Le piattaforme dei social media danno alle persone un falso senso di connessione?
I social media e le reti online non sono nati per caso. Sono il risultato diretto dello sviluppo del desiderio umano. Man mano che cresce la nostra voglia di provare piacere, veniamo spinti a connetterci sempre di più con gli altri. Per questo motivo ci troviamo in una realtà in cui tutti sono virtualmente connessi, spesso con centinaia, migliaia o anche più contatti, mentre in realtà ne conosciamo a fondo solo una manciata.
Questa situazione riflette un bisogno interiore più profondo che non ha ancora trovato la sua forma ottimale. Siamo alla ricerca di una connessione, ma non sappiamo ancora come realizzarla correttamente. Le piattaforme esistono, ma il contenuto della connessione rimane superficiale. Le persone si scambiano parole, immagini e informazioni, ma non sperimentano una vera vicinanza o appagamento.
Se affrontassimo la questione nel modo giusto, lo scopo di queste reti sarebbe completamente diverso. Invece di semplici comunicazioni occasionali, potrebbero diventare un mezzo per costruire autentiche connessioni umane. Il primo passo sarebbe quello di creare un’atmosfera in cui le persone sentano che gli altri desiderano sinceramente il loro bene. Dovremmo percepire di entrare in uno spazio in cui gli altri si interessano al nostro benessere, dove regnano sincerità, apertura e cura reciproca.
In un ambiente del genere, la discussione si approfondirebbe naturalmente. Le persone inizierebbero a condividere non solo informazioni, ma anche sentimenti. Parlerebbero onestamente, senza nascondersi dietro ruoli o finzioni. Col tempo, chi non fosse pronto a tanta sincerità se ne andrebbe e si formerebbe un nuovo tipo di rete, basata sulla fiducia e sull’autenticità.
All’interno di questo tipo di legame, iniziamo a provare qualcosa di nuovo. Non si tratta della gratificazione che ricaviamo dagli oggetti materiali, ma di un senso di calore, fiducia e appartenenza che nasce dalla considerazione reciproca. Questa sensazione non si può ottenere in nessun altro modo. Nasce solo da un legame genuinamente premuroso, solidale e incoraggiante tra le persone.
Pertanto, i social network possono rivelarsi uno strumento potente, ma solo se utilizzati correttamente. Il loro vero scopo non è l’intrattenimento o lo scambio di informazioni, bensì la preparazione a una forma di connessione più profonda. L’umanità sta entrando in una fase in cui deve diventare integrale, ovvero pienamente interconnessa e interdipendente, proprio come il resto della natura.
Oggi non siamo in sintonia con questo sistema integrale. La nostra natura egoistica ci spinge ad agire solo per il nostro tornaconto, mentre il sistema stesso richiede considerazione reciproca. Questa discrepanza è ciò che genera l’intensificarsi dei problemi che osserviamo in tutti gli ambiti della vita, dalla famiglia all’istruzione, dall’economia all’ecologia.
La soluzione è imparare a connettersi correttamente. Questo è ciò che viene definito educazione integrale. Insegna come relazionarsi con gli altri in un modo che si adatti alla natura interconnessa della realtà. Attraverso semplici esercizi, come discussioni di gruppo e workshop, iniziamo a percepire la forza speciale che si cela dietro le connessioni umane positive.
Questa forza non è immaginaria. È un fenomeno reale che si rivela quando le persone cercano di unirsi al di sopra dei propri istinti egoistici e divisivi. A un certo punto, iniziamo a percepire che all’interno di questa connessione si cela un “qualcosa” più profondo, come una porta nascosta verso una nuova percezione della realtà.
Man mano che sviluppiamo questa connessione, iniziamo a sentire di non essere più limitati dalle nostre prospettive individuali. Sperimentiamo invece una realtà in cui i confini tra le persone iniziano a dissolversi. Questo non significa perdere noi stessi, ma acquisire un senso aggiuntivo, una percezione più elevata che ci permette di comprendere il sistema della vita.
In questo stato, iniziamo a percepire la realtà come un unico insieme interconnesso. Comprendiamo come ogni cosa funziona, come è connessa e dove è diretta. Questo ci dà un senso di controllo, non in senso egoistico, ma come partecipazione a un sistema armonioso in cui tutte le parti sono allineate.
La generazione più giovane, che è la più attiva sui social media, è particolarmente sensibile a questo bisogno. È alla ricerca di un significato, di uno scopo più elevato e di qualcosa che vada oltre le vuote forme di comunicazione che attualmente dominano queste piattaforme. Per questo motivo, spesso si sente confusa, insoddisfatta e attratta da varie forme di evasione.
Se i social media venissero utilizzati per introdurre l’educazione integrale, potrebbero offrire loro esattamente ciò che cercano. Offrirebbero una connessione reale, un senso di scopo e l’accesso a un livello più profondo di realtà.
I social network rappresentano solo una fase transitoria, uno strumento che può aiutarci a passare da connessioni esterne e superficiali a legami interiori significativi. Se usati correttamente, possono diventare una porta d’accesso a un nuovo livello di sviluppo umano, in cui le persone si connettono come un unico sistema. Solo attraverso tale connessione saremo in grado di superare la miriade di problemi che affrontiamo e costruire un mondo armonioso, pacifico e unificato.
Basato su “Social Media e Social Network, Parte 2 di 2 | Jtimes con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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