Pubblicato nella 'Domande e Risposte' Categoria

Kabbalisti di tutte le nazioni uniti!

Domanda: Cosa dovremmo fare realmente durante la lezione al fine di cambiare i nostri attributi interiori?

Risposta: Prima della lezione, coloro che stanno in posti differenti attorno al mondo, dovrebbero connettersi l’uno all’altro allorché noi potessimo stare insieme durante la lezione e tentare di assorbirla nel nostro vaso collettivo. Questo perché molte persone attendono queste lezioni e noi dobbiamo combinare i desideri al nostro interno per il cambiamento, per il nostro stato superiore dove siamo tutti incorporati l’uno all’altro, dove siamo un tutt’uno, un’anima.

Baal Ha Sulam ci scrive che solo un’anima è stata creata, il mondo di Ein sof (Infinito), e ci è gradualmente rivelata in 125 gradini, prima in scala minore e successivamente in scala crescente. Quindi dobbiamo immaginare lo stato in cui entriamo. Noi ci entriamo in accordo al livello della nostra mutua connessione, e nella misura in cui siamo riempiti con la Luce superiore e cominciamo a sentire il mondo dell’Infinito. Noi dobbiamo sentire tutto questo nel mondo spirituale ed esistervi in questo.
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(Dalla Lezione Virtuale del 17.03.2013)

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In prima linea sul palcoscenico della storia

Domanda: Se non c’è alcun desiderio per la spiritualità, come lo possiamo risvegliare?

Risposta: Ci troviamo in uno stato in cui o ci risvegliamo da soli verso il progresso spirituale o sarà l’avanzamento a risvegliarci. Nel corso della storia, dal Big Bang che ha dato inizio all’universo fino ad oggi, ci siamo sviluppati attraverso la forza della natura che ci ha spinti in avanti per mezzo della sofferenza. Questo è ciò che viene chiamato evoluzione. Ogni volta, non avendo scelta, abbiamo abbandonato lo stato in cui ci trovavamo e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava migliore. Ci siamo sviluppati in uno stato migliore fino quando non abbiamo incominciato a sentire che non era più così buono e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava ancora migliore.

A meno che sentiamo che lo stato in cui ci troviamo sia insopportabile, non lo abbandoneremo poiché il nostro ego cerca l’immobilità. Perché dovrei cambiare qualcosa se mi sento bene? Se il mio braccio adesso sta bene così, non lo muoverò, ma se sento che un’altra posizione è migliore e come sono adesso non è così comodo, allora queste sensazioni mi spingeranno a muovermi.

Ciò significa che non mi muovo mai di mia spontanea volontà, e che ci sono sempre delle forze che mi influenzano e che mi mettono in funzione. Cosa sono queste forze? Il braccio, come parte del corpo animato, sente che così non sta bene e che si sentirebbe meglio se si muovesse un pochino e allora si muove.

E’ lo stesso con tutto quello che c’è nella vita. Non è neanche diverso da come soffia il vento: c’è della pressione in un punto e una mancanza in un altro, un vuoto, e così le masse d’aria si spostano da un punto all’altro. Ci devono sempre essere due forze: una che spinge e una che tira.

E’ così che è sempre stato nell’evoluzione della società umana che è passata attraverso molte trasformazioni da uno stato all’altro. La forza negativa ha spinto l’evoluzione da dietro e la forza positiva ha tirato l’evoluzione dal davanti, nella speranza di qualcosa di buono.

Ora, ci troviamo in uno stato molto speciale. In che modo è diverso da tutti gli altri stati?
Di solito funzionava con la presenza dello stato uno (1) e dello stato due (2). Nel secondo stato scoprivo un più (+) e nel primo stato un meno (-). Nel primo stato la forza respingente operava su di me e nel secondo stato lo faceva la forza trainante. Io mi muovevo da uno stato all’altro per mezzo di queste due forze. E’ la naturale evoluzione senza libero arbitrio.

Lo stato nel quale mi trovo adesso è diverso poiché ho il libero arbitrio. Nello stato attuale, scopro un meno (-) molto grande, ma non scopro la forza negativa, che riesce a malapena a spingermi in avanti. Allora una bella domanda si presenta (?); Che cos’è lo stato del libero arbitrio? Come posso essere guidato qui, sapere per quale direzione andare, cosa fare, e cosa ne sarà di me? L’aiuto è solamente nella saggezza della Kabbalah.

Altrimenti è impossibile comprendere cosa dovremmo fare, poiché in tutti gli stati precedenti siamo passati da un livello di sviluppo umano all’altro, mentre adesso ci dobbiamo muovere dal livello umano a quello divino, al livello spirituale. Perciò, non possiamo comprendere come avanzare e ci troviamo di fatto nel buio. Questo è tutto il problema.

Quindi, da una parte, si tratta di libero arbitrio, poiché non è il corpo animale che ci detta verso dove ci dovremmo muovere. Io mi sento senza aiuto e la scelta si trova di fatto al di sopra della ragione.

Quindi, non c’è niente che possiamo fare senza la divulgazione della saggezza della Kabbalah. A questo proposito la nazione di Israele è di adempiere alla sua missione e questa è la ragione per cui ci troviamo in questo stato di così grave pericolo. Ora, andiamo verso la prima linea sul palcoscenico della storia e sebbene siamo sempre stati degli “osservati speciali”, oggi lo siamo più di prima.
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(Dalla 4.a parte della lezione Quotidiana di Kabbalah del 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar).

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Voglio elevarmi a te…

Domanda: Se il gruppo ha qualcuno con una dipendenza e lui è caduto dal processo generale, quali sforzi deve fare in modo da essere in accordo con il Creatore e per superare il nostro nemico, l’ego?

Risposta: Il Creatore non risponde alle richieste individuali di una persona. Egli in realtà risponde ma non realmente a favore della persona, in quanto la persona non Gli dà la possibilità di essere rivelato.

Supponiamo che io gridi ora che mi aspetto che il Creatore mi sia rivelato. Ho i libri e tutto ciò di cui ho bisogno! Mi chiudo in una stanza e comincio a pensare, a gridare, e soffrire.

Si rivelerà a me il Creatore? No. Perché no? Dov’è la resistenza che costruiamo tra noi? Dov’è il nemico? Lui se n’è andato. Dove è il posto in cui Lui dovrebbe essere rivelato?

Il Creatore dovrebbe essere rivelato nella resistenza, nell’ego, nel fatto che non riesco a connettere con gli amici e chiedo il suo aiuto. Solo allora si rivelerà!

Ma se penso a me stesso e borbotto solamente: “Beh, rivelaTi a me”, allora non si arriverà a nulla. Perché dovrebbe rivelare Se stesso?

“Voglio salire verso di te…” cosa significa salire verso di Lui? Significa diventare uguale a Lui, essere vicino a Lui nei miei attributi. Che cosa significa essere vicino a Lui nei miei attributi? Una cosa unica e speciale. Ciò significa che più ci connettiamo, più vicini siamo verso di Lui, e così Egli si rivela a noi.

Ci sono sette miliardi di persone nel mondo. Quando cominciamo a salire, poi nel livello successivo ci sentiamo come un miliardo e poi come un milione, e poi come un centinaio di persone, e, infine, come una sola. Questa è la scala su cui si sale al Creatore.

Ma se io grido: “Elevami, rivelaTi a me”! Allora, come può rivelare Se stesso? Non c’è niente in te, tu sei, ma solo un punto. Solo il nostro mondo può essere sentito in un punto.

Oggi, la sua condizione è che si può avere successo solo se s’inizia a connettersi e, allo stesso tempo, preoccuparsi di tutto il mondo. Vedere ciò che la crisi ha messo al mondo. Questo è ciò che Baal HaSulam scriveva. Solo pensando a tutto il mondo, possiamo gradualmente iniziare a salire.

Ogni livello dell’umanità si sentirà divenire sempre più piccolo, più compatto, ed i suoi membri si sentiranno più vicini l’uno all’altro come in un gruppo, finché diventeremo tutti uno. Solo quando diventeremo uno, saremo uguali al Creatore.

Quindi, non abbiamo altra scelta che avviare la connessione al fine di rivelarLo e di vedere che non siamo in grado di farlo da soli.

Quante volte abbiamo letto il brano dallo Zohar sugli studenti di Rabbi Shimon che erano grandi saggi ed erano al livello di Arich Anpin di Atzilut, il più alto livello di realizzazione, che è la rivelazione del Creatore, la sensazione del Mondo Superiore. Guardate come si odiavano l’un l’altro così intensamente, tanto che erano pronti a uccidersi a vicenda, quando hanno iniziato a scrivere Il Libro dello Zohar.

Dobbiamo raggiungere tali stati in cui chiediamo che il Creatore sia presente in modo che Egli si connetterà a noi. Ma i rapporti tra noi sono freddi: non mi sento realmente così; io sono di cattivo umore… non abbiamo ancora raggiunto il sentimento di odio.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 3)

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Una famiglia nella quale tutti sono amati

I nostri desideri sono divisi in due:

• desideri “Animali” —relativi al cibo, sesso, famiglia
• desideri “Umani” — relativi al denaro, rispetto, e conoscenza.

In ogni circostanza, sia gli uni che gli altri riguardano il nostro mondo; in essi non c’è nulla di spirituale.

Rispetto al gruppo più basso di questo mondo, si può dire che questi sono desideri “personali”. E quelli superiori sono desideri “sociali”. E sopra, tutti noi siamo un’unica famiglia. In ogni situazione, tendiamo a questo.

Domanda: Quali di questi desideri risvegliano in noi la maldicenza e il pettegolezzo?

Risposta: In particolare i desideri del rispetto e del controllo.

Domanda: E come ci sforziamo in tutto questo per essere una sola famiglia?

Risposta: Con un linguaggio crudo: metti a tacere la bocca e chiudi le orecchie, per indurire il cuore. Questo è il lavoro. Nessuno chiede agli altri di essere corretti, ma è necessario comprendere il bisogno della correzione e volerla, o almeno aspirare a questo desiderio. Tu vedi se il desiderio è pronto, allora dal punto di vista della Luce, non ci sarà alcun intoppo. Elevo, così come è chiamata, una “preghiera prima della preghiera”, un desiderio per il desiderio.

Domanda: In che modo i miei pensieri negativi dividono la famiglia che vogliamo costruire?

Risposta: E’ lo stesso che scavare un buco sul fondo di una barca condivisa. Vedi, un solo buco è sufficiente per affondare tutti. Inoltre, anche se io non aggiungo il mio sforzo, la situazione è comunque dannosa. Dobbiamo volere con tutte le nostre forze di essere una sola famiglia. In questa famiglia non ci sono belli e brutti, saggi e stupidi, buoni e cattivi; il Creatore ci mette insieme, e noi abbiamo solamente bisogno di amarci a vicenda. Tutti sono belli, tutti sono saggi, tutti sono buoni, tutti sono amati.

Domanda: Il nostro gruppo è un unico Partzuf. Anche in esso esiste la stessa divisione dei desideri?

Risposta: Se già siamo un unico Partzuf, allora tutti i nostri desideri particolari sono mescolati insieme, sono inclusi in quelli degli altri. In generale, stiamo lavorando come se fossimo un conto cointestato. Ed in questo conto ognuno riceve un diverso Partzuf, diverso da com’era prima. Con questo merito, i desideri in ognuno sono integrati in una nuova forma. In questo modo siamo uniti dai pensieri e riceviamo un’immensa forza che ci guida in avanti, tanto positivamente quanto negativamente.

Domanda: Quali sono i minimi desideri obbligatori del gruppo?

Risposta: Io non dispongo di nessun posto da cui acquisire nuovi desideri spirituali se non sono incluso dentro il gruppo e non incomincerò a ricevere un nuovo “modello” dagli amici. Non ho altre possibilità. In generale, in base al livello di avanzamento, costruiamo piano piano un Partzuf, che comprende e copre tutti insieme.

Malchut del mondo di Atzilut di per sé è un punto nel quale non c’è nulla, un spazio vuoto, nel quale entriamo e ci uniamo gli uni agli altri. Tutti si sforzano di lavorare per il bene degli altri, e allora avremo una richiesta condivisa per la correzione (MAN).

Supponiamo che cinque uomini siano riuniti, ognuno ha una parte, un desiderio, pronto ad unirsi con gli altri. Malchut de Atzilut connette tutte queste parti, se ne prende cura, le aiuta a contrarre tutto il resto, e costruisce con esse un unico desiderio condiviso che ancora non si è realizzato. Questo è ciò, si alza per ricevere il Masach (schermo) che, in conclusione, tutti ricevono. Da questo Masach ognuno riceve indietro quello che ha investito.

In questo modo, tutti lavorano in base ad un unico desiderio. In base a questo principio, abbiamo l’interazione che esiste tra i neuroni nel cervello, tra le cellule del corpo, le sinapsi, che stabiliscono diverse interazioni con ogni azione, e così via. C’è un solo principio in tutto: raggiungere un desiderio comune, metterlo in pratica, e prepararsi per il passo successivo. Ogni stato, ogni momento di questo percorso, non è come il momento precedente, e alla fine li connettiamo tutti.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Oltre il tempo

Domanda: Chi ha creato il Creatore?

Risposta: Noi esistiamo in un mondo che ha un inizio, una fine, tempo, limiti, e espansione, vale a dire, cambiamenti. E il mondo spirituale, anche il livello più basso, è la completezza. L’interezza non può essere cambiata, ma non può essere che qualcosa del tutto abbia un inizio e una fine. Pertanto, la questione su ciò che accade nel mondo spirituale, per non parlare del Creatore, è illogica. Perché, vedete, lì non cambia nulla.

Solo nel nostro mondo tutto cambia, ed è modificato solo dal primo punto all’ultimo punto, dallo stato infinito in cui siamo come un embrione, a quello stato nel mondo infinito in cui siamo completamente corretti. In tutta la trasformazione spirituale solo il frammento più piccolo in questo modo – il nostro mondo – subisce cambiamenti. E non ci sono cambiamenti in tutto il resto; lì regna l’eternità e la completezza, il tempo è assente.

I fisici e gli psicologi hanno già parlato riguardo a questo. Pertanto, non vi è alcun motivo di discutere di chi ha creato il Creatore,se c’era qualcosa prima di Lui o no.

Mi auguro che in un prossimo futuro faremo lo sforzo necessario e sentirai cosa c’è “oltre il tempo” che impariamo a conoscere nel Libro dello Zohar nell “Introduzione al Libro dello Zohar“. Questo è stato descritto più di duemila anni fa. Già allora, i Kabbalisti hanno scritto apertamente che il tempo non esiste, che il mondo spirituale si trova al di là del tempo, e che l’attuale comprensione della nostra realtà è falsa. In sostanza, il mondo si trova in un “matrix”, in una dimensione completamente diversa, dove non c’è tempo, spazio e movimento.

Quello che mi sembra al di fuori di me essenzialmente si trova dentro di me. Cresceremo e vedremo tutto questo.
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(Dal pasto prima del Congresso Europeo in Germania, 23.03.2013)

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Il desiderio rappresenta un bersaglio per la Luce

Domanda: Potremo mai dimostrare che tutta la materia della creazione è il desiderio di ricevere?

Risposta: Chiedi ai fisici, ed essi ti diranno la stessa cosa, ma con parole diverse. Ci sono alcuni principi di base, come la seconda legge della termodinamica, e ci sono diverse costanti naturali. Se scaviamo un po’ più a fondo, ci troveremo di fronte al concetto di massa. Dietro la massa, c’è l’energia, e, dietro l’energia, qui la conoscenza scientifica giunge ad un vicolo cieco.

Possiamo dire che c’è una forza dietro l’energia, ma che cosa è quella forza? Come possiamo descriverla? Gli scienziati stanno cercando di trovare queste basi, e quando la loro ricerca sarà completata, tracciando una linea dai loro studi per il desiderio di ricevere, il desiderio di mantenere la sua esistenza ancora su tutti i livelli della natura: vegetale, animato, e parlante.

Anche se parliamo del fenomeno più elementare, è sempre sulla sua natura. Ci riferiamo a qualcosa che vuole sostenersi nella sua forma di esistenza. Questo è il desiderio di ricevere, il desiderio di esistere. Senza questo, non ci sarebbe nulla, nemmeno per un breve periodo. In questa fonte, non esiste neanche il tempo.
Così, il desiderio precede ogni cosa, e, al di là di questo, ci sono diverse forme che assume su di sé.

Tutte le scienze e le saggezze parlano di ciò che l’uomo scopre qui nel quadro della realtà corporea. D’altra parte, la saggezza della Kabbalah non parla del nostro desiderio egoistico che è tipico solo di questo mondo, ma di un desiderio precedente, circa una forza che non è ancora rivestita di nulla.

Domanda: Può essere studiata al di fuori della saggezza della Kabbalah?

Risposta: No, al di fuori della saggezza della Kabbalah, semplicemente non abbiamo gli strumenti necessari. Non possiamo costruire un acceleratore che bombarda il desiderio e registra le sue risposte. Questo avviene perché è molto più profondo del micro-mondo, più profondo degli effetti quantistici. Pertanto, è possibile lavorare solo con essa dentro di te quando si diventa la “zona”, su cui arriva la Luce. Colpisce il desiderio, e, come risultato del loro incontro a seguito della collaborazione tra loto – si creano diverse particelle, in base al quale scopri la Luce che Ritorna che scende ad un livello inferiore ed evoca in te nuove Reshimot (geni spirituali).

Lo schema elementare, secondo la saggezza della Kabbalah, è un Masach (schermo) che inizia a salire da Tabur. Nel livello successivo, c’è Zivug de Haka’a (accoppiamento mentre si colpisce), e la Luce che Ritorna ridiscende da un livello all’altro, superando così la differenza di energia nello stato precedente. Da lì, si “getta” Tagin sulle lettere (“corone” sopra le lettere), e, infine, le differenze di energia portano a differenze di frequenze, le differenze di attributi. Questo confronto consente di discernere i dettagli e mettere insieme il quadro generale.

È proprio come un bambino assaggia tutto, e inizia così a conoscere il mondo in quanto il gusto è il senso principale che può utilizzare e su cui possa fare affidamento in questo momento. Nella spiritualità, le nuove Luci che si rivelano nel desiderio sono chiamate “sapori”. Esse ci aiutano ad imparare che cosa sta succedendo.

Quindi, la questione che il bersaglio che la Luce colpisce in realtà sono io, il mio desiderio di ricevere. Proprio come gli scienziati che bombardano i loro bersagli con le particelle, aumentando la loro energia, anche noi facciamo la stessa cosa, non con la materia corporea, ma con la materia del desiderio, elevandoci dalla fase quattro alla fase tre, alla fase due, e così via.

Pertanto, non si può parlare con gli scienziati in merito a tali questioni. Di tutte le scienze, la fisica è la più vicina alla saggezza della Kabbalah. Parliamo di fenomeni concreti e forze.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar“)

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Il desiderio delle donne ci guida

Domanda: Lei ha detto spesso che un uomo fa ciò che una donna vuole, che lo voglia o no. Gli uomini influenzano globalmente il desiderio delle donne?

Risposta: Il desiderio femminile è il desiderio di ricevere, e il desiderio maschile è il desiderio di dare. Il desiderio maschile e il desiderio femminile esistono in ognuno di noi, e sappiamo questo anche secondo i nostri cromosomi.

Pertanto, è naturale che i gruppi degli uomini e i gruppi delle donne siano divisi in parti maschili e femminili. In ogni gruppo, il desiderio di ricevere e il desiderio di dare sono rivelati in modo diverso e dobbiamo usarli correttamente.

Le donne sono più organizzate, più dedicate e impegnate rispetto agli uomini. Esse costituiscono le fondamenta del nostro mondo. Un uomo, tuttavia, realizza il desiderio della donna. Se permettessimo alle donne del gruppo di avere una maggiore influenza nel gruppo, allora sono sicuro che i gruppi sarebbero più uniti, più seri, e più propositivi.
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Fissare lo sguardo verso la meta

Domanda: Qual è il significato della frase: “Tutto ciò che c’è da raccogliere è come se fosse già raccolto?”

Risposta: Questo dice che tutto si trova di fronte a te fin dall’inizio. Tutte le cose che stai per scoprire esistono già. Quando una persona nasce, scopre a poco a poco nuove cose per se stesso, e gli sembra che non fossero esistite prima. Questo è come ci si sente. Ma in realtà, tutto ciò esiste già; abbiamo solo bisogno di preparare i nostri Kelim (desideri), e i corrispondenti limiti dell’universo verranno immediatamente rivelati in loro.

In generale, per l’intera realtà che si trova di fronte a noi è necessario solo aggiungere l’intenzione di dare, la Luce di Hassadim, e in quel grado scopriamo la realtà perfetta. Ci manca solo questo.

E quindi non ho intenzione di correggere l’attuale realtà corrotta. Ho intenzione di aggiungere l’attributo della fede, l’attributo della dazione, per il mio rapporto verso il tutto. Questa è la correzione – la fede al di sopra della ragione.

Di conseguenza, non ho bisogno di correggere me stesso dal di dentro, ho semplicemente bisogno di uscire da me stesso verso l’esterno e mettermi in contatto con quello che c’è già lì. Tutto è già di fronte a te, il problema è che non sei là, al di fuori di te stesso. E’ necessario eseguire questa azione, andando al di fuori di te stesso, e poi questa realtà diventerà tua. Oggi, non sei ancora pronto per rivelarlo, ma questo esiste. Hai solo bisogno di “mettere gli occhiali” per vederlo.

Costruiamo il Kli spirituale al di sopra della volontà di ricevere, al di sopra dell’impurità. “Il Faraone” non scompare da nessuna parte, il desiderio di ricevere rimane, e per di più, rimane nella sua forma brutale, e alla fine il “cuore di pietra” si aggiunge ad esso. Ma abbiamo bisogno di elevarci al di sopra di esso.

Io proteggo l’impurità (Klipa) che copre la mia volontà di ricevere, allo stesso modo, la buccia protegge il frutto maturo fino in fondo. In caso contrario, il frutto marcisce, e non raggiungerò la mia correzione completa. Costruisco l’intero mio rapporto con la realtà mentre la buccia protegge il mio desiderio di ricevere: “Non sparire per me. Il mio odio, la gelosia, la crudeltà, la pigrizia, tutte queste cose rimangono, ho bisogno di voi. “E’ come se avvolgessi le mie caratteristiche egoistiche in qualche pacchetto, e uscissi da loro verso l’esterno. E al contrario, se sono scomparse, sarei rimasto senza niente, e non avrei nulla su cui costruire me stesso.

Domanda: Quindi, come fa una persona ad andare al di fuori di se stessa?

Risposta: Per questo è necessario raggiungere la totale impotenza. Poi una specie di buco nel cuore si aprirà per te, in cui senti che si può andare fuori – e chiederai per questo. Ma nel frattempo non avete raggiunto la vera preghiera, non sei stato “spinto” abbastanza per trovare il Creatore.

Domanda: Come fa una persona a raggiungere la vera preghiera al fine di ottenere aiuto?

Risposta: Questo accade solo dopo che ha perso la speranza del tutto, ma lui si trova ancora sul sentiero. E’ necessario per raggiungere uno stato di riconoscimento del male da un lato, la grandezza dello scopo dall’altro, e per mantenere tale divario.

In primo luogo, mi sento male perché sono nello stato egoista. Questo stato è un male insopportabile per me. Ma il problema non è che sia un male per me. Devo cancellare il mio “io” e voglio che questo sia un male per me perché io non sono pronto a dare al Creatore. Così, il male si manifesta opposto all’amore del Creatore. E in secondo luogo, riconosco la grandezza della meta, che per me è la bontà.

Quando ottengo questi due estremi, raggiungo la vera preghiera, una richiesta di correzione.

L’obiettivo è così grande ai miei occhi che non posso abbandonarlo. E per tutto il tempo la mia preoccupazione è che la grandezza potrà solo crescere di più. In definitiva, mi aggrappo ai due estremi: la grandezza dello scopo e il male del mio stato attuale.

Ci deve essere la pressione del gruppo che mi dà la consapevolezza che la grandezza dell’obiettivo è letteralmente quella di portare soddisfazione al Creatore. E poi comincio a pensare a come fuggire dal mio attuale stato cattivo, che è un male proprio perché sono lontano dalla meta.

Queste sono le condizioni che si devono formare dentro di me. Per questo io ho tutto: il gruppo, il Creatore, le fonti … Ma la consapevolezza dell’importanza dello scopo è la chiave di tutto (1), è prioritaria rispetto a tutte le altre condizioni. Ho bisogno di mettere a fuoco l’obiettivo, e all’interno di tutti gli stati guardare solo ad esso, aderire solo ad esso. E poi, di conseguenza, ho veramente bisogno di un gruppo, un insegnante, gli studi e la divulgazione.

Dopo tutto, “la fine di una azione è nel suo pensiero iniziale.” L’obiettivo mi obbliga a tutto. Per aspirare alla meta, ho capito che non posso fare a meno dell’ambiente, perché io raggiungerò l’obiettivo specificamente tra gli amici. So che non posso fare a meno dell’insegnante perché mi tiene insieme con il gruppo sul sentiero e porta la Luce che ci riempie. Capisco che non posso fare a meno dei libri perché con il loro aiuto ho imparato il sistema spirituale e a risvegliare me stesso. Quando studio, è come se fossi in quel sistema, e invoco da lì la Luce che Riforma. E, infine, mi rendo conto che non posso fare a meno della divulgazione in quanto il gruppo è una piccola parte del desiderio collettivo dell’umanità, della quale ho necessità di preoccuparmi.

Tutto deriva dal rendersi conto dell’importanza dello scopo. Io interpreto a me stesso lo stato finale in cui io, il gruppo, e l’insegnante sono riuniti con tutta l’umanità in modo tale che l’intero sistema spirituale prenda vita in mezzo a noi. Le sue Luci riempiranno e ci legheranno l’uno con l’altro in un’unica Malchut del mondo dell’Infinito. E in essa, riveleremo Colui che l’ha formato, la Radice che ha prodotto le quattro fasi della Luce Diretta. E questo è il Creatore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana 13.03.2013 Kabbalah, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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L’obbligo di illuminare tutta la Creazione

Domanda: Come puoi contenerlo se improvvisamente senti l’amore del Creatore per te?

Risposta: È davvero molto difficile, non esiste problema più grande che sentire l’amore del Creatore, esso semplicemente distrugge una persona. Quindi dobbiamo munirci in anticipo con il vaso dell’ottenimento della paura lavorando con gli amici nel gruppo e sviluppando la garanzia reciproca.

È per questo motivo che il vaso è stato frantumato in più parti e dobbiamo metterli di nuovo insieme contro la loro volontà. Resistono e non desiderano connettersi. Allora aderendo l’uno all’altro acquisiamo l’attributo della paura del Creatore. Lavorando con gli amici sulla connessione tra di noi, raggiungiamo la paura del Creatore.

Questo è ciò che dobbiamo aggiungere alla creazione da soli e questo è ciò per cui viviamo. Tutta la creazione esiste già e l’unica cosa che manca nel tesoro del re è la paura del Creatore. Questa missione è registrata nelle nostre Reshimot (geni spirituali), e cominciamo a realizzarla, scopriamo che vale la pena essere nell’attributo della dazione e che dobbiamo vivere nella paura. Devo temere  per iniziare a godere la mia dazione in modo che sia completamente fuori di me e in modo che nulla tornerà a me.

Anche se do e so a chi sto dando e quanto do, facendo un calcolo preciso, non ho bisogno di sentire alcun compenso. Non voglio sentire alcun piacere in esso, ma solo l’azione vera e propria. Poi decido che voglio anche provare piacere nell’azione stessa ma io trasmetto tutto ciò a colui a cui io do. Questo continua fino a raggiungere la quarta fase, che è l’ultima fase – la dazione completa.

Nella creazione è già tutto completo ad eccezione di ciò che una persona deve aggiungere, che è la paura. Immagina di essere in un grande mondo, ora che è completamente buio. È necessario accendere la luce che è fatta della tua paura e che illumina tutta la creazione.

Questo timore non è ricevere piacere dalla mia dazione, dal fatto che io gestisco la realtà al posto del Creatore, della mia vicinanza a Lui, dei piaceri che Egli mi da’, e del fatto che io improvvisamente scopro di essere la persona più importante del mondo.

Il Creatore viene da me e mi dice: “Io, tra tutte le persone, ho scelto te! Non c’è nessuno come te. Tu sei l’unico essere umano in tutta la creazione, in tutta la realtà. “Bisogna essere pronti ad accettare questo atteggiamento che può far esplodere una persona e non devi farti comprare da questo.

Sei riuscito a portare contentezza al Creatore e a sentire la contentezza che Gli stai procurando. Ognuno si sentirà speciale dal suo punto di vista e che non c’è nessuno, tranne lui là fuori. Quindi dobbiamo prepararci a questo per poter ricevere questa rivelazione, l’adesione. Qui diventa chiaro che non riceveremo mai nulla nei vasi di ricezione e che dobbiamo annullarli completamente.

Il vaso della paura annulla i vasi di ricezione ed è totalmente concentrato sul Creatore, come un proiettore. Poi tu inizi a lavorare con i vasi di dazione in cui si rivelano Luci enormi, ci si sposta dall’altra parte e si diventa colui che da’ al posto di colui che riceve: tu dai, dai, dai…

È come se il Creatore ti nominasse responsabile del suo tesoro affinché tu possa darlo a tutti. Si scopre che ora tu ti presenti dinanzi alle creature invece che al Creatore. Immagina che piacere c’è  da parte di colui che da’, che ha la possibilità di dare bontà a tutti. Questo è già il vero lavoro, e da questo punto il lavoro con i veri Masachim (schermi) si avvia quando si diventa come il Creatore per quanto riguarda il mondo intero. La paura non scompare mai, ma ti accompagna costantemente proprio come la base del desiderio di ricevere che rimane.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2013, Shamati 38)

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Non aspettare, agisci!

Domanda: Quando gli uomini si riuniscono, causano un sentimento di ebrezza nelle donne. Noi donne, non vediamo veramente l’ora.

Risposta: Non dovresti aspettare ciò. Devi agire. Altrimenti, non succederà niente. Dovresti creare pressione sugli uomini, aiutarli, questo è, credere come una moglie a casa nei confronti del proprio marito. Questo è come l’intera componente delle donne del gruppo mondiale deve trasmettere alla parte maschile. In principio, l’anima era composta di una parte maschile e una femminile, e il Creatore tra loro.

Non dovresti affidarti solamente agli uomini. Da soli, non avrebbero costruito il mondo. Non possono dare la nascita, crescere figli, e destreggiarsi nelle faccende di casa. Questo è il perché loro hanno bisogno di supporto, aiuto, direzione e pressione. Questo è quello che generalmente fa una donna a casa, aiutando il marito.

L’intero Kli (vaso) è la parte femminile, non quella maschile. L’uomo, sì, attrae la Luce, ma verso il desiderio delle donne, all’aspirazione delle donne. Così, è necessario mettere insieme la parte maschile e femminile correttamente. Comunque, non aspettare! Al contrario, se non causi un bisogno urgente per attrarre la Luce negli uomini, loro non lo faranno. Questo è come siamo organizzati.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 4)

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