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Perché Noi non siamo una buona corrispondenza per l’altro?

Domanda: Nel corso delle discussioni sull’educazione integrale sorgono domande riguardo le relazioni familiari perché le persone sono stanche dei problemi domestici e sentono che non hanno bisogno delle famiglie. Come questo può essere spiegato a una persona che necessita una famiglia? Qual è il beneficio della formazione di questo tipo di relazioni per lo sviluppo di una persona?

Risposta: Qualche tempo fa le persone vivevano in maniera molto primitiva: Noi non abbiamo lasciato le nostre città, le nostre relazioni personali e il sesso primitivo – noi non chiedevamo niente.

Oggigiorno le persone cambiano in pochi anni o anche più frequentemente. Noi non siamo soddisfatti con le stesse vecchie cose. Se io sposo una ragazza che mi piace e con cui ci sto bene quando abbiamo vent’anni, poi verso i trenta potrebbe non piacermi più quella ragazza. E verso i cinquanta e i sessanta non mi piacerà nemmeno una seconda donna. Cosa può essere fatto? Noi sentiamo i nostri punti di vista diversi e non è colpa di nessuno.

Questa è la turbolenta evoluzione interna di cui stiamo facendo esperienza oggi e questo è quanto rapidamente stiamo cambiando.

Per questa ragione, nessuno dovrebbe imporsi l’idea di un matrimonio a lungo termine sulle persone, specialmente dato dalla durata nella vita odierna. Un sistema incentivante serio dovrebbe essere inventato in un matrimonio al fine che le persone vedano i reali benefici di sposarsi dal momento in cui devono annullare le abitudini, le responsabilità, la morale e la mancata corrispondenza con il partner con cui hanno speso dieci o quindici anni insieme. Come può essere fatto questo?

Deve esistere un’idea superiore, qualche cosa al di sopra del nostro mondo, una ricompensa che può essere ottenuta solo all’interno del matrimonio.
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(Da Kab.TV “Costruendo un Ambiente Sociale” 24.09.2012)

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Avanzando verso il futuro luminoso

Domanda: Dovremmo parlare della crisi, riguardo ai problemi esistenti, e delle cose negative quando stabiliamo la percezione del sistema sociale che è basato scientificamente, o dovremmo parlare solo riguardo cose che influenzano positivamente la società?

Risposta: Nel complesso sì. Ma noi percepiamo che la società senta il bisogno di muoversi verso un altro stato.

In accordo alla legge dello sviluppo noi osserviamo che correntemente ci sono certe caratteristiche e attributi negativi nel sistema che non ci permettono di funzionare positivamente e provvedere a tutto quello che c’é bisogno. Improvvisamente si scopre che c’é bisogno di scappare e allora c’é necessità di un cambiamento.

Quindi, qua deve esserci un fattore negativo. Noi semplicemente non dovremmo farlo tre volte meglio di quello che é e portarlo agli estremi, ma nel complesso deve essere sentito nel sistema come qualcosa che riassume un nuovo approccio rivoluzionario.

Noi abbiamo notato questo anche nelle piante e negli animali, nello sviluppo di ogni organismo. Noi ci muoviamo da uno stato all’altro solo quando siamo forzati a farlo perché lo stato precedente o quello attuale ci sembrano difettosi o si arriva ad una fine e non si può continuare riempiendosi con conoscenza, cibo, o con tutto quello che ci serve.

In ogni caso, il movimento può solo essere negando lo stato corrente e muovendosi verso uno migliore.
Noi non sviluppiamo stati negativi; noi non viviamo in negatività. Ci sono società nelle quali le persone fanno esperienza di stati negativi costantemente. Noi non gli diamo attenzione.

L’unico nostro movimento è andare avanti, solo attraverso il lato positivo. Non è fuggire dal precedente stato negativo, ma dar luce al futuro stato positivo e muoverci verso di esso.

Noi vogliamo persone che capiscano che qualcosa di chiaro, buono, piacevole e tiepido sta aspettando lì di fronte e vogliamo attrarli a questo.
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(Da KabTV “Il mondo Integrale: La Formula di una Società Integrale 01.07.2012)

Per innalzarsi e connettersi

Domanda: Quando le persone interagiscono in un gruppo integrale, improvvisamente fanno esperienza di emozioni potenti, forti percezioni, a volte positive e altre negative, ma il sopprimere queste emozioni non porta a nulla.

Risposta: Certo che no. Questo accade perchè la cosa principale per le persone è poter esprimere le loro abilità creative, come loro costruiscono la loro unione. Prima di tutto, noi non dobbiamo rifiutare completamente il nostro egoismo, ma creare l’unità al di sopra di esso. Noi dobbiamo utilizzare l’egoismo come punto di partenza e fondamento, invece che semplicemente volare nel cielo. E’ necessario capire che il livello di unità è basato sull’innalzamento al di sopra dell’egoismo, nel ribaltare questo egoismo nella sua impronta inversa.

In altre parole, la nostra immagine spirituale—l’immagine collettiva dell’Adamo, il nostro spirito interiore che ci distingue dagli animali—viene formato attraverso un’impronta dei nostri desideri egoistici sopra cui noi ci innalziamo e ci connettiamo. Ciò richiede il lavoro individuale di ciascuno perché uno deve cambiare se stesso in una forma invertita, altruistica di un disegno in una matrice, di un negativo in un positivo, come uno stampo, come la sua immagine.

Allora, ciascuno di noi sale sopra l’egoismo nella sua forma opposta, la forma della dazione, la forma della connessione, in altre parole, al posto dell’individualismo l’integralità, al posto di desiderare solo di ricevere per te stesso a spese altrui, ascesa e investimento in qualcosa di comune, di intero. Quando lavoriamo in questo modo, allora, innalzandoci sopra il nostro egoismo, cominciamo a comprendere in cosa consiste questo nuovo sistema.

E’ l’opposto. E’ come l’antimateria. Consiste in qualcosa che non esiste in questo mondo. Diveniamo questo!

Questa è l’analisi della nostra speciale anti-immagine. Tuttavia, non è semplicemente opposta a ciascuno di noi, ma quando ciascuno di noi cambia sé nell’opposto di sé stesso. Allo stesso tempo comincia a unire sé stesso con gli altri. Sembra perdere la sua individualità nell’acquisire un’unità comune, e, in questo modo, egli comincia a percepire una sola natura: il suo integrale.

Questi sono i tipi di argomenti e materie che dovrebbero essere discussi nei gruppi di apprendimento integrale. Essi condurranno le persone fino al prossimo livello, quando da una parte, il mio lavoro individuale è necessario per ascendere, ma dall’altra parte, il mio lavoro individuale insieme al lavoro di tutti gli altri è necessario per connetterci.
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(Da un discorso sull’Educazione Integrale 2.03.2012)

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Quando non vi è vitalità

Domanda: Come può una persona superare la crescente indifferenza? Oggi persino le persone che fanno lavori creativi perdono interesse in tutto, figuriamoci le altre persone. Prendi ad esempio un posatore di piastrelle, a momenti non riesce nemmeno a posare una piastrella; vi si siede vicino per tutto il giorno e non riesce a continuare. Come possiamo creare la motivazione necessaria se non esiste?

Risposta: Non vi è nulla che possiamo fare. Non puoi mostrare a una persona che c’è qualcosa di vitale importanza per lei. Non può obbligare sé stessa.

Il nostro desiderio ha arrestato il suo sviluppo lineare, ed ora sta divenendo “rotondo” insieme ai desideri degli altri che crescono in un unico sistema integrale. Praticamente, se non si prende una persona “per mano” e non la si conduce in questo sistema integrale, ella non sarà capace di fare niente poiché non si riempirà del nuovo riempimento, il sistema integrale che si sta sviluppando individualmente dentro di lei.

Ci sono due sistemi totalmente diversi: uno individuale e lineare e uno discreto e analogico. Noi, ora, stiamo entrando in un livello analogico-integrale e questo è un problema; l’apatia generale e il distacco sono in crescita. Stiamo affrontando oggi ciò che ebbe inizio negli anni ’50 come una rivoluzione dei giovani, ma ora è nella forma di una crisi molto più seria.

La mancanza del desiderio è una mancanza di energia, in quanto il desiderio è la base della nostra intera esistenza. Se in passato abbiamo potuto oltrepassare l’indifferenza con la paura della fame o della punizione, oggi perfino questo non funziona più. Una persona non può fare nulla da sola, anche se tu la minacciassi di ucciderla!

Questo è il limite in cui l’umanità ha bisogno di una nuova psicologia di gruppo.
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(Da una “Conversazione sull’Educazione Integrale” 23.05.2012)

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Depressione: La malattia del secolo

Sondaggio (tratto da l’Associazione Europea per la Depressione): Secondo un nuovo sondaggio eseguito dall’Associazione Europea per la Depressione: “Un lavoratore europeo su 10 intervistato ha dichiarato di aver preso una pausa dal lavoro a causa della depressione, con una media di 36 giorni persi ad ogni episodio di depressione. Questo gruppo di persone ha quindi perso più di 21.000 giorni di lavoro. Tuttavia, nonostante le dimensioni del problema, quasi un dirigente su tre ha riferito di non avere alcun supporto formale o risorse per aver a che fare con dipendenti che soffrono di depressione, e il 43% ha chiesto politiche migliori e la legislazione che protegga i lavoratori.

“Tra le persone in età lavorativa, la depressione è la sfida predominante per la salute mentale e più di 30 milioni di cittadini europei ad un certo punto della loro vita, soffrono di depressione.
1 L’indagine IDEA (Impatto della Depressione nei luoghi di lavoro in Europa) ha intervistato più di 7.000 persone in Europa e ha riscontrato che il 20% degli intervistati aveva ricevuto ad un certo punto, una diagnosi di depressione. Il tasso più alto è stato in Gran Bretagna (26%) mentre il più basso in Italia (12%). Tra i lavoratori depressi, quelli in Germania (61%), Danimarca (60%), e GB (58%) hanno più probabilità di astenersi dal lavoro, mentre quelli turchi sono i meno propensi a prendere del tempo libero (25%) .

“Nell’UE i costi della depressione sono stati stimati nel 2010 a € 92 miliardi, con perdita di produttività a causa dell’assenteismo (prendersi del tempo) e del presenzialismo (essere presente sul luogo di lavoro durante la malattia), che rappresentano oltre il 50% di tutti i costi legati alla depressione. 1 Secondo il sondaggio IDEA il numero medio di giorni presi dal lavoro durante l’ultimo episodio di depressione è stato di 36 giorni, con la Germania e la GB con il più alto (41 giorni) e l’Italia (23 giorni) con il più basso. “

Il mio commento: In generale, la depressione è la malattia più comune del nostro tempo. Solo perché non è fatale e si nasconde, può essere facilmente nascosta, e non preoccupa la società. Che cosa spetta agli attuali e futuri disoccupati? Senza dubbio, con la crescita dell’egoismo individuale e la sua trasformazione in egoismo integrale che è dimostrata nell’ interdipendenza di tutti e tutto, la depressione si svilupperà e si trasformerà in un’epidemia.
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La crisi si diffonde in America Latina

Nelle Notizie (da La Commissione Economica per l’America Latina): “La debole economia globale, dovuta principalmente a causa delle difficoltà incontrate da Europa, Stati Uniti e Cina, ha colpito la crescita in America Latina e nei Caraibi. Secondo le stime presentate oggi dalla CEPAL, nel 2012, la crescita della regione sarà più lenta rispetto agli anni precedenti.

“Nell’Indagine Economica dell’America Latina e dei Caraibi 2012, lanciata a Santiago del Cile, l’agenzia delle Nazioni Unite afferma che il rallentamento sperimentato dalle economie nel 2011 è stata riportata anche nella prima metà del 2012, e questo ha portato giù la proiezione di crescita per l’ intero anno dal 3,7% annunciato a giugno, al 3,2%.

“Secondo il documento, il consumo privato è stato il principale motore della crescita regionale, grazie alla crescita dei mercati del lavoro, l’aumento del credito e – in alcuni casi – le rimesse. Tuttavia, il rallentamento repentino della domanda estera e la tendenza al ribasso dei prezzi delle merci di esportazione hanno fatto del commercio estero, il modo principale in cui le crisi internazionali sono passate alle economie della regione. “

Il mio commento: Fino a poco tempo, Russia, Cina, Brasile e altri paesi gongolavano per la crisi dei “capitalisti”, ma il mondo è globale e integrale ed è per questo che siamo insieme sulla stessa barca che affonda, e noi dobbiamo essere salvati insieme. La nostra salvezza dipende dal nostro aiuto reciproco. In tal modo, infatti, la Natura ci costringe ad unirci prima che sia troppo tardi, perché in caso contrario ci troveremo di fronte ad un conflitto mondiale.
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Tornare indietro dal punto di non ritorno

Domanda: Una persona può tollerare e regolarsi alle crisi e tensioni fino a quando perde tutte le sue energie e vede chiaramente che è passato a un punto di non ritorno. Può succedere che in tutta l’umanità si verifichi questo problema e raggiunga il punto di non ritorno?

Risposta: Un punto di non ritorno è uno stato molto buono. A cosa si desidera ritornare? Quando comincio a capire che la mia mente, il mio intelletto, è inutile, provo a cercare un modo di uscirne. Così giungo alla conclusione che sono io colui che deve cambiare.

Domanda: Come possiamo rendere una persona consapevole del fatto che l’intero bacino di risorse e di energia sono quasi esaurite e quindi se continuiamo a usarli ancora un po’, sarà impossibile cambiare le cose?

Risposta: Per questo, dobbiamo “accendere” il sistema di educazione, istruzione, diffusione, pubblicità, ecc. Dobbiamo renderci conto in anticipo che è nostro dovere di causare i cambiamenti nella società, per portala al prossimo grado, uno stato migliore, considerando che un avanzamento passivo sotto la pressione interna dell’egoismo ci porterà solo afflizioni.

Il problema è che siamo attualmente in uno stato in cui non troviamo soluzioni. Sto parlando dal punto di vista della gente normale, così come dagli scienziati, per non parlare di coloro che hanno l’autorità e che definiscono, per così dire, il nostro sviluppo sociale. Essi non considerano il cambiamento della persona come una soluzione, ed ecco perché tutto rimane in stallo.
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(Da un programma di televisione: “Un Mondo Integrale”: La formula di una società integrale, 03.07.2012)

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Il Mondo torna indietro di 1000 anni

Opinione (Robert J. Gordon, Stanley G. Harris Professore di Scienze Sociali, Northwestern University): “Questo articolo solleva delle domande basilari circa il processo della crescita economica. Indaga la convinzione, quasi universale dai contributi fondamentali di Solow degli anni 50, che la crescita economica sia un processo continuo che durerà per sempre. Prima del 1750, virtualmente non c’è stata alcuna crescita, e quindi non è garantito che la crescita possa continuare all’infinito. Piuttosto, l’articolo suggerisce che il rapido progresso compiuto nel corso degli ultimi 250 anni potrebbe trasformarsi in un evento unico nella storia umana. L’articolo si occupa solamente degli USA e pone la sua osservazione sul futuro dal 2007, quando si faceva finta che la crisi economica non potesse accadere. Il punto di partenza è la crescita pro-capite del PIL in un paese di frontiera a partire dal 1300, ovvero, il Regno Unito fino al 1906, e gli USA dopo. La crescita, in questo margine di indagine, è gradualmente accelerata dopo il 1750, raggiungendo un picco nel metà del 20° secolo, e da allora ha incominciato lentamente a diminuire. L’articolo si chiede ‘fino a che punto potrebbe arrivare il tasso di discesa della crescita in queste aree?’ L’analisi unisce i periodi di crescita lenta e rapida alla tempistica delle tre rivoluzioni industriali (RI), cioè, RI-1 ( macchine a vapore, ferrovia) dal 1750 al 1830; RI-2 (elettricità, motore a combustione interna, acqua corrente, gabinetti in casa, comunicazioni, intrattenimento, prodotti chimici, petrolio) dal 1870 al 1900; e RI-3 ( computer, internet, telefoni cellulari) dal 1960 ad oggi. Risulta evidente che la RI-2 è stata molto più importante delle altre due ed è stata ampiamente responsabile per 80 anni della crescita produttiva relativamente rapida tra il 1890 ed il 1972. Una volta che lo scorporo delle invenzioni della RI-2 (aeroplani, aria condizionata, autostrade interstatali) hanno seguito il loro corso, la crescita produttiva durante gli anni 1972-1996 è stata molto più lenta che in precedenza. Al contrario, la RI-3 ha creato solamente un risveglio di breve durata delle crescita tra il 1996 ed il 2004. Molte delle originarie invenzioni che si sono avute a seguito della RI-2 sarebbero potute avvenire una volta solamente – l’urbanizzazione, la velocità nei trasporti, la libertà delle donne dalla fatica di trasportare tonnellate di acqua ogni anno, ed il ruolo del riscaldamento centralizzato o dell’aria condizionata nel creare una temperatura costante per tutto l’anno. Anche se le innovazioni dovessero continuare nel futuro al ritmo dei due decenni prima del 2007, gli USA si troverebbero ad affrontare sei venti contrari che si mettono in mezzo per trascinare la crescita a lungo termine a metà o meno del tasso annuale dell’ 1,9% chi si è avuto tra il 1860 ed il 2007. Questi venti sono rappresentati dalla demografia, dall’educazione, dall’ineguaglianza, dalla globalizzazione, dall’energia/ambiente, e dall’eccesso dei debiti dei consumatori e dei governi. Un provocatorio ‘esercizio in sottrazione’ suggerisce che la crescita pro-capite futura nei consumi, per il 99% di coloro che si trovano in fondo alla distribuzione dei redditi, potrebbe scendere sotto lo 0,5% annuale, estendendosi per parecchi decenni”

Il mio commento: L’umanità deve dare a se stessa tutto ciò che le è necessario, ma niente di più, e tutte le sue risorse dovrebbero essere indirizzate alla sua ri-educazione e alla creazione di interazioni umane; tutto questo è programmato dalla natura, e noi dobbiamo realizzare questo programma. La Kabbalah ci spiega come farlo!
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Tra cielo e terra

Domanda: Una persona arriva da “fuori” in un gruppo integrale. Essa ha già delle preoccupazioni legate al mondo materiale, dei conflitti, dei problemi con i bambini, e così via. Come può una persona passare dalle sue difficili situazioni quotidiane, all’integrazione?

Risposta: Ogni cosa deve essere discussa nel gruppo. Tuttavia, dovrebbe essere fatto specificamente nel tentativo di superare i problemi corporei. I vari problemi legati al sesso o al carattere, o a tutto ciò che potrebbe trapelare tra di noi, devono essere sollevati e discussi. Siamo un gruppo di ricerca, noi ci esaminiamo. È per questo che fondamentalmente dobbiamo essere sinceri e interessati a staccarci dal nostro “Io” animale e salire sopra di esso nel nostro”Io” integrale, che a poco a poco si sta trasformando in “Noi”. Non esiste quindi niente che dobbiamo nasconderci.

Allo stesso tempo, non dobbiamo fossilizzarci, scavare troppo in questi temi: la vostra personalità contro la mia, le attrattive di qualcuno, o le unità animali, ormonali… Dobbiamo discutere brevemente di queste cose, al fine di aiutare tutti a superarle e a mantenerci in questo stato in particolare, mentre continuiamo a comprenderli e a sentirli nel nostro corpo animale, dato che sappiamo che nel livello successivo, non esistono.

Saremo costantemente “sospesi” nel divario tra i nostri stati interiori, come tra cielo e terra. Questo stato emergerà in noi e ci disturberà per un lungo periodo di tempo: ci saranno sempre salite e discese. Tutto il nostro lavoro riguarda questo.

All’interno degli stati interiori che ci attraversano, dobbiamo testare il nostro bagaglio interno di dubbi, impressioni, e aspirazioni, al fine di posizionaci saldamente a terra, per volare come un palloncino da terra verso il “soffitto”, lasciandoci dietro le nostre caratteristiche egoistiche, le ambizioni, i desideri e gli impulsi. Io sono ancora a conoscenza di tutti i miei problemi, ma internamente voglio identificarmi con il “soffitto”, cioè con il mio passo successivo.
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Benvenuti nella Società Integrale

Domanda: Qualunque sistema costituito prima o dopo affronta la resistenza esterna del mondo. Che tipo di controreazioni informazionali possiamo creare nella società integrale?

Supponiamo che il mondo attorno a noi sia differente al momento dell’idea di stabilire una società integrale. Ma a un certo punto noi cominceremo a disturbarli almeno dal fatto che le persone nella società integrale vivono una vita migliore, più felice di quella che fanno ora. Allora loro cominceranno a sentire la resistenza. Quindi in ogni caso ci sarà un ambiente ostile.

Risposta: Prima di tutto, io penso che non ci deve essere un ambiente ostile. Questa società dovrebbe essere aperta per chiunque. Certamente dovrebbe avere qualche zona tampone in cui coloro che vogliono unirsi a questa società siano educati e, dopo aver studiato seriamente e allenati, loro possano essere gradualmente inseriti nella società integrale.

Questo non è quello che viene fatto in Europa. I francesi hanno cominciato ad accettare chiunque dal Nord Africa, dal momento in cui rivendicano, “noi vi abbiamo occupato e ora vi diamo un opportunità di unirvi a noi.” Questa non è stata una mossa politica saggia, dal fatto che le persone non vogliono integrarsi nella società francese e non sono disposti a cambiare niente, spostandosi in Francia. Così loro sono rimasti stranieri riguardo alla cultura francese, la lingua, la religione e tutto il resto.

E’ lo stesso con il mercato europeo, che invece di avere un mercato comune è diventato una corrente di mercato. Prima di implementare il concetto di un “mercato comune” loro avrebbero dovuto educare tutti gli europei in accordo all’approccio integrale al fine di portarli tutti a una comprensione, una cultura e altre qualità unificanti, nel significato di un desiderio di cooperare mutualmente al fine di invocare l’energia superiore, la forza integrale della natura, al di sopra di loro.

Questo non è successo e allora loro non sanno cosa fare in questo momento. La soluzione è la stessa di prima e rimane sempre sospesa nell’aria. Loro possono farlo anche in questo momento, ma non con la leadership che sta correntemente al potere.

Se tale società verrà creata deve proteggersi da sola dal resto. Questo significa che si deve sviluppare un vero ampio ambiente di lavoro dell’educazione integrale: ”Benvenuti, voi potete aggiungervi a noi, c’è posto per tutti, ma solo dopo che avrete passato un corso e un dato addestramento nell’educazione integrale,inizierete a vivere, studiare e lavorare in accordo a questo principio. Solo dopo potrete essere membri della nostra società.”
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(Da KabTV: “Il Mondo Integrale: La Formula della Società Integrale” 01.07.2012)

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