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Immunità per Facebook

Nelle notizie (da Marketwatch): “Facebook potrebbe finire versando una grande fetta dei suoi utenti 1.2 miliardi in tre anni, ha detto uno studio dell’Università di Princeton che ha citato ‘dinamiche simili alla malattia’ castigo imminente della rete sociale.

“Lo studio, di due candidati Ph.D. a Princeton Joshua Spechler e John Cannarella, ha creato scalpore speculando che la rete più grande nel mondo potrebbe perdere un 80% della sua base di utenti, il picco fra il 2015 e il 2017. […]

“Suggeriscono che Facebook è un’idea, una mania che, come una malattia, può diffondersi – e poi alla fine svanire. Hanno citato l’ascesa e la caduta di MySpace.

Scrivono: “Le idee, come le malattie, hanno dimostrato di diffondersi contagiosamente fra le persone prima eventualmente di morire” […]

“Se il modello di malattia tiene, suggeriscono che Facebook avrà bisogno di evolvere/mutare in modo da cominciare un’altra curva o morirà. Deve sopravvivere al ciclo di immunizzazione.”

Il mio commento: Nel suo piano la natura ci spinge fino all’obiettivo finale, alla forma di unità, alla somiglianza ad esso. Soltanto in questo modo, mediante i mezzi integrali futuri di comunicazione si potrà sopravvivere e prosperare.
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Il rovescio della medaglia della competizione sfrenata

Opinione (Jag Bhalla, Imprenditore e scrittore): “’La competizione crea efficienza’ viene predicato come se fosse una legge della natura. Ma la natura stessa insegna una lezione diversa. La competizione biologica può creare dei costi folli ed una sorte avversa collettiva. Il ‘cuneo di Darwin’ mostra perché e ci ricorda il punto di essere umani. Il nostro competere, e la miope logica del mercato libero, non necessitano di essere ottusi come degli alberi.

“Robert Frank ha coniato il termine ‘Il cuneo di Darwin’ per descrivere situazioni dove gli interessi individuali divergono dai fini della collettività (Sino al punto di causare a volte delle catastrofi collettive). Il cuneo di Darwin si applica all’intera classe dei problemi dove delle decisioni cha appaiono razionali a livello locale si aggregano male (vedi la fallacita compositiva del mercato). Tra queste possiamo annoverare esempi studiati come la tragedia dei beni comuni, il dilemma del prigioniero, e l’equilibrio di Nash. In questi esempi usando una miope logica diretta a raggiungere il massimo per l’individuo finisce col generare il peggio per tutti. Ma se si affrantano come problemi che richiedono azioni coordinate, tramite controllo e esecuzione, i risultati possono essere guidati verso il beneficio di tutti. I mercati liberi non sono adatti a questi cambiamenti simultanei complessi e che richiedono l’intreccio di agenti di coordinazione.

“I benefici della competizione derivano dai limiti che crea. Dei freni intelligenti, e delle risposte creative ad essi, possono funzionare meglio di quello che risulta dalla competizione sregolata “naturale”. Il trucco dell’essere umano non è l’auto-organizzazione ma l’altro-organizzazione. Abbiamo coordinato dei gruppi di sopravvivenza per 10.000 generazioni. Le nostra scelta adesso consiste nel lasciare agire il potere dei mercati come degli ottusi alberi o se guidare le loro competizioni verso dei risultati megliori.”

Il mio commento: Il mondo sta diventando integralmente interconnesso. E’ impossibile sviluppare un piano limitato alle nostre capacità discrete. Non è possibile pianificare tutti i servizi di comunicazione, la società, l’industria, etc., calcolando ognicosa e dirigendo tutto come se fosse un solo organismo. Questo era un fine irraggiungibile per i Comunisti perché loro si relazionavano verso la società come se fosse un singolo sistema, essi creavano attraverso metodi singolarmente imposti.

Adesso la comunità umana sta diventando integrale, non attraverso la scelta od attraverso l’unificazione forzata come in un contest socialista, ma come il risultato del nostro sviluppo naturale. La soluzione al problema della società interconnessa può risiedere solo nel portarla verso una predeterminata forma integrale.

Prima dobbiamo comprendere che non siamo liberi: siamo nel sistema della direzione superior della natura. L’umanità avanza nel suo sviluppo lungo il sentiero dello sviluppo inconsapevole, come un bambino. Questa fase finisce nei nostri tempi. La fase dello sviluppo inconsapevole è finita nel nostro tempo. Sin dal ventesimo secolo è iniziato uno stadio dove dobbiamo studiare la legge della natura e seguirla. La Natura si manifesta come un sistema integrale, globale e richiede a noi, al genere umano, di accordarsi a questo.

Possiamo soddisfare questa condizione solo se ri-educhiamo le persone, cambiando le nostre relazioni da egoistiche ad altruistiche.
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Il Foro a Davos

Opinione (Michael Khazin, economista): “Il Foro a Davos non è più così interessante al pubblico. L’economia è in uno stato di recessione, e gli uomini d’affari e i politici lo capiscono bene. E’ necessario discutere cosa e come cambiare, ma c’è bisogno di gente che può fare ciò, ma questo non è visibile a Davos.

“Oggi Davos è chiamata un foro ‘dopo-crisi’, è divertente e stupido: la riduzione della domanda privata e la scomparsa della classe media indicano che la crisi sta continuando. Il rifiuto a discutere i veri problemi dell’economia moderna produce l’illusione che la crisi è finita. Come risultato, la discussione a Davos, come negli ultimi anni, non fornisce una vera soluzione alla situazione dell’economia mondiale.”

Il mio commento: In generale, tutti hanno gli occhi bassi e continuano alla vecchia maniera, e l’abitudine crea l’illusione di uno stato normale. Però la natura (le forze che gestiscono l’umanità e le nostre proprietà di sviluppo) non rimane ferma; tutto in essa sta sviluppandosi verso un’armonia generale, e il ritardo dell’umanità in divenire assomiglia alla natura, il muoversi verso uno stato armonioso (integrale) sarà sentito come una crisi crescente onnicomprensiva.
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L’ amore moderno delle caste: Come i matrimoni rafforzano l’inequità

Nelle notizie (da Slate): “Non è raro in questi giorni che le persone si sposino al di fuori del loro gruppo etnico o religioso e di vivere in una regione diversa del paese rispetto a dove sono cresciuti. Tra le persone con istruzione universitaria, in particolare, la tendenza non è così tanto di sposarsi all’interno della loro comunità o di sposarsi all’interno del loro gruppo educativo. In qualche caso si può vedere un laureato sposato con uno che ha abbandonato le scuole superiori (i miei genitori, per esempio), ma è abbastanza raro. Dal momento che i redditi sono normalmente misurati a livello familiare per fini statistici, è abbastanza importante per la grande immagine sulla tendenza nazionale. In particolare, “l’accoppiamento assortativo” di questo tipo è una delle principali cause di dislivello reddituale familiare e di disparità.

“Quanto grande? Jeremy Greenwood, Nezih Guner, Georgi Kocharkov, e Cezar Santosreport l’avevano scritto un nuovo documento in cui ancora nel 2005 l’incontro tra marito e moglie era casuale, il coefficiente di Gini, la misura sintetica più comune di disparità di reddito, sarebbe stata 0,34 mentre nel mondo reale era 0,43, con una differenza di quasi il 25 per cento.

Naturalmente, dicendo che la disuguaglianza sarebbe inferiore se i matrimoni fossero randomizzati non ci sta dicendo molto. Per molto tempo è successo che il marito di una donna laureata era molto più probabile ad avere una laurea di quanto suggerirebbe il puro caso. Ma un certo numero di fattori demografici strettamente connessi l’hanno spostato drasticamente oltre nelle ultime generazioni, in un modo da far diventare l’accoppiamento assortativo una forza economica molto più potente. E il nesso tra i modelli patriarcali di matrimonio e quelli di altre tendenze è un motore importante della disuguaglianza”.

Il mio commento: L’egoismo governa il mondo, non il romanticismo. Solo richiedendo l’equa distribuzione del reddito per tutti e l’istruzione di tutti, come se tutti noi appartenessimo alla stessa famiglia, porterà il mondo alla calma. Nel frattempo, abbiamo ancora bisogno di convincerci che la nostra natura ci sta spingendo alla manifestazione di rifiuto e di odio in tutte le sue forme future, e alla realizzazione dell’egoismo come il male assoluto, al fine di cercare il modo per correggerlo.
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La lotta per la libertà di imparare

Notizie (da Salon): “La scuola è il posto dove i bambini sono spinti a comportarsi in un certo modo, e dove la loro libertà è grandemente ristretta – di gran lunga più ristretta di quanto la maggior parte degli adulti tollererebbe nei propri posti di lavoro. Negli ultimi decenni, abbiamo spinto i nostri figli a passare ancora più tempo in questo genere di condizioni, e c’è una forte prova (raccolta nel mio recente libro) di come questa situazione stia provocando danni psicologici seri a molti di loro. Inoltre, sempre più scienziati hanno riconosciuto come i bambini imparano in modo naturale, e sempre più di noi sono arrivati a capire che i bambini imparano più a fondo e di più, e con grandissimo entusiasmo, in condizioni che sono quasi opposte a quelle della scuola.[…]

“La maggior parte degli studenti – che siano bravissimi, discreti o incapaci – hanno perso l’entusiasmo per imparare al momento in cui raggiungono la scuola media o quella superiore. In una recente ricerca di studio, Mihaly Czikszentmihalyl e Jeremy Hunter hanno dotato più di 800 studenti di 33 diverse scuole medie e superiori di tutto il paese, di speciali orologi da polso che fornivano un segnale in momenti diversi della giornata. Ogni volta che il segnale appariva, essi dovevano riempire un questionario indicando dove si trovavano, cosa stavano facendo, e quanto felici o infelici erano in quel momento. I livelli più bassi di felicità, di gran lunga, si sono presentati quando i ragazzi erano a scuola ed i livelli più alti quando erano fuori da scuola a giocare o a parlare con gli amici. A scuola, erano spesso annoiati, ansiosi o tutte e due le cose. Altri ricercatori hanno dimostrato che, in ogni grado successivo di classi, gli studenti sviluppano delle attitudini negative sempre crescenti verso ciò che viene insegnato, soprattutto matematica e scienze.[…]

“Quando le scuole sono state sostituite dallo stato che le ha rese obbligatorie, e si sono indirizzate verso fini secolari, la struttura basilare e i metodi di scolarizzazione non sono cambiati. I successivi tentativi di riforma sono falliti perché, sebbene abbiano tentato di aggiustare un po’ della struttura, non hanno modificato il progetto di base. Il metodo dalla A alla Z, e della lezione con relativo esame, nel quale l’apprendimento è motivato da un sistema di ricompense e punizioni invece che dalla curiosità o da un qualunque reale e sentito desiderio di conoscere, è ben ideato per allenare all’indottrinamento e all’obbedienza ma non per molto altro.[…]

“Come società, siamo portati a minimizzare queste scoperte. Non siamo sorpresi dal fatto che imparare non sia piacevole. Lo pensiamo come una medicina che sa di cattivo, difficile da ingoiare, ma positiva a lungo termine per i bambini. Molte persone pensano perfino che la grande sgradevolezza della scuola sia un bene per i bambini, perché in questo modo impareranno a sopportare i fastidi, perché la vita dopo la scuola non è piacevole. Forse questa triste visione della vita deriva dalla scuola. Naturalmente, la vita ha i suoi alti e bassi, che siamo grandi o bambini. Ma ci sono un mare di occasioni per imparare a tollerare ciò che non è piacevole senza aggiungere in mezzo un modo di imparare sgradevole. La ricerca mostra che le persone di tutte le età imparano meglio quando sono auto-motivate, quando inseguono le questioni che sono le loro questioni reali, ed obbiettivi che sono gli obbiettivi della loro vita reale. In queste condizioni, imparare è di solito gioiso!

“[…] le spinte e le capacità naturali dei giovani ad imparare sono pienamente sufficienti per motivare tutta la loro educazione. Quando vogliono o hanno bisogno di aiuto dagli altri, lo domandano. Non dobbiamo costringere le persone ad imparare; tutto quello che dobbiamo fare è di far avere loro la libertà e le opportunità per farlo. Naturalmente, non tutti impareranno le stesse cose, nello stesso modo, o allo stesso tempo. Ma si tratta di una cosa buona. La nostra società prospera sulla diversità. La nostra cultura ha bisogno di persone con molti diversi generi di capacità, interessi e personalità. Soprattutto, abbiamo bisogno di persone che si buttino nella vita con passione e che si prendano la responsabilità di loro stessi nel corso della vita. Questi sono i comun denominatori delle persone che si sono fatti carico della loro stessa educazione”.

Il mio commento: La scuola appare ancora come un’istituzione stabilita per la produzione di esseri umani che eseguono come servivano ai tempi di Charlie Chaplin. Era necessario cambiare la scolarizzazione molto tempo fa, ma anche coloro che sostenevano un nuovo sistema di educazione non hanno mostrato alcun consenso. Il problema è che nessuno capisce la struttura del nuovo mondo: integrato, unito, interconnesso, al quale le persone dovrebbero essere adattate per entrare integralmente nella struttura del mondo. Una persona può essere cambiata solamente attraverso il metodo dell’educazione integrale.
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La fascistizzazione del mondo o la correzione

Opinione (Vardan Baghdasaryan, storico russo e politologo): “La quantità di violenza armata mostrata nei film PG-13 è più che triplicata dal 1985, l’anno in cui è stato introdotto il rating. “Fonte: ScienceDaily

“La sfida più grande per le prospettive di progresso morale dell’umanità nel 20° secolo è stato il fascismo. Il fascismo non era stato, come viene spesso rappresentato, un guasto irrazionale nel programma culturale dell’Europa, l’oscuramento della coscienza delle nazioni europee tedeschi o altri, un regime artificiale.

“I problemi che hanno dato origine al fascismo non sono stati risolti, e alla fine del 1970 emerse una nuova ondata di fascismo. Inizialmente, si diffuse attraverso l’uso dei simboli, attraverso il cinema la diffusione di svastiche e altri simboli fascisti, nella formazione del culto della violenza e nel suo uso quotidiano.

“Gli ex ideali pacifisti del 1960 sono stati scartati. Al loro posto è stato realizzato l’ideale del guerriero-vincitore. Il

“Superman” non era molto diverso dall’immagine del vincitore biondo nella propaganda del Terzo Reich. Questi modelli sono stati instillati sin dalla tenera età.

“L’eroe malvagio dei giochi per i computer arriva invece dei racconti tradizionali popolari che hanno stabilito il potere del bene. La nuova cultura del gioco insegna l’idea che uccidere non è solo ammissibile, ma è anche necessario per raggiungere il proprio obiettivo.

“La crudeltà è stata rilevata in varie culture, ma la violenza sulla base della superiorità antropologica è una caratteristica della coscienza fascista. Uccidere in un gioco per computer non è considerato uccidere una persona affatto.

“Forse, le immagini incoraggianti dell’eroe-killer non vanno al di là dell’ambito virtuale, e uccidendo in un gioco per computer, una persona rilascia una carica di aggressività, che non viene trasferita ad altri. Le statistiche dicono il contrario: nel 1974, ci sono stati 3 omicidi predeterminati ogni 100.000 persone, con una tendenza al ribasso, ma dal 1980 il vettore si è invertito, e nel 1993 ci sono stati 4 e oggi ci sono 7 ogni 100.000 persone.

“L’egemonia culturale precede l’egemonia politica. La cultura popolare è diventata in gran parte fascista. Qual è il futuro? “

Il mio commento: In futuro, ci sarà il fascismo ordinario, che la Kabbalah aveva avvertito all’inizio del 20° secolo. La Kabbalah afferma anche che ci sono solo due percorsi nell’evoluzione umana: il sentiero della sofferenza – il regime fascista, con un rapido arrivo della terza e quarta guerra termonucleare – o il percorso di progressiva rieducazione consapevole (attraverso l’educazione integrale e l’istruzione) di tutta l’umanità.
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Il pericolo non è passato

Globalizzazione

Opinione (Yuri D. Granin, ha un dottorato di ricerca, è ricercatore senior presso l’Istituto di Filosofia dell’Accademia Russa delle Scienze): Negli ultimi decenni il problema della globalizzazione è uno dei più controversi. Sembrerebbe che la creazione di mercati internazionali, il libero movimento dei capitali, l’aumento dell’afflusso di migranti e turisti, la formazione di un sistema finanziario e di istituzioni economiche e politiche sovranazionali dovrebbero unire le persone in una integrazione globale, una civiltà planetaria.

La globalizzazione può essere vista come una tendenza ad unire l’umanità, l’organizzazione di uno spazio sociale. Ma al momento la globalizzazione non elimina bensì mantiene la gerarchia planetaria di varie persone e nazioni. I suoi ovvi vantaggi si trasformano in perdite. Il processo di sviluppo della globalizzazione stimola la loro crescita, così innescando una reazione difensiva.

Il mio commento: Il motivo per la manifestazione perversa del fenomeno della globalizzazione è che questo è stato realizzato su basi egoistiche e non da personalità “globali”, è stato realizzato da quegli egoisti che non riescono a vedere come l’umanità si potrebbe unire in modo corretto e le modalità in base alle quali si potrebbe raggiungere questa unione. Solo i Kabbalisti che conoscono le leggi della natura superiore e sentono l’integralità del mondo, specialisti in educazione integrale, possono condurre le masse correttamente ad una vera integrazione dell’umanità.
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“Che cosa andrà a sostituire il modello della globalizzazione?”

Il futuro uomo d’ affari

Domanda: Come possono gli imprenditori giungere a conclusioni comuni, al fine di comprendere i nuovi principi integrali e cambiare nell’ ambito della comunità imprenditoriale?

Risposta: Prima di tutto, essi devono essere formati nell’ apprendimento del metodo di educazione integrale. Poi preferiranno i buoni rapporti nelle relazioni, a casa, in famiglia, nella zona in cui vivono, nella loro città, e anche nella loro nazione.

Saranno soddisfatti con un salario medio, dedicheranno molta attenzione a tutti i tipi di piani e di relazioni sociali che forniscono istruzione, assistenza sanitaria, e così via. In altre parole, gli imprenditori devono partecipare attivamente alla vita sociale.

Devono essere pronti a separarsi dal loro vantaggio materiale, a lavorare per il bene di tutta la comunità, ottenendo soddisfazione dal fatto che sono rispettati, valorizzati e amati da coloro che si rivolgono a loro come a persone funzionali che agiscono correttamente e in modo maturo nella comunità.

La reputazione di un uomo d’affari non sarà determinata dalla ricchezza ma dall’impegno nell’ attività sociale. L’educazione integrale lo deve portare ad una condizione come questa, dove lui sentirà che può essere di rilievo nella società proprio perché lui rinuncia ai lussi materiali, che saranno disprezzati nei circoli più ampi della società.
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(Da Kab.TV “Attraverso il tempo” del 16.09.13)

Vivendo con i lupi…

Domanda: Supponiamo che alcuni imprenditori, grazie al sostegno vicendevole, arrivino a una conclusione sulla necessità della reciproca, integrale cooperazione e decidano di cambiare direzione. Che cambi strategici possono fare se sanno questo?

Risposta: Il problema è che esistono imprenditori in una società egoista come un tumore cancerogeno e sono parte di essa. Pertanto è difficile immaginare che inizino in qualche modo a cambiare la cultura d’impresa in cui risiedono. Questo è possibile solo se i numeri sono grandi e se diventano gradualmente consapevoli dei cambiamenti necessari che devono avvenire in loro e nella connessione tra di loro.

Questa riforma è possibile realizzarla in un paese, un sistema chiuso, ma solo se questo paese può raggiungere una forma integrale consapevolmente, costruendo le giuste connessioni tra tutti gli strati della popolazione: tra il superiore, il medio e le classi inferiori. Ma se spieghiamo solo a qualche piccolo uomo d’affari come riorganizzare i suoi affari secondo la tendenza di oggi del mondo che cambia, allora dubito che sia possibile.

Questo perché egli è bloccato in un sistema di concorrenza e corruzione, dove ognuno caccia l’ altro, un sistema rigido. Per mettere la sua piccola e media impresa su un nuovo percorso, per produrre il prodotto più essenziale e vendere i suoi prodotti a un prezzo che è sufficiente solo per la sua esistenza e niente di più, lui sarebbe come un piccolo pesce che vive fra squali che immediatamente lo divorerebbero. Egli non sopravvivrebbe a un tale ambiente ostile.
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(Da Kab.Tv “Attraverso il Tempo” – 16.09.2013)

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La cura per il mondo è nell’educazione integrale

Il numero di persone nel mondo che soffrono di depressione sta aumentando. Rifiuto, non comprendere il significato della nostra esistenza, uso di stupefacenti, terrorismo, sono tutti indicatori di un disagio esistenziale.

Dobbiamo arrivare al punto in cui potremo portare il mondo ad uno stato razionale ed equilibrato. Adesso, quando molte persone si trovano disoccupate e senza avere niente da fare, è un fattore sociale molto pericoloso e i governi ne sono spaventati. Che cosa si può fare allora?

È impossibile distruggere milioni e perfino miliardi del supposto superfluo nel mondo semplicemente con le guerre. Ci potrebbe essere una guerra dopo la quale non rimane niente. Non c’è una soluzione ragionevole, perfino se abbiamo un approccio al problema secondo Malthus: “Purifichiamo semplicemente l’umanità da tutti gli elementi ridondanti e tagliamola a metà” – non funzionerebbe!

Abbiamo visto come il collasso del dieci per cento di una pianta nucleare in Giappone abbia avuto degli effetti terribili in tutto il mondo, molti dei quali non conosciamo, come su Chernobyl, perché l’informazione rimane classificata.

Ma anche questi “piccoli” problemi sono sufficienti per fermare la costruzione di nuove piante nucleari nel mondo. É stato capito che sono una minaccia e perciò la costruzione di nuove piante è stata bloccata. Ma da questa semplice azione vediamo che non c’è problema e non c’è soluzione. Il problema si trova tutto insieme da un’altra parte: Come possiamo portare miliardi di persone a uno stato equilibrato?

Allora potremmo vedere il licenziamento di molte persone dai loro posti di lavoro come la transizione dell’uomo a un altro tipo di lavoro, a un lavoro sociale produttivo, in modo di poter costituire veramente una società umana molto più vantaggiosa per tutti quanti.

Questo può essere implementato unicamente con l’educazione integrale per tutti. In questo modo solleviamo la persona al livello della comprensione integrale, del controllo globale della natura, e allora lei tratta se stessa, il mondo, e tutto in maniera diversa.

Prima di tutto comprende che il problema non riguarda unicamente ricchi e poveri, ma anche buoni e cattivi governanti, o miliardari che prendono tutto per loro stessi, ma comprende anche che c’è qui una chiara direzione, ed è cosi che la natura ci sviluppa. E questo significa che dovremmo prendere una forma che si adatti alla natura perché non possiamo fare niente contro di essa. L’unica cosa che possiamo fare è comprendere le leggi della natura. Se noi ci adattiamo alle leggi della natura, porteremo noi stessi allo stato più confortevole.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “ Fondamenti della Società Integrale”, 26.02.2012)

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