, fornitori e partner. Che si tratti di una compagnia assicurativa o di un impianto di produzione, non fa differenza. Quando le persone adottano una prospettiva olistica, iniziano a comprendere le esigenze di tutti gli attori con cui interagiscono. Grazie a questa maggiore sensibilità, ogni individuo sviluppa una nuova visione e nuove idee e l’organizzazione nel suo complesso diventa sempre più preparata al progresso.

Oltre a stimolare la creatività dei dipendenti, il metodo amplia anche la capacità dei manager di recepire nuove idee, incoraggiare i dipendenti a svilupparle e collaborare alla loro messa in atto. In questo modo, l’organizzazione si trasforma gradualmente in un organismo vivente, in cui tutti i dipendenti partecipano attivamente all’azione e allo sviluppo.

Gradualmente, anche la cultura organizzativa cambia. Le strutture e le procedure diventano più amichevoli, flessibili e “a tutto tondo”. Il motivo è che, quando le persone iniziano a connettersi e l’organizzazione diventa coesa, diminuisce la necessità di ordini imposti dall’alto in modo insensibile per dimostrare il controllo.

Costruire l’organizzazione come una famiglia è l’obiettivo ultimo dell’approccio integrale. Una famiglia che funziona bene rappresenta un esempio di sistema relazionale sano, stabile e altamente sviluppato. In una famiglia di questo tipo, ogni membro prova un forte senso di appartenenza e desidera contribuire il più possibile al successo della famiglia.

In una prospettiva più ampia, le organizzazioni e le aziende che riusciranno a creare legami solidi e un’atmosfera calorosa e familiare otterranno risultati significativi. Questo perché si adatteranno già oggi alla forma che l’umanità intera sarà presto chiamata ad adottare.

In un mondo sempre più interconnesso e caratterizzato da un elevato livello di interdipendenza, non potremo sopravvivere senza cooperazione. Quando faremo nostro questo concetto e applicheremo il metodo integrale di vivere in connessione e complementarietà, saremo in armonia con il grande sistema della natura. Non esiste formula più affidabile per la prosperità e il successo.

Basato su “New Life 106 – Il Nuovo Mondo del Lavoro, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si possono proteggere i feti da potenziali danni durante la gravidanza?

Oltre a proteggere il feto dai danni, cosa possiamo fare durante i mesi di gravidanza per influenzare nel modo migliore possibile lo sviluppo del feto?

Esistono già consigli consueti come cantare al feto, suonare musica, parlare e relazionarsi con lui come con un essere umano sensibile e comprensivo. Oltre a questi mezzi, l’approccio educativo integrale sottolinea che, come futuri genitori, vale la pena chiarire insieme come definiamo il bene che desideriamo per il nostro feto e per il nostro bambino in arrivo e, più in generale, per tutti i bambini che nasceranno presto.

Che tipo di mondo desideriamo per loro? Liberiamoci da tutto ciò che esiste oggi e pensiamo il più apertamente possibile. Cosa potrebbe essere meglio per la prossima generazione? Quale forma di vita? Presumibilmente, dovrebbero essere vite migliori della nostra, più belle, confortevoli e armoniose.

Il solo pensiero di ciò, cioè l’esame di una forma di vita più avanzata, insieme all’aspettativa e alla speranza che essa si realizzi davvero per i nostri figli, riverserà già forze positive nel mondo e lo migliorerà.

In generale, l’approccio integrale all’educazione insegna che la vita migliore sarà quando costruiremo una connessione integrale nella società umana, come quella che esiste spontaneamente nel sistema della natura. Tutta la natura è interconnessa. Le sue diverse parti si completano a vicenda e funzionano come un unico meccanismo armonioso. Solo con noi c’è disordine. Più impariamo ad adattare le relazioni tra le persone alle leggi integrali della natura, più porteremo equilibrio e calma nelle nostre vite.

Durante i mesi di gravidanza, dovremmo delineare nei minimi dettagli la vita che desideriamo per il bambino che sta per nascere. Dovremmo immaginarlo crescere, immaginare l’asilo che frequenterà e soprattutto il tipo di relazioni che avrà con gli altri bambini.

Aspiriamo a uno stato in cui essi e gli altri bambini vivano in una relazione positiva e armoniosa. Soprattutto, il bambino dovrebbe crescere in un ambiente sicuro che lo completi, lo rafforzi e gli garantisca un futuro sereno.

Se finissero in un ambiente negativo, verrebbero corrotti in brevissimo tempo e perderemmo la nostra influenza su di loro. Pertanto, dobbiamo esaminare attentamente dove si integreranno, perché l’influenza dell’ambiente è estremamente forte su ogni persona e certamente sui bambini.

In breve, cos’è un “buon ambiente”? È un luogo in cui c’è sostegno reciproco, senza violenza, aggressività o maleducazione. Al contrario, le persone si comportano in modo piacevole, caloroso e solidale.

Cosa sogniamo per nostro figlio, quando crescerà e intraprenderà il suo cammino da adulto? Innanzitutto, che né a lui né alla sua futura famiglia manchi nulla dell’essenziale per la vita e, inoltre, che possa vivere una vita sicura e serena, con soddisfazione mentale e autorealizzazione.

A tal fine, vale la pena pensare che anche gli altri abbiano tutte queste stesse cose. Dopotutto, se una persona ha molto successo da sola, mentre tutti gli altri soffrono di qualche mancanza, è molto probabile che a un certo punto si ribellino contro di lei e vogliano impossessarsi con la forza di ciò che ha.

Una vita veramente serena può esistere solo quando tutti stanno bene, quando tutti hanno una vita normale. Non esiste formula migliore per un senso di sicurezza, gioia e salute. Ogni cosa buona che potremmo desiderare è già il risultato di questo.

Inoltre, anche se qualcuno fosse molto ricco, ma improvvisamente dovesse verificarsi un disastro globale che danneggiasse l’approvvigionamento di beni di prima necessità, in tal caso tutto il suo denaro non gli sarebbe d’aiuto. Sarebbe impossibile mangiarlo. Inoltre, in situazioni di grave malattia o disastri che colpiscono una famiglia, ciò che aiuta più di ogni altra cosa è la garanzia reciproca, il sostegno e l’abbraccio di una comunità calorosa. In definitiva, la nostra qualità di vita è determinata dal nostro stato d’animo e dalla qualità del nostro rapporto con l’ambiente, non dal numero di zeri in banca o da una posizione di potere e controllo.

Da tutto quanto sopra esposto consegue che la pace dell’individuo e la pace del mondo sono la stessa cosa. Chiunque desideri garantire il futuro dei propri figli farebbe bene a iniziare a pensare a un mondo equo ed equilibrato.

Viviamo in un periodo speciale in cui il mondo è diventato strettamente interconnesso e la dipendenza reciproca tra tutti è in continua crescita. Questo è il modo in cui la natura segnala alla specie umana che ci vede tutti come uno, come se fossimo seduti sulla stessa barca. Una forma di vita integrale, cioè in connessione complementare, in reciprocità, fino al livello dei legami d’amore, è il prossimo grado evolutivo. Iniziamo a disegnarlo con gli occhi della mente. Col tempo vedremo come progredire nella pratica per costruirlo, così insieme garantiremo ai nostri figli la vita più bella possibile, un mondo per il quale diranno semplicemente “grazie”.

Basato su “New Life 98 – Gravidanza e parto dal punto di vista della donna” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché a volte aiutare le persone ha un risultato negativo?

Aiutare gli altri a volte si rivela un’impresa ardua se chi aiuta non comprende le leggi della natura. Ad esempio, un errore comune è cercare di aiutare gli altri puntando a migliorare le loro condizioni esterne senza un’educazione interiore. Di conseguenza, i desideri egoistici delle persone aumentano, ovvero aumenta il desiderio di godere per il proprio tornaconto a spese degli altri, il che alla fine porta a risultati negativi.

Un esempio toccante di questa situazione è la storia di un giovane cresciuto in condizioni difficili in un remoto villaggio cinese, diventato milionario e, spinto dal sincero desiderio di aiutare i suoi compaesani, costruì per loro nuove case con bagni e servizi igienici caldi. Ma invece di gratitudine e pace, incontrò un esito negativo inaspettato: litigi, pretese, cause legali, risentimento su chi merita cosa e persino pressioni per fornire case più grandi. Il milionario ne rimase scioccato, deluso e quasi cadde in depressione.

La sua delusione è comprensibile, perché semplicemente non aveva capito come è costruito l’egoismo umano.

Le persone non possono “calmarsi” solo perché hanno ricevuto condizioni di vita migliori. Non funziona così. Nel momento in cui le condizioni esterne delle persone migliorano, la loro consapevolezza si eleva e il loro desiderio egoistico di stare bene a spese degli altri e della natura si espande. Improvvisamente iniziano a confrontarsi con gli altri, valutando chi ha ricevuto di più, chi merita di più, chi ha il bagno più caldo e chi ha la vasca da bagno più grande. In altre parole, il milionario ha involontariamente lasciato uscire il diavolo dalla scatola. Quando il nostro ego cresce oltre il nostro sviluppo interiore, non riusciamo più a gestirlo. Allora iniziamo a roderci a vicenda e, alla fine, siamo pronti a distruggerci l’un l’altro.

Questo significa che non dovremmo mai cambiare le condizioni delle persone? Certamente. In nessun caso dovremmo cambiare bruscamente le condizioni delle persone. Le condizioni esterne devono essere migliorate solo con molta attenzione, solo in base allo sviluppo interiore della popolazione e solo insieme a una corretta ideologia. Secondo la Kabbalah, il progresso deve andare di pari passo con l’educazione e la correzione interiore. Altrimenti, non ne verrà fuori nulla di buono. Anche se tutti avessero pane, si sentirebbero ancora più infelici e alla fine inventerebbero armi sempre più potenti fino a distruggersi a vicenda. È esattamente così che funziona.

Perché dare a qualcuno un bagno caldo e un bagno di servizio se il giorno dopo inizia a guardare il vicino con invidia? Ieri ha vissuto e accettato la vita così com’era, oggi la moglie pretende un guardaroba, poi uno più grande, poi un secondo armadio, perché non c’è fine all’egoismo. Il desiderio continua a crescere e ciò che era una benedizione diventa una maledizione. Solo lo sviluppo del nostro livello interiore dovrebbe determinare il nostro status materiale.

Qual è dunque la via d’uscita? Come si può vivere bene ed essere felici? Evidentemente non attraverso il progresso tecnologico e le comodità esteriori. L’umanità vive già in condizioni più o meno normali, eppure l’egoismo è cresciuto a tal punto che le persone non vogliono nemmeno più avere figli. Dicono che sia perché il mondo è terribile, ma la verità è più semplice: pensano solo a se stesse. Perché dovrei investire nei figli? In passato, i figli garantivano il futuro, sostenevano i genitori, davano loro continuità. Oggi l’egoismo non vuole niente di tutto questo. Vuole comodità fino alla morte.

Il progresso tecnologico, in definitiva, non gioca a nostro favore. Ci confonde, ci intrappola nelle comodità esteriori e iniziamo a vivere la nostra vita in un “bagno caldo”, pensando che questa sia la felicità. Tuttavia, oltre a questo, non abbiamo nulla, ovvero nessuno scopo, nessun appagamento interiore, nessuna comprensione significativa della vita.

Quindi cosa avrebbe dovuto fare il milionario cinese se avesse davvero voluto che le persone si sentissero bene? Avrebbe dovuto aprire scuole. Avrebbe dovuto investire non in case, ma nell’istruzione. Prima una scuola, poi un’università adiacente e, soprattutto, un’istruzione che insegnasse alle persone come diventare elementi integranti del mondo: come funziona la natura, come gira il mondo e come una persona deve girare insieme ad esso, per non violare l’armonia. È un processo lungo, ma è l’unico che produce un cambiamento positivo in un essere umano.

Questo perché la vera correzione non consiste nel cambiare il mondo intorno a una persona, ma nel cambiare la persona stessa attraverso il giusto ambiente. Quando una persona cambia, vedremo una generazione completamente diversa.

È così che si può portare il bene al mondo. Solo l’educazione e solo nella misura in cui le persone sono pronte ad accoglierla. L’educazione alla persona integrale, alla connessione consapevole con la natura, con gli altri e con il Creatore. Questo deve essere instillato fin dalla prima infanzia.

Cos’è, dunque, il vero progresso? Non sono astronavi che solcano l’universo. A che scopo? Il vero progresso sta nelle relazioni tra le persone e nel penetrare le profondità della natura integrale. Lì scopriamo tutto. Non abbiamo bisogno di lasciare il nostro villaggio. Ci libriamo nell’universo interiormente. Comprendiamo cosa sta accadendo, perché esistiamo, chi ci ha creato e per quale scopo. Realizziamo questo scopo e ci sentiamo eterni e perfetti, così completi che persino il passaggio dalla vita alla morte non ci spaventa più.

Questo è ciò che desideriamo veramente: il benessere interiore. Il benessere esteriore non può mai essere sufficiente, perché suscita solo paragoni, invidia, conflitti, rivoluzioni e odio. Il benessere interiore si ottiene quando raggiungiamo l’equilibrio con noi stessi e con la natura. Allora nulla ci minaccia.

In breve, il milionario ha commesso un errore. Non perché le sue intenzioni fossero cattive, ma perché ha migliorato le condizioni esterne senza correggere l’essere umano interiore.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 29 gennaio 2020.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Se le emozioni fossero contagiose come i virus, che tipo di società si evolverebbe?

Perché esistono le malattie contagiose? Perché i batteri diventano resistenti ai farmaci? Troveremo mai qualcosa che curi tutti questi problemi alla radice? L’approccio integrale all’educazione, che considera l’essere umano, la società e la natura come un tutt’uno, offre risposte uniche a queste domande.

In linea di principio, non c’è nulla di dannoso o malvagio in natura. Le sue forze sono interconnesse, complementari e favoriscono lo sviluppo della vita.

La vita si sviluppa attraverso l’equilibrio tra gli opposti. Pertanto, quando vediamo una malattia, è un’espressione di squilibrio.

I livelli inanimato, vegetativo, animale e umano della natura costituiscono un unico sistema integrale. L’equilibrio o lo squilibrio in questo sistema fluiscono tra questi livelli. Il fattore distintivo tra esseri umani e animali è che gli esseri umani non sono guidati istintivamente dalla natura, ma possiedono la capacità di esaminare e decidere in modo indipendente. Questa libertà rende possibili grandi progressi, ma è anche la radice di tutti i problemi.

Più ci evolviamo, più dovremmo riconoscere il codice integrale della natura e scegliere consapevolmente di allinearci ad esso. Ciò significa sviluppare un atteggiamento integrale verso tutto ciò che ci circonda, ovvero un atteggiamento di considerazione, reciprocità, complementarietà, supporto e connessione armoniosa.

Finché agiamo in modo non integrale verso gli altri, irradiamo squilibrio verso i livelli inferiori della natura. La più grande rottura dell’equilibrio si verifica a livello umano, quindi le relazioni egoistiche reciproche distruggono non solo la società, ma anche l’ambiente ecologico e i sistemi del corpo umano. Le relazioni egoistiche, in cui ognuno di noi cerca il proprio tornaconto a spese degli altri e della natura, sono all’origine di tutti i fenomeni negativi, inclusi dolore e malattia.

Questo è sempre stato vero, ma oggi, con il mondo così interconnesso, ha acquisito un peso ben maggiore. Quando siamo tutti sulla stessa barca, ma l’ego di ognuno cresce a tal punto da impedire di prendere in considerazione chiunque o qualsiasi cosa, ci avviamo verso un annegamento reciproco.

La natura, come una madre premurosa, vuole guidarci verso un luogo migliore ed è per questo che il sistema emana diverse forze che mirano a riportarci sulla retta via. Possiamo comprendere questo modo sistemico di operare con l’esempio di batteri e virus.

Batteri e virus non sono semplici particelle, ma sistemi complessi. Sono forme di vita che operano secondo una propria programmazione interna e hanno interconnessioni speciali. La natura è legata a loro, influenzandoci in particolari condizioni climatiche, stagionali e altro ancora. Dopo aver sviluppato antibiotici, medicinali e vaccini, si verificano nuove mutazioni contro le quali non abbiamo soluzione.

Un batterio o un virus è un meccanismo intelligente e un sistema sofisticato per percepire l’ambiente. Controlla costantemente le condizioni e si migliora. Si potrebbe dire che è più intelligente di noi, perché obbedisce ai comandi della natura: ci crea i problemi per farci elevare e sviluppare la nostra mente e il nostro cuore, la nostra comprensione e sensibilità, riguardo a ciò che è il vero equilibrio, tra noi stessi e con l’ambiente circostante.

Tuttavia, l’ideale sarebbe impegnarci in uno sviluppo qualitativo prima che arrivino i colpi, non per sfuggire alla sofferenza, ma attraverso la ricerca e la scoperta che l’equilibrio è lo stato più elevato e migliore.

In ogni caso, le persone si infettano a vicenda non solo con malattie e virus, ma anche con comportamenti, abitudini, decisioni e atteggiamenti reciproci. Una rete di connessioni ci lega insieme con fili invisibili, al suo interno proliferano continuamente miriadi di contagi. Anche la nostra mente e il nostro cuore, i nostri pensieri, desideri e aspirazioni, risiedono in questa rete. Vi trasmettiamo costantemente segnali e onde di vario genere.

In effetti, il potere della volontà e il potere del pensiero sono forze di una potenza inimmaginabile. Se una persona genera ondate di desideri egoistici attorno a sé, inietta un “virus” nella rete. Quando le persone desiderano dominare gli altri, sfruttarli per il proprio tornaconto personale, emettono onde nocive nella rete. Queste frequenze passano agli altri, infettandoli con tendenze egoistiche. C’è un processo di moltiplicazione infinito qui. Viviamo tutti all’interno di questo vortice, così accade che l’umanità moderna sia una rete piena di “onde d’odio”.

Di conseguenza, generiamo forze molto negative che si ritorcono contro di noi. È molto importante capirlo, perché la medaglia ha anche un altro lato. Se vogliamo sradicare le malattie dalla loro origine, dovremo impegnarci in un ampio processo educativo e culturale, che coinvolga l’intera società. Il suo scopo dovrebbe essere l’allineamento di noi esseri umani con la direzione generale dello sviluppo della natura, ovvero creare una connessione e un equilibrio integrale tra tutti.

Quanto più assorbiamo il concetto che in natura siamo tutti connessi come organi di un unico corpo e quanto più si risveglia il desiderio di essere di beneficio agli altri come a noi stessi, tanto più questo desiderio si irradierà anche verso l’esterno, intorno a noi, come onde che si diffondono in ogni direzione. Tuttavia, questi saranno “virus buoni”. Saranno anche contagiosi, ma saranno contagi sani, che spingeranno sempre più persone ad aprire amorevolmente i propri cuori gli uni agli altri.

Gradualmente, insieme raggiungeremo un’altezza da cui potremo proiettare equilibrio su tutti i sistemi della natura, sradicando così ogni malattia e problema alla radice. Ci uniremo tra noi e con tutto il creato, scopriremo la meravigliosa unità della natura e impareremo da essa come trovare l’equilibrio tra le forze positive e negative o, in altre parole, come creare una vita armoniosa e completa dagli opposti. Auguro a tutti noi il successo in questa  ricerca benedetta.

Basato su “New Life 81 – Malattie contagiose, virus, batteri” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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