
Viviamo in un’epoca straordinaria, in cui il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi da un capo all’altro. Alcuni sono più preoccupati della situazione, altri meno, ma la situazione non è tragica o così terribile. Anzi, dovremmo essere contenti di ciò che sta accadendo nel nostro tempo, perché siamo alle soglie di una nuova vita, una vita che può essere piena di speranza e di aspettative, nonostante tutti i fenomeni negativi che percepiamo svolgersi sotto i nostri occhi.
Per vedere questo, dobbiamo comprendere cosa sta accadendo nel mondo in generale e a ciascuno di noi personalmente, e perché sta accadendo. Questi sviluppi sono semplicemente il risultato casuale di errori che abbiamo commesso nella vita, oppure fanno parte di un processo che dobbiamo attraversare per arrivare a un mondo migliore?
Molti esperti descrivono la condizione globale come una crisi complessiva che tocca l’economia, la società, l’educazione, la cultura, l’ecologia e altre aree. Una crisi, però, può essere una porta verso una nuova vita.
In cinese, la parola “crisi” è composta da due caratteri, uno dei quali simboleggia il pericolo e l’altro l’opportunità. In greco antico, la parola “crisi” significa decisione, punto di svolta. Nell’ebraico biblico, la parola “crisi” (“Mashber”) si riferisce a uno sgabello da parto, cioè a un luogo dove inizia una nuova vita.
Le crisi personali e globali come punti di svolta
Nelle nostre vite personali, occasionalmente viviamo delle crisi, soprattutto durante i momenti di transizione. All’inizio, c’è sempre una certa difficoltà. Non è facile lasciare una situazione familiare e passare a qualcosa di nuovo. Ci risulta difficile lasciare un lavoro, trasferirci in una nuova casa e simili, perché siamo abituati all’ambiente che ci circonda e non dobbiamo più investire troppi sforzi. Siamo naturalmente attratti da ciò che già esiste e ci fa sentire sicuri.
Il cambiamento e la transizione sono raramente piacevoli, a meno che non ci stiamo dirigendo verso qualcosa di certo e possiamo vedere chiaramente un futuro migliore. Tuttavia, quando il futuro è incerto e la transizione difficile o minacciosa, la situazione sembra davvero tragica.
Dovremmo quindi chiederci: stiamo davvero affrontando minacce immense, guerre, rivoluzioni, spargimenti di sangue, caos totale nelle strade, insieme a problemi ambientali che ci spaventano? Oppure queste minacce esistenziali servono in realtà ad accelerare la nascita di un nuovo ordine mondiale?
In altre parole, lo stress e la pressione che sentiamo, che sembrano irrisolvibili, potrebbero essere necessari perché la vita “nasca” in una nuova forma?
Questa condizione assomiglia a quella di un feto prima del parto. Durante tutta la gravidanza, il feto si sviluppa in sicurezza nel grembo materno. Ma, quando si avvicina il momento del parto, inizia un processo di intensa pressione reciproca. Il feto deve uscire, e la madre non riesce più a contenerlo. Entrambi vivono un rifiuto reciproco e così iniziano le doglie. Alla fine, il bambino nasce in un mondo che lo accoglie con amore e gli offre un nuovo e più elevato livello di vita: diventa un essere umano.
Questo processo rispecchia ciò che stiamo vivendo ora. Sembra che la situazione attuale sia come le contrazioni del parto, che conducono all’emergere di un nuovo mondo. Abbiamo attraversato molte fasi di sviluppo storico, alcune molto drammatiche, ma non si trattava di vere trasformazioni o “nascite”, solo di fasi evolutive. La situazione in cui ci troviamo oggi, invece, è fondamentalmente diversa.
Un mondo in crisi, un mondo in transizione
Oggi il mondo sta attraversando una crisi che coinvolge tutte le aree della vita. Emergono sfide dolorose nei rapporti umani e nella crescita dei figli. La violenza aumenta nelle scuole, nelle strade e negli spazi pubblici. Il costo della vita è in costante aumento. Le disuguaglianze sociali si stanno ampliando, con circa l’uno percento della popolazione mondiale che detiene la maggior parte della ricchezza globale.
L’economia globale è in crisi continua. Anche il sogno americano sta crollando, con un numero crescente di persone negli Stati Uniti che vive in povertà.
Il rapporto dell’umanità con la natura è anch’esso compromesso. Stiamo inquinando la nostra casa comune e danneggiando l’ecosistema. I disastri naturali ci colpiscono ripetutamente e i modelli climatici stanno cambiando drasticamente.
Anche se la storia ha già vissuto periodi di cambiamento climatico che hanno portato a grandi cambiamenti sociali, oggi tutti i tipi di cambiamenti e pressioni, naturali, umane e sociali, avvengono simultaneamente.
Il problema principale è che non sappiamo più dove stiamo andando. Nelle transizioni del passato, la società umana progrediva sempre verso una forma più avanzata. C’era sempre un obiettivo visibile, come il passaggio dalla schiavitù a una società più illuminata. Anche se queste transizioni implicavano guerre, rivoluzioni o sconvolgimenti violenti, il futuro migliore era visibile e raggiungibile. Alcune società abbracciavano il cambiamento, altre lo ostacolavano.
Ora, però, la sensazione di perdere l’orientamento è condivisa da tutti. Sentiamo che qualcosa di fondamentale non funziona a livello globale. C’è una forte sensazione che tutto debba cambiare, ma non sappiamo come e dove andare.
Interconnessione globale: una benedizione o una minaccia?
Tra le crescenti difficoltà nelle relazioni umane, osserviamo un paradosso: il mondo sta diventando sempre più interconnesso.
Per capirlo, basta pensare a cosa indossiamo, cosa mangiamo, come sono costruite le nostre case e da cosa dipende il nostro lavoro. È difficile trovare un Paese che non sia coinvolto, direttamente o indirettamente, nella produzione dei beni di cui ci serviamo. Le materie prime arrivano da un posto, i componenti da un altro, le macchine da un altro ancora.
Nel corso del tempo, l’evoluzione sociale ha reso la società umana globale e interconnessa. Banche, industrie e fabbriche trasferiscono merci e materiali in tutto il mondo, mentre la cultura e l’istruzione si diffondono a livello globale in un istante grazie a servizi mediatici e Internet interconnessi a livello mondiale. Tutto è diventato interdipendente e interconnesso a livello globale.
Questa interdipendenza può essere positiva, come in una famiglia sana, che fornisce sicurezza. Tuttavia, in una famiglia non sana, la dipendenza crea tensioni, porta a conflitti e spesso sfocia nel divorzio. Noi come umanità, tuttavia, non possiamo divorziare l’uno dall’altro. Siamo bloccati insieme su questa sottile crosta terrestre e non possiamo fuggire.
In passato, un conflitto locale poteva rimanere tale. Oggi, ogni conflitto rischia un’ espansione globale. Abbiamo raggiunto uno stato di dipendenza reciproca tra individui, organizzazioni e nazioni. Le regole del gioco sono cambiate. Da un mondo individualista in cui ognuno agiva separatamente, siamo passati, quasi inconsapevolmente, a un mondo globale e integrale in cui tutto, compresi economia, ecologia, politica e società, è interconnesso.
“Globale” significa intero. “Integrale” significa collegato, con ogni parte che dipende dalle altre.
Comprendere il presente per dare vita a un futuro migliore
Una nascita fluida e sicura verso un mondo migliore richiede che comprendiamo cosa non va nella situazione attuale e chiarire cosa ci impedisce di godere pienamente della vita.
Rispetto ai periodi storici precedenti, l’umanità oggi vive in un’epoca di tecnologia avanzata, abbondanza e prosperità.
Allora, qual è il problema? È su questo che dobbiamo continuare a riflettere.
Tratto dall’episodio 1 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 27 dicembre 2011.
Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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