Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Sollievo temporaneo o piena ripresa

Domanda: Lavoro in un laboratorio artistico dove aiuto le persone con problemi mentali ed emotivi, con la depressione, e con vari problemi sociali ad uscire dal loro isolamento attraverso l’arte. Non capisco la differenza tra educazione integrale e lavoro sociale. Qual è la differenza tra loro?

Risposta: La differenza è che nel caso dell’educazione integrale, trasmettiamo la Luce attraverso noi stessi agli altri. Li coordiniamo in modo che si trasformino in un kli (vaso) spirituale. Infatti, noi abbiamo un punto nel cuore e perciò lavori con loro attraverso te stesso. Ricevi i loro desideri e i loro problemi e li utilizzi in modo tale che qualcosa si aggiunge in te e da questa aggiunta tu puoi ricevere la Luce.

Non si tratta di un lavoro sociale, ma di un lavoro spirituale. Questa è la differenza tra loro.

Lavoriamo per attirare la Luce superiore in modo che tutta l’umanità si muova come un solo insieme, in un solo sistema unificato chiamato “Adamo“, di modo che, in questo sistema, la Luce Superiore, il livello più elevato, sarà rivelato. Non si tratta di una qualche forma di rilassamento al posto di una pillola. Piuttosto, si tratta specificamente dell’elevazione dell’umanità al livello successivo di esistenza.

Non siamo impegnati a rilassare le persone anche se potremmo dirlo loro. Ma capiamo che è impossibile fare qualunque cosa al livello in cui si trovano, tranne che elevarsi al livello spirituale.

Tutti i nostri tentativi di risolvere alcuni dei problemi del mondo, la solidarietà, o l’aiuto alle diverse persone non sono invano. Non c’è nulla di fissato a questo proposito, e può solo peggiorare. Sono molti gli studiosi che indagano su questo soggetto; ed è del tutto chiaro che tutti i problemi derivano solamente dal fatto che non ci correggiamo e, invece, ci facciamo coinvolgere in questo genere di lavoro sociale.

Non sto dicendo che questo lavoro non serve o che sia dannoso. Se adesso è possibile aiutare un uomo in modo concreto, è doveroso farlo. Tuttavia, insieme a questo lavoro, un uomo non si deve dimenticare che non raggiungiamo niente con esso. Perciò, è possibile farsi temporaneamente coinvolgere nel lavoro sociale dal momento che non abbiamo ancora iniziato la diffusione a 360 gradi dell’educazione integrale.

Domanda: Questi due generi di lavoro sono in conflitto tra loro, ed è possibile metterli d’accordo?

Risposta: E’ possibile metterli d’accordo ma solamente nella misura in cui si comprenda che con questo lavoro, stiamo offrendo solamente un temporaneo sollievo alla condizione di un uomo. Se le tue azioni sono collegate alla vera correzione, allora il tuo lavoro ha significato.
[103572]

(Dal Congresso Europeo della Germania 22.03.2013, Lezione 2)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un messaggio per le masse
Laitman blog: Quando la compensazione è in ritardo

Allo scopo di diventare un adulto

Domanda: Lei parla della nostra responsabilità verso il mondo.

Risposta: Per salire al livello successivo, dobbiamo connetterci per trasmettere al mondo questo modello. Non possiamo esistere solo per noi stessi. Vorrebbe dire che siamo staccati dagli altri livelli. Se agiamo solo per noi stessi, poi ci fermeremo in uno stato di piccolezza. Non ci sarà nulla di più in esso se non ciò che noi comprendiamo e sentiamo ora.

Per passare allo stato successivo, dobbiamo diventare adulti. Possiamo diventare adulti nella spiritualità solo al fine di dare la vita ad un altro e soddisfare l’altro. Quindi, se ci uniamo al fine di soddisfare gli altri, al fine di trasmettere qualcosa di noi agli altri, allora avremo la Luce superiore.

Non è solo il nostro dovere verso il mondo. Ne abbiamo bisogno per poter ricevere la rivelazione del Creatore, la rivelazione della Forza Superiore, il sistema della Provvidenza superiore, l’ingresso al livello successivo, alla prossima dimensione. Noi non riceveremo e non riveleremo nulla se non lo facciamo per gli altri. Siamo un sistema di trasferimento, ciascuno di noi, tutto il gruppo, tutti insieme.
[103404]

(Dal Congresso Europeo in Germania, 22.03.2012, Lezione 1)

Materiale correlato:

Laitman blog: Passare avanti la Luce come in una catena
Laitman blog: Una grande responsabilità e orgoglio per la nostra missione

Una nuova era di relazioni familiari

Domanda: Quali sono in realtà le concessioni reciproche della famiglia che devono essere stabilite al di sopra della nostra resistenza interiore? E’ qualcosa d’insolito?

Risposta: Noi stabiliamo concessioni sulla base della nostra comprensione che non possiamo cambiare, il nostro carattere  che non ho intenzione di correggere o di forzare il mio partner. Io non le chiedo di cambiare in alcun modo. Basiamo la nostra relazione solamente sull’accordo reciproco e sulle concessioni reciproche.

Posso controllare fino a che punto posso concedere e accettare il parere del mio compagno, anche se in fondo, secondo il mio ego, non sarei d’accordo. Ma capisco che senza concessioni non sarò mai in grado di effettuare collegamenti in famiglia o in qualsiasi altro luogo. Così mi concedo in una certa misura al fine di creare lo “spazio condiviso” tra noi.

Ma io non annullo me stesso o il mio compagno, mi concedo, il che non vuol dire che mi arrendo. Sono salito sopra me stesso, ma non mi cancello. Mi rendo conto che non sono d’accordo con il mio compagno e, al tempo stesso, so che devo accettare i suoi desideri, le sue abitudini, e le sue opinioni sopra i miei desideri, le mie abitudini, e le mie opinioni.

Si scopre che io mantengo il mio parere e lei il suo. Ma io consapevolmente le permetto di controllarmi. Da parte sua lei fa lo stesso. Non è facile, ma al tempo stesso ciascuno di noi si raddoppia e ci colleghiamo in un tutto. Io includo tutto ciò che è in mia moglie, sia nei lati positivi che nei lati negativi, e lei inoltre include tutto quello che c’è in me, sia nei lati positivi che nei lati negativi.

Ognuno è pronto a rinunciare alle proprie pretese al fine di accettare la sua partner come superiore, come il più caro amico. Così ognuno comprende l’altro e questo porta ad una connessione tra noi e anche l’adesione, il che significa un’incorporazione totale dei desideri.

Si tratta di apprendimento graduale quando una coppia capisce di aver raggiunto una nuova era nelle loro relazioni familiari, una nuova dimensione della percezione di un rapporto, dell’altro, della società e del mondo. Una persona comincia a guardare il mondo con occhi diversi. Lui vede la vita e il segreto della loro esistenza.

Senza questa integrazione reciproca, non una singola cellula vivente, una pianta, un animale, o l’uomo sarà in grado di evolversi; la vita può andare avanti solo se ognuno permette all’altro di entrare nel suo spazio.

Ecco una persona che scopre il segreto della vita! Comincia a sentire come tutto ama e respira, come tutto si sviluppa. Egli comincia a svilupparsi solo grazie alle sue concessioni verso gli altri.

Da solo era come una cellula morta, ma ora comincia ad assorbire tutto il mondo e diventa tutto, allo stesso tempo ognuno tiene i suoi confini senza rompersi o annullarli. E ‘un momento molto importante, in quanto spesso le persone considerano concessioni in senso opposto, dare il loro desiderio e correre il rischio di essere subito inghiottiti da qualcun altro come un serpente che ingoia la sua preda.
[100887]

(Da una conversazione “Una Nuova Vita” 25.07.2013)

Materiale correlato:

Laitman blog: La chiave universale per il successo nella vita
Laitman blog: Sulle onde tempestose della vita familiare

Dalla teoria alla pratica

Domanda: Si sa che se un uomo non diventa egli stesso un padre, non può capire cosa significhi esserlo. Anche i numerosi esempi che ha davanti a sé non possono aiutarlo, fino a quando non assumerà le responsabilità di un padre e sentirà i doveri, la cura e l’amore. Anche gli stati futuri vengono studiati teoricamente, senza capire cosa voglia dire in realtà essere responsabili del livello inferiore….

Risposta: Assolutamente. Però, a noi viene data la possibilità di realizzarlo. Prima di tutto, una persona si annulla davanti all’insegnante, al gruppo, agli studi, al mondo e al Creatore. Restando nel vostro ambiente, verificate fino a che punto siete in grado di avanzare in questa direzione. In questo modo, vi preparerete per un auto-annullamento qualitativamente maggiore.

Domanda: Ma questo non è ancora reale – è un auto-annullamento teorico. Proprio come un uomo ascolta dei consigli sul vivere sano fino a quando la malattia non lo costringe a seguire le indicazioni del dottore.

Risposta: Ecco perché il nostro metodo contiene alcune parti. Il mondo ha un’influenza su di voi; vi unite ad un gruppo che studia con un insegnante attraverso dei libri speciali scritti dai saggi. In questo caso siete influenzati da una gamma di fattori e, inoltre, dovete percepire che la forza superiore è dietro a tutto questo, e che non c’è niente a parte questa forza. E allora, in base a queste manifestazioni, vedrete come annullarvi davanti ad esse.

Inoltre, esse vi spiegano che in realtà il “quadro” esterno è intrecciato con le nostre parti interiori della percezione: dovete unirvi ad una di queste parti e rifiutare le altre.

In una parola, vi viene dato un campo dove lavorare e tutto dipende se lo accetterete oppure no. Non vi potete isolare dagli altri, “Che cos’è un insegnante per me? Tutto è chiaro senza un insegnante. Perché ho bisogno degli amici? Ho la mia testa. Posso capire meglio i libri da solo che con gli altri. Non devo niente al mondo, può bruciare…”

Invece, se sentirete di aver bisogno di tutto questo, che questa è la proiezione della vostra anima, vi dovrete avvicinare a queste parti, includerle in voi stessi in base al principio “Io abito in mezzo al mio popolo“, allora il quadro appare in una luce diversa. In questo modo, aumenterete la vostra sensibilità, andrete verso il cambiamento, e risparmierete un sacco di tempo. Inoltre, il vostro atteggiamento verso il cambiamento si trasformerà; adesso lo desidererete.

Questa è la preparazione, un passaggio obbligatorio prima del passaggio dalla teoria alla pratica.
[102441]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.03.2013, ”Introduzione al Libro dello Zohar”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Ricreare armoniche superiori
Laitman blog: Fusione spirituale

Cosa mi tira indietro?

Baal HaSulam “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 10: E’ così perché Egli non ha alcun interesse nella ricezione, solo nella dazione, mentre le Klipot non vogliono nulla della dazione, ma solo ricevere per se stessi, per il proprio piacere, non c’è maggiore opposizione di questa.

Domanda: Che cos’è una Klipa?

Risposta: La Klipa è qualcosa che mi impedisce di avvicinarmi al Creatore. La riconosco come la forza che mi mette davanti degli ostacoli.

Effettivamente, cosa mi può ostacolare?

Io voglio godere, e questo significa che tutti i tipi di piacere mi sono di ostacolo; mi distraggono, mi allontanano dal somigliare al Creatore, e mi trattengono dall’avanzare verso l’unione e la dazione. Questi sono i piaceri che sono chiamati “sudiciume”.

Quindi la Klipa è qualcosa di estremamente piacevole. Diciamo che mi piace rilassarmi a casa più che incontrare un gruppo di amici. E’ molto più piacevole per me non pensare al mondo e alla correzione, ma a quello che mi riguarda personalmente. E’ molto più importante per me prendermi cura dei miei figli che non del mio prossimo’

Ma la vera Klipa è quando sento che avanzo verso il Creatore lungo un certo cammino e posso dunque portare a Lui piacere ma, improvvisamente, scopro che è più piacevole e comodo deviare da qualche parte, farsi distrarre da qualcosa. La Klipa è questo: se sembra che si attacchi ai miei vestiti e mi trascini indietro.
Non possiamo capire tutto questo fino a quando non acquisiamo l’intenzione al di sopra del desiderio, fino a quando non usciamo dal desiderio e non incominciamo ad agire in base all’intenzione.

Agire in base all’intenzione significa applicare la restrizione (Tzimtzum) al desiderio di ricevere. Io devo rendermi indipendente da questo desiderio ed essere completamente libero di scegliere. In altre parole, al di là del mio desiderio, io posso decidere da me stesso che lavorerò con questo desiderio al fine di ricevere. Ho l’opportunità di lavorare al fine di donare, ma decido di fare il contrario. Il sudiciume è questo. Al contrario, se non avessi alcuna scelta, non ci sarebbe nulla da chiedermi. Ricevere con l’intenzione egoistica è la Klipa che attraversa tutte le nostre ascese fino alla fine della correzione. Ci viene sempre richiesto di prendere una decisione difficile – come comportarci, per ricevere o per donare?

Stiamo parlando del lavoro con le Luci e con i vasi del desiderio egoistico, non solo del rifiuto dei “piccoli” piaceri del mondo. Mi viene richiesto di prendere una decisione di una certa importanza quando incomincio a sentire che c’è un re, egoista per natura. Questo è il rovescio del Creatore, e credo che sia quello che domina sul mondo. E’ così che dovrebbe essere, ed io decido in queste condizione.

Inoltre, la decisione è possibile solamente se mi elevo al di sopra della restrizione, se sono indipendente. Questo succede quando decido di godere solo per ricevere, e ritorno alla Klipa.

In generale, le forze del sudiciume spingono con forza un uomo in avanti verso il traguardo. Lo risvegliamo in un modo tale che, come colui che scala una montagna, egli deve elevarsi al di sopra di esse, superarle, e salire fino alla cima del palazzo del Re. Ed ogni suo passo è un innalzamento al di sopra del sudiciume.

La Klipa è l’essenza della materia della creazione, il desiderio di ricevere che ha preso la sua forma egoistica e che ci appare in questo modo. Ecco perché è impossibile fare un passo in avanti senza essere connessi alla Klipa.

Ma, naturalmente, non ci connettiamo ad essa da soli. Dobbiamo sempre restare sulla linea di destra, e allora le forze del sudiciume arriveranno al momento giusto e nella forma giusta.
[102088]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.03.2013”Introduzione al Libro dello Zohar”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Che cos’è l’egoismo?
Laitman blog: Il commiato dall’egoismo

La connessione distrugge il male

Baal HaSulam, “La Pace”: E tu scopri che tutti i semi da cui crescono gli stati buoni sono solo le opere corrotte stesse, il che significa che tutti i mali che vengono esposti da sotto le mani dei malvagi nella generazione si uniscono e si accumulano in una grande somma, fino a che non pesano così tanto che il pubblico non può più sopportarli. Poi, si alzano e lo rovinano e creano uno stato più desiderabile.

Se voglio avanzare correttamente devo partecipare, lungo il cammino, a distruggere il male con azioni concrete. Queste azioni scendono all’atto più efficace, che è la connessione tra gli amici. È la connessione che distrugge il male.

Domanda: Che cosa significa che il male appare durante la connessione?

Risposta: È vero. Il male vero si rivela solo quando voglio entrare in contatto con gli altri e vedere come sono respinto da loro e quanto li odio. Sono attratto da loro e questo mi ripugna e mi sento rifiutato. Questa è l’inclinazione al male e questa è l’unica cosa che dobbiamo correggere. Tutto il resto sono sentimenti animaleschi.

Dopo tutto, l’Adamo, l’essere umano, è solo uno che è attratto dalla connessione con gli altri. La risposta negativa alla connessione è l’inclinazione al male che io correggo e trasformo in buona.

Il mio primo istinto è quello di stabilire una connessione con il gruppo e con gli amici. Poi sento che non voglio studiare e non voglio fare più niente. Sento, invece, l’indurimento del cuore, io sono stanco di cercare, “Quanto tempo ancora? Non vedo venir fuori nulla di buono da tutto ciò…” Questa è l’inclinazione al male, il Faraone in me con il quale adesso devo lavorare. Il Suo male è che si oppone alla connessione.

D’altra parte, il risultato del collegamento si chiama “CreatoreBo-Re“, che significa vieni e vedi (in ebraico – Bo – vieni e Re – vedi). Se mi connetto con tutte le anime o con alcune, allora nella connessione tra di loro scopro il Creatore. In altre parole, raggiungo la connessione e lì dentro scopro il risultato.

Ma nel frattempo mi sento male dato che il mio desiderio si spegne e io mi addormento e non vedo il senso in nulla, né in questo mondo né nel mondo a venire. Nulla vale più la pena. Ora, quando sento l’indurimento del cuore, devo trovare la forza di agire, di elevare MAN, una richiesta.

Così come riesco a farlo se io desidero solo ricevere un sonnifero per il resto della mia vita? Qui abbiamo bisogno di un ambiente che ci aiuti a svegliarci. Questo ambiente fa due cose:

In primo luogo “seppellisce” la mia inclinazione al male.

In secondo luogo, quando ci connettiamo, e insieme saliamo verso la Santità, chiediamo con tutte le nostre forze, la forza della dazione dalla preghiera di molti.

Pertanto, la buona inclinazione può essere rivelata soltanto nel gruppo. Poi dall’Alto, ricevo la forza buona, la forza della dazione che mi unisce agli amici e al Creatore.
[102887]

Materiale correlato:

Laitman blog: Da cosa inizia la preghiera?
Laitman blog: Il linguaggio è il programma della connessione umana

“Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?”

Domanda: La notte del Seder di Pasqua è una notte speciale per il popolo di Israele. Si pensa che durante questa notte questo popolo sia nato e abbia iniziato il suo nuovo cammino. In che modo quindi questa notte dell’esodo dall’Egitto è così unica?

Risposta: La persona comincia a sentire che si trova nell’esilio egiziano, in condizioni di schiavitù dal suo ego, che si chiama Faraone, e che è necessario allontanarsi dal suo dominio, fuggire, ma non ne è capace. Comincia a urlare interiormente, non è più disposto a sopportare una vita come questa. Investe uno sforzo per quanto riguarda il gruppo, l’ambiente, l’insegnante, e i libri. Sente davvero di essere in prigione, nell’oscurità.

Poco a poco sprofonda in uno stato che si chiama “l’oscurità dell’Egitto,” la notte dell’esodo dall’Egitto. Questa notte è assolutamente buia, non gli viene lasciata nessuna speranza, nessuna possibilità nella vita. Non sente di essere pronto a continuare a vivere nel suo ego, dal momento che odia tutti, e non è in grado di relazionarsi bene con nessuno.

Egli si sforza di amare gli amici, di amare l’altro come se stesso, ma vede il contrario, diventa sempre peggio. Il Faraone in lui, il suo ego, diventa più forte e più brutale. Così, alla fine, la persona è distrutta, perché vede che non ha alcuna possibilità di lasciare questa servitù.

Egli passa attraverso stati interiori molto difficili, che in ultima analisi sono ammassati insieme: tutti i suoi tentativi di fuga dal suo ego, di salire sopra di esso, tutte le vittorie dell’ego gli mostrano come fortemente questo Faraone lo tiene dall’interno. Egli si trova veramente nel bel mezzo della lotta tra due forze: da un lato, la persona spinge dal momento che desidera essere libera, e dall’altra parte, l’ego pende sulle sue gambe e non lo lascia fuggire.

Queste due forze, infine, raggiungono la vetta della lotta tra loro, e la persona che si trova tra di loro, si sente nel buio più assoluto. Questo stato è chiamato la notte dell’esodo, le tenebre dell’Egitto. E così all’improvviso sente il richiamo da questo buio: “Devi lasciare! Sei pronto a fare questo! Puoi alzarti e fuggire dal tuo ego, qui ed ora, a mezzanotte, cioè, dallo stato più scuro. Non portare nulla con te nel nuovo stato, ad eccezione di quelle cose di cui hai realmente bisogno per la dazione, per il raggiungimento dell’unione, della connessione e dell’amore “.

In questo caso la persona è pronta a partire e fuggire dal suo ego, vuole elevarsi al di sopra di esso. Questo si chiama la sua nascita spirituale.
[103509]

(Da Kab.TV, “Scritti dei Kabbalisti: La Notte del Seder di Pasqua” del 04.03.2013)

Materiale correlato:

Laitman blog: Lascia la redenzione al Creatore
Laitman blog: Le origini della festa di Pesach
Laitman blog: Lezione introduttiva: “L’ uscita dall’ Egitto” ” – 12.04.2011

Al cuore non si comanda

Domanda: Vogliamo cambiare la nostra intenzione. Questo significa cambiare i nostri pensieri?

Risposta: Stai distinguendo il pensioro dal desiderio ma nella spiritualità vale il contrario, colleghiamo questi due. Ciò accade per via del fatto che il pensiero è in realtà un risultato del desiderio. In questo mondo la mente opera sui desideri, il cervello influenza il cuore, ma sono separati. Nella spiritualità il desiderio è il cuore e l’intenzione è la mente e questi sono mutulmente collegati.

[103325]

(Dalla quarta parte della Lezione quodidiana di Kabbalah del 21.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Molti problemi, una sola risposta
Laitman blog: Un tronco che soffre

Lo Shabbat eterno

Domanda: Che cos’è lo “Shabbat eterno”, del quale è detto che tutto si compirà il settimo giorno?

Risposta: L’ “eterno Shabbat” rappresenta la completa adesione tra il Creatore e l’essere creato. Si tratta della sensazione della correzione completa.

“Pace eterna” significa che non hai nulla da combattere ma che stai compiendo molto lavoro accompagnato dal desiderio positivo e costante per il Creatore. Questo desiderio non è la conseguenza di una mancanza, ma è dovuto alla rivelazione di una maggiore perfezione.

Non abbiamo idea di come sia possibile. Come posso muovermi in avanti senza usare affatto la gamba di sinistra? E’ come se apparisse una gamba intermedia, e tu camminassi diretto verso la rivelazione del Creatore.

Vale a dire, vai verso di Lui non perché ti correggi e avanzi verso di Lui, ma perché Egli si è rivelato sempre di più, e tu entri dentro di Lui sempre di più. Questo è il sistema.
[102489]

(Da kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 04.02.2013)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il “risveglio dall’Alto” nel Shabbat
Laitman blog: Il Sabato è il risultato delle correzioni
Laitman blog: Tra le due grandi Luci

Kabbalah per Tutti – 28.03.2013

Kabbalah per Tutti , Picnic “Bereshit
Video / Audio