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Tutto Scorre, Tutto Cambia…

Domanda: La situazione del mondo sta cambiando ad una velocità molto alta. Anche il metodo dell’educazione integrale sta cambiando di conseguenza?

Risposta: Nel mondo tutto cambia, ma non per noi. La questione è che tutte le componenti della materia si stanno muovendo molto rapidamente verso la connessione e l’unità, tranne che l’essere umano, il livello massimo che esiste nella creazione. E questo mette tutta l’umanità ed ognuno di noi, come parte inseparabile di essa, in una posizione sgradevole.

La principale legge della natura è la legge dell’equilibrio di tutte le sue parti, e se noi non siamo in equilibrio, di conseguenza soffriamo. La sofferenza è distribuita su parecchi livelli. Ci sono i problemi ecologici che si percepiscono sempre più seriamente: eruzioni dei vulcani, tifoni, ecc. C’è anche il problema globale del freddo che si sta avvicinando e sta già colpendo sia la Russia che l’Europa, a giudicare da quello che sta succedendo con il clima. Ci sono anche i problemi politici e, naturalmente, soprattutto i problemi economici.

Ma tutto questo può essere risolto solamente con un metodo: l’equilibrio dell’umanità con il mondo circostante, con l’intero sistema della natura.

Ne abbiamo già parlato molte volte: se incominceremo a connetterci ed unirci a diversi livelli, ognuno nella propria famiglia, nel proprio posto di lavoro, dentro i propri spazi, nelle città, nei paesi, e tra  gli stati; se smetteremo di “perdere tempo” su internet ed inizieremo ad usarlo seriamente come uno strumento per la nostra connessione, per la reciproca comprensione, allora eviteremo tutti questi problemi e arriveremo veramente ad un buon livello di esistenza.

Insieme a tutto questo, i livelli inanimato, vegetativo ed animato della natura possono arrivare velocemente all’ordine perfetto in base al nostro avanzamento. Attraverso la nostra condotta, la nostra reciproca unione, lo ricostruiremo e lo aggiusteremo. Tutto dipende solamente da noi.

In questo modo, il nostro problema principale è di spiegare alle persone il significato del sistema chiuso nel quale esistono, ed in che modo lo possono influenzare. Dobbiamo farlo nel modo più veloce ed efficiente per non compiere dei movimenti inutili e dannosi e per iniziare, il più velocemente possibile, con il percorso più breve ed efficace, a realizzare nella pratica la correzione dell’uomo, della società, del mondo.
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(Dalla lezione virtuale del 07.04.2013)

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Il lavoro straordinario dell’adattatore spirituale

Nella spiritualità un essere umano è la parte che fa da coordinamento tra il Creatore e gli esseri creati. Egli è anche chiamato “Israele“, che significa diritto al Creatore (Yashar-El). E’ detto: “Tu sarai chiamato Adamo (Umano) e non le nazioni del mondo”. Infatti, il Masach (schermo) che Io fornisco all’umanità è il vero “me”, l’essere umano in me”. Io prendo l’Aviut (la grossezza) dalle “nazioni del mondo”, la Luce dal Creatore, e devo costruire un Masach in relazioni ad esse.

Lo scopo di ogni Partzuf superiore è quello di essere effettivamente un “adattatore”, un “connettore”, il passaggio che non ha nulla di suo tranne che l’adattamento alle necessità degli altri. Questo è il mio lavoro, il mio compito. Chiunque abbia il punto nel cuore deve farlo, questa è la ragione per cui studiamo.

Domanda: Cosa superiamo comportandoci così?

Risposta: Dobbiamo superare le interruzioni che ci impediscono di aiutare il mondo e quindi di portare gioia al Creatore. Proprio come si racconta, Egli voleva davvero donare la Torah, che significa il metodo della correzione, alle “nazioni del mondo”, e la nazione di Israele l’ha ricevuta solamente come punto di passaggio, come un adattatore e un connettore. Le nazioni del mondo hanno i vasi, le Luci sono sopra, e la nazione di Israele, coloro che hanno il punto nel cuore, devono fare da adattatori tra di loro. Ne consegue quindi che noi siamo il Partzuf superiore, l’adattatore o, in altre parole, il Masach e la Luce che Ritorna.

Abbiamo solamente bisogno di sforzare noi stessi e di nient’ altro oltre a questo. Il nostro desiderio è piccolo paragonato al desiderio delle nazioni del mondo, e quindi è scritto, “Voi siete pochi tra le nazioni”. Noi siamo pochi non quantitativamente ma rispetto al desiderio di ricevere, poiché il nostro Aviut appartiene al livello di Bina e noi abbiamo acquisito tutte le aggiunte dopo la frantumazione. Il nostro solo compito è di servire Malchut, che significa i desideri delle nazioni del mondo, e di costruire il Terzo Tempio da essi. Dovremo adempiere a tutti i desideri e a tutte le passioni spirituali che saranno rivelati in essi.

Per cui è scritto: “La saggezza nelle nazioni del mondo – credete, la Torà nelle nazioni del mondo- non credete”. I loro vasi devono ricevere la Luce di Hochma, e la Torà è il metodo di correzione che esiste solamente nella nazione di Israele che ha il compito di evocare la Luce che Corregge, per correggersi essa stessa, per calcolare le cose rispetto al Masach, e per portare alle nazioni del mondo la Luce di Hochma. Noi costituiamo la connessione ed il sistema e le nazioni del mondo ci forniranno i desideri.

Domanda: Questa missione non sembra molto difficile. Dobbiamo solamente trasmettere qualcosa alle nazioni del mondo come fanno i messaggeri; cosa c’è di così difficile nel lavoro di questo “adattatore”?

Risposta: In principio, a livello dei progenitori siamo stati staccati dai vasi di AHP, cioè, abbiamo lasciato Babilonia dopo aver corretto i nostri vasi che appartengono a GE. Poi, a livello dei figli abbiamo corretto il nostro AHP attraverso gli esilii, soprattutto nell’esilio in Egitto, ed abbiamo acquisito un vaso completo, ma le sue due parti sono nostre poiché appartengono al livello di Bina e questo non è abbastanza. Quindi, dopo l’Esodo dall’Egitto, la conquista della Terra di Israele, e la costruzione del Tempio, tutto il nostro vaso si è frantumato ed è caduto al livello delle nazioni del mondo, al quarto e ultimo esilio.

Ora dobbiamo incominciare a correggere le cose, ma non la correzione che c’era prima. Allora non siamo passati attraverso la frantumazione, e oggi dobbiamo tirare fuori i nostri “vasi” dalle “nazioni del mondo”. Si tratta di un lavoro molto impegnativo. In aggiunta a questo, anche i rappresentanti delle nazioni del mondo si aggiungono a noi.

Per prima cosa dobbiamo ricostruirci come un unico vaso come eravamo soliti essere e poi iniziare a lavorare con le “nazioni del mondo”, poiché la connessione esiste già dai giorni dell’esilio. Quindi, anche se iniziamo la nostra auto-correzione adesso, è già passata a loro, e, in questo modo, non riedifichiamo solamente noi stessi, ma includiamo anche tutti gli altri nella correzione e ci eleviamo insieme ad essi a livelli molto più superiori.

Quando Israele si rialzerà di nuovo, le nazioni del mondo lo seguiranno immediatamente e avranno qualcuno a cui chiedere il vero AHP e non l’AHP non sviluppato di Bina.

Quindi, il ruolo di “Israele” è di prendere le mancanze delle “nazioni del mondo” e con esse elevarsi al Creatore e preparare il vaso della Shechina (Divinità) per esse. Il vaso è costruito con i diversi desideri delle nazioni del mondo, non importa se siano già pronti. La cosa principale è che sentano che l’appagamento dall’alto passi attraverso noi. Allora, saranno in grado di aderire a noi e ricevere il vaso.

In questo modo facciamo felice il Creatore. Poiché è a loro che Egli ha promesso di dare la Torà, ai veri vasi della ricezione, e noi siamo solamente il mezzo per la correzione di questi vasi.

E’ dunque chiaro quanto sia importante la divulgazione in tutto il mondo. La “Torà” è un sistema generale ed indivisibile che viene rivelato ovunque. Ne consegue che siamo collegati in una rete e non possiamo separarcene e fuggire. Questa rete, la connessione tra gli uomini, è la “Torà“. Questa rete esiste in tutti i livelli dal principio fino alla completa connessione in cui tutti gli uomini diventeranno “come un solo uomo con un solo cuore”. La Torà è il vaso generale e la Luce generale in essa è chiamata “Il Creatore”. Oggi dobbiamo correggere il desiderio di ricevere al fine di connetterci al di sopra di esso nella reciproca dazione al Creatore.
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(Dalla 2.a parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2013, Lo Zohar)

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Non si tratta più di una formula arida

“… Il suo sentimento religioso prende la forma di un entusiastico stupore di fronte all’armonia della legge naturale, che rivela un’intelligenza di tale superiorità che, comparati con essa, tutto il pensiero sistematico e l’azione del genere umano non ne sono che un riflesso completamente insignificante”

Albert Einstein: “Il mondo come io lo vedo”

Domanda: Spesso i fisici avvertono la necessità di inquadrare i risultati della loro ricerca nel linguaggio delle formule. Tuttavia, la perfezione e l’armonia dei fenomeni che essi ricercano non possono essere limitati in formule. Esse si manifestano in sensazioni che provengono dalla Natura e sono molto più importanti di tutti gli aridi numeri.

Risposta: C’è una legge fisica che può essere definita come segue: “La tensione del campo è inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra gli oggetti.” Questa legge copre vari fenomeni, indipendentemente dal tipo di campi di potere a cui appartengono . Chi riesce a comprendere questa legge può anche sentirli. Utilizzando la nostra terminologia, potremmo dire che ad ogni passo riceviamo Luce due volte di più.

Tutto dipende dall’osservatore. Sapere (percepire) non è una parte della formula, ma piuttosto, la formula si svela all’interno delle nostre sensazioni. Noi viviamo attraverso di essa e sentiamo il suo impatto su di noi. Se sappiamo veramente che cosa significa questa formula, sentiamo i poteri che agiscono in conformità con essa.

Questo vale anche nella spiritualità. Così, con l’aggiunta del linguaggio della Kabbalah ai testi del Libro dello Zohar, Baal HaSulam ha migliorato le nostre sensazioni. Non possiamo vedere ancora quanto questa combinazione ci influenzi esattamente, ma, allo stesso tempo, sappiamo che permette alla Luce di avere un impatto su di noi in modo efficace e quindi ci portano in avanti.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.03.2013, Lo Zohar)

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Ci sono cose che devi fare da solo

Rabash, Shlavei Hasulam, 1984/1985, Saggio 19, “Vieni al Faraone – A”: Il segreto della ricerca dell’Inclinazione Maligna e l’Altro Lato è di causare lo Tzadikim a Errare e aderire alla Santità.

L’inclinazione maligna è “un angelo” che correttamente porta avanti il suo lavoro. Ci mostra costantemente quanto siamo deboli e non siamo pronti per fare niente e così ci obbliga a tornare alla Luce che Riforma. E così noi riceviamo una potenza dall’alto che ci porta ciò che è necessario. Poi, se l’ego non ci mostrasse il nostro completo fallimento, noi saremo d’accordo con ciò che è e non ritorneremo mai alla Luce.

L’inclinazione maligna non è il sunto delle tendenze maligne; si risveglia in me il non disperare dal fallimento in quella o quell’altra cosa perché sono un egoista. L’inclinazione maligna è una forza unica che è contro la Luce ed è direzionata verso Essa dalla sua opposizione: “Qui c’è ciò di cui hai bisogno.” Allora, l’oscurità ci risveglia alla ricerca della Luce, a risvegliare l’alba. Questo non è solo l’ego con le sue lussurie e desideri costanti: gelosia, lussuria, onore, controllo, e altro. No, invece, l’inclinazione maligna è la “cattiva” tendenza grazie alla quale noi sentiamo il bisogno di aiuto dal Creatore. Quindi vuol dire che questo è anch’esso altrettanto buono.

Domanda: Ma ogni tanto parli come se avessimo il potere di avanzare…

Risposta: Senza rovinare questi poteri, non realizzeresti che hai bisogno di chiedere l’aiuto. Non è abbastanza per sapere che sei senza forze. – devi anche avere l’esperienza. Osserva un bambinetto: Non importa quante volte gli spieghi qualcosa, deve provare tutto da solo e non solamente una volta. Non crede alle tue parole: “Per cosa hai bisogno di fare questo se non hai nemmeno successo?” No, lui deve fare esperienza da solo.

Domanda: Ma nonostante tutto ciò, non è terribile che noi perdiamo tutto questo tempo?…

Risposta: Questo è il perché ne abbiamo bisogno. Vedi, provando ad agire indipendentemente tu correggi i Kelim, i tuoi desideri. Poco a poco, quando raggiungi la disperazione, li purifichi gradualmente e li sistemi. Comprensibilmente, vuoi saltare immediatamente alla correzione finale, ma prima devi imparare qualcosa.

Tutte le Luci e tutti i Kelim, vasi, discendono dal perfetto mondo dell’Infinito ad uno stato assolutamente imperfetto e frammentato. Così un sistema è stato creato – dall’opposizione tra la Luce e i vasi – non puoi migliorare sopra la sequenza prestabilita. Dopo tutto, non c’è nulla di superfluo o marginale qui. La Luce dona in una forma assoluta e i vasi ricevono in forma assoluta e noi costruiamo la connessione appropriata tra loro. Questo non è qualcosa di arbitrario o un capriccio di qualcuno; questa è l’inevitabile conseguenza di condizioni in cui siamo impostati alle origini.

Tra i due desideri – dazione e ricezione – un altro sistema di relazioni non può essere creato differente da ciò che c’è nei mondi di Adam Kadmon e ABYA. Non può semplicemente esistere. Le leggi assolute qui sono al lavoro; non c’è alcuna ragione di scusarsi riguardo al “perdere tempo.” Non puoi accedere all’Infinito con un salto. Devi passare attraverso tutti gli stadi; altrimenti, il desiderio di ricevere non avrà successo nell’acquisire l’intenzione di dazione.

Nel percorso, necessiti del Creatore, la Luce, e più ancora. ChiamaLo come vuoi, ma c’è solo una forza che agisce in realtà. E dentro il tuo desiderio di ricevere c’è un piccolo punto. Devi comprendere dove trovarlo, identificare il suo desiderio e ritornarlo alla Luce Circostante (Ohr Makif – OM) con una richiesta che tutte le parti di questo desiderio saranno corrette. Non c’è nient’altro oltre a questo. Tutto il nostro lavoro fa affidamento su questo: che da questo punto nel nostro desiderio noi ci rivolgiamo alla Luce.

Eppure per fare ciò sono necessari molti test e sforzi. Vedi che stai lavorando con il tuo ego, una forza che vuole stabilire il proprio dominio e non ci permetterà di rivolgerci al Creatore. Al contrario, il Creatore è celato al grado che stabilisci da te stesso; noi dobbiamo decidere: “O io o Lui.”

E quindi, (1) prima noi abbiamo bisogno di fare la prima restrizione (Tzimtzum Aleph – TA) sul nostro ego. Questo non vuol dire che lo distruggiamo; noi riconosciamo che con il suo aiuto non è permesso raggiungere la dazione. Non puoi usare l’ego, nemmeno se lo volessi. Così si causa “un’atrofia.”

Dopo questo, (2) ti rivolgi a Bina; vuoi la forza di dazione che ti regoli. Questo ti porta ad una scoperta particolare (3). E’ vero che scopri solamente la Luce di Hassadim, ma questo è già qualcosa. Così gradualmente rimuovi il coperchio, gli occultamenti da te stesso.

Immagina questo come un esempio. Ci sono due persone di fronte a te: io ed un giovane uomo che è energetico, intelligente, attraente e i propri compimenti siano chiari. Vicino a lui è come se io mi dissipassi, dissolvendoti dal tuo campo visivo. Allora, tutto il tuo lavoro ora è muovere l’attenzione dall’uno all’altro.

Lui si maschera, si copre e si nasconde. Questo significa che devi “nullificarlo” dai tuoi occhi. Quindi “lo restringi” e lo sostituisci con me. Si scopre che qualcosa vali; io sono importante per te, e quindi sei pronto per entrare sotto la mia autorità invece che la sua autorità…

Così molte azioni sono richieste, passi per portarti alla via della rivelazione. Niente si compie da sé. Dall’inizio, sei sotto l’autorità del desiderio egoistico e devi passare all’autorità del desiderio altruistico. Vedi, il tuo desiderio non può rimanere “non associato ad alcuna cosa”; sia l’intenzione di ricevere sia l’intenzione di dazione devono dominarlo. E questa transizione richiede un po’ di tempo.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 31.03.2013, Scritti di Rabash)

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Le contrazioni che precedono la nascita di un nuovo mondo

Domanda: Abbiamo raggiunto il punto più basso dal Creatore?

Risposta: Siamo alla porta di casa per sentire il Creatore. Noi possiamo dire dall’osservazione cosa sta succedendo nel mondo e in noi stessi. Ci siamo esercitati abbastanza, abbiamo tenuto un gran numero di congressi, inclusi quelli nel deserto. Noi speriamo che il congresso attuale, la prossima settimana di Pasqua in Israele, così come i nostri sforzi, che sono diretti all’unità e alla connessione mutua, diventeranno l’ultimo tentativo e noi raggiungeremo la rivelazione.

Noi non sappiamo quando accadrà. Accade sempre inaspettatamente. E’ descritto nelle fonti originali. Parlando in generale, siamo di fronte alla porta di casa della rivelazione spirituale. Come regola, questo emerge sempre dall’oscurità. La transizione al prossimo passo avviene sempre in maniera simile all’Esodo dall’Egitto nel mezzo della notte o nella natività di un bambino che viene al mondo dal niente, dall’oscurità.

Speriamo di ricevere la rivelazione qui ed ora. Dobbiamo stare allerta, aspettare, e sperare che questo ci avvenga in ogni minuto delle nostre vite. Anche se non avviene in maniera immediata, le mie comprensioni ed esperienze continuano a dirmi che ciò avverrà sicuramente.

In nessun modo posso firmare per esso o impegnarmi che accada, giacché tutto ciò che succede a noi dipende da tutto il mondo. Ecco perché né io né il più grande Kabbalista del mondo sono in grado di prevedere come e quando accadrà. Siamo pionieri. I precedenti Kabbalisti erano individualisti; hanno rivelato la spiritualità tra di loro, in piccoli gruppi, come i discepoli di Rabbi Shimon, studenti dell’ARI, Ramchal e Baal HaSulam.

Ora, è il nostro turno di passaggio al livello successivo. Non posso prevedere con precisione la data esatta o eventuali condizioni specifiche che ci porteranno alla rivelazione. Tuttavia, siamo alle porte, alla vigilia di entrare in un regno spirituale. Nove mesi di sviluppo intrauterino sono finiti e il lavoro è già iniziato.

Questo è lo stato, ci troviamo in questo momento. Può durare per un po’, in modo simile a come un bambino si muove leggermente avanti e indietro, e la madre sente questi movimenti come contrazioni del parto. Siamo già in questa fase.

Domanda: E’ il punto più basso dal Creatore rispetto all’umanità?

Risposta: E’ il punto più lontano e allo stesso tempo è il più vicino. Dopo tutto, ci deve essere una differenza di potenziale.

Da un lato, “le contrazioni del parto”, enorme tensione ed enormi sforzi, sono inevitabili. Ci si può chiedere, che cosa sta accadendo? Comunque sappiamo dalla vita di tutti i giorni che questo è il modo in cui i bambini sono nati. Tutto andrà bene.

Domanda: Come possiamo percepire la vita di questo punto: individualmente all’interno di ognuno di noi o in gruppo?

Risposta: Non è più un punto. Saremo nati quando ci collegheremo. Il collegamento tra noi sarà una costruzione costituita da dieci parti, le dieci Sefirot – la prima immagine di un bambino che nascerà. Questa costruzione di dieci parti deve avere una certa struttura: una tensione interna ed un potere enorme che collega insieme tutti i desideri antagonisti ed egoisti. Un’unità degli opposti completi crea una “tensione”, dove la Luce superiore diventa rivelata.

E’ una legge della fisica, una tensione molecolare superficiale, nient’altro che questo! Osserviamo le stesse cose in ogni cosa attorno a noi: in natura, nelle tecnologie. Ogni fenomeno naturale è costruito da opposti.
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(Dal Congresso Europeo del 22.03.13, Lezione 1)

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L’ equilibrio curerà tutto

Domanda: Oggi, la medicina moderna non si basa sul rispetto della natura. La medicina alternativa, come la medicina cinese o l’omeopatia, si basa sull’osservazione della natura, su come creare equilibrio tra l’uomo e la natura. Ma i metodi alternativi trattano solo le malattie accuratamente definite.

Risposta: L’equilibrio curerà tutto. Dobbiamo solo dargli una spinta, oppure dare al corpo un senso di perdita di equilibrio, e questo verrà corretto da se stesso. Dopo tutto, il nostro corpo è sotto una tale influenza degli ambienti inquinati e dei veleni che lo colpiscono, che non rileva uno squilibrio in sé e tra sé e la natura.

Se mettiamo una persona che usa il normale ambiente ecologico nelle nostre condizioni, andrà pazzo a causa del rumore, odori, e degli effetti nocivi dell’ambiente. Inoltre, se gli dai il nostro cibo, egli sarà portato al reparto di terapia intensiva. Ma noi esistiamo normalmente, questo squilibrio in noi è costantemente compensato.

Pertanto, tutti i metodi naturali di trattamento sono molto difficili da applicare, perché funzionano a malapena. Per questo, è necessario essere nell’ambiente adeguato.
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(Da Kab.TV di “La Medicina del Futuro” 7.04.2013)

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A Noi è proibito sbagliare

Domanda: Il momento attuale è molto difficile. Sentiamo la pressione messa su di noi; il Creatore è molto severo con noi. In che modo qui, in Europa, ci possiamo elevare al di sopra di tutte le nostre paure per rispondere adeguatamente a ciò che il Creatore vuole da noi?

Risposta: Il nostro obbiettivo principale è la correzione, l’unità. Anche se non divulghiamo il metodo dell’educazione integrale, la nostra connessione influenzerà comunque il mondo. Apparentemente è come se si diffondesse sotto la terra arrivando ad influenzare tutti.

Tutti inizieranno a parlare di questo. Tutti inizieranno a riflettere e a comprendere poiché il mondo intero è comunque interconnesso. E’ un fatto conosciuto attraverso la ricerca scientifica, e gli uomini già lo percepiscono: Qualcosa a cui penso in un paese del mondo all’improvviso incomincia ad essere scoperto in pensieri ed azioni in un altro paese, e così avanti.

Quindi, per prima cosa in assoluto, abbiamo bisogno dell’unione. Soprattutto, se incominciamo a connetterci al di là dei confini dell’Europa! E nel momento in cui incominceremo a farlo, sentiremo che i rapporti tra le nazioni, inizieranno ad essere completamente diversi. I mezzi di informazione stanno incominciando a presentare le informazioni in un modo sottilmente diverso: in una forma più morbida, reciproca, con la consapevolezza che non c’è altra scelta, e che dobbiamo quindi promuovere dei buoni rapporti tra di noi. Perciò, ci dobbiamo dirigere in questa direzione.

E allora, con la nostra connessione, già divulghiamo il metodo stesso dell’educazione integrale. Non si tratta di una cosa affatto complicata. Non si può immaginare quanto velocemente questo si realizzerà; abbiamo semplicemente bisogno di assumere la giusta forma ed agire; questa è la cosa principale nella saggezza della Kabbalah. Per cui, potete investire delle immense quantità di energia, anni di duro lavoro, spremere da soli tutto quello che è possibile, se questo non si sviluppa nella giusta direzione, deviando un pochino a lato, allora niente ne verrà fuori!

Baal Ha Sulam scrive nel suo libro Shamati, che Israele è chi si sta dirigendo diritto verso il Creatore; la Torà è il sistema che connette gli uomini perché agisce per mettere in pratica la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso“. Vale a dire, se indirizzate voi stessi verso l’amore, verso la connessione tra di voi, direttamente verso il Creatore, allora raggiungerete il Creatore. Ma se distorcete leggermente questo sistema, allora cambierete direzione. L’angolo di variazione può essere molto piccolo ma, avanzando, l’ampiezza, quindi la distanza, cresce.

Perciò, a noi è proibito sbagliare, abbiamo bisogno di correggerci sempre: un pochino e un pochino, come ogni sistema che si segue.

Dobbiamo fare attenzione a questo, e allora non sarà affatto complicato e difficile. Molto velocemente, proprio immediatamente, sentirete la giusta reazione del mondo. Gli uomini incominceranno a trovarvi, a rivolgersi a voi e a chiedere: “Dove state andando adesso?”
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(Dal Congresso Europeo della Germania del 23.03.2013, Lezione 4)

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Una vecchia trappola sui percorsi da fare

Domanda: Il 15 aprile, Israele festeggia il Giorno della Memoria per onorare i soldati caduti e le vittime del terrorismo. Come può una persona affrontare il dolore di una perdita? E, in generale, come si rapporta la scienza della Kabbalah ad un argomento così doloroso?

Risposta: Ho avuto di fronte questa inevitabile questione, che in sostanza è il tentativo di trovare il colpevole. “Chi deve essere incolpato per la mia sensazione di sofferenza?”- chiede una madre inconsolabile, ed insieme a lei, in un modo o nell’altro, tutti gli altri lo chiedono. In conclusione, questa domanda ci porta inequivocabilmente a chi è che può fare la differenza.

Ci sono dei momenti quando quello che succede non può essere cambiato. Per esempio, la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce alle leggi del proprio sviluppo. Fino a quando un uomo non si è separato dal legame con le scimmie e a partire dal tempo di Adamo non ha avuto la possibilità di determinare i suoi stati in qualcosa, si è sviluppato attraverso una sequenza continua di tribolazioni: i nostri progenitori erano mangiati dagli animali, uccisi dalle malattie, dai disastri naturali, ecc.

In generale, possiamo solamente fare riferimento alla legge generale dell’universo, che indica cosa sta succedendo, come richiesto dallo sviluppo graduale. Si dice: “Non mostrare ad uno sciocco un lavoro fatto a metà”. Anche noi passiamo attraverso questo processo.

Tuttavia, quando abbiamo l’opportunità di determinare i nostri stati nel bene o nel male, è allora necessario comprendere cosa sta succedendo. Ora, in aggiunta al “rullo dello sviluppo” messo in moto dalla Natura, l’uomo ha una specie di aggiunta.

Per esempio, guido una macchina che non è completamente a posto per affrontare una strada dissestata. Una gomma è a terra; i freni funzionano appena; in breve, sono nei pasticci.

E così è anche nella vita: parte dei nostri problemi sono causati dalla natura che ha preparato per noi questo percorso e l’altra parte dipende da noi. Questa è la parte di cui solitamente parliamo. Infatti, niente può essere fatto con la natura; essa guida la creazione dal suo stato primitivo ed egoistico verso quello finale, che è altruistico. E’ una forza potente ed irresistibile che spinge tutto in avanti. E, inoltre, ad ogni stato, l’essere creato ha l’opportunità di facilitare il proprio sviluppo, comprendendo che è inevitabile e desiderabile. L’essere creato è capace di guardare al futuro nel suo stato finale e vedere che non c’è alternativa, che ne vale la pena.

Ci comportiamo nello stesso modo quando facciamo un qualunque duro lavoro. Per esempio, essendomi iscritto all’università, mi sono “procurato” del duro lavoro da fare tutti i giorni per quattro o sei anni, sapendo che non ci sono alternative. Inoltre, continuerò a studiare anche in seguito perché non voglio rimanere un ingegnere per tutta la mia vita. Sebbene, lungo la strada, incontrerò delle cose che non mi piaceranno e soffrirò per gli ostacoli che non dipendono da me, che si tratti degli esami o dei compiti che mi sembrano senza senso e che odio, guarderò avanti e capirò che devo passare attraverso tutto questo.

Infatti, tutti gli intelligentoni sopra di me hanno deciso che ho bisogno di tutto questo, se non altro per allargare i miei orizzonti in modo da non avere delle vedute ristrette.

Nella Kabbalah, sappiamo che parliamo di un programma completo e perfetto, che prevede tutte le sfumature. Ci vengono mandati i passi necessari e li compiamo nella via di “mezzo”, senza una serie infinita di terribili sofferenze, e senza passare per una “valle incantata”, sopra la quale suonano le melodie delle sfere celesti.

Non possiamo percorrere il cammino più facile e più corto; però, naturalmente, non siamo interessati al cammino della sofferenza con i suoi incubi ad ogni angolo. Dunque, in qualche modo ci costruiamo la nostra strada nel mezzo, in base a quanto viene detto nella Torà. Ovviamente, a causa della nostra natura, dobbiamo stare in equilibrio tra due forze – negativa e positiva – combinando le proprietà del “giudizio” e della “misericordia”, avendo il timore e, nello stesso tempo, valorizzando ciò che riceviamo.

E, ripeto, ci sono periodi di sviluppo differenti. Talvolta, abbiamo l’opportunità di farcela nel cammino piacevole dell’unione, raggiungendo facilmente e comodamente un risultato intermedio. Ma succede anche che ci troviamo davanti delle difficoltà insormontabili; non riusciamo ad unirci, e allora quello che succede succede. Questo vale per tutte le guerre che abbiamo combattuto dal momento della rinascita dello stato di Israele e anche prima, compreso l’Olocausto.

E, naturalmente, tutto questo lo avremmo potuto correggere ed evitare in anticipo ma, sfortunatamente, non abbiamo realizzato le correzioni. Non solo Baal HaSulam ma anche altri Kabbalisti ne scrivono e ne fanno cenno, ma in un certo senso preferiscono non addentrarsi in questo argomento. Infatti, cosa possono dire agli uomini? Questo argomento è così doloroso che delle spiegazioni dirette non farebbero che provocare del rifiuto. Un uomo dovrebbe giungere da solo alla conclusione che tutto dipende da noi. Degli studi corretti sono necessari, basati sulle scoperte che saranno fatte dallo studente e non dall’insegnante…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.04.2013 “La Nazione di Israele” (Il giorno dell’indipendenza in Israele)

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Estinguere insieme tutti i problemi

Domanda: In una comunità di donne, a volte, vengono a mancare l’accoglienza e il sostegno reciproco, e di conseguenza, i rapporti tra loro non sono sempre gentili. Che cosa possiamo fare?

Risposta: Prima di tutto, per le donne questo è naturale. Esiste tra di loro una naturale competizione, a differenza della concorrenza artificiale che esiste fra gli uomini. Per gli uomini deve esserci qualche motivo specifico per iniziare a competere tra loro. Mentre per le donne non è così, il conflitto tra loro è dettato dalla natura, e quindi dobbiamo calmarle costantemente.

Dentro di noi, degli uomini, le donne spengono i problemi connessi allo spostamento in avanti. Mentre all’interno delle donne dobbiamo spegnere i problemi connessi con il tornare indietro, perché quando tra loro nascono vari battibecchi, significa muoversi all’indietro. I conflitti tra gli uomini di solito avvengono a causa di oscillazioni causate dall’influenza della Luce, dalla sensazione dell’avanzamento spirituale in cui l’influenza superiore si scontra con il nostro egoismo, ma non perché essi sono uno contro l’altro. I conflitti delle donne derivano dalle loro interazioni a livello corporeo. Così, noi, gli uomini, dobbiamo aiutarle in questo, mentre loro devono aiutare gli uomini.
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(Dalla lezione virtuale del 07.04.2013)

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“Uno dovrebbe sempre vendere le travi della sua casa”

Uno dovrebbe vendere sempre le travi della sua casa e mettere le scarpe ai piedi” (Shabbat, 129).

Domanda: In senso spirituale, che cosa significa “vendere le travi della sua casa”?

Risposta: “Le travi della sua casa” sono tutti i pensieri, i desideri, e tutto il mio atteggiamento verso la vita, che mi obbligano a preoccuparmi di me e mi impediscono di unirmi agli amici. Per costruire un’immagine generale, un unico sistema, devo vendere questa “casa” che mi è tanto cara.

Ma neppure questo basta. Devo comprare delle scarpe da mettere ai piedi, il che significa che ho bisogno di una forza difensiva che mi tiene nei suoi settori. Non è sufficiente annullare la mia opinione e abbassare la testa davanti al gruppo, che è chiamato “vendere le travi della sua casa.” Ho anche bisogno di ricevere le forze che mi permettono di restare attaccato agli amici al di sopra di tutti i pensieri che sono evocati in me.

Questo significa che non è sufficiente annullare me stesso, ma che ho bisogno di una forza supplementare che mi leghi al gruppo. Questo è chiamato un “patto” o “scarpe ai suoi piedi (raglan),” in modo da non “spiare” (in ebraico, meragel, ha la stessa radice della parola piedi) a beneficio del mio ego.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.04.2013, Scritti di Rabash)

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