Pubblicato nella 'Crisi' Categoria

L’uscita dal labirinto della sofferenza

La scienza della Kabbalah si rivela a noi dalla notte dei tempi. In sostanza, si tratta della prima scienza scoperta dall’umanità che, nella forma dell’insegnamento, spiega la struttura del mondo. Proprio come oggi, in tutte le generazioni del passato, la maggioranza degli uomini non ne avevano bisogno, perché il loro ego si stava ancora sviluppando. Abbiamo attraversato tutte queste reincarnazioni, sviluppandoci da una generazione all’altra, e la vita ci sembrava buona. Ci sforzavamo continuamente di raggiungere nuove conquiste, desiderosi di appagarci con piaceri sempre più grandi.

Migliaia di anni fa, la saggezza della Kabbalah ha detto che questa ricerca del piacere è soltanto una corsa attivata dal motore che funziona dentro di noi e che non ci dà il vero appagamento. Tutto è falso; stiamo semplicemente giocando con i nostri desideri, con questi piaceri effimeri che scompaiono all’istante. Qual è il senso di tutto questo?

Nonostante questo, la gente non presta ascolto. Solamente in pochi si sono domandati qual è il significato della vita: qual è lo scopo della mia vita, di questa corsa tra la vita e la morte? Questi pochissimi uomini svilupparono sempre di più la saggezza della Kabbalah. Essi scoprirono che, infatti, questo gioco che il nostro ego, la nostra natura, gioca con noi è un gioco mortale; essi avevano scoperto che siamo finiti dentro un tritacarne che ci schiaccia, che ci spinge continuamente verso azioni inutili: piaceri che non riusciamo a rifiutare o sofferenze dalle quali proviamo a scappare.

Quindi, sotto l’influenza di queste due forze, il piacere e la sofferenza, io corro in continuazione come un insetto. Queste forze mi colpiscono, ed io scappo via per evitare i colpi. Mi mostrano il piacere, ed io mi ci tuffo. Così concludo la mia vita, riempiendo i miei giorni con questa corsa.

Osservando lo sviluppo dell’umanità, questi uomini cercavano una via d’uscita a questa corsa senza senso, fino a quando non scoprirono che tutto questo processo ha una fine. Essi si resero conto che noi viviamo in un ondeggiare senza fine tra queste due forze, il bene ed il male, tra la rincorsa eterna dei piaceri, e la fuga dalla sofferenza senza fine, cercando un modo di migliorare le nostre vite ed evitare il male. Essi videro che alla fine arriviamo al completamento di questo sviluppo.

Questo completamento si sta realizzando proprio oggi, dopo un lungo processo evolutivo dell’umanità. Noi siamo la prima generazione che, dopo un numero di reincarnazioni ed in conseguenza dello sviluppo di tutte le generazioni del passato, sta incominciando a capire cosa ci sta succedendo.

Abbiamo iniziato a renderci conto di aver raggiunto una certa situazione, e molti uomini sono ormai delusi da questa corsa. Sebbene non si rendano conto di aver passato tutta la loro vita a dare la caccia al piacere e a fuggire dalla sofferenza, si sentono frustrati e cadono in depressione. Molti uomini stanno incominciando a capire che questa è una pazzia, non la vita: arrivare in questo mondo per una specie di corsa e poi lasciarlo come se fossero entrati in un casinò, imbrogliati, e senza aver fatto niente perché costretti a scappare dalla sofferenza e ad inseguire il piacere.

Dunque, questi uomini sono arrivati a capire che, evidentemente, non è così perché niente in natura succede senza una ragione. In natura, ogni cosa è stabilita in modo preciso in base al principio di causa ed effetto e, apparentemente, questo intero processo è spinto dalla legge dello sviluppo che dovrebbe condurci ad un certo obbiettivo.

Sebbene questo processo sia molto lungo e sembri illogico, in verità, in esso si nasconde una logica interiore speciale: noi dobbiamo riconoscere il male che è innato nella nostra natura per ricavarne il bene. La possibilità di raggiungere questo bene oggi si sta manifestando, ma dobbiamo accelerare il riconoscimento del male.

Questa è la ragione per cui la scienza della Kabbalah è stata rivelata, in modo che non avanziamo come in passato per un percorso lungo e casuale, in una scelta senza fine tra il bene ed il male, affrontando ogni volta dei problemi, risolvendoli per scappare verso qualcosa di meglio; ma questa rivelazione ci serve affinché, dopo molte ricerche, dopo essere stati delusi dal precedente percorso, desideriamo vedere che cosa ci aspetta e così avanzare consciamente.

La saggezza della Kabbalah viene divulgata per uomini come questi. Il punto nel cuore si risveglia in loro e non li lascia in pace. Essi giungono in un luogo dove possono ottenere la conoscenza su come tracciare il giusto cammino per loro stessi, senza oscillazioni, ma diritti, in base alla legge della natura, diventando come il cammino stesso ed usandolo correttamente.

In sostanza, non ci viene assicurato né garantito un miracolo; conosciamo solamente la legge. Invece che raggiungere lo scopo camminando a zig zag, andiamo diritti seguendo la via di questa legge. Si tratta di un cammino più facile e più vicino, ma allo stesso tempo è anche più complesso. Infatti, dobbiamo studiare e mettere in pratica questa legge noi stessi invece che le forze della natura, che ci impastano dandoci la loro forma. Noi stessi dobbiamo prendere parte a questo processo, per ritagliarci la forma che la natura ci richiede. Se ce la faremo, prenderemo la stessa forma che dovremmo acquisire alla fine, e raggiungeremo lo scopo della creazione.

[43743]

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Roma del 21.05.2011)

La crisi e l’egoismo

La domanda: Ho pensato che forse la ragione della crisi moderna non è che l’egoismo cresce, ma che si è fermato, non cresce più! Se è così, invece di guarire le persone dall’egoismo che hanno già, sarebbe più giusto stimolare in loro la crescita di un nuovo egoismo, raccontando loro le belle cose che li aspettano al prossimo livello?

La risposta: La Kabbalah fa proprio questo, non fa paura all’uomo con il presente, ma gli spiega la ragione della crisi, per strapparlo dall’egoismo gli rivela il male e poi lo eleva al desiderio superiore, spingendo l’uomo allo studio, dove si parla solo al positivo.

Materiale correlato:

Decifrando il codice della felicità
Laitman blog: “Vestirsi” In qualcun’altro

Un paraurti contro i colpi della Natura

Tutta la nostra crisi attuale ha origine dal fatto che il mondo si connette in modo egoistico e che la proprietà totalizzante della natura si scontra con l’odio reciproco che c’è tra i paesi e le nazioni. Dunque, se noi ci troviamo in mezzo a tutto questo come una forza che crea un paraurti e ammorbidisce il colpo, riduciamo la crisi. E quando questi due opposti crollano, attenuati dal paraurti che assorbe l’impatto, essi non hanno più forza per colpirsi.

Questa è la ragione per cui il nostro posto è di tutto rispetto e si trova proprio nella linea di mezzo tra le forze positive e negative della natura. Essendo nel mezzo, dobbiamo connetterci a tutta la forza negativa dell’umanità e legarla alla natura positiva del sistema della creazione. Il nostro gruppo mondiale è proprio questo paraurti, cioè la forza che unisce.

La gente parla di una imminente fine del mondo, ma noi dobbiamo portare a termine il nostro compito. Da una parte, dobbiamo stabilire una connessione con la natura, l’intero sistema della creazione, attraverso l’ unione tra di noi. Dall’altra parte, dobbiamo andare in giro per il mondo per divulgare la saggezza della Kabbalah a tutti. Dobbiamo collegare queste due parti.

Il nostro gruppo è nel mezzo; il resto dell’umanità è alla nostra sinistra, e la natura, che è in equilibrio, è alla nostra destra. Dunque, da una parte, dobbiamo unirci insieme, e questo ci connetterà alla natura, al sistema della creazione. Dall’altra parte, dobbiamo divulgare la Kabbalah nel mondo.

Questo è ciò a cui siamo stati predestinati, e senza di questo, il mondo non raggiungerà la correzione. Le forze perfette della natura non riusciranno ad arrivare in questo “mondo opposto”, al mondo dell’umanità non corretta, se non riusciamo a stare in mezzo a loro come dei paraurti.

La parte che usiamo per unirci tra di noi e che vuole connetterci alla perfezione della natura è chiamata Galgalta ve Eynaim (GE), GAR de Binà. La parte che usiamo per connetterci con tutta l’umanità è chiamata AHP, ZAT de Binà. Dunque, siamo noi che ci uniamo con ogni cosa in un solo sistema e diamo vita ad ogni cosa.

Le parti della natura che sono in equilibrio sono Keter e Hochma. Noi siamo nel mezzo, nel mezzo di un terzo delle Tifferet. AHP, Netzah, Hod, Yesod, e Malchut sono al di sotto di noi. Solamente noi, la parte di mezzo delle Tifferet, abbiamo libertà di scelta. In questo modo, colleghiamo tutte le parti della creazione nelle dieci Sefirot.

Dunque, tutto dipende da noi. Non è necessario aspettare fino a quando il mondo sentirà e comprenderà quello che sentiamo e comprendiamo noi.

Attraverso l’amore, dobbiamo aiutarlo a rendersene conto il più possibile. Ed il nostro aiuto non deve riguardare solamente un’ampia divulgazione attraverso i mezzi di comunicazione, ma attraverso la nostra sempre più profonda comprensione dei sistemi interiori del mondo e della connessione tra tutte le anime. Non dipende dai presidenti o dai primi ministri, ma solamente da noi.
[43678]

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Roma del 21.05.2011)

Cosa si nasconde dietro l’illusione del progresso

Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione: questo è quanto accadde con i tedeschi, i quali avevano pensato di essere una delle nazioni più civilizzate e che durante la notte, divennero una nazione di selvaggi, la più orribile delle società primitive che siano mai esistite al mondo. D’altra parte Hitler fu eletto dalla maggioranza.

Stiamo trattando della domanda sulla società umana: come avanziamo? Sembra che di generazione in generazione, diventiamo più avanzati, ma in che senso siamo più avanzati? Nella scienza e la tecnologia o nella struttura sociale? O forse ci evolviamo nei nostri valori umani? Proprio questo è particolarmente scorretto.

L’egoismo aumenta nel corso di tutta la storia, però non lo riformiamo e mentre si accumula, peggioriamo. Invece della vera correzione, rivestiamo e copriamo il nostro egoismo, affinché non ci sfugga dalle mani e ci disturbi mentre viviamo. Al contrario, semplicemente ci divoreremmo a vicenda. Essenzialmente, di generazione in generazione, diventiamo sempre più abili nell’occultare il nostro ego, mentre l’odio continua ancora a crescere.

Abbiamo l’opportunità di “scorrazzare” nascondendoci dietro i telefoni, i computer e tutti gli altri tipi di schermi e questo aiuta. Tutti hanno un’abitazione o anche un appartamento, tutti hanno la loro macchina, non passano a prendere nessuno, la gente non si sposa e rompe i suoi legami di sangue. In definitiva, costruiamo uno scudo, una cortina, tra i germogli dell’egoismo umano e pertanto, continuiamo a vivere come se tutto andasse bene.

Ci sfugge, ma i servizi che sviluppiamo nella società moderna, sono destinati a liberare lo spazio nel quale tutti vivono per evitare un confronto con gli altri. Lo stato e l’assicurazione medica, i piani pensionistici, le vacanze sono tutti esempi delle nostre intenzioni di dare alla persona sempre più opportunità di sentirsi indipendente dalla società e di isolarsi dall’ego altrui. Noi ci sforziamo di insegnare e di permettere a tutti di restare dentro di loro e di non uscire per il resto delle loro vite.

Come risultato, la nostra natura non si corregge e per questo è diventata molto più spietata di quello che era nei millenni precedenti. Impariamo semplicemente a tenerlo nascosto e pertanto, siamo aggrappati all’illusione che la nostra civilizzazione stia ancora progredendo.

In realtà, comunque, non è molto difficile risvegliare il nostro egoismo, mostrare il nostro male nella maniera più chiara. Dopotutto, si sta liberando all’interno e tutto quello che c’è da fare è aprire la valvola e questo si diffonderà come un’inondazione.

Inoltre, si diffonderà a tal punto che l’uomo sarà disposto a fare qualsiasi cosa, senza nessun tipo di empatia, visto che non sente gli altri sotto la corazza del suo ego. Lui ucciderà, massacrerà bambini ed adulti, famiglie ed intere nazioni. Lui classificherà la gente per conto proprio: lui è negro, è bianco, è ebreo, è gitano e così via. Una persona può inventare migliaia di criteri o ragioni per ammazzare: le persone più vecchie che hanno vissuto la loro vita, i bambini nati con difetti, ecc …

In altre parole, senza nessun tipo di pentimento o rimorso, ma con orgoglio e sangue freddo, l’uomo farà agli altri ciò che vuole, perché non sente che anche loro sono esseri umani, che hanno diritto ad esistere come lui. Non stiamo parlando dei tedeschi, ma di tutti noi, fintanto che non ci correggiamo. Se il nostro desiderio egoista si risveglia apertamente, tutti saremo così. È successo con i tedeschi proprio perché erano i più avanzati, mentre oggi può succedere con qualsiasi altra nazione.

Molti paesi si sono evoluti quanto basta affinché il nazismo si manifesti attraverso di loro in maniera naturale e semplice. Loro non sentiranno vergogna di fare qualsiasi cosa e di agire in accordo agli stessi calcoli che i tedeschi erano soliti fare per estinguere gli ebrei ed altri popoli. Oggigiorno, la maggior parte del mondo è pronta a farlo. Se non correggeremo il nostro egoismo, la più piccola scusa, una piccola scintilla, sarà sufficiente e la gente realizzerà il suo ego senza pietà, metodicamente ed in maniera precisa. Loro verranno e distruggeranno.
(42042)

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione del Giorno dell’Olocausto)

Come evitare gli Tsunami

Un bambino chiede: Il Creatore promise a Noè che non ci sarebbe stato un altro diluvio. Allora perché c’è stato un altro tsunami?

Risposta: Questa è domanda difficile. Io non sono abituato a considerare la Torà come una raccolta di avvenimenti storici. La corruzione che c’era allora – il peccato di Adamo e tutte e altre trasgressioni che ci hanno portato dove siamo oggi – è ancora la stessa corruzione, e noi ne abbiamo iniziato la correzione solamente adesso.

La ragione dei disastri come gli tsumani o i terremoti, passati e futuri, è che siamo noi a provocare gli squilibri. Il Creatore promette davvero che i colpi finiranno? No. Egli promette che non ci saranno diluvi che cancelleranno il mondo intero!

Diluvio significa che delle acque malvagie arriveranno per spazzare via tutto, lasciano solamente il punto nel cuore. Successe veramente una volta, perché una corruzione di quella ampiezza doveva accadere, ma poi non più. Noi abbiamo davanti solamente la correzione. Ma se non ci correggiamo in tempo, noi stessi provocheremo i colpi che ci colpiranno.

Spero che saremo capaci di evitarli, ma ci dobbiamo sentire responsabili di quello che sta succedendo. Infatti, se la saggezza della Kabbalah è stato rivelata, e se sappiamo che costruendo su di essa la nostra interconnessione, possiamo correggere il mondo, allora siamo in grado in grado di evitare le disgrazie.

Ricordiamo quello che il Creatore ha detto ad Abramo: “Se troverò dieci uomini giusti a Sodoma, non la distruggerò con un terremoto.” Ma non c’erano dieci uomini giusti, e così ci fu il terremoto.

Se noi lo desideriamo, siamo in grado di salvare il mondo dalla sofferenza. Tutto dipende da noi. Io penso che ce la faremo perché abbiamo veramente bisogno di prendere questo discorso sul serio.

(Dalla lezione 7 del congresso WE! del 04.03.201)

Materiale correlato:

Laitman blog: Uno tsunami nell’estensione più profonda della tua anima
Laitman blog: Uno tsunami misericordioso mandato dal Creatore

La nuova Babilonia

Domanda: Qual è il messaggio che dobbiamo far arrivare agli americani?

Risposta: Quello di rivelare la verità al più presto: dove ci troviamo attualmente e come possiamo salvare la situazione. Io ripeto che tutto dipenda da voi. Io auguro agli americani di avere delle buone guide, e queste guide siete voi.

Domanda: L’America ha un posto speciale; è perché è diventata una nuova Babilonia?

Risposta: Si, ma non è lo stesso posto che aveva l’America venti anni fa. Oggigiorno, l’intero globo è Babilonia. Prima, l’America era un punto di ritrovo per una moltitudine di nazioni e culture, e perciò era un posto speciale. Adesso, tutti sono connessi uno con l’altro. Il mondo intero è diventato Babilonia.

È sorprendente sapere che i saggi scrissero migliaia di anni fa quello che sarebbe successo. Io non ci credevo quando Rabash parlava di questo. Tuttavia, sono passati vent’anni e ci siamo trovati all’improvviso connessi e dipendenti uno dall’altro.

Le leggi della natura sono invariabili. Ne trarremo beneficio se riusciremo a spiegare questo alle persone e a fargli capire che non c’è altra scelta.
[41453]

Dalla lezione n.7 della Convenzione WE! del 04.03. 2011

Materiale correlato:

Tutte le anime si riuniscono dentro di me
A proposito dei congressi virtuali e una vera connessione

Molta sofferenza per un solo motivo

Domanda: Io lavoro in una scuola di medicina e vedo molta sofferenza intorno a me. Come faccio per alleviare questo dolore?

Risposta: Tutta la sofferenza viene dal fatto che non siamo bilanciati con la forza comune della natura; non siamo nello stato della mutua dazione. Ogni persona riceve colpi in base alla radice della propria anima e dello stato generale del suo posto nel sistema comune.

Alcune persone non sentono né i colpi né le crisi. Sembra che gli passino accanto. Altri invece vivono nella paura costante.

Le persone sono differenti: alcune raggiungono correzioni spirituali e innalzano le loro anime, mentre altre vivono il momento presente senza pensare al futuro. Ogni persona vive in base al livello del proprio sviluppo. È soltanto ora che la grande massa sta arrivando alla correzione.

Questa è una causa della sofferenza: disparità con la forza comune della natura. Ed è per questo che la soluzione è diventare come essa. Esiste una sola legge: l’equivalenza della forma.
[41456]

(Dalla lezione n.7 del Congresso WE! del 04.03.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La cura per qualunque malattia
Laitman blog: Il Miglior Rimedio Per Tutte Le Malattie

Schiavitù egiziana grande come l’universo

Il Faraone e tutti i suoi ministri sono schiavi leali del Creatore, cioè “angeli” o forze che realizzano il programma della creazione. Eseguono gli ordini della forza superiore, il Creatore, giacché oltre a Lui non esiste nient’altro. Ma per il momento il Creatore mette il Faraone con tutta la sua lealtà come un governatore che lavora per il Creatore e che governa l’uomo in questo mondo al posto Suo, per darci la sensazione di oscurità e portarci il bisogno di rivelare la forza opposta, quella dell’amore e la dazione.

Per ora, il Faraone stesso si sta rivelando nel nostro mondo. Prima, solamente i suoi aiutanti, i suoi ministri, c’erano rivelati. Non avevamo sentito parlare del Faraone stesso fino all’attuale fine dell’Esodo d’Egitto, quando all’improvviso è stato annunciato che un “nuovo re era sorto su l’Egitto”. Fino allora, alcuni direttori e ministri tenevano il controllo.

La stessa cosa successe nella storia dell’umanità. Eravamo influenzati da diverse piccole forze che spingevano lo sviluppo della società umana: nuove invenzioni, la scoperta di nuovi continenti, nuove tecnologie, finché abbiamo raggiunto un mondo globale. E qui il Faraone sta iniziando a rivelare se stesso. Lui è la forza che ostacola e che impedisce la nostra unione.

Ci sono molte persone nel mondo che già sentono che la salvezza risiede nella connessione. Vediamo che, dato il livello dell’interdipendenza, non ci rimane altra scelta poiché il mondo è diventato veramente globale. L’unico modo per migliorare la vita è di mettersi insieme. Non esiste altra via quando dipendiamo tanto uno dall’altro. Non ci sarà possibile divorziare uno dall’altro come in un matrimonio non riuscito e andare ognuno per conto proprio. Viviamo in un singolo, piccolo globo e non possiamo andare da nessun’altra parte: siamo chiusi a chiave, come in una gabbia.

Ma siamo incapaci di andare d’accordo uno con l’altro in questo mondo, di creare un governo mondiale comune, di arrivare a un’opinione comune e discutiamo costantemente. E questi disaccordi non finiranno, continuano ad aumentare.

Sarebbe molto strano vedere questo, poiché veramente dipendiamo tutti uno dall’altro: Europa, America e i paesi Arabi, Asia, Russia, Giappone e Cina. È cosi difficile unirsi in un posto, avere un altro “G-50” e arrivare a una sorta di accordo comune? Altrimenti, il mondo tornerà indietro semplicemente all’iniziale “caos e oscurità”.

Ma le persone non riescono ad arrivare a un accordo. La forza del male continuerà a mettersi nel cammino tra di loro, e non riusciranno capire come connettersi. Comprenderanno solamente la loro inabilità per farlo, ma non impareranno come raggiungerlo. E questo è cosi poiché rivelare i “mezzi” per la connessione è la stessa cosa che rivelare la forza superiore, e questa è l’unica cosa che può connetterci. Questo è lo stato verso il quale stiamo andando.

Non saranno tempi facili. Per ora, molte persone riescono a vivere come prima, come se non fosse diventato un mondo globale e loro potessero continuare a esistere senza prendere in considerazione gli interessi di tutti gli altri. Ma il nostro sviluppo ci porta assolutamente verso l’unificazione. Tuttavia, non ci sarà la forza per unirsi. È qui dove il Faraone, che ci sta separando, sarà rivelato.

E allora, com’è scritto su la schiavitù egiziana, “loro piangeranno (questa volta saranno i figli del mondo intero)” senza sapere cosa fare. E qui comprenderanno che esiste un metodo, la saggezza della Kabbalah, che rivela il Creatore alle creature in questo mondo.

Dopotutto, non saremmo capaci di fare nemmeno una vita comune in questo mondo senza rivelare questa forza. Semplicemente non saremmo capaci di esistere: ci distruggeremmo uno con l’altro. È in questo modo che abbiamo bisogno della Kabbalah, come mezzo per rivelare il Creatore, che sarà rivelato. E comprenderemmo che il mondo è stato creato in questa maniera e ha subito questo sviluppo soltanto per diventare come il Creatore e unirsi a Lui mentre lotta per rivelarLo. Perciò, l’intero programma della creazione sarà realizzato.
[41290]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.04.2011, Gli scritti di Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il Faraone: Lo schiavo fedele del Creatore
Laitman blog: Lascia la redenzione al Creatore

Il mondo ha perso la testa

Domanda: Qual è il problema più grande al mondo?

Risposta: L’assenza di un governo globale è la minaccia più grande alla pace nel mondo ed è questa assenza in particolare la causa di tutte le crisi moderne.

Il G20 ha dimostrato che i partiti non possono riuscire a mettersi d’accordo sugli argomenti principali. Il corpo governante mondiale non esiste, mentre un mondo globale ed integrale lo richiede.

Domanda: Lei crede, dopo i recenti eventi nei paesi arabi, che anche le regioni caucasiche del nord (quelle musulmane) della Russia (Cecenia, Daghestan, Inguscezia, Kabardino-Balkaria) chiederanno un cambiamento, cioè l’indipendenza?

Risposta: Non credo, perché come qualcuno ha detto: “Potrei prenderlo a pezzi, ma ne ho bisogno intero”. Intanto, cosa c’è di male nel ricevere i fondi e tutto il necessario dalla prossima vittima e prepararla per prendere tutto completamente a sue spese? Perché lasciare se l’obbiettivo è prendere tutto, il mondo intero?

Domanda: Cosa stimola lo sviluppo della società kabbalistica?

Risposta: La competenza conduce lo sviluppo di una società democratica. Lo stimolo per lo sviluppo in una società autocritica è il potere e dopo la corruzione, l’uso del potere non per l’interesse sociale ma per il beneficio personale. La corruzione, gradualmente, compra tutto lo stato, gli ufficiali ed infiltra agenzie governative con la sua gente.

Però, un governo corrotto è incapace di governare il paese perché gli ufficiali corrotti sono motivati solo dagli interessi personali; ed è per questo che un simile governo sarà rimpiazzato dal regima Nazista, nazionalista, il quale porterà ad una guerra mondiale; oppure ci sarà un governo motivato dal mantenere l’uguaglianza dei membri della società e dopo del mondo.
[39900]

Materiale correlato:

Laitman blog: Il segreto di un albero nel campo
Laitman blog: Innalzarsi al di sopra del problema per risolverlo

Il segreto di un albero nel campo

Domanda: gli scienziati evoluzionisti vedono l’ordine e la struttura dell’evoluzione, ma non il suo obiettivo e questa è la ragione per la quale hanno degli ostacoli. Per esempio, un bosco di pini piantato artificialmente distrugge la vegetazione naturale e come risultato, avvizzisce a causa delle malattie. È evidente che dobbiamo lasciare che la natura stabilisca il proprio ordine. Come possiamo spiegare questo non solo in termini biologici, ma anche in termini di educazione globale?

Risposta: In altre parole, la domanda è su come correggerci in maniera giusta e naturale affinché la persona, per quanto sia molto contraria a questi pini, non distrugga il suo ambiente. Affinché questo avvenga, deve crescere come “un albero nel campo”, il che significa che si alimenta solo dal suo ambiente. Questo ha la priorità, è il punto principale, l’ambiente è tutto e la persona deve connettersi ad esso, fluire in esso. Questa è la vera legge dello sviluppo.

Dopotutto, l’obbiettivo è che tutta l’umanità si trasformi in un meccanismo unificato. Nel sistema adeguato, la persona non percepisce se stessa come un elemento separato che cresce al di fuori di questo meccanismo, ma è costantemente alla ricerca di possibilità di essere assorbita, di integrarsi sempre di più in esso. Questa forma di sviluppo è davvero impeccabile.
[38989]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)