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La cura per la depressione è la connessione con altre persone

Il giornale “Globes” ha pubblicato un ampio articolo “sull’industria della felicità”, la quale ci rende sempre più infelici. Il tasso di depressione in occidente è in costante crescita, mentre l’età media delle sue vittime sta scendendo. In accordo ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute, per il 2020 la depressione sarà la seconda causa di disabilità e morte nel mondo, superata solo dalle malattie cardiovascolari.

La persona moderna si sta immergendo nella solitudine, ma la società non le da un salvavita. Ad eccezione dell’Islam, il ruolo della religione come fonte di appoggio è ridotto a niente. Le comunità stanno cadendo a pezzi ed il concetto di una grande famiglia felice nei paesi occidentali sta diventando senza senso; visto che le persone si sono spostate nello spazio delle comunicazioni virtuali, suppongono erroneamente che da ora in avanti possano dirigersi senza un ambiente reale. Come risultato, la persona cerca la soluzione a tutti i problemi in se stessa, dentro il suo guscio, nello schermo di un computer.

La vita di una società che soffre di deficit di attenzione, vola alla velocità di un fulmine. La gente di twitter emette piccole vibrazioni con la speranza di avere il tempo di esprimere qualcosa che non sarà ascoltato più tardi da nessuno. Qualsiasi cosa richieda uno sforzo interno, persistenza e tempo è rifiutato alla radice. Quando una persona è vuota non ha una meta reale, si preoccupa e si deprime rimanendoci dentro. Quindi, dove possiamo conseguire quella meta? Dove possiamo trovare un significato?

Oggigiorno tutte le ricerche serie affermano che la felicità si trova nel contatto con gli altri, nella dazione e che il vero significato può essere rivelato solo nell’interconnessione tra noi. Viktor Frankl, il famoso psicologo austriaco, dice che una persona seduta in casa che cerca di trovare il significato per conto proprio, è come qualcuno che cerca di entrare da una porta aperta senza capire che questa si apre dall’interno invece che dall’esterno.

“Non troverai la felicità in un guscio”, dice uno degli esperti intervistati dal giornale “Globes”. Focalizzandosi su se stessa invece di tendere la mano agli altri, la persona incrementa solo il suo narcisismo e la depressione.

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Fermi davanti all’inizio di avvenimenti gloriosi

La tendenza che si manifesta oggi era chiara ai kabbalisti da decine, centinaia e migliaia di anni. Hanno parlato della nostra epoca dopo aver calcolato il suo limite di tempo in maniera precisa, basandosi sulle leggi generali della natura.

Nel corso della storia ci siamo sviluppati sotto l’influenza della forza che ci spingeva. Mentre il nostro ego si incrementava costantemente, siamo passati da un processo ad un altro, da formazione in formazione della società, della vita familiare, dell’educazione, della cultura e così via.

Avanzavamo solo per mezzo della forza negativa e pertanto i kabbalisti sono stati capaci di calcolare quanto ci sarebbe voluto all’umanità per “toccare il fondo”, cioè per raggiungere la necessità di elevarsi ad un nuovo livello e invece di essere sviluppati dall’egoismo, avanzare per mezzo di un’altra forza: la forza dell’unità universale.

Il calcolo segnalò la fine del 20° secolo, l’anno 1995. A partire dal quel momento, dobbiamo rivelare per conto nostro il metodo della correzione dell’uomo che sa in che modo unirsi con gli altri in un tutt’uno assoluto, globale ed integrale.

Certamente, oggi siamo all’inizio di questo cammino, il quale continuerà. Tuttavia, noi, le persone che abbiamo ricevuto un regalo dall’Alto, “il punto nel cuore”, l’aspirazione verso l’alto, dobbiamo rivolgerci a tutto il mondo con una spiegazione su quello che sta succedendo. Per mezzo di questo realizziamo il nostro destino, garantiamo l’impulso che abbiamo ricevuto e conduciamo l’umanità all’ascesa verso un nuovo stato, verso un nuovo grado.

Questo è un grado molto speciale. Il corpo, le parti che sono separate ed addirittura opposte tra loro, si sente malato; però se queste parti cominciano ad unirsi in armonia ed interconnessione, allora invece di sentire la malattia, il corpo sentirà la vita in un ordine superiore. In questo modo noi, con il nostro corpo animale, ci sentiamo nel grado umano. Il corpo è un animale, ma c’è qualcosa nell’essere umano che lo riporta ad un grado più elevato.

Adesso, per mezzo dell’unione reciproca in armonia, acquisiamo la sensazione di una vita più elevata della nostra vita attuale, è la nostra vita spirituale.

Senza dubbio, dobbiamo lavorare su questo nel gruppo. Questa è la responsabilità principale che è stata posta su di noi. Inoltre, è un nostro dovere portare tutto il mondo a questo, mitigare l’enorme sofferenza che possiamo evocare avanzando per mezzo della forza negativa, essendo spinti da un “bastone”. Di fatto, vediamo già le crescenti disgrazie inaspettate e pericolose dell’umanità.
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(Dalla 1° lezione del Congresso WE! Del 1 Aprile 2011)

L’egoismo su scala globale

Domanda: Ci sono molte organizzazioni di volontariato non governative nel mondo che aspirano onestamente ad aiutare la gente. Cosa c’è di sbagliato in questo? Dopo tutto, questi filantropi sembrano sentire che il loro benessere dipende dal benessere del mondo.

Risposta: Questa è la radice del problema: loro aiutano perché così si sentono in pace. Una piccola parte della popolazione del mondo sente di dover aiutare gli altri. Una persona si sente di più a suo agio, e da questo ne ricava una personale soddisfazione.

Nelle organizzazioni caritatevoli, ci sono molti uomini che hanno un naturale bisogno di protendersi verso gli altri. E’ un istinto che sentono da dentro. Devono offrire aiuto per appagarsi. Baal HaSulam scrive che nel mondo il 10% circa degli uomini è così e, in base alle statistiche, è un 7-8%.

Ad ogni modo, tutto questo deriva dall’egoismo ed è una delle sue manifestazioni. Io amo il mondo come se fosse mio figlio, e mi sento male se il mondo sta male. Devo aiutare l’Africa per liberarmi del malessere. E’ tutto qui.

Questo modo di aiutare non sarà di aiuto a nessuno. Al contrario, danneggerà poiché più gli altruisti danno, più i loro beneficiari si abitueranno a non fare niente e a non progredire.

Questo stesso problema si è manifestato in Russia in questi giorni. Ne è risultato infatti che l’alto prezzo del petrolio non è un fattore favorevole. Di primo acchito, riempie ogni giorno le casse dello stato, ma non è di vantaggio. Infatti, non è così che ci svilupperemo. Ci ritroveremo seduti sulle tubature del petrolio, a fare dei banchetti, a costruire palazzi d’oro ma, allo stesso tempo, come paese, come nazione, ci degraderemo. E’ impossibile svilupparsi senza un bisogno. Dunque, a dispetto della logica elementare, gli uomini non desiderano più raccogliere “soldi di petrolio” e stanno incominciando a rendersi conto di queste cose.

Tutto lo sviluppo attuale del mondo, insieme alle associazioni di volontariato e al mercato comune, non è altro che il dominio dell’egoismo. Non si ricaverà nulla di buono da questo, non importa cosa sia. D’altro canto, tutte le parti in campo si stanno facendo pressione a vicenda. Abbiamo trovato la legge della interconnessione globale, ma tutti la vogliono usare egoisticamente. “Ah, si tratta di questo! La globale interdipendenza? Allora impadroniamoci del mondo. Metteremo tutti al loro posto, e se qualcuno si ribella, lo minacceremo di togliergli l’ossigeno”. Questo è il modo in cui si desidera utilizzare il sistema completo che la natura ci rivela.

Adesso noi ci troviamo in una situazione molto pericolosa poiché, se il nostro egoismo è legato all’interconnessione globale, significa che può controllare il mondo intero, e ogni uomo allo stesso momento. Questo è il pericolo che ci minaccia se gli uomini mancano della saggezza, della percezione e della comprensione di ciò che il futuro ha in serbo per noi.

Gli uomini orientano velocemente il destino del mondo per adattarlo ai loro insignificanti scopi, non avendo alcuna intuizione di ciò a cui stanno andando incontro nel prossimo futuro, se non domani. Afghanistan, Pakistan, Iraq, e Iran sono dei chiari esempi di tutto questo. Alla fine, ogni cosa produrrà un risultato opposto.

I giochi sono finiti. Non possiamo più dare il potere al nostro egoismo. Quando il mondo si chiude in un sistema globale, non ci si può più comportare come prima, secondo le regole dell’oro o della forza. Non funzionerebbe. L’iraq ne è la dimostrazione lampante. La vergogna dell’America è davanti a tutto il mondo, e loro ancora sono lì. Si tratta solamente della mancanza di comprensione delle leggi integrali o globali.

Nessuna forza e nessun cervello risolverà questo problema. La Russia è caduta, nonostante tutte le sue ricchezze, e gli Stati Uniti cadranno ancora più in basso.

Oggi, l’approccio deve essere in linea con la grande tendenza del mondo verso l’integrazione globale. Altrimenti, la partita sarà persa.

Ci vorrà un po’ di tempo, e vedremo come anche le organizzazioni terroristiche incominceranno a comprenderlo. Non sarà più possibile controllare il mondo con la forza. I problemi che si presenteranno faranno riflettere ogni uomo su quello che si dovrà fare dopo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 su “Il Mondo integrale”)

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Tutto dipende dalla preparazione corretta

Un’azione spirituale dipende completamente dalla preparazione. Questo è dovuto al fatto che l’azione in sé è già predeterminata in anticipo e deve avere luogo. Niente può cambiare tutto il programma dal principio alla fine della creazione. Tutte queste fasi sono già determinate in modo definitivo.

L’uomo può intervenire in una certa parte di questo programma, ma solo per cambiare la sua velocità. Tuttavia, esiste anche una parte nella quale può cambiare il carattere del programma che viene decifrato dentro di lui, cioè determinare come sperimenterà il suo sviluppo.

Attraverso questa parte del programma, lui stabilisce la sua indipendenza ed ha l’opportunità di esprimere se stesso. In questa maniera ascende come un individuo indipendente che ha potere, è integrale, capisce e realizza tutto il programma della creazione che fu destinato solo a questo proposito.

Pertanto, la preparazione per la prossima azione cambia il suo carattere dal principio alla fine. Tutto dipende dalla preparazione, ragion per cui le attribuiamo tanta importanza.

Adesso, in anticipo al Congresso che si terrà nel New Jersey in un tempo così speciale per tutto il mondo, è estremamente importante che la nostra preparazione sia corretta e dopo darà buoni risultati nella nostra unione al Congresso.

Permettete a queste potenti onde di espandersi verso l’esterno, da questo luogo vicino a New York, il centro dell’America, come uno tsunami buono che bagni tutto il mondo con l’amore e la forza della dazione. Questo permetterà alle persone di capire in che modo dovrebbero relazionarsi le une con le altre in anticipo nel nuovo mondo, ed i cambiamenti che dovremo attraversare in accordo al programma della natura.

Questo aiuterà il mondo ad attraversare questi cambiamenti dolcemente, più rapidamente ed in una buona maniera, preparandolo e facendogli rendere conto di cosa stia succedendo, invece di essere come animali che vengono colpiti ed avanzano grazie alla frusta della storia e non capiscono cosa fare.

Pertanto, tutto dipende dalla nostra preparazione al Congresso, affinché in funzione di questa, prepariamo il mondo ai cambiamenti che in ogni caso dovrà attraversare. Preparandosi bene ad essi, il mondo sarà capace di accettarli correttamente e vedrà che sono per il bene.

Durante i prossimi dieci giorni, nelle ultime ore che ci restano prima del Congresso, dobbiamo realizzare un grande lavoro. Dobbiamo vedere ogni momento come una preparazione per un evento estremamente importante e discernere in che modo vogliamo passare questi momenti per ottenere il risultato sperato per noi e per tutto il mondo.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, Preparazione al Congresso WE!)

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Incontri recenti all’UNESCO e all’ONU

Di recente, abbiamo stabilito una proficua relazione con le Nazioni Unite, in particolare con l’UNESCO, attraverso attività a Parigi, Mosca e New York.

Alcuni giorni fa, ho avuto un incontro faccia a faccia in Francia con il direttore generale dell’UNESCO, la Signora Irina Bokova. Nella mia veste di presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerca Ashlag (ARI), insieme a una nostra delegazione, le ho esposto una proposta circa un nuovo metodo di educazione globale e completo o integrale che utilizza le regole dell’attuale mondo elettronico che è interdipendente e intercorrelato. Insieme a me c’erano Rachel Laitman, Norma Livne, Leonid Makaron e Seth Bogner, in qualità di membri dell’istituto ARI.

La Signora Bokova si è dimostrata molto interessata ai nostri principi di un nuovo sistema di educazione globale che prepari i nostri figli ed i giovani ad una vita soddisfacente in un mondo altamente dinamico e globale.

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Dopo questo incontro, abbiamo ricevuto l’invito speciale a partecipare alla presentazione del resoconto annuale dell’Unesco “L’educazione in base a tutte le valutazioni generali di controllo”. L’incontro si è tenuto lo scorso marzo presso la Columbia University a New York.

I nostri delegati, Seth Bogner, Rachel Laitman, e Norma Livne hanno avuto l’opportunità di esprimere la nostra visione circa una migliore educazione con l’ambasciatore Israeliano alle Nazioni Unite, Il Signor Meron Reuben ed inoltre rafforzare i contatti con il direttore generale dell’Unesco, la Signora Irina Bokova.

L’evento è stato inoltre condotto dal sotto segretario generale e direttore esecutivo dell’ONU-donne, la Signora Michelle Bachelete.

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A Mosca, Eli Vinokur, Leonid Makaron, Anatoly Ulianov, e Leonid Elizarov, in qualità di rappresentati dell’associazione ARI, hanno avuto un ruolo attivo alla conferenza dell’UNESCO “La partecipazione dei giovani nelle trasformazioni sociali: Iniziative e Partecipazioni.”. Il nostro materiale sarà pubblicato nel resoconto dell’evento e si sono già prese in considerazione delle future attività.

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L’11 marzo, i nostri rappresentanti di ARI, Leonid Makaron e Seth Bogner hanno partecipato alla conferenza “Costruire la Pace: la riconciliazione attraverso l’educazione, le scienze, la cultura e la comunicazione” tenutasi al quartier generale delle Nazioni Unite a New York.

L’incontro è stato aperto dal segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon e dal direttore generale dell’UNESCO. L’illustre comitato sulla pace ed il Dialogo comprende anche: il principe Turki Al Faisal dell’Arabia Saudita, il premio nobel in medicina Günter Blobel, e altre personalità internazionali.

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Gli eccellenti risultati di queste attività segnano l’inizio di un processo continuativo che si basa sulla reciproca collaborazione nel campo dell’educazione per un’ umanità migliore.
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Sistemi di connessione analogici (superiori) e digitali (inferiori)

1. Siamo degli egoisti e dunque degli individualisti, vale a dire che pensiamo e capiamo solamente in forma digitale. Il pensiero analogico è completo, unito, e generale: solo il Creatore lo possiede. Ora Egli si sta avvicinando a noi e così noi sentiamo le crisi, che derivano dall’incompatibilità tra il Suo modello di esistenza ed il nostro (pensiero, comprensione, modalità di decidere, e condotta).

Non abbiamo altra scelta che raggiungere la somiglianza tra i nostri sistemi, vale a dire adattarci ad un sistema analogico di vita. Ciò significa che dobbiamo percepirci come un solo insieme, come un solo uomo con un solo cuore (desiderio), ed amare gli altri come noi stessi.

2. Possiamo immaginare il nostro futuro nella forma di modelli analogici o distinti/digitali. Il nostro stato attuale è egoistico e dunque separato, mentre quello corretto è analogico, generale. Dobbiamo costruire un sistema analogico dentro noi stessi partendo da quello separato. Questo modello deve essere sia diretto che indiretto.

Un sistema analogico diretto: lo costruiamo fisicamente; creiamo il modello di unicità del nostro futuro stato sotto forma di congressi, riunioni degli amici, organizzando gruppi di studio per bambini e per adulti, e così via.

Un sistema analogico indiretto: è un sistema matematico; creiamo qualcosa di immaginario.
Il modello digitale (separato) è l’ avvicinamento passo per passo verso il desiderato stato finale corretto che avviene salendo i gradini della scala spirituale. La misura dell’ampiezza dei passi è dettata ad ognuno e a tutti dall’Alto. Cioè, la discontinuità non è determinata da noi, ma dalla manifestazione di un nuovo Reshimot (informazioni genetiche) in noi.

E’ determinata dall’Alto, preservando la connessione tra i passi separati e il conseguimento analogico del suo risultato, cioè considerando la conservazione ed il trasferimento delle informazioni da un passaggio separato ad una forma di unione analogica. In altre parole, l’ampiezza di un passo (il suo valore) è definito dall’opportunità di annullare noi stessi davanti alla parte superiore e al gruppo, al fine di ricevere la forza per salire i livelli.

3. Un modello separato (digitale) si muove ad impulsi; i cambiamenti avvengono in forma di salti, seguendo i passi. Nel nostro mondo egoistico, un modello separato è molto più comodo, va meglio di quello analogico per fare dei calcoli, per registrare, trasferire e ricordarsi le cose ed inoltre esclude un soggettivo adattamento della lettura.

Allo stesso modo, a proposito degli atomi tutto è quantificato: gli stati cambiano in base a degli impulsi. Il trasferimento di informazioni nel mondo vivente (vegetativo o animato) avviene attraverso delle forme separate di sostanze chimiche, macromolecole, che sono composte da migliaia di atomi. Il tutto si presenta poi sottoforma di figure qualitativamente nuove.

4. Diagrammi provvisori di segnali di transizione da uno stato all’altro:

A – Un segnale è continuo (analogico) sia in termini di tempo che di stati;
B – Un segnale è discontinuo ( a impulsi), distinto sia in termini di tempo che di stati;
C – Un segnale è continuo in termini di stati e distinto in termini di tempo;
D – Un segnale distinto, sia in termini di stati che di tempo.
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La fine della generazione di schiavi

Oggi ci siamo scontrati con la nuova generazione, che può fare qualsiasi cosa solo se capisce, sente, decide e si accorda con ciò che deve essere fatto. Altrimenti non farà nulla. Lo vediamo anche dagli eventi che stanno ormai accadendo in tutto il mondo. Una nuova ondata si sta estendendo, o in altre parole, un nuovo livello di anima comune si sta risvegliando in tutta l’umanità.

La generazione moderna è contraria ad una educazione moralmente giusta che minaccia una persona e forze morali gli insegnano, gli dicono: “Guarda  noi come esempio per agire allo stesso modo”. Questo non è sufficiente per le giovani generazioni. Esse non prenderanno questa strada. Al contrario, esse copieranno gli esempi peggiori e non saranno in grado di avere presa su se stesse in modo da rispettare i propri meravigliosi modelli.

La nuova generazione non accetta niente solo perché è così che deve essere. Anche se un bambino assorbe molte cose automaticamente, e ancora, se cresciamo i ragazzi moderni nella ricompensa e nella punizione, non funzionerà. Questo perché l’egoismo cresce da un giorno all’altro e non si è in grado di resistergli. Pertanto, l’abitudine diventa per loro una seconda natura.

Proprio davanti ai nostri occhi un nuovo ambiente sta maturando dentro i bambini, ed esige che tu gli dia una mano nel metodo. Si vuole dare ad un figlio il già fatto che egli realizzerà come una macchina di piccole dimensioni che lavora quando lui ti guarda ripetendo tutto. Ma questo non funzionerà. I bambini vedono correttamente attraverso di voi. Sono costantemente impegnati a studiare e ad analizzare voi. Siete completamente trasparenti per loro.

Dobbiamo capire che questa generazione richiede un metodo molto razionale e logico che possa comprendere e quindi utilizzato in base a tale comprensione.

La generazione degli schiavi è finita, o la generazione di macchine che erano ritratte anche da Charlie Chaplin. Oggi dobbiamo pensare a come dare ai giovani una spiegazione del processo di sviluppo, la realtà e il loro posto in essa, la meta, il cammino della governanza e le opportunità che sono davanti ad ogni persona.

In breve, è necessario mostrare ad una persona i limiti entro i quali egli è, in realtà, una creatura libera. La nuova generazione è molto diversa da noi e quindi non dobbiamo sviluppare metodi per la loro formazione in modo che docilmente ci stiano vicino, ma un metodo di trasmissione di saggezza secondo l’età della persona. Poi i bambini utilizzeranno e realizzeranno questa saggezza attraverso il loro comportamento, e quindi tutto ciò che rimarrà a noi da fare sarà di verificare se abbiamo dato a loro in modo corretto. Vedremo tutto questo dai risultati.

In passato l’istruzione e l’educazione erano basate su premi e punizioni. I bambini sono stati infilati dentro  confini diversi e tenuti al guinzaglio corto. Fu detto loro: “Questo è come si deve agire.” Ma oggi questo non funzionerà perché il Creatore ci chiede di raggiungere la realizzazione del male, la comprensione di ciò che accade nella vita. Dobbiamo imparare a controllare noi stessi a seconda dell’importanza del traguardo . Questo è un lavoro indipendente per ogni persona.

L’anima non ha età. Non importa dove essa si risveglia, in un adulto o in un bambino. Dobbiamo capire che siamo obbligati a fornire un metodo di correzione per i giovani e gli anziani in modo che possano essere cresciuti solo da esso.

(Dalla conferenza sull’educazione il 19.02.2011)

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Rendere chiari a tutti i principi dell’educazione globale

L’intera saggezza della Kabbalah non è altro che un metodo di educazione. Infatti un uomo ha bisogno di cambiare, di passare dallo stato di “piccolo selvaggio” che vive in questo mondo all’essere umano che è uguale al Creatore. Noi non possiamo nemmeno percepire cosa voglia dire: il traguardo è così elevato ed opposto rispetto a noi che ci sfugge.

Affrontiamo dei cambiamenti lungo il cammino al fine di diventare sempre più simili al Creatore. Trasformando noi stessi, riveliamo i nostri nuovi stati nel mondo spirituale, lungo i livelli spirituali. Tutti questi stati sono essenzialmente i passaggi dell’educazione. Noi siamo allevati dalla Luce Superiore che ci circonda; cambiamo e perciò attraversiamo il processo dell’educazione.

Dunque, la Kabbalah è il metodo che permette all’uomo di educare se stesso per giungere all’uguaglianza con il Creatore. Lo possiamo fare con l’aiuto di un maestro, delle fonti, e di un gruppo o ambiente circostante. Questa educazione richiede di stabilire delle differenziazioni tra bambini ed adulti, tra uomini e donne, e tra i vari generi di persone. Abbiamo bisogno di cercare un modo di aiutare chiunque a ricevere la corretta educazione.

Ogni uomo che riceve il risveglio spirituale deve correggersi e facilitare la correzione generale di tutti. In sostanza, “tutti” significa lui stesso. Se egli si relaziona agli altri in questo modo, egli li deve correggere. Invece, se egli si separa dal resto degli uomini, egli diventa un “rinnovatore” che rovina soltanto se stesso e gli altri.

Dovremo chiarire questi argomenti e formularli in una forma che sia comprensibile a tutti. In questa fase, tutta l’umanità sta incominciando lentamente ad avvicinarsi alla comprensione della saggezza della Kabbalah; incomincia a sentire il bisogno di educarsi al livello di corrispondenza con il Creatore. Altrimenti, gli uomini incominceranno a sentire quante sciagure giungeranno loro dall’essere nello stato di opposizione al Creatore.

Con questo obbiettivo in testa, dobbiamo preparare una lista di principi relativi all’educazione globale. La chiave è che dovrebbero essere comprensibili per tutti. Noi abbiamo un’idea relativamente buona su dove recuperarli. Non è difficile per noi parlare di questi principi nel linguaggio della Kabbalah e nel linguaggio con il quale Baal HaSulam li presenta, principalmente nei suoi articoli. Ma come possiamo applicarli ad ogni uomo del mondo? Questo è il problema che stiamo affrontando oggi. Proveremo a risolverlo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.03.2011 su I principi dell’educazione globale)

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Il problema del mondo è il mio problema

L’immagine del “mondo esterno”, come lo descrive Baal HaSulam, viene creata dalla “macchina fotografica” che si trova nella parte posteriore del nostro cervello, che proietta le mie qualità in quello che sembrerebbe essere lo schermo esterno, con quelle qualità che sono danneggiate o corrette fino ad un certo punto. Dentro di me esistono sotto forma di diverse forze; combinandole o dividendole in diversi modi, formano il vaso della mia anima.

Tuttavia, sono incapace di distinguere queste forze perché sono proiettate nello schermo della mia coscienza in modo tale da poterle contemplare. Pertanto, vedo diverse forme dei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano. Tutte queste forme sono in movimento, subiscono dei cambiamenti e questo è ciò che ci permette di mantenere la connessione con le forze interne.

Come posso raggiungere lo stato corretto? Questo può essere ottenuto mediante il principio di amare il prossimo come se stessi. Devi conseguire che tutta la realtà “esterna” diventi tua, poiché ad ogni modo, si tratta davvero di te, anche se nella tua ingannevole percezione appare come qualcosa di esterno. Così dunque, ritorna in te, riporta questa immagine esterna dentro di te, fa ritornare questa visione dalla proiezione all’interno della “camera”. Come puoi riuscirci? Avvicinando tutte le tue parti e sentendo che sono tue.

Per adesso percepisci i problemi del mondo come disastri che succedono ad altre persone. Al contrario, Rabash si preoccupava molto di questi casi perché sentiva che il disastro succedeva a lui. Una persona che avanza verso l’equivalenza con il Creatore fa inclinare tutto il mondo verso il piatto del giudizio, o il piatto della giustificazione. È lì che radica la soluzione a questo problema.

Di conseguenza, a causa della frammentazione spirituale, la mia percezione si divide in interiorità ed esteriorità, il mondo ed io. Correggendomi, porto verso di me tutta la realtà, che sembra esterna, per sentirla dentro di me. Allora la mia percezione spirituale del mondo cambia: non c’è niente all’esterno. Tutto è dentro di me e si realizza dentro di me. Non c’è niente al di fuori di me. Vivo nel mio Kli e solo una “camera” mi crea l’immagine esterna.

Basandoci su questo, dobbiamo decidere una volta per tutte che sono proprio le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’alto, un impulso verso la correzione, a poter cambiare il mondo se trasformano la percezione delle loro sensazioni. Tutto dipende da quanto cercano di avvicinare il mondo per sentirlo come una parte inseparabile di loro. Questa è la realizzazione del principio di amare il prossimo come se stessi. Dobbiamo attrarre a noi tutti i livelli che sembrano esterni, dobbiamo includere i livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano in noi e vederli come una parte nostra inseparabile.

Pertanto, la nostra attitudine verso tutta la realtà deve essere almeno la stessa che verso noi stessi, come spiega Baal HaSulam che l’uomo deve elevare i desideri degli altri al di sopra dei suoi. Essendo un egoista penso a me stesso invece che al prossimo; ma se sono altruista, devo pensare agli altri.

È a causa di questo che la correzione del mondo dipende proprio dalle persone che in verità hanno ricevuto dall’alto il richiamo per correggersi. Nessun altro ha sentito questo risveglio e di conseguenza non hanno niente da chiedere.

Questo vuol dire che dobbiamo sentirci responsabili di tutti i disastri dell’umanità ed è in nostro potere correggerli e non solo a fatto compiuto, ma anche prima che le disgrazie succedano. Dobbiamo assicurarci che questo non succeda nuovamente nel livello inanimato, così come negli altri livelli, fino al grado dell’umano.

Per il momento le catastrofi si manifestano sotto forma di disastri naturali, nei livelli inanimato e vegetale, come gli tsunami, i terremoti, le inondazioni e gli incendi, e nella società umana sotto forma di crisi economiche ecc … Tuttavia, non siamo esenti da altre forme, come le piaghe dell’Egitto che furono così disgraziate, pericolose e terribili, come le sensazioni che abbiamo adesso.

Baal HaSulam scrive riguardo a questo verso la fine dell’Introduzione al Libro dello Zohar. Tutte le sofferenze del mondo sono provocate dal fatto che Israele non si è corretto a tempo, essendo Israele (che vuol dire diretto al Creatore) qualsiasi persona, non importa la sua origine, che ha l’opportunità di correggersi perché ha ricevuto un risveglio dall’alto, non importa il livello nel quale si trovi.

In questo modo, tutti noi uniti, siamo responsabili di quello che succede.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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Il mondo è rotondo

Domanda dal Giappone: Quali sono le ragioni del disastro che sta avvenendo? Secondo le previsioni, continueranno i terremoti. Possiamo tutti noi prevenire questi avvenimenti qui e nel resto del mondo?

Risposta: Per dare una risposta alla domanda, dobbiamo anzitutto capire dove ci troviamo. Siamo in un mondo “rotondo”. Questo è ciò che ci spiega la scienza della Kabbalah nella sua sezione “percezione della realtà”.

Non aspettiamo che le prove dolorose di questo diventino palesi nel nostro mondo. Attraverso le esperienze amare, stiamo scoprendo che tutti siamo interconnessi, che il mondo è globale ed integrale, che esiste l’effetto farfalla ecc … Per convincerci di questo, non dobbiamo imparare la lezione dai disastri che succedono, ma è meglio imparare dalla scienza della Kabbalah.

È possibile che sarà troppo tardi quando cominceremo a mettere in pratica la nostra esperienza. Quanti tsunami, terremoti o altri disastri devono presentarsi prima di agire con intelligenza? Volgiamo lo sguardo alla scienza ed alla saggezza. È scritto: “Colui che impara è saggio”. Cosa impara la persona saggia?

Secondo la scienza della Kabbalah, sappiamo che sentiamo tutta la realtà dentro di noi, perché è dentro di noi. La mia percezione si divide in 5 livelli; 3 di questi livelli sono le mie sensazioni: radice, anima e corpo. Essi “si vestono” in me dall’interno, inoltre ci sono dettagli esterni di percezione che percepisco al di fuori di me: il vestito e la torre. Questo è tutto il mondo al di fuori di me. Il vestito è tutto quello che si trova nell’area che il mio corpo ed i miei sensi possono realizzare, mentre la torre è rappresentato da tutte le cose lontane ed irraggiungibili, oppure detto in altro modo, dalle cose che non sono sotto il mio controllo.

È così che si divide la realtà, la parte interna si chiama Galgalta ve Eynaim, mentre la parte esterna si chiama AHP. Questa divisione è stata provocata dalla distruzione spirituale, che è la ragione per la quale sentiamo soltanto leggermente Galgalta ve Eynaim dentro di noi e non abbiamo assolutamente la sensazione che l’AHP sia anche una parte di noi. È così che dividiamo la nostra realtà fino alla fine della correzione, quando Galgalta ve Eynaim si unirà con l’AHP in tutte le 10 Sefirot.

Da questo dobbiamo arrivare alla seguente conclusione: sentiamo tutto dentro i nostri Kelim. Questi possono essere uno tsunami, la terra, l’universo con tutte le sue stelle e le galassie; tutto quello che c’è nel mio desiderio egoista. È così che è fatto il mio desiderio, affinché in esso percepisca la realtà divisa in due: “io” e “al di fuori di me”. “Io” è Galgalta ve Eynaim, la radice, l’anima, il corpo, mentre “al di fuori di me” è l’AHP, il vestito e la torre, le due categorie esterne della percezione.

Avvengono molti cambiamenti nei miei Kelim interni ed esterni. Quando assistiamo ai disastri naturali è molto difficile capire perché avvengono questi eventi così dolorosi nei Kelim esterni, invece che nei nostri Kelim interni. Perché questi cambiamenti influenzano oggi una parte specifica della mia anima chiamata “i giapponesi”? Perché tra tutti i popoli la catastrofe è sopraggiunta a loro?

Anche la mia anima include altre parti che percepisco come miei amici. In realtà, non esistono, ma ai miei occhi sono parte di me stesso. Sarà così fin quando non completerò la mia percezione ed allora ogni cosa si unirà in un tutt’uno, in un unico desiderio corretto e completamente diretto alla dazione. Questa è la forma corretta.

Se non vediamo la realtà da questa prospettiva, non saremo mai capaci di percepire correttamente quello che succede, e questo include le guerre, le catastrofi, la corruzione e tutto il resto. Non saremo mai capaci di giustificare il Creatore o di capire come tutto si muova verso la correzione.

Tuttavia, non potremo organizzarci senza la prospettiva corretta delle cose, senza avere un’immagine del mondo “rotondo” che si trova dentro la persona e che dipende dalla sua correzione. Non c’è niente al di fuori di me; tutto sono io. Questa è la mia terra, il mio terremoto, il mio Giappone, la mia Libia, il mio Israele, il mio pianeta ed il mio universo. Tutto questo riflette le mie qualità che non sono ancora corrette.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

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