I social media rappresentano davvero un’innovazione?
Osservando la rapida diffusione dei social media e delle reti online, potrebbe sembrare un fenomeno puramente tecnologico. Tuttavia, le sue radici affondano molto più in profondità, nella natura umana stessa. I social network sono una naturale conseguenza dell’evoluzione dei desideri umani.
Fin dalle prime fasi dello sviluppo umano, il legame si è instaurato principalmente all’interno della famiglia. Si trattava di una forma di connessione semplice e naturale, basata sulla sopravvivenza e sulla continuità. Le famiglie si sono poi evolute in piccole comunità, villaggi e, infine, città. Queste, a loro volta, si sono sviluppate in nazioni. Per gran parte della storia, una persona ha vissuto all’interno di una cerchia sociale molto ristretta e raramente ha sentito il bisogno di andarci oltre.
Solo pochi eletti, governanti, mercanti o esploratori, stabilirono collegamenti tra luoghi distanti. Questi collegamenti non erano motivati dal desiderio di unità, bensì da bisogni egoistici di commercio, potere, conoscenza e risorse. Con la crescita del desiderio umano di provare piacere, siamo stati spinti ad espandere i nostri legami oltre il nostro ambiente immediato.
Fu così che si svilupparono il commercio, gli scambi culturali e, in seguito, i legami politici. Vennero costruite strade, stabilite rotte commerciali e le persone iniziarono a interagire tra i continenti. Tuttavia, questi collegamenti rimasero esterni e limitati.
Con l’invenzione della stampa si verificò una svolta epocale. Per la prima volta, le idee poterono essere condivise ampiamente senza contatto personale diretto. La conoscenza divenne accessibile alle masse e nacque una nuova forma di connessione virtuale. A questa fece seguito la nascita dei giornali, che contribuirono a creare una consapevolezza condivisa tra vaste fasce della popolazione.
Poi arrivò la radio, che abbatté completamente i limiti della distanza. Le persone potevano ricevere informazioni istantaneamente, senza bisogno di connessione fisica. Ogni progresso tecnologico rifletteva il crescente desiderio umano di connettersi, di conoscere e di essere coinvolti in una realtà più ampia.
Internet è il culmine di questo processo. Non è nato per caso. Inizialmente era uno strumento di collaborazione scientifica che permetteva ai ricercatori di condividere informazioni in modo efficiente. Tuttavia, si è rapidamente espanso in una rete globale utilizzata da tutti. La sua rapida diffusione dimostra che l’umanità era già internamente preparata a una tale connessione.
Oggi Internet, e in particolare i social media, sono diventati una parte centrale delle nostre vite. Tuttavia, li utilizziamo ancora in modo molto primitivo. Ci scambiamo informazioni, opinioni e contenuti infiniti, ma ci rendiamo conto di non riuscire a ricavare da tutta questa attività un appagamento significativo. Sentiamo che ci manca qualcosa.
Il motivo è che la sola connessione esterna non è più sufficiente. L’umanità si avvicina a una nuova fase di sviluppo in cui la connessione deve diventare interna.
Il nostro desiderio continua a crescere. Non si limita più alla ricerca di informazioni o intrattenimento. Ricerca una connessione più profonda e significativa, che vada oltre le parole e le immagini. Vogliamo sentire gli altri direttamente, comprenderli senza sforzo ed essere parte di un sistema unificato.
Ecco perché l’attuale forma dei social network ci sembra limitata. Stiamo ancora “giocando” con la connessione, come bambini che sperimentano con uno strumento potente. Inviamo messaggi, condividiamo contenuti e accumuliamo centinaia o migliaia di “amici”, eppure ci manca una connessione significativa e appagante. Una persona è naturalmente in grado di mantenere relazioni significative solo con un numero ristretto di persone. Il resto è l’espressione di un desiderio interiore che non ha ancora trovato la sua forma ottimale.
Questo desiderio indica la fase successiva dello sviluppo umano, che è una forma spirituale di connessione. In questo stato, la connessione non dipenderà da piattaforme o dispositivi esterni. Sarà invece una rete interiore in cui pensieri e desideri fluiranno liberamente tra le persone. Ci percepiremo a vicenda come parti di un unico sistema, proprio come percepiamo gli organi del nostro stesso corpo.
I social media rappresentano una fase di transizione verso questa connessione più profonda. Ci aiutano ad avvicinarci alla consapevolezza della nostra interconnessione, ma non ci forniscono ancora gli strumenti per viverla appieno. Con l’evoluzione dell’umanità, il bisogno di una connessione più profonda e significativa non farà che aumentare. Gradualmente, ci renderemo conto che le reti esterne non possono soddisfare questo bisogno.
Il passo successivo è imparare a sviluppare una connessione interiore tra le persone, una connessione basata non sul beneficio egoistico, ma sulla comprensione reciproca e sull’unità. Quando ciò accadrà, sperimenteremo un livello di esistenza completamente nuovo, in cui l’umanità funziona come un unico insieme integrato. Questa forma di connessione interiore ci appagherà pienamente e sperimenteremo una nuova armonia, pace e felicità come non ne abbiamo mai provate nella nostra vita attuale.
Basato su “Social Media e Social Network, Parte 1 di 2 – Jtimes con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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