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Ressurrezione dalla morte

Tutta l’umanità esiste in un sistema che assomiglia al nostro corpo, che è compreso di parti interconnesse. Questa connessione esiste già. Il problema è che questo non opera correttamente.

Dopo la rottura dei vasi, ogni frammento cominciò ad operare per il proprio bene. La connessione tra loro è rimasta, solo che questa è diventata opposta a quello che avrebbe dovuto essere perché ognuno voleva solo ricevere per se stesso.

Il sistema si è sviluppato in questo modo dopo la rottura, diventando via via sempre peggio. Poiché il desiderio di ricevere ha cominciato a rivelare se stesso con maggior forza e le persone pensano che, nonostante le loro connessioni siano egoistiche, potrebbero aiutarli a svilupparsi comunque. Gli economisti di oggi credono ancora che la competizione sia buona poiché porta l’umanità alla prosperità e al successo.

Ma questo appare positivo solo in superficie perché una persona si sente confortata nel suo egoismo. Comunque, in sostanza, tutto il nostro sviluppo è disegnato solo per il bene della rivelazione del male contenuta nel nostro egoismo, e noi riveleremo questo alla fine del nostro sviluppo egoistico.

Attraverso il corso della storia, la connessione egoistica tra le persone (o anime rotte) è sempre cresciuta in maniera costante. In mezzo a loro, ci sono alcune anime, che rivelano se stesse qua e là, che non vogliono esistere con le leggi di ricezione e competizione, ma vogliono esistere in dazione mutua e aiutarsi l’una con l’altra. Queste persone stanno rivelando il metodo di una nuova, altruistica connessione che gli permette di elevarsi al di sopra del loro egoismo ad uno stato di dazione.

Dalla propria correzione, queste persone diventano una parte positiva del sistema generale. Questi sono i Kabbalisti, persone speciali che hanno rivelato la forza della dazione, e grazie a loro, affluisce nel corpo generale o dell’anima generale come il sangue fresco. Questo flusso causerà il ritorno in vita e il risveglio dell’anima generale.

Questo intero meccanismo sta cominciando a risvegliarsi dalla morte. Dopo tutto, è stato completamente distrutto, e ora ci sono parti di questo che stanno cominciando a guarire tramite la connessione tra gli uni e gli altri. Queste parti stanno diventando più attive all’interno del sistema e stanno rafforzando la loro connessione tra loro, così risvegliando l’intero sistema e iniettandolo con la forza della dazione attraverso le connessioni naturali che esistono tra tutte le sue parti: le parti rotte, le parti corrette, e quelle nel processo di correzione.

Come risultato, tutte le parti del sistema stanno ricevendo un leggero incremento di energia e ispirazione dalle parti che si stanno già correggendo. Per questa ragione i giusti sono chiamati la fondazione del mondo.

Anche se non divulghiamo ampiamente, il nostro lavoro e i nostri sforzi nell’unità coinvolgono le parti del sistema che non sono in grado di scoprire il metodo della correzione da soli. Dopo tutto, noi esistiamo in un solo campo, un singolo organismo, ma, al fine di accelerare il processo di sviluppo, dobbiamo includere la divulgazione esterna.

Baal Ha Sulam ha scritto riguardo alla necessità di rivelare la scienza della Kabbalah nel suo articolo, “Tempo di Agire”, allo stesso modo nel suo giornale, La Nazione. Questo ha aiutato a risvegliare le persone, che corrisponde ai nostri tempi incredibilmente accelerati.

Questo conferisce ad ogni parte del sistema l’opportunità di risvegliare e vedere che il nostro stato di crisi non è accidentale e noi non siamo stati maledetti al fine di soffrire passivamente le nostre intere vite. La crisi è un segno che noi dobbiamo accettare il metodo della correzione il prima possibile.

La Luce, il potere della correzione, il riempimento e la dazione, entra nel sistema generale solo attraverso le parti corrette. Le parti corrette del sistema sono chiamate Israele (diretto al Creatore), e il loro numero sta crescendo perché molte più parti si stanno risvegliando verso la correzione.

Loro sono chiamate la parte interna dell’anima generale. Le parti restanti che non si stanno ancora correggendo sono chiamate la parte esterna o le nazioni del mondo. Alla fine, ognuno si unirà e raggiungerà la completa correzione.
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(Dalla 1°parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 15.08.2012, Shamati #69)

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Divulgatori d’idee integrali

Domanda: In Russia abbiamo gruppi di 10-12 persone l’uno, che si specializzano nell’educazione integrale. Hanno studiato il materiale per sei mesi, hanno iniziato a scrivere degli articoli e adesso è arrivato il momento della formazione pratica. Questi sono i cerchi che abbiamo preparato per diventare insegnanti ed educatori. Quali sono i nostri traguardi e obiettivi?

Risposta: Io penso che prima di tutto debbano studiare il materiale sull’educazione e sulla crescita integrale, imparare a condurre gruppi focalizzati, lezioni avanzate, letture e poi fare la formazione pratica.

I gruppi possono essere formati da più di dodici persone. Lasciamo che altri si uniscono a loro – i grandi circoli sociali hanno ancora bisogno di essere esposti alla conoscenza integrale.

Prima dovrete formare una classe dove potrete insegnare e coinvolgere le persone nella preparazione dei materiali per la pubblicazione di libri sull’educazione integrale, perché questo li fa avanzare.
In secondo luogo, è necessario formarli in un gruppo che userà questo materiale (perfino prima che il libro vero e proprio sia pronto e alcune parti di esso siano ancora in preparazione) e presentare questi estratti, questi piccoli lavori a degli esperti, e avere diverse riunioni con loro.

In questa maniera, questo tipo di lavoro, la raccolta di materiali, che basicamente si basano nell’informazione di una determinata comunità, un club, che genererà dopo le proprie idee in modo più pratico, adattato all’ambiente sociale nel quale si trova il club.

Il nostro obiettivo è quello di fare diventare queste persone dei divulgatori attivi della nozione della comunità, che potrebbero realizzare questo attraverso la ricerca di scienziati appropriati e specialisti che concordino con le idee integrali. Penso che questo conti più di tutto.

Perché non importa dove ci troviamo, dobbiamo prima di tutto stabilire connessione con persone che la società considera portatori di conoscenza, che potrebbero unirsi a noi e supportarci e fare questa idea accessibile a cerchi più grandi di persone. È molto importante per la popolazione la provenienza delle idee; in altre parole, dev’essere una grossa comunità.
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(Tratto da “Una conversazione sull’ educazione integrale” del 31.05.2012)

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Il Congresso: preparazione per l’unione universale

Domanda: Come si combinano gli studi, i corsi di educazione integrale e la vita regolare in vista delle scadenze pressanti?

Risposta: La pressione si intensifica, il tempo sarà intensificato, gli stati saranno sempre più ripidi, più acuti. La gente sarà più confusa e persa. Si deve preparare dal fatto che il livello di ingresso integrale eleva completamente una persona soprattutto di questi problemi. Questo significa che la nostra salvezza è solo nell’unione. Nell’unione si trova la salvezza del mondo. Ecco perché il nostro congresso, che spero saremo in grado di svolgere con successo a Kharkov, sarà una preparazione molto buona per la salvezza.
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Il congresso: Preparazione per l’unione universale

Domanda: Come facciamo a combinare gli studi, i corsi di educazione integrale e la vita regolare in vista delle scadenze che premono?

Risposta: La pressione s’intensificherà, il tempo s’intensificherà, gli stati diventeranno più ripidi, più nitidi. Le persone saranno più confuse e perse. Dobbiamo prepararci a questo dal fatto che l’ingresso nel livello integrale eleva le persone al di sopra di tutti questi problemi. Questo significa che la nostra salvezza è unicamente nell’unione. Nell’unione risiede la salvezza del mondo. È per questo che il nostro congresso, che io spero riusciremo a fare con successo a Kharkov, sarà una buona preparazione per questa salvezza.
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(Tratto dalla lezione virtuale “Fondamenti della Kabbalah” del 15.07.2012)

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All’epicentro della correzione del mondo

Domanda: Qual è la connessione tra il centro del gruppo e la divulgazione per il mondo intero?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo tutti ambire al centro del gruppo per realizzare la grande regola della Torà: Ama il tuo prossimo. Altrimenti non sarà il centro.

Ed attraverso questo punto centrale che determina l’inizio e che finisce alla fine della correzione, attraverso queste definizioni, mi collego con l’intera realtà e con il mondo (il 99%). Dopo tutto, voglio vedere tutta l’umanità in questo punto centrale. E la vedrò là di certo!

Nella misura secondo la quale correggo me stesso al centro del gruppo, in relazione al resto del mondo (verso il 99%), con tutte le qualità positive e negative che vi trovo, con tutte le opinioni e percezioni che si sono già formate dentro di me, in quella misura vedrò l’umanità al centro del gruppo, già collegata e pronta per la mia realizzazione. In questo modo agirò dall’interno del mondo verso l’esterno.

Con questi mezzi stabilirò la divulgazione spirituale. E poi vedrò come aiutare effettivamente il mondo e come questo avanzi e cambi.

Mentre la forma esterna rimane, allo stesso modo, questo mondo è obbligato ad esistere sino alla fine della correzione, fino a che questa realtà immaginaria scompare dalla nostra percezione. Ecco perché dobbiamo praticare degli sforzi anche nella divulgazione esterna.

Allora, comunque,  saremo capaci di definire le giuste relazioni tra l’interno e l’esterno e distribuire la nostra forza. Le nostre valutazioni cambieranno.

Così il centro del gruppo è un punto a cui aspiriamo più di qualunque altra cosa, come se stessimo partendo da tutti i mondi di BYA verso Malchut del mondo di Atzilut e poi dalla Malchut del mondo di Atzilut, con il desiderio di unirci ai desideri dell’intera realtà ed innalzarli ancora di più; conosciamo delle qualità ancora più elevate dette Zeir Anpin, Yeshsut, Binà e così via. Con queste nuove qualità e comprensioni correggiamo e costruiamo la Shechinà, la correzione di tutte le anime.

Questo per via del fatto che quando me ne occupo con le mie qualità non corrette, succede come se la stessimo costruendo; mi collego come una parte benefica ed attiva. La Shechinà esulta per il fatto di non dover più separare un suo organo da se stessa, ma può farlo ritornare e collegarlo a sé.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05 2012, “Discorso riguardo il Seminario”)

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Non c’è stato un congresso del genere!

Domanda: Come possiamo convincere noi stessi che non stiamo aspettando un congresso ordinario, ma che in realtà ci sarà qualcosa di speciale in questo congresso?

Risposta: Prima dobbiamo arrivare allo stato in cui il mondo chiede questo. Il mondo è stato a lungo in uno “stato disperato” ma tutto questo è mascherato, oscurato. Ma non importa come tu li nasconda, i problemi sono già usciti da questa copertura. Ed è per questo, mentre cercano ancora di nascondere qualche cosa, che non aiuta più.

Perciò, dall’altra parte, vediamo che il mondo ci forza. E questa è la cosa più importante poiché la Kabbalah è stata rivelata perché il mondo sta iniziando ad arrivare all’interdipendenza integrale. Ma nessuno, oltre la Kabbalah, ha il metodo di preservare la società, la pace, la famiglia e se stessi in questa interazione integrale.

È per questo che la Kabbalah aspettava questo momento per essere rivelata e per diventare il metodo di costruzione di una nuova società. Dobbiamo dimostrare a noi come fare questo e imparare dalle letture e workshop come insegnare questo in modo che sia molto chiaro e semplice.

Ogni persona che viene a un congresso, in principio, è un potenziale distributore che potrà dare delle letture, organizzare gli workshop e tavole rotonde, ecc. Per lo meno, se la persona non è capace di imparare tutto, è sempre capace di assorbire qualche cosa e di finire i propri studi nei nostri corsi. Io spero molto in questo.

Dobbiamo attraversare tutti gli stati che una persona deve passare iniziando da zero e finire con la completa connessione di uno con l’altro.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 29.07.2012)

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La fame non è il nostro metodo

Domanda: Quando ci rivolgiamo al pubblico generale prima di tutto proponiamo che si uniscano al fine di risolvere i loro problemi quotidiani. Quindi il vero significato dell’unità sarà rivelato, vero?

Risposta: Sì. Da un’intenzione egoistica (Lo Lishma – non per il Suo bene) passiamo ad un intenzione altruistica (Lishma – per il Suo bene). Baal HaSulam scrive di questo nell’ Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot (articoli 138-139): “Le persone tornano alla Torà dallo stato peggiore.”Potremmo chiederci, chi gliela lasciato? Chi li ha dato il permesso di farlo? Le fonti descrivono nelle leggende come gli angeli hanno chiesto al Creatore: “Come puoi darle la Tua Torà, il Tuo studio a tali umili creature?” Ma Mosè ha vinto gli angeli chiedendo: “Voi sentite l’invidia? Questa è un’inclinazione al male in voi?” Questo è l’unico modo; dobbiamo usare la forza della luce nelle situazioni in cui il Creatore ci manda uno scopo di cui non c’è nulla nella nostra anima.

Quindi dobbiamo presentare il metodo di correzione alla gente e spiegare che dobbiamo essere connessi e uniti. Più dolcemente e accessibilmente noi trasmettiamo questo messaggio, più velocemente lo accetteranno e non si verificherà uno stato di fame reale e criticità.

Oggi non stiamo morendo di fame, ma sentiamo le limitazioni e la crescente pressione delle circostanze. Se ora, mentre la situazione non è ancora minacciosa, lavoriamo per convincere le persone, le cose si risolveranno. Se non lo facciamo, le cose peggioreranno e si deterioreranno ad un livello tale per cui saremo in grado di soddisfare le masse e raggiungerle. Allora saremo in grado di presentare le giuste spiegazioni a loro e loro ci ascolteranno.

Dobbiamo quindi iniziare a portar loro le informazioni su cosa sta succedendo ora, per amore e preoccupazione. Nemmeno una piccola frazione del male è stata rivelata e dobbiamo già pensare a come superare la crisi. Oggi “andiamo fuori dalle persone” non in ordine di partecipare alle loro manifestazioni, ma al fine di darle spiegazioni.

Per di più, in Israele collaboriamo con altri movimenti sociali al fine di creare una rete di collegamento tra la gente. Ci sono molte organizzazioni e circoli che possono collaborare con noi nel processo. La nostra partecipazione è sufficiente per avviare il supporto dall’alto.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di kabbalah del 05.08.2012, Introduzzione al Libro dello Zohar)

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Gelato per tutti

Dobbiamo smettere di trattare direttamente con il nostro desiderio, cercando di soddisfarlo attraverso tutti i sistemi che abbiamo creato. Semplicemente non funziona. Funzionava parzialmente per un po’, cioè intenzionalmente per farci arrivare alla frammentazione e alla completa ricognizione del male. Ma adesso siamo arrivati a uno stato nel quale siamo giunti alla conclusione che non possiamo più avanzare in questo modo. Dobbiamo sollevarci sopra il vecchio approccio, sopra gli intenti di soddisfare noi stessi e di gestire le nostre vite in maniera egoista. Non avremmo mai successo in questo modo e perciò dobbiamo elevarci al livello di dazione.

Se non ci solleviamo dall’attributo di ricezione verso l’attributo di dazione, non saremmo capaci di raggiungere la completezza. Dobbiamo capire che non possiamo continuare nella vecchia maniera. Il nuovo approccio è: solamente la connessione di tutti, non di alcuni per conto di altri. Possiamo soddisfare noi stessi solo se ci uniamo.

È come se la natura ci stesse confrontando con una condizione, una nuova legge egoista che dice: “Puoi avere una vita meravigliosa, tutti saranno soddisfatti e felici, ma unicamente se siete uguali”. È come una madre che dice ai propri figli: “Volete un po’ di gelato? L’avrete solo se siete connessi e non litigate. Se no, nessuno avrà niente”.

È cosi che la natura ci chiama ad avanzare verso l’uguaglianza, in modo che dentro l’uguaglianza saremmo capaci di scoprire un’opportunità ancora maggiore. Il punto principale non è il gelato che avrete quando raggiungerete l’uguaglianza; siete attirati verso il gelato in modo di raggiungere l’uguaglianza e sentire che è il valore più alto. Quando mangiate il gelato, ve lo potete già gustare da uno stato di uguaglianza e connessione. Scoprite all’improvviso che il gelato mangiato insieme quando siete connessi è 1000 volte più gustoso del gelato che mangiate da soli.

E allora, che cosa vuole la natura? Vuole che tu senta di aver ricevuto un nuovo vaso, un nuovo desiderio che ti permette di scoprire un sapore che è 1000 volte più grande, NRNHY invece di Nefesh. Diventi libero dalle limitazioni della vita e della morte e inizi ad uscire in uno spazio infinito. Raggiungi una nuova prospettiva, un sentimento di libertà senza limiti dalle limitazioni che l’ego ti ha imposto.

Sentirai quanto sia meraviglioso connetterti con gli altri. Il gelato era solo un pretesto, la leva che ha portato i cambiamenti, la scoperta di un nuovo desiderio integrale. Questo è il processo che tutto il mondo deve attraversare.

Noi stiamo attraversando il processo consapevolmente, perché sappiamo dove siamo diretti. Perciò, dobbiamo aiutare il resto del mondo, spiegando loro che non devono cercare di raggiungere la connessione con i vecchi sistemi. Sono tutti falliti. Proviamo un nuovo approccio, un approccio molto semplice: Se ci uniamo, avremmo successo.

Per altri sarà semplicemente un traguardo egoista: unirsi per avere successo. Ma per il fatto di organizzarlo ed essere insieme, attraverso di noi avranno un altro riempimento. I desideri del mondo sono “rotondi” e i nostri desideri sono “diritti”. Perciò, quando si uniranno a noi riceveranno anche la forma diritta, proprio come uno strumento musicale che riempie la sua borsa. Dopo tutto, il “cerchio” contiene già la forma diritta che ha il Masach (schermo) e lavora con la Luce. Allora tutti inizieranno a sentire che è la forma integrale che da il riempimento speciale, NRNHY, e grazie alla nostra connessione, il mondo avanzerà.
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(Tratto dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Responsabile di tutti

Nell’articolo “Matan Torà (Il Dono della Torà),” Baal HaSulam ci spiega a quali condizioni sia stata data la Torà al popolo. In primo luogo, deve trattarsi di un gruppo di persone che vogliono essere come un solo uomo in un solo cuore. Le sofferenze che hanno attraversato non lasciano loro scelta e vedono che devono fuggire, ma devono fuggire consapevolmente. Non è una fuga cieca dal dolore, poiché le sofferenze provengono da una forza speciale, dal Creatore, in accordo al Suo piano, e dentro di esso vi è un obbiettivo specifico.

Il Creatore ha causato le sofferenze di proposito. Si dice “Ho creato l’inclinazione maligna,” che significa ho creato il Faraone che porta i figli d’Israele più vicino al Creatore. L’inclinazione maligna è chiamata “un aiuto contro,” in quanto induce e spinge la persona a conoscere la forza che la controlla. Una persona si chiede: “Da dove proviene questo male? Perché sto soffrendo?” In realtà la ricerca la porta alla domanda principale: “Qual è il senso della mia vita?” E ancora: “Qual è il senso della vita?” Allora essa raggiunge la saggezza della Kabbalah.

Così ella viene per ricevere la Torà e comincia a comprendere che vi è bisogno di cambiare qualcosa. Anziché cambiare il mondo cercando di “piegarlo” da sola, la persona comprende che il mondo è una replica dei suoi attributi interiori. Cambia te stesso e il mondo cambierà.

Questo è ciò che diciamo a tutti: noi dovremmo correggere la persona e non il mondo. Naturalmente, non parliamo di percezione della realtà, riguardo al fatto che l’immagine esterna sia determinata dalla nostra interiorità. Al momento ciò non può essere spiegato, anche se vi è già qualche evidenza scientifica su questo. Nell’insieme, una persona già comprende che oggi deve correggere sé stessa. Poi sarà pronta a ricevere la Torà come una spezia “per speziare” l’inclinazione maligna tramite questo metodo in modo che abbia un buon sapore.

Infine dobbiamo porre la forma di dazione nel desiderio di ricevere originale. Se una persona è pronta per questo, riceve la Torà, ovvero il metodo della correzione, ed inizia a lavorare. Poi comprende l’essenza della condizione che gli è stata data: ciò che la mutua garanzia significa, ciò che l’unione generale è, e ciò che rappresenta lo scopo finale di “Ama il tuo amico come te stesso.” Sulla strada per raggiungere questo obbiettivo, una persona scopre la sua missione, che è definita come “un regno di sacerdoti” ed una “nazione santa.” In altre parole, deve adempiere ciò che si dice non solo per quanto riguarda sé stesso, ma anche essere responsabile del mondo intero. Giudicando sé stessi e tutto il mondo su di una scala di meriti, una persona applica correttamente il suo potenziale per il bene degli altri, facendo ciò che deve fare, il che vuol dire diffondendo il metodo della correzione in tutto il mondo.

Allora lui corregge sé stesso, in quanto egli non ha bisogno di altro fuorché questo. È sufficiente vivere lavorando per la correzione generale, il che è chiamato un “regno di sacerdoti.” I sacerdoti non hanno possedimenti materiali, “Dio è il loro possesso,” che significa il livello puro di Bina. Una persona dovrebbe anche vedere sé stessa da questo livello sublime dove il bene degli altri è la sua unica preoccupazione al di sopra di tutte le altre preoccupazioni, e l’unico obbiettivo al di sopra di tutti gli altri obbiettivi. Anche se emergono diversi desideri non voluti ed anche se le interruzioni sono globali, tutto è fatto perché al di sopra di essi egli possa essere responsabile dell’intero mondo. Altrimenti non avrà nulla su cui lavorare.

Adempiendo la missione di un “regno di sacerdoti” e una “nazione santa,” la persona soddisfa l’idea della garanzia mutua. Il punto non è che saremo responsabili l’uno dell’altro e ci manterremo a vicenda sulla via della correzione. No, noi stiamo avanzando verso la mutua garanzia insieme a tutto il mondo, noi siamo responsabili di tutti quanti, e a meno che non li correggeremo, il nostro lavoro non potrà essere completato.
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Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)”

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La Luce è sempre la risposta ad una richiesta

Baal HaSulam, “Il Corno del Messia”: E grazie a ciò, Rashbi lo concesse a sé e rivelò la saggezza di ciò che è occultato nei suoi libri, Lo Zohar e il Tikkunim. Tuttavia, lo fece con grande cura, in quanto lo permise solo a Rabbi Abba, che fu in grado di svelare con indizi, così che solo i saggi dei figli d’Israele comprendano, e i saggi delle nazioni del mondo non comprendano.

La ragione di ciò è che se la gente governata dall’egoismo scoprirà qualcosa in questa saggezza, non sarà capace di progredire. In un altro articolo, Baal HaSulam riporta l’esempio di un frutto acerbo che può far male ad una persona. Le risposte ricevute senza uno sforzo, senza auto-avanzamento, non fanno altro che bloccare la strada di una persona.

La saggezza della Kabbalah è rivelata gradualmente, così che una persona comprenda di più in base alla sua crescita spirituale interiore, e quindi progredisca. Tuttavia, se ricevesse delle risposte in anticipo, senza far crescere e sviluppare un vaso, esse la fermerebbero e non le permetterebbero di avanzare. Allora non avrebbe bisogno di cambiare e di acquisire nuovi attributi, e gli impedirebbe di scoprire da sé la via verso il mondo spirituale.

Questo è il motivo per cui i Kabbalisti hanno avuto grande cura nel non rivelare alle persone cose che non sono ancora capaci di capire. La saggezza si acquisisce secondo la disponibilità della persona. Noi studiamo al fine di evocare la Luce che Riforma, e quando essa ci corregge, iniziamo a comprendere e a percepire il materiale che studiamo.

Il processo è come segue: Ci connettiamo in un gruppo di una decina di persone, e poi con il potere della nostra unione possiamo innalzare MAN alla forza superiore. Come risposta, riceviamo la Luce che Riforma, il che significa la Luce Circostante (Ohr Makif – OM). Questo è ciò che ci cambia, o meglio, ciò che ci unisce veramente () e ci corregge, e grazie a questa correzione noi scopriamo il mondo superiore nei nostri attributi corretti.

Per cui queste sono le fasi del processo:

  1. Ci uniamo
  2. Innalziamo MAN per la correzione
  3. La Luce Circostante ci corregge
  4. Riveliamo la realtà superiore

Se non compiamo i due passaggi principali, connettersi e innalzare MAN, allora non accade nulla. Pertanto, i Kabbalisti scrissero i loro libri in più fasi, secondo il nostro avanzamento nel nostro studio. Quando lo leggiamo per la prima volta, scopriamo il nostro ego. Così capiamo che vi è una sola scelta, elevarsi verso l’unità (), e poi scopriamo che non è sufficiente e che dobbiamo elevare MAN. Se lo facciamo, allora la Luce Superiore, la Luce Circostante (OM) completa il lavoro.

I libri Kabbalistici si rivelano a noi in accordo a queste fasi, e tutto proviene dallo studio. Nella prima fase, rivelo il male, nella seconda fase, vedo che non posso farci nulla e che ho bisogno di connettermi agli amici, e nella terza fase, comprendo che non ci riusciremo senza una richiesta che la Luce ci connetta poiché non siamo capaci di farlo da soli. Allora la Luce arriva e completa il lavoro. La prima metà del lavoro è sotto la nostra responsabilità e la seconda metà è soddisfatta dall’Alto ed è chiamata “il lavoro del Creatore.”
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 20.06. 2012 a Toronto, “Il corno del Messia”)

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