Pubblicato nella 'Crisi' Categoria

Abbandonarsi nella morsa del nemico

Domanda: Perché gli scienziati moderni non riescono a scoprire l’essenza di ciò che ci sta succedendo?

Risposta: Al contrario, gli scienziati moderni stanno gradualmente portando alla luce questa essenza. Molti uomini lo hanno già fatto e ci raccontano che la società umana si deve sforzare per cercare l’unione. E’ scritto, “Credete nella saggezza delle nazioni.” Questi uomini hanno la conoscenza e capiscono che l’unione è qualcosa di veramente necessario. Noi non abbiamo altra scelta possibile. Tutti gli uomini se ne possono rendere conto con i loro propri occhi, anche senza essere impegnati in un percorso spirituale, o senza aver acquisito un metodo di correzione.

Inoltre, essi stanno dando apertamente voce al bisogno dell’unione. Noi dovremmo solamente incoraggiare questo processo con tutta la nostra forza.

Ma la cosa più importante che ci verrà chiesto di fare sarà di far conoscere questa necessità a tutti gli uomini con tutti i mezzi possibili, usando tutti i canali per dire loro che c’è un metodo, un mezzo. E qui è dove sta il problema: in quale modo possiamo presentare questo metodo al mondo, come se fosse una medicina da fargli prendere? Come possiamo riscrivere l’intera scienza della Kabbalah, in modo che poi gli uomini non se ne allontaneranno più?

Dobbiamo agire per gradi. Adesso non stiamo parlando del Creatore, della Torà, dei comandamenti e così via. Stiamo solamente sottolineando il concetto dell’unione e dobbiamo portarlo avanti. Dobbiamo continuare a spiegarlo, fino a quando la capacità di capire degli uomini non subirà dei cambiamenti specifici e, cosa più importante, fino a quando non affronteranno uno sviluppo interiore per mezzo della Luce. Allora, dei nuovi punti nel cuore saranno rivelati e, oltre a questo, il mondo si renderà conto che Israele è uno strumento, un segno del destino. E, improvvisamente, ognuno incomincerà ad interpretarci in modo differente.

Il nostro compito è dunque quello di portare agli uomini la nostra parte, cioè il metodo della correzione. Gli uomini parlano della crisi e della necessità di unirsi da soli. Noi dobbiamo soltanto spiegare in che modo questa unione si compie esattamente.

La nostra incapacità di unirci ci fa soffrire, come se il Creatore, la natura, ci stesse portando in un vicolo cieco per farci uccidere a vicenda. Proprio come nell’Antica Babilonia, ci troviamo di fronte ad una legge immutabile. Ci odiamo tra di noi e, allo stesso tempo, siamo totalmente, illimitatamente, dipendenti gli uni dagli altri. Allora, cosa dovremmo fare? I miei nemici mi stanno alle spalle pronti ad uccidermi, ma io mi addormento tra le loro braccia come un bambino. E’ possibile?

La natura ci sta portando in un vicolo cieco, verso una catastrofe. Questo è ciò di cui dobbiamo parlare con il mondo, mostrando chiaramente qual è il migliore stato possibile per ricevere il metodo della correzione.
[46038]

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2011, “Matan Torà (Il Dono della Torà)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il permesso di rivelare la Kabbalah
Laitman blog: Tutti abbiamo bisogno di imparare la legge naturale dell’equilibrio

L’umanità è a rischio di estinzione

Opinione: Nick Bostrom (Professore della Facoltà di Filosofia nell’Università di Oxford) Rischi esistenziali: A causa dell’accelerazione del progresso tecnologico, l’umanità potrebbe avvicinarsi sempre di più a una fase critica nel suo percorso.

Oggigiorno stiamo facendo qualcosa che non si era mai fatto prima d’ora sulla Terra. Se i fattori naturali non sono stati capaci di estinguere la razza umana in migliaia di anni, ci estingueranno nel prossimo secolo.

Il paradosso risiede nel fatto che senza la tecnologia le nostre opportunità di evitare i rischi globali sono uguale a zero, mentre il fatto di avere la tecnologia ci dà,  in proporzione,  una maggiore opportunità di scappare dall’estinzione, nonostante sia la tecnologia stessa che causa questi rischi. Il fattore dominante del perché di quest’aumento di rischi è la discrepanza tra la maturità dell’uomo in termini di etica e morale e la crescita del potere delle tecnologie create da lui stesso.

Per minimizzare i rischi di un disastro tecnologico, dobbiamo fare quanto segue:

  • Sollevare la questione dei rischi esistenziali
  • Creare una struttura di cooperazione di atti internazionali
  • Regolare il ritmo del progresso tecnologico
  • Creare dei programmi volti a ridurre drasticamente specifici rischi esistenziali

Il mio commentario: Le tecnologie che noi produciamo sono il risultato del nostro atteggiamento egoista verso la società che ci circonda e verso la natura. Soltanto l’equilibrio con la natura ci porterà a un uso intelligente delle tecnologie. Ma per poter ottenere questo è necessario in primo luogo trasformare la natura umana. È questo può essere fatto unicamente dalla forza che ci ha creato: “Io ho creato l’inclinazione al male e il metodo per la sua correzione”.
[44279]

Materiale correlato:

Laitman blog: L’intero mondo continua a sentire gli effetti della crisi
Laitman blog: Quando la tecnologia è inutile

Il mondo globale non è diviso in parti

Ci sono due forze che ci influenzano: Una ci giuda dal davanti, e l’altra i spinge da dietro. Di conseguenza, la Kabbalah sostiene che abbiamo due strade per raggiungere lo scopo.

1. Se rendiamo la forza che ci guida in avanti più grande della forza ci spinge, avanzeremo in un modo più veloce e piacevole capendo cosa ci succede e desiderando che avvenga. Allora, una strada veloce e molto piacevole, verso la correzione personale e la rivelazione del nostro stato perfetto, si aprirà davanti a noi. In questo caso, percepiremo lo stato attuale come un punto di svolta, un trampolino per un salto molto vantaggioso.

2. Se non puntiamo in avanti e non aiutiamo ogni altro uomo, vale a dire tutta l’umanità, la forza negative ci spingerà ad avanzare attraverso la sofferenza. Naturalmente, prendere in considerazione la nostra intera interconnessione globale con il mondo moderno, non è un’ impresa semplice.

Dunque, gli uomini che oggi hanno il desiderio e l’aspirazione devono anche comprendere la loro responsabilità verso il mondo intero. La loro ricompensa è anche in questo. Aspirare verso l’obbiettivo e guidare gli altri verso il suo raggiungimento sono grandissimi e nobili propositi.

Questa è la ragione per cui oggi stiamo creando un sito internet e stiamo raccogliendo un enorme quantitativo di materiale. Siamo in contatto con molti sociologi, analisti politici, e scienziati che studiano gli stati attuali del mondo e della società in diverse zone. E questo ci permette di vedere quanto siano preoccupati da tutto quello che sta accadendo.

Gli scienziati stanno esaminando lo stato attuale delle risorse che sono rimaste a nostra disposizione come il gas, il petrolio, l’acqua, il carbone, i metalli, e il suolo, tutto ciò che la Terra ci ha dato. Questi scienziati sono impressionati negativamente, perché ci troviamo ad un passo dal limite dell’esaurimento delle nostre risorse. A questo proposito sono già stati scritti molti articoli, molti altri continuano ad essere pubblicati, e noi li stiamo raccogliendo. C’è una quantità enorme di materiale.

C’è anche un’enorme quantità di materiale sull’educazione. Abbiamo raggiunto un punto in cui non siamo più in grado di far crescere degli esseri umani. Siamo capaci di fornire loro ogni genere di educazione, sebbene questo non garantisca loro di trovare un lavoro in seguito. Tuttavia, non sappiamo come allevare un uomo-essere umano, allevare un bambino, “un cucciolo”, per farlo diventare un essere umano che viva in armonia, in una buona connessione con gli altri, proprio come chiede oggi il mondo globale. Dobbiamo spiegare accuratamente agli uomini cosa significa essere “globali”, in altre parole, essere completamente interconnessi.

Io ho iniziato i miei studi ed il mio lavoro nella biocibernetica, sui sistemi dell’organismo, che si occupa di come un organismo si mantiene in vita, e come si auto-organizza e mantiene in equilibrio sia dentro di sé che con il suo ambiente circostante attraverso dei sistemi di auto-regolamentazione. E’ un sistema incredibile.

La medicina si basa su questo materiale di conoscenza. I dottori usano le analisi e gli esami per controllare i diversi parametri dell’organismo, che possono essere a posto tra di loro oppure no. Ci sono dei grafici precisi che mostrano la presenza e lo stato in cui si trovano i nostri sistemi interiori: pressione e livello della temperatura, equilibrio degli elettroliti, degli acidi e così via. Tutto questo si riferisce ad un enorme insieme di informazioni interconnesse.

Oggi, la nostra società nel mondo è esattamente così. Il mondo non può più essere diviso in paesi separati come si faceva prima. Però, noi non siamo ancora psicologicamente pronti per questa nuova situazione. Non la comprendiamo. Dobbiamo sviluppare e capire il sistema globale e la connessione equilibrata che questo sistema deve assicurare. Questo equilibrio ci dà la perfezione di una vita normale.

Non appena una parte dell’organismo umano comune esce fuori da questa giusta interconnessione, si presentano immediatamente delle malattie. Inoltre, delle malattie si possono presentare in diversi sistemi e in diverse forme. Noi ancora non lo comprendiamo. Gli scienziati sono ancora all’inizio dell’esame di questi meccanismi globali.

La tecnologia ci insegna il comportamento dei sistemi analogici, dei sistemi globali, e dei sistemi a circuito chiuso. Non appena iniziamo ad immaginare tutto questo rispetto alla società umana, notiamo che oggi esistono delle terribili discrepanze nello la stato dei fatti. Ma la natura ci sta spingendo piano piano verso una visione del mondo globale.
[45449]

(Dalla 1.a lezione del Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Le lezioni dei disastri naturali
Laitman blog: L’egoismo su scala globale

Una domanda retorica: “di chi è la colpa”?

Domanda: Cosa deve succedere perché tutta l’umanità abbracci il metodo di correzione della Kabbalah?

Risposta: La maggior parte degli uomini ancora non capisce da dove arrivano tutti i problemi. Non hanno a che fare con i governi, la disoccupazione, i giochi politici o economici, o con i complotti “segreti”. Lo stress dell’America e il lavoro sottopagato della Cina sono semplicemente la parti del gioco che si vedono, e così gli uomini pensano che ci sia qualcuno nel mondo che abbia ancora un potere su di loro, che potrebbero essere, per esempio, i capi politici come Ahmadinejad, Obama, o la Merkel i quali possono, di fatto, decidere su tutto.

Che senso ha riversarsi nelle strade per urlare il proprio dissenso, se poi non si ottengono dei risultati? Quanti governi devono cambiare per farci capire come si fa? Noi dobbiamo capire una volta per tutte che tutti i cambiamenti possono avvenire solamente dall’Alto, per mezzo del potere della natura, e non per volere di qualche governante. Si tratta di persone uguali alle altre. Cosa sanno questi governanti? Cosa potrebbero fare, concretamente, nel mondo globale, dove il benessere di ogni paese dipende da tutti gli altri?

C’è una semplice logica in tutto questo. Ci sono più di 250 paesi nel mondo. Cosa può fare un primo ministro di un dato paese sotto le condizioni della totale interdipendenza? Quali scelte si hanno in un mercato comune? L’economia globale è governata da leggi crudeli, ed è impossibile fare un passo a destra o a sinistra perché ognuno è legato alla propria zona di influenza. Il capo di un paese ha forse a disposizione una bacchetta magica compresa nel suo ufficio?

Gli uomini sperano in un cambiamento del potere quando, di fatto, la situazione non fa che peggiorare, e non per colpa dei governanti, ma soltanto perché guardano nella direzione sbagliata. Gli uomini devono ancora capire chi è che comanda veramente la situazione. Se non diffondiamo la saggezza della Kabbalah nel mondo, non lo sapranno mai, mentre penseranno che sia tutta colpa loro. Essi non hanno la consapevolezza della Kabbalah che noi teniamo nelle nostre mani, e questi uomini non potranno fare altro che puntare il dito contro di noi.

Allora, essendo la nostra epoca descritta come l’era di Gog e Magog (cioè un’epoca sanguinaria e violenta), il mondo intero rivolgerà la sua protesta contro di noi. Per prima cosa, ci saranno delle guerre tra le nazioni, seguite poi dalle rivolte delle stesse nazioni contro Israele. E’ del tutto naturale che avvenga così, perché esse sono in conflitto e non hanno la minima idea di cosa fare a questo riguardo.

Questi uomini, di queste nazioni, rimprovereranno gli altri uomini fino a quando non capiranno che tutti sono in pericolo, tutti sono disperati, e che non c’è salvezza in niente. Da dove arrivano queste sciagure? Di chi è la colpa? No, non è di Obama, di Ahmadinejad, della Merkel o di Sarcozy. Non sono loro da rimproverare; riguarda solo gli ebrei. Come mai è così? Perché è così che si sentono loro.

E’ una naturale reazione dell’anti-semitismo: “E’ tutta colpa vostra!”. Francamente, hanno davvero tutta questa colpa? No, non ce l’hanno. Ma è così che sarà se non diffonderemo il metodo della correzione al momento giusto e ci mostreremo disponibili a condividerlo con il resto del mondo.

Noi dobbiamo agire sulla spinta di tutte le proteste di questi uomoni e dobbiamo essere pronti a rispondere al desiderio del mondo. Dobbiamo ricorrere alle medicine prima che la malattia diventi troppo grave. Attenzione, non lo dobbiamo fare perché abbiamo paura di loro, ma perché questa è la volontà del Creatore, che non vuole vedere soffrire nessun uomo.
[44343]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011 “La Pace”)

Materiale correlato:

Laitman blog: La soluzione è tra noi
Laitman blog: Una nuova educazione per tutti

Al notiziario in diretta: Tredici minuti sulla cosa più importante

La crisi che ha coinvolto il mondo era molto evidente nei congressi che abbiamo tenuto recentemente, compreso quello italiano di tre settimane fa e specialmente in quello di Madrid, Spagna, di una settimana fa. Le popolazioni sono nella confusione, ed il tasso di disoccupazione tra i giovani è del 40%. E le cose peggiorano tutti i giorni. Ci sono dimostrazioni e proteste che tengono occupate le strade delle città, e altro ancora.

Io sono andato di proposito a camminare per le strade di queste città per parlare con la gente. Nessuna delle persone con cui ho parlato sa che cosa fare e così le proteste continuano davanti ai palazzi del governo. Ma anche i governi non sanno che cosa fare. Tutti sono nella confusione e nessuno ha colpa di niente. Ma bisognerebbe capire che tutto succede perché ci troviamo ad affrontare la sfida della natura.

Il lavoro non può essere creato dal niente, da uno spazio vuoto. E a che scopo? In questo mondo esauriremmo le risorse naturali che ci sono rimaste ancora più velocemente, distruggeremmo la terra, e inquineremmo l’ambiente ancora un po’. Le nostre risorse di acqua e di aria diminuirebbero ancor più velocemente. Allora, perché dovremmo stimolare questa economia in deterioramento? Solo per dare un lavoro agli uomini? Con questo genere di conseguenze, è meglio non dare loro niente!

In Spagna, sono apparso sul più popolare canale televisivo nell’ora di massimo ascolto. Invece di parlare solamente per pochi minuti, che mi erano stati accordati in base alla programmazione, l’intervista è durata tredici minuti. Ve lo immaginate – tredici minuti durante le notizie del mattino, tra i servizi che riguardavano i fatti più importanti del giorno! Il fatto è che non riuscivano a smettere di intervistarmi.

Il mio suggerimento è stato semplice e si è tradotto in un consiglio pratico: dobbiamo mettere gli uomini seduti a studiare: gli uomini dovrebbero ricevere dei sussidi di disoccupazione (che rappresentano anche la più efficace strategia di risparmio) e si dovrebbe insegnare loro in quale genere di mondo stiamo vivendo, cosa c’è davanti a noi, e che genere di sfide la natura ci sta lanciando.

Non si tratta dei capricci di qualcuno o degli interessi di una certa parte di coloro che governano. Non si tratta di altro che della natura, che ci sta sfidando. E per noi la sfida sta nel cambiare. Non dobbiamo cambiare altro che noi stessi.

Dobbiamo diventare un apparato globale ed integrato, in risposta alla crisi attuale. Infatti, la crisi è la sensazione della mancanza di una propria conformità alla natura circostante. Perciò, se ci correggeremo in questo modo, ogni cosa si porrà in equilibrio e raggiungeremo uno stato di armonia. Questo è ciò che dovrebbe essere insegnato agli uomini.

L’intervista è stata apprezzata positivamente in tutta la Spagna, e anche in America Latina e nel Nord America, e questo perché con essa ho esposto il solo modo ragionevole per uscire dalla situazione che si è formata. E non si tratta solamente della Spagna. Grecia, Islanda, Italia ed altri paesi sono in una situazione identica, e ce ne sono molti altri che piano piano entreranno nella crisi. Ed in altri luoghi la crisi si sta presentando con sfumature differenti.

In questo modo la natura ci mette sotto il naso un chiaro compito da eseguire: dobbiamo cambiare. Dobbiamo integrarci con la Natura proprio come tutti gli altri elementi che si trovano in essa – i livelli inanimato, vegetativo ed animato. L’uomo non dovrebbe pensare di essere al di sopra della natura e che può fare tutto quello che desidera. Il suo compito più importante è di diventare consapevolmente una parte integrante di tutto l’insieme della natura.

Diventando una parte integrante della natura, l’uomo incomincia a capire di cosa si tratta e, improvvisamente, scopre in essa delle nuove altezze: i mondi di Assiya, Beria, Yetzira, Atzilut, Adam Kadmon, ed il mondo dell’infinito. Egli non permetterà più al suo egoismo di porsi come ostacolo tra lui e la natura, ed incomincerà a percepire la natura come qualcosa di trasparente.Alla fine egli comprenderà e diventerà consapevole delle forze che controllano ogni cosa, compreso lui stesso.

Questo è il compito che abbiamo di fronte oggi. Perciò, se lo desideriamo e se da qui in avanti useremo la forza dell’aspirazione che già esiste in molti uomini nel mondo, allora aspireremo veramente all’auto-correzione, alla rivelazione del mondo, ad uscire da questo stato di sogno e d’incoscienza. Allora conseguiremo l’uguaglianza con la natura, arrivando al livello del Creatore.

(Dalla 1.a lezione al Congresso di Mosca del 10.06.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Intervista con l’Agenzia EFE News
Laitman blog: Il problema del mondo è il mio problema

È ora di cominciare a prendersi cura del mondo

Quando una persona comincia a far pratica nel gruppo, cercando di uscire da se stessa ed unirsi ai desideri degli altri nell’amore e nella dazione, lavorando al di sopra del suo egoismo, scopre una distanza che la separa da loro: la piena misura del suo odio e la resistenza egoista. Gradualmente, comincia a vedere come questa distanza sia infinita, tanto è distante dagli altri.

Tuttavia, quando una persona lavora su se stessa ed acquisisce una certa vicinanza, scopre che la distanza, la Luce superiore, la forza superiore, è occulta. Ne risulta che la distanza tra lei e gli altri è divisa in 125 stati o passaggi. In tutto, questo cammino si divide in cinque mondi, ognuno dei quali consta di 5 Partzufim, mentre ogni Partzuf è composto da 5 Sefirot, che vengono anche contate come 10.

Ad ogni nuovo passaggio, la persona si adatta con maggiore precisione alla forma considerata come un Partzuf spirituale che include 10 Sefirot. Avanziamo rivestendoci in esse e strutturandoci in maniera interna per coincidere con esse. Gradualmente, cresciamo avvicinandoci alla loro forma ideale, fin quando tutta la struttura dell’Albero della Vita si riveste nella persona. Per questo si dice che l’uomo è l’Albero della Vita.

Oggigiorno, nella tappa finale dell’evoluzione dell’umanità, il nostro egoismo è appagato; non ha uno sviluppo maggiore. Pertanto, ci sentiamo depressi, stanchi, ricorriamo alle droghe e al terrore, insoddisfatti della maniera in cui viviamo.

In essenza, il nostro appagamento egoista è l’impulso per uscire verso una realtà più elevata, per essere arricchiti dall’amore. Di fatto, non abbiamo altra opzione. Crediamo di essere limitati dal mondo integrale che ci blocca, ma questo è al di là di questo punto. È arrivato il momento in cui l’umanità si elevi ad un altro livello esistenziale, a una dimensione superiore. È per questo che il mondo sta cambiando così rapidamente davanti ai nostri occhi.

Speriamo di poter educare il pubblico su come raggiungere l’amore e l’unità, affinché possa entrare nella nuova dimensione, prendendo una scorciatoia gradevole, senza drammatici colpi. È l’unica ragione per la quale stiamo lavorando in tutto il mondo e parlando a tutti della nostra esperienza.

La nostra percezione del mondo ci impone di spiegare alla gente, non appena possibile, che il mondo sta entrando in un nuovo stato, che la natura è del tutto globale. Dobbiamo spiegare che la natura ci mette in una specie di “bolla” nella quale lavora solo una forza e se non ci armonizziamo a questa forza, affronteremo enormi problemi.

Ma come possiamo armonizzarci alla forza unica? Per farlo, dobbiamo essere connessi allo stesso modo in cui i livelli, inanimato, vegetale ed animato della natura sono uniti in maniera istintiva. Tutta l’ecologia non è altro che una rete integrale di relazioni, nella quale solo l’uomo, nel suo egoismo, distrugge questo equilibrio. Se non ci armonizziamo alla natura, non sopravvivremo.

Pertanto, stiamo facendo circolare la Kabbalah e spiegando all’umanità il bisogno di unirci, per elevarci al di sopra dell’egoismo ed allinearci il più possibile per coincidere con la natura. Al contrario, siamo un cancro nel corpo, che consuma il suo ambiente e muore.

È evidente che c’è una differenza tra il progresso interno, personale, individuale ed il nostro lavoro su scala mondiale che offre una minore qualità. Tuttavia, realizziamo questo compito, semplicemente perché è il momento di cominciare ad occuparci del mondo. A questo è destinata la saggezza della Kabbalah.
[44749]

(Dalla lettura di Roma del 20 Maggio 2011)

Il gioco è finito

Domanda: Noi suggeriamo che gli uomini dovrebbero essere mandati a scuola per studiare le leggi del sistema completo ed interconnesso del mondo. Chi influenzerà questo genere di educazione e allo stesso tempo darà alle masse le necessità basilari?

Risposta: Misurate il livello della produzione raggiunto dall’industria moderna. In sostanza, quello che produciamo non è molto utile e non fa altro che rovinare il mondo. Continuiamo a sprecare le risorse, e intanto non produciamo nulla di buono e che sia veramente utile. Gli uomini si scambiano delle cose che non hanno senso, niente di più.

Un tempo l’industria si basava sulla regola “denaro- merci- denaro”, ma oggi questo modello ha perso l’elemento della merce: vendiamo soldi per soldi. Questo è ciò di cui è fatto il nostro “commercio”: ci passiamo le carte.

La sola merce che ancora conta è legata alla sfera delle necessità basilari. Un uomo ha bisogno di una casa e di qualcosa per vivere, come della certezza che queste cose non spariranno oggi o domani. La sola cosa che l’uomo deve capire è che il lusso è cancellato. Invece, quello che riceveremo è un appagamento ideale, ma non del genere che ci immaginiamo. E noi vi insegneremo come fare per ottenerlo.

Noi aiutiamo l’uomo a capire che in una società completa ed interconnessa, si potrà trovare l’appagamento perfetto in tutto ciò che va oltre le necessità basilari solamente nell’unione con gli altri. Infatti, gli uomini non potranno più essere appagati da ogni genere di cose inutili che si trovano in questo mondo.

Domanda: Quale sarà il modello economico che sosterrà una società come questa?

Risposta: Un modello molto semplice, poiché tutta l’industria moderna, gli apparati legislativi e le istituzioni finanziarie sono guidati da un’illusione e non commerciano altro che delle inutili carte. Nel frattempo, questo sistema è sostenuto dalle risorse naturali che vengono allegramente prosciugate.

Cancelliamo questo sistema di fare affari e daremo agli uomini del cibo che sarà di certo meno costoso perché, in realtà, oggi si produce niente invece che qualcosa, aria invece di merce. Lo scambio di cose inutili porta solamente allo spreco. Tranne che per alcuni elementi fondamentali di cui abbiamo bisogno, tutto il resto è solamente un passatempo fatto di giocattoli per i quali siamo disposti a distruggere la Terra.

La società consumistica è un gioco che giochiamo:

“La TV ha detto: compralo.”
“Allora, compralo.”

Con gli occhi fuori dalle orbite, corriamo al negozio e diamo il via ad una catena che ci intrappola. Così accatastiamo un mucchio di cose che alla fine ci seppelliranno.

Per migliaia di anni l’umanità si è sviluppata basandosi sulle necessità basilari. La maggioranza degli uomini ha vissuto senza il lusso; anche i vestiti venivano passati da una generazione all’altra. Tuttavia, un secolo di piaceri smodati dell’era moderna ha rovinato il pianeta. Che ci piaccia oppure no, dobbiamo mettere la parola fine a tutto questo.
[45275]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.05.2011 “Prefazione alla saggezza della Kabbalah”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il segreto del sistema completo o integrale
Laitman blog: L’egoismo su scala globale

Il vaso della conoscenza

Baal HaSulam, “La Pace”: Il profeta condiziona la pace nel mondo intero con il riempimento del mondo intero della conoscenza di Dio.

Dunque, la soluzione ai problemi che ci sono nel mondo è “la conoscenza del Creatore”. Fino a quando il mondo intero, dal suo elemento più piccolo fino al più grande, in base a tutti i propri desideri rivelati, non sarà colmato con la conoscenza del Creatore, il mondo non raggiungerà la perfezione, la pace e la serenità. Fino ad allora, ci saranno sempre delle forze che si agiteranno, che scuoteranno il mondo e che lo spingeranno a colmarsi con la conoscenza del Creatore, che è lo stato in cui il Creatore appaga la Sua creatura.

I nostri occhi possono vedere come le malattie e la povertà si stanno trasformando in sofferenze mortali ed intollerabili, e come l’umanità si sia spinta all’estrema destra, come nel caso della Germania, o all’estrema sinistra, come nel caso della Russia. Ma non solo gli uomini non hanno migliorato la situazione per loro stessi, ma invece peggiorato la sofferenza e l’agonia, e il pianto sale al cielo, come sappiamo tutti.

Quello che la nostra mente ci suggerisce di fare a questo punto è di non prestare aiuto, perché oscilliamo sempre tra destra e sinistra. A volte, ci teniamo nella linea di mezzo, ma solitamente lo facciamo mentre ci muoviamo da un estremo all’altro. Di conseguenza, finiamo in un guaio dopo l’altro, e non c’è via d’uscita fino a quando non conosciamo il Creatore.

La “conoscenza del Creatore” punta alla correzione dei nostri desideri in modo da renderli adatti a diventare il vaso della conoscenza (Daat), vale a dire, a colmarsi con la Luce di Hassadim (Misericordia) e con l’illuminazione di Hochma (Saggezza), come le Sefirot Hochma (“saggezza”), Binà (“capire”), e Daat (“conoscenza”), HBD.

Domanda: In che modo il mondo sarà colmato della conoscenza del Creatore?

Risposta: Gli uomini incominceranno ad imparare come donare a tutti, mentre si troveranno a vivere tutti insieme in un sistema globale, completo ed analogico, in cui ci consegnano gli uni agli altri, e sono uniti ed inseriti vicendevolmente, ed in questo sistema la dazione reciproca ed anche l’amore domineranno.

Fino a quando non ci uniremo in questo genere di sistema in cui ogni uomo sentirà il desiderio collettivo di tutti e si sforzerà di appagarlo, come la cellula di un corpo, non arriveremo alla perfezione. Fino ad allora, le disgrazie continueranno ad aumentare e ci spingeranno verso questa perfezione.

Questa è ciò che chiamiamo “la conoscenza del Creatore”: Ognuno di noi diventa un vaso della conoscenza. Zeir Anpin e Nukva ascendono in Hochma e Binà e ricevono da esse l’appagamento, in base al desiderio che hanno elevato. Dunque, essi sono considerati come “il vaso della conoscenza”. Essi raggiungono il livello di “età adulta” e, insieme al Partzuf genitoriale di Aba ve Ima, si trasformano in HBD.
[44347]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il complicato cammino del raggiungimento della semplicità divina
Laitman blog: La Kabbalah è la scienza dell’ amore

Uniti per tutti

Domanda da Mosca: cosa significa desiderare l’unità? E come si sente l’unità?

Risposta: Apparentemente queste domande vengono dal nostro stesso gruppo di Mosca come preambolo al prossimo congresso. Cosa significa unirsi? Perché? Perché celebreremo questo congresso? La domanda è corretta.

Perché dobbiamo unirci? Ad essere sincero, questo è impossibile da spiegare. Se una persona ha una Reshimo (gene informativo) che le è restata dentro dall’unità che aveva sperimentato una volta mentre si trovava nel desiderio comune, nel quale aveva scoperto il Creatore e dopo ha perso questa sensazione, adesso questa Reshimo si sta risvegliando nuovamente, quindi, questa persona, desidera ritornare a quello stato. “Io lo voglio!”.

Per esempio, ad alcune persone piace mangiare le rane. Bene, cosa puoi farci … io non ho questo desiderio, ma per queste persone sono una delizia celestiale. È esattamente così che nasce il desiderio per la spiritualità. Si risveglia e questo è tutto. Cosa puoi farci? … Una persona comincia a sentire il desiderio di mangiare le rane ed un’altra, lo sente per la spiritualità. Questo desiderio si risveglia dall’interno e non dipende da noi.

Perché qualcuno comincia a sentire il desiderio di mangiare le rane? Perché una volta le ha provate ed ha sentito un sapore piacevole, si è abituato, ha ricevuto l’educazione corrispondente e adesso desidera questo.

Un’altra persona, però, era nel cammino spirituale in un certo momento e dentro di lei è restata una Reshimo, la quale adesso si è risvegliata. Questa è la ragione per la quale è impossibile spiegare in che modo si senta l’unità alle persone che non hanno una Reshimo dello stato spirituale; però è possibile insegnare loro che vale la pena unirsi gli uni con gli altri, perché in questo modo usciremo dalla crisi generale e pertanto, vale la pena che si uniscano con coloro che sono focalizzati sulla correzione dello stato attuale del mondo. Dopotutto, anche loro ne beneficeranno.

Questo è quello che abbiamo da dire alle persone. Loro non capiscono cosa significhi la spiritualità, o il Creatore, l’adesione, l’unità, il sentimento di perfezione, l’eternità, l’armonia con la natura o le sfere superiori … tutto questo ha poco senso per loro, cosicché ti diranno: “Lasciami tranquillo! Dammi solo qualcosa in questa vita: la pace, la sicurezza e la buona salute. Non ho bisogno di altro!”. Ogni persona parla in base al suo desiderio.

Quando parli a questo tipo di persona, devi dimostrarle che non sarà nemmeno capace di riempire il suo desiderio, a meno che non proceda unita a tutti gli altri verso l’unione, perché questo è quanto esige la natura integrale e globale. Abbiamo modo di spiegare queste cose e l’evidenza che le sostengono. Pertanto, dille che il mondo richiede l’unità perché questo è quanto esige la natura. Devi parlare alla persona al suo livello, invece di parlarle del Creatore e della spiritualità. A causa del fatto che non ha un altro modo di farlo, anche lei si incorporerà; però, ogni persona deve essere accostata in accordo al suo desiderio.

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.05.2011, lo Zohar)

Come possiamo essere uguali se siamo così diversi?

L’umanità sta affrontando un grosso problema sociale di natura strutturale. La costituzione di una società corretta si riferisce ad una società di uguali. Tuttavia, la difficoltà sta nel fatto che la natura ci ha fatto tutti diversi. Perciò, non ha senso metterci tutti nelle stesse condizioni: otto ore di lavoro al giorno, uguali stipendi, e così via. Le nostre differenze naturali si manifestano in quelle situazioni in cui per una persona questo è troppo mentre per un’altra è troppo poco. Se sono pigro, sarà molto difficile per me lavorare otto ore al giorno, ma per una persona intraprendente non sarà affatto un problema.

In che modo, allora, dovremmo misurare l’eguaglianza? Come si costruisce una società di eguali? Gli uomini hanno cercato di farlo da sempre e così, quando si è presentata un’opportunità, si è cercato di creare una buona struttura sociale. Ma non sembra che ci siamo riusciti. La natura non ci permette di essere uguali.

Perché allora all’inizio siamo così tanto diversi tra di noi, opposti gli uni agli altri, e non riusciamo ad andare d’accordo? Ognuno di noi, a livello personale, ha la propria forza, i propri gusti, regole, capacità, caratteristiche innate ed un approccio alla vita che è diverso da quello degli altri e questa è la ragione per cui non ci capiamo a vicenda.

Ed è per questo che non saremo in grado di costruire l’eguaglianza. Sembra che una società egualitaria sia la risposta che ci potrebbe salvare dalle guerre e dai problemi, ma non è questo che la natura ha programmato. Il suo programma è di farci rendere conto che non troveremo l’uguaglianza in nessun posto, ed in niente. Non avremo mai la possibilità di dividere qualcosa equamente tra tutti. Se lo facessimo oggi, domani dichiareremmo una guerra.

Una distribuzione egualitaria è stata tentata in Russia, nei Kibbutz (comunità) di Israele, ma tutti questi tentativi sono falliti. La Natura desidera che noi usiamo tutto il nostro potere egoistico per correggerci in modo da eguagliarci alla natura stessa: totale dazione. Allora, non mi importerà di chi prende e quanto prende. La mia sola preoccupazione sarà di dare il massimo di me stesso, al 100%. Questo non significa una distribuzione “equa e giusta”, ma una distribuzione senza alcun controllo.

In questo caso, ognuno prende in base al livello del proprio sviluppo, quel tanto che gli serve. E, di conseguenza, l’uomo si svilupperà fino al livello in cui riceverà solamente quel tanto che gli serve per la sua esistenza, mentre il resto verrà usato per servire gli altri, senza valutare a chi e quanto dare.

Questa è la ragione per cui gli uomini non capiscono quando spieghiamo loro ciò che la Kabbalah dice circa il futuro del genere umano. Sembrano dei concetti troppo fanatici, troppo utopistici. In caso contrario, però, l’umanità non sopravviverà perché ogni altra distribuzione è ingiusta. Io non posso misurare gli sforzi individuali di un altro uomo in modo da stabilire quanto dovrebbe guadagnare. La natura non permetterà mai all’uomo di mettere d’accordo le due forze, positiva e negativa, in questo modo.

Perciò, quando incominciamo a mettere in pratica questa idea, dovremmo divulgare la saggezza della Kabbalah usando un sistema totalmente diverso. Per adesso, dobbiamo unirci nei gruppi che sono fatti di uomini che hanno già ricevuto questo desiderio e questo bisogno e che capiscono che non c’è una via d’uscita, perché questo è ciò che la Natura richiede. Questi uomini hanno due forze: il potere del loro personale egoismo ed il potere del Creatore, la scintilla che li spinge verso lo sviluppo positivo. Quando queste due forze si incontrano in una persona, questa persona incomincia a sentire e attuare ciò che la saggezza della Kabbalah spiega.

Il processo è graduale e combacia con lo sviluppo interiore di un individuo. Noi attraversiamo i livelli inanimato, vegetativo, animato, ed umano di questo processo, e mentre ci sviluppiamo, le due forze si scontrano dentro di noi con intensità sempre crescente, mentre noi creiamo una resistenza tra di esse, un strumento di “resistenza”. Mettendo il nostro cuore e la nostra mente tra queste forze, le manteniamo in posizione opposta: da una parte, domiamo la nostra forza egoistica, mentre dall’altra, mettiamo in moto la forza della dazione. Impiegando queste due forze insieme, lavoriamo nell’ambiente che abbiamo intorno, e allora ci sentiamo come se fossimo “le resistenze di un circuito”, una forza di resistenza che funziona in tutto il sistema nel suo insieme, come una parte di questo sistema che lo fa sviluppare.
[43691]

(Dalla 2.a parte della lezione al Congresso di Roma del 21.05.2011)